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Consigli pratici per comportamenti amici del clima

CLIMAClima Soverato

Gli studi

L’International Panel on climate change (IPCC), il gruppo di studio sui cambiamenti climatici costituito nel 1988 dall’Onu, ha prodotto dalla sua istituzione già tre rapporti, l’ultimo dei quali nel 2001.
Gli scenari delineati non lasciano margini di dubbio, per quanto riguarda l’incremento delle temperature medie terrestri (da 1.5° a 5.8 °C), l’innalzamento del livello dei mari (da 14 ad 80 centimetri, con una media di 47 cm.), lo scioglimento dei ghiacci e dei ghiacciai; la tendenza all’aumento del rischio di alluvioni e periodi di siccità, i rischi per ecosistemi e specie. In particolare il terzo rapporto, prodotto nel 2001, riconosce con sicurezza l’origine umana dei cambiamenti climatici, e prevede un aumento medio della temperatura di 6° entro la fine del prossimo secolo se non verranno prese delle serie contromisure in tempi brevi.

Gli accordi internazionali

Il Protocollo di Kyoto, firmato nel 1997 da 178 Paesi, prevede una riduzione media mondiale delle emissioni dei gas responsabili dei cambiamenti climatici del 5,2% rispetto alle emissioni del 1990. Ma perché il protocollo entrasse in vigore era necessaria la ratifica da parte della maggioranza dei Paesi (devono rappresentare una quota di almeno il 55% dell’anidride carbonica emessa nel 1990 dal mondo industrializzato): cosa che è successa con la ratifica da parte della Russia nel 2004. Gli Stati Uniti, invece, che da soli producono circa un quarto delle emissioni globali, non hanno voluto ratificare la convenzione. Grazie alla ratifica della Russia, pertanto, il Protocollo di Kyoto entra in vigore il 16 febbraio 2005: l’obiettivo di riduzione delle emissioni fissato dal Protocollo è considerato il minimo per invertire la tendenza, un primo passo quindi.
L’obiettivo per l’Italia è la diminuzione del 6,5% delle emissioni entro il 2050. Ma in realtà dal 1990 al 1999 il nostro Paese ha aumentato del 5,4% le emissioni di gas a effetto serra! Se continuerà questo trend, infatti, le emissioni raggiungeranno nel 2010 i 615 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica (rispetto alle 548,3 del 1990), mentre bisognerebbe ridurle di almeno 100 milioni. In Italia il traffico stradale contribuisce per il 24% all’apporto complessivo di gas serra; il principale “contribuente” è il settore energetico, con le centrali termoelettriche a olio combustibile e, in minor parte, a gas molto meno inquinante).

Il WWF e il clima

Il WWF si è sempre occupato delle problematiche del clima e già dagli anni Ottanta e’ stato tra i primi a registrare e denunciare le connessioni tra le attività umane e i cambiamenti climatici.
Il clima fa parte dei sei temi “prioritari” definiti dal WWF Internazionale, che negli ultimi anni ha prodotto numerosi studi e rapporti sulle conseguenze dei cambiamenti climatici su ecosistemi e specie, sui cosiddetti “eventi estremi” (aumento di uragani e alluvioni) ma anche, ad esempio, sugli effetti sull’industria del turismo bianco. Il WWF si è battuto affinchè il Protocollo di Kyoto entrasse in vigore.
Secondo il WWF è necessario mettere in discussione il modello consumistico dei paesi ricchi, che consumano l’80% dell’energia del Pianeta. Un modello basato sull’utilizzo smodato dei combustibili fossili, che contribuiscono ad incrementare l’effetto serra naturale. E’ necessario, invece, attuare a livello globale e nazionale politiche coerenti per diminuire le emissioni in atmosfera, ridurre la dipendenza dal petrolio sviluppando le fonti di energia rinnovabili (eolico, solare), migliorare l’efficienza energetica e rivedere il sistema dei trasporti.

Ora anche tu hai la possibilità di fare qualcosa. Infatti, insieme a Cittadinanzattiva, il WWF ha realizzato la Banca del Clima.

ECOGALATEO PER AIUTARE KYOTO E IL CLIMA

Dalla casa all’auto, dall’alimentazione all’illuminazione, alcuni consigli pratici di buone pratiche per salvare il clima.

11/02/2005 – Lucio Biancatelli e Massimilano Varriale

Il documento, molto interessante ed importante, è scaricabile cliccando qui! Dategli un’occhiata! 😉

WWF Italia

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