Se Celentano “censura” Teo Teocoli
di Edoardo Semmola – Il blog della Sera

Mario Balotelli non lo imita. Teo Teocoli lo «è», o meglio lo è stato, a suo modo un po’ «Supermario». Perché «chi mi conosce da tanto dice che da giovane sono stato anch’io un piccolo Balotelli. Con, diciamo, diversi contrattempi come capitano a lui… Lo amo, Mario. E non solo perché gioca nel Milan». Adriano Celentano? Nemmeno. «Non chiamerei imitazione nemmeno la sua, di fatto lo sostituisco, visto che non canta più, qualcuno deve pur fare le sue canzoni». Ed eccolo pronto a «prendere il suo posto». Lo ha chiamato qualche tempo fa, con una richiesta: «Gli dissi che avrei voluto fare uno spettacolo tutto su di lui, raccontando uno spaccato della sua vita tra il ’60 e il ’65, ma ha nicchiato. E Claudia (Mori, ndr) mi ha detto che sarebbe stato meglio evitare, che forse lo avrebbero fatto loro, quello spettacolo».
Il mondo va davvero al contrario. Ora sono gli imitati a prendere spunto dagli imitatori. E Teo Teocoli si adegua, anche lui «torna indietro». Ma prima di portarlo in scena, al passato gli fa un bel Restyling. Questo il titolo del nuovo one man show del comico e cantante milanese, tra personaggi, imitazioni, gag, canzoni, molto rock’n’roll vintage — con lui in scena la Doctor Beat Band — e molto Adriano Celentano in tutte le salse. Aneddoti veri o presunti tali e calcio a go-go. Stasera al Teatro Verdi. Gli imitati prendono spunto dagli imitatori e non perdono occasione di arginarli, per usare un eufemismo. Ma andiamo avanti, che ogni commento a questo punto sarebbe superfluo…
«C’è anche un sottotitolo: Faccio tutto. Che fa già ridere di per sé perché è come se dicessi che pur di far bene, pur di far ridere… sono disposto a fare tutto». Scaramantico insomma. «Adriano rappresenta un mondo di canzoni che mi ricordano la mia bellissima adolescenza, l’imitazione serve anche per togliermi la voglia di cantarle, quelle canzoni». Il suo cavallo di battaglia è il Tangaccio. «La gente apprezza molto… ho un pubblico un po’ agé ma molto esigente e innamorato di questi brani». E per uno che ammette «non ho il computer a casa e non so usare internet», questo tipo di pubblico è la dimensione perfetta.
02/11/2013 – Corriere Fiorentino (corrierefiorentino.corriere.it)




