17 maggio. «Maggio in Ottava», il festival sui cantanti e cantautori italiani organizzato dall’ottava circoscrizione, dedica il secondo appuntamento ad Adriano Celentano: la serata sul «molleggiato», del quale verranno eseguite anche alcune canzoni, è in programma domani a Montorio, al Circolo 1° Maggio, alle 21. Ingresso libero.
Nella settimana in questione, la 23° per Adriano, il doppio cd “Adriano Live” rientra nella top 100 classifica FIMI al 75° posto, mentre il DVD del concerto all’Arena di Verona sale incredibilmente al PRIMO posto tra i dvd più venduti!
Era la “casa fuori città” di Adriano Celentano, ora è un palazzo che si confonde con gli altri, in un contesto assolutamente urbanizzato, senza prati intorno. Stiamo parlando di via Gluck 14, la palazzina di ringhiera cantata dal Molleggiato in uno dei suoi brani più celebri. Una fotografia, quel brano, di un senso di comunità che non c’è più.
Presto una targa ricorderà a tutti che in quella casa Celentano è nato e cresciuto. Lo ha stabilito il consiglio di zona 2, spronato dall’associazione Martesana-Greco, anche se la targa probabilmente non nominerà l’artista ma solo la canzone: in Italia, infatti, è proibito intitolare qualcosa o lasciare targhe e lapidi per chi non è defunto. Il consiglio di zona e l’associazione vogliono anche trasformare il quartiere, renderlo più “vivibile” attraverso l’istituzione di una “zona 30″, dove cioè non si possono superare i 30 km/h di velocità, con abbellimento della corsia stradale.
“Nonostante tutto” è il suo disco d’esordio: prodotto da Davide Maggioni, l’album conta dieci brani dalle sonorità elettro-pop. Lui è stato uno dei primi a svegliarsi all’alba per andare a trovare Fiorello e gli amici dell’Edicola (cantando un breve estratto del pezzo sanremese). Antonio Maggio è uscito vincitore dalla contesa festivaliera, continua ad avere buoni risultati in giro per l’Italia (il 12 è stato a Rossano, provincia di Cosenza) e si mostra ancora molto umile e determinato, qualità fondamentali per fare bene questo mestiere. Ricorda la bella esperienza biennale con gli Aram Quartet, riconoscendo a Morgan un ruolo decisivo per la sua crescita artistica, apprezza parecchio la nuova scuola romana dei cantautori (da Fabi a Gazzè), ma ammette di avere un debole per quello che lui stesso considera “il numero uno assoluto“…
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Se avessi potuto inserire un duetto nell’album chi avresti scelto tra gli stranieri e tra gli italiani?
Dai vari Niccolò Fabi a Simone Cristicchi, Samuele Bersani, Max Gazzè, Jovanotti: io sono sempre stato dalla parte della musica d’autore, quella di qualità, che non si prende troppo sul serio, ma riesce comunque a lasciare un segno e, a modo suo, a dare un segnale. Per il resto, Celentano è il numero uno, lo amo alla follia e chi mi ha accostato a lui dopo il videoclip di “Mi servirebbe sapere” mi ha riempito di gioia. Sognare per qualche minuto non costa nulla.
Nel 1969 Adriano Celentano raggiungeva la vetta della Hit Parade italiana con il 45 giri “Storia d’Amore”, brano scritto da Luciano Beretta, Miki Del Prete e dal “molleggiato”. Ora quel brano, che nella versione originale conteneva un lungo assolo di fisarmonica di Nando De Luca, è stato ripreso da Mauro Ermanno Giovanardi, ex voce dei La Crus, per il suo ritorno sulle scene.
Il brano è da oggi in rotazione radiofonica ed anticipa l’uscita del nuovo album “MALEDETTO COLUI CHE E’ SOLO”, dal 21 maggio in vendita nei negozi di dischi e in digital download.
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10/05/2013 – My Way (http://my-way-online.blogspot.it)
Nella settimana in questione, la 22° per Adriano, il doppio cd “Adriano Live” resta fuori dalla top 100 classifica FIMI, mentre il DVD del concerto all’Arena di Verona sale al 6° posto tra i dvd più venduti.
Secondo World Wide Album, il doppio cd Adriano Live, avrebbe venduto circa 40.780 copie alla 15° settimana.
Nello “Speciale Tg1″ di Vincenzo Mollica dedicato ai 25 anni di carriera di Jovanotti – come annunciato – non si poteva non parlare della collaborazione con l’amico Celentano. In particolar modo si è parlato de “La cumbia di chi cambia”, brano scritto da Lorenzo Cherubini pensando al nostro Adriano, che lo ha interpretato calandosi, ancora una volta, in una veste inedita (che versatilità canora!). Come al solito, Jovanotti non ha fatto mancare grandi frasi d’elogio e ammirazione nei confronti del Molleggiato.
A voi il video integrale andato in onda la scorsa domenica su Raiuno:
La Mori, Celentano e il progetto di una fiction Rai contro la discriminazione delle donne
CLAUDIA MORI e Adriano Celentano hanno firmato tra i primi l’appello al governo perché si costituiscano gli Stati generali sulla violenza contro le donne. «Non abbiamo avuto esitazione — dicono — ma ci siamo anche chiesti subito cosa possiamo fare, per la nostra parte, di concreto. Gli appelli sono importanti per dare il senso di una spinta all’azione, ma poi ciascuno deve fare nel suo campo tutto quello che sa e che può».
E così, di domenica pomeriggio, al Clan si è ricominciato a discutere del progetto di una serie tv che riprenda da dove è rimasto sospeso il lavoro cominciato due anni fa, con quattro film per la tv sul tema della violenza contro le donne.
Claudia Mori: «Dobbiamo proprio cambiare schema di gioco. Cambiare linguaggio, stile, velocità. Dobbiamo avere il coraggio, lo dico con pudore, di fare una vera rivoluzione. So che le nostre forze da sole non bastano, ma dai simboli e dai messaggi che passano in tv dipende moltissimo la cultura diffusa. Allora pensiamo, Adriano ed io: che sia venuto il momento di uscire dal pessimismo e dal vittimismo, di uscire dal lamento e di proporre invece un modo positivo e aperto, forte, anche ironico per parlare di come le donne sono considerate nel nostro Paese. Di coinvolgere gli uomini, anche, e di metterli in prima linea perché fino a che questa resterà una battaglia delle donne per le donne sarà confinata in un ghetto».
Due anni fa la casa di produzione di Claudia Mori realizzò quattro film per la tv affidati a Liliana Cavani, Margarethe Von Trotta e Marco Pontecorvo, una serie intitolata Mai per amore, da una canzone di Gianna Nannini. Ora il progetto è quello di una serie tv per la Rai. «A partire da questioni molto semplici. Per esempio: le donne vengono pagate meno, qualunque cosa facciano. Dunque, è il messaggio, valgono meno. Se valgono meno sono trattate peggio, dunque possono essere trattate male, mal-trattate. Quando una donna viene aggredita, è il caso del presidente della Camera Laura Boldrini, sono in molti a ridimensionare l’accaduto, a trattarlo come un fatto in fondo irrilevante o inevitabile. Sarebbe successo lo stesso se quelle minacce fossero arrivate al presidente del Senato, un uomo? Nella nostra società, da millenni maschilista, la donna è comunque subalterna. Io stessa ricordo mia madre che mi parlava di mia nonna, di come l’insegnamento fosse: tutto deve restare in famiglia, non ci si ribella, in fondo si sopporta. Ecco, è questo che bisogna scardinare: il modello che fa sì che anche le più giovani, alla fine, sopportino le umiliazioni. La tv, ne ho parlato molto con Tinny Andreatta direttore di Rai Fiction, in questo può fare moltissimo». Tempi brevi, per essere pronti in pochi mesi. «Sto producendo Francesco, adesso, con Liliana Cavani. Un altro rivoluzionario come tanti protagonisti dei nostri lavori, penso a Basaglia. Poi ci dedicheremo a un lavoro sul gioco d’azzardo. Ma il tema della violenza contro le donne viene prima, viene subito. È arrivato il momento di scalare la montagna, serve la forza di tutti».