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dic 4 2011

Celentano canta per Genova alluvionata

Show con Grillo, Paoli e Antonacci a favore delle vittime del maltempo.

Non poteva non esserci, lui che ha fatto dei temi dell’ambiente il suo personale pentagramma. Sorpresa-Celentano a Genova, che è uscito finalmente dal suo amato riserbo sollecitato da Beppe Grillo dopo un silenzio, sui palchi si intende, durato quasi 14 anni. Ha scelto di andare al PalaCep Pianacci, estrema periferia di Genova, per la kermesse che lo vedeva insieme a Beppe Grillo, Gino Paoli e Biagio Antonacci per una serata in favore delle vittime dell’alluvione del 4 novembre.

Gino Paoli, Beppe Grillo e Adriano Celentano
(© Ansa) Gino Paoli, Beppe Grillo e Adriano Celentano.

LA VIA GLUCK DELLA LIGURIA. Ha cantato Celentano, e ha commosso tutti, con il Ragazzo della via Gluck, accompagnato dal pubblico. Testimonial carismatico di chi, a un mese dal fiume di fango che ha ucciso sei persone di cui due bambini, ha deciso di partecipare a una serata sotto il tendone di una periferia per aiutare chi ha perso tutto. «Trova case su case, case e cemento, là dove c’era l’erba ora c’è una città», ha cantato. La parabola della cementificazione e della natura derubata. Quello che in fondo è successo in Liguria dove la natura si è ripresa i suoi spazi, uccidendo e sfasciando tutto ciò che era stato costruito.

Grillo contro la Siae: «Hanno voluto il 10% sulle canzoni, qui gli artisti son venuti gratis»

Gino Paoli, Beppe Grillo e Adriano Celentano
(© Ansa) Gino Paoli, Beppe Grillo e Adriano Celentano.

Prima è stato Grillo a affascinare gli oltre 1500 presenti con la sua consueta, ferocissima dialettica accompagnata per un tratto dallo swing dei ‘Locomotive’. Grillo, che ha ricordato la Genova di quando era bambino – «davanti alla mia casa viveva il killer Donato Bilancia, ma la mia mamma mi diceva ‘Beppe, se fai tardi, fatti accompagnare da Donatino che sto piu’ tranquilla» -, che ha attaccato la Siae perché per la serata di beneficenza ha preteso il 10% sui brani – «e io li ho mandati a fanculo perché qui gli artisti sono venuti gratis» – ha poi introdotto don Gallo, il leader della comunità di san Benedetto al porto che a sua volta ha ‘salutato’ la Siae.

NON È BENEFICIENZA, È SOLIDARIETÀ. A Biagio Antonacci il compito di ‘aprire le danze’, scaldando il pubblico, prima con un omaggio al celebre cantautore genovese Bruno Lauzi e offrendo i suoi brani più noti. «Questa non dev’essere beneficenza», ha detto Antonacci. ma dev’essere solidarietà. E lancio un appello a tutti gli artisti, che si mobilitino».

Gino Paoli, Beppe Grillo e Adriano Celentano
(© Ansa) Grillo e Celentano insieme sul palco di Genova.

Dopo Antonacci, Gino Paoli che ha battibeccato con Beppe Grillo prima di intonare le bellissime Senza fine e Sapore di sale. Una standing ovation infine ha accolto Adriano Celentano: vestito di nero, è stato travolto dall’affetto dei ragazzi che hanno cantato Il ragazzo della via Gluck. Celentano si è commosso: non voleva cantare ma «don Gallo fa il miracolo». Così, prima ha accennato a un rock ‘n roll accompagnato dall’improbabile Grillo-pianista poi ha cantato: «Sono 17 anni che non salivo su un palco. Ma vi prometto che tornerò». Genova lo aspetta.

04/12/2011 – Lettera43.it


dic 4 2011

Celentano per Genova ferita: “Fatevi contagiare dall’onestà”

Dopo 17 anni che non saliva su un palco per incontrare dal vivo il pubblico, il “molleggiato” interviene all’appuntamento per la città alluvionata. Canta “Il ragazzo della via Gluck” e insegna: “Il pericolo viene da chi guadagna. Non seppelliamo il sogno italiano”. E Grillo se la prende con la Siae: “Ha chiesto il 10% sui brani ma io li ho mandati a ramengo”
di NADIA CAMPINI

Celentano per Genova ferita 'Fatevi contagiare dall'onestà'

Molti fino all’ultimo non ci credevano, invece alla fine è arrivato anche lui, Adriano Celentano, il molleggiato, che ha detto di no a Fiorello e dodici milioni di spettatori in tv per venire fino a Pianacci, sulle alture del Ponente, una periferia che si sta riscattando, per una serata di parole, musica e solidarietà in favore degli alluvionati di Genova.

E nonostante la promessa di non cantare si fa pure convincere da don Andrea Gallo, il “prete partigiano”, e canta con don Gallo che balla sul palco. “Erano diciassette anni che non salivo sul palco _ ammetterà poi _ c’è voluto mister quattro e mezzo per cento”, dice, prendendo in giro Grillo con il suo movimento Cinquestelle.

Adriano si scatena con “Il ragazzo della via Gluck”, dopo una delle sue prediche graffianti declinate questa volta sul cemento di Genova. “C’è l’uomo che guadagna e quello che non guadagna _ attacca Celentano _ e il pericolo viene da quello che guadagna”.

E prosegue: “Noi non siamo quei becchini che hanno seppellito il sogno italiano. Voi non potete sognare, siete schiavi degli immobiliaristi, degli imprenditori che appena il profitto scende non ci pensano di lasciare a casa migliaia di operai, siete schiavi di una destra corrotta colpevole di aver massacrato l’Italia che ha le origini nella Dc, ma che non è solo di destra ma anche di sinistra… Come fate a sognare, perché sarete subissati dagli incubi di una Genova soffocata dal cemento”.

Celentano racconta l’alluvione di Genova, di Messina, delle Cinque Terre come di un incubo, per dire che “dobbiamo convincere i governi di destra e sinistra che il lavoro più divertente di un politico è quello di agire con onestà per il bene del paese”. E parla del “virus dell’onestà come un virus benefico che può contagliare un intero popolo”.

Parla del debito pubblico, e si dice convinto che è giusto se non ci rimette solo la povera gente. “Sono favorevole alla matrimoniale”; Grillo lo corregge, ma lui insiste, “matimoniale o matriciana non ricordo più”, e se la prende con “quel pazzo del ministro dell’ambiente che si è addormentato quando si è fatto il referendum sul nucleare”.

Al Palacep erano arrivati in 1.500, rispondendo all’appello dell’associazione Pianacci per ascoltare Beppe Grillo, Gino Paoli, Celentano e Biagio Antonacci, con Grillo a fare da mattatore. E’ stato lui a affascinare per primo il pubblico raccolto sotto il tendone del PalaCep con la consueta, ferocissima dialettica. Grillo, che ha ricordato la Genova di quando era bambino (“davanti alla mia casa viveva il serial killer Donato Bilancia, ma la mia mamma mi diceva ‘Beppe, se fai tardi, fatti accompagnare da Donatino che sto piu’ tranquilla”), che ha attaccato la Siae perché per la serata di beneficenza ha preteso il 10% sui brani (“e io li ho mandati a fanculo perchè qui gli artisti sono venuti gratis”), che ha introdotto don Gallo, il leader della comunità di San Benedetto al porto che a sua volta ha ‘salutato’ la Siae. Grillo se l’è presa anche con il cardinal Angelo Bagnasco “e i suoi bodyguard”: “Una volta gli ho detto: cardinale, se Gesù Cristo avesse avuto 12 guardie private al posto dei dodici apostoli, a quest’ora non sarebbe stato crocifisso, non ci sarebbe stato il Cristianesimo e lei ora sarebbe senza lavoro”.

03/12/2011 – La Repubblica


dic 1 2009

Battiato, Bocelli, Celentano e Ligabue contro la Siae

SIAE - Società Italiana Autori ed Editori

Tre importantissimi famosi cantautori italiani sono i firmatari di una lettera aperta contro l’ente preposto alla protezione e all’esercizio dei diritti d’autore.

Sono in molti a considerare la Società Italiana Autori ed Editori un ente inutile e che propongono di abolirla. Oltre agli appassionati di musica, la richiesta è arrivata anche dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Corte di Cassazione italiana, le quali sono però state sempre ignorate.

Adesso all’appello si uniscono anche nomi illustri della musica italiana, quali Franco Battiato, Andrea Bocelli, Adriano Celentano e Luciano Ligabue, i quali hanno firmato una lettera nella quale si denunciano i numerosi malfunzionamenti dell’ormai costosissimo ente.

In particolare viene messa in discussione la serietà della società che, guidata da vertici non appartenenti alla base associativa, molto spesso dirottano gli utili alla copertura delle perdite di gestione invece che degli autori. Anche Facebook si è movimentata attraverso gruppi legati all’iniziativa.

In particolare gli utenti lamentano l’eccessivo costo per l’acquisto di CD musicali, ai quali molto spesso si preferisce l’utilizzo di programmi dedicati al file sharing per il download di brani mp3. Secondo un’indagine eseguita alcuni mesi fa, il 76% del bilancio SIAE è servito per coprire i costi del personale, costi che ammontano a 193 milioni di euro all’anno.

30/11/2009 – trackback.it


nov 30 2009

I cantanti Big contro la Siae

Adriano Celentano, Eros Ramazzotti e Franco Battiato sono fra i cantanti che hanno firmato la lettera aperta contro la Siae. Si è inceppato il meccanismo Siae?

Da anni scriviamo che la Siae non è al passo con i tempi. Lo dimostrano innanzitutto le cifre, ma anche proteste delle associazioni consumatori e tentativi di svecchiamento del Diritto d’autore proposti anche da parlamentari della maggioranza.

Adesso arriva la lettera aperta contro la Siae, firmata da cantanti quali Adriano Celentano, Eros Ramazzotti e Franco Battiato, ma anche da Emi, SugarMusic, Cam, Clan edizioni musicali. Il meccanismo Siae sembra essersi inceppata, in una macchina troppo farraginosa (90mila aderenti, 1400 dipendenti e 671 milioni di euro di diritti incassati nel 2008, in crescita del 5,7% sul 2007).

Nonostante la pirateria e la crisi economica, i numeri non sono male: del fatturato, oltre 61 milioni provengono dall’equo compenso per copia privata ed oltre 62 milioni dal comparto multimediale.

L’area musicale che ha generato incassi per oltre 470 milioni di euro con un incremento di 21 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Ma la macchina SIAE nel 2008 è costata al sistema cultura oltre 187 milioni di euro, un po’ sopra al 2007.

Cosa lamentano autori ed editori? I firmatari della Lettera aperta denunciano che il 50% del vertice Siae sia composto di membri non appartanenti alla base; inoltre c’è il sospetto che gli utili coprano perdite di gestione, invece di arrivare agli autori che hanno creato quella ricchezza. Non è una lettera contro il Presidente, appena riconfermato, Giorgio Assumma: ma un Cahier de doléances per dare la sveglia alla Siae. La Siae dovrebbe tagliare la zavorra burocratica e aprirsi a maggiore pragmatismo e a un efficace rinnovo.

30/11/2009 – ITespresso.it