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mag 13 2009

Claudia Mori: vorrei morire prima io

(ANSA) – ROMA, 13 MAG – ”Quando la vita mettera’ uno di noi di fronte alla morte, spero di essere io la prima. E prego ogni giorno per questo”, dice Claudia Mori. A Gioia, in edicola domani, la moglie di Adriano Celentano, dal 15 maggio nei negozi con l’album Claudia Mori Collection, parla anche del caso Lario-Berlusconi: ”Non conosco la signora. Mi piace e non sembra una che si lascia fuorviare da qualche articolo”.

13/05/2009 – Ansa


mag 13 2009

Claudia Mori: Spero di andarmene prima di Adriano Celentano

Dopo 40 anni di vita insieme ad Adriano Celentano, Claudia Mori spera di andarsene prima di lui: “Resta tutto. Quando penso che un giorno la vita metterà uno di noi di fronte all’addio umano, spero di essere io la prima. E prego ogni giorno per questo”, ha dichiarato al settimanale ‘Gioia’, in edicola domani, la cantante che torna sulla scena musicale con il cd ‘Claudia Mori Collection’. Il discorso si sposta poi sulla religione. Preferisce Papa Wojtyla a Ratzinger. “Wojtyla senza dubbio. Ratzinger dà l’idea di un Papa che non si conoscerà mai fino in fondo. E poi Wojtyla, sono sicura, mi perdonerebbe. Ratzinger non credo”. In merito alle ministre di oggi: “Mi piacerebbe che Berlusconi nominasse una ministra o comunque una candidata non bella. Una donna normale con qualche ruga. Sarebbe un bel segnale: una racchia ministra”. E su Veronica Lario commenta: “Non conosco la signora Lario. Mi piace molto e non mi sembra una che si lascia fuorviare da qualche articolo”, chiude Mori.

13/05/2009 – APcom


mag 10 2009

Claudia Mori: ecco a voi l’Adriano Celentano segreto

di Marco Molendini

ROMA (9 maggio) – Per prima cosa Claudia Mori mette le mani avanti: «Prometto, non succederà più», assicura. C’è da credergli (perché no?), anche se dalla voce traspare un innegabile divertimento.

Per lei, che da anni è abituata a lavorare dietro le quinte, a tenere le redini della ditta di famiglia, marito compreso, a produrre fiction, insomma, in poche parole, a fare la manager, riscoprire gli altarini di un passato artistico, deve essere stato emozionante. Ed eccola qui, Claudia artista, con un cd che raccoglie le sue performance canore (Claudia Mori collection), sedici pezzi compresa la classica Chi non lavora non fa l’amore, successi come Non succederà più (anche in versione remix) dove duetta con Adriano (la cui voce fa capolino anche in Seguirò chi mi ama).

In più ecco un bocconcino ghiotto, raccolta di filmati privati e familiari di casa Celentano («quando non filmavo io, filmava lui, sono immagini mai viste, innocenti e garbate. Siamo anche simpatici») a dare il senso pieno di una coppia che ha resistito a 45 anni di matrimonio («ma sono 47 da quando ci siamo fidanzati, e credo che sia l’effetto combinato di amore, fortuna e consapevolezza che vivere insieme non è facile. Anche noi abbiamo i nostri difetti, lui è testardo, io sono impulsiva»).

Scene intime, personali, che vanno indietro nel tempo, Adriano che è il solito Adriano, Claudia bellissima, una bellezza moderna: «Mi vestivo e comportavo in modo trasgressivo», commenta lei. Eppure la sua trasgressione l’ha portata a reggere un matrimonio per quasi mezzo secolo. «Vent’anni fa c’è stata un crisi, per colpa mia. Ma anche allora eravamo sicuri che l’avremmo superata. A separarci non ci abbiamo mai pensato».

Insomma, al matrimonio ci crede: che effetto le ha fatto tutto il can can attorno alle esternazioni di Veronica Lario?
«Penso che abbia ragione. La ritengo una donna intelligente e per bene. Certo in tutti questi anni non è stata un’esibizionista».

Che effetto le ha fatto riascoltarsi? Suo marito ci ha messo in qualche modo lo zampino?
«Ho fatto tutto io, su richiesta della Sony. All’inizio ero perplessa, mi chiedevo chi lo compra un disco con cose di trent’anni fa».

Mai più venuto in mente di cantare?
«Un paio di volte. Ma non mi piace mischiare le cose. Faccio altro e poi alla sola idea di andare in tv mi viene da ridere. Mi basta fare i cori per Adriano, lì ci sono sempre, d’altra parte così ho cominciato con Adriano. Poi un giorno mi ha detto: sai, la tua voce non è male».

E’ un momento di attivismo per la famiglia: il disco suo, Adriano che pensa al ritorno in tv anche se dalla Rai finora non c’è stata risposta. Lei ha qualche progetto di fiction?
«Stiamo per iniziare le riprese di C’era una volta la città dei matti sulla legge Basaglia. E l’anno prossimo farò una serie dedicata alla violenza sulle donne con la Cavani e la Von Trotta».

10/05/2009 – Il Messaggero


mag 9 2009

Claudia Mori: “Capisco Veronica. È una donna offesa”

“Berlusconi non può sostenere che è un fatto privato. Io in Mondo Beat torno a incidere i successi Anni 70”
MARINELLA VENEGONI

MILANO Una voce moderna, giovane ancora oggi, sexy. Inconfondibile. Un repertorio che appartiene al passato, che oggi ritorna in Claudia Mori collection, insieme con un Dvd famigliare che fa risplendere la sua bellezza di invidiatissima moglie di Celentano: riprese private al mare, sorrisi sulla battigia con i tre bimbi, Adriano papà un po’ maldestro. Ma le canzoni, ah le canzoni. Celeberrime come Non succederà più e Chi non lavora non fa l’amore, cantate con il marito, sono quasi tutte «B Songs», a partire da un cult del kitsch, Buonasera Dottore del ’74, musica di Shel Shapiro, dove lei cinguetta maliziosa al telefono con la voce charmante di un doppiatore rimasto sconosciuto.

Ci ritorna cantante, cara Claudia…
«Sony me lo ha chiesto l’anno scorso. Ho nicchiato… e non ci sarà seguito. Però erano canzoni su 45 giri, un mondo un po’ beat. Quei filmati poi, 15 minuti della nostra storia da ragazzi…».

Ora fa altro: produttrice tv, direttrice dei lavori artistici di Adriano…
«Ogni fiore ha la sua stagione. Fra una settimana cominciamo a girare C’era una volta la città dei matti, sulla legge Basaglia, con Vittoria Puccini e Fabrizio Gifuni che impersona proprio Basaglia, per Raiuno. A fine anno toccherà alla vita di Caruso, una storia bellissima. Ho scelto io il problema della 180: fu doveroso chiudere i lager, ma Basaglia aveva dato indicazioni precise, e rimasero a metà. Ora non ci sono strutture adatte, il problema resta alle famiglie. La Puccini impersona una giovane internata pur non essendo matta… sono storie vere».

Buonasera Dottore» è un must delle B-Songs, ma sono tutte canzoni di tradimenti. E lei è così fedele…
«Ma avevo già idee abbastanza chiare: gli uomini sono bugiardi e poco fedeli. La conclusione è che lei non ci sta: i testi sono modernissimi».

Siamo al centro di un divorzio istituzionale…
«Veronica Lario è una donna intelligente, per bene, sensibile. E’ difficile pensare che sia stata condizionata da qualche giornale, forse ha sentito l’esigenza – e io la capisco – di difendere la propria dignità per quelle che lei ritiene offese e ha sentito di non poter più tollerare. Sono scelte forti, mi sembra una di alto profilo. Come si fa a dire che è un fatto privato? Di privato, nel Presidente del Consiglio, non c’è nulla: come può chiedere a lei di esser privata?».

Ci sarà un concerto di donne cantanti per l’Abruzzo. Ci andrà?
«Mi hanno invitata, ho detto di no perché non sono una cantante: anche se mi capita di cantare, fischio molto e so fare i fischi da pecorara. Penso che ognuno deve scegliere la forma del dare, io e Adriano facciamo cose più private».

Abbiamo letto che Adriano si è arrabbiato per un canzone di Mogol ispirata a lui, dove gli dice di uscire di casa…
«Due amici possono anche arrabbiarsi, ma non vuol dire chiudere: almeno da parte nostra non è stato così. Adriano non si è arrabbiato: solo, non trovava ironico il testo. Non è stato un litigio, ma una divergenza».

A quando il prossimo disco di Adriano?
«Nel 2010. E’ una cosa molto diversa, strana, particolare. Senza Mogol: è una scelta artistica, e spezzare fa bene».

09/05/2009 – Il Giorno


mag 9 2009

«Il mio Celentano segreto un filmato lungo 45 anni»

di Paolo Giordano

Intanto c’è di più. Claudia Mori pubblica su cd tutte le sue canzoni più famose in versione rimasterizzata e già questo è un bello spaccato di italianità visto che ci sono titoli come Buonasera dottore o Non succederà più che nel 1974 e nell’82 occuparono le classifiche per mesi. Ma in «Collection» c’è pure un dvd con immagini inedite che sono sorprendenti: Claudia Mori all’inizio della carriera, Claudia Mori con un Celentano in costume e il lungo ciuffo di capelli neri, i tre figli piccolissimi, una scena memorabile del film L’emigrante del 1973 e insomma tutti quei ritratti di vita familiare che fino ad ora si erano visti poco o niente. Volendo, un filmato di culto. Oppure un’altra conferma che l’alchimia di questa coppia – ricordate? La più bella del mondo – è qualcosa che quarantacinque anni di matrimonio dimostrano appena.
Signora, chi ha girato tutte quelle immagini?
«La maggior parte le ha girate Adriano: c’è stato un periodo in cui si era appassionato e si portava dietro la cinepresa ovunque andassimo e filmava qualsiasi cosa. Ciò che si vede nel dvd è solo una parte del filmato di oltre due ore che abbiamo conservato fino ad oggi».
È anche un pezzo di memoria.
«C’è la vita di noi due ragazzi, è una sorta di ringraziamento a chi ci ha voluto bene in tutto questo lunghissimo percorso che abbiamo fatto insieme».
Talvolta insieme anche sul palco.
«D’altronde io ho iniziato a cantare per gioco ma anche per amore: nei cori di Adriano ci sono quasi sempre stata io».
E poi avete vinto insieme un Festival di Sanremo nel 1970.
«Con Chi non lavora, non fa l’amore».

Qualcuno strumentalizzò: erano tempi cupi, tutto veniva politicizzato.
«In realtà quello era un testo a favore degli operai. Il senso degli ultimi versi era: signor padrone, dammi l’aumento. Qualcuno lo travisò. Ma non è questo il ricordo più forte».
Qual è?
«Adriano mi chiese all’ultimo di cantare con lui. E io con incoscienza accettai: ogni sua richiesta era per me quasi come una chiamata alle armi. E poi ero così giovane…».
Però nelle sue canzoni l’uomo spesso non ne esce bene.
«Sì, mi sono accorta che, riascoltandole adesso, risalta un grande senso critico nei confronti del ruolo dell’uomo nella coppia: bugiardo, traditore e via dicendo».
Signora Celentano, la coppia Silvio Berlusconi e Veronica Lario ha appena annunciato la separazione. Oltretutto, ai tempi, Veronica la venne a trovare negli studi del programma «Rock Politik».
«Credo che Veronica in questi giorni stia soffrendo moltissimo. Lei è una bella persona, per bene e intelligente. Ma il fatto privato non posso giudicarlo».
Torniamo a quella canzone, «Chi non lavora non fa l’amore», che diventò subito un inno delle coppie di sposi.
«Dunque accettai di cantare con Adriano e iniziammo a preparare il duetto. Ma era terrorizzato che io potessi dimenticare le parole. In realtà, quando fu il momento di cantare all’Ariston, fu lui a dimenticarsele e l’orchestra dovette ricominciare più volte daccapo. La gente pensò che fosse una trovata di Celentano. Invece era tutto vero».
Lei a Sanremo tornò anche 15 anni dopo con «Un’altra volta chiudi la porta» e adesso celebra la sua carriera con una raccolta. Mai pensato di riprendere a cantare?
«Direi proprio di no. Ho una voce gradevole che però non giustifica una lunga carriera. In più ho un eccessivo senso critico. Perciò ho fatto altre scelte».
Sempre di fianco a Celentano. Arriverà prima il suo nuovo disco di canzoni inedite oppure il programma tv di cui si è già parlato qualche settimana fa?
«L’idea del programma c’è, eccome, ed è pronto pure il titolo».
Qual è?
«Figurarsi se lo dico… Ma abbiamo incontrato i dirigenti Rai e ne abbiamo parlato con loro: è in programma nella prossima stagione».
Quindi il disco arriverà dopo.
«Nel 2010. C’è già un’idea ed è molto forte: è davvero un progetto particolare che sorprenderà tanti ascoltatori, vedrete».

09/05/2009 – Il Giornale