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apr 22 2009

Celentano, vicino al ritorno in Rai con uno show di 6 puntate

Le pause, i monologhi a sorpresa, la libertà editoriale, i contratti milionari, le polemiche, ma anche i record di ascolti e, secondo gli osservatori più attenti, la destrutturazione del varietà: sono gli ingredienti della Celentano-tv. Ovvero più di vent’anni di successi e provocazioni lanciate dal Molleggiato dal 1987, quando conduce il primo Fantastico del dopo-Baudo, fino all’ultimo show del novembre 2007, La situazione di mia sorella non è buona. Aspettando, mentre Sky Uno propone l’inedito Sognando Chernobyl i occasione dell’Earth Day, il possibile ritorno sulla Rai con un nuovo programma in sei puntate.

Tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia, l’ex ragazzo della via Gluck mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione delle foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria “La caccia è contro l’amore” e a mandare al Capo dello Stato il messaggio “Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga”. Si corregge, ma non evita la multa della Rai né il processo per turbativa elettorale, da cui esce assolto con formula piena.

Celentano rimette piede in Rai il 5 novembre 1991, ancora su Raiuno, a Notte Rock. I monologhi, moderati da Enzo Biagi, non fanno sfracelli, mentre gli ascolti sfiorano i 7 milioni. Un nuovo ritorno a dicembre 1992 su Raitre con Svalutation, solo due puntate annunciate dal promo “Si salvi chi puo”. Il Molleggiato se la prende con i ricchi, chiede che vengano restituite all’Italia la bellezza di un tempo e le botteghe degli artigiani. Risultato, 5 milioni di media.

Nel 1999 Francamente me ne infischio è il titolo-bandiera dello show, voluto dall’llora direttore Agostino Saccà, in onda su Raiuno per quattro puntate (da 2 miliardi di lire l’una). Forte della carta bianca avuta dalla Rai, il Molleggiato parla di pena di morte, fame, guerra, pedofilia, stupro, vivisezione, mine e mancanza d’acqua. Fioccano polemiche e ascolti: l’esordio fa oltre 9,5 milioni (42.29%). Ad aprile 2001 è la volta di 125 milioni di caz…te: i temi sono i cibi transgenici, la legge sulla donazione degli organi, la frenesia del vivere moderno, l’amore. Set da oltre tremila metri quadri, costi da capogiro: circa 23 miliardi per quattro puntate, si dice. Eccezionali gli ospiti (da Dario Fo a Giorgio Gaber) e gli ascolti: all’esordio oltre 12 milioni nella prima parte e quasi 8 nella seconda.

Nel 2005 il nuovo pulpito per Celentano è Rockpolitik, ancora su Raiuno: dividendo il mondo in lento e rock, il telepredicatore parla di fame, guerra, violenza, ridà il microfono a Michele Santoro, ospita Roberto Benigni che fa il verso a Totò e Peppino e scrive una lunga lettera a Silvio Berlusconi (davanti alla tv ci sono oltre 15,5 milioni di persone, mentre la media delle quattro puntate sarà del 46%, per un costo di 22 miliardi di vecchie lire). Come sempre il ciclone Celentano ha avuto piena libertà autoriale, ma il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ne prende le distanze.

Il 26 novembre 2007 arriva su Raiuno la serata-evento La situazione di mia sorella non è buona. Le sentenze di Celentano, puntualmente al centro di polemiche, spaziano da Prodi al nucleare, dagli ultrà agli architetti a Berlusconi. Mai confermati i costi milionari, mentre il verdetto dell’Auditel è di oltre 9 milioni.

21/04/2009 - L’Unità


apr 22 2009

Celentano pronto a tornare

ROMA - Adriano Celentano e’ pronto a tornare in televisione con un suo programma in 6 puntate, forse sulla Rai. Il “Molleggiato” sara’ in video gia’ domani su SkyUno con un inedito video catastrofico dal titolo ‘Sognando Chernobyl”, che sara’ trasmesso in occasione dell’Earth Day, la Giornata Mondiale della terra. Celentano ha confermato che sono in corso contatti con la Rai per un programma in autunno, che lui ha gia’ pronto titolo e staff e di aspettare solo una risposta dalla tv di stato. A chi lo incalza sul nome del programma, il Molleggiato risponde con ironia: “Non le sembra di esagerare?”. Principale ombra sul possibile futuro della trasmissione sembrano al momento le nuove nomine ai vertici della Rai, attese proprio in questi giorni. Esclusa intanto dal presidente Paolo Garimberti l’ipotesi di un via libera gia’ nel Cda di domani.

21/04/2009 - Agr


apr 22 2009

“Sognando Chernobyl” Celentano si sveglia in Rai, forse

Roma, 21 apr (Velino) - “Non le sembra di esagerare?”. Si intitolerà così – sempre che da Viale Mazzini arrivi il via libera – il nuovo programma in sei puntate che Adriano Celentano ha in cantiere per l’autunno. Una trasmissione pronta, concordata qualche mese fa con il direttore Fabrizio Del Noce, e per la quale il “molleggiato” – ha confidato all’Ansa - aspetta “una risposta dai nuovi vertici Rai”. Risposta che non sarà facile fornire, perché se è vero che gli ascolti di Celentano non sono standard, non lo sono affatto neanche i suoi budget… E scorrendo i piani di produzione annuali di RaiUno non figurano certo budget speciali per “l’intrattenimento” della prima serata. Il dg Mauro Masi, insomma, che oggi ha presenziato proprio a una primissima riunione sui palinsesti dell’ammiraglia, dovrà valutare attentamente il fatto che Celentano costa mediamente il triplo di una normale prima serata d’intrattenimento (tre milioni a puntata contro un milioncino tutto compreso). E dovrà anche considerare con attenzione se in periodi di crisi globale e di riduzioni di tutti i budget questo “lusso” – con gli spot che non bastano certo a rientrare dell’investimento – la Rai possa permetterselo.

In attesa di capire se e quando Celentano sconquasserà di nuovo i palinsesti dell’ammiraglia Rai con scosse Auditel (media del 46 per cento di share) alla “RockPolitik”, interminabili silenzi e ospiti d’eccezioni, domani il suo grido di allarme sulla distruzione della terra per mano dell’uomo andrà in onda - in occasione dell’ Earth Day - in esclusiva su Sky Uno alle 22.15 e Nat Geo Music alle 23.50. Il video si chiama “Sognando Chernobyl”, 12 minuti choc, di fortissimo, veristico impatto visivo, ideato e montato come sempre da Celentano nella più totale autonomia artistica e di contenuti, per scuotere chi guarda e ricordargli che stiamo uccidendo la terra. E chissà che da un eventuale diniego Rai non nasca un’altra storica partnership con Sky…

21/04/2009 - il Velino


apr 21 2009

Celentano: «Pronto a tornare in Rai»

MARTED’ SARA’ SU SKYUNO PER L’EARTH DAY CON UN VIDEO INEDITO: «SOGNANDO CHERNOBYL»

Il Molleggiato: «Previste sei puntate in autunno. Tutto è deciso: programma, staff e titolo. Aspetto una risposta»

ROMA - Adriano Celentano è pronto per tornare in tv con un suo programma. Dopo la messa in onda di Yuppi Du su Sky Cinema a settembre dello scorso anno, e il video inedito, Sognando Chernobyl, in onda martedì su SkyUno in occasione dell’Earth Day, l’ex Molleggiato è pronto per tornare anche in Rai con un suo programma in sei puntate.

SU SKYUNO - «Sognando Chernobyl» è un video catastrofico che nessuno ha mai visto integralmente e che, su richiesta dell’Earth Day, Celentano ha concesso di mandare in onda. Come mai? «Quale momento più indicato come quello della Giornata Mondiale della Terra - spiega Celentano, interpellato dall’Ansa - per far vedere, approssimativamente, cosa potrebbe succedere se il mondo continuasse a camminare nel modo in cui sta pericolosamente rotolando. Me l’hanno chiesto e m’è sembrato giusto aderire con le immagini non troppo consolanti di questo video».

IL RITORNO IN TV - Tornerà con uno spettacolo suo in televisione? «Su richiesta della Rai - risponde Celentano -, antecedente alle nuove nomine di questi ultimi giorni, ci sono stati alcuni incontri per verificare la possibilità di un mio ritorno in televisione. Io sono pronto per tornare in autunno con sei puntate. Tutto è pronto, il programma, lo staff e anche il titolo. Aspetto una risposta». Come è noto, dei programmi di Celentano si sa sempre pochissimo: di questo si sa almeno il titolo? «Non le sembra di esagerare?», chiude Celentano.

21/04/2009 - Corriere della Sera


gen 10 2009

I mali del secolo #2

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“ormai la terra è contaminata dal calore forte dei disonesti
che fa sciogliere i ghiacciai

coro:
scomparirà il candore dei ghiacciai
e poi la luce delle città

tutti quanti insieme salteremo in aria bum!

un vero e proprio attacco atomico in nome dell’energia
l’inevitabile scioglimento…dei ghiacciai della Groenlandia
causerà poi la scomparsa di città meravigliose come… Venezia

coro:
e l’acqua del mare più in alto salirà
e poi le città sommergerà

tutti quanti insieme salteremo in aria bum!”

(Sognando Chernobyl, Adriano Celentano)

Problemi nella visualizzazione del video? Provate a scaricare l’ultima versione di “Adobe Flash Player“.


dic 11 2008

Milly regala al Nobel un disco di Celentano

Fuori programma alla cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria di Milano al premio Nobel Al Gore.
Milly Moratti, consigliere di opposizione, ha regalato all’ex vicepresidente degli Stati Uniti l’ultimo disco di Adriano Celentano «Sognando Chernobyl» e gli ha consegnato una lettera con le proteste dei comitati ambientalisti. «È stato Celentano - ha affermato Milly Moratti - a chiedermi di donare a Al Gore il suo ultimo disco: perchè parla per metà di amore e per l’altra metà di ambiente».
E proprio ai temi dell’ambiente, in particolare alla qualità dell’aria e ai nuovi progetti di densificazione urbanistica a Milano, è dedicata la lettera che la moglie del patron dell’Inter ha consegnato al Al Gore.
«Con questa lettera - ha spiegato Milly Moratti - i comitati si augurano che le motivazioni che hanno spinto Al Gore a sostenerci per l’Expo siano uno stimolo a impegnare il Comune a favore dell’ambiente».
Alla cerimonia hanno partecipato tutti i capigruppo del consiglio comunale, visto che, come ha sottolineato il sindaco, il conferimento della cittadinanza onoraria è stato votato dall’aula con 42 voti favorevoli, due astenuti e un contrario.

11/12/2008 - Il Giornale


dic 2 2008

Celentano: un tour nei prossimi mesi?

Riportiamo un articolo tratto da un quotidiano svizzero con a seguire la rispettiva traduzione dell’utente erpiu.


Celentano feiert 50-jährige Karriere

Adriano Celentano feiert seine 50-jährige Karriere mit einem Doppelalbum, das seine bekanntesten Lieder enthält. Die CD des Sängers, Schauspielers und Fernsehmoderators heisst “L’Animale”.

(sda) Darauf ist auch “Sognando Chernobyl”, ein zehn Minuten langes Lied über die Atomgefahr, die die Welt bedroht. Der 70-jährige Celentano engagiert sich seit vielen Jahren für ökologische und soziale Anliegen.

In seiner Karriere hat Celentano 150 Millionen Alben verkauft und 40 Filme gedreht. In den nächsten Monaten plant der Süditaliener mit dem rasanten Hüftschwung, der in den 60er Jahren mit “Azzurro” auch ausserhalb Italiens berühmt geworden ist, eine Reihe von Konzerten.

28/11/2008 - BielerTagblatt.ch (Svizzera)


Celentano festeggia 50 anni di carriera

Adriano Celentano festeggia i suoi 50 anni di carriera con un doppio album, che contiene i suoi brani più famossi. Il CD del cantante, attore e presentatore televisivo si intitola “L’animale”.

C’è anche un pezzo nuovo dal titolo “Sognando di Chernobyl”, una canzone lunga dieci minuti circa, dove parla del pericolo nucleare che minaccia il mondo. Il 70 enne è impegnato da molti anni per l’ambientali e il sociale.

Nella sua carriera Celentano ha venduto piu di 150 milioni di album e ha fatto piu di 40 film. Negli anni ‘60 il Molleggiato è diventato famoso in Europa con il brano “Azzurro” e nei prossimi mesi il molleggiato prepara una serie di concerti.

28/11/2008 - BielerTagblatt.ch (Svizzera) - [traduzione by erpiu]


Fabrizio


dic 1 2008

Vangelo Celentano

di Edmondo Berselli

Un doppio cd a due facce: d’amore e di protesta. Titolo: ‘L’Animale’. Ovvero, Adriano in persona. Che ci ha raccontato il suo ultimo lavoro

Adriano, chi è l’Animale? “Perché, non si capisce?”. Era una domanda retorica, tanto per cominciare. “Ah, per rompere il ghiaccio. Insomma, l’Animale sarei io”. Ha una sua logica. “Dai, è tutto chiaro, volendo. Due facce della stessa figura, l’istinto e la ragione, il corpo e l’anima, l’amore e la guerra.”. Adriano e Celentano, anche. Una specie di vitale e felice schizofrenia. “Ecco”. Così originale e irrisolta da attrarre sempre lo sguardo, del pubblico e degli intellettuali, del popolo e della politica. Il fatto è che oggi, venerdì 28 novembre, esce un nuovo album di Adriano e di Celentano, intitolato appunto ‘L’Animale’, che comprende due dischi, due facce della medaglia. Il primo con le canzoni d’amore di tutta una carriera, il secondo con i brani che hanno fatto di lui una specie di oracolo dell’Apocalisse, un leader della denuncia, un vessillifero della protesta.

Nella sua casa in Brianza, Celentano dà l’impressione di trascorrere la sua vita cercando di rallentarla. Gli orologi da riparare, il tornio, gli attrezzi. “Il tempo dedicato alla musica? Non molto, per la verità”. Eppure non si direbbe. Sembra invece di avvertire un’applicazione minuziosa. Il primo disco si apre con un inedito, ‘La cura’, e può dare anche un colpo al cuore ascoltare l’ex Molleggiato al suo meglio, perché forse non ha mai cantato così, con quella voce irripetibile che alla fine è diventata capace di interpretare in tutte le sue sfumature un classico moderno come la canzone di Franco Battiato e Manlio Sgalambro: facendone sentire i riverberi quasi misterici, soprattutto nel momento in cui il coro canta le parole aggiunte da Battiato a questa preghiera d’amore, “Dona eis requiem”, e la voce si spinge in alto, ‘in excelsis’, partendo dalla gola per sfiorare qualche strano cielo, lassù.

Poi scivolano via tutte le altre canzoni, gli standard come ‘Acqua e sale’ con Mina, ‘Una carezza in un pugno’, ‘L’emozione non ha voce’, gli hit antichi come l’epocale e teatrale ‘Storia d’amore’. Ma per cambiare scena e registro basta infilare nel lettore il disco numero due, quello ambiental-protestatario, ed ecco che l’Animale scatena la sua forza muscolare e visionaria. Già, l’Animale. Com’è venuta fuori questa definizione? “Mah, Lorenzo mi aveva mandato un testo bellissimo.”. Lorenzo chi? “Lorenzo lui, Cherubini”. Cioè Jovanotti. “Proprio. Poi non abbiamo composto la musica, forse lo faremo più avanti, insieme, e Claudia allora dice: intanto facciamone il titolo dell’album nuovo. Urca, dico, idea forte, se Lorenzo ci sta.”. Ci sta, figurarsi. Chi direbbe di no a quella bestia dell’Animale?

E allora uno dovrebbe mettersi comodo in poltrona e ascoltare il nuovo inno politico-ecologico, ma qui arriva lo choc. Fin dal titolo, ‘Sognando Chernobyl‘. Ma come, Animale, Chernobyl appartiene al cielo grigio di vent’anni fa. Un’altra epoca, quando c’erano ancora i sovietici, e le centrali nucleari andavano a segatura. Adesso Claudio Scajola ci nuclearizza tutti con le centrali di nuova generazione, allegri. “Lascia perdere Scajola. Noi con Chernobyl abbiamo assaggiato per la prima volta il sapore della catastrofe. Anche allora avevano cominciato a dire che non era successo niente, poi abbiamo visto questa immane nube rossa che avanzava verso l’Europa. Il fatto è che non ti dicono la verità, ieri come oggi. Anche adesso non sappiamo che cosa è successo in Francia, con gli incidenti nelle centrali. Tutti zitti, muti come le tre scimmiette”.

L’Animale invece parla. Tragicamente euforico come quando si aggira nei dintorni dell’abisso, esattamente come quando all’epoca del referendum sul nucleare disse a ‘Fantastico’: “Votate no al referendum e vi troverete la bomba atomica in cucina”. Oppure la Bestia prega. È una strana canzone, Adriano. Pochi accordi ossessivi, una lunghezza spropositata, dieci minuti e dieci secondi, una specie di riedizione del ‘Mondo in Mi 7a’, ma più da Terzo millennio che da Novecento, senza il finale consolatorio di allora, anno 1966: “E se noi tutti insieme in un clan ci uniremo cambierà questo mondo”. La canzone nuova sembra infatti una preghiera: “Oh mio Signore, dimmi come possiamo fare per evitare che il mondo salti in aria”. Un canto gregoriano apocalittico, il Vangelo modulato secondo Adriano: “Quella sera quando tu arrivasti ci dicesti di non fare agli altri ciò che tu non vuoi che gli altri facciano a te, ma nessuno di noi ti ascoltò”. È il tuo modo di pregare, Animale? “Nella canzone ci sono due voci: le persone, cioè il coro, che si rivolgono a Dio dicendo ‘noi’; e un giullare che si agita sull’orlo del baratro, ‘Tutti quanti salteremo in aria bum’”.

È credibile questo pessimismo da Rockpolitick, pronto per un videoclip infinito, fatto di immagini che si rincorrono, di nuvole che aprono squarci lividi nel presente? Tanto più che poi a metà del disco si trovano pezzi come ‘Prisencolinensinainciusol’, un rap dell’assurdo, in cui non c’è una sola parola comprensibile. “Ma anche quella è un’altra canzone di protesta. Era tutta legata al concetto di incomunicabilità. Mi ero detto: la gente non comunica più e allora voglio usare la lingua di Babele”.

Credi che la gente abbia capito? O ha visto soltanto il giullare? “Non so. Io canto la stessa canzone da quarant’anni, che conduce sempre alla medesima conclusione: non pensare solo a te stesso”. “Pensa anche un po’ per me”, come in ‘Svalutation’. “Già. Ma è anche vero che qualche volta sento un po’ di stanchezza. Mi sto stancando un po’ di me stesso. Di ripetere sempre le stesse cose senza che niente cambi, e anzi con il sospetto di alcuni, i diffidenti, gli increduli, che la protesta e la denuncia servano più che altro a farci sopra dei soldi”.

Intanto non si è ancora capito del tutto se l’Animale è un conservatore o un progressista. Ma si può essere conservatori, oggi? “Ci sono delle cose da conservare come base per un giusto cambiamento, e altre da buttare. Ma è giusto cambiare, come tutto cambia. Cambiano le cellule, il cuore, la faccia che è diversa da quella che avevi una volta. Per cui l’Animale è senz’altro un progressista, che guarda al futuro però tenendo per mano il passato. Quel passato che la stoltezza dei sindaci hanno disdegnato in nome di un falso progresso”. Non diamo tutta la colpa a Letizia Moratti, l’ultima arrivata. “No di certo, ma riconosciamo che la speculazione adesso sta distruggendo anche chi la pratica. Ci sono in giro soprattutto facce da morti. Mentre una volta non era così, io ero allegro anche quando c’era la nebbia”.

Non ci sono più le nebbie d’una volta, Adriano. Le città cambiano troppo in fretta per il cuore di un uomo, lo diceva già Baudelaire. “Ecco appunto, Parigi. Guarda la piramide del Louvre, bellissima. Perché ha spazio intorno, aria e luce. Qui da noi l’avrebbero schiacciata togliendole il respiro”. Eccoci, siamo di nuovo al Celentano disastrista. “A volte mi sento stanco di parlare sempre delle preoccupazioni della gente, ma avverto quasi un dovere: se smettessi mi sentirei egoista: sarebbe brutto rinchiudersi in se stessi, sarebbe la fine di una voce, e per qualcuno di una speranza”.

Resta sempre la possibilità di cantare canzoni d’amore. Non fa un po’ ridere, a settant’anni? “No, perché? Guai a smettere di essere innamorati. Si deve essere sempre pronti a innamorarsi anche se ami tua moglie. Ma soprattutto bisogna essere innamorati dell’amore. A ogni età. Lo sai che ho un fratello, Alessandro, che sta a Viareggio e ha 88 anni? Ragazzi, che roba il tempo”. Già, era solo ieri che si cantava ‘Il ragazzo della via Gluck’, la storia autobiografica di un cantante di enorme successo a neanche trent’anni: una canzone popolare e immensa, la periferia su cui incombeva “catrame e cemento”, il nodo alla gola, adesso quasi la commozione da cacciare via. Quasi passa la voglia di mangiare, Animale, con queste storie. “Ma sai, io sono un po’ inappetente. Claudia mi fa preparare quattro o cinque piatti ogni volta, per invogliarmi, ma senza troppo successo”.

Eppure la natura dovrebbe aiutare. Che bellezza, questa vita appartata, fra il verde, gli alberi. Chissà come viene fuori, da questo luogo idilliaco, lo spirito della tragedia, l’incubo della fine del mondo. “Che cosa devo dire, la fantasia non si ferma. Né la mia né quella del pubblico”. Si sente dire che l’Animale ha preparato un video scioccante per ‘Sognando Chernobyl’. “Il video è bellissimo, lunghissimo, dura come la canzone, ma sono un po’ incerto se mandarlo o no: perché temo che limiti la fantasia di chi ascolta. Temo che la gente non si spaventi abbastanza”. E allora, lo si vedrà o no? Un guizzo negli occhi: “Alla fine, forse è meglio che ognuno si immagini la catastrofe che vuole”. Quindi che cosa fai, non lo mandi? “Adesso me lo riguardo tutto per bene. E se mi fa abbastanza paura, lo mando”.

01/12/2008 - L’Espresso


nov 28 2008

[YouTube] Sognando Chernobyl (Versione Integrale)

CELENTANO, DA OGGI ONLINE VIDEO SHOCK INTEGRALE DI ‘SOGNANDO CHERNOBYL’

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Un video-shock su internet per la versione integrale di Sognando Chernobyl. Adriano Celentano sceglie ancora il web per lanciare il filmato di oltre 10 minuti del brano che, insieme a La cura di Franco Battiato, ha anticipato il best L’Animale, in uscita oggi, 28 novembre.
Il video è disponibile in streaming su tutti i più importanti portali web e telefonici fino alle ore 13 del 1 dicembre.

YouTube


nov 28 2008

‘Sognando Chernobyl’, il video del nuovo brano di Adriano Celentano



Adriano Celentano riconferma, dopo l’anteprima di fine ottobre, la rete ed mtv.it come mezzi per lanciare il videoclip completo di “Sognando Chernobyl“, inedito incluso nella doppia raccolta di successi del Molleggiato, disponibile nei negozi a partire proprio da oggi, venerdì 28 novembre.

Il ‘best of‘ conterrà, in un disco, tutte le più belle canzoni del cantante e, nell’altro, brani che affrontano importanti temi sociali cari ad Adriano che, dopo aver festeggiato i suoi 70 anni e la sua cinquantennale attività, è pronto per una nuova sfida.

Sognando Chernobyl“, più che una lunga canzone, è un vero e proprio grido di dolore, un duro ed esplicito messaggio al mondo, da parte di un’artista che ha sempre fatto della schiettezza una sua peculiarità.

Guardate subito il video in allegato a questa news!

28/11/2008 - MTV.it