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nov 5 2011

Foggia, Celentano cittadino onorario entro dicembre

Il Comune ha avviato le pratiche per il “Molleggiato”, nato a Milano ma di origine dauna

FOGGIA – Tra due mesi Adriano Celentano potrebbe diventare “foggiano ad honorem”. Il Comune ha infatti avviato le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza onoraria al cantautore nato a Milano, nella celebre via Gluck, ma figlio di emigranti di Foggia. L’idea era partita qualche settimana fa a margine della presentazione di “Memorie di zio Adriano”, biografia scritta da Bruno Perini, nipote del “Molleggiato”. La richiesta di conferimento del prestigioso riconoscimento (che Foggia ha riservato nel recente passato solo a Massimo D’Alema) sta per arrivare in giunta comunale e poi dovrebbe passare in consiglio. A quel punto, dando per scontato che non ci saranno intoppi burocratici, dovrebbe essere fissata la data della cerimonia in base alla disponibilità di Celentano. Il cantautore dovrebbe andare a Campobasso per ritirare la laurea “honoris causam” in Scienze della comunicazione; potrebbe cogliere l’occasione per venire anche nella sua città d’origine.

05/11/2011 – DauniaNews.it


ott 18 2011

“50 con Adriano”, libro speciale con “Oggi”

Da giovedì 20 ottobre in edicola con il settimanale “Oggi“, troverete un libro speciale su Adriano Celentano di 132 pagine!
S’intitola “50 con Adriano” e in regalo ci sarà anche un poster della via Gluck e il gioco dell’oca del Molleggiato!

Ringraziamo per la segnalazione l’utente er piu.

Fabrizio


set 4 2011

Via Gluck, la strada simbolo dove Adriano lasciò il cuore

Negli anni Cinquanta l’erba, poi cemento e capannoni. E ora una nuova mutazione con la metropoli multietnica. Da qui sono andati via il barbiere, la sarta, la merciaia
di CARLO BRAMBILLA
Via Gluck, la strada simbolo dove Adriano lasciò il cuore
«Là dove c’era l’erba ora c’è una città… E quella casa in mezzo al verde, ormai, dove sarà…». Pier Paolo Pasolini è stato a un passo da trasformare in film la storia autobiografica di quel ragazzo, «anche lui nato per caso in via Gluck», portata al Festival di Sanremo nel ‘66 da Adriano Celentano. Il grande scrittore-poeta-regista era rimasto affascinato dalla semplicità folgorante di quella straordinaria ballata antimoderna. Una denuncia ambientalista delle disastrose speculazioni edilizie degli anni ‘60, fatta due anni prima che scoppiasse il ‘68. Una canzonetta “pasolinana”, sull’industrializzazione che snatura il tessuto antropologico delle metropoli e distrugge le relazioni umane. Il regista e il cantante s’incontrarono più di una volta per lavorare al progetto. Venne stesa perfino la sceneggiatura, poi non se ne fece nulla.

Oggi via Gluck è una strada stretta e lunga, dimenticata, abitata in massima parte da extracomunitari arabi e cinesi (ci sono ben tre centri massaggi). Una strada a senso unico da cui non capita mai di passare, a meno che non si voglia proprio andare lì. Una via tranquilla che dal trafficatissimo viale Lunigiana piega verso Greco e la Martesana, a due passi dal muraglione della Stazione Centrale, dalla parte di via Sammartini. La casa dove è nato Celentano il 6 gennaio del 1938, ultimo di cinque figli di Leontino e Giuditta, immigrati pugliesi, è ancora lì, quasi identica a com’era allora, al numero 14. Una palazzina degradata, color grigio e nocciola, su tre piani, molto povera, in stato di semiabbandono. I Celentano abitavano in cortile, a piano terra, di fronte all’uscio del bagno comune, che c’è ancora. Qua e là qualche giocattolo lasciato in terra e un paio di vecchie biciclette contro al muro. Gli stranieri che ci abitano nulla sanno del ragazzo della via Gluck, di Celentano e di una celebre canzonetta entrata nella storia del costume di Milano.

Racconta Hans Bickler, 79 anni, di origine tedesca, che da 50 abita all’angolo con via Gluck e ha qui un ufficio di importexport: «Ricordo perfettamente i prati e l’aperta campagna di quando sono arrivato qui dalla Germania. Ricordo le pecore che pascolavano qui vicino, in via Zuccoli e via Lesa, verso il quartiere di Greco, allora nettamente separato da Milano. Ricordo gli zampognari d’Abruzzo che si radunavano a Natale sotto casa mia. Il quartiere ha cambiato completamente la sua fisionomia proprio nel corso degli anni Sessanta, fino alla completa fusione edilizia tra Greco e Milano».

Oggi là dove c’era la città industriale è avvenuta una nuova mutazione, è arrivata la metropoli multietnica. Non c’è più il falegname, se ne sono andati il barbiere, la sarta, la merciaia. Resistono però ben tre ristoranti di pesce, una tradizione legata al fatto che fino a pochi anni a via Sammartini c’era il mercato ittico milanese. Trattoria storica, che ha sede qui da più di 50 anni, quando si chiamava «Terzilio», è quella che oggi ha preso il nome di «Antica Osteria di via Gluck», proprio a fianco della casa natale di Celentano. «Qui vengono ancora a mangiare, ogni tanto, quelli del Clan — assicura il responsabile del locale, Guglielmo Papetti — Dal giardino, dove si può cenare all’aperto, si vede perfettamente casa Celentano. E siamo spesso meta di fans che vogliono mangiare chiedendo di ascoltare, naturalmente, Il ragazzo della via Gluck. Chi fosse poi questo Gluck nessuno lo sa. Sulla targa della via si legge Cristoforo Gluck, musicista. E molti sono convinti abbia ha scritto le musiche per Celentano». Cristoph Gluck (1714-1787) è in realtà il noto compositore tedesco, operista e grande rappresentante del classicismo.

Quando Celentano presenta per la prima volta a Sanremo Il ragazzo della via Gluck, in coppia con il Trio del Clan (Gino Santercole, Ico Cerutti e Pilade), si classifica agli ultimi posti. Avrà però un clamoroso successo di vendite, grazie anche alle parole di Miki Del Prete e Luciano Beretta, che raccontano particolari della sua vera storia: nato in via Gluck, a 13 anni, nel 1951, trasloca con la famiglia in via Cesare Correnti. È lui che «un giorno disse vado in città. E lo diceva mentre piangeva». «Mio caro amico, disse, qui sono nato, e in questa strada lascio il mio cuore. Ma come fai a non capire, è una fortuna per voi che restate, a piedi nudi a giocare nei prati, mentre là in centro respiro il cemento».

Il ragazzo Celentano si trasferisce nel cuore della città, ma non ne vuole sapere di tagliare i ponti con via Gluck. Ogni giorno attraversa Milano per andare a salutare i suoi vecchi amici. Anni dopo, però, la famiglia torna per fortuna a vivere in quartiere, in via Zuretti 47, una strada che corre parallela alla via Gluck. È il passaggio biografico annunciato nella canzone: «Ma verrà un giorno che ritornerò, ancora qui, e sentirò l’amico treno che fischia così, «wa wa»». In effetti il rumore dei treni della stazione Centrale, a due passi, si sente decisamente ancora. Fino al disastro antropologico che Pasolini avrebbe voluto portare sullo schermo: «Passano gli anni, ma otto son lunghi, però quel ragazzo ne ha fatta di strada, ma non si scorda la sua prima casa, ora coi soldi lui può comperarla». Ma i soldi, naturalmente, non sono tutto, denuncia il predicatore Celentano. E infatti: «Torna e non trova gli amici che aveva, solo case su case, catrame e cemento…» Conclusione: «Se andiamo avanti così, chissà come si farà. Chissà…».

04/09/2011 – La Repubblica


mag 13 2011

Milano: Tremonti, la città di Leonardo è diversa da via Gluck

Milano, 13 mag. (Adnkronos) – “Faremo un Expo degna forse di Leonardo da Vinci, faremo una città che forse sarebbe piaciuta a Leonardo da Vinci, una cosa diversa da via Gluck”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti rispondendo indirettamente alle critiche di Adriano Celentano, il cantante del ‘Ragazzo di via Gluck’ all’amministrazione milanese. Tremonti ha incontrato la stampa insieme al sindaco di Milano Letizia Moratti.

13/05/2011 – Il Riformista


lug 6 2010

Celentano, il guru prigioniero della via Gluck

Adriano Celentano, icona nazional-popolare del buonismo ecologicamente corretto, è un simpatico e infantile sognatore che abbonda di buoni propositi demagogici cui fa difetto, però, il sano pragmatismo della politica.
Sarà per questo che predica spesso, a sproposito.
Ieri, in una breve e pesantissima lettera pubblicata da Repubblica, ha raso moralmente al suolo Palazzo Marino, definendo l’esecutivo milanese una «giunta terroristica». Il motivo? Aver deciso di «rendere edificabile gran parte del Parco Sud». Cosa peraltro non vera.

Da cantante pop passato prima al ruolo di predicatore-guru e da qualche tempo a quello di profeta apocalittico, Celentano nel suo j’accuse torna con la passione e la superficialità che lo (…)
(…) contraddistinguono sul tema della cementificazione della città. Come quando, tempo fa, tra il serio e il faceto, si candidò a sindaco di Milano in vista delle elezioni del 2011. Speriamo che lo diventi davvero, così poi vediamo. Conoscendo, per esperienza della Storia, i danni che fanno i poeti e gli artisti quando ottengono incarichi politici…

Comunque, ieri Celentano dalle pagine del giornale di Carlo De Benedetti – un capitano d’industria e signore dell’alta finanza, non propriamente un attivista di Greenpeace che gestisce agriturismi – ha messo in guardia i milanesi dal mostro della cementificazione, incitandoli a «svegliarsi». Ma è Celentano che si è assopito nella favolosa età dell’oro della Milano degli anni Cinquanta, quelli pre-boom e delle case in mezzo al verde. Vive in uno stato di eterna giovinezza continuando a ripetere lo stesso refrain anacronisticamente succube del mito del Ragazzo della via Gluck. Wa wa!

Questa è la storia di uno che vorrebbe continuare a giocare nei prati, ma che dimostra di abitare fuori dal tempo. La sua lettera a Repubblica – scritta e consegnata per altro senza neppure rileggerla, in spregio alle elementari regole della sintassi e sprezzante del lettore – è piena di ingenui proclami demagogici che fanno molto share, ma povera di proposte che possano aiutare la discussione.
Utopico buon senso comune, nient’altro. E – al netto di accuse poco eleganti come «giunta terroristica», «Milano assassinata», «ambigua banda comunale» – per di più fuori tempo massimo. Come ha fatto notare l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli «Celentano ha perso qualche passaggio di quello che è accaduto nel nostro consiglio comunale: maggioranza e opposizione hanno deciso che nel Parco Sud non si costruisce. Il cantante continua a ripetere slogan che per la città sono vecchi e inutili».

Mentre il consiglio è riunito, fra ieri e oggi, in una seduta fiume di 25 ore per discutere sul nuovo Piano di governo del territorio, destra e sinistra a Milano stanno definendo un accordo molto pragmatico che salvaguardi il Parco Sud ma che lo tenga collegato alla città metropolitana. Tra il non toccare niente e la speculazione edilizia, si può trovare una via di mezzo, un compromesso. Che è il compito, appunto, dei politici. Ai cantanti, come è noto, si lasciano i sogni. Con i quali i cittadini possono dormire sonni tranquilli ma non certo vivere meglio. Per questo servono infrastrutture, strade, piste ciclabili… Il Parco Sud è una «campagna» che nell’ultimo decennio ha conosciuto una colonizzazione di milanesi-metropolitani in cerca di costi più bassi e qualità della vita più alta: continua a rimanere il grande polmone verde di Milano, ma con gli stessi servizi di quando contava la metà della popolazione. Il mondo va avanti, perché la musica non cambia?

I nostri governanti – scrive Celentano – «hanno ben pensato di firmare i nuovi sfaceli con una colata di cemento che non avrà precedenti nella storia». Storia, a sua volta, che il cantante ripete da 1966, quando presentò al Festival di Sanremo il suo primo brano impegnato ecologicamente, Il ragazzo della via Gluck. Al quale l’amico Giorgio Gaber diede da lì a poco una divertente risposta, cantando di quel ragazzo, appena sposato, che cercava una casa senza trovarla perché a causa del «piano verde» della città le abbattevano tutte per farci dei prati… Antiche bagattelle fra cantautori. Il fatto è che, 45 anni dopo, il capo del clan che dà dei terroristi ai politici si ostina a cantare la stessa canzone.

06/07/2010 – Il Giornale


gen 4 2010

Sky festeggia Adriano

Sky

Tanti auguri Adriano

Due successi cinematografici per festeggiare il compleanno del celebre molleggiato – di Furia Alberti

Nascere il giorno dell’Epifania, in una via (Gluck) che diventerà simbolo grazie a una canzone, la sua. Nascere (artisticamente) sotto la buona stella del rock’n'roll che allora stava travolgendo il mondo. Dare 24mila baci ed entrare ne la dolce vita con una piccola parte. Dipingere il mondo di azzurro e dargli ritmo con il primo rap, prisencolinensinainciusol. Fare battaglie ambientaliste. Rivoluzionare la tv, stupire con i suoi personaggi al cinema. Per celebrare il fenomeno Celentano nel giorno del suo compleanno, sky manda in onda due dei suoi successi cinematografici. In segni particolari bellissimo, diretto da Castellano e Pipolo, fa il playboy incallito e duetta con l’allora miss Italia Federica Moro. A seguire, yuppi du, il film-evento scritto, diretto ed interpretato da Celentano con Claudia Mori e Charlotte Rampling. Realizzato 34 anni, mai uscito in dvd per precisa scelta del clan Celentano, il film è stato restaurato e presentato alla 65° mostra del cinema di Venezia del 2008.

Buon Compleanno Adriano
Sky Cinema Italia
mercoledi 6 gennaio
Segni particolari: bellissimo [ore 21.00]
Yuppi Du [ore 22.30]

Sky Magazine (gennaio 2010)

Secondo indiscrezioni del tutto da confermare, Sky, sempre in occasione del 72° compleanno di Adriano, a sorpresa dovrebbe mandare in onda una sorta d’intervista a Celentano, della durata di circa 40 minuti.
La notizia va quindi presa con le doverose pinze. Vedremo…

In caso di novità, vi terremo aggiornati.

Andrea