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feb 2 2012

Bruno Perini racconta Adriano Celentano

Memorie di zio Adriano

Mentre la polemica si gonfia e l’attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro “Memorie di zio Adriano”, la biografia non autorizzata del Molleggiato uscita per Mondadori, lo racconta in esclusiva per Affaritaliani.it.

“Non è una novità, Adriano ha fatto spesso beneficenza, sempre in silenzio. Oltre a crederci davvero questa volta ha voluto far capire che il problema per lui, in questo scontro con la Rai, non erano i soldi, ma l’autonomia. Quello su cui proprio non transige è l’avere carta bianca sui contenuti dei suoi interventi televisivi”.

Lei conosce bene la storia di Celentano, che dice, ha sempre avuto questa linea?
“Sempre, da Fantastico a Rock Politik, lui pone queste condizioni: il contenuto dei suoi interventi deve essere libero da qualsiasi controllo. Esattamente la parte del contratto che non accetta è quella sui “testi da concordare” proprio perché la sua conditio sine qua non per comparire davanti alle telecamere è avere massima autonomia; tutti, anche i parenti più stretti, rimangono all’oscuro di quello che dirà o farà fino alla diretta”.

Protagonismo? Amore per la libertà in generale? Che cosa c’è dietro a questo modus operandi?
“Lui ha da sempre a cuore la libertà di stampa e difende l’autonomia professionale degli artisti”.

Come mai la Rai ha ceduto secondo lei?
“Hanno bisogno di lui. Nel mio libro, Memorie di zio Adriano, l’ho chiamato re dell’audience per il potere che ha sul rientro pubblicitario. C’è un episodio indimenticabile nella storia della televisione italiana: accedde proprio durante il Festival di Sanremo condotto da Toni Renis, quando il direttore della rai era Flavio Cattaneo. Quell’anno il Festival si annunciava un flop clamoroso con una media di 6 milioni di spettatori al giorno. Pregarono Adriano di andare, lui accettò e lo fece gratis. Appena fu annunciato in trasmissione si registrò un balzo da 6 milioni a 14 milioni come punta massima, 12 milioni la media della serata. Nessuno lo dice ma Adriano è un business pazzesco per la Rai”.

Ha dimostrato la sua autonomia televisiva anche in altri casi, ci racconta qualche aneddoto?
“Nel 1987, a Fantastico, spostò milioni di spettatori dalla Rai a Canale5 e fece spegnere le tv. Poi il giorno prima del referendum chiese al pubblico di votare contro la caccia con gli slogan “la caccia è contro l’amore”, “io sono il figlio della foca non voglio che mia madre pianga”, venne processato e assolto perché non sapeva che fosse un reato condizionare il voto degli italiani e per la prima volta un tribunale considerò la buona fede. Oppure portò in prima serata Franca Rame che raccontò lo stupro che aveva subito. Fino alla polemica contro Berlusconi a Rock Politik…”

A proposito di Berlusconi, da un sondaggio lanciato su Affaritaliani.it risulta che gli italiani lo hanno eletto icona della sinistra, come mai? Lui era democristiano e cantava Chi non lavora non fa l’amore…
“Da biografo, avendo studiato la sua evoluzione politica oltre che artistica posso confermare che lui nel ’94 era assolutamente berlusconiano. Disse pubblicamente, rivolgendosi al Cavaliere: “Lasciatelo lavorare”. Si era ‘innamorato’ della sua proposta di abbassamento delle tasse e vedeva in Silvio un self made man e una grande novità politica. Poi si è ricreduto, pian piano, con le promesse non mantenute e diversi segnali. Poi si è verificato un fatto scatenante: qualche anno fa la Rai approvò uno sceneggiato su De Gasperi prodotto da Claudia Mori con l’approvazione della figlia di De Gasperi, che avrebbe avuto come regista Liliana Cavani, notoriamente di sinistra. Ma questo, evidentemente, non piacque all’ex premier; Agostino Saccà (responsabile delle fiction) telefonò a Claudia: “Niente Cavani o salta la fiction…”. Il fatto lo fece riflettere, e turbò molto il suo animo sensibile alla libertà di espressione”.

Celentano oggi scrive sui giornali, parla di politica…
“Legge molto. A differenza di una volta, non è più il re degli ignoranti. Editoriali, testi dei suoi interventi… Scrive tutto lui, da solo. Ha contribuito, e non poco, anche alle elezioni di Pisapia: i suoi fans, che spesso non sono di sinistra, lo hanno seguito perché lui ha questa capacità di spostare un intero elettorato”.

Che altro non approvava della linea berlusconiana?
“La sua politica anti-ecologica che ha culminato con il referendum sul nucleare”.

Ma le voci su Celentano in politica, sono plausibili?
“No, non lo farebbe mai. La voce cominciò a girare perché Celentano accettò di andare alla presentazione di un libro di Mario Capanna che ironizzò: “Perché non lo candidiamo a sindaco di Milano?”.

E di Monti che dice lo zio?
“Gli piace, lo trova una persona seria”.

Per tornare a Sanremo, allora non è prevedibile quello che farà?
“Nessuno sa niente. Nessuno. Lui è molto sensibile al tema della crisi, della povertà, della ripresa, delle piccole imprese, come dimostrano i testi dell’ultimo disco. Ma la sua forza sta proprio nella sua imprevedibilità, quindi potrebbe sorprenderci tutti e fare tutt’altro”.

01/02/2012 – Affaritaliani.it


dic 3 2011

Adriano Celentano: “La Rai sta alla larga da me. La capisco”

Del ritorno in tv di Adriano Celentano si continua a parlare. Si annunciano show, ospitate e quant’altro, poi arrivano le smentite. Per il momento progetti non ce ne sono, ma Celentano, uno che con la sola presenza in video fa fare numeri incredibili – un po’ come Fiorello, anche se per “caratteristiche” diverse -, ha una sua visione e la racconta a Michele Serra per il Venerdì di Repubblica di quest’oggi.
Si parla del nuovo disco, della situazione politica, del suo rapporto con la vecchiaia e, ovviamente, di televisione. I progetti ci sono, ma:

E’ la Rai che preferisce stare alla larga da me. E da un certo lato (perverso) devo dire che la capisco. Ragionando dal loro punto di vista, fanno bene a tenermi lontano.

Gli viene chiesto se la sua lontananza dalla tv sia un problema di costo. La risposta è abbastanza polemica e mette in luce come, di fronte a costi sì alti, ma non eccessivi, ci sia un ritorno pubblicitario altissimo.

A parte il costo delle scenografie, che effettivamente per come erano state realizzate non potevano non costare… come non potevano non costare agli investitori pubblicitari quegli spot il cui prezzo, nel caso specifico, era a dir poco quintuplicato… a tal punto che di solito basta la prima puntata a coprire il costo di tutte e quattro.

E prosegue parlando anche del suo compenso:

Per quanto riguarda il mio cachet, io non l’ho mai imposto. Ho sempre detto: ditemelo voi quello che vi sembra giusto darmi. Loro si pronunciavano e io, pur sapendo che la cifra era inferiore a tutti gli altri nomi che non faccio, tanto non sono più di tre o quattro, accettavo. La verità è che per la Rai forse sono troppo simpatico…

Con le sue parole, Celentano fa capire ancora una volta che i motivi del suo allontanamento dalla tv sono solamente politici e non dipendono assolutamente da lui. E viene da chiedersi quale azienda seria terrebbe mai in panchina una macchina da ascolti (e da soldi) come questa, si condividano o meno le sue idee, dato che il pubblico ha sempre mostrato di apprezzarle.
I suoi fan quindi per ora si dovranno mettere il cuore in pace. Tolto anche Annozero, per un tempo ancora imprecisato non avranno nemmeno l’occasione di sentirlo al telefono…

02/12/2011 – TVBlog.it


dic 8 2010

Serata con Celentano alla Ripamonti

La sorpresa Botta e risposta a ruota libera con una trentina di ragazzi

Un’ora a contatto con gli studenti: «Datemi del tu»

Evita la televisione. Schiva i salotti mediatici. Dribbla i giornalisti. Poi, una sera di dicembre, piomba in un’aula di una scuola della provincia di Como e si ferma a parlare per un’ora con i ragazzi. «Ehi, datemi del tu», dice agli studenti, col mento tra indice e pollice e le palpebre che sbattono veloci. «Non è facile», rispondono loro. «Provateci. Alla terza volta vi verrà naturale». E infatti, alla fine della chiacchierata tutti lo chiamano per nome: Adriano. Adriano Celentano.
Il Molleggiato lunedì sera ha fatto un’improvvisata a un gruppo di studenti della scuola professionale “Ripamonti” di Como. Una cinquantina di ragazzi stava partecipando al “Grande Pasquale”, un reality show organizzato a scuola: due giorni di lavori e riflessioni sul tema del rispetto, filmati, ripresi e trasmessi in rete. Si parlava genericamente di una «sorpresa». Qualcosa di emozionante.
E lunedì sera, poco dopo le dieci, nei laboratori della scuola è comparso Celentano, amico di due professori della “Ripamonti”. Gli stessi che due anni fa l’avevano convinto a telefonare, in diretta, a un festival organizzato dall’istituto, lunedì l’hanno portato a scuola di persona.
Un incontro organizzato in sordina, nel massimo riserbo, per evitare telecamere e orde di giornalisti. Missione compiuta: nell’aula, oltre al Molleggiato, c’era una trentina di studenti. Increduli. Lui, disponibilissimo, ha parlato a ruota libera: Sanremo, «da rinnovare», Monicelli, suicidatosi «perché aveva paura». Televisione, cinema, scuola, giovani. I ragazzi domandavano, poi restavano ad ascoltarlo in religioso silenzio.

CELENTANO STORY
Molti studenti erano curiosi di sapere cosa facesse Celentano prima di sfondare nel mondo dello spettacolo. «Ho studiato poco e me ne pento – ha detto il Molleggiato – avevo amici grandi che lavoravano, pensavo che esser grande significasse lavorare. Ho fatto l’operaio, l’arrotino, l’elettricista e l’idraulico. Ma il mio mestiere era l’orologiaio». La scintilla per il rock scoccò proprio durante una riparazione. «Stavo lavorando su un orologio con una lente d’ingrandimento, centrando una vite minuscola. Un amico accende il giradischi e parte “Rock around the clock” di Billy Haley: io resto folgorato». Un colpo di fulmine. Celentano impara a tutti i costi quella canzone. «Non conosco l’inglese. E non lo parlavo nemmeno prima. Ma volevo cantare come Billy Haley, in si bemolle, e alla fine ci riuscii». Poi, la prima esibizione: «Era domenica, venni sbattuto sul palco. Il capo orchestra mi chiese: “In che tonalità vuoi cantarla?” E io: “Cos’è la tonalità?”».

TELEVISIONE
La prima domanda sulla televisione contemporanea arriva da un professore. «Cosa ne pensa della trasmissione di Fazio e Saviano?». «Quello – risponde Celentano – è un tipo di televisione che si dovrebbe fare di più. Ma oggi in tv manca anche lo spettacolo: è un periodo così».
Lo showman ha poi ammesso di essere nella «lista dei cancellati» della televisione pubblica, e ha spiegato – dopo che gli è stato domandato – il motivo. In un modo un po’ criptico. «Quando parlavo, mi rivolgevo a tantissima gente. Qualcuno ha iniziato ad aver paura, forse, che certe cose venissero scoperte».
Celentano aveva in cantiere una trasmissione televisiva anche per quest’anno. «Io ero pronto, ma in questo periodo sarebbe stato troppo rischioso». A proposito di rischio, Celentano svela che ai tempi di Fantastico qualcuno arrivò a minacciarlo: «Non faccio nomi, ma alcuni politici dissero a Claudia (Mori, sua moglie, ndr) che era meglio che io cantassi e basta».
Da tempo si parla di un cartoon sul Molleggiato, e lui conferma: «Ventisei puntate, andranno in onda su Sky. La storia è inventata, ma il personaggio mi rispecchia nel modo di pensare e di affrontare la vita. Il cartoon sarà pronto fra un anno».

CINEMA E MUSICA
Il cinema italiano, secondo Celentano, «può ancora dire la sua». Servono «buoni maestri», e anche «ottimi allievi». Attori che «sappiano prendere spunto dai grandi: io, ad esempio, copiavo da Clark Gable. Mi guardavo le unghie come faceva lui».
«Di film – aggiunge Celentano – ne ho fatti quasi trenta, ma sono molto legato a Yuppi Du: l’ho scritto io. Sì, perché vedete – ha spiegato ai ragazzi – a partecipare ai film solo come attore mi annoiavo. Passavo il tempo in roulotte, ad aspettare la mia scena. Una noia tremenda». Celentano è più attore o più cantante? «Entrambi. Anche quando canto devo interpretare».
La musica italiana d’oggi, secondo il Molleggiato, non è da buttar via. «Prendiamo X Factor: ne è venuto fuori qualcosa di buono. Questo Marco Mengoni è bravo». E il festival di Sanremo? Ha ancora senso, così com’è concepito? «L’istituzione va salvata. Il festival in sé meriterebbe di essere rinnovato». Magari con un Celentano conduttore, o direttore artistico. «Una volta avrei accettato, ora forse no. Però sarebbe divertente». L’ultima risposta di Celentano è su Mario Monicelli, il regista morto suicida la settimana scorsa. «È sempre stato un uomo pieno d’energia. Perciò ho pensato che forse, di fronte alla morte, ha avuto paura. E mi è dispiaciuto tanto».
Una piccola pausa, a testa china. Poi, di nuovo agli studenti: «Bisogna aver paura in tanti, tutti insieme. Così la paura passa».
Applausi, autografi, fotografie. «Grazie ragazzi. Forse ci rivedremo». Impermeabile, occhialino scuro, scarpa in pelle, pantalone a zampa e passo dinoccolato: Celentano s’incammina così, verso l’uscita, nel corridoio buio della scuola.

08/12/2010 – Corriere della Sera


dic 8 2010

Adriano Celentano alla Ripamonti intervistato dagli studenti

Immagine anteprima YouTube

Tante le domande, da Sanremo a Monicelli. L’occasione? Un progetto multimediale sul tema della violenza di genere tra gli adolescenti

Adriano Celentano (lui in persona e non un suo imitatore) ieri sera era all’istituto Ipia Ripamonti di Como. L’occasione? Parlare di cinema e televisione ai ragazzi impegnati nel laboratorio serale multimediale sulla violenza di genere tra gli adolescenti. Il progetto – intitolato “Mi aspetto rispetto” e rpomosso dall’associazione Soroptmist e dall’assessorato alle Politiche educative del Comune di Como – si è trasformato, senza colpa di nessuno, in una imperdibile occasione per i giovani studenti che con la loro spontaneità e genuinità, domanda dopo domanda, sono andati alla scoperta non solo del Celentano artista, ma anche del Celentano uomo.

Una chiacchierata informale – Più che un’intervista è stata una chiacchierata. Il “molleggiato” non si è sottratto al confronto con i ragazzi e ha dialogato con loro in modo divertito e appassionato. Per i circa quaranta alunni è stata una sorpresa inattesa. Stavano guardando un film a luci spente quando intorno alle 22.20 si è aperta la porta. Le luci si sono accese e in aula è comparso lui. I ragazzi sono rimasti a bocca aperta, poi è scoppiato l’applauso. Per quasi due ore Celentano ha risposto a domande, ha espresso commenti e considerazioni e ha stimolato il dibattito.

Da Sanremo a Monicelli – Come detto la chiacchierata è stata lunga e ricca. C’è chi ha chiesto a Celentano un commento su Sanremo: da sopprimere o da rinnovare? “Sanremo va salvato – ha risposto l’artista – ma andrebbe rinnovato…”. C’è stato spazio anche per temi più seri e Celentano a chi gli ha chiesto un commento sul suicidio del regista Mario Monicelli Celentano, ha detto: “Credo che abbia avuto paura di affrontare la malattia”.

08/12/2010 – QuiComo.it


nov 22 2010

Claudia Mori smentisce intervista su “Sorrisi”

(ASCA) – Roma, 22 nov – Claudia Mori smentisce categoricamente di aver mai detto, nel corso dell’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni, che vogliono far star zitto Celentano, che il mancato rientro di Adriano in televisione sarebbe una disgrazia per i telespettatori e che la Rai non avrebbe coraggio a far tornare Celentano in tv.

”L’intervista di Sorrisi era incentrata su altri argomenti – spiega la Mori -. Ad una semplice domanda della giornalista che chiedeva di un eventuale rientro di Adriano in tv, io, ridendo, ho risposto che tornare o meno in tv per Adriano non e’ un problema.

Riguardo al coraggio, poi, ho detto evidentemente una battuta a proposito di una mia eventuale trasmissione condotta con Mara Maionchi e cioe’ che ci vorrebbe un bel coraggio a rinunciare a Celentano per far fare una trasmissione a me.

Nel leggere le anticipazioni di Sorrisi fornite alla stampa, noto, tra l’altro, che la giornalista mi fa parlare con un linguaggio che non mi rappresenta e che non corrisponde al mio modo di esprimermi. Ma evidentemente rappresenta quello della giornalista”.

22/11/2010 – ASCA


nov 22 2010

Mori: “Celentano avrebbe da dire, ma preferiscono stia zitto.”

Roma, 22 nov. (Apcom) – “È una disgrazia per gli spettatori, sarebbe meglio che in tv tornasse Adriano Celentano, non io. Adriano avrebbe molto da dire, ma preferiscono che stia zitto”. Così Claudia Mori in merito al mancato ritorno del cantautore in Rai, azienda con la quale rivela di avere un rapporto non facile come produttrice. ” “I film della serie dovevano essere sei, poi sono stati tagliati, ne ho salvati quattro”, dice al settimanale ‘Tv Sorrisi e Canzoni’, in edicola domani, in merito alla nuova serie di film tv che hanno per tema la violenza delle donne. A tagliare è stato “il direttore di Raiuno Mazza. Trovava le storie troppo forti per il suo pubblico, ma se uno continua a dare ai telespettatori sempre la stessa pappa. Gli ascolti delle mie fiction dovrebbero essere una garanzia, – continua – ma non è così. Ora Fabrizio Del Noce a Rai Fiction forse è più coraggioso di Agostino Saccà, che non era d’accordo quando ho fatto la fiction su Franco Basaglia, troppo forte secondo lui. Però Del Noce era direttore di Raiuno e l’abbiamo fatta. Quella fiction – prosegue – ha vinto tantissimi premi in Italia e all’estero, eppure io ho sempre una vita difficile in Rai. Mi piacerebbe produrre per Mediaset, ho portato un paio di progetti ma non erano nella loro linea editoriale, loro non puntano sui temi sociali, a parte casi come ‘Il capo dei capi’”. Sul suo lavoro di produttrice sostiene: “Ho fatto sempre fiction di successo con budget inferiori a quelli che la Rai dà ad altri produttori, non so perché, ma lo intuisco. Forse devono lievitare altri budget. Io – continua Mori – vorrei solo essere trattata come altri. Poi faccio comunque tutto e spesso devo metterci anche dei miei soldi”. Sul suo futuro televisivo svela: “Con il direttore di Raidue Massimo Liofredi stiamo lavorando a un programma con Mara Maionchi, è una cosa che ricorda il vecchio ‘Odeon’ di Brando Giordani e Minoli”.

22/11/2010 – APcom


nov 3 2010

Rai, Celentano accusa: “Pure io cancellato dal ‘dittatore’ generale”

Il ‘Molleggiato’ durante un intervento telefonico a ‘Novecento’, la trasmissione condotta da Pippo Baudo: “E’ difficile trovare un accordo con la dirigenza”
Roma, 1 novembre 2010 – Adriano Celentano, nel corso di ‘Novecento’, il programma condotto da Pippo Baudo su Raitre, lancia accuse: “Se non torno in televisione un motivo c’è, e Baudo lo sa – ha detto in un intervento telefonico a sorpresa -. Con la dirigenza è difficile trovare un accordo. Faccio parte della lista dei cancellati dal ‘dittatore’ generale della Rai”.

Celentano ha annunciato che per il prossimo album di canzoni inedite bisognerà attendere almeno due anni. Nel frattempo, ha detto, è impegnato con un cartoon, i cui personaggi sono disegnati da Milo Manara e da altri autori, italiani e coreani.

Il protagonista di questo cartone, in uscita tra un anno circa, “è vicino al mio modo di essere ed è un ecologista”, ha spiegato Celentano. “Tutto quello che non posso dire in tv – ha concluso – l’ho detto in questo cartoon”.

02/11/2010 – Quotidiano.net


nov 2 2010

NOVECENTO/ Telefonata di Celentano, “cancellato dalla Rai” a Pippo Baudo. Puntata 1 novembre 2010

Pippo Baudo Novecento – l’intervento di Celentano e il riassunto dell’ultima puntata, 1 novembre 2010 – Novecento ha concluso la stagione come si suol dire in questi casi con “il botto”: una rovente telefonata di Adriano Celentano in diretta e a sorpresa in cui ha detto a Baudo che se non torna in televisione esiste un motivo: ovvero l’istrionico cantautore fa parte di quella lista di personaggi “cancellati” dalla dirigenza della Rai. Il cantante nel corso del suo intervento a sorpresa ha detto che in questo momento è impegnato con un cartoon a sfondo ecologista “con il personaggio protagonista che lo rappresenta”. L’opera animata, disegnata da Manara, uscirà il prossimo anno.
Per quanto riguarda l’ultima puntata di Novecento, è stato attesissimo ospite Teo Teocoli, il versatile attore comico che si è cimentato in tantissime imitazioni, tra cui proprio quella di Adriano Celentano, di cui sono andati in onda molti celebri spezzone sia prima che dopo l’inaspettato intervento telefonico del Molleggiato.
Presente in studio insieme a Teocoli e a Baudo l’autore musicale e interprete Mario Lavezzi.
Nell’ultimo appuntamento di Novecento è stata ricordata al figura di un grande personaggio del teatro de della televisione italiana: Gino Bramieri. E’ intervenuta in studio Lucia Merisio, moglie di Cesare Bramieri, figlio di Gino e autrice del libro “Miracolo a Milano”. Presente anche la brillante attrice Valeria Valeri, compagna di Bramieri in numerose commedie teatrali.
In un’intervista filmata anche la testimonianza e il ricordo commosso di Angela Baldassini, ultima compagna della vita dell’attore.

02/11/2010 – ilsussidiario.net


set 21 2010

Claudia Mori: Celentano tornera’ in tv quando la Rai lo chiamerà

‘Non passera’ a Sky, forse lo vedremo sullo schermo nel 3000′

Roma, 21 set. (Apcom) – Claudia Mori ha parlato del marito Adriano Celentano ai microfoni dell’Alfonso Signorini Show (in onda dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 10.00 su Radio Monte Carlo).
“Adriano Celentano tornerà in televisione solo quando la Rai si deciderà a chiamarlo. Non ha nessuna intenzione di passare a Sky perché è un artista che esige un livello di visibilità che solo la televisione pubblica, come la Rai, gli può dare. Forse riusciremo a vederlo sullo schermo nel 3000″, ha dichiarato la Mori.

21/09/2010 – Virgilio Notizie (http://notizie.virgilio.it)


feb 17 2009

Adriano Celentano e il mistero italiano

Sarà l’imminente Festival di Sanremo nell’aria (che come tutti gli anni sarà seguito in ogni suo dettaglio da Alessandra Carnevali su Festival), sarà un momento di quiete dopo il baccano mediatico del caso Eluana Englaro, fatto è che il quotidiano spagnolo El Pais ha dedicato ieri un lungo articolo ad Adriano Celentano, “l’unico uomo capace di parlare con l’Italia“.

Chi capisce l’Italia?“, scrive Enric Gonzalez, “Non credo sia Giulio Andreotti, anche se conosce i suoi segreti più nascosti. Né Berlusconi, anche se conosce il suo prezzo. Probabilmente chi la conosce meglio è Adriano Celentano: quando lui parla tutto il paese l’ascolta“.

La carriera musicale di Celentano non è sufficiente a spiegare come “qualsiasi suo programma televisivo raggiunga dati di ascolto eccezionali, fino al 70%” come nel caso di Rockpolitik, “un fenomeno tellurico“, che l’articolo definisice “una delle migliori cose passate alla televisione in Europa” dove si sono sprecati “i sermoni morali di Celentano, un esempio di quanto può accedere solo in Italia“.

E’ altrettano inspiegabile come “i suoi monologhi a volte erratici, a volte demagogici, composti da parole semplici, dubbi e silenzi” riescano a scatenare polemiche intellettuali. In alcune situazioni, Celentano appare “qualunquista“, altre volte appare il contrario: “salvo che comunista o ateo, lui può apparire qualsiasi cosa“.

Fondamentalmente conservatore“, Celentano, “non ha mai smesso di denunicare la sparizione dei valori morali e la distruzione della spontaneità, la speculazione e il cinismo della casta dirigente italiana“.

16/02/2009 – Blogosfere: Visti da lontano (http://vistidalontano.blogosfere.it)