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mar 3 2011

Caparezza: Vorrei scrivere film all’altezza di ‘Yuppi Du’

Roma, 2 mar. (TMNews) – “Il mio sogno nel cassetto? Scrivere un film all’altezza di ‘Yuppi Du’”. Questo il desiderio di Caparezza che ha il cinema tra i suoi progetti. “Voglio scrivere la sceneggiatura di un film. Il genere sarebbe come quello delle mie canzoni: diciamo paradossal-demenzial-serio. Io amo molto ‘Yuppi Du’ di Adriano Celentano, credo sia geniale. Non ha niente da invidiare a molti film d’avanguardia. Montaggio stranissimo – spiega il cantante sulle pagine di ‘Gioia’ – soggetto assurdo, a un certo punto si mettono a parlare fischiettando. Un capolavoro”.

I suoi testi musicali, invece, ammette che siano sempre “super ragionati”. “‘Non siete stato voi’ è l’unico pezzo di pancia. Sia sui testi sia sulla musica. Ma ho sempre lavorato così, nonostante, poi, i miei maggiori successi siano stati banalizzati e fraintesi. Per questo oggi – prosegue – scrivo e, sinceramente, me ne frego di essere capito: se poi saranno di più quelli che capiranno il concetto tanto meglio”.

Si è concesso per un cameo nel film ‘Che bella giornata’ di Checco Zalone: “Dato che avrei dovuto fare me stesso, invitato a suonare a un battesimo e costretto a cantare cose, diciamo, molto lontane da me, e dato che non conto più le volte che me l’hanno chiesto davvero e ho detto no, ho accettato di farlo su un set. Anche incuriosito dall’idea di stare sul set di un film. Però poi – conclude – non sono andato al cinema a vederlo. Anche se gli amici che l’hanno visto hanno detto tutti che la mia parte è molto comica. Peccato. Io volevo essere drammatico”.

03/03/2011 – TMNews.it


dic 8 2010

Serata con Celentano alla Ripamonti

La sorpresa Botta e risposta a ruota libera con una trentina di ragazzi

Un’ora a contatto con gli studenti: «Datemi del tu»

Evita la televisione. Schiva i salotti mediatici. Dribbla i giornalisti. Poi, una sera di dicembre, piomba in un’aula di una scuola della provincia di Como e si ferma a parlare per un’ora con i ragazzi. «Ehi, datemi del tu», dice agli studenti, col mento tra indice e pollice e le palpebre che sbattono veloci. «Non è facile», rispondono loro. «Provateci. Alla terza volta vi verrà naturale». E infatti, alla fine della chiacchierata tutti lo chiamano per nome: Adriano. Adriano Celentano.
Il Molleggiato lunedì sera ha fatto un’improvvisata a un gruppo di studenti della scuola professionale “Ripamonti” di Como. Una cinquantina di ragazzi stava partecipando al “Grande Pasquale”, un reality show organizzato a scuola: due giorni di lavori e riflessioni sul tema del rispetto, filmati, ripresi e trasmessi in rete. Si parlava genericamente di una «sorpresa». Qualcosa di emozionante.
E lunedì sera, poco dopo le dieci, nei laboratori della scuola è comparso Celentano, amico di due professori della “Ripamonti”. Gli stessi che due anni fa l’avevano convinto a telefonare, in diretta, a un festival organizzato dall’istituto, lunedì l’hanno portato a scuola di persona.
Un incontro organizzato in sordina, nel massimo riserbo, per evitare telecamere e orde di giornalisti. Missione compiuta: nell’aula, oltre al Molleggiato, c’era una trentina di studenti. Increduli. Lui, disponibilissimo, ha parlato a ruota libera: Sanremo, «da rinnovare», Monicelli, suicidatosi «perché aveva paura». Televisione, cinema, scuola, giovani. I ragazzi domandavano, poi restavano ad ascoltarlo in religioso silenzio.

CELENTANO STORY
Molti studenti erano curiosi di sapere cosa facesse Celentano prima di sfondare nel mondo dello spettacolo. «Ho studiato poco e me ne pento – ha detto il Molleggiato – avevo amici grandi che lavoravano, pensavo che esser grande significasse lavorare. Ho fatto l’operaio, l’arrotino, l’elettricista e l’idraulico. Ma il mio mestiere era l’orologiaio». La scintilla per il rock scoccò proprio durante una riparazione. «Stavo lavorando su un orologio con una lente d’ingrandimento, centrando una vite minuscola. Un amico accende il giradischi e parte “Rock around the clock” di Billy Haley: io resto folgorato». Un colpo di fulmine. Celentano impara a tutti i costi quella canzone. «Non conosco l’inglese. E non lo parlavo nemmeno prima. Ma volevo cantare come Billy Haley, in si bemolle, e alla fine ci riuscii». Poi, la prima esibizione: «Era domenica, venni sbattuto sul palco. Il capo orchestra mi chiese: “In che tonalità vuoi cantarla?” E io: “Cos’è la tonalità?”».

TELEVISIONE
La prima domanda sulla televisione contemporanea arriva da un professore. «Cosa ne pensa della trasmissione di Fazio e Saviano?». «Quello – risponde Celentano – è un tipo di televisione che si dovrebbe fare di più. Ma oggi in tv manca anche lo spettacolo: è un periodo così».
Lo showman ha poi ammesso di essere nella «lista dei cancellati» della televisione pubblica, e ha spiegato – dopo che gli è stato domandato – il motivo. In un modo un po’ criptico. «Quando parlavo, mi rivolgevo a tantissima gente. Qualcuno ha iniziato ad aver paura, forse, che certe cose venissero scoperte».
Celentano aveva in cantiere una trasmissione televisiva anche per quest’anno. «Io ero pronto, ma in questo periodo sarebbe stato troppo rischioso». A proposito di rischio, Celentano svela che ai tempi di Fantastico qualcuno arrivò a minacciarlo: «Non faccio nomi, ma alcuni politici dissero a Claudia (Mori, sua moglie, ndr) che era meglio che io cantassi e basta».
Da tempo si parla di un cartoon sul Molleggiato, e lui conferma: «Ventisei puntate, andranno in onda su Sky. La storia è inventata, ma il personaggio mi rispecchia nel modo di pensare e di affrontare la vita. Il cartoon sarà pronto fra un anno».

CINEMA E MUSICA
Il cinema italiano, secondo Celentano, «può ancora dire la sua». Servono «buoni maestri», e anche «ottimi allievi». Attori che «sappiano prendere spunto dai grandi: io, ad esempio, copiavo da Clark Gable. Mi guardavo le unghie come faceva lui».
«Di film – aggiunge Celentano – ne ho fatti quasi trenta, ma sono molto legato a Yuppi Du: l’ho scritto io. Sì, perché vedete – ha spiegato ai ragazzi – a partecipare ai film solo come attore mi annoiavo. Passavo il tempo in roulotte, ad aspettare la mia scena. Una noia tremenda». Celentano è più attore o più cantante? «Entrambi. Anche quando canto devo interpretare».
La musica italiana d’oggi, secondo il Molleggiato, non è da buttar via. «Prendiamo X Factor: ne è venuto fuori qualcosa di buono. Questo Marco Mengoni è bravo». E il festival di Sanremo? Ha ancora senso, così com’è concepito? «L’istituzione va salvata. Il festival in sé meriterebbe di essere rinnovato». Magari con un Celentano conduttore, o direttore artistico. «Una volta avrei accettato, ora forse no. Però sarebbe divertente». L’ultima risposta di Celentano è su Mario Monicelli, il regista morto suicida la settimana scorsa. «È sempre stato un uomo pieno d’energia. Perciò ho pensato che forse, di fronte alla morte, ha avuto paura. E mi è dispiaciuto tanto».
Una piccola pausa, a testa china. Poi, di nuovo agli studenti: «Bisogna aver paura in tanti, tutti insieme. Così la paura passa».
Applausi, autografi, fotografie. «Grazie ragazzi. Forse ci rivedremo». Impermeabile, occhialino scuro, scarpa in pelle, pantalone a zampa e passo dinoccolato: Celentano s’incammina così, verso l’uscita, nel corridoio buio della scuola.

08/12/2010 – Corriere della Sera


set 23 2010

Claudia Mori: Tra Sky e Adriano Celentano c’è un ottimo rapporto

Mori precisa il senso dell’intervento all’Alfonso Signorini Show

(Apcom) Claudia Mori corregge il tiro sulle dichiarazioni rilasciate questa mattina all’Alfonso Signorini Show su Radio Monte Carlo, nelle quali assicurava che il marito Adriano Celentano non sarebbe passato a Sky. “Desidero precisare che la battuta del rientro di Adriano in Rai detta questa mattina nel corso di un mio breve intervento radiofonico era in un ambito scherzoso”, spiega la Mori. “Per quanto riguarda Sky – prosegue la Mori – voglio precisare che non si esclude nulla anche perché con Sky c’è un’ottima collaborazione iniziata con il restauro di Yuppi Du, presentato alla Mostra del cinema di Venezia due anni fa, e che prosegue oggi in un progetto innovativo e importante come il film in animazione in 26 puntate dal titolo provvisorio ‘Il ragazzo della via Gluck’”.

21/09/2010 – Virgilio Cinema-TV (http://cinema-tv.virgilio.it)


giu 27 2010

Arriva la biografia storica di Celentano, “Memorie di zio Adriano”

Torna sulla cresta dell’onda Adriano Celentano, l’artista che portò il rock’n roll in Italia, che negli anni Sessanta fece inferocire i contestatori con la canzone Chi non lavora non fa l’amore e negli anni Ottanta si fece processare per aver lanciato il motto La caccia è contro l’amore a pochi giorni dal referendum. La sua storia è un pezzo di storia d’Italia.

E’ il nipote del Molleggiato, Bruno Perini, giornalista e scrittore, a scrivere per Mondadori la prima biografia storica del Re degli ignoranti, “Memorie di Zio Adriano”.

di Bruno Perini

Quando il 4 agosto del 1974 scesi dal treno non me ne resi subito conto. Alla stazione Santa Lucia di Venezia c’era grande confusione, gli altoparlanti annunciavano treni in ritardo, la gente assembrata in piccoli capannelli commentava qualcosa che era avvenuto sulla linea feroviaria ma allora non esistevano i cellulari, la comunicazione era molto più lenta e così non mi resi conto immediatamente dell’accaduto, pensai a un ‘incidente ferroviario. Mi imbarcai sul primo traghetto e raggiunsi l’albergo. Ero tutto concentrato sulla piccola parte che lo zio Adriano mi aveva assegnato nel suo nuovo film, Yuppi Du, e per tutto il tragitto nel labirinto veneziano pensai al fatto che mi sarei dovuto vestire da prete. Un prete un po’ ortodosso, d’accordo, ma pur sempre un prete.

Già, lo zio Adriano, dispettoso come al solito, con tono sarcastico mi aveva detto: “Vuoi fare una parte nel mio film, hai bisogno di soldi per sposarti? Bene te li devi guadagnare. Se vuoi ti faccio fare la parte del prete, se no niente”. Io, contestatore pre-sensantottino, fan di Lenin e di Marx alla stessa stregua dei fans dei Rolling Stone e dei Beatles, vestito da prete! Che orrore! Alla fine, come si deduce dal film che verrà presentato a Venezia dopo una attenta rivisitazione dello zio, accettai. Lo considerai una forma molto personale di compromesso storico. Solo qualche ora dopo, però, mi resi conto che i miei problemi politico esistenziali erano poca cosa rispetto a quello che era accaduto in Italia quello stesso giorno del mio arrivo a Venezia: quel trambusto alla stazione che avevo visto con i miei occhi era più che giustificato, quella data sarebbe passata tristemente alla storia come la strage dell’Italicus compiuta in Val di Sambro il 4 agosto del 1974. 12 morti e 44 feriti. Era l’epicentro della strategia del terrore, iniziata nel 1969 con la strage di piazza Fontana e continuata nell’80 con la strage di Bologna. I lettori si chiederanno perchè ricordare Yuppi Du con quelle date tragiche della storia d’Italia. Non c’è, ovviamente, un nesso, se non una singolare sovrapposizione di date, quella coincidenza mi è semplicemente rimasta impressa. Ho calcolato in seguito che l’esplosione dell’Italicus avvenne 20 minuti dopo aver incrociato il treno che mi portava a Venezia sul set di Yuppi Du.

A parte gli eventi tragici di quell’epoca, quando la redazione di Affaritaliani mi ha chiesto, in occasione della presentazione di Yuppi Du a Venezia, di mettere nero su bianco frammenti di ricordi e emozioni ho cercato di scavare nella memoria, lasciando volentieri ai critici cinematografici un giudizio postumo sul film. Ai tempi mi colpì il giudizio di Grazzini del Corriere della Sera, “Una ventata d’aria nuova nel cinema italiano”, ma per me la vera novità, mista a emozione, fu vedere Charlotte Rampling in carne ed ossa. Aveva già turbato i miei sonni di ventiquattrenne nel Portiere di Notte ma vederla da vicino, con quello sguardo carico di sensualità e perversione, fu un vero trauma. Fino al momento in cui andai sul set lei era uno dei tanti miti irraggiungibili del cinema, ma quando quel lunedì di agosto mio zio me la presentò non riuscii neppure a dire “piacere”, la salivazione si azzerò e per tutto il giorno continuai a guardarla. Chissà cosa avrà pensato di quel giovanotto che continuava a fissarla come se fosse stata la madonna.

Ricordo altri episodi divertenti. A parte l’espressione turbata di mio padre quando Adriano gli chiese si fare la parte del gay, ricordo un particolare che ancora oggi mi fa ridere. A quell’epoca ero fidanzato con Delia, la donna che sarebbe diventata mia moglie l’anno successivo e madre di Virginia nell’80. Il giorno in cui dovevo esordire sul set con la mia comparsata, Delia mi venne a trovare a Venezia. Alla mattina del grande giorno essendo in ritardo mi vestii da prete e a piedi mi diressi con lei verso il set. La tenevo per la vita e non mi rendevo conto dell’ abito che indossavo. Svoltando in una minuscola calle feci quasi svenire una anziana donna veneziana. Vedendo quel prete per mano con una giovane donna dai capelli rossi l’anziana signora volse gli occhi al cielo in segno di preghiera e sussurrò “Oh santo Dio un prete abbracciato a una donna. Cosa dovremo ancora vedere?!”.

Non meno divertente fu la trattativa per i miei compensi. Avevo bisogno di soldi per mettere su famiglia. E lo zio lo aveva capito. Io d’altronde non ero un attore e non lo sarei mai diventato quindi mi sarebbe andato bene qualsiasi compenso. Quando arrivai a Venezia il direttore di produzione mi prese da parte e mi disse in tono confidenziale: “Caro Bruno, ti possiamo dare 60.000 lire a posa per quattro pose, più 20.000 lire di diaria”. A me sembrava un’enormità ma tentai il colpaccio, andai dallo zio e gli chiesi se mi poteva alzare la parcella. Lui ci penso un po’ e poi disse: “Me ne occupo io”. Fui pagato 200.000 lire a posa più 20.000 lire al giorno di diaria! Insomma un milione in tutto! Non ci volevo credere ma fu davverò così. I lettori avranno capito che oltre ad essere un bel film Yuppi Du per me è una specie di album di famiglia. Quando ho saputo che Adriano stava rimettendo le mani sulla pelliccola del 1975 gli ho chiesto con apprensione: “Non è che tagli la mia parte?”. “No, non preoccuparti, la tua parte è intatta”.

27/06/2010 – Affaritaliani.it


mag 12 2010

All’asta le valige di Charlotte Rampling nel film ”Yuppi du”

Firenze, 12 mag. – (Adnkronos) – All’asta le valige che l’attrice inglese Charlotte Rampling porto’ a spasso nel film ”Yuppi du” di Adriano Celentano nel 1975. Fanno parte della ricca collezione di abiti e accessori della nota costumista Elena Mannini, che sara’ messa all’asta il 27 e 28 maggio dalla Maison Bibelot di Firenze. Si tratta di tre splendide e originalissime valige di cuoio che Rampling, simbolo sexy degli anni ’70, volle assolutamente utilizzare nel film di Celentano. Fra le valige della collezione di Elena Mannini si trova anche una particolarissima borsa da viaggio personale di Roberto Cavalli, in tessuto e pelle leggerissima stampata. Mannini e Cavalli frequentarono insieme i corsi all’Istituto d’Arte di Firenze e poi appena diplomati furono soci di una stamperia e ancora oggi collaborano. Fra i lotti in asta anche capi originalissimi e introvabili della madre dello stilista fiorentino, Marcella Cavalli.

12/05/2010 – Adnkronos


gen 6 2010

Sky festeggia i 72 anni di Celentano: “Buon Compleanno Adriano”

Immagine anteprima YouTube

06/01/2010 – Sky


gen 4 2010

Sky festeggia Adriano

Sky

Tanti auguri Adriano

Due successi cinematografici per festeggiare il compleanno del celebre molleggiato – di Furia Alberti

Nascere il giorno dell’Epifania, in una via (Gluck) che diventerà simbolo grazie a una canzone, la sua. Nascere (artisticamente) sotto la buona stella del rock’n'roll che allora stava travolgendo il mondo. Dare 24mila baci ed entrare ne la dolce vita con una piccola parte. Dipingere il mondo di azzurro e dargli ritmo con il primo rap, prisencolinensinainciusol. Fare battaglie ambientaliste. Rivoluzionare la tv, stupire con i suoi personaggi al cinema. Per celebrare il fenomeno Celentano nel giorno del suo compleanno, sky manda in onda due dei suoi successi cinematografici. In segni particolari bellissimo, diretto da Castellano e Pipolo, fa il playboy incallito e duetta con l’allora miss Italia Federica Moro. A seguire, yuppi du, il film-evento scritto, diretto ed interpretato da Celentano con Claudia Mori e Charlotte Rampling. Realizzato 34 anni, mai uscito in dvd per precisa scelta del clan Celentano, il film è stato restaurato e presentato alla 65° mostra del cinema di Venezia del 2008.

Buon Compleanno Adriano
Sky Cinema Italia
mercoledi 6 gennaio
Segni particolari: bellissimo [ore 21.00]
Yuppi Du [ore 22.30]

Sky Magazine (gennaio 2010)

Secondo indiscrezioni del tutto da confermare, Sky, sempre in occasione del 72° compleanno di Adriano, a sorpresa dovrebbe mandare in onda una sorta d’intervista a Celentano, della durata di circa 40 minuti.
La notizia va quindi presa con le doverose pinze. Vedremo…

In caso di novità, vi terremo aggiornati.

Andrea


ago 23 2009

Adrianissimo Movies! 10° Manche [FINALE]

Adrianissimo!

Ultima manche, finalmente scopriremo qual’è il film che più piace, a voi fans di Adriano!

1. Il Bisbetico domato
2. Yuppi Du
3. Joan Lui
4. Innamorato pazzo
5. Geppo il folle
6. Lui è peggio di me
7. Bingo Bongo
8. Segni particolari bellissimo

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di sabato 5 Settembre.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche10_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


giu 12 2009

Adrianissimo Movies! 3° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 3° manche!

Supereranno il turno i primi 3 film classificati.
Ecco i film in gara in questa seconda manche:

1. L’emigrante – di Pasquale Festa Campanile – 1973
2. Ecco noi per esempio – di Sergio Corbucci – 1977
3. Uno strano tipo – di Lucio Fulci – 1962
4. Yuppi Du – di Adriano Celentano – 1975
5. Er più, Storia d’amore e di coltello – di Sergio Corbucci – 1971
6. Innamorato pazzo – di Castellano e Pipolo – 1981
7. Qua la mano – di Pasquale Festa Campanile – 1980
8. Mani di velluto – di Castellano e Pipolo – 1979

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di giovedì 18 Giugno.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche03_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


apr 21 2009

Celentano: «Pronto a tornare in Rai»

MARTED’ SARA’ SU SKYUNO PER L’EARTH DAY CON UN VIDEO INEDITO: «SOGNANDO CHERNOBYL»

Il Molleggiato: «Previste sei puntate in autunno. Tutto è deciso: programma, staff e titolo. Aspetto una risposta»

ROMA – Adriano Celentano è pronto per tornare in tv con un suo programma. Dopo la messa in onda di Yuppi Du su Sky Cinema a settembre dello scorso anno, e il video inedito, Sognando Chernobyl, in onda martedì su SkyUno in occasione dell’Earth Day, l’ex Molleggiato è pronto per tornare anche in Rai con un suo programma in sei puntate.

SU SKYUNO – «Sognando Chernobyl» è un video catastrofico che nessuno ha mai visto integralmente e che, su richiesta dell’Earth Day, Celentano ha concesso di mandare in onda. Come mai? «Quale momento più indicato come quello della Giornata Mondiale della Terra – spiega Celentano, interpellato dall’Ansa – per far vedere, approssimativamente, cosa potrebbe succedere se il mondo continuasse a camminare nel modo in cui sta pericolosamente rotolando. Me l’hanno chiesto e m’è sembrato giusto aderire con le immagini non troppo consolanti di questo video».

IL RITORNO IN TV – Tornerà con uno spettacolo suo in televisione? «Su richiesta della Rai – risponde Celentano -, antecedente alle nuove nomine di questi ultimi giorni, ci sono stati alcuni incontri per verificare la possibilità di un mio ritorno in televisione. Io sono pronto per tornare in autunno con sei puntate. Tutto è pronto, il programma, lo staff e anche il titolo. Aspetto una risposta». Come è noto, dei programmi di Celentano si sa sempre pochissimo: di questo si sa almeno il titolo? «Non le sembra di esagerare?», chiude Celentano.

21/04/2009 – Corriere della Sera