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dic 20 2011

Il vecchio leone ruggisce ancora

Di seguito “Le vieux lion rugit encore”, un bell’articolo su Adriano pubblicato da “Le Matin Dimanche”, uno dei più importanti giornali svizzeri.

Lo segnala la pagina ufficiale di Facebook di Adriano Celentano.

Le Matin Dimanche: 'Le vieux lion rugit encore'

Il nostro utente asso ci ha fatto la gentilezza di procurarci la traduzione in italiano e noi la riportiamo fedelmente:


Il vecchio leone ruggisce ancora

E’ più di una sconvolgente coincidenza. Adriano Celentano esce con il suo nuovo album, a qualche settimana dalle dimissioni di Berlusconi, dal rimpasto ministeriale e dal piano d’austerità annunciato in Italia.
Come se avesse atteso il suo turno per avere il campo libero.
Per memoria, Celentano è stato sempre molto critico verso il governo italiano, in particolare contro Berlusconi. Nel 2005, fece RockPolitik divenuto culto, mix tra rock e satira politica che non piaceva a tutto il mondo.
Il suo nuovo album si chiama “Facciamo finta che sia vero”. Celentano si presenta in tutto il suo splendore, pieno d’enfasi, di spirito e di ospiti a sorpresa. Ma sarà per noi impossibile chiedergli se ha scientemente scelto di tornare oggi. Perché Celentano è avaro di parole. “il mio album parla da sé” ripete.
Di colpo, alla conferenza stampa organizzata a Milano per lanciare il nuovo disco, rompe quattro anni di silenzio discografico, è… Claudia Mori, sua moglie, che risponde alle domande dei giornalisti! “la musica è mancata ad Adriano. E lui ha sempre la speranza che le cose possano cambiare” ha confermato lei.

Adriano Celentano è un personaggio culto in Italia. Nato al 14 della mitica Via Gluck, ha una settantina d’anni, è diventato uno degli italiani più conosciuti all’estero, più di 100 milioni d’album nel mondo. Azzurro, Svalutation, 24000 baci sono diventati simboli nazionali di un artista venerato ovunque.
I più grandi realizzatori italiani si sono disputati la sua presenza, da Fellini in La Dolce Vita a Pier Paolo Pasolini. Ma soprattutto, Celentano ha creato la sua reputazione con la sua totale libertà d’espressione, per il suo impegno.
Nel 1987, ha esortato gli spettatori di spegnere loro posto per cinque minuti per la pace nel mondo.
Nel 2001, si è lanciato in un monologo sulla donazione degli organi.
Prima di prendere posizione contro la caccia, il mondo moderno, per la causa animale fino a Rockpolitick. Dopo il silenzio di qualche anno, il vecchio leone si è risvegliato. Sempre arrabbiato. Sempre attaccato al suo paese. “Quello che tende a perdersi è la visione utopistica della vita. Dico a volte delle cose che sembrano irrealizzabili, ma finalmente, si sono realizzate. Se si perde questa visione utopistica, il mondo prenderà sempre la peggiore delle direzioni” dice Celentano per riassumere l’uscita del suo album. Non parla tramite la stampa, il leone, ma sceglie il modo più moderno possibile per comunicare, via Facebook, Twitter, blog.

L’Italia di oggi è al centro di “Facciamo finta che sia vero”. Il cantante si mette in mezzo a un paese in guerra, col suo basso, è per meglio significare ancora il suo attaccamento alla sua terra, la sua inquietudine di risvegliare le coscienze, sperando che non sia troppo tardi. Dai primi titoli “Non ti accorgevi di me” ci tiene accanto al gruppo rock Negramaro fa quasi metal. E poi con “Facciamo finta che sia vero” canzone che da il titolo all’album, firmato e interpretato in duo con Battiato, composto da Piovani, creatore della musica del film di Benigni “La vita è bella”. Questo brano è uno dei picchi dell’album. Come “Non so più cosa fare” che riabilita Manu Chao sparito da qualche anno. Ecco alla composizione di questa canzone essenziale, altro grande momento del disco, che mette in scena un paesaggio di guerra, fatto dal dolore della gente, di uomini in azione, intervallati dal canto di Adriano, Jovanotti, Battiato. Jovanotti ha consegnato brani come “Fuoco nel vento” e “La cumbia di chi cambia”. Ma la più impegnata di tutte è il titolo finale “Il mutuo” firmato da Celentano dove propone la decrescita come soluzione alla crisi economica attuale. Il cantante consegna un vero patrocinio sul suo paese: “l’Italia sarà bella senza nessuno che la divida, invocando la secessione” e la gente sarà felice perché avrà qualcosa da amare qualcosa che è nel dna, la bellezza. La bellezza di un Italia unita.”
Con questo album rivolto alla realtà, Celentano fa riflettere. Ma soprattutto diverte incanta e seduce ancora.

Fabrizio


apr 30 2011

“Celentano? E’ l’unica vera minaccia per Berlusconi.” Parola dei blogger russi

Nel paese che ricorda i 25 anni dalla tragedia di Chernobyl il tema del nucleare è molto sentito. Così, complice la popolarità del Molleggiato a Mosca, su numerosi blog è stata ripresa la lettera pubblicata ieri dal Fatto Quotidiano

Adriano Celentano è popolare anche in Russia? La risposta è sì, visto che la lettera pubblicata ieri dal Molleggiato su Il Fatto quotidiano è rimbalzata dopo poche ore sulla piattaforma blog “zhivoj zhurnal”, molto frequentata dagli “smanettoni” russi. All’ecologista “ragazzo della via Gluck” che ha invitato gli italiani a votare i referendum, primo fra tutti quello contro il nucleare, i blogger russi, ma anche il giornale on line Gazeta, esprimono il loro pieno appoggio all’iniziativa.

“Grazie alla sua enorme autorità tra gli italiani, Celentano è l’unica significativa minaccia per Berlusconi”, scrive “waynetus” sotto il post “Celentano vs Berlusconi”, in versione cirillica. “La lettera aperta di Celentano è la dimostrazione che il popolo non ne può più di Berlusconi e la pazienza è ormai giunta al limite”. “Il famoso cantante e attore Adriano Celentano, con una lettera aperta a Il Fatto quotidiano, lancia un appello al popolo d’Italia perché vada a votare e rovesci Berlusconi”, è l’incipit della Gazeta, postato da “yanews” che non manca di definire “bugiardo” il Cavaliere. Anche il sito rosbalt.ru pubblica brani della lettera del “leggendario musicista italiano”, definito addirittura “autorità morale”, che così bene ha bacchettato pubblicamente il Cavaliere non solo per il tentativo di imbrogliare sui referendum ma anche sulle ormai note “marokkanskie” vicende (Ruby Rubacuori).

Gli utenti e blogger russi non rimangono indifferenti, ovviamente, alle questioni nucleari contenute nella missiva. Inevitabile, nel 25° anniversario della tragedia di Chernobyl che il destino ha voluto far coincidere con il dramma giapponese di Fukushima. Celentano non l’ha mai dimenticato tanto che tre anni fa scrisse un brano dedicato al tragico evento, “Sognando Chernobyl” (“Sognando Chernobyl e i figli suoi già sparsi in tutto il mondo”, è il refrain), lungo 10 minuti, contenuto nell’album “L’animale”. Ma il successo, in Russia, l’aveva ottenuto più con “Svalutation” o “Prisincolinensinainciùsol”, piuttosto che con “Azzurro” e “Chi non lavora non fa l’amore”. E’ talmente popolare che all’ultimo Capodanno i russi avevano organizzato feste in stile anni ’70, quando da quelle parti c’era ancora l’Urss, dove le hits più gettonate, oltre a quelle di Beatles e Rolling Stones, erano principalmente quelle di Adriano Celentano.

E quindi “Grande Celentano!”, conclude il suo commento la lettrice “Zelenova” sul post del blog. “Colpa degli italiani che ancora non hanno compreso il cattivo gusto di Berlusconi. Persino Gheddafi è meglio di lui. Non parliamo poi di Celentano”.

di Giancarlo Castelli

30/04/2011 – Il Fatto Quotidiano


apr 22 2009

Celentano, vicino al ritorno in Rai con uno show di 6 puntate

Le pause, i monologhi a sorpresa, la libertà editoriale, i contratti milionari, le polemiche, ma anche i record di ascolti e, secondo gli osservatori più attenti, la destrutturazione del varietà: sono gli ingredienti della Celentano-tv. Ovvero più di vent’anni di successi e provocazioni lanciate dal Molleggiato dal 1987, quando conduce il primo Fantastico del dopo-Baudo, fino all’ultimo show del novembre 2007, La situazione di mia sorella non è buona. Aspettando, mentre Sky Uno propone l’inedito Sognando Chernobyl i occasione dell’Earth Day, il possibile ritorno sulla Rai con un nuovo programma in sei puntate.

Tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia, l’ex ragazzo della via Gluck mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione delle foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria “La caccia è contro l’amore” e a mandare al Capo dello Stato il messaggio “Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga”. Si corregge, ma non evita la multa della Rai né il processo per turbativa elettorale, da cui esce assolto con formula piena.

Celentano rimette piede in Rai il 5 novembre 1991, ancora su Raiuno, a Notte Rock. I monologhi, moderati da Enzo Biagi, non fanno sfracelli, mentre gli ascolti sfiorano i 7 milioni. Un nuovo ritorno a dicembre 1992 su Raitre con Svalutation, solo due puntate annunciate dal promo “Si salvi chi puo”. Il Molleggiato se la prende con i ricchi, chiede che vengano restituite all’Italia la bellezza di un tempo e le botteghe degli artigiani. Risultato, 5 milioni di media.

Nel 1999 Francamente me ne infischio è il titolo-bandiera dello show, voluto dall’llora direttore Agostino Saccà, in onda su Raiuno per quattro puntate (da 2 miliardi di lire l’una). Forte della carta bianca avuta dalla Rai, il Molleggiato parla di pena di morte, fame, guerra, pedofilia, stupro, vivisezione, mine e mancanza d’acqua. Fioccano polemiche e ascolti: l’esordio fa oltre 9,5 milioni (42.29%). Ad aprile 2001 è la volta di 125 milioni di caz…te: i temi sono i cibi transgenici, la legge sulla donazione degli organi, la frenesia del vivere moderno, l’amore. Set da oltre tremila metri quadri, costi da capogiro: circa 23 miliardi per quattro puntate, si dice. Eccezionali gli ospiti (da Dario Fo a Giorgio Gaber) e gli ascolti: all’esordio oltre 12 milioni nella prima parte e quasi 8 nella seconda.

Nel 2005 il nuovo pulpito per Celentano è Rockpolitik, ancora su Raiuno: dividendo il mondo in lento e rock, il telepredicatore parla di fame, guerra, violenza, ridà il microfono a Michele Santoro, ospita Roberto Benigni che fa il verso a Totò e Peppino e scrive una lunga lettera a Silvio Berlusconi (davanti alla tv ci sono oltre 15,5 milioni di persone, mentre la media delle quattro puntate sarà del 46%, per un costo di 22 miliardi di vecchie lire). Come sempre il ciclone Celentano ha avuto piena libertà autoriale, ma il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ne prende le distanze.

Il 26 novembre 2007 arriva su Raiuno la serata-evento La situazione di mia sorella non è buona. Le sentenze di Celentano, puntualmente al centro di polemiche, spaziano da Prodi al nucleare, dagli ultrà agli architetti a Berlusconi. Mai confermati i costi milionari, mentre il verdetto dell’Auditel è di oltre 9 milioni.

21/04/2009 – L’Unità


feb 9 2009

“Il ragazzo della via Gluck” vince Adrianissimo!

Adrianissimo!

Classifica completa:

01. Il ragazzo della via Gluck
02. Storia d’amore
03. L’emozione non ha voce
04. Una carezza in un pugno
05. Un albero di trenta piani
06. Azzurro
07. L’arcobaleno
08. Svalutation
09. C’è sempre un motivo
10. Soli

Si ringraziano tutti gli utenti che hanno partecipato a questa avventura e soprattutto l’ideatore di questa immensa gara: Filippo (gelosia71).

Ps: non piangete, Adrianissimo! tornerà presto con nuove sorprese…

Fabrizio


gen 27 2009

Adrianissimo! 45° Manche [FINALE]

Adrianissimo!

Al via la 45° manche di Adrianissimo!, la FINALE.

Ecco le canzoni da votare in questo ultimo turno:

Il ragazzo della via Gluck
L’emozione non ha voce
C’è sempre un motivo
Storia d’amore
Azzurro
Soli
Una carezza in un pugno
L’arcobaleno
Svalutation
Un albero di trenta piani

Questa manche durerà fino a Sabato 7 Febbraio 2009.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche45_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


gen 19 2009

Adrianissimo! Risultati 43° Manche [III e ultima semifinale]

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 43° manche:

01. Una carezza in un pugno
02. L’arcobaleno
03. Svalutation

04. Prisencolinensinainciusol
05. Confessa
06. L’ultima donna che amo
07. Per averti
08. Dormi amore
09. Il tempo se ne va
10. La situazione non è buona

Vanno dunque in FINALE le prime tre classificate.

Fabrizio


gen 13 2009

Adrianissimo! 43° Manche [III e ultima semifinale]

Adrianissimo!

Al via la 43° manche di Adrianissimo!
Ecco le canzoni da votare in questo turno:

La situazione non è buona
Il tempo se ne va
Per averti
Confessa
Dormi amore
Una carezza in un pugno
L’arcobaleno
L’ultima donna che amo
Svalutation
Prisencolinensinainciusol

Questa manche durerà fino alla mezzanotte di Martedì 20 Gennaio 2009.
Supereranno il turno i primi 3 brani.
Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche43_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


dic 15 2008

Adrianissimo! Risultati 40° Manche [II ripescaggio]

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 40° manche:

01. Senza amore
02. Svalutation
03. Quello che non ti ho detto mai

04. Attraverso me
05. Che cosa ti farei
06. Apri il cuore
07. Lago rosso
08. Una storia come questa
09. Ancora vivo
10. Sotto le lenzuola
11. Atmosfera
12. Susanna

Vengono dunque ripescate le prime 3 classificate.

Fabrizio


dic 7 2008

Adrianissimo! 40° Manche [II ripescaggio]

Adrianissimo!

Al via la 40° manche di Adrianissimo!
Ecco le canzoni da votare in questo turno:

Apri il cuore
Che cosa ti farei
Sotto le lenzuola
Svalutation
Lago rosso
Atmosfera
Una storia come questa
Quello che non ti ho detto mai
Susanna
Ancora vivo
Senza amore
Attraverso me

Questa manche durerà fino alla mezzanotte di Domenica 14 Dicembre.
Supereranno il turno i primi 3 brani.
Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche40_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


dic 1 2008

Vangelo Celentano

di Edmondo Berselli

Un doppio cd a due facce: d’amore e di protesta. Titolo: ‘L’Animale’. Ovvero, Adriano in persona. Che ci ha raccontato il suo ultimo lavoro

Adriano, chi è l’Animale? “Perché, non si capisce?”. Era una domanda retorica, tanto per cominciare. “Ah, per rompere il ghiaccio. Insomma, l’Animale sarei io”. Ha una sua logica. “Dai, è tutto chiaro, volendo. Due facce della stessa figura, l’istinto e la ragione, il corpo e l’anima, l’amore e la guerra.”. Adriano e Celentano, anche. Una specie di vitale e felice schizofrenia. “Ecco”. Così originale e irrisolta da attrarre sempre lo sguardo, del pubblico e degli intellettuali, del popolo e della politica. Il fatto è che oggi, venerdì 28 novembre, esce un nuovo album di Adriano e di Celentano, intitolato appunto ‘L’Animale’, che comprende due dischi, due facce della medaglia. Il primo con le canzoni d’amore di tutta una carriera, il secondo con i brani che hanno fatto di lui una specie di oracolo dell’Apocalisse, un leader della denuncia, un vessillifero della protesta.

Nella sua casa in Brianza, Celentano dà l’impressione di trascorrere la sua vita cercando di rallentarla. Gli orologi da riparare, il tornio, gli attrezzi. “Il tempo dedicato alla musica? Non molto, per la verità”. Eppure non si direbbe. Sembra invece di avvertire un’applicazione minuziosa. Il primo disco si apre con un inedito, ‘La cura’, e può dare anche un colpo al cuore ascoltare l’ex Molleggiato al suo meglio, perché forse non ha mai cantato così, con quella voce irripetibile che alla fine è diventata capace di interpretare in tutte le sue sfumature un classico moderno come la canzone di Franco Battiato e Manlio Sgalambro: facendone sentire i riverberi quasi misterici, soprattutto nel momento in cui il coro canta le parole aggiunte da Battiato a questa preghiera d’amore, “Dona eis requiem”, e la voce si spinge in alto, ‘in excelsis’, partendo dalla gola per sfiorare qualche strano cielo, lassù.

Poi scivolano via tutte le altre canzoni, gli standard come ‘Acqua e sale’ con Mina, ‘Una carezza in un pugno’, ‘L’emozione non ha voce’, gli hit antichi come l’epocale e teatrale ‘Storia d’amore’. Ma per cambiare scena e registro basta infilare nel lettore il disco numero due, quello ambiental-protestatario, ed ecco che l’Animale scatena la sua forza muscolare e visionaria. Già, l’Animale. Com’è venuta fuori questa definizione? “Mah, Lorenzo mi aveva mandato un testo bellissimo.”. Lorenzo chi? “Lorenzo lui, Cherubini”. Cioè Jovanotti. “Proprio. Poi non abbiamo composto la musica, forse lo faremo più avanti, insieme, e Claudia allora dice: intanto facciamone il titolo dell’album nuovo. Urca, dico, idea forte, se Lorenzo ci sta.”. Ci sta, figurarsi. Chi direbbe di no a quella bestia dell’Animale?

E allora uno dovrebbe mettersi comodo in poltrona e ascoltare il nuovo inno politico-ecologico, ma qui arriva lo choc. Fin dal titolo, ‘Sognando Chernobyl‘. Ma come, Animale, Chernobyl appartiene al cielo grigio di vent’anni fa. Un’altra epoca, quando c’erano ancora i sovietici, e le centrali nucleari andavano a segatura. Adesso Claudio Scajola ci nuclearizza tutti con le centrali di nuova generazione, allegri. “Lascia perdere Scajola. Noi con Chernobyl abbiamo assaggiato per la prima volta il sapore della catastrofe. Anche allora avevano cominciato a dire che non era successo niente, poi abbiamo visto questa immane nube rossa che avanzava verso l’Europa. Il fatto è che non ti dicono la verità, ieri come oggi. Anche adesso non sappiamo che cosa è successo in Francia, con gli incidenti nelle centrali. Tutti zitti, muti come le tre scimmiette”.

L’Animale invece parla. Tragicamente euforico come quando si aggira nei dintorni dell’abisso, esattamente come quando all’epoca del referendum sul nucleare disse a ‘Fantastico’: “Votate no al referendum e vi troverete la bomba atomica in cucina”. Oppure la Bestia prega. È una strana canzone, Adriano. Pochi accordi ossessivi, una lunghezza spropositata, dieci minuti e dieci secondi, una specie di riedizione del ‘Mondo in Mi 7a’, ma più da Terzo millennio che da Novecento, senza il finale consolatorio di allora, anno 1966: “E se noi tutti insieme in un clan ci uniremo cambierà questo mondo”. La canzone nuova sembra infatti una preghiera: “Oh mio Signore, dimmi come possiamo fare per evitare che il mondo salti in aria”. Un canto gregoriano apocalittico, il Vangelo modulato secondo Adriano: “Quella sera quando tu arrivasti ci dicesti di non fare agli altri ciò che tu non vuoi che gli altri facciano a te, ma nessuno di noi ti ascoltò”. È il tuo modo di pregare, Animale? “Nella canzone ci sono due voci: le persone, cioè il coro, che si rivolgono a Dio dicendo ‘noi’; e un giullare che si agita sull’orlo del baratro, ‘Tutti quanti salteremo in aria bum’”.

È credibile questo pessimismo da Rockpolitick, pronto per un videoclip infinito, fatto di immagini che si rincorrono, di nuvole che aprono squarci lividi nel presente? Tanto più che poi a metà del disco si trovano pezzi come ‘Prisencolinensinainciusol’, un rap dell’assurdo, in cui non c’è una sola parola comprensibile. “Ma anche quella è un’altra canzone di protesta. Era tutta legata al concetto di incomunicabilità. Mi ero detto: la gente non comunica più e allora voglio usare la lingua di Babele”.

Credi che la gente abbia capito? O ha visto soltanto il giullare? “Non so. Io canto la stessa canzone da quarant’anni, che conduce sempre alla medesima conclusione: non pensare solo a te stesso”. “Pensa anche un po’ per me”, come in ‘Svalutation’. “Già. Ma è anche vero che qualche volta sento un po’ di stanchezza. Mi sto stancando un po’ di me stesso. Di ripetere sempre le stesse cose senza che niente cambi, e anzi con il sospetto di alcuni, i diffidenti, gli increduli, che la protesta e la denuncia servano più che altro a farci sopra dei soldi”.

Intanto non si è ancora capito del tutto se l’Animale è un conservatore o un progressista. Ma si può essere conservatori, oggi? “Ci sono delle cose da conservare come base per un giusto cambiamento, e altre da buttare. Ma è giusto cambiare, come tutto cambia. Cambiano le cellule, il cuore, la faccia che è diversa da quella che avevi una volta. Per cui l’Animale è senz’altro un progressista, che guarda al futuro però tenendo per mano il passato. Quel passato che la stoltezza dei sindaci hanno disdegnato in nome di un falso progresso”. Non diamo tutta la colpa a Letizia Moratti, l’ultima arrivata. “No di certo, ma riconosciamo che la speculazione adesso sta distruggendo anche chi la pratica. Ci sono in giro soprattutto facce da morti. Mentre una volta non era così, io ero allegro anche quando c’era la nebbia”.

Non ci sono più le nebbie d’una volta, Adriano. Le città cambiano troppo in fretta per il cuore di un uomo, lo diceva già Baudelaire. “Ecco appunto, Parigi. Guarda la piramide del Louvre, bellissima. Perché ha spazio intorno, aria e luce. Qui da noi l’avrebbero schiacciata togliendole il respiro”. Eccoci, siamo di nuovo al Celentano disastrista. “A volte mi sento stanco di parlare sempre delle preoccupazioni della gente, ma avverto quasi un dovere: se smettessi mi sentirei egoista: sarebbe brutto rinchiudersi in se stessi, sarebbe la fine di una voce, e per qualcuno di una speranza”.

Resta sempre la possibilità di cantare canzoni d’amore. Non fa un po’ ridere, a settant’anni? “No, perché? Guai a smettere di essere innamorati. Si deve essere sempre pronti a innamorarsi anche se ami tua moglie. Ma soprattutto bisogna essere innamorati dell’amore. A ogni età. Lo sai che ho un fratello, Alessandro, che sta a Viareggio e ha 88 anni? Ragazzi, che roba il tempo”. Già, era solo ieri che si cantava ‘Il ragazzo della via Gluck’, la storia autobiografica di un cantante di enorme successo a neanche trent’anni: una canzone popolare e immensa, la periferia su cui incombeva “catrame e cemento”, il nodo alla gola, adesso quasi la commozione da cacciare via. Quasi passa la voglia di mangiare, Animale, con queste storie. “Ma sai, io sono un po’ inappetente. Claudia mi fa preparare quattro o cinque piatti ogni volta, per invogliarmi, ma senza troppo successo”.

Eppure la natura dovrebbe aiutare. Che bellezza, questa vita appartata, fra il verde, gli alberi. Chissà come viene fuori, da questo luogo idilliaco, lo spirito della tragedia, l’incubo della fine del mondo. “Che cosa devo dire, la fantasia non si ferma. Né la mia né quella del pubblico”. Si sente dire che l’Animale ha preparato un video scioccante per ‘Sognando Chernobyl’. “Il video è bellissimo, lunghissimo, dura come la canzone, ma sono un po’ incerto se mandarlo o no: perché temo che limiti la fantasia di chi ascolta. Temo che la gente non si spaventi abbastanza”. E allora, lo si vedrà o no? Un guizzo negli occhi: “Alla fine, forse è meglio che ognuno si immagini la catastrofe che vuole”. Quindi che cosa fai, non lo mandi? “Adesso me lo riguardo tutto per bene. E se mi fa abbastanza paura, lo mando”.

01/12/2008 – L’Espresso