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dic 23 2009

Prisencolin…La genesi del brano raccontata da Celentano

RIVALUTATION DEL MOLLEGGIATO – UN PROFESSORE CANADESE ASCOLTA “PRISENCOLINENSINANCIUSOL” SU YOUTUBE E LA POSTA SUL BLOG: “QUEL FINTO INGLESE SUONA PERFETTO”

di Ernesto Assante

Era il 1972, quando Adriano Celentano decise di dare alle stampe un curioso 45 giri, con un titolo lunghissimo e incomprensibile, Prisencolinensinanciusol. Il brano, dall´atmosfera “black” e con una ritmica che all´epoca andava particolarmente in voga, sembrava in perfetta linea con la “follia” di Celentano. Una follia che simulava un perfetto inglese in un testo che non aveva nessuna parola comprensibile. Sulla copertina c´era una previsione: “1° in classifica in tutto il mondo nel 1978, dati forniti dal centro elettronico del futuro”. E sul retro un ulteriore spiegazione: “Questa canzone è cantata in una lingua nuova che nessuno capirà; avrà un solo significato: amore universale”.

Celentano stava attraversando un periodo di grande successo, con brani che sistematicamente scalavano la Hit Parade. Nello stesso anno aveva realizzato anche un brano ecologista e impegnato come “Un albero di trenta piani”, in cui Celentano attaccava la speculazione edilizia, protestava contro l´inquinamento e se la prendeva soprattutto con il grattacielo Pirelli di Milano, una struttura che, per l´appunto, era fatta di 30 piani. Brano che faceva parte di un album interamente dedicato a temi scottanti, intitolato programmaticamente “I mali del secolo”.

Fu una sorpresa, dunque, ascoltare il 3 novembre del 1972, un brano che non voleva dire nulla, che non aveva un testo in nessuna lingua, che apparentemente non aveva alcun messaggio. Però quella canzone ebbe un grandissimo successo e diventò uno dei classici del repertorio di Celentano.

Sono passati trentasette anni e qualche giorno fa uno scrittore canadese, Cory Doctorow, che si è casualmente imbattuto nel video del brano su YouTube, ha deciso di proporlo nel suo blog, segnalando come la finta lingua inglese di Celentano suonasse quasi perfetta alle sue orecchie, scatenando l´interesse di altri lettori.

Celentano, ricorda esattamente quando ha avuto l´idea di realizzare la canzone?
«Quel giorno ero in sala d´incisione, stavamo registrando la base di un brano da me composto dal titolo “Disk Jockey”. E come sempre accade, curavo personalmente i colori degli strumenti. Quello sul quale mi soffermai di più, fu quello della batteria. Il batterista era un tedesco, molto bravo. Gli feci allentare la pelle del tamburello in modo che il colpo sul rullante risultasse di tono più basso e più sconquassante, quasi come se il colpo si rompesse.

La stessa cosa feci con la chitarra e con il resto degli strumenti. Finalmente quando tutto funzionava alla perfezione e il colpo del tedesco era perfetto come una vera e propria macchina da combattimento, (perché questa era l´impressione che mi suggeriva il brano) sovrapposi la voce. Come al solito i miei dischi non finiscono mai con un finale preciso, e anche in quel caso lasciai alla batteria il compito di chiudere il pezzo.

Fu a quel punto che dissi al bravissimo e simpatico tecnico, Gualtiero Berlinghini, di farmi un anello di quel finale che durasse circa quattro minuti e di mettermelo da parte perché intendevo con quel finale fare un nuovo pezzo. Tutto era pronto. Dissi a Gualtiero di mandarmi in cuffia quell´anello che si ripeteva per quattro minuti.

Cominciai quindi a improvvisare con la voce il suono di un qualcosa che evidentemente avevo dentro fin dalla nascita. Un ritmo che in qualche modo sentivo che dovevo tirar fuori. Fu così che nacque Prisenconilnensinainciusol».

La canzone ha mai avuto un testo vero e proprio in italiano?
«No. Perché da tempo coltivavo l´idea di fare un testo che non diceva niente. E quando finalmente, con quell´anello riuscì a costruire la giusta ossessione per ciò che avevo in animo, decisi che era arrivato il momento di esprimere, non dicendo niente, ciò che ritenevo il più elevato grado di poesia corrispondente al mondo di allora e a quanto pare valido naturalmente anche a quello di oggi…».

Ci dica la verità: ha mai imparato l´inglese?
«Sono anni che cerco di impararlo, ma ho sempre rimandato a causa di impegni, e il fatto di non parlare inglese è per me una vera spina. Perché come dicono gli americani la mia pronuncia sarebbe quella che gli Stati Uniti aspettavano da tempo…».

C´è stato qualcuno che le ha detto che l´idea di una canzone con un testo incomprensibile era una follia?
«Tutti tranne Claudia. Forse perché anche lei ha una buona dose di follìa. Tutti quelli che lo ascoltavano rimanevano sconcertati. “mi sembra una follìa” dicevano “un pezzo che non dice niente, cosa ti fa pensare che qualcuno lo vada a comprare” “Proprio il fatto che non dica niente” rispondevo».

Nel corso degli anni Prisencolinensineciusol è uno dei brani che è rimasto più attuale del suo repertorio. Merito del testo o della musica?
«Quando una cosa va bene, il merito non è mai di una sola cosa. E´ chiaro che il motore di tutto sta nell´idea, e quando a un´idea ci credi, in te si sprigionano le forze giuste per la giusta realizzazione».

Ha mai pensato di fare una “traduzione” del testo?
«Non c´è bisogno. Sono io la traduzione. Il modo e l´enfasi di come la canto. Sulla copertina c´è scritto che Prisencolinensinainciusol significa amore universale. Infatti se lei guarda il video, quello della scuola, noterà con quanto amore io canto quella canzone!».

Con questo brano pensa di essere uno dei padri del rap?
«I fatti stanno nelle date. Prisencolin nacque nel 1972. E gli stessi americani in questi giorni dicono che il rap negli Stati Uniti iniziò dieci anni dopo. E a dire il vero anch´io mi ricordo così».

23/12/2009 - La Repubblica


mag 8 2009

Cinema: Aperto a bologna il Festival “Slow Food On Film”

(AGI) - Bologna, 6 mag. - Con l’anteprima nazionale di “Terra Madre”, il film documentario di Ermanno Olmi, è iniziato oggi “Slow Food on Film Festival”, la kermesse interamente dedicata a cinema e cibo, organizzata da Cineteca di Bologna e Slow Food, in programma fino a domenica a Bologna. Il documentario del regista bergamasco sintetizza i valori del meeting delle comunità del cibo omonimo, Terra Madre, che si svolge ogni due anni a Torino (ultima edizione 2008). Alla presentazione sono intervenuti Carlo Petrini, presidente Slow Food, e lo stesso Ermanno Olmi. Carlo Petrini ha sottolineato: “Un’iniziativa come Slow Food on Film testimonia quanto sia importante l’approccio filmico e documentaristico nel conservare e tramandare alle generazioni future la memoria contadina, fatta di saperi, cultura e tradizioni. Perché questa gente umile ci mostra la capacità dell’economia locale di affrontare e risolvere i grandi problemi del pianeta, come l’inquinamento, il sovrasfruttamento delle risorse, la sovranità alimentare e la giustizia sociale. I contadini di ‘Terra Madre’ ci insegnano inoltre il rispetto per la natura e il rigetto dello spreco.
Perché il cibo è quotidianità, è la nostra vita”. Ermanno Olmi ha aggiunto, tra le altre cose: “Ormai abbiamo raggiunto la consapevolezza della grave situazione in cui versa attualmente il nostro pianeta. Ma siamo noi come individui, come cittadini, che dobbiamo agire in prima persona per portare un vero e duraturo cambiamento. Temo invece che ci sia un atteggiamento per cui cerchiamo di demandare agli altri, soprattutto alla politica e alle istituzioni, il compito di rivoluzionare il nostro approccio alla Terra. E’ invece fondamentale un impegno serio, convinto, partecipato e sofferto da parte di tutti”.
Adriano Celentano, autore della canzone “Un albero di trenta piani” inserita nel film Terra Madre, non ha potuto presenziare alla cerimonia di apertura, ma ha voluto ugualmente mandare il suo saluto a sancire lo stretto legame che lo unisce allo spirito del documentario: “Le speranze di Carlo ed Ermanno sono anche le mie, oggi più fragili perché gli uomini sono tenaci nel distruggere. Tenaci nell’iniquità”. In occasione della giornala inaugurale del festival, il Consorzio degli Apicoltori e Agricoltori Biologici Italiani ha diffuso, insieme a un vasetto di miele biologico di arancio, due opuscoli attraverso i quali si e’ voluto sottolineare il problema della moria di api e il rischio per gli alveari di numerosi Paesi d’Europa, il 30% dei quali l’anno scorso e’ stato decimato.

06/05/2009 - AGI News On


mag 8 2009

Ermanno Olmi “Assieme ai miei ortolani nel nuovo Rinascimento”

IL REGISTA HA PRESENTATO IERI CON CARLO PETRINI IL DOCUMENTARIO “TERRA MADRE”, EVENTO INAUGURALE DI “SLOW FOOD ON FILM”. UN MESSAGGIO DI CELENTANO

Ermanno Olmi, che avevamo lasciato due anni fa, in questa stessa sala, circondato dagli attori non professionisti di «Centochiodi», è tornato ieri al cinema Arlecchino e di nuovo accanto a lui c´erano attori fuori dal comune: sono attori, poiché hanno agito davanti alla macchina da presa nel film che è «Terra Madre», e dunque recitato. Ma che strani attori: un pescatore «che ora si sente meno solo», un «ortolano» silenzioso, una famiglia del Nord Est italiano che ha acquistato, perché restassero incolumi dalla modernità così come lo sono stati per 50 anni, i terreni del contadino che aveva deciso di chiudersi al mondo, e vivere dei frutti della sua terra «come un Robinson Crusoe sulla sua isola». Ma anche Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e ideatore di «Terra Madre», il movimento transnazionale che si batte per il ritorno a un´economia agricola di piccola scala, deindustrializzata e rispettosa dell´ambiente e delle comunità. «Terra Madre» è il documentario che Ermanno Olmi ha realizzato per testimoniarne i volti, le idee, le vite, a partire proprio dal Forum che a Torino nel 2006 e nel 2008 ha accolto gli esponenti di tutto il mondo, e poi da lì seguendo le tracce di alcuni nei rispettivi paesi - come l´indiana Vandana Shiva, che ha creato la banca dei semi della sua terra, banca libera e per lo scambio gratuito, e che spiega: «Vivere con meno sarà il nuovo Rinascimento». Sulla scorta dei versi di Virgilio, Olmi ne dà testimonianza con la veggenza della poesia. «Il film è nella prima parte tutto centrato sulle informazioni - ha spiegato lui stesso al pubblico -: il passaggio tra la prima e la seconda parte è segnato dalla storia di Ernesto, il contadino che 50 anni fa ha capito che il mondo intorno al suo campo metteva in pericolo il suo mondo. Da quel momento il film cambia registro. Vedete, si può fare una conferenza sull´amore e raccogliere le opinioni di molti, ma se non ci sono gli innamorati, a cosa serve? Solo se conosciamo gli innamorati, possiamo giudicare le opinioni sull´amore». L´innamorato di «Terra Madre» è l´«ortolano» Primo Gaburri, che la macchina da presa affidata a Franco Piavoli segue con incanto e senza parole nello scorrere delle stagioni nell´orto di un´antica casa dell´alta valle dell´Adige. Non è un film di denuncia: «Pur apprezzandoli - dice Olmi - più che la denuncia io amo la segnalazione, è una modalità morale utile al dialogo». È un film che informa, commuove, racconta una bellezza e una speranza.
Avrebbe dovuto esserci Adriano Celentano, ieri all´Arlecchino ma, non potendo, ha inviato un messaggio: è sua, infatti, la canzone su cui sfilano i titoli di coda, Un albero di trenta piani, e «non poteva avere dignità e riconoscimento più grande», scrive. Erano presenti Giuseppe Bertolucci e Gian Luca Farinelli, presidente e direttore della Cineteca, e tra il pubblico Beppe Caschetto della Itc Movie: perché senza di loro, che da Bologna l´hanno prodotto, questo film non ci sarebbe stato. La Bim l´ha stampato in venti copie, e da domani sarà nelle sale, a Bologna al cinema Roma. E per iniziativa del Ministero, ne verrà realizzato un dvd in diecimila copie da distribuire, meritoriamente, nelle scuole.

Brunella Torresin

07/05/2009 - L’espresso


mag 8 2009

Adriano Celentano interviene all’inaugurazione di Slow Food on Film

[...]
Adriano Celentano ieri ha voluto portare il suo saluto alla cerimonia di inaugurazione di Slow Food on Film: «Non poteva avere dignità e riconoscimento più grande la mia canzone Un albero di trenta piani che il mio caro amico Ermanno Olmi ha voluto inserire nel suo bellissimo film/documentario Terra Madre. Le battaglie di Carlo Petrini sono anche le mie battaglie. Le speranze di Carlo e di Ermanno sono anche le mie, oggi più fragili, perchè gli uomini sono tenaci nel distruggere. Tenaci nell’iniquità».
[...]

07/05/2009 - sloweb.slowfood.it


apr 29 2009

Terra Madre, il nuovo lavoro di Ermanno Olmi è stato presentato oggi al Festival di Berlino 2009

Il maestro del cinema propone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali a esso correlate.
La canzone finale “Un albero di trenta piani” è di Celentano.

Prodotto da Cineteca di Bologna e ITC Movie con la collaborazione di Rai Cinema, e realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni Culturali-Direzione Generale per il Cinema, Terra Madre è il risultato di un lavoro fortemente ispirato dalla rete di comunità del cibo creata nel 2004.

Un appuntamento biennale ideato da Carlo Petrini che raccoglie, come è accaduto nel 2008, rappresentanti di oltre 150 paesi, tra contadini e pescatori, che portano il loro contributo a difesa della biodiversità.

29/04/2009 - blogosfere.it


feb 9 2009

“Il ragazzo della via Gluck” vince Adrianissimo!

Adrianissimo!

Classifica completa:

01. Il ragazzo della via Gluck
02. Storia d’amore
03. L’emozione non ha voce
04. Una carezza in un pugno
05. Un albero di trenta piani
06. Azzurro
07. L’arcobaleno
08. Svalutation
09. C’è sempre un motivo
10. Soli

Si ringraziano tutti gli utenti che hanno partecipato a questa avventura e soprattutto l’ideatore di questa immensa gara: Filippo (gelosia71).

Ps: non piangete, Adrianissimo! tornerà presto con nuove sorprese…

Fabrizio


gen 27 2009

Adrianissimo! 45° Manche [FINALE]

Adrianissimo!

Al via la 45° manche di Adrianissimo!, la FINALE.

Ecco le canzoni da votare in questo ultimo turno:

Il ragazzo della via Gluck
L’emozione non ha voce
C’è sempre un motivo
Storia d’amore
Azzurro
Soli
Una carezza in un pugno
L’arcobaleno
Svalutation
Un albero di trenta piani

Questa manche durerà fino a Sabato 7 Febbraio 2009.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche45_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


gen 27 2009

Adrianissimo! Risultati 44° Manche [III e ultimo ripescaggio]

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 44° manche:

01. Un albero di trenta piani
02. Yuppi Du
03. Senza amore
04. Prisencolinensinainciusol
05. Bellissima
06. Confessa

Va in finale la prima classificata.

Fabrizio


gen 20 2009

Adrianissimo! 44° Manche [III e ultimo ripescaggio]

Adrianissimo!

Al via la 44° manche di Adrianissimo!.
Ecco le canzoni da votare in questo turno:

Senza amore
Un albero di trenta piani
Yuppi Du
Bellissima
Prisencolinensinainciusol
Confessa

Questa manche durerà fino a Martedì 27 Gennaio 2009.
Supererà il turno la prima classificata.
Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche44_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


gen 4 2009

Adrianissimo! Risultati 41° Manche [I semifinale]

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 41° manche:

01. Il ragazzo della via Gluck
02. L’emozione non ha voce
03. C’è sempre un motivo

04. Senza amore
05. Un albero di trenta piani
06. Pregherò
07. Mondo in mi 7a
08. Ti avrò
09. La pubblica ottusità
10. Arrivano gli uomini

Vanno dunque in FINALE le prime tre classificate

Fabrizio