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feb 2 2012

Bruno Perini racconta Adriano Celentano

Memorie di zio Adriano

Mentre la polemica si gonfia e l’attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro “Memorie di zio Adriano”, la biografia non autorizzata del Molleggiato uscita per Mondadori, lo racconta in esclusiva per Affaritaliani.it.

“Non è una novità, Adriano ha fatto spesso beneficenza, sempre in silenzio. Oltre a crederci davvero questa volta ha voluto far capire che il problema per lui, in questo scontro con la Rai, non erano i soldi, ma l’autonomia. Quello su cui proprio non transige è l’avere carta bianca sui contenuti dei suoi interventi televisivi”.

Lei conosce bene la storia di Celentano, che dice, ha sempre avuto questa linea?
“Sempre, da Fantastico a Rock Politik, lui pone queste condizioni: il contenuto dei suoi interventi deve essere libero da qualsiasi controllo. Esattamente la parte del contratto che non accetta è quella sui “testi da concordare” proprio perché la sua conditio sine qua non per comparire davanti alle telecamere è avere massima autonomia; tutti, anche i parenti più stretti, rimangono all’oscuro di quello che dirà o farà fino alla diretta”.

Protagonismo? Amore per la libertà in generale? Che cosa c’è dietro a questo modus operandi?
“Lui ha da sempre a cuore la libertà di stampa e difende l’autonomia professionale degli artisti”.

Come mai la Rai ha ceduto secondo lei?
“Hanno bisogno di lui. Nel mio libro, Memorie di zio Adriano, l’ho chiamato re dell’audience per il potere che ha sul rientro pubblicitario. C’è un episodio indimenticabile nella storia della televisione italiana: accedde proprio durante il Festival di Sanremo condotto da Toni Renis, quando il direttore della rai era Flavio Cattaneo. Quell’anno il Festival si annunciava un flop clamoroso con una media di 6 milioni di spettatori al giorno. Pregarono Adriano di andare, lui accettò e lo fece gratis. Appena fu annunciato in trasmissione si registrò un balzo da 6 milioni a 14 milioni come punta massima, 12 milioni la media della serata. Nessuno lo dice ma Adriano è un business pazzesco per la Rai”.

Ha dimostrato la sua autonomia televisiva anche in altri casi, ci racconta qualche aneddoto?
“Nel 1987, a Fantastico, spostò milioni di spettatori dalla Rai a Canale5 e fece spegnere le tv. Poi il giorno prima del referendum chiese al pubblico di votare contro la caccia con gli slogan “la caccia è contro l’amore”, “io sono il figlio della foca non voglio che mia madre pianga”, venne processato e assolto perché non sapeva che fosse un reato condizionare il voto degli italiani e per la prima volta un tribunale considerò la buona fede. Oppure portò in prima serata Franca Rame che raccontò lo stupro che aveva subito. Fino alla polemica contro Berlusconi a Rock Politik…”

A proposito di Berlusconi, da un sondaggio lanciato su Affaritaliani.it risulta che gli italiani lo hanno eletto icona della sinistra, come mai? Lui era democristiano e cantava Chi non lavora non fa l’amore…
“Da biografo, avendo studiato la sua evoluzione politica oltre che artistica posso confermare che lui nel ’94 era assolutamente berlusconiano. Disse pubblicamente, rivolgendosi al Cavaliere: “Lasciatelo lavorare”. Si era ‘innamorato’ della sua proposta di abbassamento delle tasse e vedeva in Silvio un self made man e una grande novità politica. Poi si è ricreduto, pian piano, con le promesse non mantenute e diversi segnali. Poi si è verificato un fatto scatenante: qualche anno fa la Rai approvò uno sceneggiato su De Gasperi prodotto da Claudia Mori con l’approvazione della figlia di De Gasperi, che avrebbe avuto come regista Liliana Cavani, notoriamente di sinistra. Ma questo, evidentemente, non piacque all’ex premier; Agostino Saccà (responsabile delle fiction) telefonò a Claudia: “Niente Cavani o salta la fiction…”. Il fatto lo fece riflettere, e turbò molto il suo animo sensibile alla libertà di espressione”.

Celentano oggi scrive sui giornali, parla di politica…
“Legge molto. A differenza di una volta, non è più il re degli ignoranti. Editoriali, testi dei suoi interventi… Scrive tutto lui, da solo. Ha contribuito, e non poco, anche alle elezioni di Pisapia: i suoi fans, che spesso non sono di sinistra, lo hanno seguito perché lui ha questa capacità di spostare un intero elettorato”.

Che altro non approvava della linea berlusconiana?
“La sua politica anti-ecologica che ha culminato con il referendum sul nucleare”.

Ma le voci su Celentano in politica, sono plausibili?
“No, non lo farebbe mai. La voce cominciò a girare perché Celentano accettò di andare alla presentazione di un libro di Mario Capanna che ironizzò: “Perché non lo candidiamo a sindaco di Milano?”.

E di Monti che dice lo zio?
“Gli piace, lo trova una persona seria”.

Per tornare a Sanremo, allora non è prevedibile quello che farà?
“Nessuno sa niente. Nessuno. Lui è molto sensibile al tema della crisi, della povertà, della ripresa, delle piccole imprese, come dimostrano i testi dell’ultimo disco. Ma la sua forza sta proprio nella sua imprevedibilità, quindi potrebbe sorprenderci tutti e fare tutt’altro”.

01/02/2012 – Affaritaliani.it


dic 20 2011

Il vecchio leone ruggisce ancora

Di seguito “Le vieux lion rugit encore”, un bell’articolo su Adriano pubblicato da “Le Matin Dimanche”, uno dei più importanti giornali svizzeri.

Lo segnala la pagina ufficiale di Facebook di Adriano Celentano.

Le Matin Dimanche: 'Le vieux lion rugit encore'

Il nostro utente asso ci ha fatto la gentilezza di procurarci la traduzione in italiano e noi la riportiamo fedelmente:


Il vecchio leone ruggisce ancora

E’ più di una sconvolgente coincidenza. Adriano Celentano esce con il suo nuovo album, a qualche settimana dalle dimissioni di Berlusconi, dal rimpasto ministeriale e dal piano d’austerità annunciato in Italia.
Come se avesse atteso il suo turno per avere il campo libero.
Per memoria, Celentano è stato sempre molto critico verso il governo italiano, in particolare contro Berlusconi. Nel 2005, fece RockPolitik divenuto culto, mix tra rock e satira politica che non piaceva a tutto il mondo.
Il suo nuovo album si chiama “Facciamo finta che sia vero”. Celentano si presenta in tutto il suo splendore, pieno d’enfasi, di spirito e di ospiti a sorpresa. Ma sarà per noi impossibile chiedergli se ha scientemente scelto di tornare oggi. Perché Celentano è avaro di parole. “il mio album parla da sé” ripete.
Di colpo, alla conferenza stampa organizzata a Milano per lanciare il nuovo disco, rompe quattro anni di silenzio discografico, è… Claudia Mori, sua moglie, che risponde alle domande dei giornalisti! “la musica è mancata ad Adriano. E lui ha sempre la speranza che le cose possano cambiare” ha confermato lei.

Adriano Celentano è un personaggio culto in Italia. Nato al 14 della mitica Via Gluck, ha una settantina d’anni, è diventato uno degli italiani più conosciuti all’estero, più di 100 milioni d’album nel mondo. Azzurro, Svalutation, 24000 baci sono diventati simboli nazionali di un artista venerato ovunque.
I più grandi realizzatori italiani si sono disputati la sua presenza, da Fellini in La Dolce Vita a Pier Paolo Pasolini. Ma soprattutto, Celentano ha creato la sua reputazione con la sua totale libertà d’espressione, per il suo impegno.
Nel 1987, ha esortato gli spettatori di spegnere loro posto per cinque minuti per la pace nel mondo.
Nel 2001, si è lanciato in un monologo sulla donazione degli organi.
Prima di prendere posizione contro la caccia, il mondo moderno, per la causa animale fino a Rockpolitick. Dopo il silenzio di qualche anno, il vecchio leone si è risvegliato. Sempre arrabbiato. Sempre attaccato al suo paese. “Quello che tende a perdersi è la visione utopistica della vita. Dico a volte delle cose che sembrano irrealizzabili, ma finalmente, si sono realizzate. Se si perde questa visione utopistica, il mondo prenderà sempre la peggiore delle direzioni” dice Celentano per riassumere l’uscita del suo album. Non parla tramite la stampa, il leone, ma sceglie il modo più moderno possibile per comunicare, via Facebook, Twitter, blog.

L’Italia di oggi è al centro di “Facciamo finta che sia vero”. Il cantante si mette in mezzo a un paese in guerra, col suo basso, è per meglio significare ancora il suo attaccamento alla sua terra, la sua inquietudine di risvegliare le coscienze, sperando che non sia troppo tardi. Dai primi titoli “Non ti accorgevi di me” ci tiene accanto al gruppo rock Negramaro fa quasi metal. E poi con “Facciamo finta che sia vero” canzone che da il titolo all’album, firmato e interpretato in duo con Battiato, composto da Piovani, creatore della musica del film di Benigni “La vita è bella”. Questo brano è uno dei picchi dell’album. Come “Non so più cosa fare” che riabilita Manu Chao sparito da qualche anno. Ecco alla composizione di questa canzone essenziale, altro grande momento del disco, che mette in scena un paesaggio di guerra, fatto dal dolore della gente, di uomini in azione, intervallati dal canto di Adriano, Jovanotti, Battiato. Jovanotti ha consegnato brani come “Fuoco nel vento” e “La cumbia di chi cambia”. Ma la più impegnata di tutte è il titolo finale “Il mutuo” firmato da Celentano dove propone la decrescita come soluzione alla crisi economica attuale. Il cantante consegna un vero patrocinio sul suo paese: “l’Italia sarà bella senza nessuno che la divida, invocando la secessione” e la gente sarà felice perché avrà qualcosa da amare qualcosa che è nel dna, la bellezza. La bellezza di un Italia unita.”
Con questo album rivolto alla realtà, Celentano fa riflettere. Ma soprattutto diverte incanta e seduce ancora.

Fabrizio


set 12 2011

Santoro ritorna con «Comizi d’amore». E chiede aiuto a Celentano e Luttazzi

Il nuovo programma-progetto di Michele Santoro (tra online, digitale e canali Sky) si chiamerà «Comizi d’amore», come il film-documentario che Pier Paolo Pasolini girò nel 1965 per analizzare l’Italia di quegli anni. Lo ha annunciato l’ex conduttore di «Annozero» a Marina di Pietrasanta ieri pomeriggio alle 17 alla festa de Il Fatto Quotidiano diretto da Antonio Padellaro. Partenza a fine ottobre, 25 puntate previste, manca ancora il giorno di programmazione, con dieci euro di finanziamento si entrerà a far parte dell’associazione non profit «Servizio pubblico»
Santoro ha chiesto l’aiuto «di imprenditori come Sandro Parenzo, di Etabeta, del Fatto Quotidiano». La sua impresa «sarà una grande manifestazione televisiva, basterà mettersi davanti allo schermo. Se riusciremo a far vivere questo progetto sul digitale e sui canali Sky e se milioni di persone saranno lì, allora noi ci saremo avvicinati alla possibilità di trasformare la tv italiana». In sostanza Santoro ha riproposto il modello dei suoi precedenti esperimenti, «Rai per una notte» e «Tuttinpiedi»: «Andrò in ginocchio da Sabina Guzzanti, da Celentano, da Luttazzi per chiedere che ci aiutino, devono farlo per una tv libera da ogni censura».
Il discorso è servito a Santoro per offrire la sua versione del mancato approdo a La7: «Non so se sia vero che Berlusconi abbia davvero telefonato a Bernabè per impedirci di lavorare lì. Ma io lo dicevo ai miei, durante la trattativa. Guardate che Telecom è ipersensibile alle politiche del governo…». Secondo Santoro, tutto sarebbe saltato dopo la richiesta dell’amministratore delegato Giovanni Stella che gli aveva chiesto di sottoscrivere un obbligo «che nessun giornalista serio può condividere», cioè avere la scaletta della trasmissione prima della messa in onda. Domanda di Santoro: «In Borsa il titolo de La7 schizza in alto del 20% quando si sa della trattativa, e tu cosa fai? Mi chiedi la scaletta? Ma allora, ridateci Mauro Masi…».
Santoro ha attaccato duramente Berlusconi («C’è uno che ha detto che questo è un Paese di merda, che telefona con una Sim colombiana, che si inventa appuntamenti inesistenti per non recarsi dal magistrato. Quando diremo basta, è finita, fuori dalle balle?»), ma non ha risparmiato critiche al Pd («Il problema non è se Penati o altri siano colpevoli, il problema è che mentre stava maturando il più grande crack mondiale dell’economia, l’erede del partito dei lavoratori di questo Paese si occupava dell’assetto delle banche italiane e che la lista dei finanziamenti elettorali di Penati coincideva con i rapporti di affari intrecciati con quelle amministrazioni»).

12/09/2011 – Quotidianamente.net


giu 8 2011

Referendum, Celentano: “Ragazzi, votare è questione di vita o di morte”

Il cantante scrive per la terza volta al Fatto Quotidiano: “Il 50 per cento più 1 sarà l’inizio di una sorgente dalla quale sgorgheranno zampilli di energia pura”. E sui complimenti della Santanchè durante Annozero: “Solo una strategia divertente della nuova destra”

di Adriano Celentano

Secondo me, in casa Sallusti-Santanchè o viceversa, le cose sono andate così. La Santanchè gli ha detto: “Santoro mi ha invitata alla trasmissione sul NUCLEARE. Ci sarà anche Celentano ma stavolta in carne ed ossa, tu cosa ne dici, vado?”. Sallusti la guarda, non parla, attimi di silenzio interminabili che preoccupano non poco la Santanchè. Gli occhi di lei si fanno più grandi, sconvolta al pensiero che il suo compagno possa essere colpito da una improvvisa paralisi. Ma poi ecco la grande trovata: “Dovresti andarci – dice il rinvenuto Sallusti – in fin dei conti lui con te è stato carino anche se ti ha dedicato qualche battuta, però stavolta devi cambiare tattica”. La Santanchè si illumina curiosa, freme di sapere, pende dalle sue labbra, uguali, fra l’altro, a quelle di mio zio Eugenio fratello di mia madre. “Cambiare tattica in che senso?” dice lei già in assetto di guerra. “Nel senso che appena lui ti parla – si infervora Sallusti – devi coprirlo di elogi, di complimenti per la sua bravura come cantante; anche se ti dovesse attaccare devi continuare ad esaltarlo e a parlare di musica qualunque cosa lui ti dica”. “Hai ragione – dice raggiante la bella Santa – una tattica che ridimensionerà il suo misero lato politico”. Dunque parte la sigla. Annozero inizia con un crescendo folgorante che solo Santoro (naturalmente dopo di me) sa fare. Alle 10 e 40 circa, in pieno tema RADIOATTIVO, Ruotolo mi chiede: “Quanto è importante stavolta andare a votare e non andare al mare?” “Potrà sembrare un’esagerazione – gli rispondo – ma stavolta è questione di VITA o di MORTE ”. Fra gli ospiti e il pubblico in studio non vola una mosca. Al punto che Santoro rompe quel silenzio di tipo tombale presentandomi la Santanchè.

Io faccio appena in tempo a dire buongiorno, dimenticandomi che invece è sera. E lei, puntuale, esegue alla lettera ciò che il compagno-maestro le ha insegnato. Anzi, ha fatto di più: ha addirittura cantato “io non so parlar d’amore”.
Pur avendo capito al volo la nuova strategia della “NUOVA DESTRA” devo dire che mi sono divertito. Fa sempre piacere ricevere dei complimenti e non ho ragione di dubitare che, loro malgrado, siano veramente miei FANS. Sarebbe bello se i dibattiti si svolgessero anche in questo modo. Spezzare la tensione con frammenti di divertimento agevolerebbe il pubblico a casa a capire meglio e con chiarezza, quello che i politici di destra ultimamente NON dicono.

Temo però che quest’ultimo grido della “NUOVA DESTRA” non durerà molto. Appena si accorgeranno che nel frattempo in cui mi esaltano, quasi in tempo reale, accade tutto quello che il RE degli Ignoranti dice, torneranno purtroppo ai vecchi metodi. Durante la prima telefonata ad Annozero, antecedente al VOTO del PRIMO TURNO, dissi con ostentata e sfrontata sicurezza, che Pisapia aveva già vinto, in tutti i sensi, e che proprio perché aveva vinto non doveva infierire con la querela alla Moratti. Pisapia infatti vinse con un vantaggio di 7 punti. La stessa identica cosa accadde con la seconda telefonata ad Annozero. Mentre Lupi mi esaltava come uomo di spettacolo, Pisapia stravinceva con addirittura 11 punti di vantaggio. E naturalmente ritirò la querela contro la Moratti.

È chiaro che anche a me, come tutti quelli che hanno un minimo di sensibilità e un filo di narcisismo, non possono che farmi piacere certi apprezzamenti. Che tuttavia però, non bastano a frenare un’OPINIONE. Per esempio, come la penso, riguardo l’ultima trovata di Berlusconi: a quanto pare il governo ha fatto ricorso alla Corte costituzionale per chiedere che bocci la decisione della Cassazione per aver ammesso il referendum sul Nucleare.

Stavolta Berlusconi ha veramente alzato il tiro. Non si è sparato sui piedi, ma ha centrato in pieno le “due piccole cose” a cui lui tiene di più. Per fortuna il neo Presidente della Corte costituzionale Alfonso Quaranta ha detto chiaramente che non è nei poteri della Consulta bloccare un referendum. Insomma Berlusconi non sa più come fare, ce la sta mettendo tutta per far CADERE il GOVERNO, ma non ce la fa. Per ora il mio è solo un sospetto. Ma da una attenta analisi sugli ultimi comportamenti del Cavaliere, da me approfondita e studiata su basi che neanch’io conosco, sono arrivato alla triste conclusione che non si può non pensare che la disperazione lo abbia portato a chiedere aiuto perfino ai tre Cavalieri della Discordanza: Bersani, Vendola e Di Pietro. Pare che sia proprio di loro tre, l’orribile idea di CACCIARE Santoro dalla Rai. Berlusconi non voleva: è stato fino a notte fonda a cercare di convincerli ma non c’è stato niente da fare. “Come fate a non capire – li supplicava – se mandiamo via Santoro sarà la fine della Rai”.

“Certo, ma sarà anche la fine del tuo governo – gli dicevano – non era questo che volevi?” … Erano ormai le quattro di notte, Berlusconi era pallido e stravolto dalla stanchezza. Persino i suoi capelli apparivano sbiaditi, non più rossicci e schiacciati sulla testa, ma per la prima volta un po’ arruffati quel tanto da conferirgli un’aria scanzonata, quasi come di appartenenza al tutti per uno e uno per tutti. E poi a mezza voce senza alzare lo sguardo: “E se non bastasse?”… Il tono un po’ dimesso della domanda, era quanto di più appropriato ci potesse essere al disordine che si era creato nella stanza. I tre discordanti anche loro sfiniti e sbragati chi da una parte chi dall’altra, Tra sigarette, vino, tazzine di caffè sparse, pizze mangiucchiate e briciole un po’ dappertutto, improvvisamente si lanciano sguardi di intesa. È chiaro che il più indicato a rispondere è Bersani: “Se non bastasse ci rimane un’ultima carta: Floris, Dandini e Fazio… Dopodiché non ci resta che fuggire tutti e quattro all’estero”. Berlusconi è perplesso, cammina a piccoli passi avanti e indietro per la stanza sempre più spettinato. Poi con aria affranta si rivolge a Di Pietro mettendogli una mano sulla spalla: “Cosa ne sarà della Rai?”. Di Pietro lo guarda sconsolato: “Il tuo governo la sventrerà in tanti piccoli Vespasiani sparsi per l’Italia”. Ma la cosa importante adesso, anche per salvare Berlusconi oltre che i francesi, che come Veronesi, dormono praticamente sulle SCORIE RADIOATTIVE, è che tutti vadano a votare e scrivano sul foglio elettorale:

SI’ – per abrogare il NUCLEARE
SI’ – per abrogare la privatizzazione dell’ACQUA
SI’ – per abrogare il LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Le date del 12 e 13 giugno saranno ricordate come i giorni della riscossa e della purezza contro le contaminazioni malvagie delle SCORIE RADIOATTIVE. Sarà proprio in quei giorni infatti che dalla strana percentuale del 50 per cento + 1 nascerà l’inizio di una SORGENTE dalla quale sgorgheranno i primi zampilli di energia pura. Che non si limiterà al solo compito di scaldare e illuminare le città, ma soprattutto a riaccendere nel cuore degli uomini quel sentimento di trasparenza e lealtà dal quale poi, nasce l’amore per la bellezza delle cose che ci circondano.

E sarà proprio questa “BELLEZZA” a tracciare la via per la ricerca di quello che sarà il NUOVO NUCLEARE. Quello PULITO che NON produce scorie perché avviene tramite la FUSIONE FREDDA. Certo la strada è ancora lunga, ma solo la Bellezza può fare simili miracoli. Ma perché il miracolo avvenga è assolutamente necessario che nell’animo dell’uomo si creino le condizioni di un terreno fertile di verità, dove nessuna corruzione di nessun genere potrà attecchire. Sarà quello il campo dove il dolce tepore della fusione fredda germoglierà il fiore più bello. Che sarà appunto quella FUSIONE di BELLEZZA e di GIUSTIZIA che si propagherà per tutta la terra, e che già la si può identificare nel triangolo Milano-Napoli-Cagliari. Qualcosa mi dice che la scintilla di un nuovo mondo corre lungo la linea dei nuovi Sindaci di queste tre città.

08/06/2011 – Il Fatto Quotidiano


giu 1 2011

AnnoZero 02.06.2011

E IO VOTO?
IN ONDA GIOVEDI’ 2 GIUGNO

Dopo il voto di Milano e di Napoli, sarà l’esito del referendum sul nucleare ad avere un peso decisivo sulla tenuta del governo Berlusconi? gli italiani andranno o no al voto?

Ospiti di Michele Santoro: Daniela Santanchè del Popolo della Libertà, Ignazio Marino del Partito Democratico, Chicco Testa del Forum Nucleare, il professor Franco Battaglia (Università di Modena e Reggio), il direttore esecutivo di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio.

Interverrà anche Adriano Celentano?

www.annozero.rai.it


giu 1 2011

Celentano mette nei guai Santoro: “Annozero” multato per violazione della par-condicio

Galeotto fu il messaggio pro-Pisapia

Michele Santoro in diretta telefonica con Adriano Celentano Dopo aver multato i principali tg nazionali per aver mandato in onda a reti unificate l’intervista al premier Silvio Berlusconi in periodo di elezioni, l’Agcom ha sanzionato anche “Annozero“. Il motivo? Michele Santoro ha permesso ad Adriano Celentano di esprimere il proprio parere favorevole al candidato a sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, violando il divieto di manifestare le proprie preferenze di voto, previsto dalla legge sulla par condicio.

La Rai, comunque, non dovrà pagare alcuna multa. Basterà, infatti, precisare che nel corso della trasmissione (quella del 26 maggio 2011) è stata commessa una violazione. L’Agcom ha preso questa decisione a maggioranza, con i voti favorevoli del presidente Corrado Calabrò e Antonio Martusciello, mentre si sono espressi in maniera contraria Michele Lauria e Sebastiano Sortino, Gianluigi Magri, invece, ha preferito astenersi. La delibera è passata perchè, in caso di parità, è decisivo il voto del presidente.

La sconfitta ai ballottaggi ha scatenato le ire del Pdl, che ha segnalato il caso all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Secondo il centrodestra, infatti, l’intervento del Molleggiato avrebbe spostato voti direzione contraria: “Ancora una volta il tele-tribuno Santoro ha considerato le regole sulla par condicio un optional. Le nostre convinzioni si sono rivelate piu’ che fondate e prontamente l’Agcom, accogliendo il nostro esposto, ha ravvisato, nella trasmissione Annozero di giovedi’ scorso, la violazione del divieto di manifestare le proprie preferenze di voto, previsto dalla legge sulla par condicio. Come da noi chiaramente evidenziato, la telefonata di Celentano si è risolta in uno sfacciato spot elettorale a favore del candidato Giuliano Pisapia. Siamo pertanto soddisfatti della decisione dell’Agcom”, ha dichiarato il senatore Alessio Butti.

Ripicca è fatta, insomma.

Francesco G. BalzanoImmagine anteprima YouTube

31/05/2011 – www.abruzzo24ore.tv


mag 27 2011

Annozero, quattro commissari Agcom: «Subito istruttoria su Celentano»

ROMA – Quattro commissari dell’Agcom, Antonio Martusciello, Stefano Mannoni, Roberto Napoli e Enzo Savarese hanno fatto richiesta agli uffici competenti di aprire con urgenza un’istruttoria sulla puntata di Annozero di ieri.

«In particolare – si legge in una nota – oggetto di accertamento, per presunta violazione delle norme sulla par condicio, è l’intervento di Adriano Celentano, nel corso del quale il cantante ha manifestamente espresso le proprie preferenze di voto in favore del candidato Giuliano Pisapia nel turno di ballottaggio che si svolgerà a Milano il 29 e 30 maggio, contravvenendo così all’esplicito divieto previsto dall’art. 5 comma 2 della legge 28/2000».

Lunedì scorso l’Autorità delle comunicazioni aveva multato Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio aperto per le interviste al premier Silvio Berlusconi di venerdì sera. Tg1 e Tg4 erano già stati multati nei giorni precedenti. Il Garante per le comunicazioni giovedì ha poi richiamato anche il Tg3, chiedendo di dare subito spazio a un rappresentante del centrodestra dopo l’intervento in diretta di Antonio Di Pietro andato in onda lo stesso giorno delle contestate apparizioni del premier.

«E’ evidente che la richiesta di un’istruttoria sull’intervento di Adriano Celentano da parte degli esponenti berlusconiani dell’Agcom serve a fare da cassa di risonanza ai ridicoli esposti del Pdl. La
smettano di fare il gioco delle tre carte perché non sono credibili: i cittadini sanno che l’unica anomalia è il conflitto di interessi e l’invadenza mass mediatica del premier». Lo afferma il senatore Pancho
Pardi, Capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione di Vigilanza.

«Siamo di fronte ad interventi di chiara natura censoria, mossi da una forza politica che sta cercando di comprimere gli spazi di informazione e la libertà di espressione perchè si trova in manifesta difficoltà nei confronti dell’elettorato – dice Michele Santoro – Invito formalmente l’Agcom a non prestarsi a questa strumentalizzazione indegna, dopo che è già stata fatto oggetto di pressioni pesanti del Presidente del Consiglio nei confronti di Annozero ancora al vaglio della Magistratura». La finalità della legge sulla par condicio – fa notare Santoro citando articoli del provvedimento, «non è quella di impedire la manifestazione di opinioni politiche ma è quella di garantire parità di trattamento e imparzialità rispetto a tutti i soggetti politici». Il conduttore ricorda l’indicazione della Vigilanza a non confondere programmi di informazione con la comunicazione politica. «Nella nostra trasmissione di ieri – sottolinea – si è parlato delle elezioni di Milano perchè sono indubitabilmente l’argomento più trattato in tutti i giornali ed i telegiornali italiani. Si tengono normalmente nella televisione italiana (e si sono tenuti anche questa mattina) dibattiti tra esponenti politici che naturalmente manifestano le loro preferenze per la Moratti o per Pisapia senza che questi diano luogo ad interventi dell’Agcom».

Durante Annozero, spiega Santoro, «Adriano Celentano ha manifestato la sua preferenza per Pisapia in un libero contraddittorio con Maurizio Lupi, al quale è stato affidato il coordinamento della campagna elettorale a favore di Letizia Moratti. Lo aveva già fatto in un’altra occasione senza suscitare alcun intervento da parte dell’Agcom». Poi aggiunge che era presente anche il candidato a vicesindaco ed europarlamentare della Lega Nord Matteo Salvini: «Quindi Celentano ha dialogato con Lupi e con Salvini, che hanno apertamente manifestato le loro opinioni favorevoli all’elezione di Letizia Moratti». Ricorda che nel dibattito è intervenuto brevemente Bruno Tabacci, del Terzo Polo, «che ha confermato l’indicazione per la libertà di voto della sua formazione politica ma, sollecitato da Celentano, ha manifestato una personale inclinazione per Pisapia. Niki Vendola, presente in trasmissione, si è astenuto. Non si comprende come sarebbe stato possibile parlare dell’importanza politica delle elezioni di Milano senza manifestare preferenze di voto. E non si capisce quale legge impedisca di dedicare una trasmissione di approfondimento informativo alle elezioni di Milano. D’altra parte, perchè quelle precedenti non sono state impedite? E perchè le opinioni espresse nelle nostre precedenti puntate sono state ritenute legittime? Siamo di fronte ad interventi di chiara natura censoria, mossi da una forza politica che sta cercando di comprimere gli spazi di informazione e la libertà di espressione perchè si trova in manifesta difficoltà nei confronti dell’elettorato. Invito formalmente l’Agcom a non prestarsi a questa strumentalizzazione indegna, dopo che è già stata fatto oggetto di pressioni pesanti del presidente del Consiglio nei confronti di Annozero ancora al vaglio della magistratura».

27/05/2011 – Il Messaggero


mag 27 2011

Celentano ad AnnoZero, attacca PDL e Lega

Immagine anteprima YouTube

Michele Santoro al telefono con Adriano Celentano ROMA – Lunga telefonata di Adriano Celentano ad Annozero, come nella puntata di due settimane fa. Il Molleggiato ha svariato su vari temi dell’attualità, soffermandosi soprattutto sulla campagna elettorale a Milano e confrontandosi in una stimolante discussione con il conduttore Michele Santoro, con Maurizio Lupi del Pdl e con Bruno Tabacci del Terzo Polo.

Da Celentano, affondi a ripetizione contro il Pdl e la Lega che non «ne stanno azzeccando una» nella campagna elettorale di Milano; con l’accusa, poi, di «trattare i milanesi come una massa di deficienti e di cretini incapaci di decifrare le vostre falsita». Il Molleggiato le ha «cantate» al centrodestra e alla Moratti, regalando alla trasmissione di Michele Santoro la sua ‘dichiarazione di voto’ a favore di Giuliano Pisapia.

Per il molleggiato «anche la Lega sta precipitando con gli spauracchi di zingaropoli e le moschee». E rivolto a Maurizio Lupi del Pdl ha esclamato: «Perchè gli islamici non devono avere un posto in cui pregare? ma che cristiani siete voi ciellini? È Gesù che lo vuole, prima ancora di Tettamanzi». Quindi una sferzata a Ignazio La Russa che «a Ballarò ha detto che Pisapia per agevolare i drogati vuole adibire la stanza del buco. Voi – ha tuonato – state trattando i milanesi come una massa di cretini incapaci di capire le vostre falsità».

Celentano ha accusato il centrodestra di aver «sequestrato tutte le reti Tv» e di aver condotto una campagna elettorale all’insegna del «cannibalismo». Se l’è poi presa con Pier Ferdinando Casini che «da 4 anni anni non fa che dire che Berlusconi ha finito il suo tempo ma quando gli si presenta l’occasione di accompagnarlo verso l’uscita dice ‘non sostengo nè l’uno, nè l’altro candidato’. Se non tira la volata quando ha l’occasione – ha detto ancora il cantante milanese – qualche sospetto viene. Invece – ha concluso – Fini è coerente ho letto che appoggia Pisapia».

SANTORO A BERLUSCONI: NAPOLETANI NON SONO FESSI «Non sappiamo quanto cervello abbiano i napoletani, ma penso che non siano fessi e non sarà un Annozero in più o in meno a fare la differenza». A dirlo è Michele Santoro, che anticipa così i temi trattati nella puntata di Annozero, dedicato questa settimana ai ballottaggi.
Il presentatore commenta anche il rifiuto del candidato sindaco del centrodestra a Napoli, Gianni Lettieri, di un confronto nel programma di Rai2 con il suo avversario ai ballottaggi Luigi De Magistris. «Caro Berlusconi, lei dice che chi vota De Magistris è senza cervello – ha aggiunto il conduttore – ma quelli che hanno votato lei a Milano sono intelligenti o stupidi? Forse Lettieri poteva recuperare il voto di qualche mentecatto se fosse venuto qui».
Santoro ha inoltre mandato in onda le critiche che Berlusconi ha rivolto al suo programma nel corso della puntata di ieri di Porta a Porta. «Non so quale puntata di Annozero abbia visto – ha continuato sempre rivolgendosi al premier -. Lei ha un cervello grosso così, ma la memoria non l’aiuta. Dopo il terremoto dell’Aquila ci definirono sciacalli perchè avevamo detto che, siccome c’era uno sciame sismico da diversi giorni, forse si poteva attuare un piano di emergenza. I giudici la pensano come noi. Io penso comunque che potrebbe avere ragione lei, ma deve riconoscere che noi lavoriamo onestamente».
Il conduttore, rifendosi all’addio di Elisa Anzaldo alla conduzione del Tg1 della notte, ha quindi criticato «i giornalisti o stanno al gioco o si mettono da parte». «O siamo liberi tutti o non lo siamo fino in fondo – ha detto parlando ancora a Berlusconi -, perfino lei sarebbe meno libero senza Annozero».

27/05/2011 – Leggo.it


mag 26 2011

Prima Pisapia poi i referendum

‘Dopo vent’anni di berlusconismo, c’è voglia di cambiamento. A Milano e in tutto il Paese. Per questo sto con Giuliano. E ancora più importante è il voto del 12 giugno sul nucleare e sull’acqua’. Parla Adriano Celentano

“Pisapia è l’unico sindaco che abbia la faccia da bambino. Dice cose importanti però con l’entusiasmo di quel bambino che in lui non è mai morto. Ha la capacità di risvegliare la creatura da troppo tempo anestetizzata nell’animo dei milanesi. Una caratteristica che non ha certo la Moratti e che purtroppo mancava da 15 o 20 sindaci fa”. Adriano Celentano rompe il silenzio con un’intervista a l’Espresso in edicola domani e si schiera in sostegno di Giuliano Pisapia nel ballottaggio di Milano:
“Quasi vent’anni di berlusconismo hanno senz’altro agevolato la sete di cambiamento che da qualche anno a questa parte pulsa nei milanesi”.

Celentano lancia un appello a Beppe Grillo perché sostenga il candidato della sinistra: Caro Beppe tu non hai certo bisogno della Moratti se malauguratamente vincesse, ma di Pisapia hai bisogno eccome. Tu sei troppo intelligente per non capirlo. Pisapia è la chiave d’accesso a quella svolta che tu hai iniziato tanto tempo fa. Non puoi quindi precluderti i diversi lasciapassare che con chiunque altro (data la trasparenza del tuo programma) sarebbero bloccati. Vorrei che tu per un attimo passassi in rassegna i volti di coloro con i quali avresti a che fare, nel caso accadesse che i milanesi fossero presi da un nuovo colpo di sonno”.

Vuole tentare di fotografarli lei?
“Basta guardare con quale arroganza gli Assatanati di Berlusconi stanno occupando tutte le reti televisive tranne una che per fortuna si distingue, La7 di Mentana. Non si rassegnano al grande risveglio dei milanesi, per cui non gli resta che l’arma della violenza (Lassini insegna). Ne cito uno e mi riferisco all’insopportabile Maurizio Lupi in arte “Mannaro” da come si attiva nella continua scorrettezza di interrompere i suoi interlocutori con false tiritere ossessivamente lunghe e ripetitive. Insistendo imperterrito, con la sua voce monocorde da megafono, a parlar sopra all’avversario con l’intento di non far capire ai telespettatori le ragioni dell’altro”.

Lei nel 1994 votò per Silvio Berlusconi. Lo considerava una speranza? Si è pentito?
“Una speranza? In un certo senso sì. Vedevo in lui un qualcosa di diverso pur se non del tutto decifrabile. Però anch’io, come tanti credo, fui preso all’amo da un’affabilità giocosa e simpatica, quindi lo votai se non altro per cambiare. Ma subito mi accorsi che il suo modo di pensare era distante anni luce dal mio”.

Le faccio tre nomi. Gianfranco Fini, Massimo D’Alema, Antonio Di Pietro. Può tracciare un ritratto del terzetto?
“A mio parere la rottura tra Fini e Berlusconi è stata, da parte di Fini, giusta e necessaria. Era un sodalizio che evidentemente non poteva più andare avanti. Ognuno ha in mente una destra diversa e quella di Fini, francamente, mi sembra più indirizzata verso la democrazia. D’Alema mi è sempre piaciuto. Tranne quando in una sua dichiarazione lo sentii leggermente a favore delle centrali nucleari. Ma spero si sia ravveduto. Anche perché Bersani ha dichiarato più volte di essere contro il nucleare. Bravo Bersani! Ma il più rock dei tre è e rimane Antonio Di Pietro. E’ il politico che più di tutti, assieme a Grillo, persegue la verità anche a costo di perdere qualche voto”.

Il 12 e 13 giugno si voterà per i referendum. Un fine settimana importante. Legittimo impedimento, nucleare, privatizzazione dell’acqua. Abbiamo appena visto la catastrofe di Fukushima e forse, quasi sicuramente, non tutto abbiamo ancora scoperto sulle conseguenze future. Quanto è importante non andare al mare questa volta?
“Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma è una questione di vita o di morte. Il 12 e 13 giugno bisogna assolutamente andare a votare contro l’assurdità delle centrali nucleari e quindi contro l’ottusità di quei governi che, come il nostro, sono invece favorevoli a dar vita a delle macchine infernali che prima o poi ci uccideranno”.

di Malcom Pagani

25/05/2011 – L’Espresso


mag 2 2011

Grazie Adriano, mobilitiamoci per i referendum

Caro Adriano,
voglio prima di tutto ringraziarti per le parole di stima nei miei confronti che hai scritto nella lettera al “Fatto Quotidiano”. Le considero un riconoscimento molto importante, perchè vengono da un uomo nei cui confronti nutro da sempre la stessa stima.
In questi tempi faziosi in cui ci si schiera sempre non a seconda di quello che si pensa e che si crede che sia giusto ma a seconda di cosa conviene di più a sè stessi e alla propria parte politica, c’è bisogno di uomini liberi come te, che hai sempre condotto battaglie coraggiose guardando solo al merito dei problemi e non a chi facevano comodo e a chi scomodo. Io credo che questa si chiami onestà intellettuale e che sia quello che più manca nella politica italiana.
Ma voglio ringraziarti anche per l’aiuto che con il tuo appello al voto per i referendum hai dato non all’Italia dei Valori ma all’Italia e agli italiani. Stiamo correndo, tutti, grandissimi rischi. Uno è che tra due anni, grazie ai giochi di prestigio del grande truffatore che ci governa, ci ritroviamo con centrali nucleari sparse ovunque, sull’orlo di un abisso di morte.
E’ una situazione veramente assurda. Proprio adesso che tutto il mondo inizia a darci ragione e che persino chi governa uno dei Paesi più nuclearizzati d’Europa, la Germania, dice che bisogna tornare indietro dal nucleare, il ministro Romani ci viene a spiegare che siccome eravamo i soli ad avere ragione dobbiamo vergognarci e cominciare ad avere torto e a costruire le centrali nucleari anche noi. Ma che logica è mai quella che segue il nostro governo?
Un altro rischio, altrettanto terribile, è che nel nostro Paese la peggiore bestemmia diventi legge. Privatizzare l’acqua è come privatizzare l’aria. Significa mettere una tassa sulla vita a vantaggio di qualche ricco e di qualche potente. Questo non è un insulto contro il Capitale di Marx ma contro il Vangelo di Gesù Cristo. Quando Berlusconi va in giro a dire che lui difende i valori cristiani dimostra di non aver capito proprio niente di quei valori. Non li capisce e non li segue. Ne parla solo perchè spera di accaparrarsi i voti degli elettori cattolici per poi dargli la solita fregatura tradendo quei valori come fa quando vuole privatizzare l’acqua.
Ma c’è un terzo rischio, e forse è il peggiore di tutti. E’ il rischio che il nostro Paese si abitui e si rassegni a tutto, si convinca che tanto non c’è niente da fare, che è normale che la democrazia venga tradita senza che nessuno muova un dito, che chi governa cerchi di fregare i cittadini e se ne vanti pure pubblicamente, che i potenti restino sempre impuniti, che si raccontino bugie ridicole come quelle sulla nipote di Mubarak e tutti invece di indignarsi strizzino l’occhietto.
E’ questo modo di pensare e di comportarsi immorale e nefasto che Berlusconi ha diffuso piano piano, come un veleno. Per questo il referendum sul legittimo impedimento è così importante. Non è solo un referendum su una specifica legge particolarmente ingiusta e odiosa, ma è anche un referendum simbolico su quel modo di governare.
Tu hai fatto appello alla coscienza di Silvio Berlusconi, e certo che una coscienza deve avercela pure lui perchè ce l’hanno tutti. Ma io non credo che la ascolterà nemmeno stavolta, perchè è troppo tempo che ha smesso di darle retta, e quindi farà tutto il possibile, senza guardare in faccia a niente e a nessuno, pur di evitare che siano i cittadini italiani, inclusi molti dei suoi ex elettori delusi, a giudicarlo nelle urne. Userà tutti i suoi mezzi, che sono moltissimi. Non possiamo sperare di farcela senza l’aiuto delle persone oneste come te, senza l’impegno di quelle personalità dello spettacolo e della cultura che hanno abbastanza coraggio per sottrarsi al ricatto di un uomo che comanda molto anche in quei settori.
L’Italia dei Berluschini, delle Santanchè, degli Straguadagni e degli Scilipoti non vincerà per sempre. Ma se non la fermiamo subito ci lascerà un Paese ancora più devastato di come è adesso. Per questo è importante che tutti i cittadini italiani si mobilitino, seguendo le indicazioni che hai dato tu.
Il 12 e il 13 giugno possiamo fermarla, grazie anche al tuo aiuto e al tuo appello.
Un grande e sincero grazie.

Antonio Di Pietro

02/05/2011 – Il Blog di Antonio Di Pietro