Quel 1987, quando sull’Appennino reggiano nacque il Club di Adriano Celentano

Castelnovo Monti, trent’anni fa fra i fondatori c’era anche Marcello Mailli: «Ci fu un momento in cui arrivammo a quindicimila iscritti, alcuni dalla Russia»

La pagina della Gazzetta di 30 anni fa, un'immagine del Veronica club 1987 e la campagna anticaccia

CASTELNOVO MONTI. Trent’anni fa, 1987. La Rai metteva in cantiere l’edizione numero 8 di Fantastico, lo show del sabato sera che fece discutere a lungo. Quel Fantastico occupò prime pagine e trasmissioni televisive per le modalità di conduzione e i messaggi spesso dissacranti lanciati dal presentatore, uno degli artisti che, piaccia o non piaccia, hanno segnato la cultura popolare italiana, continuando a farlo ancora oggi: Adriano Celentano.

Anche a seguito dell’enorme successo di pubblico di quella edizione di Fantastico, trent’anni fa a Castelnovo Monti nacque una esperienza che arrivò essa pure alla ribalta nazionale e internazionale: il “Veronica Club”, un fan club che arrivò in pochi mesi a contare più di 15mila iscritti, molti anche all’estero. Un’idea nata per gioco, che divenne qualcosa di dimensioni non previste dagli stessi fondatori, che erano Marcello Mailli, il principale promotore e presidente, Roberto Romei, Nicola Grizzi e Tiziano Saccaggi.

«Sono già passati trent’anni? Quasi non ci credo», commenta Marcello Mailli. Mailli è ancora un fan di Celentano, anzi ne segue con soddisfazione i nuovi successi pensando a un evento collegato al “Molleggiato” da organizzare possibilmente in questo 2017. Ma prima di arrivare al futuro ripercorre quelle “mitiche” serate di tanti anni fa.

«Il Veronica Club era arrivato a tesserare nel suo momento di massimo fulgore 15mila persone, da tutta Italia ma anche da Francia, Germania, Spagna e addirittura dalla Russia. In Russia Celentano è un idolo, anche più che in Italia: sono famosissime sia le sue canzoni sia i suoi film. Un magnate russo negli anni scorsi gli ha offerto una cifra astronomica per tenere qualche concerto, ma Celentano ha rifiutato. Del resto lui è così, piuttosto schivo nonostante sia famosissimo. Un carattere che mostrò pienamente proprio in quella edizione di Fantastico».

Il Veronica Club (nome che viene dal titolo di una celebre canzone di Celentano) nacque in concomitanza con quelle serate televisive che videro la mutazione dell’artista da semplice cantante e attore a “telepredicatore”, una definizione che gli fu affibbiata dalla stampa in quei giorni a causa dell’impegno sociale e politico, a volte un po’ sgangherato, che segnò il programma.

«Si parlava di quel Fantastico tutti i giorni sui mezzi di informazione – ricorda Mailli – e la nascita del nostro club attirò subito l’attenzione. Era da tempo che avevamo in mente di fondare un fan club di Celentano anche in montagna, e il fermento di quelle settimane fu l’occasione ideale. La risposta fu subito ampia, ma la svolta avvenne quando ricevetti una telefonata dal giornalista e critico musicale Mario Luzzatto Fegiz. Subito pensavo fosse qualcuno che mi stava prendendo in giro, e invece il giorno dopo c’era un articolo sul Corriere della Sera. Da lì ci fu l’esplosione. Ricevemmo richieste di tesseramento da tutta Europa, anche perché, visto che eravamo giovani e un po’ ingenui, eravamo forse l’unico fan club che non chiedeva niente per la tessera. A pensarci oggi, se anche avessimo chiesto poco, con 15mila tesserati avremmo raccolto una gran bella cifra».

E davvero dalla nascita del club inizia un momento di grande ebbrezza: un nutrito gruppo di amici e fans si ritrova a Castelnovo in occasione di ogni serata in cui c’è Fantastico in Tv, spesso vestendosi prendendo spunto dalle mise sfoggiate da Celentano in qualche occasione precedente.

«In quel periodo – prosegue Mailli – scrissero articoli su di noi tutti i principali quotidiani italiani, i settimanali di costume, ma finimmo anche su El Pais e addirittura su un articolo della Pravda a testimoniare l’attenzione per Celentano che c’era in Russia».

Anche una volta finita la trasmissione, per diverso tempo l’attività del Veronica Club è proseguita e anzi ha visto l’organizzazione di alcune serate molto riuscite: «Abbiamo organizzato – conclude Mailli – delle feste nelle discoteche dell’Appennino, che sono andate sempre molto bene. L’idea di fondo del nostro club era poi questa: animare un po’ il territorio e portare gente a conoscerlo con la scusa delle iniziative dedicate a Celentano. La sera in cui abbiamo ufficialmente inaugurato il club, c’erano all’Edelweiss (la storica discoteca di Castelnovo Monti, ormai chiusa da molti anni, ndr) più di 2.000 persone. Poi la cosa è diventata troppo grande, non eravamo pienamente in grado di gestirla. Avevamo anche pensato di provare a organizzare un concerto di Celentano sotto la Pietra, ma si rivelò impossibile. Però abbiamo avuto contatti con lui e il suo staff quando nacque il club, perché chiedemmo tutte le autorizzazioni necessarie, che ci furono regolarmente rilasciate. Ho ancora le lettere firmata da lui».

In seguito ci fu anche un incontro tra Mailli e Celentano: «Nella tournèe del 1990 andammo al suo concerto di Milano, dove lo incontrammo. C’eravamo io, mio cugino Tiziano Saccaggi e Nicola Grizzi. Celentano è una persona molto simpatica e alla mano. Era stato un incontro molto piacevole, ci ringraziò e ci fece i complimenti per l’attività del club. Poi l’ho rivisto anche l’estate scorsa, per caso a Galbiate alla messa del paese, anche se non gli ho parlato, era sempre in mezzo ad altre persone e non ho voluto disturbarlo. A lui piace vivere così, in mezzo agli amici e ai paesani che conosce da una vita, in modo semplice, anche se è ancora sulla cresta dell’onda come dimostra l’ultimo album con Mina pubblicato nelle settimane scorse. Oggi se facessero una serata insieme sarebbe un evento straordinario, ma ad entrambi piace vivere in modo più ritirato. Comunque Adriano è ancora in formissima: ha compiuto 79 anni ma ne dimostra 20 di meno».

Un evento però, come si diceva, Mailli punta a organizzarlo nel 2017. «Ne sto parlando con alcuni imprenditori di Castelnovo, in particolare Romeo Ferrari: in occasione dell’apertura del secondo stralcio della variante del Ponte Rosso (Mailli ha una attività commerciale proprio in località Croce, a valle del Ponte Rosso, mentre Ferrari ha la propria dove la variante si congiungerà con l’attuale tracciato della Statale, ndr) vorremmo organizzare un concerto del Tribute Show “Il Re degli Ignoranti”, con Maurizio Schweizer che non è un semplice imitatore di Celentano, è un grande artista che propone show di altissimo livello. Sarebbe un po’ il modo di realizzare quel vecchio progetto, di avere Adriano sotto la Pietra».

di Luca Tondelli

09/01/2016 – Gazzetta di Reggio (gazzettadireggio.gelocal.it)

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