dic
1
2009
pubblicato da andryonline

Tre importantissimi famosi cantautori italiani sono i firmatari di una lettera aperta contro l’ente preposto alla protezione e all’esercizio dei diritti d’autore.
Sono in molti a considerare la Società Italiana Autori ed Editori un ente inutile e che propongono di abolirla. Oltre agli appassionati di musica, la richiesta è arrivata anche dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Corte di Cassazione italiana, le quali sono però state sempre ignorate.
Adesso all’appello si uniscono anche nomi illustri della musica italiana, quali Franco Battiato, Andrea Bocelli, Adriano Celentano e Luciano Ligabue, i quali hanno firmato una lettera nella quale si denunciano i numerosi malfunzionamenti dell’ormai costosissimo ente.
In particolare viene messa in discussione la serietà della società che, guidata da vertici non appartenenti alla base associativa, molto spesso dirottano gli utili alla copertura delle perdite di gestione invece che degli autori. Anche Facebook si è movimentata attraverso gruppi legati all’iniziativa.
In particolare gli utenti lamentano l’eccessivo costo per l’acquisto di CD musicali, ai quali molto spesso si preferisce l’utilizzo di programmi dedicati al file sharing per il download di brani mp3. Secondo un’indagine eseguita alcuni mesi fa, il 76% del bilancio SIAE è servito per coprire i costi del personale, costi che ammontano a 193 milioni di euro all’anno.
30/11/2009 - trackback.it
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nov
30
2009
pubblicato da andryonline
Adriano Celentano, Eros Ramazzotti e Franco Battiato sono fra i cantanti che hanno firmato la lettera aperta contro la Siae. Si è inceppato il meccanismo Siae?
Da anni scriviamo che la Siae non è al passo con i tempi. Lo dimostrano innanzitutto le cifre, ma anche proteste delle associazioni consumatori e tentativi di svecchiamento del Diritto d’autore proposti anche da parlamentari della maggioranza.
Adesso arriva la lettera aperta contro la Siae, firmata da cantanti quali Adriano Celentano, Eros Ramazzotti e Franco Battiato, ma anche da Emi, SugarMusic, Cam, Clan edizioni musicali. Il meccanismo Siae sembra essersi inceppata, in una macchina troppo farraginosa (90mila aderenti, 1400 dipendenti e 671 milioni di euro di diritti incassati nel 2008, in crescita del 5,7% sul 2007).
Nonostante la pirateria e la crisi economica, i numeri non sono male: del fatturato, oltre 61 milioni provengono dall’equo compenso per copia privata ed oltre 62 milioni dal comparto multimediale.
L’area musicale che ha generato incassi per oltre 470 milioni di euro con un incremento di 21 milioni di euro rispetto all’anno precedente.
Ma la macchina SIAE nel 2008 è costata al sistema cultura oltre 187 milioni di euro, un po’ sopra al 2007.
Cosa lamentano autori ed editori? I firmatari della Lettera aperta denunciano che il 50% del vertice Siae sia composto di membri non appartanenti alla base; inoltre c’è il sospetto che gli utili coprano perdite di gestione, invece di arrivare agli autori che hanno creato quella ricchezza. Non è una lettera contro il Presidente, appena riconfermato, Giorgio Assumma: ma un Cahier de doléances per dare la sveglia alla Siae. La Siae dovrebbe tagliare la zavorra burocratica e aprirsi a maggiore pragmatismo e a un efficace rinnovo.
30/11/2009 - ITespresso.it
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