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60 anni con Adriano Celentano – Geppo il folle

Adriano Celentano nel film "Geppo il folle" (1978)

Quindicesimo appuntamento con la rubrica 60 anni con Adriano Celentano, incentrato questa volta su Geppo il folle, film diretto, sceneggiato, musicato, montato, prodotto e interpretato da Adriano nel 1978. Vi proponiamo quindi due articoli tratti dal Corriere della Sera: il primo, firmato da Ranuccio Bastoni, risale al 22 giugno del 1978 e riporta, direttamente dal set, alcune dichiarazioni di Adriano sul film, mentre il secondo, firmato da Giorgio Tedeschi, risale al 21 Dicembre del 1978 e riporta le dichiarazioni di Adriano alla prima di Geppo il folle.

«Racconto la storia di un cantante famoso»

Regista, interprete, soggettista, sceneggiatore, montatore, autore delle musiche, produttore: in «Geppo il folle», film in lavorazione a Cernusco sul Naviglio, c’è proprio tutto Celentano

Sulla piazzetta principale di Bussero, dalle parti di Cernusco sul Naviglio, una Rolls Royce, gialla e nera circondata da un’orda urlante di ragazzine, occupa quasi tutto il parcheggio disponibile. In mezzo a questi scatenati, pigiato, spintonato, mentre i vetri dell’auto cedono, fioccando intorno pezzi di finto cristallo, c’è Adriano Celentano, in veste di regista, l’occhio incollato al mirino, che continua a girare imperterrito. Sono cominciate le riprese di «Geppo il folle», dopo una pausa di alcune settimane per permettere a Celentano di recarsi a Roma per interpretare un altro film, quel famoso «Adolf Hitler, in arte Fuhrer» nel quale fa due ruoli, un ufficiale delle SS e un suo fratello gemello anarchico e attentatore.
Intorno la solita corte colorita che segue Celentano come un’ombra quando gira un film.

“Finalmente – confessa poco dopo, all’ombra di un muro – mi sento a casa. Non vedo l’ora di rimettere mano al mio film. Una pellicola alla quale tengo molto. A proposito – continua cambiando discorso – passa voce e cerca di non mancare il 2 luglio a Novara, nello stadio. Ci sarà una serata happening che riprenderò per intero e che inserirò nel film. Piazzerò cinque macchine da presa, in ogni angolo e alle mie spalle, una gigantografia di 100 metri quadrati che rappresenta «Geppo», il protagonista del film, che in definitiva sarei io”.

«Geppo il folle» è la storia di un cantante, un personaggio famosissimo, che possiede una carica quasi magica, soprannaturale, grazie alla quale trascina le folle.

Autobiografico?
“No, ci mancherebbe altro! Io sono più forte di Geppo – esclama ironico – Ci sarà semmai qualche somiglianza, qualche punto di contatto, perchè anch’io faccio il cantante. Geppo è un essere straordinario, unico e insolito. Ha anche un pizzico di follia e di estrosità, che gli permettono in diverse occasioni di risolvere difficili situazioni, ma nel modo migliore per tutti. Cioè, non è un arrivista, un arrampicatore, ma un candido che non fa mai del male”.

In questo film, Adriano Celentano si moltiplica. Infatti è, oltre che regista e interprete, soggettista, sceneggiatore, montatore, autore delle musiche, produttore.

Ma come nasce un soggetto, una sceneggiatura di Celentano?
“Beh, è difficile spiegare. Mi viene un’idea: ci lavoro sopra, la rimungino a lungo, finchè un giorno non mi decido a trascriverla. Un compito difficile, questo, perchè non sono svelto e non conosco tutti gli artifici dello scrittore. Insomma, finalmente ho il soggetto. In seguito arriva anche la sceneggiatura. Per «Geppo il folle», per esempio, giunto a metà soggetto, ho cominciato a scrivere la sceneggiatura. Ormai avevo tutto davanti agli occhi, come su uno schermo. Sapevo già quello che avrei dovuto fare”.

«Yuppi Du» venne definito naif. E questo film?
“Sempre naif – ribatte – E sulla traccia di quest’idea si svolgeranno due punti che da sempre sono alla base della mia produzione: l’ecologia e il messaggio evangelico”.

Adriano, tu sei un personaggio che si sa amministrare bene…
“Un momento, mettiamo in chiaro. Più che altro mi so amministrare artisticamente. Un po’ meno economicamente. Con questo film, dal costo di tre miliardi, spendo tutto quello che ho. Come accadde con «Yuppi Du». Quel film ha incassato moltissimo, quasi cinque miliardi, ma ho dovuto pagare tali e tanti interessi che alla fine non ho guadagnato una lira”.

Vogliamo accennare in breve alla trama del film?
“Preferirei evitarlo. In genere cerco sempre di non raccontare la trama. Prima di tutto per non rubare al pubblico la sorpresa con mesi di anticipo; eppoi, perchè è meglio che la gente vada a vederlo…”

Quando sarà pronto?
“A Natale”.

In questo film lavorano anche tua moglie, Claudia Mori, e la cantante Jennifer. Che cosa fanno esattamente?
“Ecco, lo sapevo, ora dovrò svelarle un pezzetto di trama. Claudia è una professoressa di inglese che dà Geppo delle lezioni; Jennifer è anch’essa una studentessa. Mi pare d’aver svelato già tutto il film”.

E chi si innamorerà di te?
“Non Jennifer, come hanno scritto alcuni. E fra l’altro vorrei chiarire che io non faccio le notti bianche con lei nelle discoteche. Quando ci fotografarono in una discoteca c’erano per lo meno altre trenta persone della troupe e stavamo facendo un sopralluogo. Claudia, invece, non era venuta perchè era rimasta a casa con Rosita, nostra figlia, che aveva la febbre. Questa è la versione giusta”.

Quanto dureranno ancora le riprese di «Geppo il folle»?
“Circa otto settimane, o giù di lì. Il produttore del film è molto di manica col regista e col protagonista. Se qualcosa non va, gliela fa girare di nuovo. insomma, c’è perfetto accordo. Non si lesinano nè il tempo nè la fatica”.

E con questa battuta Celentano si avvia verso un cortiletto dove i tecnici gli stanno preparando il tavolo per il pranzo con quattro assi inchiodate su una vecchia casetta. Fuori il vocio della folla si fa più forte. Un grido si leva sugli altri: “Ho fatto tanti chilometri per vederlo. Mi faccia almeno l’autografo”. E’ una giovane donna.

Allora Geppo sei proprio tu, eh?

Adriano scuote la testa, si siede sullo sgabello, non risponde, nè sì, nè no.

Ranuccio Bastoni


Questo Geppo mi assomiglia

Adriano Celentano: cantante (e fin qui tutto normale), produttore cinematografico, regista, sceneggiatore, autore della colonna sonora (con Antony Rutherford Mimms), montatore di «Geppo il folle», un film che alla produzione è venuto a costare qualcosa come tre miliardi. Abbiamo trovato Adriano, l’ex molleggiato, alla presentazione di «Geppo» assieme alla deliziosa Claudia Mori, sua partner nel film.

Celentano, «Geppo il folle» è autobiografico?
“No, direi proprio di no. Casomai c’è qualcosa di quello che son stato, ma non in senso completo”.

C’è pero nel film un Celentano quasi prima maniera, quando la canzone era il suo unico interesse assieme alle imitazioni di Jerry Lewis.
“La canzone è sempre il mio interesse, il mio amore di gioventù. Per il resto tutti possono pensare ciò che credono, perchè c’è un po’ di vero”.

Oggi c’è Adriano Celentano: un cantante, un produttore, un regista, un attore?
“Forse tutte queste cose assieme. I mezzi per farlo non mi mancano, almeno dal lato artistico; raccogliendo tutte le esperienze che ho avuto in tanti anni di lavoro riesco, mi auguro, a ottenere risultati confortanti nei tre settori”.

Si dice che alcuni distributori americani abbiano già visto il film e l’abbiano anche giudicato positivamente.
“Sì. Lo hanno visto prima che mandassi «Geppo» in censura. Che l’abbiano apprezzato, io non lo so”.

Sembra anche che gli americani abbiano fatto un paragone fra lei e John Travolta…
“Addirittura! Mi fa piacere, ma in Italia non abbiamo i mezzi tecnici e le persone che sappiano veramente fare un film musicale come lo si fa negli Stati uniti”.

Nei suoi film c’è sempre uno spunto religioso. In «Geppo» si vede un Cristo trafitto da una coltellata.
“E’ un caso. Cristo, poveretto, viene teoricamente schiaffeggiato e crocefisso quasi quotidianamente. Perciò essendo i miei film molto attuali è naturale che esca la figura cui accennava lei”.

Ultimamente, Ugo Tognazzi ha fatto una specie di classifica sugli attori comici italiani. Su di lei il giudizio non è proprio lusinghiero.
“Peccato. Io invece apprezzo molto Tognazzi”.

Nel film, «Geppo» finisce per andarsene in America per farsi conoscere e spopolare come ha fatto in Italia. Celentano, le vuole fare la stessa cosa?
“Sarebbe bello. In America può anche darsi che io ci vada, ma in quanto a diventare un Geppo made in USA penso che sia difficile”.

Perchè?
“Per un sacco di motivi. Ormai non sono più un ragazzino e anche questo è importante. E poi ho il mio pubblico anche qui”.

Giorgio Tedeschi

Lo staff di ACfans.it

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