ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
giu 12 2009

Adrianissimo Movies! 3° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 3° manche!

Supereranno il turno i primi 3 film classificati.
Ecco i film in gara in questa seconda manche:

1. L’emigrante – di Pasquale Festa Campanile – 1973
2. Ecco noi per esempio – di Sergio Corbucci – 1977
3. Uno strano tipo – di Lucio Fulci – 1962
4. Yuppi Du – di Adriano Celentano – 1975
5. Er più, Storia d’amore e di coltello – di Sergio Corbucci – 1971
6. Innamorato pazzo – di Castellano e Pipolo – 1981
7. Qua la mano – di Pasquale Festa Campanile – 1980
8. Mani di velluto – di Castellano e Pipolo – 1979

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di giovedì 18 Giugno.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche03_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


feb 9 2008

Il 6 gennaio di 70 anni fa nasceva Adriano Celentano. Ha venduto 180 milioni di dischi

“«Il ragazzo della Via Gluck», presentato al festival di San Remo del 1966, non riesce a qualificarsi per la serata finale. Avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad Azzurro) la sua canzone per eccellenza”

In occasione del suo settantesimo compleanno, abbiamo deciso di pubblicare la bibliografia del «Molleggiato», estratta perlopiù da Wikipedia, che gli dedica qualcosa come quindici cartelle di testo e tutta la produzione artistica.
Uno dei meriti maggiori che gli viene riconosciuto è quello di essere stato uno dei primi musicisti italiani a capire che qualcosa, nel mondo della musica e del costume, stava cambiando.
Erano gli anni in cui dall’America, sull’onda del boogie-woogie imperante dell’immediato dopoguerra, arrivava un nuovo tipo di musica, sfrenata e di grande appeal soprattutto per i giovani di allora. Celentano capisce che quella è la sua musica.
Ma il suo successo è dovuto anche a un altro aspetto, oggettivo. Anche coloro che condividono poco o nulla del pensiero di Celentano, lo considerano uno dei più grandi musicisti di musica leggera del mondo per la semplice ragione che da sempre ne amano i suoi pezzi.

Adriano nasce a Milano il 6 gennaio 1938, al numero 14 di via Gluck. I suoi genitori sono pugliesi di Foggia, trasferitisi al nord per lavoro. A Milano Adriano trascorre l’infanzia e l’adolescenza, trasferendosi con la famiglia nel 1951 in via Correnti; lasciata la scuola dell’obbligo, svolge diversi lavori, l’ultimo e il più amato è quello di orologiaio che tutt’ora nel tempo libero si diletta a proseguire.

Nello stesso periodo inizia ad interessarsi di musica, in particolare del rock ‘n roll, che, come molti altri giovani italiani, inizia a conoscere nel 1955 con l’arrivo in Italia del film Blackboard Jungle. Nella colonna sonora c’è una canzone intitolata «Rock around the clock», cantata da un cantante sconosciuto in Italia, Bill Haley, accompagnato dal suo complesso, i Comets, e Celentano (come altri giovani) rimane folgorato, decidendo di voler anche lui diventare un cantante rock.

Forma di lì a poco un gruppo, i Rock Boys, costituito da quattro suoi amici, i tre fratelli Ratti alla batteria, al basso e alla chitarra (Marco, il bassista, diventerà in seguito un celebre contrabbassista jazz, oltre che musicista con Ivan Della Mea) e Ico Cerutti (torinese trasferito da poco a Milano con la famiglia) alla seconda chitarra. È con questa formazione che, dopo aver preparato alcuni brani di rock ‘n roll americani (cui Celentano, non sapendo l’inglese, cambia le parole), i Rock Boys debuttano nel 1956 all’Ancora, locale di Milano, per poi passare in breve tempo al Santa Tecla, molto più noto, ma continuando anche ad esibirsi in altri teatri di Milano.

In uno di questi, il teatro Smeraldo, alla fine del 1956, Celentano e i Rock Boys conoscono un complesso di rock’n'roll che arriva da Roma. Sono un gruppo di fratelli guidati dal più giovane, il quindicenne Antonio Ciacci, ed uno di essi, il chitarrista Enrico, si mette in evidenza come il più dotato di tecnica musicale (anni dopo, Celentano ritroverà Antonio, diventato nel frattempo Little Tony).

Intanto si è aggiunto ai Rock Boys il pianista Enzo Jannacci proveniente dai Rocky Mountains (il gruppo che accompagna Tony Dallara) e che è stato presentato a Celentano da Pino Sacchetti, sassofonista amico di Jannacci. In questi primi spettacoli Celentano mischia alle canzoni intermezzi di cabaret (con l’imitazione di Jerry Lewis) e di ballo. Lascia ai musicisti lo spazio per suonare, mentre lui balla in maniera dinoccolata e snodata.

Celentano conosce anche un ballerino, Alberto Longoni, che si esibisce con il nome d’arte di Torquato il Molleggiato (anni dopo diventerà famoso come Jack La Cayenne), e spesso lo porta con il gruppo durante le esibizioni: un giorno, annunciato in cartellone, Longoni non si presenta ad una serata perché bloccato dalla Polizia, e Celentano balla al suo posto, diventando lui Il Molleggiato.

Il coreografo e ballerino Bruno Dossena (che morirà tragicamente in un incidente stradale l’anno dopo) ha l’idea di organizzare un festival del rock ‘ roll italiano a Milano (lo chiama «Primo Festival», anche se in realtà quella sarà l’unica edizione). Si tiene il 18 maggio del 1957 al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi e vi partecipano molti gruppi, per lo più milanesi, tra i quali ricordiamo Tony Renis, Betty Curtis, Tony Dallara e i Rocky Mountains, Clem Sacco, Giorgio Gaber, Guidone e Little Tony and his brothers; ognuno di essi ha alcuni minuti a disposizione, per presentare tre o quattro canzoni (molto brevi, raramente raggiungono i due minuti di durata).

È lo stesso Dossena che nei giorni precedenti, invita Celentano a partecipare con il suo gruppo.
A proposito di questa esibizione, sono nate alcune leggende metropolitane, forse per la cattiva memoria di alcuni protagonisti, che vanno smentite. La prima è che tra i Rock Boys ci fosse anche Luigi Tenco al sax, perché Tenco, in quel periodo è ancora a Genova, dove suona nel «Modern Jazz Group di Mario De Sancita». Solo nel 1958 Tenco si trasferirà a Milano, dove conoscerà Gaber e dove formerà «I Cavalieri».

La seconda è che Gaber si fosse esibito suonando nel gruppo di Celentano (mentre invece si esibì per conto suo come solista, ed entrò solo in seguito nei Rock Boys). La terza, legata alle precedenti, è che gli autori del testo di una delle canzoni cantate da Celentano, Ciao ti dirò, siano lo stesso Tenco e Gaber: anche questo non è possibile per i motivi scritti prima, ed inoltre lo stesso autore della musica, Gian Franco Reverberi, ha sempre affermato che il testo fosse di Giorgio Calabrese, che a sua volta ha polemizzato spesso su questo argomento con lo stesso Gaber.

Comunque, cantando tra le altre anche questa canzone, Celentano vince il 1° festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano. Tra il pubblico è presente il discografico Walter Guertler, che gli propone un contratto discografico per una delle sue etichette, la Music, che infatti pubblicherà nella primavera del 1958 le prime incisioni di Cementano. Tutte cover di brani di rock ‘n roll americani usciti su quattro 45 giri (e raccolti in due extended playing) di scarso successo, al punto da diventare delle vere e proprie rarità discografiche.
I giornali del giorno dopo parlavano della vittoria di Cementano. La Notte del 19 maggio 1957, riportando la cronaca di presunti incidenti avvenuti al Palaghiaccio, intitolava «Palazzo del Ghiaccio devastato dal nuovo divo del rock’n'roll», mentre sul Corriere della Sera Giorgio Bocca scrisse un articolo molto duro contro la nuova moda giovanile importata dall’America.

Nel frattempo, subito dopo la vittoria, vi sono state due defezioni nei Rock Boys. Ico Cerutti lascia il gruppo per dedicarsi al jazz (entra infatti nell’orchestra di Franco Cerri con Renato Sellani, e ritornerà in contatto con Celentano anni dopo quando si dedicherà alla carriera di cantante), ed uno dei fratelli Ratti, il batterista, si ritira dalla musica; i due vengono sostituiti dal batterista Flavio Carraresi (fiorentino, anche lui di formazione jazz) e da Gaber, portato nel gruppo dall’amico Jannacci.

Ma il 1957 è un anno importante per Celentano anche per un altro motivo. Conosce infatti Miki Del Prete, che negli anni diventerà uno dei suoi più preziosi collaboratori, nonché spesso autore di testi. Del Prete è pugliese come Celentano, figlio del calciatore del Bari Mario Del Prete, e si è trasferito in Lombardia quando il padre è stato ceduto al Como. Amico di Dossena, è anche lui un ballerino di rock ‘n roll, e l’amicizia tra Del Prete e Celentano nasce quando Miki riesce ad organizzare due settimane di ingaggio per il vincitore del Festival del Rock ‘n Roll italiano nell’estate del 1957, una al Morgana di Sanremo ed una al Muretto di Alassio. Celentano e i Rock Boys cantano gratis, in cambio di due settimane di villeggiatura pagata, e da quel momento nasce l’amicizia tra i due tutt’ora reciproca.

Nel 1958 la Music pubblica i primi 45 giri di Celentano. Per il momento Guertler preferisce che il cantante incida cover di rock ‘n roll americani (Rip it up, Jailhouse rock, Tutti frutti e Blueberry hill tra gli altri), tralasciando le sue compo-sizioni in italiano. Ma, visto il successo pressoché nullo di questi quattro 45 giri, Guertler decide di dirottare il cantante alla sua nuova etichetta, la Jolly, e di consentirgli di incidere anche brani in italiano. I primi (Buonasera signorina e La febbre dell’hoola hop) sono inseriti come lati B di brani ancora in inglese, ma finalmente nel gennaio del 1959 viene pubblicata Ciao ti dirò, la canzone con cui ha vinto il festival del rock’n'roll italiano (ormai due anni prima); da ricordare che a novembre del 1958 la canzone è già stata pubblicata dalla Dischi Ricordi nell’interpretazione di Giorgio Gaber, e che presto seguiranno altre incisioni da parte di Ricky Gianco, Guidone ed altri interpreti.

Il disco che però riscuote successo è il seguente, Il ribelle, che è anche il primo brano pubblicato scritto da Celentano (per la musica); successo replicato nell’estate da Il tuo bacio è come un rock, brano con cui il 13 luglio 1959 Celentano vince il Festival di Ancona e che vende, nella prima settimana, ben 300.000 copie (come riportano i dati di Musica e dischi di quell’anno).

In questo disco suona, per l’ultima volta, la chitarra ritmica Giorgio Gaber. Infatti sia per la sua attività da solista che per quella in duo con Jannacci (i due hanno iniziato ad incidere insieme con lo pseudonimo I Due Corsari) Gaber dedide di abbandonare i Rock Boys, imitato sia dal batterista Carraresi che dai due fratelli Ratti (i tre si dedicheranno al jazz, ma Carraresi avrà anche una certa fortuna negli anni sessanta come cantante e, in seguito, come autore di sigle di cartoni animati giapponesi).
Celentano (che, comunque, in sala di registrazione spesso si affida ai musicisti della Jolly) deve quindi trovare un nuovo gruppo di accompagnamento per i concerti: ingaggia quindi un giovane batterista mantovano, Gianni Dall’Aglio (soprannominato Cocaina perché i genitori gestiscono una drogheria), che suona negli Original Quartet, e con Jannacci alle tastiere, suo nipote Gino Santercole alla chitarra e Domenico Pasquadibisceglie detto Dino al basso e Giorgio Benacchio (nei dischi dell’epoca a volte il cognome è scritto Bennacchio) alla seconda chitarra forma I Ribelli.

Il debutto con il nuovo gruppo avviene a metà settembre, al Festival dell’Avanti al parco Ravizza di Milano, dove viene proposto il nuovo singolo Teddy girl (il cui testo è di un altro personaggio fondamentale per la storia di Celentano, Luciano Beretta). Il pubblico apprezza i nuovi musicisti, in particolar modo il batterista bambino (che anticipa di un decennio Michael Shrieve).
L’attività musicale ha però uno stop forzato di un mese: il 22 settembre infatti Celentano ha un incidente automobilistico, alle due di notte, dopo essersi esibito in un locale a Rivarolo Re: è in compagnia della fidanzata Milena Cantù, del padre di lei Eugenio Cantù e di sua nipote Evelina Santercole quando, a Casalmaggiore, la macchina sbanda e finisce in un fossato. Celentano subisce una contusione toracica e una frattura di una costola e i medici gli prescrivono un mese di riposo.
Nello stesso anno si ha la prima collaborazione tra Celentano e Mina. La Tigre di Cremona incide infatti un 45 giri con la canzone Vorrei sapere perché, un rock ‘n roll scritto per lei dal Molleggiato (con il testo della stessa coppia di Il tuo bacio è come un rock, cioè Piero Vivarelli e Lucio Fulci).
Infine, sempre nel 1959, Celentano gira il primo film di successo, I ragazzi del juke-box con la regia di Lucio Fulci (l’anno precedente ha fatto una prima apparizione in I frenetici): il titolo è quello della canzone sul retro di Il tuo bacio è come un rock, e tra gli interpreti di quello che è, a tutti gli effetti, un musicarello ante-litteram, sono da ricordare Fred Buscaglione, Betty Curtis e Tony Dallara.

Finalmente, alla fine di marzo del 1960, dopo due anni di contratto, Guertler decide di pubblicare il primo 33 giri di Celentano, intitolato Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra: il disco racchiude alcuni brani già pubblicati su 45 giri (come Il tuo bacio è come un rock), e gli unici due inediti, Personality e Il mondo gira, sono pubblicati su singolo contemporaneamente.
Dello stesso periodo è anche un disco inciso in coppia con la cantante Anita Traversi, contenente le canzoni Piccola e Ritorna lo shimmy. Il 1960 è anche l’anno della partecipazione al film La dolce vita di Federico Fellini, che chiede al Molleggiato di interpretare una sua canzone in una scena ambientata in un locale romano. Adriano, con i Ribelli, canta Ready Teddy, e la sua interpretazione viene apprezzata in modo particolare dal regista.

Il 30 novembre viene pubblicato Furore, il secondo album di Celentano, che contiene due inediti che non verranno stampati su 45 giri, se non quando l’artista abbandonerà la Jolly (Serafino campanaro, noto anche nell’interpretazione di Mina, e Hei Stella, inciso anche da I Due Corsari).
Poche settimane l’uscita del disco, Celentano deve partire per il servizio militare: il CAR lo effettua a Casale Monferrato, dopodiché viene mandato a Torino, dove tra i suoi commilitoni c’è un giovane tastierista, Mariano Detto, con cui lega particolarmente (e che coinvolgerà, terminata la naja, nella sua attività musicale). A febbraio del 1961 Celentano deve partecipare al Festival di Sanremo, ma è militare: c’è bisogno di una dispensa speciale, che viene firmata dall’allora ministro della difesa, Giulio Andreotti.

Al festival Adriano ritrova il vecchio amico Little Tony, ed è in coppia con lui che presenta Ventiquattromila baci (canzone che, come Il tuo bacio è come un rock, è stata scritta da Pietro Vivarelli e Lucio Fulci su una musica di Celentano). Adriano scandalizza il pubblico voltandogli le spalle e girandosi solo dopo il cambio di tempo dell’orchestra, ma la sua «Ventiquattromila baci» arriva seconda (vince Al di là, cantata da Luciano Tajoli e Betty Curtis), pur vendendo nelle settimane successive mezzo milione di copie.
Altro successo di quell’anno è «Nata per me» presentata a Canzonissima 1961 ove si classifica al secondo posto (dopo «Bambina bambina» di Tony Dallara), canzone con cui Celentano si allontana dal rock per accostarsi ad un filone più melodico. Nel frattempo, a maggio, ha vinto il premio La Stella d’Oro, che dovrebbe ritirare (insieme a Claudio Villa), ma proprio in quel periodo viene condannato a cinque giorni di cella di rigore per «libera uscita arbitraria».
È questo il titolo di una canzone di Giorgio Gaber del 1968, dove il cantautore descrive, in maniera ironica, la fine ingloriosa (tra avvocati e citazioni in tribunale) dell’esperienza del Clan, una delle idee di Celentano che, passando poi dalla fase progettuale alla messa in pratica, si sono rivelate difficili da realizzare.

Il Clan Celentano nasce dall’esigenza di liberarsi dalle imposizioni che la Jolly fa al cantante, da un lato continuando a pubblicare 45 giri, a volte riciclando le stesse canzoni (nel 1962, ad esempio, stampano nuovamente 24000 baci con sul retro Il tuo bacio è come un rock) o impedendogli di usare i musicisti con cui suona abitualmente dal vivo nei dischi. Confrontandosi con Ricky Gianco (che vive problemi analoghi alla Ricordi) e con altri amici come Memo Dittongo, Beretta e Del Prete, finalmente Celentano decide di creare una nuova etichetta discografica, che coinvolga i suoi amici musicisti e che scopra anche nuovi talenti, ispirandosi in una certa misura al Rat Pack di Frank Sinatra.

Il primo maggio 1962 viene pubblicata «Stai lontana da me» (musica di Bacharach, testo di Mogol), canzone con cui nasce ufficialmente il Clan Celentano, e con cui Celentano partecipa al Cantagiro; in questa manifestazione, pur in testa, si ritira a causa di un presunto incidente al piede e salta alcune tappe ma, nonostante ciò, vince ugualmente, e la vittoria contribuisce al successo del 45 giri (disco tris che contiene anche Sei rimasta sola e Amami baciami), che vende un milione e trecentomila copie.
Il Clan è molto più di una casa discografica: è una sorta di comune artistica in cui Celentano, che in quel periodo vende centinaia di migliaia di copie per ogni 45 giri, riunisce parenti (come il nipote Gino Santercole o la fidanzata dell’epoca Milena Cantù) e vecchi amici come Ricky Gianco, Miki Del Prete, Luciano Beretta, i Ribelli, Detto Mariano.

Contemporaneamente si dedica alla ricerca di nuovi talenti. Ricontatta il vecchio amico e compagno nei Rock Boys, Ico Cerruti, che incide alcuni 45 giri, chiama il suo amico conosciuto durante il servizio militare, Detto Mariano, come arrangiatore ufficiale, e mette sotto contratto giovani sconosciuti come Don Backy, Pilade, Natale Massara, Ugolino; spesso questi artisti vengono fatti incidere con pseudonimi (Don Backy si chiama in realtà Aldo Caponi, Pilade è Lorenzo Pilat, Ugolino si chiama Guido Lamberti), e anche Gianco, finché incideva per la Ricordi, usava il suo vero cognome (Ricky Sanna).
La Jolly non accetta però la decisione di Celentano, e se da un lato lo denuncia per inadempienze contrattuali e rottura del contratto stesso (chiedendogli un risarcimento di 495 milioni di lire, poiché il contratto sarebbe scaduto il 30 aprile del 1962), da un altro continua a pubblicare su 45 giri canzoni che l’artista aveva registrato ma che erano rimaste inedite, facendo così concorrenza alle pubblicazioni del Clan. Così, pochi giorni prima di «Stai lontana da me» viene pubblicato «Veleno» un 45 giri con etichetta Caramba (lo stesso nome che Celentano voleva dare alla sua casa discografica) seguito da «Si è spento il sole», brano sullo stile di Frankie Laine che riscuote un buon successo, tra «Pregherò» e «Il tangaccio» la Jolly diffonde nei negozi «A New Orleans», e stampa e distribuisce addirittura un LP con alcuni 45 giri e qualche inedito.
La causa con la Jolly terminerà solo nel marzo del 1965, con la vittoria del Molleggiato che verrà quindi assolto dall’accusa e non dovrà pagare alcuna penale. L’esperienza del Clan dura però appena sei anni, uccisa dagli atteggiamenti dispotici del leader, da infiniti problemi contrattuali e anche dalle ambizioni di successo personale dei singoli artisti: in alcuni casi come Ricky Gianco o i Ribelli il distacco è indolore, mentre in altri si accompagna a processi e sentenze, ed è questo il caso di Don Backy. Da questo momento il Clan di fatto (tranne pochissime eccezioni) si limita a distribuire i dischi di Celentano.

Anche durante il periodo del Clan i successi continuano. Nel 1962 vince il Cantagiro con «Stai lontana da me», seguita dall’incisione di «Pregherò» (versione italiana di Stand by me di Ben E. King, ma stranamente firmata da Gianco e Don Backy). È il suo primo testo che affronta tematiche religiose, che presto diventeranno una consuetudine (nel giro di 3 anni incide Ciao ragazzi e Chi era lui).
Nello stesso anno, in ottobre, Celentano suona per una settimana intera all’Olympia di Parigi. Si reca nella capitale francese con «I Ribelli» in treno, per la sua nota paura di volare (che nel 1964 gli farà rifiutare la proposta di un tour negli Stati Uniti fattagli da Frank Sinatra per lanciare un 45 giri con «Il tangaccio» e «Sabato triste»); torna nuovamente all’Olympia nel maggio dell’anno successivo.

Il 1963 è l’anno di «Grazie, prego, scusi» e di «Sabato triste». Il 1964 invece di «Il problema più importante» e il 1965 di «Sono un simpatico», tutte canzoni diventate dei classici.
Nel 1966, dopo cinque anni, Celentano decide di tornare al Festival di Sanremo. La canzone, Il ragazzo della via Gluck, presentata in coppia con Il Trio del Clan (composto da Pilade, Cerutti e Santercole), si classifica agli ultimi posti, non riuscendo a qualificarsi per la serata finale. Avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad «Azzurro») la sua canzone per eccellenza, anche per il testo di Del Prete e Beretta, che racconta molti particolari dell’infanzia e dell’adolescenza di Celentano, e affrontando per la prima volta il tema dell’ecologia e della speculazione edilizia, che da qui in avanti diventerà uno degli argomenti cardine del cantante.
Il ragazzo della via Gluck suscitò l’interesse di Pier Paolo Pasolini che progettò di trarre un film dal racconto della canzone, per sviluppare l’aspetto della civiltà urbana che stava distruggendo la cultura contadina. Il regista e Celentano (che doveva recitare ovviamente da protagonista nel film) si incontrarono spesso; il progetto, però, non andò in porto.
Mondo in mi 7a, di pochi mesi successiva, continua questo filone a metà tra la protesta e la predica: scagliandosi contro i vari mali del secolo (tra cui un profetico, per i tempi, C’è persino corruzione dove c’è lo sport), Celentano ha qui l’idea di abbinare al testo di Mogol, Beretta e Del Prete una melodia basata su un giro armonico costituito da un solo accordo, appunto il mi 7a: l’effetto è senza dubbio particolare, e l’abilità di Detto Mariano nel creare l’arrangiamento fa di questa canzone un altro evergreen.

Nel frattempo è entrato nel Clan come autore (presentato da Roby Matano de I Campioni) un giovane avvocato astigiano, Paolo Conte: il suo debutto per Celentano si ha nel 1966 con la canzone inserita come retro di «Il ragazzo della via Gluck», intitolata «Chi era Lui» (il testo di Mogol e Del Prete parla di Gesù), con le tipiche atmosfere pianistiche che in seguito identificheranno le canzoni di Conte.
L’avvocato scrive poi (in collaborazione con il maestro Michele Virano, suo concittadino) le musiche dei due successi degli anni successivi. Il primo è «La coppia più bella del mondo» del 1967, dove il testo di Beretta e Del Prete elogia il matrimonio e la vita di coppia con gli ormai consueti toni predicatori (che si attirano le accuse di antidivorzismo), mentre la musica si trasforma da un’introduzione lenta ad un valzerone da balera.
Il secondo brano, del 1968, è «Azzurro». Qui la musica, non definibile (non è un rock, non è un lento, non è una ballata, non è un liscio) e senza dubbio originale, si abbina ad un testo che Vito Pallavicini pare aver scritto su misura per Celentano, in quanto racchiude tutte le sue tematiche (dall’amore all’ecologia alla religione) unite dalla cornice del celebre ritornello.

Una canzone che ha avuto un’infinità di versioni, tra cui forse la più strana è quella contenuta nel divertentissimo (e censuratissimo) film di Renzo Arbore del 1980, «Il Pap’occhio», dove un fantomatico coro, la Premiata Fabbrica Il Pernacchio, la esegue a bocca chiusa con svariati pernacchi nei momenti più topici della melodia.

Il 45 giri che la contiene è uno dei rari casi in cui anche la canzone sul lato B è famosissima: si tratta di «Una carezza in un pugno», una musica scritta da Santercole per lo zio, con un testo d’amore di Beretta e Del Prete noto anche per un clamoroso errore grammaticale (Ma non vorrei che tu/ a mezzanotte e tre/ stai già pensando a un altro uomo…). Il 1969 è anche l’anno di «Storia d’amore», una bella e celebre canzone d’amore con un finale contenente un lungo assolo di fisarmonica, suonata da Nando De Luca)

Il tono da predicatore ritorna in «Tre passi avanti», «Torno sui miei passi» e, soprattutto, in «Chi non lavora non fa l’amore» (prima classificata al Festival di Sanremo 1970) che, pur portandolo costantemente in testa alle classifiche, lo rendono insopportabile a parte del pubblico dei giovanissimi (sono gli anni della contestazione giovanile) che lo bollano come reazionario e sorpassato (queste le accuse dei giornali giovanili di quel periodo, come Ciao amici o Big).
In particolare la canzone presentata al Festival viene vista come un inno al crumiraggio anche se, analizzando il testo della canzone, si può notare come il protagonista della canzone rivolgendosi al padrone gli faccia presente il disagio che si vive in famiglia a causa dei problemi salariali; ma le polemiche ebbero la meglio sulle analisi. Celentano però non se ne cura e ai successi in ambito musicale inizia ad affiancare quelli in ambito cinematografico.

Celentano però ha la capacità di saper ben coniugare musica e cinema. L’esordio è con i musicarelli tra la fine degli anni cinquanta e i primi sessanta e diverse micro-partecipazioni ad altre pellicole (da ricordare quella nel film con Totò Il monaco di Monza insieme a Don Backy, con il quale canta La carità) tra cui la già ricordata La dolce vita di Federico Fellini del 1960. La svolta si ebbe con Serafino di Pietro Germi del 1968 in cui interpreta la parte di un pastore, Serafino Fiorì, che deve affrontare una dura lotta con i parenti per questioni di eredità; grande successo riscuote il 45 giri con la canzone tratta dal film, La storia di Serafino.
La sua prima regia fu Super rapina a Milano di quattro anni prima, in cui troviamo quasi tutti i suoi amici del Clan; un film che narra di una banda di rapinatori che a seguito di un furto fuggono vestiti da frati con la quale poi si scontreranno. Del 1974 è invece Yuppi Du che Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce: anche in questo caso la canzone che prende il titolo dal film, scritta dal solo Celentano, è un successo.
Il film a detta anche di molti critici è forse il miglior film di Celentano per lo stile registico molto inusuale e in un certo senso rivoluzionario. Non esiste in videocassetta. Nel 1978 è la volta della 3° regia: Geppo il folle è un musical in cui Celentano interpreta un cantante di successo mondiale che ha un sogno: quello di incontrare Barbra Streisand, ma purtroppo non conosce l’inglese. Anche questo film non è mai uscito in vhs.

Abbandonate (essenzialmente per questioni economiche) le manie di onnipotenza, dal 1975 al 1980 interpreta ben 12 film anche di notevole successo, conoscendo un solo flop nel 1985 con l’eccessivamente mistico «Joan Lui», un film memorabile di questi anni, un musical scritto, diretto, sceneggiato, montato, musicato ed interpretato da Adriano. Il film costò ben 20 miliardi di vecchie lire e richiese una lavorazione lunga otto mesi.
Non ebbe grande successo di pubblico e venne anche considerato da diversi critici, spesso in modo pretestuoso, come una delle opere meno riuscite del cinema italiano. Nelle sale italiane rimase per sole 2 settimane (incassando 5 miliardi). Fu poi ritirato dallo stesso Celentano che si risentì per le critiche e per i tagli ricevuti. Al contrario, in Russia, il film fu considerato un vero kolossal. Adriano riuscì persino a vincere la sua storica paura per l’aereo per andare a pubblicizzarlo a Mosca e per essere premiato in occasione di un suo concerto nella capitale russa. Il film si presentava forse come un’opera troppo in anticipo sui tempi, ma i contenuti, rivisti al giorno d’oggi, appaiono più che mai validi.

Claudia Mori, nome d’arte di Claudia Moroni, attrice e cantante romana, incontra Celentano sul set di Uno strano tipo; e da quel momento i due formano una coppia ancor oggi indissolubile. Nel 1964 si sposano in gran segreto di notte, nella chiesa di San Francesco a Grosseto. Dal matrimonio nascono tre figli: Rosita nel 1965, Giacomo nel 1966, Rosalinda nel 1968.
Nella prima metà degli anni ottanta il matrimonio attraversa un periodo di crisi: per qualche anno i due vivono separati e si mormorano notizie di divorzio imminente. Nel 1985 i due si ritrovano proprio sul set di Joan Lui e la crisi sembra ormai acqua passata.
Dal 1991 Claudia Mori è amministratore delegato della casa discografica di famiglia, la Clan Celentano srl. Ricordiamo alcuni suoi successi discografici come «Non succederà più», «Stringimi a te», «La coppia più bella del mondo» (duetti con il marito), «Non guardarmi», «Quello che ti dico», «30 donne del West», «Buona sera dottore», «Un’altra volta chiudi la porta», «Che scherzo mi fai».
Parteciperà in numerosi film del marito ma dal 1994 si dedicherà completamente all’amministrazione del Clan.

In ambito musicale, i primi anni settanta vedono Adriano quasi costantemente in classifica con brani come Viola (che anni dopo verrà interpretata in duetto con Ivano Fossati) «Sotto le lenzuola» (ultima canzone con il quale partecipa al Festival di San Remo nel 1971), e «Er più», scritta da Carlo Rustichelli e contenuta nella colonna sonora dell’omonimo film.

Il 1972 è l’anno di un nuovo successo ecologista, «Un albero di trenta piani», in cui Celentano attacca la speculazione edilizia e l’inquinamento, prendendosela in particolare, nel finale della canzone, con il grattacielo Pirelli di Milano (che ha, appunto, trenta piani). Tradotta in spagnolo con il titolo «Un arbòl de 30 pisos» (sul retro vi è Ready teddy) ottiene molto successo anche sul mercato iberico e latinoamericano.

La canzone è contenuta in un LP, «I mali del secolo», dove ogni traccia affronta un problema sociale (dalla droga alla crisi della famiglia); al disco collabora come corista Giuni Russo.
Ma è con Prisencolinensinainciusol, pubblicato il 3 novembre del 1972, uno stranissimo brano in lingua «celentanesca», cantato con suoni sconclusionati pseudo-inglesi che conquista un primato mondiale. La canzone, infatti (considerata da Celentano il primo rap italiano, il «seme del rap», come ha definito la canzone in un rifacimento del 1994), entra in classifica negli Stati Uniti (al settantesimo posto) prima che in Italia, cosa più unica che rara per un cantante italiano.
Celentano motiva il testo della canzone sostenendo che «avendo appena inciso un album di canzoni che volevano dire qualcosa, avevo voglia di fare qualcosa che non volesse dire nulla».
In Italia il successo non arriva subito, ci vorrà del tempo, quando la canzone diventerà sigla del programma radiofonico Gran Varietà riscontrerà un enorme successo anche in Italia. Prisencolinensinainciusol è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Manu Chao e Piero Pelù.

Nel 1973 Celentano annuncia la sua partecipazione al Festival di Sanremo, con il brano «L’unica chance» (canzone che anticipa di 30 anni i dibattiti sui cibi transgenici): ma all’ultimo momento il cantante accusa una gastrite (secondo la versione ufficiale) e dà forfait, ma nel telegramma che spedisce agli organizzatori aggiunge anche che forse a fargli venire la gastrite è stato il modo in cui sono stati trattati alcuni cantanti popolari esclusi dalla gara, e conclude il telegramma scusandosi se questo festival sarà più pallido del solito per la mancanza della sua presenza.
Il brano musicalmente è un rock-blues, ma riscuote meno successo di altri, al contrario del 45 giri del 1974, «Bellissima» che, come si deduce dal testo, è una canzone d’amore. Torna alle tematiche sociali nel 1976 con «Svalutation», analisi della situazione italiana dell’epoca (sono gli anni dell’austerity e della nascita del terrorismo) a tempo di rock, con la chitarra di Santercole in evidenza. La canzone è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Piero Pelù.

Il 1977 è l’anno del ritorno di Celentano in tour, dopo sei anni dall’ultima serie di concerti, per sette date negli stadi (primo in Italia a usarli a tale scopo), di cui una, quella allo stadio Manuzzi di Cesena, viene registrata per un disco dal vivo che esce solo due anni dopo.
Dopo altri successi, «Ti avrò» nel 1978 e «Soli» nel 1979 (quest’ultima con la musica scritta da Toto Cutugno, l’inizio di successive collaborazioni), con l’occasione dell’uscita del disco dal vivo effettua nuovamente un tour negli stadi, a soli due anni di distanza dal precedente, in cui batte alcuni record di presenza (45.000 persone al Comunale di Torino, 65.000 al San Paolo di Napoli e 50.000 allo stadio di Rimini).
Alla fine del decennio però, come Mina, anche Celentano decide di chiudere con i concerti. Fino al 1994 (anno del tour europeo) non effettuerà più tournée.

Nel 1982 pubblica un libro autobiografico con la collaborazione di Maria Ripa di Meana «Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai». Celentano continua ad incidere regolarmente pur essendo sempre più impegnato con il cinema (scala le vette di incassi con film come Bingo Bongo, Il bisbetico domato, Asso).
Incide due album-cover («I miei americani…» e «I miei americani 2») in cui ripropone in versione italiana canzoni ultra famose americane come «Susanna», «Questo vecchio pazzo mondo» (Eve of distruction), «Il contadino» (Hold on, I’m coming), «Sei nel mio destino» (You are my destiny) e tante altre. I due album riscuotono un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute a testa.

In tv Celentano si renderà protagonista per il suo «Fantastico 8», dando il suo tocco personale al programma-culto della Rai che si occupava della Lotteria. Il programma è accompagnato dall’album La pubblica ottusità. Tra una frecciata e l’altra e le famigerate «pause» (volute, o dovute a un’amnesia?) spazza via tutti i record di audience. Memorabile il suo monologo contro la caccia in cui si definisce «Figlio della foca» (nome di un futuro fans club ufficiale del cantante, ma chiuso tempo dopo) e nel quale invita gli spettatori a scrivere sulle schede referendarie quella frase, non sapendo che così le schede si sarebbero annullate.
Per questo motivo verrà processato e successivamente assolto.

Dal 1987 al 1990 Adriano non produce album. Nel 1992 è nelle sale quello che poi sarà il suo ultimo film (Jackpot) e che risulterà un flop memorabile, criticato persino dallo stesso Celentano (da notare come nel suo sito ufficiale, alla voce «filmografia» questo film non appaia).
Nel 1991 torna con un album intitolato «Il re degli ignoranti» insieme ad un omonimo libro. L’album riscuote un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute ma non è tra i più ricordati del cantante. Nello stesso anno conduce una serata su RaiUno, «Notte Rock», dove si sottopone alle domande del pubblico e di Enzo Biagi.

Nel 1992 è in tv con una sua trasmissione dopo 4 anni da «Fantastico» con «Svalutation», andata in onda in due puntate su Rai 3 e condotta assieme a Bruno Gambarotta.
Nel 1994 torna con un album molto particolare «Quel Punto». Il testo dell’omonima canzone è fortemente criticato per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali). L’album viene ritirato dal mercato per problemi di copyright dopo poche settimane.
Il 1994 è tuttavia anche l’anno del suo ritorno al live. Parte un tour europeo con tappa a Berlino che riscuote un discreto successo e con esso anche polemiche, alcune a dir poco gratuite. Sarà l’ultimo tour, a tutt’oggi, di Celentano.

Nel 1996 produce l’album «Arrivano gli uomini» con tanto di videoclip mandato in onda su Rai Uno. L’album non supera le 150.000 copie vendute. Questo nuovo modo di fare musica è artisticamente valido (sia per la melodia, sia per i testi che affrontano temi quotidiani) ma evidentemente molto impopolare.
Nel 1997 Celentano si esibisce davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l’occasione anche dei suoi vecchi brani come: Pregherò, cover dell’americana Stand by me di Ben E. King, «Disse» e «Ciao ragazzi».
Nel 1998, mentre prepara il suo ritorno in tv, le sue sorti discografiche sempre più in calo cambiano radicalmente. Incide infatti un album con Mina, altra grande cantante e amica di sempre, che assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera: il disco non è esaltante, a detta di molti critici, ma ha un enorme successo con 1.600.000 copie vendute (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 – 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 219), spopolando nelle radio con i duetti Acqua e sale e con Che t’aggia di’, canzone in dialetto pugliese accompagnata da un videoclip a cartoon (Adriano e Mina appaiono come paperi così come nella copertina dell’album) mandato in onda su RaiUno.

L’anno dopo, con Mogol e Gianni Bella, realizza l’altrettanto successo (oltre 2.000.000 di copie) che è considerato da molti l’album della “rinascita” artistica di Adriano nel grande pubblico. L’album è una vera perla a detta della stragrande maggioranza di critici e fan del cantante.
Contiene canzoni come «Gelosia», «L’emozione non ha voce», «L’arcobaleno» scritta da Mogol e dedicata a Lucio Battisti e «Senza amore» del giovane Carlo Mazzoni che diventano ben presto veri tormentoni e trasportano questo album per tantissimo tempo ai vertici della Hit parade italiana.
Adriano rafforza il successo con uno show su RaiUno in 4 puntate, «Francamente me ne infischio» affiancato dalla bella Francesca Neri. Tra gli autori del programma c’è anche il caro amico Miki Del Prete e tra gli ospiti apparsi in trasmissione ricordiamo: Teo Teocoli, Ligabue, Manu Chao, Compay Segundo, Jovanotti, Piero Pelù, Tom Jones, Joe Cocker, David Bowie (che definisce Adriano «un idiota”»), Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Nada, Max Pezzali e tanti altri.
Lo show è spesso interrotto da filmati-shock preparati dallo stesso Adriano. Filmati che parlano di tematiche forti e anche «scomode». Il programma verrà premiato con la Rosa d’Argento al prestigioso festival «La Rose d’Or de Montreux».
Gli ascolti sono altissimi, dopo quasi 8 anni da «Svalutation» (show televisivo su Rai Tre in onda per 2 puntate nel 1992), con punte di oltre 13.000.000 di spettatori (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 – 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 280).
Da ricordare che nel 1997 Celentano e la Rai trovano un accordo per mandare in onda uno show intitolato «Il conduttore» ma che poi si arenò per problemi contrattuali tra le due parti.

Nel 2000, con lo stesso team, pubblica «Esco di rado e parlo ancora meno», altro grande successo (1.800.000 copie) che proietta l’inossidabile Celentano nel nuovo millennio.
L’album contiene una canzone scritta da Ivano Fossati dal titolo «Io sono un uomo libero» che sembra essere un manifesto per Celentano e un duetto con Nada nell’interpretazione di una struggente canzone dal titolo «Il figlio del dolore» scritta dallo stesso Adriano che narra la storia di uno stupro durante una guerra.
Il singolo di lancio è «Per Averti», grande successo radiofonico mentre la canzone «Tir» sarà la sigla di chiusura del contestatissimo show «125 milioni di caz..te», dell’anno seguente. Nel team degli autori è presente anche il caro amico Miky Del Prete e i monologhi di Celentano, che spaziano dalle critiche a Bruno Vespa, Maurizio Costanzo e Fabio Fazio alla legge del “silenzio-assenso” in merito alla donazione degli organi che destano grandissime polemiche.
Tra gli ospiti ricordiamo: Enzo Jannacci, Antonio Albanese, Giuliano Ferrara, Dario Fo, Giorgio Gaber (sua ultima apparizione televisiva), Giorgio Panariello, i Lunapop, Shaggy (con lo spassoso sketch su sedia a rotelle. Celentano è ingessato ad una gamba a causa di una caduta durante uno sketch con Dario Fo nelle puntate precedenti), Carmen Consoli, Giorgia, Marco Masini, Fiorello.

Nel 2002 è la volta di «Per Sempre», il terzo album consecutivo elaborato con il team Mogol-Bella. I dati di vendita sfiorano il milione di copie. L’album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l’anno da tre singoli («Confessa»,«Mi fa male» e «Per sempre») che restano in classifica per molto tempo.
Da notare la collaborazione con il prestigioso pianista Chick Corea che sfoggia la sua bravura nei brani «Per sempre» e «Radio Chick», ultima traccia dell’album che vuole essere uno spazio tutto per il pianista.
L’album contiene due chicche: una canzone “sociale” intitolata «I passi che facciamo» del giovane Gigi De Crescenzo detto Pacifico e una ballata scritta da Francesco Guccini intitolata «Vite».
È uscito anche in versione cd+dvd nella quale si possono vedere i video di alcune canzoni dell’album più il live de “Il ragazzo della via Gluck” al concerto di Berlino del 1994.

Nel 2004 è la volta di «C’è Sempre Un Motivo», album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone «Il ragazzo della via Gluck» con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani.
È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock per arrivare al jazz.
L’album torna nel 2005 in versione DualDisc (da un lato musica e dall’altro dvd, primo artista in Italia a usare questa tecnologia) con l’aggiunta di un singolo scritto da Paolo Conte, 37 anni dopo Azzurro, dal titolo: L’indiano, una canzone che non decolla in termini di successo ma che vuole essere un “manifesto” Celentanesco sulla libertà di parola e di pensiero, argomenti base del programma tv RockPolitik dello stesso anno e per la quale la canzone funge da sigla finale dello show.

Il 20 ottobre 2005 va in onda su RaiUno il contestatissimo show televisivo Rockpolitik. Celentano come d’abitudine pretende dalla Rai “carta bianca” sui testi e sull’intero progetto, cosa che ovviamente la tv pubblica non intende concedere. Dopo varie vicissitudini tirate avanti per un anno (tutto partì nel dicembre del 2004) e interventi legali, il programma prende il via dopo l’autosospensione provvisoria del direttore di rete Fabrizio Del Noce.
Lo show segna record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate [9]. Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2° puntata con oltre 16 milioni di persone, nell’esilarante sketch della “lettera a Silvio Berlusconi” che si rifà al più celebre sketch di Totò e Peppino nel film «Totò, Peppino e la malafemmina».
In termini di share il picco si è avuto durante l’inedito duetto con Eros Ramazzotti nell’interpretazione de “Il ragazzo della via Gluck” con quasi il 70%. Da ricordare anche altri ospiti illustri come Gérard Depardieu, Valentino Rossi, Franco Battiato, Riccardo Cocciante, Patti Smith,Luciano Ligabue e Loredana Bertè (che con Celentano canta “Impazzivo per te”), Eurythmics e Carlos Santana.

Il 20 novembre 2006 esce un libro omonimo scritto da Celentano e da Mariuccia Ciotta che racconta tutta la storia (e qualche retroscena) del programma.
Il 10 novembre 2006, Celentano lancia una mega raccolta (cofanetto in tre cd) che raccoglie 42 canzoni dal 1957 a oggi. Da notare la presenza di canzoni come «Miseria nera» e «L’unica chance» che non saranno tra le più famose del “molleggiato” ma che trattano temi di straordinaria attualità pur essendo tra le più vecchie del suo repertorio.
Nella raccolta è presente anche l’inedito duetto con Paul Anka nel rifacimento della canzone «Diana»…diventata ora «Oh Diana» con testo in italiano di Mogol e dello stesso Celentano. La raccolta riscontra subito un discreto successo di pubblico: il disco si piazza al terzo posto della classifica FIMI nella prima settimana per poi militare per quasi tre mesi nella top ten italiana.
Secondo la rivista Rolling Stone la raccolta ha venduto 500.000 copie.
Il 2 dicembre 2006 Adriano è ospitato su Rai Tre nel salottino di Fabio Fazio Che tempo che fa per un’intervista, evento più unico che raro data la scarsa disponibilità del cantante per questo genere di cose. Anche questa volta è un gran successo di ascolti. La terza rete Rai totalizza 6.200.000 di contatti (come riportato nei dati Auditel, riportati nei quotidiani dei giorni successivi), risultato quasi storico per la rete.

Il 23 novembre 2007 pubblica «Dormi amore, la situazione non è buona», un album che porta in copertina un ritratto di Adriano da boxeur disegnato da Wainer Vaccari. Come di consueto, ormai, il duo Mogol e Gianni Bella fa da padrone nel cd con 5 canzoni su 10 (più un Extra, una sorta di mix dell’album), ma le altre canzoni portano firme di Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami e Carmen Consoli e un brano inedito di Domenico Modugno risalente al 1974, «Ragazzo del sud». L’album è anticipato il 5 novembre dal singolo «Hai bucato la mia vita» che riscuote notevole successo nel mondo dei download, specie sui Tunes. Tutti i quotidiani, stranamente unanimi, commentano positivamente questa nuova opera del Molleggiato.
Il 26 novembre 2007 su Raiuno Celentano torna in diretta con uno spettacolo in prima serata dal titolo «La situazione di mia sorella non è buona», dove per «sorella» il Molleggiato intende il pianeta Terra (citando San Francesco d’Assisi della poesia del “Cantico delle Creature” scritto da S.Francesco nel 1215; e dove realizza una sorta di film in diretta tv cantando dal vivo le nuove canzoni dell’album.
A suo parere «la trasmissione più difficile da fare» della sua carriera. Il programma è stato visto da 9.200.000 milioni di telespettatori con il 33% di share. Per festeggiare i suoi 70 anni e i cinque decenni di attività, la Rai ha organizzato per sabato 5 gennaio 2008 uno speciale, in onda sulla rete ammiraglia, dal titolo «Adriano Celentano, la mia vita è un romanzo». La trasmissione, pur dedicata esclusivamente alla riproposizione di spezzoni di trasmissioni passate del Molleggiato, ha fatto registrare il 28,65% di share e gli ascolti in tv più alti della giornata.

07/01/2008 – l’Adigetto.it (Settimanale di Opinione Virtuale)


feb 6 2008

Adriano Celentano: Il mondo lo cambio cantando

L’artista festeggia 70 anni di vita e 50 anni di musica

Di Olti Curri

“Combato con la musica, stando dalla parte degli operai. Sono il vero motore della vita!? Dopo queste parole, se vogliamo, possiamo chiamarlo vanitoso, arrogante e prepotente.Cmq siamo tardi con questi epiteti, perche non e’ rimasto nulla senza dire a questo artista, che ha cominciato la strada faticosa della canzone con rock e cantando cerca di salvare il mondo. Celentano esce poco in pubblico e quando succede questo, tutto il mondo mediatico italiano e non solo si coinvolge da un ritornello inevitabile e polemiche.Dalla boca di Adriano escono canzoni d’amore, pensieri intelligenti, ma anche molleggi inaspettati di vita, accompagnati da attachi contro la politica e gli architeti urbanisti. Al ragazzo dei “24 milla baci?, la data 6 gennaio gli ha portato il 70-esimo compleanno, anni che tengono tra loro mezzo secolo di carriera musicale, cinematografica e televisiva.
Con 70 millioni di dischi venduti, Celentano continua a rimanere il personaggio italiano piu’ discusso, il qualle il piu santo riparo considera la famiglia, la moglie Claudia Mori e I tre figli, Rosita,Giacomo e Rosalinda.
Adriano Celentano e’ nato in 6 gennaio 1938 in Milano, nella casa numero 14, che si trova in via “Gluck?.Questa strada e diventata famosa, come il titolo di una canzone famosa di qualche anno dopo.
Adriano e il figlio di genitori pugliesi, che sono migrati in Milano, in cerca di una vita migliore.
L’adoloscenza lo trova Celentano lontano dalla scuola, costreto a fare lavori diversi per sopravivere, di qualli il suo preferito era l’orologiao.
Anche se sembrava un sogno lontano, Adriano non si e’ mai arreso davvanti al desiderio di fare musica, e per la prima volta debuta nel Teatro Smeraldo, insieme A Tony Renis, in una band che si chiamava? Gli amanti del ritmo?
Dopo uno dei primi debuti, lui incontra il campione della musica rock-boogie,Bruno Dossena, il qualle l’ho invita a partecipare nel festival di rock’n’roll nel Palazo del Ghiaccio a Milano.
Li Adriano ha partecipato accompagnato dalla band “Rock boys?, dove faccevano parte artisti che in futuro sarebbero diventati firme famose della musica italiana come Giorgio Gaber, Enzo Ianacci e Luigi Tenco.
Anche se c’erano molti partecipanti sembrava che l’unico cantante della musica rock, era lui “ Adriano il Molleggiato?, l’unico, anche in Europa.
Con la canzone “ Ciao ti diro? lui distrugge tutti gli altri concorrenti e solo dopo 3 giorni segna la prima contrata con la casa discografica Milanese “Saar? con la qualle produce I singoli hit?Rip It up?,?Jailhose rock? e “Tutti frutti?.Nell anno 1958, lui e di nuovo partecipante nella seconda edizione della musica Rock ‘n ‘roll e per la prima volta appare come figurante nel film “I frenetici?. La data 13 luglio 1959, e il giorno del festival d’Ancona, dove Celentano con la canzone “Il tuo bacio e’ come un rock?, diventa il vincitore e allo stesso tempo il conquistatore delle classifiche in tutta l’Italia. Questa canzone lo fa Adriano Celentano famoso.
Questo e’ il momento quando Adriano, inizia la salita artistica, e da quel momento non c’e’ canzone o album suo che non sale nei primi posti delle classifiche musicali. L’anno del successo nella scena musicale coincide con la sua partecipazioni in due film artistici:?I ragazzi del juke-box?, e “Juke-box,urli d’amore?.
Nell anno 1960 Celentano, si esibisce in una sequenza importante del famoso film?La dolce vita? del regista Federico Fellini, che lo ha voluto ad ogni costo nel suo film, dopo averlo visto cantare?Reddy Teddy?.Nello stesso tempo interpreta nell film?Urlatori alla sbarra?,?Dai Johnny, dai?,?Sanremo la grande sfida?.Un anno dopo, Adriano va a fare il servizio militare e partecipa nell festival di Sanremo con la canzone?24 mila baci?. Non vince, e’ al secondo posto, ma il disco vende piu’ di mile coppie. Adriano canta nel palco con le spalle al pubblico e questo atto ha suscitato molte polemiche e diventato un caso che si è discusso anche in parlamento.
Lui interrompe le relazioni con “Saar? nel anno quando crea “Clan Celentano?, il primo esperimento di un artista italiano che sceglie di produrre musica per se e per gli altri cantanti.
“Clan? diventa subito un eticheta discografica che e’ rimasta indipendente.Ancora oggi questa casa discografica e rimasta interamente italiana e non e’ caduta negli “artigli? dei giganti internazionali di questo business. L’esempio di questa etichetta musicale, era ispirato dal esempio di Frank Sinatra, ma nessun cantante italiano prima di Adriano no ha osato pensare prima.Clan Celentano ha aperto la strada alle altre etichete musicali italiane, come “Numero Uno? di Mogol-Battisti o “PDU? di Mina. “Stai lontana da me?, nel 1962 e’ la prima canzone che esce con l’etichetta “Clan?, e vende 1,300,000 di coppie.Seguono le canzoni?Preghero?,?Grazie,pregho,scusi?,?Il tangaccio?.Adriano e’ nei primi posti di classifica nel 1963 con la canzone “Sabato triste? ed interpreta con il grande Totò nel film “Il monaco di Monza?. Nello stesso periodo durante la produzione del film “Uno strano tipo?, conosce la futura moglie Claudia Mori, con la qualle si sposa un anno dopo.
L’artista ritorna in Sanremo, nel anno 1966, con una canzone che per la prima volta tratta nelle scene musicali europee il tema dell inquinamento urbano.
Il suo titolo è “Il ragazzo della via Gluck?, e il successo gliela garantiscono un millione e mezzo di coppie vendute in tutto il mondo, e la canzone si è tradotta in 18 lingue del mondo.?Mondo in Mi7A?, un altro successo di Adriano, dove si tratta il tema del droga, corruzione e eccologia. Il cantante lascia per un po i temi sociali ed afianco alla sua moglie, Claudia Mori, registra la canzone intitolata “La coppia più bella del mondo?.Questa canzone vince il primo premio di Sanremo, nell 1970. Adriano ritorna in Sanremo con la canzone “Canzone?, che anche se vince il terzo premio, e nel primo posto delle vendite. Ma l’anno 1968 rimane in memoria per la canzone “Azzurro?, un altra creazione importante nell panorama della musica leggera italiana, insieme con?Una carezza in un pugno? che si e’ creata nello stesso anno. Invitato dal regista Pietro Germi, Adriano debuta nel cinema elitario con il film “Serafino?, e vince il premio nel festival di Berlino, Mosca,Francia. L’Europa impazzisce per Adriano, come l’Italia. L’ambizione artistica di Adriano, non è rimasta solo nell status dell primo cantante rock ‘n’roll europeo, perche nel 1972 esce il singol “Prinsencolinensinanciusol?, la prima canzone rap della storia musicale mondiale.Gli americani, che pretendono di essere l’inventatori di questo genere, hanno fatto la prima canzone rap dopo 10 anni. Il successo della canzone rap si accompagnia con la sua presenza nel film “Bianco,rosso e,…? dove interpreta insieme alla diva Sophia Loren. Nello stesso tempo, un autore noto televiso Antonello Falqui, gli dedica al cantante in Rai, un spetacolo con due puntate “C’è Celentano?. Adriano ritorna a l’interpretazione in cinema in fianco alla moglie nel 1973 con il film “Rugantino?, nello stesso tempo il cantante si convince dal regista famoso dei film horror Dario Argento di interpretare nel suo film che s’intitola “5 giorni?. L’artista multidimensionale ha avuto durante l’intera carriera l’amore indivisibile del pubblico, ma nell anno 1974, dopo la pubblicazione del film “Yuppie Du? scritto, diretto, interpretato e prodotta da Celentano anche i critici del cinema hanno detto:?E’ nato un nuovo Charlie Chaplin!?.Il periodo 1975-1985 porta per Adriano Celentano un intessita straordinaria nelle sua attivita come attore. I suoi film sono i primi nella storia del cinema italiano che portano incassi fino a 10 000 000 €. L’uscita del album “Svalutation? dove si sente l’ironia per la stanca economia italiana, fa che Celentano sia nei primi posti di vendite, non solo in Italia ma anche in Francia e Germania dove anche oggi è un idolo. Il succeso del album non viene solo, perche nello stesso periodo il cantante interpreta insieme con Anthony Quinn nel film “Bluff, storie di truffe e imbroglioni?. L’inizio dei anni ’90 trova Adriano Celentano proggetando succesi come , “Il re degli Ignoranti?,?Arrivano gli uomini?.Un boom artistico del pubblico e della critica era l’album che lui e Mina hanno pubblicato nel 1998, intitolato “Mina&Celentano?. Dopo aver venduto un millione di coppie di questo cd, Adriano edita un nuovo album intitolato “Io non so parlar d’amore?, che ha venduto 2 millioni di coppie. La RAI, lo pregha di dirigere un spettacolo, sperando nel ritorno del successo che lui ha avuto con “Fantastico?. Celentano non dellude e porta nell schermo di RAIUNO, davvanti un pubblico di millioni, e l’attenzione delle medie “Francamente me ne infischio?. Nel 2000 esce un altro album “Esco di rado e parlo ancora meno?. Chiuso nella vita familiare, l’artista decide dopo due anni di portare un cd intitolato “Per sempre?.Insieme al album Celentano dirige di nuovo un spettacolo di successo dove si polemica per i temi piu’ caldi della attualita, con il titolo “125 milioni di cazzate?. Alla fine dell ottobre 2003 pubblica “Le volte che Celentano è stato numero 1?, album che include 17 canzoni scelte, tra centinaie cantate negli anni dal grande artista. Dopo un anno l’artista ritorna alla pubblicazione dei album e pubblica uno nuovo intitolato “C’e’ sempre un motivo?. Le vendite del album sono state molto buone, e per questo Adriano si interessa di più per la televisione, ma un litigio con i direttori di RAI, fa che lui abbandoni un proggeto che aveva in testa in quell periodo. Dopo Rockpolitik , ottobre 2005, il talento unico Celentano ritorna dopo due anni in TV. Sempre in RAI con il programma intitolato “La situazione di mia sorella non è buona?. Sempre in novembre quando lui dirige questo spettacolo, pubblica l’album intitolato “Dormi amore,la situazione non è buona?.

La recente provocazione alla Celentano si intitola “La situazione di mia sorella non è buona?

Nel 23 novembre 2007, il cantante pubblica “Dormi amore, la situazione non è buona?, album che ha in copertina Adriano da pugile. Come negli ultimi anni , la collaborazione con l’autore dei testi Mogol e il compositore Gianni Bella domina in 5 canzoni del album, di dieci che si includono nel album. Ma cmq anche le altri canzoni , sono firmate da nomi noti, come Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami, Carmen Consoli, e una canzoni non sentita prima del grande Domenico Modugno. Stranamente questa volta tutte le medie lo hanno apprezzato questo album dell artista ecentrico. La strategia di Adriano è conosciuta e dopo l’edizione del album non ha ritardato di apparire nel schermo di Raiuno con uno spetacolo di prima serata intitolato?La situazione di mia sorella non è buona?, dove con la parolla sorella lui intende “la terra?. Il pubblico lo ha apprezzato questo recente spettacolo del caro artista, che ha raccontato ai suoi amici che questo programma è stato uno dei più difficili che aveva mai fatto. “La situazione di mia sorella non è buona? è stata seguita da 9,200,000 telespetatori. Non solo lo spetacolo, diretto da lui stesso, ma anche uno speciale dedicata al artista da RaiUno, per il suo setantessimo anniversario “Adriano Celentano, la mia vita un romanzo? è risultato un grande succeso seguito da circa 8,000,000 di spetatori.

Il vero Adriano Celentano è Claudia Mori

Solo una femmina rigorosa come Claudia Mori, puo dirigere, difendere e amare un vulcano come Adriano Celentano. Claudia,attrice e cantante romana, ha incontrato Celentano nel palco del film “Uno strano tipo?, e sin da quel momento loro sono la coppia piu solida del showbiz italiano. Il loro matrimonio si e celebrato in modo molto secreto nel 1964. Questo matrimonio ha portato a loro 3 figli: Rosita, nel 1965, Giacomo nel 1966 e Rosalinda nel 1968. La vita in coppia di Adriano e Claudia e corsa tranquilla e molto riservata per il pubblico, apparte gli anni ’80, dove si è parlato di un divorzio e loro hanno visuto per un po di tempo separati. Si parla che un flirt di Adriano con il sex-symbol del cinema italiano Ornela Mutti era il motivo di questa crisi. Dopo essersi riavvicinati di nuovo, si sono trovati insieme nel film “Joan Lui?. Claudia Mori sin dal 1991 è la direttrice del casa discografica “Clan?. Da questa casa discografica sono uscite canzoni come “Non succedera più?,?Stringimi?, oppura la canzone molto conoscita anche dal pubblico albanese “La coppia più bella del mondo?. Anche se Adriano continua a essere molto diretto nelle sue dichiarazioni, anche se è molto richiesto dalla televisione ed ogni suo programma è un successo, i meriti aspettano alla sua moglie. La sua apparenza dolce non somiglia con quella delle manager fredde americane, ma i risultati mostrano che Claudia, come le sue colleghe lontane, ha fatto che il suo marito guadagni some che si comparano con quelle delle stelle hollywoodiani.Dopo la partecipazioni in molti film con il suo marito, Claudia Mori dirige con una mano di ferro la casa discografica “Clan?.

I giganti non vengono mai da soli

Mentre l’anno 1998 trova Adriano a preparare il ritorno in TV, anche le sue scelte discografiche si devono cambiare, perche le vendite non stavano andando molto bene, la formula è conosciuta. Due grandi della musica possono riscuotere il mercato della musica meglio di uno solo.Senza pensare molto Adriano registra un album in duetto con l’icona dei suoni romantici italiani, Mina. Loro scelgono temi d’amore, che non si sono apprezzati dalla critica musicale ma che hanno avuto un grande successo nel pubblico. I duetti come “Acqua e sale? o “Che t’aggia di? sono stati i più trasmessi dalle radio italiane e mediterranee, ha avuto un grande successo il videoclip, dovo loro erano animati da paperi. Il cd Mina&Celentano ha venduto 1,600,000 coppie.

Spekter.com.al (Albania)


Questa è l’intera traduzione dell’articolo “Adriano Celentano: Botën e ndryshoj, duke kënduar, precedentemente pubblicato…
La traduzione, così come la segnalazione dell’articolo stesso, è il frutto del preziosissimo lavoro a cura della nostra giovane amica albanese Sonila (alias: celentana), che ovviamente ringraziamo di cuore. :)

Andrea


gen 10 2008

Adriano Celentano sigue haciendo reír a los 70 años

Roma.- El paso de los años apenas hace mella en este hombre, que sigue soltando sus perlas en televisión, criticando la energía nuclear y a los políticos inútiles. Su gran éxito “Azzurro?, que hace cerca de 40 años se oía en las discotecas de todo el mundo, fue elegido fuera de su país como la canción italiana más querida de todos los tiempos. Y entre tanto, el artista ha sacado al mercado su álbum número 56. Hoy, Adriano Celentano cumple 70 años, y sólo sus canas son testigo de ello. Este italiano del norte, a quien su esposa Claudi Mori califica de “bastante cabeza cuadrada?, hizo carrera con su paso desenfadado, una fresca elección de cada palabra y su talento para autopresentarse. Y Mori debe saberlo, ya que desde hace décadas comparte su vida con este “rey de los ignorantes?, como se titulaba uno de sus discos. Cuando este sonriente cantante y cómico de voz áspera tiene un programa en televisión, como ocurrió en 2005 con “RockPolitik? en el canal RAI, 15 millones de italianos no se despegan de la pantalla. Sus hits “Una festa sui prati? y “24.000 baci? son inolvidables, porque pueden cantarse fácilmente en el coche o en la ducha. Su carrera en serio en el mundo del celuloide comenzó en 1959 con un breve papel en “La dolce vita?, de Federico Fellini. Lo que siguió se situó en el género cómico subido de tono, a veces con algún matiz político y a menudo un éxito de taquilla que sin embargo hacía fruncir el ceño a los críticos. Los títulos hablan por sí solos: “Uno strano tipo?, “Rugantino?, “El fierecillo domado? y, sobre todo, “Innamorato pazzo?, con Ornella Muti. Y es que Celentano no se toma demasiado en serio a sí mismo, algo que resulta simpático. (DPA)

06/01/2008 – LaGacea.com (Argentina)


gen 6 2008

Mitico Adriano, tanti auguri dai tuoi fans!

Nessuno sa farmi ragionare, divertire, coinvolgere, appassionare ed emozionare come Lui! Grazie Adriano!

Andrea (24 anni, Italia)


Non ho altra musica all’infuori di te. “Adriano, ti prego, pubblica un disco di inediti all’anno!”

kosir (Fulvio) – età 40, Napoli


Adriano sei la mia droga, non smetterò mai di apprezzarti in qualsiasi cosa tu faccia.
Anche nei momenti più bui ci sei sempre stato TU a tirarmi su e farmi cambiare umore, in meglio si intende.
1000 di questi anni, grazie Adriano.

Fabrizio, 19 anni, Montesilvano (Pescara)


Dio creò il sole, caldo e splendente. Creò la luna romantica, il mare profondo e poi creò TE e capì di aver raggiunto la perfezione…TANTI AUGURI ADRIANO!!!

Jessica “la ragazza del clan” (18 anni Italia)


Grazie Adriano per tutto quello che ci hai dato e per tutto quello che ci darai!!!

Ilaria (12 anni,Italia)


E che favole? io le favole non me le ricordo…Mi sento libero come una rondine di primavera, sì libero è il tuo pensiero e libero il tuo talento! E dalla libertà è nato un genio ribelle . Un pò artista un pò no, genuino, vero e trasversale ad ogni moda. Ti adoro Adriano!

Paolo, 36 anni, Italia


Adriano… GRAZIE DI ESISTERE!

Olga (19 anni, Russia)


Caro Adriano, sei come il buon vino, più invecchi e più sei pregiato, ti prego continua sempre ad inebriarmi con le tue calde note che da 50 anni a questa parte mi hanno trasmesso infinite emozioni,
Grazie ed auguri ADRIANO

Mario (59 anni, Arezzo)


Farti sapere quanto sei stato importante nella mia vita è l’unico modo che ho per dirti grazie di cuore, per tutto. Buon Compleanno, ti voglio bene.

Alessandro Grassi (33 anni, Lanuvio RM)


Grazie, Adriano, di essere Celentano!

Lorenzo G., 22 anni, Arezzo, Italia.


Adriano: l’uomo perfetto
ma sarebbe ancor più perfetto,
se farebbe un concerto tanto atteso
di fronte ad un pubblico….pieno

Marco, 22 anni, Specchia (Lecce)


Adriano mia amore rossore, mia vita e mia musica, mia show, mia casa, mia film, mia dvd, mia cristiano e adesso mia 70 anni Re.

(12 anni – Hoorn, Olanda)


Adriano grazie x tutte le emozioni che mi stai regalando…Grazie di esistere!!!Regalaci un bel concerto!!!

By Niccolò Lorenzetti(21 anni, Biandrate(NO))


hai accompagnato le mie giornate, mi hai fatto rialzare quando sono caduta, mi hai fatto sorridere quando non riuscivo, mi hai fatto vedere il mondo da un’altra prospettiva.. sei meglio della nutella! auguri Adriano!

Luana (26 anni), Roseto degli Abruzzi (TE)


Adriano, hai cambiato la mia vita.. anzi l’hai salvata. Grazie! E tantissimi auguri! resta come sei, sempre giovane dentro!

Maria “Busulka” Ivanova (20 anni, Russia)


Adriano, sei la mia unica medicina quando sto male! Mi rallegri tutte le mie giornate nein! Fai parte della mia famiglia! Sei unico! Sarai per sempre il mio numero 1! FORZA ADRIANO!

Clan90 alias Giorgio Lecci – 17 anni, Svizzera (VD) (origine di Lecce)


Grazie per tutte le volte che mi hai dato la forza di essere me stessa, e farmi accettare dagli altri per quello che sono, per essermi stato vicino pur non sapendo nemmeno della mia esistenza. Grazie Adriano, ti voglio bene. Tanti auguri con tutto il mio cuore.

Chiarastella (20 anni)


Ciao Adriano,
mi chiamo Francesco e ho 23 anni… ti ascolto da dieci anni ormai, dal mitico album “Mina Celentano”.
Che dire… un decennio con te, e non posso fare altro che ringraziarti, ringraziarti per tutte le emozioni che mi dai…
Grazie, perché, come ci hai insegnato, un’emozione non ha voce, soprattutto se firmata “Adriano Celentano”…

Sei unico!!!

Francesco (23 anni, Italia)


Caro Adriano, “intanto il tempo se ne va”… Verissimo! E se ne vanno via insieme al tempo tante altre cose…
Ma qualcosa o qualcuno rimane: tu, per esempio.

Filippo (36 anni, Italia)


Volevo scrivere delle parole speciali..ma non ce ne sono tali che possano trasmettere il mio affetto… e visto che la semplicità è la forma della vera bellezza.. cosi’ semplicemente ti faccio TANTI AUGURI, mio idolo e mito…..
Ci sarai per sempre in ogni parte ovunque…

Michele (25 anni, Italia)


Per chi ti segue da decenni, ti ha difeso, si e’ commosso, ti ha studiato, osservato, ammirato, ti ha condiviso per cosi tanto tempo, e’ un po come se ti conoscesse di persona ormai..ed il 6 gennaio fosse li con te a festeggiare, non ci saremo..ma..ci saremo…

Domenico (anni 42)


Carissimo Adriano, 70 anni….mi sembri ancora un ragazzo che pensa sempre fuori dal coro…..tu con le tue canzoni, con il tuo modo di fare i tuoi tick le prediche mi hai sconvolto il cuore all’età di 7 anni…oggi ne ho 28 di anni e ancora quando ti sento cantare quando vedo un tuo spettacolo un tuo film mi sento una grande emozione dentro, come se sei uno di famiglia, della mia famiglia….Adriano oggi gli amici mi chiamano poeta per quello che scrivo, ma sei stato tu il mio maestro…i tuoi film Joan Lui, Geppo Il folle, e Yuppi du, erano avanti di 1000 anni quando li hai girati….molti non capiscono, ho fanno finta per comodità…altri si perdono nelle tue prediche e non trovano la strada…ma chi ti capisce, chi ti ascolta con il cuore di un bambino come te…continua ad amarti e a stare dalla tua parte….
Caro Adriano, io molte volte ascolto atri cantanti e non ascolto te per mesi….però quando ritorno a te in qualsiasi momento, mi risento a casa…quando ascolto te, mi sento più sereno, più buono….
Caro Adriano 70 anni, ma non li dimostri….esci fuori dalla tua villa….esci, qui ci sono i tuoi fan che ti aspettano sempre…aspettiamo i tuoi nuovi album, le tue trasmissioni, ogni apparizione, anche su carta stampata…..non siamo fanatici in senso negativo, siamo fanatici nel senso buono del termine….io mi aspetto ancora un altro film, e perchè no anche un bel concerto….perchè non ci fai un bel regalo?…..Adriano 70 anni…non cambiare mai da come sei..continua a cantare, a predicare, a divertirti e divertirci….Ti abbraccio, e tantissimi Auguri Adriano, un tuo fan di Taranto….

Ps: Adriano abbraccia Claudia da parte mia…sto ascoltando spesso anche le sue canzoni….

Pss: scusa gli errori grammaticali…

Cosimo Pricci (Willy Parsifal, Theorius)


Adriano….. il mio vero amico più sincero che non mi ha mai tradito!
ti voglio bene!

Giacomo (32 anni)


Manifesto, Spettabile Signore Un filo di pazzia , tu Uomo tu Bel giovane tu Preludio imperiale sei Buono come il pane sempre Mi domando chi o cosa sei . Per sempre tu sarai per me Uno strano tipo sarai per me L’uomo perfetto

grazie adriano auguri adriano

Carlo, 30 anni, Puglia (Lecce-Foggia)


Auguri Adriano! Grazie per le emozioni che da 35 anni mi regali e per quelle che continuerai a regalarmi…non smetterò mai di “amarti”…

Giuseppe (40 età, Napoli)


Volevo dire solo che per qualcuno non sei solo un bravissimo cantante, ma anche un idolo, un maestro di vita, un esempio di uomo da seguire… Volevo ringraziarti perchè di questa persona che ti stima alla follia io mi sono innamorata…e mi piace credere che questa storia sia iniziata anche per merito tuo…quindi AUGURI DI CUORE MOLLEGGIATO! Uè sei forte….

Giulia (17 anni – Italia)


ciao adriano,per me che scrivo posso solo dedicarti una piccola poesia:

-tempi migliori-
di lasko

Ci saranno tempi migliori
stagioni di grano e di fiori,
avranno l’odore ed il tuo nome
daranno più luce al mio sole.

Oasi di pace e di voci
nelle mie vene d’amore,
e sotto una pianta di noci
sfumerà anche il mio dolore.

E per te che io dormo al tuo fianco
ci sarà un vento più caldo
a scaldar le tue labbra stupende,
mentre il frutto del ventre si accende

Ci saranno mele di miele
a baciare le facce del male,
poi incanti e cuori sudati
un sorriso per quest’anni sbagliati

Ci saranno barche di mare
per la pesca del primo mattino,
e la neve che pesava sul cuore
sarà acqua dentro un camino.

Ci saranno tempi migliori
per la musica e per queste parole,
svaniranno tutti i rancori
sul nascere delle mie prime viole.

Ci saranno Tempi migliori
nel soffio leggero di un suono,
e dentro il mio letto d’amore
l’assenza d’avviso di un tuono

E per te che io dormo al tuo fianco
ci sarà un vento più caldo
a scaldar le tue labbra stupende,
mentre il frutto del ventre si accende

Ci saranno tempi migliori
se apri il cuore alla gente
se dal loro punta di vista
ti affacci con gli occhi e la mente.

E per te che vesti di bianco
e viaggi su fili sottili
ci sarà un ballo di tango
a ridarti la vita ed il sogno.

(auguri Adriano)

Lasko (Torino)


Caro Adriano, Tanti auguri di Buon Compleanno perché quando fai Bingo Bongo mi fai tanto ridere e io ti voglio bene.

Laura Grassi (7 anni, Lanuvio RM)


Tanti auguri per i tuoi 70 anni. Bingo Bongo è troppo gajardo.

Francesco Grassi (12 anni, Lanuvio RM)


Ho poco più di 30 anni, ma è come se dentro di me siano entrati tutti i tuoi 50 anni di carriera e i tuoi 70 anni di vita. Solo una voce come la tua poteva essere al livello della tua straordinaria personalità. Auguri di cuore Adriano. Mi faccio prendere per mano dalle tue stesse parole, e ti dico che la tua voce è una delle “travolgenti bellezze della vita, e pone un limite insuperabile a qualunque disperazione”.

Maurizio, 33 anni, Brianza (Italia)


Tantissime sono le tue immagini scolpite nella mia mente. Alcune sono sbiadite altre invece perfettamente nitide e ben delineate. Ricordo i festival di San Remo, le tue apparizioni nella TV in bianco e nero , il tuo concerto del 79 nella mia città, le tue proverbiali pause in quella storica edizione di fantastico e tante e tante cose ancora. Una volta partecipasti ad una trasmissione televisiva come ospite. Ti avventurasti in una descrizione del biscotto ed esordisti così: “dunque … il biscotto è una parola che comincia con bis e finisce con cotto?. Certo!! Banale …… lo so. Però a distanza di oltre 40 anni io ricordo ancora perfettamente quella scena. La verità è che forse non era poi così banale. In quelle parole c’era il vero Celentano. Colui che incurante di tutto e tutti affrontava il grande pubblico televisivo e lo ipnotizzava con il suo carisma e la sua incredibile personalità. Colui che indifferente agli anatemi dei “ben pensanti? dell’Italia morigerata e conformista dell’epoca, si divertiva a scandalizzare il pubblico voltandogli le spalle. Per la mia generazione sei stato davvero un mito. Spesso si abusa di questo termine ma in questo caso non ne esiste di più appropriato. Tanti anni sono ormai passati (ahimè). Tu continui a dividere l’opinione pubblica e io continuo ad ascoltarti, guardarti in TV e a suonare esclusivamente le tue canzoni nelle piazze di mezza Italia. Sei e sarai per sempre la colonna sonora di tutta la mia vita. Grazie per quello chi hai saputo darmi. Auguri Adriano.

Stefano – 49 anni – Ascoli Piceno (Italia)


Da Giovane sei stato un geppo folle,ma pieno di sentimento,e passione che mettevi nelle tue parole e nella tua melodia.Ora come ora con i tuoi 70 anni rimarrai sempre il ragazzo della via gluck ma più premuroso e vitale.AUGURI ADRIANO,TI VOGLIO BENE.

Francesco (16 Anni da Salerno)


Tanti auguri Adriano! Grazie per tutto!!!!!

Margarita (38 anni, Lettonia)


Caro Adriano, Hai bucato la mia vita con la tua personalità, i tuoi messaggi, i tuoi insegnamenti, il tuo esempio e la tua meravigliosa voce, che mi accompagnano in ogni istante delle mie giornate e mi aiutano ad affrontare le sfide e le difficoltà quotidiane…
Auguri Adriano, ti porterò sempre nel mio cuore!

Annalisa (29 anni, Brindisi)


Adriano,nessuno come tè ha la capacità di emozionarmi,quando fai le tue comparsate in tv,mi viene un tuffo al cuore e gioisco per te,perchè sei il il numero 1 e quando dico il numero uno voglio proprio dire che tutti gli altri son nessuno… Anche io ti lancio l’appello: regalaci un concerto dal vivo!!!!!!

Sebastiano (33 anni, Italia)


Adriano vorrei dirti 1000 cose, ma l’emozione è sempre troppo alta quando si parla di te.
Grazie per ogni singola nota, ogni canzone, ogni monologo, per ogni tua apparizione in tv… Ogni volta riesci a riempirmi il cuore di gioia! Sei sempre diverso, sempre migliore… quando ci sei tu, davvero l’emozione non ha voce! Il tuo carisma e la tua personalità sono ineguagliabili.
Tanti auguri di vero cuore!

Solo una cosa ti chiedo: sii felice Adriano! Ti voglio bene.

Gabriella (20 anni, Arcore)


Adriano ti ringrazio di avermi insegnato, ad ogni tuo passo e con ogni tuo gesto, il valore della libertà…perchè essere liberi è essere Uomini…e tu sei Uomo come pochi altri…per sempre con te

Giancarlo (23 anni, Italia)


Ti aspetto a Narzole.
Tanti auguri.

Michelangelo


Tanti Auguri Adriano… Sei Sempre Re Prima,Sei Il migliore, che seguo ben da 22 anni da quando sono nato. hai un modo di cantare stupendo, hai sempre regalato a noi fans canzoni straordinarie, momenti indimenticabili… hai una personalità tutta tua.. sei troppo troppo forte. E IL regalo di compleanno bello sarebbe quello di incontrarti speriamo il mio sogno si avveri un giorno… spero che leggerai le frasi di tutti i fans.tu sei il numero 1..e noi di siamo tutti con te….. Grazie Adriano Essere

Andre


Ho avuto la fortuna di trovarti che ero ancora un ragazzetto con i pantaloni corti
ho avuto la scaltrezza di raccoglierti e custodirti nel mio cuore
ho avuto il pregio di ascoltarti sempre
ho avuto l’onore di percorrere assieme a te la strada migliore
vorrei camminare con te per tanti anni ancora…

Eliseo (50 anni, Italia)


caro Adriano ti seguo da quando ero un bambino e spiegarti quello che provo per te e’ troppo difficile anche perche’ sono emozionato solo al pensiero che tu possa leggere qualcosa che ho scritto io ma quello che devi sapere e’ che TI VOGLIO BENE

PS tanti auguri ADRIANO CELENTANO

Stefano Melino (Empoli)


quando leggo qualcosa su di te adriano, oh guardo una intervista, capisco che Tu Adriano sei sempre il il ragazzo della via gluck. Già solo a leggere le tue Interviste o a guardare un tuo spettacolo oh intervista, un qualcosa di magico mi tocca. mi fa sentire la tua energia che trasmetti e mi ritrovo in un altro mondo. Grazie Adriano, sei sempre il più forte. Si dice ER PIU, verro?

erpiu Davide (schweiz)


Il Paradiso è un cavallo bianco che non suda mai, e tu sei l’artista, il mito, l’amico che resterà per sempre. Auguri Adriano, grazie per le emozioni e i sogni che ci hai donato e che ancora continuerai a donarci. AUGURI!

(Indiano, 41 anni Italia)


Adriano sei e resterai sempre il numero uno… un mito che non morirà mai!

Roberto (21 anni, Italia)


Carissimo Adriano, sono cresciuta con te, sei una delle poche persone che porto nel mio cuore, anche se tu non mi conosci. Il sogno della mia vita è di poterti conoscere personalmente. Stringerti anche solo la mano sarebbe un’emozione senza voce, quanto vorrei abbracciarti e dirti: Ti voglio bene.Adriano, sei e sarai sempre un punto di riferimento nella mia vita, chissà se un giorno potrò dirtelo guardandoti negli occhi. Un forte abbraccio a te e a tutta la tua famiglia e tantissimi auguri.

Isabel Ponte (23 anni, Italia)


Buon Compleanno al mio MAESTRO. Ti voglio bene tanto Adriano.

Andrea Russo (19 anni)

Il 1987 è l’unico anno in cui FANTASTICO è stato davvero FANTASTICO: tu lo
eri prima, lo sei stato dopo, lo sei oggi, e lo sarai per sempre.

Tanti Auguri e grazie di tutto.

Con affetto,

Riccardo (Milano)


Ciao Adriano, voglio dirti che l’emozione una voce ce l’ha, la tua.
Ogni tua canzone, ogni tuo film o apparizione televisiva è sempre un grande evento a cui non posso mai mancare perché sei semplicemente il meglio anzi Er più.
Auguri, auguri, auguri!

Francesco (48 anni, Brescia)


Adriano,grazie per le emozioni che mi dai,che mi hai dato e che mi darei,sei tutta la mia vita spero un giorno di incontrati per realizzare il mio sogno in realtà.

Francesco (22 anni, Italia)


Adriano, Tu che mi dai le emozioni piu belli, Tu che sei unico e magico, Tu che sei parte di me,Tanti auguri!!!

Sonila (24 anni – Tirana, Albania)

Ciao Adriano TANTI AUGURI a te il te del rock da un metallarp come me. TU SEI HARD ROCK E GLI ALTRI NON SONO NEMMENO ROCK !!!

metaldog


Grazie Adriano! Sei una presona che non dimenticherò mai! Se stato, sei e sarai un personaggio che rimarrà sempre nel miop cuore… Auguri!

Nicolò (Milano)


son 50 anni che mi tieni compagnia.
auguri Adriano.

Gino


Adriano sei è resterai il più forte..mi dai gioia in questa vita, grazie grazie grazie

Roberto87


Adriano Celentano volevo è sempre un mito anche qui in Francia, ed è un peccato che non si faccia più vedere qui come prima. Per fortuna oggi abbiamo il satellite e altri diversi modi per vedere la tv italiana.
Grazie per tutto quel che hai fatto e continuerai a fare Adriano!!!

Alain (Francia)


Ciao Adriano,
per il tuo settantesimo compleanno il mio migliore augurio è che Gesù ti tolga tutti i dubbi e le incertezze che ti sono entrate nel cuore. Ti auguro con tutto il mio cuore che ti riempa l’anima di Spirito Santo e ti doni pace, speranza, gioia e amore.

Con tanto affetto,
FEDE


Questi messaggi di auguri che hai appena letto, sono la dimostrazione dell’affetto e del riconoscimento che nutriamo nei tuoi confronti. Non chiediamo di conoscerti dal vivo, ne tantomeno avanziamo pretese di nessun tipo nei tuoi confronti perché rispettiamo il tuo modo di essere un po’ schivo e riservato.

Non importa se non saremo mai seduti in prima fila in un tuo spettacolo, sappiamo di non essere fans di Tiziano Ferro o Laura Pausini, di conseguenza, la consapevolezza di non esserci accontentati e di aver scelto il meglio che la musica e lo spettacolo mondiale potesse offrirci, ci permette di vivere le gioie che ci regali anche a distanza, perché dire che “tutto questo è già tantissimo”, sarebbe comunque poco.

Sappi però che se per una sola volta, tu potessi scrivere anche un solo: “Ciao a tutti” come segno della tua presenza e di aver letto i nostri messaggi, la consapevolezza della gioia infinita che esploderà nei nostri cuori sarà un bellissimo regalo di compleanno che donereti a te stesso.

Ti vogliamo bene, come un fratello, come un padre, come un nonno.

tutti gli utenti di ACfans


mag 24 2007

I Cinquant’anni di carriera di Adriano Celentano in un libro

Cinquant’anni di una straordinaria carriera divisa tra dischi, concerti, film e programmi televisivi ripercorsi grazie al paziente lavoro di un giornalista. “Adriano Celentano 1957-2007. Cinquant’anni da ribelle” di Sergio Cotti, serio ed accurato libro di ricerca ed analisi sulla discografia del molleggiato, è stato presentato il 19 maggio a Milano in occasione del “Celentano day”. Anche noi a modo nostro ripercorriamo questi cinquant’anni ,dalla A alla Z. Che tu sia rock o lento poco importa, questo articolo è per te.
di Fabio Massimo Penna

A come Azzurro. Quando scrivono “Azzurro” Paolo Conte e Vito Pallavicini si rendono conto di aver realizzato un brano controcorrente, non solo perché, in controtendenza rispetto ai brani balneari allora tanto alla moda, racconta un’estate passata in solitudine in città, ma anche per il ritmo che aveva le cadenze di una marcetta, anche questa una scelta assolutamente discordante con le mode dell’epoca.

Ma di fronte all’interpretazione di Adriano Celentano tutti le perplessità svaniscono: lo stesso Conte definisce l’esecuzione del Molleggiato “umana”, esaltandone la chiarezza ed intelligibilità che fanno si che all’ascoltatore sembri che l’interprete abbia realmente vissuto gli avvenimenti narrati nel brano. ” Azzurro” fu immediatamente un pezzo di successo che raggiunse i vertici delle hit parade ed è ancora oggi uno dei più popolari nella storia della musica leggera italiana.

B come Bacio. “Il tuo bacio è come un rock” è il brano che impone Adriano Celentano come uno dei giovani musicisti più promettenti del panorama italiano. Si era già fatto notare nel maggio 1957 al Festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano, ma quando al festival della musica leggera di Ancona, il 13 luglio del 1958, sul palco sale questo giovanotto dinoccolato che ancheggia in maniera bizzarra il pubblico va in visibilio e si scatena un irrefrenabile entusiasmo. Da quella sera “Il tuo bacio è come un rock” ed Adriano Celentano scalano le classifiche di vendite dei dischi in Italia. Inizia una leggenda che ancora oggi continua…

C come Castellano e Pipolo. Tra la fine degli anni Settanta ed i primi anni Ottanta, Adriano Celentano insieme alla coppia di registi Franco Castellano e Giuseppe Moccia, meglio conosciuti come “Castellano e Pipolo”, formano un team che ai botteghini cinematografici si rivela essere imbattibile. Nel giro di pochi anni i tre sfornano una serie di fortunate pellicole: “Mani di velluto” (1979), “Il bisbetico domato” (1980) e “Innamorato pazzo” (1981). Castellano e Pipolo servono al meglio la surreale comicità di Celentano con copioni leggeri ma privi di volgarità. “Mani di velluto” è la storia di un facoltoso ingegnere, creatore di un indistruttibile vetro antirapina che, invaghitosi di una vivace ladruncola, organizza un colpo grosso ai danni della propria moglie. “Il bisbetico domato” ha per protagonista Elia, stravagante proprietario terriero dell’Oltrepò che odia le donne e resiste alle idee matrimoniali fino a quando un giorno non gli piomba in casa la bella Lisa che, dopo alterne vicende, riesce a sedurlo. Il tema dell’amore impossibile torna in “Innamorato pazzo” con il conducente dell’ Atac, Barnaba che perde la testa per la principessa Cristina di S. Tulipe, promessa sposa ad un miliardario, e riesce, nonostante l’ostilità della famiglia di lei, a sposarla.

D come Don Backy. Aldo Caponi, meglio conosciuto con il nome d’arte di Don Backy, è stato uno degli elementi di spicco del Clan di Adriano Celentano. Dotato di una peculiare voce roca e di un carattere indipendente, nel 1962 partecipa al Cantagiro con il brano “Fuggiasco” e l’anno successivo con “Amico” che ottiene anche un buon successo di vendite. Sempre nel 1963 recita accanto a Totò, Macario e Nino Taranto in “Il monaco di Monza” di Sergio Corbucci ed incide “Ho rimasto”. L’anno seguente prende parte alla pellicola “Super rapina a Milano” che vede Adriano Celentano dietro la macchina da presa. Nel 1966 incide “Serenata” mentre l’anno successivo si presenta in coppia con Johnny Dorelli al Festival di Sanremo con la famosa canzone “L’immensità” ed incide un altro grande successo “Poesia”. Il 1968 è un anno importante per la sua carriera cinematografica: escono, infatti, “Banditi a Milano” di Carlo Lizzani e “I sette fratelli Cervi” in cui ha ruoli importanti a fianco di Gian Maria Volonté. Il 1968 è l’anno dello scisma: per una controversa questione di diritti d’autore entra in rotta di collisione con Celentano ed abbandona polemicamente il Clan. L’anno dopo si classifica terzo al Festival di Sanremo presentando insieme a Milva il brano “Un sorriso” e sempre a Sanremo nel 1971 canta “Bianchi cristalli sereni”. Intanto al cinema recita per il “Maestro” Federico Fellini in “Satyricon” (1969) ed interpreta “Barbagia” (1969) di Carlo Lizzani. Negli anni Settanta scrive “Sognando”, brano che verrà interpreto anche da Mina e che tratta il tema del disagio mentale. Mostrando grande eclettismo negli anni Ottanta si dedica ai fumetti realizzando L’Inferno di Dante a fumetti (1980), e “Clanyricon” (1984). Dopo aver interpretato se stesso nel film “Pane e tulipani” ed aver partecipato al reality show “La talpa”, nel 2006 tiene un ciclo di lezioni per il progetto universitario Rai Nettuno, l’università a distanza.

Er Più. Adriano Celentano e Claudia Mori nel 1971 sono gli interpreti principali del film, ambientato nella Roma di fine Ottocento, “Er più. Storia d’amore e di coltello” di Sergio Corbucci. Protagonisti della commedia sono i quartieri popolari della Capitale e la gente umile che vi abita. Nel ruolo dell’eroe del popolo, il bullo più brillante e rispettato del quartiere, “Er più”, un Celentano in forma smagliante. Nonostante l’ambientazione romanesca poco verosimile la pellicola è di buona fattura con un cast di attori ben affiatato ed una comicità immune da volgarità.

F come Fantastico. Fantastico 8 nel 1987-88 passa alla storia come l’edizione dei lunghi silenzi. Adriano Celentano, allontanandosi dai classici sistemi di condurre i programmi televisivi basati su ritmi frenetici, alterna lunghe pause di silenzio davanti alle telecamere ad ampollose prediche di carattere ecologista, morale o religioso. La critica reagisce in maniera ostile e scomposta ma il pubblico premia la scelta coraggiosa di Celentano con buoni indici di ascolto.

G come Gino. Pur essendoci solo due anni di differenza tra i due, Adriano Celentano è lo zio di Gino Santercole. Santercole suona la chitarra con i Ribelli, gruppo che gravita nell’orbita del Clan, ed in seguito comincia a scrivere canzoni tra le quali spicca la bellissima e sognante “Una carezza in un pugno”, scritta insieme Luciano Beretta e Miki Del Prete e portata al successo da Celentano. Sul finire degli anni Sessanta si dedica al cinema e come attore recita in “Yuppi du” (1975) di Celentano, “Viaggio con Anita” (1979) di Mario Monicelli, “Sono fotogenico” (1980) di Dino Risi.

I come Ignoranti. Adriano Celentano si è autodefinito una volta “re degli ignoranti” e “Re degli ignoranti” è anche il titolo di un suo long playng del 1991. La canzone dal titolo omonimo esalta la mancanza di costruzioni (gabbie) mentali di chi è rimasto privo di istruzione: “…si, /perché nessuno aveva cogliuto/ il vero senso della lotta/ ma io che sono il re degli ignoranti…; si io, io conosco questo senso e non l’ho dimenticato/ mentre invece voi/ a furia di studiar/ solo con la mente/ avete tutti smarrito la via del cuor/ restando lì/ a scavar nel vuoto/ mentre i vostri padri/ con la scure in mano/ distruggevano/ la saggezza dei vostri nonni…” In realtà dietro questa facciata (o posa?) da persona incolta si nasconde un personaggio attento alla realtà che lo circonda, costantemente aperto al mondo ed alle sue problematiche, un uomo con grande capacità di ascolto ma dotato anche di acuta capacità critica.

L come Lento. “L’arroganza è lenta, la timidezza è rock; ribellarsi è rock, servire è lento; parlare senza dirsi nulla è lento, guardarsi negli occhi è rock; cambiare vita è rock, cambiare idea è rock, non cambiare mai è lento…” Adriano Celentano nel 2005 durante la trasmissione Rockpolitik aggiunge alle sue invenzioni televisive (i lunghi silenzi e le prolisse teleprediche) gli slogan “rock” e “lento” per separare ciò che è “cool”, gagliardo ed eticamente bello, insomma “rock” da ciò che è meschino e moralmente basso, ovvero “lento”. Un tormentone, un momento televisivo che con un altro protagonista sarebbe un flop ma con il “Molleggiato” che, con occhiali da sole e camicione colorato, sale su di un leggio ed accompagnato da una chitarra elettrica comincia dividere il mondo in due categorie, i rock da una parte ed i lenti dall’altra, diventa storia della televisione.

M come Moroni. Se non è la coppia più dello spettacolo italiano, quella tra Adriano Celentano e Claudia Mori (Claudia Moroni), è certamente una delle più affiatate. Oggi lei è il manager del marito ma un tempo i due, oltre a metter su una splendida famiglia (hanno tre figli: Rosita, Rosalinda e Giacomo), formavano un’ottima coppia artistica. Il loro incontro avviene nel 1964 sul set di “Uno strano tipo” (la Mori aveva in precedenza avuto una parte anche nel film di Luchino Visconti “Rocco e i suoi fratelli”) ed è subito amore tanto è vero che i due si sposano nello stesso anno e nel 1965 nasce Rosita. Nel 1967 ottengono un grande successo cantando “La coppia più bella del mondo” e nel 1970 vincono il Festival di Sanremo con “Chi non lavora non fa l’amore”. Nella sua carriera cinematografica Claudia Mori recita al fianco di Adriano Celentano in “Rugantino” (1973) di Pasquale Festa Campanile, “Yuppi Du” (1975) dello stesso Celentano e “Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì” (1985) sempre per la regia di Celentano. Senza il marito Claudia Mori canta “Buonasera dottore” (1975), nel 1982 si esibisce come ospite al Festival di Sanremo con “Non succederà più” e nel 1994 si presenta in gara sempre al Festival di Sanremo con il brano scritto da Toto Cutugno “Se mi ami”.

N come Novità che sconvolge Sanremo. E’ il gennaio del 1961 e nell’ingessato ambiente del Casinò Municipale di Sanremo, lo svolgimento dell’undicesimo festival della canzone italiana viene scosso dall’esibizione assolutamente innovativa di un giovanotto che saltella e si dimena dando le spalle al pubblico: è il”molleggiato”, Adriano Celentano, rocker che ha conquistato il pubblico giovanile con brani come ” Il tuo bacio è come un rock” ed “Impazzivo per te”. Il suo brano “Con 24mila baci” arriva secondo. Nell’edizione del 1966 Adriano Celentano non riesce a raggiungere le finali con “Il ragazzo della via Gluck”, brano che paradossalmente diventerà in seguito una delle canzoni più famose della storia della musica leggera italiana. Il 1968 lo vede ottenere il terzo posto con “Canzone” mentre arriva primo, insieme a Claudia Mori, nel 1970 con “Chi non lavora non fa l’amore” che per il suo testo (“…C’era lo sciopero anche dei tranvai…Arrivo lì ma il dottore non c’è! E’ in sciopero anche lui! Che gioco è! Ma?! Ma come finirà…c’è il caos nella città. Non so più cosa far! Se non sciopero mi picchiano. Se sciopero mia moglie mi dice : chi non lavora non fa l’amore…”) viene criticata da più parti. L’anno seguente Celentano partecipa al Festival per l’ultima volta con il brano “Sotto le lenzuola” classificandosi quinto. L’edizione del Festival del 2004 passerà alla storia per la sua partecipazione a sorpresa come ospite, decisa all’ultimo momento dopo un lungo tira e molla, e dovuta forse anche ai ripetuti inviti dell’amico e direttore artistico Tony Renis; il suo intervento alza l’indice di ascolti della trasmissione e la sua interpretazione di “Rip it up” di Chuck Barry accompagnata dai balletti con Tony Renis e Simona Ventura rimane uno dei momenti “cult” nella storia della rassegna sanremese.

O come Opere d’autore. La stagione d’oro di Celentano al cinema (dieci anni di grandi successi al botteghino: da “Di che segno sei” e “Ecco noi per esempio” di Corbucci, a “Il bisbetico domato” e “Innamorato pazzo” di Castellano e Pipolo a “Lui è peggio di me” di Oldoini) inizia e si conclude con due pellicole delle quali il “molleggiato” è regista ed interprete: “Yuppi du” (1975) e “Joan Lui” (1985). Visionario, squilibrato, imprevedibile, colorito musical, “Yuppi du” venne accolto con freddezza dal pubblico e dalla critica dell’epoca ma, in virtù dei 32 anni che ci separano dalla sua uscita, possiamo affermare come lo stile registico, il caos architettonico e l’ambientamento “senza tempo” dell’opera fossero in largo anticipo sui tempi e che certe invenzioni stilistiche che al tempo dovevano sembrare assurde erano in realtà antesignane di tante consuetudini filmiche di registi oggi in gran voga. Ci fu, comunque, chi sottolineò la straordinaria genialità di alcune scene come quella in cui Celentano e Charlotte Rampling danzano seminudi. Anche “Joan lui” conosce la stessa “fortuna critica” di “Yuppi du”: snobbato dal pubblico e accolto con indifferenza dalla critica può venir ai giorni nostri riletto con maggior distacco mettendone in evidenza i non pochi meriti. il musical, in cui Adriano Celentano mescolando danza, musica e teatro ,utilizza un linguaggio pubblicitario, con un montaggio shock a cui sono alternati tempi dilatati alla Sergio Leone. L’opera assume l’aspetto di un racconto morale che sottolinea i mali della società moderna.

P come Prisencolinensinainciusol. “…Prisencolinensinainciusol, In de col men Seivuan, Prisencolinensinainciusol ol rait…” Nel 1973 esce questo brano di Adriano Celentano dal titolo impronunciabile, con un testo fondato su un vocabolario di sua invenzione (una sequenza di fonemi ispirati a termini pseudo-inglesi) che su di una accattivante base ritmica veniva ripetuto come uno scioglilingua dal cantante-attore milanese. Considerato da alcuni come il primo rap italiano della storia, questo brano che non necessita di venir tradotto, essendo privo di signicato, si trasforma presto in un grande successo internazionale ottenendo ottime vendite in Francia e Germania e scalando le classifiche statunitensi.

R come Rosita e Rosalinda. Rosita, figlia maggiore di Adriano Celentano e Claudia Mori, vive in contatto con il mondo dello spettacolo sin da bambina e nel 1975 prende parte alla pellicola del padre “Yuppi du”. Nel 1987 è protagonista del film di Antonio Bido “Mak p 100″ mentre nel 1989 conduce insieme a Daniel Quinn, Gianmarco Tognazzi e Paola Dominguin il Festival di Sanremo. Ma poi… “l’amore vince ogni cosa” e, conosciuto Paride Orfei nel 1990, lo segue al circo e per tre anni vive facendo la cavallerizza ed occupandosi di scenografie e coreografie. Nel 1995 torna al cinema recitando al fianco di Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Ricky Memphis e Valerio Mastrandrea in “Palermo-Milano solo andata” di Claudio Fragasso. Partecipa all’edizione del 2000-2001 di Domenica In affiancando in studio la coppia di conduttori Carlo Conti – Iva Zanicchi. Nel 2004 conduce, facendo l’inviata, la prima edizione di “Music Farm” al fianco di Amadeus e Gene Gnocchi e nel 2006 prende parte, come concorrente, al reality show “Reality Circus”, condotto da Barbara D’Urso su Canale 5. Rosalinda Celentano, dal carattere ribelle ed anticonformista, tenta inizialmente di ripercorrere i passi nel mondo della musica del padre famoso presentandosi al Festival di Sanremo del 1990 nella categoria Nuove Proposte con il brano “L’età dell’oro”. Ben presto però rivolge la sua attenzione al cinema, esordendo nel 1993 nel film di Pino Quartullo “Le donne non vogliono più”. Nel 2001 recita ne “L’amore probabilmente” di Giuseppe Bertolucci mentre nel 2004 regala una inquietante e mefistofelica performance nel ruolo del diavolo in “La passione di Cristo” di Mel Gibson. Nel 2006 interpreta il ruolo di Isabella nel film di Simona Izzo “Tutte le donne della mia vita” e nello stesso anno prende parte a “7 Km da Gerusalemme” di Claudio Malaponti.

S come Svalutation. Molto si è parlato nel corso degli anni delle famose “teleprediche” di Adriano Celentano, dei suoi sermoni in diretta tv che tanto fanno arrabbiare i critici tv per la loro supposta mancanza di ritmo. Eppure il Molleggiato ha sempre voluto dire la sua sulla realtà che lo circonda spesso ritraendola con amara ironia e pensosa giocosità. Con questo spirito nasce nel 1976 “Svalutation” brano che prende di mira il malcostume dell’Italia del periodo con l’inflazione, l’immoralità del mondo politico, gli scandali, la crisi petrolifera. Ma il finale presenta una nota di ottimo affermando “…Ma quest’Italia qua se lo vuole sa/ che ce la farà/ e il sistema c’è/ quando pensi a te/ pensa…anche un po’ per me.”

T come Teocoli. Teo Teocoli inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo esibendosi al Derby di Milano insieme a Cochi e Renato, Enzo Jannacci e Massimo Boldi ed entrando a far parte del Clan, la casa discografica che Celentano ha creato nel 1961. Il legame di amicizia tra il comico di Taranto e il Molleggiato è così forte che Celentano lo ha voluto a Rockpolitik per un duetto tra il finto Celentano (uno strepitoso Teocoli) ed il vero e, gustosamente autoironico, Adriano nazionale. La fase iniziale della carriera di Teo Teocoli avviene nel mondo della musica, dove si esibisce come cantante insieme a gruppi quali “I camaleonti” e “I quelli”. In televisione esordisce nel 1982 su Antenna 3 dove è protagonista con Massimo Boldi del programma “Non lo sapessi ma lo so”. Partecipa quindi a “Drive in”, “Una rotonda sul mare” ed “Emilio” in cui presenta uno dei suoi personaggi più riusciti, lo sfegatato tifoso del Milan Peo Pericoli. Partecipa a “Il gioco dei nove”, alla sitcom “I vicini di casa”, a “Striscia la notizia” ma il grande successo arriva nel 1992 con la partecipazione a “Mai dire goal” che vede la nascita di Felice Cacciamo, uno dei più esilaranti personaggi televisivi degli ultimi anni. Conduce “Scherzi a parte”, partecipa a “Quelli che il calcio” e diviene ospite-commentatore della “Domenica Sportiva”.

V come Via Gluck. E’ solo una via di Milano, ma per tanti ormai quello di via Gluck dove, il 6 gennaio 1938, al numero civico 14, nasceva Adriano Celentano, è un nome mitico, un luogo dell’anima. Si trovava in una zona periferica della città, via Gluck, ma con il tempo era stata inglobata nella metropoli e per l’uomo oramai adulto che torna a visitare i luoghi della propria infanzia non resta che immalinconirsi alla vista di quel gruppo di “…case su case, catrame e cemento…” che ritrova al posto dei luoghi dove bambino aveva giocato spensierato. Abbandonando le scatenate atmosfere rock, Celentano approda ai ritmi più pacati di una nostalgica ballata folk per esprimere, in largo anticipo sulla mania ecologista tanto di moda oggi, una sincera e sentita preoccupazione per l’ambiente.

Fabio Massimo Penna

Ultimo aggiornamento (giovedì 24 maggio 2007)

24/05/2007 – FondazioneItaliani.it


mag 24 2007

Adriano Celentano, biografia

Cantante, attore e conduttore televisivo nato a Milano il 6 gennaio 1938.

Cinquant’anni di successi come cantante, attore e conduttore televisivo fanno di Adriano Celentano un simbolo del mondo spettacolo italiano del Novecento. Figlio di commercianti pugliesi trapiantati a Milano, svolge diversi lavori prima di debuttare, nel 1957, nel mondo dello spettacolo partecipando al primo Festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano. Brani dal ritmo dirompente come “Il tuo bacio è come un rock” e “Il ribelle” e il suo corpo dinoccolato e snodato, che si agita con movimenti ispirati tanto agli ancheggiamenti di Elvis Presley quanto alla fisicità scoordinata di Jerry Lewis, gli valgono il soprannome di “Molleggiato” e contribuiscono ad imporlo come uno dei rocker più popolari tra i giovani. Nel 1961 partecipa a Sanremo con il brano “Con 24mila baci”, scritto con Piero Vivarelli e Lucio Fulci, che si classifica secondo. Il cantante milanese scuote l’ambiente del Festival con l’originalità della sua esibizione (si muove freneticamente sul palco dando spesso le spalle al pubblico) e con la coraggiosa scelta di presentare un brano rock.

Il “fenomeno Celentano” ormai dilaga al punto che il “Maestro” del cinema italiano Federico Fellini lo vuole sul set de “La dolce vita” (1960) per la famosa scena del night club alle Terme di Caracalla. Nel 1961 fonda la sua casa discografica, il Clan, che è al contempo una sorta di scuderia-comunità di amici. Sul set del film “Uno strano tipo” (1963) di Lucio Fulci, Celentano incontra Claudia Mori e nasce subito la “coppia più bella del mondo”: si sposano nel 1964 a Grosseto e l’anno seguente nasce la primogenita Rosita, alla quale si aggiungeranno Giacomo nel 1966 e Rosalinda nel 1968. I successi musicali non si contano: da “Pregherò” a “Grazie, prego, scusi” a “Ciao ragazzi” al brano di ispirazione ambientalista “Il ragazzo della via Gluck” che, sebbene escluso dalle finali del Festival di Sanremo, diverrà una delle canzoni più popolari della storia della musica leggera italiana. Il 1964 vede il suo esordio alla regia con il film ispirato al cinema americano “Super rapina a Milano”. Nel 1968 partecipa a Sanremo insieme a Milva con il brano “Canzone” classificandosi terzo mentre nel 1970 trionfa, insieme alla moglie Claudia Mori, portando nella città dei fiori il brano “Chi non lavora non fa l’amore”. Esce nel 1968 un altro brano destinato a fare la storia della musica leggera italiana “Azzurro”, scritto da Paolo Conte e Vito Pallavicini che, nonostante la canzone vada in controtendenza rispetto ai brani balneari alla moda descrivendo la storia di un marito che passa da solo l’estate in città e il suo ritmo da marcetta si allontani dai brani scatenati in gran voga, diviene subito un grande successo. Il cinema intanto prende uno spazio sempre più grande nella carriera artistica del “Molleggiato”: è protagonista di “Serafino” (1968) di Pietro Germi che riceve una buona accoglienza di pubblico e lo spinge ad incrementare la sua carriera di attore dandogli maggior fiducia nelle proprie (straordinarie) doti comiche. Insieme a Claudia Mori recita nella commedia musicale ambientata nella Roma di fine Ottocento “Er più – Storia d’amore e di coltello” (1971) di Sergio Corbucci regalando un’ottima interpretazione nei panni del bullo di periferia costretto a sbaragliare una serie di rivali per conquistare il cuore della bella Rosa.
Con una trovata geniale, nel 1973, Celentano inventa alcuni strani vocaboli somiglianti a termini inglesi che sciorina a mò di scioglilingua su di una serrata base ritmica: è il famoso ed impronunciabile brano “Prisencolinensinainciusol”, considerato da molti il primo esempio mondiale di musica rap, che ottiene un grande successo in Francia, in Germania e negli Stati Uniti.
Ormai la “coppia più bella del mondo” funziona perfettamente al cinema: con la moglie è protagonista della versione cinematografica di Pasquale Festa Campanile della commedia musicale “Rugantino” (1973) e nel 1975 di “Yuppi du” film diretto dallo stesso “Molleggiato”. Il film, in grande anticipo sui tempi per stile registico, il caos architettonico e l’ambientamento “senza tempo”, non viene capito da pubblico e critica e finisce per essere un insuccesso. Gli anni Ottanta vedono il grande risultato ai botteghini di pellicole quali “Il bisbetico domato” (1980), “Innamorato pazzo” (1981) e “Lui è peggio di me” (1984) mentre un altro tentativo di film sperimentale ed innovativo come “Joan lui” (1985) viene condannato al flop nonostante il cospicuo budget, le grandiose scenografie e l’interessante e complesso montaggio. Nel 1987-88 “Fantastico 8″ impone il “Molleggiato” come uno dei più interessanti ed innovativi personaggi televisivi: le sue interminabili teleprediche ed i suoi lunghi silenzi davanti alle telecamere affascinano il pubblico creando un’immagine di Celentano a metà strada tra il profeta e il contadino. Negli anni Novanta continua il suo successo televisivo con programmi quali “Svalutation” (1992) su Rai 3 e “Francamente me ne infischio” (1999) su Rai 1. Nel 1998 esce un album di grande successo “Mina Celentano” con straordinari duetti del “Molleggiato” con la “tigre di Cremona” tra i quali “Acqua e sale” e “Che t’aggia di’” e l’anno seguente dalla collaborazione con Mogol e Gianni Bella nasce “Io non so parlar d’amore”. Negli anni Novanta la sua carriera cinematografica conosce un rallentamento con “Jackpot” unica pellicola all’attivo. Ormai vi è una grande attesa per i suoi programmi televisivi che finiscono sempre per trasformarsi in straordinari eventi mediatici e così nel 2001 il “Molleggiato” sorprende tutti con una trasmissione dal titolo un po’ irriverente “125 milioni di caz..te” che coniuga intrattenimento ed impegno all’interno di una avveniristica scenografia di sapore cinematografico. Nel 2005 è la volta di Rockpolitik, altro picco di ascolti di Raiuno, programma indimenticabile sia per i duetti con gli ospiti, i più gustosi dei quali con Benigni e Teocoli, e per il tormentone “Rock e lento”.

Hanno detto di lui:

“…Adriano è un fuori quota, una specie di Maradona della canzone…” (Pippo Baudo)

“…Spero e credo che gli ascolti confermeranno la bontà della decisione della Rai-Tv di investire su Celentano e di dargli piena autonomia autoriale. Ma era chiarissimo mentre ancora andava in onda “Rockpolitik”, che siamo riusciti a dare al pubblico uno dei più grandi esempi di televisione popolare che si siano visti in Italia…” (Sandro Curzi su “Rockpolitik”)

“…Celentano deve poter dire quel che vuole. Lui si è sempre occupato dell’ambiente e della vita, a modo suo. Pericoloso non è Celentano (…) Pericolosa è la politica che istituisce una commissione di vigilanza sulla tv, mentre dovrebbe essere la tv a vigilare sulla politica…” (Beppe Grillo)

“…Adriano (e tutti noi sappiamo quali sono i suoi rapporti con la stampa) ha sempre pensato che qualsiasi notizia o pettegolezzo inerente alla lavorazione del film venga messa in giro non serva altro che a nuocere al film stesso. E che meno si parla di un film durante la sua lavorazione, meglio è…” (Giuseppe Moccia detto Pipolo)

“…E’ un amico e lo conosco da quando avevo sedici anni, lui ne aveva diciotto e facevo il suo chitarrista. Ho cominciato a cantare perché lui non provava e quindi io mi prestavo come voce per insegnare ai suoi musicisti il rock’n'roll e da lì ho cominciato praticamente la mia carriera di cantante, all’inizio molto precario, poi sempre più sicuro e poi, forse con la scoperta del teatro, anche sempre più convinto…” (Giorgio Gaber su Celentano)

Ultimo aggiornamento (giovedì 24 maggio 2007)

23/05/2007 – FondazioneItaliani.it


feb 6 2007

Don Backy, Celentano vergine quando conobbe Claudia Mori

Roma, 6 feb. (Adnkronos) – “A 23 anni Adriano era ancora vergine, nonostante il fidanzamento con Milena Cantu’. Ma quando conobbe Claudia ad Amalfi, sul set del film ‘Uno strano tipo’, fu subito colpo di fulmine. Con lei scopri’ la passione dei sensi e ne fu travolto”. Lo dice Don Backy in un’intervista esclusiva a ‘Chi’, in edicola domani mercoledi’ 7 febbraio, anticipando la storia del suo rapporto con Celentano rivelata in un libro di prossima uscita.

“Pur trascorrendo le notti con Claudia, pero’, continuo’ a essere legato a Milena. Lei era innamorata, ma non stupida e, finita la lavorazione del film, piombo’ a Roma sorprendendo Adriano mentre usciva dall’albergo con la Mori. Chiese una spiegazione che porto’ alla rottura del fidanzamento, con mio grande dispiacere. Infatti -dice ancora Don Backy- tanto volevo bene a Milena, quanto diffidavo di Claudia. E non mi sbagliavo. Appena ebbe un ruolo ufficiale, io non ebbi scampo. Da quel momento il deterioramento del mio rapporto con Celentano fu come un lungo addio”.

06/02/2007 – Adnkronos


gen 16 2007

L’eminenza grigia del clan Celentano

Claudia Mori: «La bellezza bisogna anche saperla gestire, perché poi passa. Facevo paura agli uomini»

di MARINELLA VENEGONI

MILANO
Nei tempi andati si diceva che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Ancora non si sapeva nulla della sora Lella, artefice dei cachemire che avrebbero scaldato Fausto Bertinotti nel cammino verso la Presidenza della Camera, e neanche forse si immaginava che una grande donna avrebbe osato addirittura precedere l’Amato, riempire gli spazi che lui lasciava vuoti per indole, distrazione, pigrizia, o solo perché se lo poteva permettere. Di sicuro, il catalogo delle donne di carattere dei nostri tempi è obbligato a registrare l’esistenza di Claudia Mori: che da first lady della canzone, in quanto moglie di Adriano Celentano, è diventata zitta zitta, piano piano, un personaggio cruciale nelle scelte culturali della Rai.

Dopo aver affiancato il marito nei suoi spericolati zig zag fra dischi, cinema e show di grande ascolto, forte delle esperienze accumulate la bella Claudia ha tracimato. Si è buttata a fine Ottanta nel cinema, con Cuore di panna, e poi nella fiction, con De Gasperi e ora con la biografia di Rino Gaetano in lavorazione. Sta progettando un film su Einstein con Liliana Cavani come regista, e un lavoro sui fratelli Mozart, ma il grande show la attizza: dopo il ruggente Rockpolitik di suo marito nel 2005, stava per imbarcarsi nuovamente come produttrice, per lo storico amico di famiglia Teo Teocoli; però s’è messo di traverso il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, che non la voleva perché non ha mai ricevuto le scuse dopo Rockpolitik, quando si autosospese perché non poteva soprintendere ai lavori.

Teocoli si è tirato indietro, perchè o Claudia o niente. E lo show è saltato: i telespettatori si beccheranno invece in marzo, di sabato sera, uno show sul ghiaccio con la Carlucci. Mentre suonano le trombe delle querele, annunciate da Del Noce, la first lady si augura «che in sede giudiziaria, sotto giuramento, venga finalmente fuori tutta la verità, anche se mi sembrerebbe molto strano che in questa causa si facesse parte attiva la stessa Rai». Ma con Teocoli comunque lavora, ha affidato ad Enrico Vaime una serie di telefilm scritti dove lui sarà un ispettore folle alla Peter Sellers.

Indomabile, tetragona, Claudia Mori. Da quando aveva 14 anni, non s’è mai fermata: «Ho iniziato a far l’attrice allora, mio papà mandò la mia foto a Paese Sera per il film Cerasella e mi presero subito», ricorda lei che ancora reca molti segni di quella bellezza prepotente che è stata. Proprio sul set di un film, Uno strano tipo, aveva conosciuto Celentano: «E sì che non lo volevo fare, qual film, perché venivo dal lavoro in Rocco e i suoi fratelli di Visconti, e per me Adriano era un pazzo. Accettai per mia sorella Anna, che era una sua fan». Era il 1962, e Claudia doveva lavorare: «Vengo da una famiglia onesta e povera, mio padre è morto lavorando come un matto, faceva il rappresentante di commercio. Per farci studiare, qualche pasto lo saltavano e di notte faceva il cameriere in un night. E’ morto a 52 anni perché non c’eran soldi per curarsi. Lavoravo e studiavo. Sono venuta su orgogliosa, testarda. Ho imparato ad affrontar la vita, a scontrarmi: e gli uomini capissero che dovevano fare attenzione». Dalla bellezza non si è fatta sopraffare: «Bisogna anche saperla gestire, perché poi passa».

Adriano, sempre un po’ ritirato, un po’ distratto, s’era trovato la donna giusta. Una con cui duettare, non solo su Chi non lavora non fa l’amore, ma sulle strategie musicali, sui film, più tardi sulla tv. 16 anni fa, le ha proposto di dirigere gli affari del Clan: «Sei seria, caparbia, se ti ci metti lo farai bene». Claudia ha tirato su i tre figli, e ha cominciato ad andare in ufficio. Si alza alle sei meno un quarto tutte le mattine, per tagliare fuori il traffico che da Galbiate la accompagna all’ufficio nel centro di Milano, dove resta fino a sera. Adriano, quando non incide o prepara dischi, sta a casa, pensa, ripara orologi o, come adesso, sta in montagna a giocare a poker con la suocera. Lei pedala: «Sulle fiction, lui non mette naso», confessa; e ammette il caratterino: «Con me è facilissimo andare d’accordo, basta non cercare di fregarmi. Il mio impatto è sempre propositivo, ma se mi accorgo che una cosa non è vera, comincio a diffidare e diventa difficile». Ha le antenne dritte quando la trattano «da donna» («Su questo ho dovuto lottare») e non disdegna le cure del bene collettivo: «Teocoli è sotto contratto alla Rai, lo stanno pagando senza fare nulla. Abbiamo pensato a questo progetto, ma Del Noce ha cassato il programma senza neanche esaminare un preventivo mio, su un concetto di antipatia per tutti quelli che lavoravano a Rockpolitik. Puoi pensare che una tv pubblica ti impedisca di andare nel suo ufficio per seguire la prima riunione di lavoro perché non ho chiesto scusa a Del Noce? Come fai a prevederlo? Umanamente, comunque, ce ne faremo una ragione».

16/01/2007 – La Stampa


nov 1 2006

Adrianissimo! 15° manche

Adrianissimo!

Prosegue la grande gara Adrianissimo! con la sua 15° Manche che ci chiama a votare per i brani contenuti nell’album “Non mi dir” (1965)! Manca il brano Uno strano tipo perché già incluso in una manche precedente.

Ecco i brani interessati:
Stai lontana da me
Sei rimasta sola
Pregherò
Grazie prego scusi
Capirai
Ciao ragazzi
Non mi dir
E’ inutile davvero
Le notti lunghe
Il problema più importante
Sabato triste
Non piangerò
Chi ce l’ha con me

La manche in questione parte oggi 31 ottobre e durerà fino al 8 novembre

Inviate la vostra classifica (con eventuali commenti) all’indirizzo email comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum (per potervi prima rintracciare).
Per l’oggetto dell’email è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche15_nick.

Ovviamente alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community!

Andrea