ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
mag 23 2009

Adrianissimo Movies! 1° Manche

Adrianissimo!

La prima manche vedrà sfidarsi alcuni dei primi film di Adriano, quelli dove non è ancora protagonista assoluto, i cosidetti musicarelli.

In questo caso, vi suggerisco di votare in base alla “comparsata” di Adriano e non al film in sè.

Voglio partire leggero perchè altrimenti nessuno di questi farà un solo passo avanti se messi a paragone con i veri “film celentanizzati” successivi ed è anche un modo per vedere in quanti intendete partecipare ad Adrianissimo Movies.

Supereranno il turno i primi 2 film classificati.
Ecco i film in gara in questa prima manche:

1. I frenetici, di Fred F. Sears - 1958 ruolo: Adriano Celentano
2. I ragazzi del Juke box, di Lucio Fulci - 1959 ruolo: Adriano Celentano
3. Juke box, urli d’amore, di Mauro Morassi - 1959 ruolo: Adriano Celentano
4. La dolce vita, di Federico Fellini - 1960 ruolo: Adriano Celentano
5. Dai, Johnny dai!, di Paul Landres - 1960 ruolo: Adriano Celentano
6. Urlatori alla sbarra, di Lucio Fulci - 1960 ruolo: Adriano Celentano
7. Io bacio…tu baci, di Piero Vivarelli - 1961 ruolo: Adriano Celentano
8. Il monaco di Monza, di Sergio Corbucci - 1963 ruolo: frate

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di martedì 2 giugno.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche01_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


feb 6 2008

Adriano Celentano: Il mondo lo cambio cantando

L’artista festeggia 70 anni di vita e 50 anni di musica

Di Olti Curri

“Combato con la musica, stando dalla parte degli operai. Sono il vero motore della vita!? Dopo queste parole, se vogliamo, possiamo chiamarlo vanitoso, arrogante e prepotente.Cmq siamo tardi con questi epiteti, perche non e’ rimasto nulla senza dire a questo artista, che ha cominciato la strada faticosa della canzone con rock e cantando cerca di salvare il mondo. Celentano esce poco in pubblico e quando succede questo, tutto il mondo mediatico italiano e non solo si coinvolge da un ritornello inevitabile e polemiche.Dalla boca di Adriano escono canzoni d’amore, pensieri intelligenti, ma anche molleggi inaspettati di vita, accompagnati da attachi contro la politica e gli architeti urbanisti. Al ragazzo dei “24 milla baci?, la data 6 gennaio gli ha portato il 70-esimo compleanno, anni che tengono tra loro mezzo secolo di carriera musicale, cinematografica e televisiva.
Con 70 millioni di dischi venduti, Celentano continua a rimanere il personaggio italiano piu’ discusso, il qualle il piu santo riparo considera la famiglia, la moglie Claudia Mori e I tre figli, Rosita,Giacomo e Rosalinda.
Adriano Celentano e’ nato in 6 gennaio 1938 in Milano, nella casa numero 14, che si trova in via “Gluck?.Questa strada e diventata famosa, come il titolo di una canzone famosa di qualche anno dopo.
Adriano e il figlio di genitori pugliesi, che sono migrati in Milano, in cerca di una vita migliore.
L’adoloscenza lo trova Celentano lontano dalla scuola, costreto a fare lavori diversi per sopravivere, di qualli il suo preferito era l’orologiao.
Anche se sembrava un sogno lontano, Adriano non si e’ mai arreso davvanti al desiderio di fare musica, e per la prima volta debuta nel Teatro Smeraldo, insieme A Tony Renis, in una band che si chiamava? Gli amanti del ritmo?
Dopo uno dei primi debuti, lui incontra il campione della musica rock-boogie,Bruno Dossena, il qualle l’ho invita a partecipare nel festival di rock’n’roll nel Palazo del Ghiaccio a Milano.
Li Adriano ha partecipato accompagnato dalla band “Rock boys?, dove faccevano parte artisti che in futuro sarebbero diventati firme famose della musica italiana come Giorgio Gaber, Enzo Ianacci e Luigi Tenco.
Anche se c’erano molti partecipanti sembrava che l’unico cantante della musica rock, era lui “ Adriano il Molleggiato?, l’unico, anche in Europa.
Con la canzone “ Ciao ti diro? lui distrugge tutti gli altri concorrenti e solo dopo 3 giorni segna la prima contrata con la casa discografica Milanese “Saar? con la qualle produce I singoli hit?Rip It up?,?Jailhose rock? e “Tutti frutti?.Nell anno 1958, lui e di nuovo partecipante nella seconda edizione della musica Rock ‘n ‘roll e per la prima volta appare come figurante nel film “I frenetici?. La data 13 luglio 1959, e il giorno del festival d’Ancona, dove Celentano con la canzone “Il tuo bacio e’ come un rock?, diventa il vincitore e allo stesso tempo il conquistatore delle classifiche in tutta l’Italia. Questa canzone lo fa Adriano Celentano famoso.
Questo e’ il momento quando Adriano, inizia la salita artistica, e da quel momento non c’e’ canzone o album suo che non sale nei primi posti delle classifiche musicali. L’anno del successo nella scena musicale coincide con la sua partecipazioni in due film artistici:?I ragazzi del juke-box?, e “Juke-box,urli d’amore?.
Nell anno 1960 Celentano, si esibisce in una sequenza importante del famoso film?La dolce vita? del regista Federico Fellini, che lo ha voluto ad ogni costo nel suo film, dopo averlo visto cantare?Reddy Teddy?.Nello stesso tempo interpreta nell film?Urlatori alla sbarra?,?Dai Johnny, dai?,?Sanremo la grande sfida?.Un anno dopo, Adriano va a fare il servizio militare e partecipa nell festival di Sanremo con la canzone?24 mila baci?. Non vince, e’ al secondo posto, ma il disco vende piu’ di mile coppie. Adriano canta nel palco con le spalle al pubblico e questo atto ha suscitato molte polemiche e diventato un caso che si è discusso anche in parlamento.
Lui interrompe le relazioni con “Saar? nel anno quando crea “Clan Celentano?, il primo esperimento di un artista italiano che sceglie di produrre musica per se e per gli altri cantanti.
“Clan? diventa subito un eticheta discografica che e’ rimasta indipendente.Ancora oggi questa casa discografica e rimasta interamente italiana e non e’ caduta negli “artigli? dei giganti internazionali di questo business. L’esempio di questa etichetta musicale, era ispirato dal esempio di Frank Sinatra, ma nessun cantante italiano prima di Adriano no ha osato pensare prima.Clan Celentano ha aperto la strada alle altre etichete musicali italiane, come “Numero Uno? di Mogol-Battisti o “PDU? di Mina. “Stai lontana da me?, nel 1962 e’ la prima canzone che esce con l’etichetta “Clan?, e vende 1,300,000 di coppie.Seguono le canzoni?Preghero?,?Grazie,pregho,scusi?,?Il tangaccio?.Adriano e’ nei primi posti di classifica nel 1963 con la canzone “Sabato triste? ed interpreta con il grande Totò nel film “Il monaco di Monza?. Nello stesso periodo durante la produzione del film “Uno strano tipo?, conosce la futura moglie Claudia Mori, con la qualle si sposa un anno dopo.
L’artista ritorna in Sanremo, nel anno 1966, con una canzone che per la prima volta tratta nelle scene musicali europee il tema dell inquinamento urbano.
Il suo titolo è “Il ragazzo della via Gluck?, e il successo gliela garantiscono un millione e mezzo di coppie vendute in tutto il mondo, e la canzone si è tradotta in 18 lingue del mondo.?Mondo in Mi7A?, un altro successo di Adriano, dove si tratta il tema del droga, corruzione e eccologia. Il cantante lascia per un po i temi sociali ed afianco alla sua moglie, Claudia Mori, registra la canzone intitolata “La coppia più bella del mondo?.Questa canzone vince il primo premio di Sanremo, nell 1970. Adriano ritorna in Sanremo con la canzone “Canzone?, che anche se vince il terzo premio, e nel primo posto delle vendite. Ma l’anno 1968 rimane in memoria per la canzone “Azzurro?, un altra creazione importante nell panorama della musica leggera italiana, insieme con?Una carezza in un pugno? che si e’ creata nello stesso anno. Invitato dal regista Pietro Germi, Adriano debuta nel cinema elitario con il film “Serafino?, e vince il premio nel festival di Berlino, Mosca,Francia. L’Europa impazzisce per Adriano, come l’Italia. L’ambizione artistica di Adriano, non è rimasta solo nell status dell primo cantante rock ‘n’roll europeo, perche nel 1972 esce il singol “Prinsencolinensinanciusol?, la prima canzone rap della storia musicale mondiale.Gli americani, che pretendono di essere l’inventatori di questo genere, hanno fatto la prima canzone rap dopo 10 anni. Il successo della canzone rap si accompagnia con la sua presenza nel film “Bianco,rosso e,…? dove interpreta insieme alla diva Sophia Loren. Nello stesso tempo, un autore noto televiso Antonello Falqui, gli dedica al cantante in Rai, un spetacolo con due puntate “C’è Celentano?. Adriano ritorna a l’interpretazione in cinema in fianco alla moglie nel 1973 con il film “Rugantino?, nello stesso tempo il cantante si convince dal regista famoso dei film horror Dario Argento di interpretare nel suo film che s’intitola “5 giorni?. L’artista multidimensionale ha avuto durante l’intera carriera l’amore indivisibile del pubblico, ma nell anno 1974, dopo la pubblicazione del film “Yuppie Du? scritto, diretto, interpretato e prodotta da Celentano anche i critici del cinema hanno detto:?E’ nato un nuovo Charlie Chaplin!?.Il periodo 1975-1985 porta per Adriano Celentano un intessita straordinaria nelle sua attivita come attore. I suoi film sono i primi nella storia del cinema italiano che portano incassi fino a 10 000 000 €. L’uscita del album “Svalutation? dove si sente l’ironia per la stanca economia italiana, fa che Celentano sia nei primi posti di vendite, non solo in Italia ma anche in Francia e Germania dove anche oggi è un idolo. Il succeso del album non viene solo, perche nello stesso periodo il cantante interpreta insieme con Anthony Quinn nel film “Bluff, storie di truffe e imbroglioni?. L’inizio dei anni ’90 trova Adriano Celentano proggetando succesi come , “Il re degli Ignoranti?,?Arrivano gli uomini?.Un boom artistico del pubblico e della critica era l’album che lui e Mina hanno pubblicato nel 1998, intitolato “Mina&Celentano?. Dopo aver venduto un millione di coppie di questo cd, Adriano edita un nuovo album intitolato “Io non so parlar d’amore?, che ha venduto 2 millioni di coppie. La RAI, lo pregha di dirigere un spettacolo, sperando nel ritorno del successo che lui ha avuto con “Fantastico?. Celentano non dellude e porta nell schermo di RAIUNO, davvanti un pubblico di millioni, e l’attenzione delle medie “Francamente me ne infischio?. Nel 2000 esce un altro album “Esco di rado e parlo ancora meno?. Chiuso nella vita familiare, l’artista decide dopo due anni di portare un cd intitolato “Per sempre?.Insieme al album Celentano dirige di nuovo un spettacolo di successo dove si polemica per i temi piu’ caldi della attualita, con il titolo “125 milioni di cazzate?. Alla fine dell ottobre 2003 pubblica “Le volte che Celentano è stato numero 1?, album che include 17 canzoni scelte, tra centinaie cantate negli anni dal grande artista. Dopo un anno l’artista ritorna alla pubblicazione dei album e pubblica uno nuovo intitolato “C’e’ sempre un motivo?. Le vendite del album sono state molto buone, e per questo Adriano si interessa di più per la televisione, ma un litigio con i direttori di RAI, fa che lui abbandoni un proggeto che aveva in testa in quell periodo. Dopo Rockpolitik , ottobre 2005, il talento unico Celentano ritorna dopo due anni in TV. Sempre in RAI con il programma intitolato “La situazione di mia sorella non è buona?. Sempre in novembre quando lui dirige questo spettacolo, pubblica l’album intitolato “Dormi amore,la situazione non è buona?.

La recente provocazione alla Celentano si intitola “La situazione di mia sorella non è buona?

Nel 23 novembre 2007, il cantante pubblica “Dormi amore, la situazione non è buona?, album che ha in copertina Adriano da pugile. Come negli ultimi anni , la collaborazione con l’autore dei testi Mogol e il compositore Gianni Bella domina in 5 canzoni del album, di dieci che si includono nel album. Ma cmq anche le altri canzoni , sono firmate da nomi noti, come Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami, Carmen Consoli, e una canzoni non sentita prima del grande Domenico Modugno. Stranamente questa volta tutte le medie lo hanno apprezzato questo album dell artista ecentrico. La strategia di Adriano è conosciuta e dopo l’edizione del album non ha ritardato di apparire nel schermo di Raiuno con uno spetacolo di prima serata intitolato?La situazione di mia sorella non è buona?, dove con la parolla sorella lui intende “la terra?. Il pubblico lo ha apprezzato questo recente spettacolo del caro artista, che ha raccontato ai suoi amici che questo programma è stato uno dei più difficili che aveva mai fatto. “La situazione di mia sorella non è buona? è stata seguita da 9,200,000 telespetatori. Non solo lo spetacolo, diretto da lui stesso, ma anche uno speciale dedicata al artista da RaiUno, per il suo setantessimo anniversario “Adriano Celentano, la mia vita un romanzo? è risultato un grande succeso seguito da circa 8,000,000 di spetatori.

Il vero Adriano Celentano è Claudia Mori

Solo una femmina rigorosa come Claudia Mori, puo dirigere, difendere e amare un vulcano come Adriano Celentano. Claudia,attrice e cantante romana, ha incontrato Celentano nel palco del film “Uno strano tipo?, e sin da quel momento loro sono la coppia piu solida del showbiz italiano. Il loro matrimonio si e celebrato in modo molto secreto nel 1964. Questo matrimonio ha portato a loro 3 figli: Rosita, nel 1965, Giacomo nel 1966 e Rosalinda nel 1968. La vita in coppia di Adriano e Claudia e corsa tranquilla e molto riservata per il pubblico, apparte gli anni ’80, dove si è parlato di un divorzio e loro hanno visuto per un po di tempo separati. Si parla che un flirt di Adriano con il sex-symbol del cinema italiano Ornela Mutti era il motivo di questa crisi. Dopo essersi riavvicinati di nuovo, si sono trovati insieme nel film “Joan Lui?. Claudia Mori sin dal 1991 è la direttrice del casa discografica “Clan?. Da questa casa discografica sono uscite canzoni come “Non succedera più?,?Stringimi?, oppura la canzone molto conoscita anche dal pubblico albanese “La coppia più bella del mondo?. Anche se Adriano continua a essere molto diretto nelle sue dichiarazioni, anche se è molto richiesto dalla televisione ed ogni suo programma è un successo, i meriti aspettano alla sua moglie. La sua apparenza dolce non somiglia con quella delle manager fredde americane, ma i risultati mostrano che Claudia, come le sue colleghe lontane, ha fatto che il suo marito guadagni some che si comparano con quelle delle stelle hollywoodiani.Dopo la partecipazioni in molti film con il suo marito, Claudia Mori dirige con una mano di ferro la casa discografica “Clan?.

I giganti non vengono mai da soli

Mentre l’anno 1998 trova Adriano a preparare il ritorno in TV, anche le sue scelte discografiche si devono cambiare, perche le vendite non stavano andando molto bene, la formula è conosciuta. Due grandi della musica possono riscuotere il mercato della musica meglio di uno solo.Senza pensare molto Adriano registra un album in duetto con l’icona dei suoni romantici italiani, Mina. Loro scelgono temi d’amore, che non si sono apprezzati dalla critica musicale ma che hanno avuto un grande successo nel pubblico. I duetti come “Acqua e sale? o “Che t’aggia di? sono stati i più trasmessi dalle radio italiane e mediterranee, ha avuto un grande successo il videoclip, dovo loro erano animati da paperi. Il cd Mina&Celentano ha venduto 1,600,000 coppie.

Spekter.com.al (Albania)


Questa è l’intera traduzione dell’articolo “Adriano Celentano: Botën e ndryshoj, duke kënduar, precedentemente pubblicato…
La traduzione, così come la segnalazione dell’articolo stesso, è il frutto del preziosissimo lavoro a cura della nostra giovane amica albanese Sonila (alias: celentana), che ovviamente ringraziamo di cuore. :)

Andrea


gen 2 2008

Settant’anni senza andare fuori tempo

Oggi l’Adriano Celentano personaggio della tv e il difensore di cause destinate a fare polemica occupa più spazio pubblico del cantante ma i suoi settanta anni – il cantante è nato il 6 gennaio 1938 a Milano da una famiglia di saldissime origine foggiane – sono ora un’occasione per ricordare una carriera lunga più di mezzo secolo, che rappresenta uno dei capitoli più pregiati della storia della canzone italiana. Senza contare che negli ultimi dieci anni con il disco con Mina, con Io non so parlar d’amore, Esco di rado e parlo ancora meno fino al recente Dormi amore la situazione non è buona ha realizzato vendite assolutamente fuori portata per il mercato italiano.
Tra i tanti fan di Celentano probabilmente è stato Emir Kusturica a definire la sua grandezza di cantante: qualche anno fa era in tour con la sua band e, a chi gli chiedeva quali fossero i suoi eroi musicali, il regista di Underground pare rispondesse: “Adriano Celentano. I dischi americani erano banditi erano banditi e nei Paesi ex comunisti dell’Europa dell’Est è stato lui a farci conoscere il rock’n’roll?.
Sul piano musicale la sua carriera è divisa in diverse fasi. La prima è quella del rock’n’roll. Celentano pensò di conciliare la portata eversiva di quella musica rivoluzionaria con la comicità di Jerry Lewis. Le sue doti naturali e il suo strampalato stile di ballerino hanno fatto nascere il mito del “Molleggiato?. Prima alla festa dei Ricky Boys, la band di rock’n’roll formata con Gaber e Jannacci poi con brani come Il tuo bacio è come un rock, Il ribelle, Ciao ti dirò. Nel ’61 arriva secondo a Sanremo in coppia con Little Tony con Ventiquattromila baci.
La fase del rock’n’roll si conclude con l’inizio dell’avventura del Clan, sorta di “rat pack? (il celebre clan di Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis jr e Peter Lawford) alla milanese formato da amici, parenti e fidanzate. Durante questo periodo incide Pregherò cover di Stand by me in cui manifesta quello spirito religioso-predicatorio che diventerà poi uno dei tratti caratteristici della sua personalità, Chi ce l’ha con me, Grazie prego scusi, Il tangaccio, Stai lontana da me. Il Clan finirà in un mare di carte bollate (con Don Backy in particolare) mentre gli anni della contestazione rischiano di minare il suo status di divo assoluto dell’epoca d’oro del Cantagiro e del 45 giri. Nel 1966 anticipa le tesi ecologiste con Il ragazzo della via Gluck (la via di Milano dove è nato).
Più o meno nello stesso periodo incide un altro dei suoi capolavori, Azzurro, brano scritto nel 1966 da Paolo Conte. Il filone ecologista ha un altro caposaldo nel Mondo in mi settima. Con La coppia più bella del mondo nel 1967 si attira le accuse di antidivorzismo ma il singolo viene pubblicato con un retro che è tra le più belle di cantante, Una carezza in un pugno.
La polemica con la generazione del ’68 esplode con Tre passi avanti, Torno sui miei passi e Chi non lavora non fa l’amore che, cantata in coppia con Claudia Mori (nel frattempo diventata sua moglie) vince Sanremo nel ’70. Del ’72 è un altro colpo del suo genio anticipatore: Prisencolinensinainciusol, un gramelot funk che è il primo rap italiano (che finirà in classifica negli Usa). Nel 1977 è il primo cantante italiano a fare una tournèe negli stadi. Nel 1976 pubblica il suo più grande successo del decennio, Svalutation. Gli anni ’80 – mentre la sua stella di cantante si appanna – vedono la sua trasformazione in protagonista della commedia cinematografica e il suo debutto da telepredicatore con l’ormai leggendario Fantastico 8.
Da allora fino a oggi la sua carriera si è divisa tra le già citate esperienze discografiche e le sue seguitissime apparizioni tv. La più originale tra le sue performance musicali recenti l’ha realizzata davanti a Papa Wojtyla nel 1997 a Bologna, di fronte a 500 mila persone e la diretta tv, improvvisando una marcia da “Molleggiato? attorno al Pontefice.

di Paolo Biamonte


Il cinema, una passione che rode dentro

Arrivato al fatidico capo dei 70, Adriano Celentano potrebbe ammettere che il suo vero sogno nel cassetto è la regia cinematografica. Felliniano ad origine controllata, Celentano non a caso figura nel cast de “La Dolce Vita? dove si esibiva come cantante rock nelle notti di Via Veneto. Il suo primo incontro con la cinepresa si deve a Lucio Fulci che lo scritturò tra il 1959 e il ’60 per “I ragazzi del juke box? e “Urlatori alla sbarra?. Appena quattro anni dopo passa dietro la macchina da presa per “Super rapina a Milano?, paradossale scherzo goliardico del Clan con Piero Vivarelli a sorvegliare discretamente il neo-regista, Claudia Mori come primadonna e gli amici del tempo (Don Backy, Micky Del Prete, Gino Santercole) nei ruoli maggiori.
Il film ricorda da vicino le bizzarrie surreali dei Beatles (la scalcinata trama rimanda ai titoli di Richard Lester) e non ebbe seguito immediato, ma confermò il talento del personaggio anche come attore. E allora Pietro Germi lo diresse nel 1969 in “Serafino?, forse il suo miglior film d’attore, mentre “Er più – Storia d’amore e di coltello? lo propone negli improponibili panni di un bullo romano, una sorta di Rugantino, nei quali incredibilmente funziona.
Ma il tarlo della regia rodeva Celentano. Puntualmente nel 1975, mentre Corbucci cuciva a misura su di lui la maschera comica destinata a grande fortuna con “Di che segno sei?? (col ruolo del ballerino di provincia Fred Astaire), l’idolo del rock all’italiana firmava il suo autentico primo film da regista. Era “Yuppi Du?, fantasia surreale ambientata a Venezia e interamente girata in studio, una commedia musicale inclassificabile che molti esperti inseriscono anche oggi tra gli oggetti cult del cinema italiano.
Tutti motivi che avrebbe rivisitato con alterna fortuna nelle opere successive tra “Geppo il folle? (1978) e il kolossal “Joan Lui? (1985) segnato da un insuccesso al box office che solo i recenti trionfi televisivi hanno parzialmente lenito.
Nel frattempo il Celentano attore si era ampiamente riscattato diventando un autentico divo della commedia durante tutti gli anni ’80. Tra i successi più amati dal pubblico quelli firmati dalla coppia Castellano & Pipolo da “Mani di velluto? a “Il burbero?, passando per “Il bisbetico domato?, “Asso?, “Innamorato pazzo?, grazie al quale incontrò Ornella Muti dando vita ad una delle “liaison dangereuse? più chiacchierate dello spettacolo italiano.

di Giorgio Gossetti


Venne Adriano e la tivvù cambiò pelle

Le pause, celebri quanto i monologhi a sorpresa, l’assoluta libertà editoriale, i contratti milionari, le polemiche, i record di ascolti: sono gli ingredienti della tv “made by Celentano?, definita anche la “dissoluzione del varietà?. Ovvero vent’anni di successi, originalità, provocazioni lanciate dal Molleggiato da quando, nell’autunno del 1987, fu chiamato a condurre il primo Fantastico del dopo-Baudo, passato alla Fininvest, fino all’ultimo show di un mese fa, La situazione di mia sorella non è buona.
Per 14 settimane, tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico 8 davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia, l’ex ragazzo della via Gluck mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione dei cuccioli di foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria “La caccia è contro l’amore? e a mandare al Presidente della Repubblica il messaggio “Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga?. Si corregge, per evitare l’annullamento della scheda, ma non evita la multa della Rai da 200 milioni né il processo per turbativa elettorale, dal quale uscirà assolto con formula piena.
Primo ritorno a dicembre 1992 su Raitre con Svalutation, solo due puntate annunciate dal promo “Si salvi chi può?. Il Molleggiato se la prende con i ricchi, chiede che vengano restituite all’Italia la bellezza di un tempo e le botteghe degli artigiani. Risultato, 5 milioni di media contro le “corazzate? Scommettiamo che? e Paperissima.
Bisognerà aspettare fino al 1999 – fatta eccezione per poche apparizioni – per rivedere Celentano in tv. Francamente me ne infischio è il titolo-bandiera dello show che lo riporta su Raiuno, annunciato da un battage mediatico senza precedenti. Fioccano le polemiche e gli ascolti: la prima puntata fa oltre 9,5 milioni di spettatori (42,29 %).
Ancora fibrillazione e allarme monologhi ad aprile 2001: è la volta di 125 milioni di caz..te. Cibi transgenici, la legge sulla donazione degli organi, la frenesia del vivere moderno, la salute, l’amore. Eccezionali gli ospiti (da Dario Fo a Giorgio Gaber) e gli ascolti: all’esordio oltre 12 milioni nella prima parte e quasi 8 nella seconda.
Nel 2005 il nuovo pulpito per Celentano è Rockpolitick, in onda su Raiuno fra ottobre e novembre: dividendo il mondo in “lento? e “rock?, il telepredicatore ridà il microfono a Michele Santoro, diffonde la classifica della Freedon House sulla libertà d’informazione con l’Italia solo 79/ma, ospita Roberto Benigni insieme al quale, facendo il verso a Totò e Peppino, scrive una lunga lettera a Silvio Berlusconi. La media delle quattro puntate sarà del 46%, per un costo di 22 miliardi di vecchie lire. Come sempre il ciclone Celentano ha avuto piena libertà autoriale, ma il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ne prende le distanze.
Il resto è storia di oggi: dopo una promozione massiccia, il 26 novembre arriva su Raiuno La situazione di mia sorella non è buona, serata-evento legata al nuovo cd Dormi amore, la situazione non è buona.

di Angela Majoli

02/01/2008 - La Gazzetta del Mezzogiorno


mar 28 2007

Addio a Joe Sentieri, un urlatore alla sbarra gia’ dal 1960

Foto tratta dal film ''Urlatori alla sbarra''

Nato a Genova nel 1925, sognava di studiare da cantante lirico ed invece conquisto’ le platee con il suo tipico saltello e lavorando in questo film con Mina ed Adriano Celentano. Fu il primo cantante bianco a esibirsi al Paradise di Harlem.

La scheda del film che lo rese famoso e’ la seguente:
URLATORI ALLA SBARRA. Regia: Lucio Fulci con Joe Sentieri, Mina, Adriano Celentano, Elke Sommer, Chet Baker, Giacomo Furia, Turi Pandolfini, Mario Carotenuto.

La trama? Un gruppo di giovani, tifosi della canzone urlata, vorrebbe allestire uno spettacolo interamente composto delle loro canzoni preferite. Ma occorre molto denaro, che essi non hanno. Cercano allora di farsi aiutare dal senatore Bucci (T. Pandolfini), suocero del prof. Giammarelli (M. Carotenuto), direttore della TV e padre di Giulia (Mina), una delle ragazze del gruppo, innamorata di Joe, il capo degli urlatori. Malgrado l’opposizione di Giammarelli e di un deputato, innamorato di Giulia, i giovani ottengono alla fine di partecipare ad un grande spettacolo, organizzato per loro proprio dalla TV. Sono accolti da un grande successo; il direttore generale si converte e dà perfino il consenso per il fidanzamento della figlia con Joe che si è ricreduto su di lei. I ragazzi conquisteranno la popolaritá e lanceranno la moda dei blue jeans.

Joe Sentieri vince nella sua carriera diversi festival, arriva secondo al Festival del Musichiere e si aggiudica la vittoria a Canzonissima con Piove. Il Festival di Sanremo, l’inno ufficiale delle Olimpiadi di Roma, canzoni napoletane con Nino Taranto, sono le tappe del suo momento d’ oro. Purtroppo nel 1963 non riesce ad entrare in finale a Sanremo ed allora non era complicatissimo come ultimamente. Da quel momento la sua carriera ne risente ed inizia la fase calante.

27/03/2007 - MusicalNews.com


apr 30 2006

Vespa se 60 vi sembran pochi

Da Vacanze Romane ai Lunapòp

Un'immagine pubblicitaria del calendario della Vespa del 1951

PONTEDERA. La Vespa c’era. C’è sempre stata. E’ nata quando l’Italia era ancora monarchica, appena dopo la Moka Bialetti, ma prima della Olivetti Lettera 22. Persino Ben Hur l’ha guidata, peraltro sei anni dopo l’immortale Gregory Peck e l’eterna Audrey Hepburn. I vespisti, intesi come adepti della due ruote, circolano da tempo nello Zingarelli. La Vespa è un pezzo della Repubblica, insieme alla Cinquecento ne rappresenta la colonna mobile, zelig capace di attraversare i decenni senza mai cambiare e cambiando mille volte, matrimoniale e birichina, rassicurante e scandalosa. «La prima cosa interamente italiana dai tempi della biga», come scrisse il «Times» alla sua apparizione. Non è un caso che per celebrare il suo sessantesimo compleanno - il brevetto fu depositato il 23 aprile 1946 - i vertici dell’azienda, il Presidente Roberto Colaninno e l’amministratore delegato Rocco Sabelli in testa, abbiano chiamato ieri a Pontedera, all’interno del Museo Piaggio intitolato a Giovanni Alberto Agnelli, il giornalista più istituzionale e omonimo possibile: Bruno Vespa. Con loro Massimiliano Fuksas, l’architetto che ha progettato la nuova casa del Museo, un capannone che pare arrivare da un futuro vintage, pieno di arnie di vetro, pronto si spera nel giro di un anno. L’11 maggio Colaninno presenterà invece in Campidoglio un nuovo modello, uno scooter a tre ruote, prevedibilmente rivoluzionario. E’ la storia che si rinnova.

La Vespa nacque nel dopoguerra dai rovelli immaginosi di Enrico Piaggio, figlio del patriarca Rinaldo, che insieme al fratello Armando decise di ricostruire sulle macerie delle bombardatissime industrie Piaggio - arredi navali, motori, tram, treni, idrovolanti e aeroplani, da Pontedera a Genova, a Biella - una impresa tutta nuova, scommettendo sulla voglia di mobilità di un Paese che non sapeva ancora di avere davanti un boom. L’idea gli ronzava in testa già dagli ultimi anni di guerra, quando aveva prodotto motocicli per usi militari. Affidò a un ingegnere aeronautico geniale e leonardesco, Corradino D’Ascanio, il compito di pensare a un mezzo economico, di largo consumo. D’Ascanio, che aveva inventato (eh sì) l’elicottero costruendoselo nel garage, fra un balocco per i nipotini amatissimi e lo schizzo per la Littorina, odiava però le moto. Le giudicava scomode, sporche, mostri senza carena. Amava gli aerei, il volo, le idee comode all’aria. Così l’oggetto che gli spuntò dalla matita, già dal primo e bocciato prototipo, il «paperino», fu di natura femminile, leggera ma abitabile, civettuola e funzionale. Una ninfa meccanica, ricoperta da un velo di acciaio, con il manubrio esile da bicicletta, il «ventre» copiato dalla carlinga di un’aereo, e una «vita» stretta che consentiva una seduta pratica anche per utenti in gonna e tacchi alti. «Pare una vespa», disse Piaggio, e fu il battesimo.

Pensata già ab origine come due-posti, prima nella versione da 98 cc, poi da 150 cc, la Vespa dopo una breve incertezza iniziò a sciamare, sopra la Penisola e nel mondo. Creatura diabolica per i bigotti che vedevano sfrecciare giovani ragazze in gonna danzante e foulard, scabrosamente abbrancate al moroso. Ma perfetto strumento di emancipazione negli incunaboli di un miracolo economico che ancora non offriva alla classe operaia stipendi sufficienti all’acquisto di un’automobile: costava 55 mila lire, 61 nella versione lusso. Moderna, trendy, romantica. Ovidiana, nella sua passione per le metamorfosi: la Vespa ha corso la Dakar (nell’80) e il rally di Montecarlo (nel ‘59). Il modello del ‘51 era quello maltrattato dal duo Peck-Hepburn in «Vacanze Romane», anno 1953, ma l’esercito francese ne ordinò una versone con tanto di cannone incorporato. Ne esiste un esemplare decorato da Salvador Dalì, uno jamesbondistico con tanto di elica per decollare sul set. La Vespa siluro ha stabilito record di velocità, il giornalista Giorgio Bettinelli ha percorso più di 250 mila chilometri, da un capo all’altro del pianeta: ieri era in collegamento video da Hong Kong, dove si prepara a un tour in Cina lungo 16 mesi. L’hanno guidata John Wayne, Gary Cooper e Jean Paul Belmondo, Charlie Chaplin a Ischia e Gene Kelly nella Francia di Hollywood («Destinazione Parigi», 1957), il molto cool David Bowie in «Absolute Beginners» 1986) e il «mod» Phil Daniels nell’opera rock Quadrophenia. Un cult internazionale, ma soprattutto il veicolo ideale per tutte le mode, le fobie e le manie di sessant’anni d’Italia. Sulla Vespa accelerano il poligamo Ugo Tognazzi per fuggire dalle sue mogli («Menage all’italiana», 1965), e i paparazzi della Dolce Vita di Fellini; la maneggia nevroticissimo Carlo Verdone («Maledetto il giorno che ti ho incontrato», 1996) per volare dallo psicologo. Nanni Moretti ne ha fatto una stracitata elegia in «Caro Diario», ma Adriano Celentano la usava, versione sidecar, in «Urlatori alla sbarra» già nel 1960. Il vespino 50 operaio di «Mimì metallurgico» era giallo shocking, e tempestato di santini. Walter Chiari, l’immigrato che ha fatto fortuna in America di «Moglie e Buoi» (1956), tornato al paesello parcheggia la Cadillac e inforca una Vespa per «sentirsi più italiano».

La Vespa è nata - anche - grazie ai soldi del piano Marshall, hanno finito per cantarla i Lunapop. Si è fatta copiare l’idea del calendario sexy (Jayne Mansfield, Gloria Paul) dalla Pirelli, ha interpretato lo spirito dei tempi tanto con campagne pubblicitarie «demenziali» («Chi Vespa mangia le mele, chi non Vespa, no») à la page persino oggi, quanto con slogan impegnativi come «Pace chi Vespa», in un 1972 ancora in equilibrio fra figli dei fiori e anni di piombo. L’incarnazione del design perfetto che si trasforma in «brand» vincente. Ne sono stati venduti 16 milioni di esemplari, in 50 paesi. E se la Piaggio è rinata, dopo gli anni della crisi, è stato anche grazie al suo fascino ineffabile. Dopo averci fatti muovere negli anni del boom, chissà che non sia ora ad aspettarci là davanti, lanciata in ripresa sulle praterie dei mercati made in Asia che tanto allettano il suo pilota Colaninno.

di Stefano Semeraro

28/04/2006 - La Stampa