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Mina-Celentano, il nuovo album canzone per canzone

Mina e Celentano

La coppia d’oro della musica italiana ha presentato oggi “Le migliori”, il nuovo disco con cui ha ottime probabilità di bissare il successo del precedente album del 1998 grazie a un sapiente mix tra tradizione e modernità. In attesa di saperne di più sulle misteriose (in che forma vi parteciperanno?) tre serate che la Rai dedicherà loro.

Una telefonata sulla linea Galbiate-Lugano e i due assi della musica italiana sono tornati in pista decisi a ripetere, 18 anni dopo, il primo strepitoso successo di Mina-Celentano. Abbiamo ascoltato in anteprima con i due produttori, Claudia Mori e Massimiliano Pani, questo secondo capitolo intitolato “Le migliori”, titolo nato dagli scherzosi auguri di compleanno che Adriano inviò a Mina l’anno scorso, con riferimento a lei e a sé stesso. Un gusto per il gioco che si ritrova nella copertina dove i due appaiono sdoppiati in versione “sciantosa” e nel disco stesso, dove si capisce benissimo quanto si siano divertiti. Un divertimento che, ne siamo sicuri, arriverà pure al pubblico: non ci sono grandi capolavori, ma canzoni godibilissime che ci accompagneranno a lungo.

Oltre al disco, ci sarà una serata speciale dedicata al duo in onda su Rai 1 il 12 dicembre. “Non credo”, ha risposto laconica Claudia Mori in merito al ritorno almeno di Adriano in Tv. «Ci sarà però un montaggio di diverse perfomance che partono dall’incontro tra i due, ancora in bianco e nero, fino al disco “Mina Celentano”, per approdare all’ultimo progetto», ha aggiunto Massimiliano Pani. A questo speciale ne seguiranno altri due dopo Sanremo il cui contenuto, ovviamente, è top secret.

Ecco allora, le canzoni di “Le migliori”.
Amami Amami: singolo uscito lo scorso 21 ottobre con le voci che si inseguono sulla musica di Idan Raichel (giovane compositore israeliano) e sul testo di Riccardo Sinigallia. Testo e melodia superclassici, resi trascinanti dall’arrangiamento dance e dalla chicca dell’assolo di fisarmonica finale che cita “Storia d’amore”.

E’ l’amore: struggente ballata firmata da Andrea Mingardi e Maurizio Tirelli che si chiude con un magnifico assolo jazz di pianoforte, mentre Mina vocalizza da par suo.

Se mi ami davvero, scritta da Gianmarco Marcello, meglio noto come Mondo Marcio, il rapper che ha riletto alcuni classici di Mina. Stavolta invece è Celentano a cimentarsi con il rap, con ottimi risultati. Del resto, è stato proprio lui a inventarlo nel 1972 con Prisencolinensinainciusol…

Ti lascio amore segna il ritorno di Toto Cutugno (con Mario Culotta e Fabrizio Berlincioni), come autore per Celentano a cui in passato aveva regalato successi come Soli. Un brano melodrammatico, nobilitato dall’emozionante parte parlata di Adriano.

Ad un passo da te è uno dei pezzi più orecchiabili dell’album, scritto da Fabio Ilacqua, già autore di ‘Amen’, brano primo classificato tra i giovani di Sanremo 2016, con le voci dei due cantanti che rimbalzano una sull’altra nello spirito giocoso che caratterizza tutto il disco.

Non mi ami: l’ironia continua a farla da padrona con Mina che canta: “Cosa aspettarmi poi, da uno come te?” e Adriano che risponde: “Come da uno come me, non è che hai sbagliato cantante?”…

Ma che ci faccio qui, del giovane Pietro Paletti, i due tra reggae e ritmi sudamericani, cantano, parlano su un presunto tradimento da parte di lei, finché alla fine Mina sbotta: “Non ne posso più di sopportare questo interrogatorio, mamma mia, sono mesi che va avanti così, ho fatto uno sbaglio, uno!”.

In Sono le tre, scritta da Luca Rustici e Philippe Leon, tornano atmosfere più soffuse per un dialogo sul desiderio di tutti gli esseri umani di restare vicini e ritrovarsi.

Il bambino col fucile è scritta da Francesco Gabbani, ma potrebbe benissimo averla scritta Celentano. E’ un suo classico pezzo dal piglio rock in cui indossa i panni del fustigatore sociale: “A Medjugorje si vede la Madonna e sta piangendo / la nonna in minigonna in parlamento / c’è un’aria sempre molto signorile / all’asilo c’è un bambino col fucile / all’asilo c’è un bambino col fucile”.

Quando la smetterò. E’ la perla dell’album. Mina interpreta da sola, accompagnata dal pianoforte di Danilo Rea, una ballad da brividi in cui esibisce la sua straordinaria capacità di cambiare registro vocale, senza inutili preziosismi.

Come un diamante nascosto nella neve. No, c’è anche questa perla, stavolta cantata in duetto. Impossibile non canticchiare il ritornello con le due voci che ancora una volta si rincorrono in una gara di bravura dove vince solo la bellezza.

Prisencolinensinainciusol: sì, il protorap di Adriano del 1972, consacrato a livello internazionale. Sulla base techno approntata dal dj/produttore italiano più conosciuto al mondo Benny Benassi, Adriano e Mina ingaggiano una vera e propria sfida con botta e risposta. Si apre e si chiude insomma all’insegna dell’ironia e questa ci sembra l’aspetto più bello di questi due ultrasettantenni che anziché crogiolarsi nel proprio mito hanno scelto ancora una volta di mettersi in gioco come due ragazzini.

Eugenio Arcidiacono

09/11/2016 – Famiglia Cristiana (www.famigliacristiana.it)

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