ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
giu 2 2009

Adrianissimo Movies! 2° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 2° manche, entriamo nel vivo, questa volta!

Supereranno il turno i primi 3 film classificati.
Ecco i film in gara in questa seconda manche:

1. Di che segno sei? - di Sergio Corbucci - 1975
2. Sabato, domenica e venerdì - di Castellano, Pipolo e Martino - 1979
3. Bluff, storia di truffe e di imbroglioni - di Sergio Corbucci - 1976
4. Jackpot - di Mario Orfini - 1992
5. Serafino - di Pietro Germi - 1968
6. Culastrisce nobile veneziano - di Flavio Mogherini - 1976
7. Le cinque giornate - di Dario Argento - 1974
8. Asso - di Catellano e Pipolo - 1981

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di mercoledi 10 Giugno.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche02_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


gen 6 2009

Buon Compleanno Adriano Celentano

6 gennaio – Buon compleanno Adriano Celentano! Tanti auguri al Supermolleggiato per eccellenza conosciuto soprattutto per le sue qualità di cantante, mattatore, presentatore e opinionista televisivo, ma ricordato volentieri anche per i suoi contributi al cinema degli anni ’70 e ’80 in veste d’attore e regista. È diretto da Lucio Fulci nel 1959 in “I ragazzi del Juke-Box”, poi si mette dietro la macchina da presa con “Super rapina a Milano” (1964), anche se la carriera cinematografica subirà una svolta decisiva con il ruolo da protagonista in “Serafino” (1968), di Pietro Germi, seguito da “Er più – Storia d’amore e di coltello” (1971), di Sergio Corbucci e “Rugantino” (1973), di Pasquale Festa Campanile. Nel 1975 dirige, scrive e interpreta “Yuppie Du”, incentrato sul problema delle morti sul lavoro. Seguono una serie di successi di pubblico tra cui ricordiamo: “Mani di velluto” (1979), con Eleonora Giorgi , “Il bisbetico domato” (1980), con Ornella Muti, “Asso” (1981), con Edwige Fenech e “Segni particolari: bellissimo” (1983) tutti di Castellano e Pipolo; “Lui è peggio di me” (1984), di Enrico Oldoini con Renato Pozzetto. Memorabile il caso di “Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di Lunedì” (1985), da lui anche diretto, costato ben 20 miliardi, vero e proprio fallimento ai botteghini italiani, ma apprezzatissimo in Germania e Russia. Mal riuscito infine “Jackpot” (1992), di Mario Orfini, sua ultima prova in veste d’attore. Dall’unione con Claudia Mori, con cui è felicemente sposato dal 1964, sono nati Rosita, Giacomo e Rosalinda.

Laura Calvo

06/01/2009 - EcoDelCinema.com


set 4 2008

Celentano racconta Yuppi Du

La versione restaurata di Yuppi Du

È sempre stato “tre passi avanti”, è sempre stato “rock”. Cantante, attore, regista, compositore, scrittore, predicatore, ecologista e cattolico, Adriano Celentano “ne ha fatta di strada” e oggi la via Gluck è idealmente prossima a Venezia. Dopo trentatre anni viene presentato in Laguna Yuppi Du, versione restaurata nel sonoro e nell’immagine dal Clan di Celentano e da Sky Cinema. Correva il 1974 quando il barcaiolo Felice Della Pietà sposava in chiesa la remissiva Adelaide di Claudia Mori e amava in segreto, nei campi, nei giardini e sotto i ponti della Laguna la Silvia di Charlotte Rampling. Yuppi Du è una storia di amore e di “resurrezione” (quella di Silvia, la prima moglie “ritornata dal canal”) ma soprattutto è un musical-drama, un’operetta morale sospesa tra Venezia e Milano per riflettere, in perfetto Celentano style, sulle morti bianche (l’incidente sul lavoro di Scognamillo), l’inquinamento (l’acqua nera di Porto Marghera), la violenza sulle donne (lo stupro scongiurato da Santercole), la divisione classista (la sequenza della cerimonia nuziale in chiesa, dove gli aristocratici si contrappongono al clan degli amici poveri di Felice) e l’arte moderna (il gatto lanciato contro il vetro). Come fu per Serafino, Celentano ci ricorda che il denaro non procura la felicità, per questa ragione lo seppellisce sotto una croce invitando lo spettatore all’amore, all’amicizia, alla fedeltà e al ritorno alle origini nella danza d’amore accompagnata dalla canzone “Yuppi Du”. Scritto, diretto e montato dal Molleggiato, Yuppi Du è una parabola surreale che ripropone nello splendore del restauro i costumi naïf di Celentano e le margherite gialle tra i capelli della Rampling, i volti infantili di Rosita, Rosalinda e Giacomo Celentano e il Napoleone sfregiato di Santercole, lo stop-frame di Jack La Cayenne e le calze nere di Claudia Mori. C’è tutto questo e molto altro ancora dietro l’effige di un uomo voltato di spalle con le braccia allargate, nato in “un giorno gelido d’inverno” e cresciuto in via Gluck come Voce ineguagliabile e Corpo musicale abitato dal non-sense. Prisencolinensinainciusol, “ol rait”.

04/09/2008 - MYmovies.it


feb 9 2008

Il 6 gennaio di 70 anni fa nasceva Adriano Celentano. Ha venduto 180 milioni di dischi

“«Il ragazzo della Via Gluck», presentato al festival di San Remo del 1966, non riesce a qualificarsi per la serata finale. Avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad Azzurro) la sua canzone per eccellenza”

In occasione del suo settantesimo compleanno, abbiamo deciso di pubblicare la bibliografia del «Molleggiato», estratta perlopiù da Wikipedia, che gli dedica qualcosa come quindici cartelle di testo e tutta la produzione artistica.
Uno dei meriti maggiori che gli viene riconosciuto è quello di essere stato uno dei primi musicisti italiani a capire che qualcosa, nel mondo della musica e del costume, stava cambiando.
Erano gli anni in cui dall’America, sull’onda del boogie-woogie imperante dell’immediato dopoguerra, arrivava un nuovo tipo di musica, sfrenata e di grande appeal soprattutto per i giovani di allora. Celentano capisce che quella è la sua musica.
Ma il suo successo è dovuto anche a un altro aspetto, oggettivo. Anche coloro che condividono poco o nulla del pensiero di Celentano, lo considerano uno dei più grandi musicisti di musica leggera del mondo per la semplice ragione che da sempre ne amano i suoi pezzi.

Adriano nasce a Milano il 6 gennaio 1938, al numero 14 di via Gluck. I suoi genitori sono pugliesi di Foggia, trasferitisi al nord per lavoro. A Milano Adriano trascorre l’infanzia e l’adolescenza, trasferendosi con la famiglia nel 1951 in via Correnti; lasciata la scuola dell’obbligo, svolge diversi lavori, l’ultimo e il più amato è quello di orologiaio che tutt’ora nel tempo libero si diletta a proseguire.

Nello stesso periodo inizia ad interessarsi di musica, in particolare del rock ‘n roll, che, come molti altri giovani italiani, inizia a conoscere nel 1955 con l’arrivo in Italia del film Blackboard Jungle. Nella colonna sonora c’è una canzone intitolata «Rock around the clock», cantata da un cantante sconosciuto in Italia, Bill Haley, accompagnato dal suo complesso, i Comets, e Celentano (come altri giovani) rimane folgorato, decidendo di voler anche lui diventare un cantante rock.

Forma di lì a poco un gruppo, i Rock Boys, costituito da quattro suoi amici, i tre fratelli Ratti alla batteria, al basso e alla chitarra (Marco, il bassista, diventerà in seguito un celebre contrabbassista jazz, oltre che musicista con Ivan Della Mea) e Ico Cerutti (torinese trasferito da poco a Milano con la famiglia) alla seconda chitarra. È con questa formazione che, dopo aver preparato alcuni brani di rock ‘n roll americani (cui Celentano, non sapendo l’inglese, cambia le parole), i Rock Boys debuttano nel 1956 all’Ancora, locale di Milano, per poi passare in breve tempo al Santa Tecla, molto più noto, ma continuando anche ad esibirsi in altri teatri di Milano.

In uno di questi, il teatro Smeraldo, alla fine del 1956, Celentano e i Rock Boys conoscono un complesso di rock’n'roll che arriva da Roma. Sono un gruppo di fratelli guidati dal più giovane, il quindicenne Antonio Ciacci, ed uno di essi, il chitarrista Enrico, si mette in evidenza come il più dotato di tecnica musicale (anni dopo, Celentano ritroverà Antonio, diventato nel frattempo Little Tony).

Intanto si è aggiunto ai Rock Boys il pianista Enzo Jannacci proveniente dai Rocky Mountains (il gruppo che accompagna Tony Dallara) e che è stato presentato a Celentano da Pino Sacchetti, sassofonista amico di Jannacci. In questi primi spettacoli Celentano mischia alle canzoni intermezzi di cabaret (con l’imitazione di Jerry Lewis) e di ballo. Lascia ai musicisti lo spazio per suonare, mentre lui balla in maniera dinoccolata e snodata.

Celentano conosce anche un ballerino, Alberto Longoni, che si esibisce con il nome d’arte di Torquato il Molleggiato (anni dopo diventerà famoso come Jack La Cayenne), e spesso lo porta con il gruppo durante le esibizioni: un giorno, annunciato in cartellone, Longoni non si presenta ad una serata perché bloccato dalla Polizia, e Celentano balla al suo posto, diventando lui Il Molleggiato.

Il coreografo e ballerino Bruno Dossena (che morirà tragicamente in un incidente stradale l’anno dopo) ha l’idea di organizzare un festival del rock ‘ roll italiano a Milano (lo chiama «Primo Festival», anche se in realtà quella sarà l’unica edizione). Si tiene il 18 maggio del 1957 al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi e vi partecipano molti gruppi, per lo più milanesi, tra i quali ricordiamo Tony Renis, Betty Curtis, Tony Dallara e i Rocky Mountains, Clem Sacco, Giorgio Gaber, Guidone e Little Tony and his brothers; ognuno di essi ha alcuni minuti a disposizione, per presentare tre o quattro canzoni (molto brevi, raramente raggiungono i due minuti di durata).

È lo stesso Dossena che nei giorni precedenti, invita Celentano a partecipare con il suo gruppo.
A proposito di questa esibizione, sono nate alcune leggende metropolitane, forse per la cattiva memoria di alcuni protagonisti, che vanno smentite. La prima è che tra i Rock Boys ci fosse anche Luigi Tenco al sax, perché Tenco, in quel periodo è ancora a Genova, dove suona nel «Modern Jazz Group di Mario De Sancita». Solo nel 1958 Tenco si trasferirà a Milano, dove conoscerà Gaber e dove formerà «I Cavalieri».

La seconda è che Gaber si fosse esibito suonando nel gruppo di Celentano (mentre invece si esibì per conto suo come solista, ed entrò solo in seguito nei Rock Boys). La terza, legata alle precedenti, è che gli autori del testo di una delle canzoni cantate da Celentano, Ciao ti dirò, siano lo stesso Tenco e Gaber: anche questo non è possibile per i motivi scritti prima, ed inoltre lo stesso autore della musica, Gian Franco Reverberi, ha sempre affermato che il testo fosse di Giorgio Calabrese, che a sua volta ha polemizzato spesso su questo argomento con lo stesso Gaber.

Comunque, cantando tra le altre anche questa canzone, Celentano vince il 1° festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano. Tra il pubblico è presente il discografico Walter Guertler, che gli propone un contratto discografico per una delle sue etichette, la Music, che infatti pubblicherà nella primavera del 1958 le prime incisioni di Cementano. Tutte cover di brani di rock ‘n roll americani usciti su quattro 45 giri (e raccolti in due extended playing) di scarso successo, al punto da diventare delle vere e proprie rarità discografiche.
I giornali del giorno dopo parlavano della vittoria di Cementano. La Notte del 19 maggio 1957, riportando la cronaca di presunti incidenti avvenuti al Palaghiaccio, intitolava «Palazzo del Ghiaccio devastato dal nuovo divo del rock’n'roll», mentre sul Corriere della Sera Giorgio Bocca scrisse un articolo molto duro contro la nuova moda giovanile importata dall’America.

Nel frattempo, subito dopo la vittoria, vi sono state due defezioni nei Rock Boys. Ico Cerutti lascia il gruppo per dedicarsi al jazz (entra infatti nell’orchestra di Franco Cerri con Renato Sellani, e ritornerà in contatto con Celentano anni dopo quando si dedicherà alla carriera di cantante), ed uno dei fratelli Ratti, il batterista, si ritira dalla musica; i due vengono sostituiti dal batterista Flavio Carraresi (fiorentino, anche lui di formazione jazz) e da Gaber, portato nel gruppo dall’amico Jannacci.

Ma il 1957 è un anno importante per Celentano anche per un altro motivo. Conosce infatti Miki Del Prete, che negli anni diventerà uno dei suoi più preziosi collaboratori, nonché spesso autore di testi. Del Prete è pugliese come Celentano, figlio del calciatore del Bari Mario Del Prete, e si è trasferito in Lombardia quando il padre è stato ceduto al Como. Amico di Dossena, è anche lui un ballerino di rock ‘n roll, e l’amicizia tra Del Prete e Celentano nasce quando Miki riesce ad organizzare due settimane di ingaggio per il vincitore del Festival del Rock ‘n Roll italiano nell’estate del 1957, una al Morgana di Sanremo ed una al Muretto di Alassio. Celentano e i Rock Boys cantano gratis, in cambio di due settimane di villeggiatura pagata, e da quel momento nasce l’amicizia tra i due tutt’ora reciproca.

Nel 1958 la Music pubblica i primi 45 giri di Celentano. Per il momento Guertler preferisce che il cantante incida cover di rock ‘n roll americani (Rip it up, Jailhouse rock, Tutti frutti e Blueberry hill tra gli altri), tralasciando le sue compo-sizioni in italiano. Ma, visto il successo pressoché nullo di questi quattro 45 giri, Guertler decide di dirottare il cantante alla sua nuova etichetta, la Jolly, e di consentirgli di incidere anche brani in italiano. I primi (Buonasera signorina e La febbre dell’hoola hop) sono inseriti come lati B di brani ancora in inglese, ma finalmente nel gennaio del 1959 viene pubblicata Ciao ti dirò, la canzone con cui ha vinto il festival del rock’n'roll italiano (ormai due anni prima); da ricordare che a novembre del 1958 la canzone è già stata pubblicata dalla Dischi Ricordi nell’interpretazione di Giorgio Gaber, e che presto seguiranno altre incisioni da parte di Ricky Gianco, Guidone ed altri interpreti.

Il disco che però riscuote successo è il seguente, Il ribelle, che è anche il primo brano pubblicato scritto da Celentano (per la musica); successo replicato nell’estate da Il tuo bacio è come un rock, brano con cui il 13 luglio 1959 Celentano vince il Festival di Ancona e che vende, nella prima settimana, ben 300.000 copie (come riportano i dati di Musica e dischi di quell’anno).

In questo disco suona, per l’ultima volta, la chitarra ritmica Giorgio Gaber. Infatti sia per la sua attività da solista che per quella in duo con Jannacci (i due hanno iniziato ad incidere insieme con lo pseudonimo I Due Corsari) Gaber dedide di abbandonare i Rock Boys, imitato sia dal batterista Carraresi che dai due fratelli Ratti (i tre si dedicheranno al jazz, ma Carraresi avrà anche una certa fortuna negli anni sessanta come cantante e, in seguito, come autore di sigle di cartoni animati giapponesi).
Celentano (che, comunque, in sala di registrazione spesso si affida ai musicisti della Jolly) deve quindi trovare un nuovo gruppo di accompagnamento per i concerti: ingaggia quindi un giovane batterista mantovano, Gianni Dall’Aglio (soprannominato Cocaina perché i genitori gestiscono una drogheria), che suona negli Original Quartet, e con Jannacci alle tastiere, suo nipote Gino Santercole alla chitarra e Domenico Pasquadibisceglie detto Dino al basso e Giorgio Benacchio (nei dischi dell’epoca a volte il cognome è scritto Bennacchio) alla seconda chitarra forma I Ribelli.

Il debutto con il nuovo gruppo avviene a metà settembre, al Festival dell’Avanti al parco Ravizza di Milano, dove viene proposto il nuovo singolo Teddy girl (il cui testo è di un altro personaggio fondamentale per la storia di Celentano, Luciano Beretta). Il pubblico apprezza i nuovi musicisti, in particolar modo il batterista bambino (che anticipa di un decennio Michael Shrieve).
L’attività musicale ha però uno stop forzato di un mese: il 22 settembre infatti Celentano ha un incidente automobilistico, alle due di notte, dopo essersi esibito in un locale a Rivarolo Re: è in compagnia della fidanzata Milena Cantù, del padre di lei Eugenio Cantù e di sua nipote Evelina Santercole quando, a Casalmaggiore, la macchina sbanda e finisce in un fossato. Celentano subisce una contusione toracica e una frattura di una costola e i medici gli prescrivono un mese di riposo.
Nello stesso anno si ha la prima collaborazione tra Celentano e Mina. La Tigre di Cremona incide infatti un 45 giri con la canzone Vorrei sapere perché, un rock ‘n roll scritto per lei dal Molleggiato (con il testo della stessa coppia di Il tuo bacio è come un rock, cioè Piero Vivarelli e Lucio Fulci).
Infine, sempre nel 1959, Celentano gira il primo film di successo, I ragazzi del juke-box con la regia di Lucio Fulci (l’anno precedente ha fatto una prima apparizione in I frenetici): il titolo è quello della canzone sul retro di Il tuo bacio è come un rock, e tra gli interpreti di quello che è, a tutti gli effetti, un musicarello ante-litteram, sono da ricordare Fred Buscaglione, Betty Curtis e Tony Dallara.

Finalmente, alla fine di marzo del 1960, dopo due anni di contratto, Guertler decide di pubblicare il primo 33 giri di Celentano, intitolato Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra: il disco racchiude alcuni brani già pubblicati su 45 giri (come Il tuo bacio è come un rock), e gli unici due inediti, Personality e Il mondo gira, sono pubblicati su singolo contemporaneamente.
Dello stesso periodo è anche un disco inciso in coppia con la cantante Anita Traversi, contenente le canzoni Piccola e Ritorna lo shimmy. Il 1960 è anche l’anno della partecipazione al film La dolce vita di Federico Fellini, che chiede al Molleggiato di interpretare una sua canzone in una scena ambientata in un locale romano. Adriano, con i Ribelli, canta Ready Teddy, e la sua interpretazione viene apprezzata in modo particolare dal regista.

Il 30 novembre viene pubblicato Furore, il secondo album di Celentano, che contiene due inediti che non verranno stampati su 45 giri, se non quando l’artista abbandonerà la Jolly (Serafino campanaro, noto anche nell’interpretazione di Mina, e Hei Stella, inciso anche da I Due Corsari).
Poche settimane l’uscita del disco, Celentano deve partire per il servizio militare: il CAR lo effettua a Casale Monferrato, dopodiché viene mandato a Torino, dove tra i suoi commilitoni c’è un giovane tastierista, Mariano Detto, con cui lega particolarmente (e che coinvolgerà, terminata la naja, nella sua attività musicale). A febbraio del 1961 Celentano deve partecipare al Festival di Sanremo, ma è militare: c’è bisogno di una dispensa speciale, che viene firmata dall’allora ministro della difesa, Giulio Andreotti.

Al festival Adriano ritrova il vecchio amico Little Tony, ed è in coppia con lui che presenta Ventiquattromila baci (canzone che, come Il tuo bacio è come un rock, è stata scritta da Pietro Vivarelli e Lucio Fulci su una musica di Celentano). Adriano scandalizza il pubblico voltandogli le spalle e girandosi solo dopo il cambio di tempo dell’orchestra, ma la sua «Ventiquattromila baci» arriva seconda (vince Al di là, cantata da Luciano Tajoli e Betty Curtis), pur vendendo nelle settimane successive mezzo milione di copie.
Altro successo di quell’anno è «Nata per me» presentata a Canzonissima 1961 ove si classifica al secondo posto (dopo «Bambina bambina» di Tony Dallara), canzone con cui Celentano si allontana dal rock per accostarsi ad un filone più melodico. Nel frattempo, a maggio, ha vinto il premio La Stella d’Oro, che dovrebbe ritirare (insieme a Claudio Villa), ma proprio in quel periodo viene condannato a cinque giorni di cella di rigore per «libera uscita arbitraria».
È questo il titolo di una canzone di Giorgio Gaber del 1968, dove il cantautore descrive, in maniera ironica, la fine ingloriosa (tra avvocati e citazioni in tribunale) dell’esperienza del Clan, una delle idee di Celentano che, passando poi dalla fase progettuale alla messa in pratica, si sono rivelate difficili da realizzare.

Il Clan Celentano nasce dall’esigenza di liberarsi dalle imposizioni che la Jolly fa al cantante, da un lato continuando a pubblicare 45 giri, a volte riciclando le stesse canzoni (nel 1962, ad esempio, stampano nuovamente 24000 baci con sul retro Il tuo bacio è come un rock) o impedendogli di usare i musicisti con cui suona abitualmente dal vivo nei dischi. Confrontandosi con Ricky Gianco (che vive problemi analoghi alla Ricordi) e con altri amici come Memo Dittongo, Beretta e Del Prete, finalmente Celentano decide di creare una nuova etichetta discografica, che coinvolga i suoi amici musicisti e che scopra anche nuovi talenti, ispirandosi in una certa misura al Rat Pack di Frank Sinatra.

Il primo maggio 1962 viene pubblicata «Stai lontana da me» (musica di Bacharach, testo di Mogol), canzone con cui nasce ufficialmente il Clan Celentano, e con cui Celentano partecipa al Cantagiro; in questa manifestazione, pur in testa, si ritira a causa di un presunto incidente al piede e salta alcune tappe ma, nonostante ciò, vince ugualmente, e la vittoria contribuisce al successo del 45 giri (disco tris che contiene anche Sei rimasta sola e Amami baciami), che vende un milione e trecentomila copie.
Il Clan è molto più di una casa discografica: è una sorta di comune artistica in cui Celentano, che in quel periodo vende centinaia di migliaia di copie per ogni 45 giri, riunisce parenti (come il nipote Gino Santercole o la fidanzata dell’epoca Milena Cantù) e vecchi amici come Ricky Gianco, Miki Del Prete, Luciano Beretta, i Ribelli, Detto Mariano.

Contemporaneamente si dedica alla ricerca di nuovi talenti. Ricontatta il vecchio amico e compagno nei Rock Boys, Ico Cerruti, che incide alcuni 45 giri, chiama il suo amico conosciuto durante il servizio militare, Detto Mariano, come arrangiatore ufficiale, e mette sotto contratto giovani sconosciuti come Don Backy, Pilade, Natale Massara, Ugolino; spesso questi artisti vengono fatti incidere con pseudonimi (Don Backy si chiama in realtà Aldo Caponi, Pilade è Lorenzo Pilat, Ugolino si chiama Guido Lamberti), e anche Gianco, finché incideva per la Ricordi, usava il suo vero cognome (Ricky Sanna).
La Jolly non accetta però la decisione di Celentano, e se da un lato lo denuncia per inadempienze contrattuali e rottura del contratto stesso (chiedendogli un risarcimento di 495 milioni di lire, poiché il contratto sarebbe scaduto il 30 aprile del 1962), da un altro continua a pubblicare su 45 giri canzoni che l’artista aveva registrato ma che erano rimaste inedite, facendo così concorrenza alle pubblicazioni del Clan. Così, pochi giorni prima di «Stai lontana da me» viene pubblicato «Veleno» un 45 giri con etichetta Caramba (lo stesso nome che Celentano voleva dare alla sua casa discografica) seguito da «Si è spento il sole», brano sullo stile di Frankie Laine che riscuote un buon successo, tra «Pregherò» e «Il tangaccio» la Jolly diffonde nei negozi «A New Orleans», e stampa e distribuisce addirittura un LP con alcuni 45 giri e qualche inedito.
La causa con la Jolly terminerà solo nel marzo del 1965, con la vittoria del Molleggiato che verrà quindi assolto dall’accusa e non dovrà pagare alcuna penale. L’esperienza del Clan dura però appena sei anni, uccisa dagli atteggiamenti dispotici del leader, da infiniti problemi contrattuali e anche dalle ambizioni di successo personale dei singoli artisti: in alcuni casi come Ricky Gianco o i Ribelli il distacco è indolore, mentre in altri si accompagna a processi e sentenze, ed è questo il caso di Don Backy. Da questo momento il Clan di fatto (tranne pochissime eccezioni) si limita a distribuire i dischi di Celentano.

Anche durante il periodo del Clan i successi continuano. Nel 1962 vince il Cantagiro con «Stai lontana da me», seguita dall’incisione di «Pregherò» (versione italiana di Stand by me di Ben E. King, ma stranamente firmata da Gianco e Don Backy). È il suo primo testo che affronta tematiche religiose, che presto diventeranno una consuetudine (nel giro di 3 anni incide Ciao ragazzi e Chi era lui).
Nello stesso anno, in ottobre, Celentano suona per una settimana intera all’Olympia di Parigi. Si reca nella capitale francese con «I Ribelli» in treno, per la sua nota paura di volare (che nel 1964 gli farà rifiutare la proposta di un tour negli Stati Uniti fattagli da Frank Sinatra per lanciare un 45 giri con «Il tangaccio» e «Sabato triste»); torna nuovamente all’Olympia nel maggio dell’anno successivo.

Il 1963 è l’anno di «Grazie, prego, scusi» e di «Sabato triste». Il 1964 invece di «Il problema più importante» e il 1965 di «Sono un simpatico», tutte canzoni diventate dei classici.
Nel 1966, dopo cinque anni, Celentano decide di tornare al Festival di Sanremo. La canzone, Il ragazzo della via Gluck, presentata in coppia con Il Trio del Clan (composto da Pilade, Cerutti e Santercole), si classifica agli ultimi posti, non riuscendo a qualificarsi per la serata finale. Avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad «Azzurro») la sua canzone per eccellenza, anche per il testo di Del Prete e Beretta, che racconta molti particolari dell’infanzia e dell’adolescenza di Celentano, e affrontando per la prima volta il tema dell’ecologia e della speculazione edilizia, che da qui in avanti diventerà uno degli argomenti cardine del cantante.
Il ragazzo della via Gluck suscitò l’interesse di Pier Paolo Pasolini che progettò di trarre un film dal racconto della canzone, per sviluppare l’aspetto della civiltà urbana che stava distruggendo la cultura contadina. Il regista e Celentano (che doveva recitare ovviamente da protagonista nel film) si incontrarono spesso; il progetto, però, non andò in porto.
Mondo in mi 7a, di pochi mesi successiva, continua questo filone a metà tra la protesta e la predica: scagliandosi contro i vari mali del secolo (tra cui un profetico, per i tempi, C’è persino corruzione dove c’è lo sport), Celentano ha qui l’idea di abbinare al testo di Mogol, Beretta e Del Prete una melodia basata su un giro armonico costituito da un solo accordo, appunto il mi 7a: l’effetto è senza dubbio particolare, e l’abilità di Detto Mariano nel creare l’arrangiamento fa di questa canzone un altro evergreen.

Nel frattempo è entrato nel Clan come autore (presentato da Roby Matano de I Campioni) un giovane avvocato astigiano, Paolo Conte: il suo debutto per Celentano si ha nel 1966 con la canzone inserita come retro di «Il ragazzo della via Gluck», intitolata «Chi era Lui» (il testo di Mogol e Del Prete parla di Gesù), con le tipiche atmosfere pianistiche che in seguito identificheranno le canzoni di Conte.
L’avvocato scrive poi (in collaborazione con il maestro Michele Virano, suo concittadino) le musiche dei due successi degli anni successivi. Il primo è «La coppia più bella del mondo» del 1967, dove il testo di Beretta e Del Prete elogia il matrimonio e la vita di coppia con gli ormai consueti toni predicatori (che si attirano le accuse di antidivorzismo), mentre la musica si trasforma da un’introduzione lenta ad un valzerone da balera.
Il secondo brano, del 1968, è «Azzurro». Qui la musica, non definibile (non è un rock, non è un lento, non è una ballata, non è un liscio) e senza dubbio originale, si abbina ad un testo che Vito Pallavicini pare aver scritto su misura per Celentano, in quanto racchiude tutte le sue tematiche (dall’amore all’ecologia alla religione) unite dalla cornice del celebre ritornello.

Una canzone che ha avuto un’infinità di versioni, tra cui forse la più strana è quella contenuta nel divertentissimo (e censuratissimo) film di Renzo Arbore del 1980, «Il Pap’occhio», dove un fantomatico coro, la Premiata Fabbrica Il Pernacchio, la esegue a bocca chiusa con svariati pernacchi nei momenti più topici della melodia.

Il 45 giri che la contiene è uno dei rari casi in cui anche la canzone sul lato B è famosissima: si tratta di «Una carezza in un pugno», una musica scritta da Santercole per lo zio, con un testo d’amore di Beretta e Del Prete noto anche per un clamoroso errore grammaticale (Ma non vorrei che tu/ a mezzanotte e tre/ stai già pensando a un altro uomo…). Il 1969 è anche l’anno di «Storia d’amore», una bella e celebre canzone d’amore con un finale contenente un lungo assolo di fisarmonica, suonata da Nando De Luca)

Il tono da predicatore ritorna in «Tre passi avanti», «Torno sui miei passi» e, soprattutto, in «Chi non lavora non fa l’amore» (prima classificata al Festival di Sanremo 1970) che, pur portandolo costantemente in testa alle classifiche, lo rendono insopportabile a parte del pubblico dei giovanissimi (sono gli anni della contestazione giovanile) che lo bollano come reazionario e sorpassato (queste le accuse dei giornali giovanili di quel periodo, come Ciao amici o Big).
In particolare la canzone presentata al Festival viene vista come un inno al crumiraggio anche se, analizzando il testo della canzone, si può notare come il protagonista della canzone rivolgendosi al padrone gli faccia presente il disagio che si vive in famiglia a causa dei problemi salariali; ma le polemiche ebbero la meglio sulle analisi. Celentano però non se ne cura e ai successi in ambito musicale inizia ad affiancare quelli in ambito cinematografico.

Celentano però ha la capacità di saper ben coniugare musica e cinema. L’esordio è con i musicarelli tra la fine degli anni cinquanta e i primi sessanta e diverse micro-partecipazioni ad altre pellicole (da ricordare quella nel film con Totò Il monaco di Monza insieme a Don Backy, con il quale canta La carità) tra cui la già ricordata La dolce vita di Federico Fellini del 1960. La svolta si ebbe con Serafino di Pietro Germi del 1968 in cui interpreta la parte di un pastore, Serafino Fiorì, che deve affrontare una dura lotta con i parenti per questioni di eredità; grande successo riscuote il 45 giri con la canzone tratta dal film, La storia di Serafino.
La sua prima regia fu Super rapina a Milano di quattro anni prima, in cui troviamo quasi tutti i suoi amici del Clan; un film che narra di una banda di rapinatori che a seguito di un furto fuggono vestiti da frati con la quale poi si scontreranno. Del 1974 è invece Yuppi Du che Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce: anche in questo caso la canzone che prende il titolo dal film, scritta dal solo Celentano, è un successo.
Il film a detta anche di molti critici è forse il miglior film di Celentano per lo stile registico molto inusuale e in un certo senso rivoluzionario. Non esiste in videocassetta. Nel 1978 è la volta della 3° regia: Geppo il folle è un musical in cui Celentano interpreta un cantante di successo mondiale che ha un sogno: quello di incontrare Barbra Streisand, ma purtroppo non conosce l’inglese. Anche questo film non è mai uscito in vhs.

Abbandonate (essenzialmente per questioni economiche) le manie di onnipotenza, dal 1975 al 1980 interpreta ben 12 film anche di notevole successo, conoscendo un solo flop nel 1985 con l’eccessivamente mistico «Joan Lui», un film memorabile di questi anni, un musical scritto, diretto, sceneggiato, montato, musicato ed interpretato da Adriano. Il film costò ben 20 miliardi di vecchie lire e richiese una lavorazione lunga otto mesi.
Non ebbe grande successo di pubblico e venne anche considerato da diversi critici, spesso in modo pretestuoso, come una delle opere meno riuscite del cinema italiano. Nelle sale italiane rimase per sole 2 settimane (incassando 5 miliardi). Fu poi ritirato dallo stesso Celentano che si risentì per le critiche e per i tagli ricevuti. Al contrario, in Russia, il film fu considerato un vero kolossal. Adriano riuscì persino a vincere la sua storica paura per l’aereo per andare a pubblicizzarlo a Mosca e per essere premiato in occasione di un suo concerto nella capitale russa. Il film si presentava forse come un’opera troppo in anticipo sui tempi, ma i contenuti, rivisti al giorno d’oggi, appaiono più che mai validi.

Claudia Mori, nome d’arte di Claudia Moroni, attrice e cantante romana, incontra Celentano sul set di Uno strano tipo; e da quel momento i due formano una coppia ancor oggi indissolubile. Nel 1964 si sposano in gran segreto di notte, nella chiesa di San Francesco a Grosseto. Dal matrimonio nascono tre figli: Rosita nel 1965, Giacomo nel 1966, Rosalinda nel 1968.
Nella prima metà degli anni ottanta il matrimonio attraversa un periodo di crisi: per qualche anno i due vivono separati e si mormorano notizie di divorzio imminente. Nel 1985 i due si ritrovano proprio sul set di Joan Lui e la crisi sembra ormai acqua passata.
Dal 1991 Claudia Mori è amministratore delegato della casa discografica di famiglia, la Clan Celentano srl. Ricordiamo alcuni suoi successi discografici come «Non succederà più», «Stringimi a te», «La coppia più bella del mondo» (duetti con il marito), «Non guardarmi», «Quello che ti dico», «30 donne del West», «Buona sera dottore», «Un’altra volta chiudi la porta», «Che scherzo mi fai».
Parteciperà in numerosi film del marito ma dal 1994 si dedicherà completamente all’amministrazione del Clan.

In ambito musicale, i primi anni settanta vedono Adriano quasi costantemente in classifica con brani come Viola (che anni dopo verrà interpretata in duetto con Ivano Fossati) «Sotto le lenzuola» (ultima canzone con il quale partecipa al Festival di San Remo nel 1971), e «Er più», scritta da Carlo Rustichelli e contenuta nella colonna sonora dell’omonimo film.

Il 1972 è l’anno di un nuovo successo ecologista, «Un albero di trenta piani», in cui Celentano attacca la speculazione edilizia e l’inquinamento, prendendosela in particolare, nel finale della canzone, con il grattacielo Pirelli di Milano (che ha, appunto, trenta piani). Tradotta in spagnolo con il titolo «Un arbòl de 30 pisos» (sul retro vi è Ready teddy) ottiene molto successo anche sul mercato iberico e latinoamericano.

La canzone è contenuta in un LP, «I mali del secolo», dove ogni traccia affronta un problema sociale (dalla droga alla crisi della famiglia); al disco collabora come corista Giuni Russo.
Ma è con Prisencolinensinainciusol, pubblicato il 3 novembre del 1972, uno stranissimo brano in lingua «celentanesca», cantato con suoni sconclusionati pseudo-inglesi che conquista un primato mondiale. La canzone, infatti (considerata da Celentano il primo rap italiano, il «seme del rap», come ha definito la canzone in un rifacimento del 1994), entra in classifica negli Stati Uniti (al settantesimo posto) prima che in Italia, cosa più unica che rara per un cantante italiano.
Celentano motiva il testo della canzone sostenendo che «avendo appena inciso un album di canzoni che volevano dire qualcosa, avevo voglia di fare qualcosa che non volesse dire nulla».
In Italia il successo non arriva subito, ci vorrà del tempo, quando la canzone diventerà sigla del programma radiofonico Gran Varietà riscontrerà un enorme successo anche in Italia. Prisencolinensinainciusol è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Manu Chao e Piero Pelù.

Nel 1973 Celentano annuncia la sua partecipazione al Festival di Sanremo, con il brano «L’unica chance» (canzone che anticipa di 30 anni i dibattiti sui cibi transgenici): ma all’ultimo momento il cantante accusa una gastrite (secondo la versione ufficiale) e dà forfait, ma nel telegramma che spedisce agli organizzatori aggiunge anche che forse a fargli venire la gastrite è stato il modo in cui sono stati trattati alcuni cantanti popolari esclusi dalla gara, e conclude il telegramma scusandosi se questo festival sarà più pallido del solito per la mancanza della sua presenza.
Il brano musicalmente è un rock-blues, ma riscuote meno successo di altri, al contrario del 45 giri del 1974, «Bellissima» che, come si deduce dal testo, è una canzone d’amore. Torna alle tematiche sociali nel 1976 con «Svalutation», analisi della situazione italiana dell’epoca (sono gli anni dell’austerity e della nascita del terrorismo) a tempo di rock, con la chitarra di Santercole in evidenza. La canzone è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Piero Pelù.

Il 1977 è l’anno del ritorno di Celentano in tour, dopo sei anni dall’ultima serie di concerti, per sette date negli stadi (primo in Italia a usarli a tale scopo), di cui una, quella allo stadio Manuzzi di Cesena, viene registrata per un disco dal vivo che esce solo due anni dopo.
Dopo altri successi, «Ti avrò» nel 1978 e «Soli» nel 1979 (quest’ultima con la musica scritta da Toto Cutugno, l’inizio di successive collaborazioni), con l’occasione dell’uscita del disco dal vivo effettua nuovamente un tour negli stadi, a soli due anni di distanza dal precedente, in cui batte alcuni record di presenza (45.000 persone al Comunale di Torino, 65.000 al San Paolo di Napoli e 50.000 allo stadio di Rimini).
Alla fine del decennio però, come Mina, anche Celentano decide di chiudere con i concerti. Fino al 1994 (anno del tour europeo) non effettuerà più tournée.

Nel 1982 pubblica un libro autobiografico con la collaborazione di Maria Ripa di Meana «Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai». Celentano continua ad incidere regolarmente pur essendo sempre più impegnato con il cinema (scala le vette di incassi con film come Bingo Bongo, Il bisbetico domato, Asso).
Incide due album-cover («I miei americani…» e «I miei americani 2») in cui ripropone in versione italiana canzoni ultra famose americane come «Susanna», «Questo vecchio pazzo mondo» (Eve of distruction), «Il contadino» (Hold on, I’m coming), «Sei nel mio destino» (You are my destiny) e tante altre. I due album riscuotono un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute a testa.

In tv Celentano si renderà protagonista per il suo «Fantastico 8», dando il suo tocco personale al programma-culto della Rai che si occupava della Lotteria. Il programma è accompagnato dall’album La pubblica ottusità. Tra una frecciata e l’altra e le famigerate «pause» (volute, o dovute a un’amnesia?) spazza via tutti i record di audience. Memorabile il suo monologo contro la caccia in cui si definisce «Figlio della foca» (nome di un futuro fans club ufficiale del cantante, ma chiuso tempo dopo) e nel quale invita gli spettatori a scrivere sulle schede referendarie quella frase, non sapendo che così le schede si sarebbero annullate.
Per questo motivo verrà processato e successivamente assolto.

Dal 1987 al 1990 Adriano non produce album. Nel 1992 è nelle sale quello che poi sarà il suo ultimo film (Jackpot) e che risulterà un flop memorabile, criticato persino dallo stesso Celentano (da notare come nel suo sito ufficiale, alla voce «filmografia» questo film non appaia).
Nel 1991 torna con un album intitolato «Il re degli ignoranti» insieme ad un omonimo libro. L’album riscuote un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute ma non è tra i più ricordati del cantante. Nello stesso anno conduce una serata su RaiUno, «Notte Rock», dove si sottopone alle domande del pubblico e di Enzo Biagi.

Nel 1992 è in tv con una sua trasmissione dopo 4 anni da «Fantastico» con «Svalutation», andata in onda in due puntate su Rai 3 e condotta assieme a Bruno Gambarotta.
Nel 1994 torna con un album molto particolare «Quel Punto». Il testo dell’omonima canzone è fortemente criticato per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali). L’album viene ritirato dal mercato per problemi di copyright dopo poche settimane.
Il 1994 è tuttavia anche l’anno del suo ritorno al live. Parte un tour europeo con tappa a Berlino che riscuote un discreto successo e con esso anche polemiche, alcune a dir poco gratuite. Sarà l’ultimo tour, a tutt’oggi, di Celentano.

Nel 1996 produce l’album «Arrivano gli uomini» con tanto di videoclip mandato in onda su Rai Uno. L’album non supera le 150.000 copie vendute. Questo nuovo modo di fare musica è artisticamente valido (sia per la melodia, sia per i testi che affrontano temi quotidiani) ma evidentemente molto impopolare.
Nel 1997 Celentano si esibisce davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l’occasione anche dei suoi vecchi brani come: Pregherò, cover dell’americana Stand by me di Ben E. King, «Disse» e «Ciao ragazzi».
Nel 1998, mentre prepara il suo ritorno in tv, le sue sorti discografiche sempre più in calo cambiano radicalmente. Incide infatti un album con Mina, altra grande cantante e amica di sempre, che assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera: il disco non è esaltante, a detta di molti critici, ma ha un enorme successo con 1.600.000 copie vendute (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 219), spopolando nelle radio con i duetti Acqua e sale e con Che t’aggia di’, canzone in dialetto pugliese accompagnata da un videoclip a cartoon (Adriano e Mina appaiono come paperi così come nella copertina dell’album) mandato in onda su RaiUno.

L’anno dopo, con Mogol e Gianni Bella, realizza l’altrettanto successo (oltre 2.000.000 di copie) che è considerato da molti l’album della “rinascita” artistica di Adriano nel grande pubblico. L’album è una vera perla a detta della stragrande maggioranza di critici e fan del cantante.
Contiene canzoni come «Gelosia», «L’emozione non ha voce», «L’arcobaleno» scritta da Mogol e dedicata a Lucio Battisti e «Senza amore» del giovane Carlo Mazzoni che diventano ben presto veri tormentoni e trasportano questo album per tantissimo tempo ai vertici della Hit parade italiana.
Adriano rafforza il successo con uno show su RaiUno in 4 puntate, «Francamente me ne infischio» affiancato dalla bella Francesca Neri. Tra gli autori del programma c’è anche il caro amico Miki Del Prete e tra gli ospiti apparsi in trasmissione ricordiamo: Teo Teocoli, Ligabue, Manu Chao, Compay Segundo, Jovanotti, Piero Pelù, Tom Jones, Joe Cocker, David Bowie (che definisce Adriano «un idiota”»), Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Nada, Max Pezzali e tanti altri.
Lo show è spesso interrotto da filmati-shock preparati dallo stesso Adriano. Filmati che parlano di tematiche forti e anche «scomode». Il programma verrà premiato con la Rosa d’Argento al prestigioso festival «La Rose d’Or de Montreux».
Gli ascolti sono altissimi, dopo quasi 8 anni da «Svalutation» (show televisivo su Rai Tre in onda per 2 puntate nel 1992), con punte di oltre 13.000.000 di spettatori (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 280).
Da ricordare che nel 1997 Celentano e la Rai trovano un accordo per mandare in onda uno show intitolato «Il conduttore» ma che poi si arenò per problemi contrattuali tra le due parti.

Nel 2000, con lo stesso team, pubblica «Esco di rado e parlo ancora meno», altro grande successo (1.800.000 copie) che proietta l’inossidabile Celentano nel nuovo millennio.
L’album contiene una canzone scritta da Ivano Fossati dal titolo «Io sono un uomo libero» che sembra essere un manifesto per Celentano e un duetto con Nada nell’interpretazione di una struggente canzone dal titolo «Il figlio del dolore» scritta dallo stesso Adriano che narra la storia di uno stupro durante una guerra.
Il singolo di lancio è «Per Averti», grande successo radiofonico mentre la canzone «Tir» sarà la sigla di chiusura del contestatissimo show «125 milioni di caz..te», dell’anno seguente. Nel team degli autori è presente anche il caro amico Miky Del Prete e i monologhi di Celentano, che spaziano dalle critiche a Bruno Vespa, Maurizio Costanzo e Fabio Fazio alla legge del “silenzio-assenso” in merito alla donazione degli organi che destano grandissime polemiche.
Tra gli ospiti ricordiamo: Enzo Jannacci, Antonio Albanese, Giuliano Ferrara, Dario Fo, Giorgio Gaber (sua ultima apparizione televisiva), Giorgio Panariello, i Lunapop, Shaggy (con lo spassoso sketch su sedia a rotelle. Celentano è ingessato ad una gamba a causa di una caduta durante uno sketch con Dario Fo nelle puntate precedenti), Carmen Consoli, Giorgia, Marco Masini, Fiorello.

Nel 2002 è la volta di «Per Sempre», il terzo album consecutivo elaborato con il team Mogol-Bella. I dati di vendita sfiorano il milione di copie. L’album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l’anno da tre singoli («Confessa»,«Mi fa male» e «Per sempre») che restano in classifica per molto tempo.
Da notare la collaborazione con il prestigioso pianista Chick Corea che sfoggia la sua bravura nei brani «Per sempre» e «Radio Chick», ultima traccia dell’album che vuole essere uno spazio tutto per il pianista.
L’album contiene due chicche: una canzone “sociale” intitolata «I passi che facciamo» del giovane Gigi De Crescenzo detto Pacifico e una ballata scritta da Francesco Guccini intitolata «Vite».
È uscito anche in versione cd+dvd nella quale si possono vedere i video di alcune canzoni dell’album più il live de “Il ragazzo della via Gluck” al concerto di Berlino del 1994.

Nel 2004 è la volta di «C’è Sempre Un Motivo», album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone «Il ragazzo della via Gluck» con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani.
È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock per arrivare al jazz.
L’album torna nel 2005 in versione DualDisc (da un lato musica e dall’altro dvd, primo artista in Italia a usare questa tecnologia) con l’aggiunta di un singolo scritto da Paolo Conte, 37 anni dopo Azzurro, dal titolo: L’indiano, una canzone che non decolla in termini di successo ma che vuole essere un “manifesto” Celentanesco sulla libertà di parola e di pensiero, argomenti base del programma tv RockPolitik dello stesso anno e per la quale la canzone funge da sigla finale dello show.

Il 20 ottobre 2005 va in onda su RaiUno il contestatissimo show televisivo Rockpolitik. Celentano come d’abitudine pretende dalla Rai “carta bianca” sui testi e sull’intero progetto, cosa che ovviamente la tv pubblica non intende concedere. Dopo varie vicissitudini tirate avanti per un anno (tutto partì nel dicembre del 2004) e interventi legali, il programma prende il via dopo l’autosospensione provvisoria del direttore di rete Fabrizio Del Noce.
Lo show segna record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate [9]. Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2° puntata con oltre 16 milioni di persone, nell’esilarante sketch della “lettera a Silvio Berlusconi” che si rifà al più celebre sketch di Totò e Peppino nel film «Totò, Peppino e la malafemmina».
In termini di share il picco si è avuto durante l’inedito duetto con Eros Ramazzotti nell’interpretazione de “Il ragazzo della via Gluck” con quasi il 70%. Da ricordare anche altri ospiti illustri come Gérard Depardieu, Valentino Rossi, Franco Battiato, Riccardo Cocciante, Patti Smith,Luciano Ligabue e Loredana Bertè (che con Celentano canta “Impazzivo per te”), Eurythmics e Carlos Santana.

Il 20 novembre 2006 esce un libro omonimo scritto da Celentano e da Mariuccia Ciotta che racconta tutta la storia (e qualche retroscena) del programma.
Il 10 novembre 2006, Celentano lancia una mega raccolta (cofanetto in tre cd) che raccoglie 42 canzoni dal 1957 a oggi. Da notare la presenza di canzoni come «Miseria nera» e «L’unica chance» che non saranno tra le più famose del “molleggiato” ma che trattano temi di straordinaria attualità pur essendo tra le più vecchie del suo repertorio.
Nella raccolta è presente anche l’inedito duetto con Paul Anka nel rifacimento della canzone «Diana»…diventata ora «Oh Diana» con testo in italiano di Mogol e dello stesso Celentano. La raccolta riscontra subito un discreto successo di pubblico: il disco si piazza al terzo posto della classifica FIMI nella prima settimana per poi militare per quasi tre mesi nella top ten italiana.
Secondo la rivista Rolling Stone la raccolta ha venduto 500.000 copie.
Il 2 dicembre 2006 Adriano è ospitato su Rai Tre nel salottino di Fabio Fazio Che tempo che fa per un’intervista, evento più unico che raro data la scarsa disponibilità del cantante per questo genere di cose. Anche questa volta è un gran successo di ascolti. La terza rete Rai totalizza 6.200.000 di contatti (come riportato nei dati Auditel, riportati nei quotidiani dei giorni successivi), risultato quasi storico per la rete.

Il 23 novembre 2007 pubblica «Dormi amore, la situazione non è buona», un album che porta in copertina un ritratto di Adriano da boxeur disegnato da Wainer Vaccari. Come di consueto, ormai, il duo Mogol e Gianni Bella fa da padrone nel cd con 5 canzoni su 10 (più un Extra, una sorta di mix dell’album), ma le altre canzoni portano firme di Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami e Carmen Consoli e un brano inedito di Domenico Modugno risalente al 1974, «Ragazzo del sud». L’album è anticipato il 5 novembre dal singolo «Hai bucato la mia vita» che riscuote notevole successo nel mondo dei download, specie sui Tunes. Tutti i quotidiani, stranamente unanimi, commentano positivamente questa nuova opera del Molleggiato.
Il 26 novembre 2007 su Raiuno Celentano torna in diretta con uno spettacolo in prima serata dal titolo «La situazione di mia sorella non è buona», dove per «sorella» il Molleggiato intende il pianeta Terra (citando San Francesco d’Assisi della poesia del “Cantico delle Creature” scritto da S.Francesco nel 1215; e dove realizza una sorta di film in diretta tv cantando dal vivo le nuove canzoni dell’album.
A suo parere «la trasmissione più difficile da fare» della sua carriera. Il programma è stato visto da 9.200.000 milioni di telespettatori con il 33% di share. Per festeggiare i suoi 70 anni e i cinque decenni di attività, la Rai ha organizzato per sabato 5 gennaio 2008 uno speciale, in onda sulla rete ammiraglia, dal titolo «Adriano Celentano, la mia vita è un romanzo». La trasmissione, pur dedicata esclusivamente alla riproposizione di spezzoni di trasmissioni passate del Molleggiato, ha fatto registrare il 28,65% di share e gli ascolti in tv più alti della giornata.

07/01/2008 - l’Adigetto.it (Settimanale di Opinione Virtuale)


feb 6 2008

Adriano Celentano: Il mondo lo cambio cantando

L’artista festeggia 70 anni di vita e 50 anni di musica

Di Olti Curri

“Combato con la musica, stando dalla parte degli operai. Sono il vero motore della vita!? Dopo queste parole, se vogliamo, possiamo chiamarlo vanitoso, arrogante e prepotente.Cmq siamo tardi con questi epiteti, perche non e’ rimasto nulla senza dire a questo artista, che ha cominciato la strada faticosa della canzone con rock e cantando cerca di salvare il mondo. Celentano esce poco in pubblico e quando succede questo, tutto il mondo mediatico italiano e non solo si coinvolge da un ritornello inevitabile e polemiche.Dalla boca di Adriano escono canzoni d’amore, pensieri intelligenti, ma anche molleggi inaspettati di vita, accompagnati da attachi contro la politica e gli architeti urbanisti. Al ragazzo dei “24 milla baci?, la data 6 gennaio gli ha portato il 70-esimo compleanno, anni che tengono tra loro mezzo secolo di carriera musicale, cinematografica e televisiva.
Con 70 millioni di dischi venduti, Celentano continua a rimanere il personaggio italiano piu’ discusso, il qualle il piu santo riparo considera la famiglia, la moglie Claudia Mori e I tre figli, Rosita,Giacomo e Rosalinda.
Adriano Celentano e’ nato in 6 gennaio 1938 in Milano, nella casa numero 14, che si trova in via “Gluck?.Questa strada e diventata famosa, come il titolo di una canzone famosa di qualche anno dopo.
Adriano e il figlio di genitori pugliesi, che sono migrati in Milano, in cerca di una vita migliore.
L’adoloscenza lo trova Celentano lontano dalla scuola, costreto a fare lavori diversi per sopravivere, di qualli il suo preferito era l’orologiao.
Anche se sembrava un sogno lontano, Adriano non si e’ mai arreso davvanti al desiderio di fare musica, e per la prima volta debuta nel Teatro Smeraldo, insieme A Tony Renis, in una band che si chiamava? Gli amanti del ritmo?
Dopo uno dei primi debuti, lui incontra il campione della musica rock-boogie,Bruno Dossena, il qualle l’ho invita a partecipare nel festival di rock’n’roll nel Palazo del Ghiaccio a Milano.
Li Adriano ha partecipato accompagnato dalla band “Rock boys?, dove faccevano parte artisti che in futuro sarebbero diventati firme famose della musica italiana come Giorgio Gaber, Enzo Ianacci e Luigi Tenco.
Anche se c’erano molti partecipanti sembrava che l’unico cantante della musica rock, era lui “ Adriano il Molleggiato?, l’unico, anche in Europa.
Con la canzone “ Ciao ti diro? lui distrugge tutti gli altri concorrenti e solo dopo 3 giorni segna la prima contrata con la casa discografica Milanese “Saar? con la qualle produce I singoli hit?Rip It up?,?Jailhose rock? e “Tutti frutti?.Nell anno 1958, lui e di nuovo partecipante nella seconda edizione della musica Rock ‘n ‘roll e per la prima volta appare come figurante nel film “I frenetici?. La data 13 luglio 1959, e il giorno del festival d’Ancona, dove Celentano con la canzone “Il tuo bacio e’ come un rock?, diventa il vincitore e allo stesso tempo il conquistatore delle classifiche in tutta l’Italia. Questa canzone lo fa Adriano Celentano famoso.
Questo e’ il momento quando Adriano, inizia la salita artistica, e da quel momento non c’e’ canzone o album suo che non sale nei primi posti delle classifiche musicali. L’anno del successo nella scena musicale coincide con la sua partecipazioni in due film artistici:?I ragazzi del juke-box?, e “Juke-box,urli d’amore?.
Nell anno 1960 Celentano, si esibisce in una sequenza importante del famoso film?La dolce vita? del regista Federico Fellini, che lo ha voluto ad ogni costo nel suo film, dopo averlo visto cantare?Reddy Teddy?.Nello stesso tempo interpreta nell film?Urlatori alla sbarra?,?Dai Johnny, dai?,?Sanremo la grande sfida?.Un anno dopo, Adriano va a fare il servizio militare e partecipa nell festival di Sanremo con la canzone?24 mila baci?. Non vince, e’ al secondo posto, ma il disco vende piu’ di mile coppie. Adriano canta nel palco con le spalle al pubblico e questo atto ha suscitato molte polemiche e diventato un caso che si è discusso anche in parlamento.
Lui interrompe le relazioni con “Saar? nel anno quando crea “Clan Celentano?, il primo esperimento di un artista italiano che sceglie di produrre musica per se e per gli altri cantanti.
“Clan? diventa subito un eticheta discografica che e’ rimasta indipendente.Ancora oggi questa casa discografica e rimasta interamente italiana e non e’ caduta negli “artigli? dei giganti internazionali di questo business. L’esempio di questa etichetta musicale, era ispirato dal esempio di Frank Sinatra, ma nessun cantante italiano prima di Adriano no ha osato pensare prima.Clan Celentano ha aperto la strada alle altre etichete musicali italiane, come “Numero Uno? di Mogol-Battisti o “PDU? di Mina. “Stai lontana da me?, nel 1962 e’ la prima canzone che esce con l’etichetta “Clan?, e vende 1,300,000 di coppie.Seguono le canzoni?Preghero?,?Grazie,pregho,scusi?,?Il tangaccio?.Adriano e’ nei primi posti di classifica nel 1963 con la canzone “Sabato triste? ed interpreta con il grande Totò nel film “Il monaco di Monza?. Nello stesso periodo durante la produzione del film “Uno strano tipo?, conosce la futura moglie Claudia Mori, con la qualle si sposa un anno dopo.
L’artista ritorna in Sanremo, nel anno 1966, con una canzone che per la prima volta tratta nelle scene musicali europee il tema dell inquinamento urbano.
Il suo titolo è “Il ragazzo della via Gluck?, e il successo gliela garantiscono un millione e mezzo di coppie vendute in tutto il mondo, e la canzone si è tradotta in 18 lingue del mondo.?Mondo in Mi7A?, un altro successo di Adriano, dove si tratta il tema del droga, corruzione e eccologia. Il cantante lascia per un po i temi sociali ed afianco alla sua moglie, Claudia Mori, registra la canzone intitolata “La coppia più bella del mondo?.Questa canzone vince il primo premio di Sanremo, nell 1970. Adriano ritorna in Sanremo con la canzone “Canzone?, che anche se vince il terzo premio, e nel primo posto delle vendite. Ma l’anno 1968 rimane in memoria per la canzone “Azzurro?, un altra creazione importante nell panorama della musica leggera italiana, insieme con?Una carezza in un pugno? che si e’ creata nello stesso anno. Invitato dal regista Pietro Germi, Adriano debuta nel cinema elitario con il film “Serafino?, e vince il premio nel festival di Berlino, Mosca,Francia. L’Europa impazzisce per Adriano, come l’Italia. L’ambizione artistica di Adriano, non è rimasta solo nell status dell primo cantante rock ‘n’roll europeo, perche nel 1972 esce il singol “Prinsencolinensinanciusol?, la prima canzone rap della storia musicale mondiale.Gli americani, che pretendono di essere l’inventatori di questo genere, hanno fatto la prima canzone rap dopo 10 anni. Il successo della canzone rap si accompagnia con la sua presenza nel film “Bianco,rosso e,…? dove interpreta insieme alla diva Sophia Loren. Nello stesso tempo, un autore noto televiso Antonello Falqui, gli dedica al cantante in Rai, un spetacolo con due puntate “C’è Celentano?. Adriano ritorna a l’interpretazione in cinema in fianco alla moglie nel 1973 con il film “Rugantino?, nello stesso tempo il cantante si convince dal regista famoso dei film horror Dario Argento di interpretare nel suo film che s’intitola “5 giorni?. L’artista multidimensionale ha avuto durante l’intera carriera l’amore indivisibile del pubblico, ma nell anno 1974, dopo la pubblicazione del film “Yuppie Du? scritto, diretto, interpretato e prodotta da Celentano anche i critici del cinema hanno detto:?E’ nato un nuovo Charlie Chaplin!?.Il periodo 1975-1985 porta per Adriano Celentano un intessita straordinaria nelle sua attivita come attore. I suoi film sono i primi nella storia del cinema italiano che portano incassi fino a 10 000 000 €. L’uscita del album “Svalutation? dove si sente l’ironia per la stanca economia italiana, fa che Celentano sia nei primi posti di vendite, non solo in Italia ma anche in Francia e Germania dove anche oggi è un idolo. Il succeso del album non viene solo, perche nello stesso periodo il cantante interpreta insieme con Anthony Quinn nel film “Bluff, storie di truffe e imbroglioni?. L’inizio dei anni ’90 trova Adriano Celentano proggetando succesi come , “Il re degli Ignoranti?,?Arrivano gli uomini?.Un boom artistico del pubblico e della critica era l’album che lui e Mina hanno pubblicato nel 1998, intitolato “Mina&Celentano?. Dopo aver venduto un millione di coppie di questo cd, Adriano edita un nuovo album intitolato “Io non so parlar d’amore?, che ha venduto 2 millioni di coppie. La RAI, lo pregha di dirigere un spettacolo, sperando nel ritorno del successo che lui ha avuto con “Fantastico?. Celentano non dellude e porta nell schermo di RAIUNO, davvanti un pubblico di millioni, e l’attenzione delle medie “Francamente me ne infischio?. Nel 2000 esce un altro album “Esco di rado e parlo ancora meno?. Chiuso nella vita familiare, l’artista decide dopo due anni di portare un cd intitolato “Per sempre?.Insieme al album Celentano dirige di nuovo un spettacolo di successo dove si polemica per i temi piu’ caldi della attualita, con il titolo “125 milioni di cazzate?. Alla fine dell ottobre 2003 pubblica “Le volte che Celentano è stato numero 1?, album che include 17 canzoni scelte, tra centinaie cantate negli anni dal grande artista. Dopo un anno l’artista ritorna alla pubblicazione dei album e pubblica uno nuovo intitolato “C’e’ sempre un motivo?. Le vendite del album sono state molto buone, e per questo Adriano si interessa di più per la televisione, ma un litigio con i direttori di RAI, fa che lui abbandoni un proggeto che aveva in testa in quell periodo. Dopo Rockpolitik , ottobre 2005, il talento unico Celentano ritorna dopo due anni in TV. Sempre in RAI con il programma intitolato “La situazione di mia sorella non è buona?. Sempre in novembre quando lui dirige questo spettacolo, pubblica l’album intitolato “Dormi amore,la situazione non è buona?.

La recente provocazione alla Celentano si intitola “La situazione di mia sorella non è buona?

Nel 23 novembre 2007, il cantante pubblica “Dormi amore, la situazione non è buona?, album che ha in copertina Adriano da pugile. Come negli ultimi anni , la collaborazione con l’autore dei testi Mogol e il compositore Gianni Bella domina in 5 canzoni del album, di dieci che si includono nel album. Ma cmq anche le altri canzoni , sono firmate da nomi noti, come Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami, Carmen Consoli, e una canzoni non sentita prima del grande Domenico Modugno. Stranamente questa volta tutte le medie lo hanno apprezzato questo album dell artista ecentrico. La strategia di Adriano è conosciuta e dopo l’edizione del album non ha ritardato di apparire nel schermo di Raiuno con uno spetacolo di prima serata intitolato?La situazione di mia sorella non è buona?, dove con la parolla sorella lui intende “la terra?. Il pubblico lo ha apprezzato questo recente spettacolo del caro artista, che ha raccontato ai suoi amici che questo programma è stato uno dei più difficili che aveva mai fatto. “La situazione di mia sorella non è buona? è stata seguita da 9,200,000 telespetatori. Non solo lo spetacolo, diretto da lui stesso, ma anche uno speciale dedicata al artista da RaiUno, per il suo setantessimo anniversario “Adriano Celentano, la mia vita un romanzo? è risultato un grande succeso seguito da circa 8,000,000 di spetatori.

Il vero Adriano Celentano è Claudia Mori

Solo una femmina rigorosa come Claudia Mori, puo dirigere, difendere e amare un vulcano come Adriano Celentano. Claudia,attrice e cantante romana, ha incontrato Celentano nel palco del film “Uno strano tipo?, e sin da quel momento loro sono la coppia piu solida del showbiz italiano. Il loro matrimonio si e celebrato in modo molto secreto nel 1964. Questo matrimonio ha portato a loro 3 figli: Rosita, nel 1965, Giacomo nel 1966 e Rosalinda nel 1968. La vita in coppia di Adriano e Claudia e corsa tranquilla e molto riservata per il pubblico, apparte gli anni ’80, dove si è parlato di un divorzio e loro hanno visuto per un po di tempo separati. Si parla che un flirt di Adriano con il sex-symbol del cinema italiano Ornela Mutti era il motivo di questa crisi. Dopo essersi riavvicinati di nuovo, si sono trovati insieme nel film “Joan Lui?. Claudia Mori sin dal 1991 è la direttrice del casa discografica “Clan?. Da questa casa discografica sono uscite canzoni come “Non succedera più?,?Stringimi?, oppura la canzone molto conoscita anche dal pubblico albanese “La coppia più bella del mondo?. Anche se Adriano continua a essere molto diretto nelle sue dichiarazioni, anche se è molto richiesto dalla televisione ed ogni suo programma è un successo, i meriti aspettano alla sua moglie. La sua apparenza dolce non somiglia con quella delle manager fredde americane, ma i risultati mostrano che Claudia, come le sue colleghe lontane, ha fatto che il suo marito guadagni some che si comparano con quelle delle stelle hollywoodiani.Dopo la partecipazioni in molti film con il suo marito, Claudia Mori dirige con una mano di ferro la casa discografica “Clan?.

I giganti non vengono mai da soli

Mentre l’anno 1998 trova Adriano a preparare il ritorno in TV, anche le sue scelte discografiche si devono cambiare, perche le vendite non stavano andando molto bene, la formula è conosciuta. Due grandi della musica possono riscuotere il mercato della musica meglio di uno solo.Senza pensare molto Adriano registra un album in duetto con l’icona dei suoni romantici italiani, Mina. Loro scelgono temi d’amore, che non si sono apprezzati dalla critica musicale ma che hanno avuto un grande successo nel pubblico. I duetti come “Acqua e sale? o “Che t’aggia di? sono stati i più trasmessi dalle radio italiane e mediterranee, ha avuto un grande successo il videoclip, dovo loro erano animati da paperi. Il cd Mina&Celentano ha venduto 1,600,000 coppie.

Spekter.com.al (Albania)


Questa è l’intera traduzione dell’articolo “Adriano Celentano: Botën e ndryshoj, duke kënduar, precedentemente pubblicato…
La traduzione, così come la segnalazione dell’articolo stesso, è il frutto del preziosissimo lavoro a cura della nostra giovane amica albanese Sonila (alias: celentana), che ovviamente ringraziamo di cuore. :)

Andrea


gen 29 2008

Adriano Celentano: Botën e ndryshoj, duke kënduar

Artisti feston 70 vite jetë dhe 50 vite muzikë Nga Olti CURRI “Luftoj me muzikën, duke qëndruar në anën e punëtorëve. Jam motori i vërtetë i botës!? Pas këtyre fjalëve, po të duam, Adriano Celentanon mund ta quajmë mendjemadh, arrogant dhe prepotent. E, sidoqoftë, jemi vonë me këto epitete, sepse asgjë nuk kanë lënë pa thënë këtij artisti, që e nisi rrugën e mundimshme të këngës me rock, dhe që duke kënduar kërkon ta shpëtojë botën. Celentano del pak në publik e, kur ndodh kjo, e gjithë bota mediatike italiane, dhe jo vetëm, përfshihet nga një refren i paevitueshëm, nga polemika. Nga goja e Adrianos dalin këngë dashurie, mendime të zgjuara, por edhe lëvizje të papritura të belit, të shoqëruara me sulme ndaj politikës ose arkitektëve urbanistë. Djaloshit të “24 mijë puthjeve?, data 6 janar i solli ditëlindjen e shtatëdhjetë, vite që mbajnë mes tyre një gjysmë shekulli karrierë muzikore, kinematografike dhe televizive.

Me 70 milionë disqe të shitura, Celentano vazhdon të mbetet personazhi më i diskutuar italian, i cili strehëzën më të shtrenjtë ka familjen, gruan Claudia dhe tre fëmijët, Rosita, Giacomo dhe Rosalinda.

Adriano Celentano u lind më 6 janar 1938 në Milano, në shtëpinë me numrin 14, që ndodhej te rruga “Gluck?. Kjo rrugë u bë e famshme, si titulli i një kënge mjaft të suksesshme të disa viteve më pas.Adriano është biri i prindërve puljezë, të cilët emigruan në Milano, në kërkim të një jete më të mirë.Adoleshenca e gjen Celentanon larg shkollës, i detyruar të bëjë punë të ndryshme për të mbijetuar, mes tyre, ai si të preferuar kujton zanatin e orëndreqësit.Megjithëse dukej ëndërr e largët, Adriano nuk u ndal kurrë para dëshirës për t’u marrë me muzikë dhe, për herë të parë debuton në Teatrin Smeraldo, së bashku me Tony Renis, në një grup muzikor që mbante emrin “Qejflinjtë e ritmit?.Pas njërës prej shfaqjeve të fillimit, ai takohet me kampionin e muzikës rock-boogie, Bruno Dossena, i cili e fton të marrë pjesë në Festivalin e Rock’n’roll-it, që zhvillohej në Pallatin e Akullit në Milano.Atje Adriano Celentano mori pjesë i shoqëruar nga kompleksi “Rock boys?, ku bënin pjesë artistë që në të ardhmen do bëheshin firma të mëdha të muzikës italiane, si Giorgio Gaber, Enzo Jannacci dhe Luigi Tenco.Megjithëse kishte shumë pjesëmarrës, dukej se i vetmi këngëtar i vërtetë rock, ishte ai “Adriano il Molleggiato? (i përdredhuri) i pari, madje i vetmi në Europë.Me këngën “Ciao, do të lajmëroj?, ai i shkatërroi krejtësisht konkurrentët e tjerë dhe vetëm pas tri ditësh nënshkruan kontratën e parë me shtëpinë diskografike milaneze “Saar?, me të cilën prodhon këngët hit “Rip it Up?, “Jaihouse Rock? dhe “Tutti Frutti?. Në vitin 1958 ai është sërish pjesëmarrës në edicionin e dytë të festivalit të muzikës Rock’n?Roll dhe, për herë të parë shfaqet si figurant në filmin “Të nxituarit?.Data 13 korrik 1959 është dita e Festivalit të Anconës, ku Celentano, me këngën “Puthja jote është si një rock?, bëhet fitues dhe njëkohësisht pushtuesi i klasifikimeve muzikore në mbarë Italinë. Kjo këngë e bën Adriano Celentanon të njohur.Është ky momenti kur Adriano nis ngritjen e tij artistike dhe, që nga ajo kohë nuk ka këngë apo album të tij që nuk ngjitet në vendet e para të klasifikimeve muzikore.Viti i suksesit në skenën e muzikës përkon edhe me pjesëmarrjen e tij në dy filma artistikë, “Djemtë e këngëve? dhe “ Këngë, thirrje dashurie?.Në vitin 1960 Celentano shfaqet në një sekuencë të rëndësishme të filmit të famshëm “Jeta e ëmbël?, të regjisorit Federico Fellini, i cili e kërkoi ta kishte me çdo kusht, pasi e pa në skenë duke kënduar “Reddy Teddy?. Në të njëjtin viti, ai interpreton në filmin “Ulërima pas hekurave?, “Jepi Johnny, jepi? dhe “Sanremo, sfida e madhe?. Një vit më vonë, Adriano niset të kryejë shërbimin ushtarak dhe merr pjesë në festivalin e Sanremos me këngën “24 mijë puthje?. Nuk fiton, sepse renditet në vendin e dytë, por disku shitet në më shumë se një milion kopje. Adriano në skenë këndoi duke ia kthyer shpinën publikut, dhe ky veprim bëri aq bujë sa u kthye në një çështje që u diskutua edhe në Parlament.Shkëputjen nga “Saar? e bën në 196/////////////, vit kur ai themelon “Clan Celentano?, eksperimenti i parë i një artisti italian që zgjedh të prodhojë muzikë për vete dhe për këngëtarë të rinj.“Clan? bëhet shumë shpejt një etiketë diskografike që mbeti e pavarur. Madje, edhe sot kjo shtëpi diskografike ka mbetur krejtësisht italiane dhe nuk është futur nën “kthetrat? e gjigantëve ndërkombëtarë të këtij biznesi.Modeli i kësaj etikete muzikore u frymëzua nga modeli i krijuar nga Frank Sinatra, por asnjë këngëtar italian para Adrianos nuk guxoi ta mendojë. “Clan Celentano? ua hapi rrugën etiketave të tjera muzikore italiane, si “Numero Uno? e Mogol-Battisti ose “PDU? e Minës.“Qëndro larg meje?, më 1962, është kënga e parë që del me etiketën “Clan? dhe shet një milion e treqind mijë kopje. Pasohet nga këngët “Do të lutem?, “Faleminderit, më fal, rikthehem? dhe “Tango e rëndë?. Adriano prek vendet e para të klasifikimeve më 1963-shin, me këngën ‘E shtunë e trishtuar?, dhe interpreton përkrah të madhit Totò në filmin “Murgu i Moncës?. Në të njëjtën periudhë, gjatë xhirimeve të filmit “Një tip i çuditshëm?, njihet me Claudia Morin, gruan e tij të ardhshme, me të cilën vendos një vit më vonë.Rikthimin në Sanremo, artisti e bën më 1966-n, me një këngë që për herë të parë ngjit në skenat muzikore evropiane temën e ndotjes urbane.Titulli i saj është “Djaloshi i rrugës Gluck? dhe suksesin ia garantojnë një milion e gjysmë kopje të shitura në mbarë botën, ku kënga u përkthye në tetëmbëdhjetë gjuhë.“Bota në Mi 7?, një tjetër sukses i Adrianos, ku flitet për drogën, korrupsionin dhe ekologjinë.Këngëtari u largohet paksa temave shoqërore dhe, përkrah të shoqes Claudia Mori regjistron këngën me titull “Çifti më i bukur në botë?. Kjo këngë vlerësohet me çmimin e parë të Sanremos, më 1970-n.Adriano i kthehet Sanremos me këngën “Canzone? (Këngë) që, edhe pse vlerësohet e treta në festival, mban vendin e parë në shitje. Por 1968-a mbetet në kujtesë si viti i këngës “Azzurro? (Bojëqielli), një tjetër krijim i rëndësishëm në panoramën e muzikë së lehtë italiane, së bashku me “Përkëdhelja në një grusht?, që u editua në të njëjtin vit. I ftuar nga regjisori Pietro Germi, Adriano debuton në kinemanë elitare me filmin “Serafino?, ku fiton çmime në festivalet e Berlinit, Moskës, Francës. Njëlloj si Italia mbarë, Europa çmendet për Adriano Celentanon. Ambicia artistike e Adrianos nuk mbeti vetëm në mbajtjen e statusit si këngëtari i parë rock’n’roll europian, sepse më 1972 del singëlli “Prisencolinensinanciusol?, e para këngë rap në historinë botërore. Amerikanët, që mbahen si zbulues të kësaj rryme, e sollën këngën e tyre të parë në tregun muzikor, vetëm dhjetë vite më pas. Suksesi i këngës rap shoqërohet me praninë e tij në filmin “E bardhë, e kuqe dhe…?, ku ai luan bashkë me divën Sophia Loren. Po në atë periudhë, një autor i njohur televiziv, Antonello Falqui, i dedikon këngëtarit në stacionin televiziv shtetëror Rai një spektakël me dy pjesë, me titullin “Është Celentano?. Interpretimit në kinema, përkrah bashkëshortes, Clentano i kthehet më 1973 me filmin “Rugantino?, kur, në të njëjtën kohë, këngëtari bindet nga regjisori i famshëm i filmave horror Dario Argento që të luajë në filmin e tij me titull “Pesë ditët?. Artisti shumëplanësh ka pasur gjatë gjithë karrierës dashurinë e pandarë të publikut, por në vitin 1974, pas daljes në kinema të filmit “Yuppi Du?, i shkruar, drejtuar, interpretuar dhe prodhuar nga vetë Celentano, edhe kritikët e kinemasë thirrën njëzëri: “Ka lindur një Charlie Chaplin i ri!?. Periudha nga viti 1975 deri më 1985 sjell për Adriano Celentanon intensitet të pazakontë në aktivitetin si aktor. Filmat e tij janë të parët në historinë e kinemasë italiane, që sjellin të ardhura deri në dhjetë milionë euro. Dalja e albumit “Svalutation?, ku ndihet haptazi ironia mbi ekonominë e lodhur italiane, bën që Celentano të jetë në krye të shitjeve, jo vetëm në Itali, por edhe Francë e Gjermani, ku edhe sot ai është idhull. Suksesi i albumit nuk vjen i vetëm, sepse, po në atë periudhë, këngëtari interpreton bashkë me të madhin Anthony Quinn në filmin “Bllofi?. Fillimi i viteve 90 e gjen Celentanon duke projektuar suksese të tilla, si “Mbreti i injorantëve?, “Erdhën njerëzit?. Një bum artistik i publikut dhe i kritikës ishte albumi që ai dhe Mina nxorën në treg në vitin 1998, me titullin “Mina & Celentano?. Pasi shiti një milion kopje nga ky disk, Adriano editon një të ri me titullin “Unë nuk di të flas për dashurinë?, i cili shiti plot dy milionë kopje. Televizioni shtetëror e lut që të drejtojë një spektakël, duke shpresuar në rikthimin e suksesit që ai pati me “Fantastico?. Celentano nuk zhgënjen dhe sjell në ekranin e Raiuno-s, para një publiku disa milionësh dhe vëmendjes së medieve, programin e titulluar “Shkurt, nuk më intereson?. Më 2000 del një tjetër album, “Dal rrallë dhe nuk flas shumë?. I tërhequr në jetën familjare, artisti vendos që pas dy vjetësh të risjellë një CD me titull “Përgjithmonë?. Bashkë me albumin, Celentano drejton përsëri një spektakël të suksesshëm, ku debatohet për temat më të nxehta të realitetit, me titullin “125 milionë idiotllëqe?. Fundi i tetorit 2003 sjell në treg “Të gjitha rastet, ku Celentano ka qenë numër 1?, album ku përfshihen 17 këngë të zgjedhura, mes 100 të kënduara në vite nga këngëtari i madh. Pasi pret vetëm një vit, artisti i kthehet prodhimit të albumeve dhe nxjerr një të ri, të titulluar “Ka gjithmonë një motiv?. Shitjet e albumit ecin shume mirë, ndaj Adriano Celentano tregon interesin më të madh ndaj televizionit, por një grindje me drejtuesit e Rai-t bën që ai të heqë dorë nga një projekt që kishte në kokë asaj kohe.Pas spektaklit “Rockpolitik? (tetor 2005), talenti i pashoq Celentano rikthehet pas dy vjetësh në televizion, gjithmonë në kanalin shtetëror Rai, me programin titulluar “Situata e motrës sime nuk është e mirë?.Po në muajin nëntor, kur ai është në krye të këtij spektakli, nxjerr në treg albumin me titull “Fli e dashur, situata nuk është e mirë?. Provokimi i fundit “alla Celentano? titullohet“Situata e motrës sime, nuk është e mirë? Më 23 nëntor 2007 këngëtari publikon “Fli e dashur, situata nuk është e mirë?, album që ka në kopertinën e tij një pamje të Adrianos si boksier. Ashtu si në vitet e fundit, bashkëpunimi me autorin e teksteve Mogol dhe kompozitorin Gianni Bella mbizotëron në pesë këngë të albumit, nga dhjetë që përmban ai. Megjithatë, edhe krijimet e tjera mbajnë firma të emrave të njohur, si Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami, Carmen Consoli, si dhe një këngë e padëgjuar më parë e të madhit Domenico Modugno. Çuditërisht, këtë radhë të gjitha mediet e shkruara dhe elektronike e mirëpritën këtë album të artistit eksentrik. Strategjia e Celentanos ka qenë e njohur dhe, pas editimit të albumit nuk vonoi që ai të shfaqej në ekranin e Raiuno-s me një spektakël të mbrëmjes me titull “Situata e motrës sime, nuk është e mirë?, ku me fjalën “motër? ai nënkupton planetin Tokë. Publiku e përpiu edhe këtë punë të fundit të artistit të dashur, i cili miqve të tij u rrëfeu se ky ishte një nga programet televizive më të vështira që kishte bërë ndonjëherë. “Situata e motrës sime, nuk është e mirë? u ndoq nga nëntë milionë e dyqind mijë telespektatorë. Jo vetëm spektakli, i drejtuar nga ai vetë, por edhe një speciale që Raiuno i dedikoi atij, me rastin e 70-vjetorit, rezultoi një sukses i madh dhe matësit e shikueshmërisë televizive në Itali, ku treguan se dokumentari me titullin “Adriano Celentano, jeta ime një roman?, u ndoq nga rreth tetë milionë shikues. Adriano Celentano i vërtetë është Claudia MoriVetëm një femër strikte, si Claudia Mori, mund të drejtojë, mbrojë dhe dashurojë një vullkan si Adriano Celentano. Claudia, aktore dhe këngëtare nga Roma, e takoi Celentanon në sheshxhirimin e filmit “Një tip i çuditshëm?; dhe që nga ai moment ata janë çifti më solid në shoë-bizin italian. Martesa e tyre u bë shumë sekrete në vitin 1964. Kjo lidhje u solli atyre tre fëmijë: Rosita, më 1965, Giacomo, më 1966, dhe Rosalinda, më 1968. Jeta në çift e Adrianos dhe Claudias ka rrjedhur e qetë dhe shumë e rezervuar për publikun, përveç viteve tetëdhjetë, kur u fol për një divorc dhe ata jetuan për disa kohë të ndarë. Flitet se një flirt i Adrianos me seksin e kinemasë italiane Ornella Mutti ishte shkaku i kësaj krize. Pasi i fashitën hijet e ftohjes, çifti i famshëm u gjend përsëri bashkë në filmin me titull “Joan Lui?.Claudia Mori, që prej vitit 1991 është drejtuesja e shtëpisë diskografike të familjes Celentano, “Clan?.Nga kjo shtëpi muzikore kanë dalë tituj të suksesshëm, si “S’do të ndodhë më?, “Më shtrëngo? apo kënga e njohur shumë edhe nga publiku shqiptar, “Çifti më i bukur në botë?. Megjithëse Adriano vazhdon të jetë i drejtpërdrejtë në deklaratat e tij, ndonëse është i lakmuar nga televizioni dhe çdo program i tij është një sukses, meritat i takojnë gruas së tij. Pamja e saj e butë nuk ngjan aspak me atë të menaxhereve të akullta të artistëve amerikanë, por rezultatet tregojnë se Claudia, njëlloj si koleget e saj të largëta, ka bërë që bashkëshorti të fitojë shuma që krahasohen me ato të yjeve holliwoodianë. Pas pjesëmarrjes në shumë filma së bashku me të shoqin, Claudia Mori drejton me dorë të hekurt shtëpinë prodhuese muzikore “Clan?. Gjigantët nuk vijnë kurrë vetëm

Ndërkohë që viti 1998 e gjen Celentanon duke përgatitur rikthimin e radhës në televizion edhe zgjedhjet e tij diskografike duhen ndryshuar, sepse shitjet nuk po shkonin fort mirë, formula është e njohur. Dy të mëdhenj të muzikës së lehtë mund ta tronditin tregun muzikor më lehtë se një i vetëm. Pa u menduar gjatë, Adriano regjistron një album në duet me ikonën e tingujve romantikë italianë, Mina. Ata zgjedhin tema dashurie, të cilat nuk u mirëpritën nga kritika muzikore, por që patën një sukses të madh mes publikut. Duetet me titull “Ujë dhe kripë? apo “Çfarë të thashë? ishin më të transmetuarat nga radiot italiane dhe të Mesdheut, sidomos sukses pati videoklipi i tyre, ku ata ishin të vizatuar si rosa. Disku i përbashkët Mina & Celentano shiti një milion e gjashtëqind mijë kopje.

Spekter.com.al (Albania)


gen 10 2008

Italia festeja los 70 de Adriano Celentano

Es un cumpleaños a lo grande. Italia festeja hoy los 70 años de Adriano Celentano, uno de los más famosos e influyentes cantores italianos de la segunda mitad del siglo XX, cuya carrera empezó con la llegada del primer rock’n'roll y le permitió lograr un estatuto único en la cultura del país.

A comienzos de los años ‘60 Celentano -nacido en Milán, en la popular vía Gluck, que luego inmortalizó en una de sus canciones- se presentaba como una mezcla de Elvis Presley y Jerry Lewis.

Al sonido del rock’n'roll entonces naciente le sumaba un talento cómico natural, a base de muecas y audaces pasos de baile, que le valió el sobrenombre de “molleggiato” (literalmente “con resorte”).

Es el Celentano del primer hit, “Il tuo bacio é come un rock” (1960), el que fue elegido ese mismo año por Federico Fellini para aparecer en “La Dolce Vita” (donde canta “Ready Teddy” de Little Richard) y al año siguiente llega segundo al Festival de San Remo junto a Little Tony (otro clon local de Elvis) con “Ventiquattromila baci”.

Tras haber afianzado su popularidad, y para imponer a su sello discográfico sus opciones musicales y artísticas, Celentano lanzó su propia versión milanesa del “Rat Pack” de Sinatra, con el Clan, que reunía colegas, amigos y novias que participaban todos -de un modo u otro- en los proyectos de los demás.

Quédate conmigo

Esa es la época de “Pregheró” (versión italiana de “Stand By Me” de Ben E. King), en la que aparecen por primera vez las temáticas religiosas y el tono de predicador que marcarán gran parte de su carrera.

A esa fase pertenecen también dos de sus mayores éxitos: “Il ragazzo della via Gluck” (1966), rememoración del barrio de su infancia que anticipa sus preocupaciones ecologistas, y sobre todo “Azzurro”, acaso su canción más conocida y sin dudas una de las canciones más importantes de la música popular italiana del siglo XX.

Sin embargo, el ex muchacho rebelde del rock comenzó a tener problemas con la entonces hegemónica “cultura de la protesta”: primero con temas como “La coppia piú bella del mondo” (dúo con su futura esposa, Claudia Mori) y “Tre passi avanti”, y finalmente con el himno anti-huelguista “Chi non lavora non fa l’amore”, con el que ganó el Festival de San Remo en 1970.

Para ese entonces era claro que Celentano quería ser un artista totalmente independiente y original, tanto artística como políticamente, como demostró con su carrera posterior, en la que abundaron éxitos que se anticiparon respecto a los tiempos, como “Prisencolinensinainciusol” (1972), posiblemente el primer rap italiano, y “Svalutation” (1976), suerte de funk itálico de protesta.

A partir de finales de los años ‘70 y durante toda la década siguiente Celentano fue más conocido por sus películas que por sus discos.

Adriano en cinemascope

Basándose en el personaje que le había construido Pietro Germi para “Serafino” (1969), el cantante interpretó una serie de películas que fueron muy populares en Italia, desde la fantasía surreal de “Yuppi Du” (1975) a “Joan Lui” (1985) pasando por “Il bisbetico domato” (1980), con Ornella Muti.

Tras su participación en la octava edición del programa “Fantástico”, en 1987, Adriano Celentano inauguró una nueva versión de su tradicional personaje, a la vez carismático y áspero, simpático y polémico: la del predicador televisivo, denunciante de la corrupción y la deshonestidad política.

Para algunos era una valiente voz de protesta y para otros un demagogo católico casi reaccionario. Sea como fuere, Celentano llevó a la pantalla chica el mismo nivel de éxito que había conocido en sus demás actividades.

Su popularidad ha llegado también más allá de las fronteras italianas: el director de cine serbio Emir Kusturica recordó cómo “Celentano fue esencial para hacernos descubrir el rock’n'roll en los países del Este, donde los discos (norte)americanos estaban prohibidos?.

Gennaio 2008 - LosAndes.com.ar (Argentina)


gen 10 2008

Adriano Celentano, el artista de las mil caras, cumple mañana 70 años

Roma, 5 ene (EFE)- Adriano Celentano cumple mañana 70 años, más de 50 de ellos en el mundo del espectáculo, no sólo como uno de los cantantes italianos más famosos, sino también como actor, director y “showman” televisivo.

Los medios de comunicación que han sacado las cuentas estos días aseguran que Celentano, quien debutó en 1957 con la banda Rock Boys, ha vendido 150 millones de copias entre discos, sencillos y cd, sin olvidar sus 600 canciones y 40 películas.

Celentano, nacido el 6 de enero de 1938 en Milán (norte), celebra su cumpleaños mientras su último disco, “Dormi amore la situazione non e buona” (duerme amor, la situación no es buena) ha vendido más de 320.00 copias desde que salió a la venta el pasado noviembre.

El “molleggiato” (el elástico), como se le conoce por su movimiento al bailar que recuerda a un muelle, recibió hoy por anticipado las felicitaciones del ministro italiano de Cultura, Francesco Rutelli.

Celentano es un “icono rebelde”, un “inventor de juegos musicales”, que lanza a través de su canciones “provocaciones inteligentes, contradictorias, agresivas y a la vez llenas de amor y poesía”, señaló en ministro en un comunicado.

Entre sus canciones más famosas destaca “Azzurro”, que se une a una larga lista de éxitos desde “Ventiquattromila baci” -con el que quedó segundo en el Festival de Sanremo- a “Il tuto baccio é comme un rock” o “Il ragazzo della via Gluck”.

Desde los años ‘90, además de seguir con la música, da rienda suelta a su faceta de “showman” televisivo, con programas como “Rockpolitik”, de la cadena pública de televisión RaiUno, que en 2004 batió récords de audiencia en sus cuatro capítulos.

Pero Celentano también ha desarrollado su faceta como actor y a comienzos de los ‘0 se le puede recordar interpretándose a sí mismo en “La Dolce Vita”, de Federico Fellini, mientras que su primera actuación importante fue en la película “Serafino” (1968) de Pietro Germi.

En 1964 dirigió su primer film, “Super rapina a Milano”, y diez años más tarde escribió, dirigió, interpretó y produjo la película “Yuppi du”.

La presencia de Celentano en la memoria colectiva de los italianos se plasma en un reciente sondeo del centro de estudios Sociedad Dante Alighieri, según el cual su tema “Azzurro” es el más cantado por su compatriotas cuando están en el extranjero. EFE cr/rt

Terra/EFE

05/01/2008 - Terra.com (Spagna)


gen 5 2008

Celentano, 70 anni di grandi successi

IL SUO ULTIMO DISCO «DORMI AMORE, LA SITUAZIONE NON E’ BUONA» HA GIA’ VENDUTO 320MILA COPIE

Il 6 gennaio il «Molleggiato» compie 70 anni. Una carriera che dura da oltre 50 anni di musica, film, tv

MILANO - Il 6 gennaio Adriano Celentano compirà 70 anni. Oltre 50 dei quali segnati da grandi successi. Una popolarità ininterrotta dagli anni ‘50 fino ad oggi. Basti pensare che il 23 novembre scorso ha pubblicato il suo ultimo album «Dormi amore, la situazione non è buona» (già 320mila copie vendute) e pochi giorni dopo è tornato in tv con una serata-evento nel prime time di Raiuno che ha ottenuto un ascolto di oltre 9 milioni di telespettatori, facendo registrare le immancabili polemiche che segnano da sempre le sue performance televisive.

LA MUSICA - Celentano nasce a Milano il 6 gennaio 1938 al numero 14 di via Gluck. Il cantante milanese fa il suo debutto nel mondo dello spettacolo imitando il famoso attore americano Jerry Lewis. Nel 1957 esordisce come cantante rock al Palazzo del Ghiaccio di Milano con l’accompagnamento del complesso musicale dei Rock boys. Conosce anche un ballerino, Alberto Longoni, che si esibisce con il nome d’arte di Torquato il Molleggiato e spesso lo porta con il gruppo durante le esibizioni: un giorno, annunciato in cartellone, Longoni non si presenta ad una serata perché bloccato dalla polizia, e Celentano balla al suo posto, diventando lui «Il Molleggiato». Ben presto arriva per lui una pioggia di successi: «Ventiquattromila baci», brano con cui partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo nel 1961, «Il tuo bacio è come un rock», «Pregherò», «Azzurro», «Il ragazzo della Via Gluck», «Chi non lavora non fa l’amore», cantata insieme alla moglie Claudia Mori, «Svalutation». Nel 1961 fonda il Clan Celentano, gruppo che riscuote subito grande successo e che lancia in seguito celebri interpreti. Nel 1962 il Clan debutta con «Stai lontana da me», un trionfo, oltre un milione e 300 mila di copie vendute. Le canzoni della sua maturità artistica sono graffianti, ironiche, spesso anticipano e toccano temi scottanti, come l’ecologia, il nucleare, la caccia, la corruzione, tutti ancor oggi di stretta attualità.

I FILM - Celentano è anche protagonista di pellicole di successo. L’esordio è con i musicarelli tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta e diverse micro-partecipazioni ad altre pellicole (da ricordare quella nel film con Totò «Il monaco di Monza» insieme a Don Backy con il quale canta «La carità») tra cui «La dolce vita» di Federico Fellini del 1960. La svolta si ha con «Serafino» di Pietro Germi del 1968, in cui interpreta la parte di un pastore, Serafino Fiorì, che deve affrontare una dura lotta con i parenti per questioni di eredità.
La sua prima regia è «Super rapina a Milano» di quattro anni prima, in cui troviamo quasi tutti i suoi amici del Clan. Del 1974 è invece «Yuppi Du» che Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce. Nel 1978 è la volta della terza regia: «Geppo il folle» è un musical in cui Celentano interpreta un cantante di successo mondiale che ha un sogno: quello di incontrare Barbra Streisand, ma purtroppo non conosce l’inglese. Dal 1975 al 1980 interpreta ben 12 film anche di notevole successo (tra cui «Il bisbetico domatico» e «Innamorato Pazzo» al fianco di Ornella Muti), conoscendo un solo flop nel 1985 con «Joan Lui», un musical scritto, diretto, sceneggiato, montato, musicato ed interpretato da Adriano.

LA TV - Ma non sono solo musica e film ad aver decretato la fama di Celentano. Gran parte della sua popolarità il Molleggiato la deve alle sue performances di conduttore tv. Il suo esordio come presentatore avviene con «Fantastico 8» nel 1987, in cui da il suo tocco personale al programma-culto della Rai che si occupava della Lotteria. Tra un monologo e le famigerate «pause» spazza via tutti i record di audience. Memorabile il suo monologo contro la caccia in cui si definisce «Figlio della foca». Nel 1992 è ancora conduttore in tv dopo 5 anni da Fantastico con «Svalutation»; seguiranno «Francamente me ne infischio» affiancato da Francesca Neri, e «125 milioni di caz..Te». Il 20 ottobre 2005 va in onda su RaiUno il contestatissimo show televisivo «Rockpolitik». Celentano come sempre pretende dalla Rai «carta bianca» sui testi e sull’intero progetto. «Rockpolitik» segna però record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate. L’ultima sua esperienza come presentatore è la serata evento del 23 novembre 2007 in cui ottiene un record di ascolti.

04/01/2008 - Corriere della Sera


gen 2 2008

Settant’anni senza andare fuori tempo

Oggi l’Adriano Celentano personaggio della tv e il difensore di cause destinate a fare polemica occupa più spazio pubblico del cantante ma i suoi settanta anni – il cantante è nato il 6 gennaio 1938 a Milano da una famiglia di saldissime origine foggiane – sono ora un’occasione per ricordare una carriera lunga più di mezzo secolo, che rappresenta uno dei capitoli più pregiati della storia della canzone italiana. Senza contare che negli ultimi dieci anni con il disco con Mina, con Io non so parlar d’amore, Esco di rado e parlo ancora meno fino al recente Dormi amore la situazione non è buona ha realizzato vendite assolutamente fuori portata per il mercato italiano.
Tra i tanti fan di Celentano probabilmente è stato Emir Kusturica a definire la sua grandezza di cantante: qualche anno fa era in tour con la sua band e, a chi gli chiedeva quali fossero i suoi eroi musicali, il regista di Underground pare rispondesse: “Adriano Celentano. I dischi americani erano banditi erano banditi e nei Paesi ex comunisti dell’Europa dell’Est è stato lui a farci conoscere il rock’n’roll?.
Sul piano musicale la sua carriera è divisa in diverse fasi. La prima è quella del rock’n’roll. Celentano pensò di conciliare la portata eversiva di quella musica rivoluzionaria con la comicità di Jerry Lewis. Le sue doti naturali e il suo strampalato stile di ballerino hanno fatto nascere il mito del “Molleggiato?. Prima alla festa dei Ricky Boys, la band di rock’n’roll formata con Gaber e Jannacci poi con brani come Il tuo bacio è come un rock, Il ribelle, Ciao ti dirò. Nel ’61 arriva secondo a Sanremo in coppia con Little Tony con Ventiquattromila baci.
La fase del rock’n’roll si conclude con l’inizio dell’avventura del Clan, sorta di “rat pack? (il celebre clan di Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis jr e Peter Lawford) alla milanese formato da amici, parenti e fidanzate. Durante questo periodo incide Pregherò cover di Stand by me in cui manifesta quello spirito religioso-predicatorio che diventerà poi uno dei tratti caratteristici della sua personalità, Chi ce l’ha con me, Grazie prego scusi, Il tangaccio, Stai lontana da me. Il Clan finirà in un mare di carte bollate (con Don Backy in particolare) mentre gli anni della contestazione rischiano di minare il suo status di divo assoluto dell’epoca d’oro del Cantagiro e del 45 giri. Nel 1966 anticipa le tesi ecologiste con Il ragazzo della via Gluck (la via di Milano dove è nato).
Più o meno nello stesso periodo incide un altro dei suoi capolavori, Azzurro, brano scritto nel 1966 da Paolo Conte. Il filone ecologista ha un altro caposaldo nel Mondo in mi settima. Con La coppia più bella del mondo nel 1967 si attira le accuse di antidivorzismo ma il singolo viene pubblicato con un retro che è tra le più belle di cantante, Una carezza in un pugno.
La polemica con la generazione del ’68 esplode con Tre passi avanti, Torno sui miei passi e Chi non lavora non fa l’amore che, cantata in coppia con Claudia Mori (nel frattempo diventata sua moglie) vince Sanremo nel ’70. Del ’72 è un altro colpo del suo genio anticipatore: Prisencolinensinainciusol, un gramelot funk che è il primo rap italiano (che finirà in classifica negli Usa). Nel 1977 è il primo cantante italiano a fare una tournèe negli stadi. Nel 1976 pubblica il suo più grande successo del decennio, Svalutation. Gli anni ’80 – mentre la sua stella di cantante si appanna – vedono la sua trasformazione in protagonista della commedia cinematografica e il suo debutto da telepredicatore con l’ormai leggendario Fantastico 8.
Da allora fino a oggi la sua carriera si è divisa tra le già citate esperienze discografiche e le sue seguitissime apparizioni tv. La più originale tra le sue performance musicali recenti l’ha realizzata davanti a Papa Wojtyla nel 1997 a Bologna, di fronte a 500 mila persone e la diretta tv, improvvisando una marcia da “Molleggiato? attorno al Pontefice.

di Paolo Biamonte


Il cinema, una passione che rode dentro

Arrivato al fatidico capo dei 70, Adriano Celentano potrebbe ammettere che il suo vero sogno nel cassetto è la regia cinematografica. Felliniano ad origine controllata, Celentano non a caso figura nel cast de “La Dolce Vita? dove si esibiva come cantante rock nelle notti di Via Veneto. Il suo primo incontro con la cinepresa si deve a Lucio Fulci che lo scritturò tra il 1959 e il ’60 per “I ragazzi del juke box? e “Urlatori alla sbarra?. Appena quattro anni dopo passa dietro la macchina da presa per “Super rapina a Milano?, paradossale scherzo goliardico del Clan con Piero Vivarelli a sorvegliare discretamente il neo-regista, Claudia Mori come primadonna e gli amici del tempo (Don Backy, Micky Del Prete, Gino Santercole) nei ruoli maggiori.
Il film ricorda da vicino le bizzarrie surreali dei Beatles (la scalcinata trama rimanda ai titoli di Richard Lester) e non ebbe seguito immediato, ma confermò il talento del personaggio anche come attore. E allora Pietro Germi lo diresse nel 1969 in “Serafino?, forse il suo miglior film d’attore, mentre “Er più – Storia d’amore e di coltello? lo propone negli improponibili panni di un bullo romano, una sorta di Rugantino, nei quali incredibilmente funziona.
Ma il tarlo della regia rodeva Celentano. Puntualmente nel 1975, mentre Corbucci cuciva a misura su di lui la maschera comica destinata a grande fortuna con “Di che segno sei?? (col ruolo del ballerino di provincia Fred Astaire), l’idolo del rock all’italiana firmava il suo autentico primo film da regista. Era “Yuppi Du?, fantasia surreale ambientata a Venezia e interamente girata in studio, una commedia musicale inclassificabile che molti esperti inseriscono anche oggi tra gli oggetti cult del cinema italiano.
Tutti motivi che avrebbe rivisitato con alterna fortuna nelle opere successive tra “Geppo il folle? (1978) e il kolossal “Joan Lui? (1985) segnato da un insuccesso al box office che solo i recenti trionfi televisivi hanno parzialmente lenito.
Nel frattempo il Celentano attore si era ampiamente riscattato diventando un autentico divo della commedia durante tutti gli anni ’80. Tra i successi più amati dal pubblico quelli firmati dalla coppia Castellano & Pipolo da “Mani di velluto? a “Il burbero?, passando per “Il bisbetico domato?, “Asso?, “Innamorato pazzo?, grazie al quale incontrò Ornella Muti dando vita ad una delle “liaison dangereuse? più chiacchierate dello spettacolo italiano.

di Giorgio Gossetti


Venne Adriano e la tivvù cambiò pelle

Le pause, celebri quanto i monologhi a sorpresa, l’assoluta libertà editoriale, i contratti milionari, le polemiche, i record di ascolti: sono gli ingredienti della tv “made by Celentano?, definita anche la “dissoluzione del varietà?. Ovvero vent’anni di successi, originalità, provocazioni lanciate dal Molleggiato da quando, nell’autunno del 1987, fu chiamato a condurre il primo Fantastico del dopo-Baudo, passato alla Fininvest, fino all’ultimo show di un mese fa, La situazione di mia sorella non è buona.
Per 14 settimane, tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico 8 davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia, l’ex ragazzo della via Gluck mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione dei cuccioli di foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria “La caccia è contro l’amore? e a mandare al Presidente della Repubblica il messaggio “Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga?. Si corregge, per evitare l’annullamento della scheda, ma non evita la multa della Rai da 200 milioni né il processo per turbativa elettorale, dal quale uscirà assolto con formula piena.
Primo ritorno a dicembre 1992 su Raitre con Svalutation, solo due puntate annunciate dal promo “Si salvi chi può?. Il Molleggiato se la prende con i ricchi, chiede che vengano restituite all’Italia la bellezza di un tempo e le botteghe degli artigiani. Risultato, 5 milioni di media contro le “corazzate? Scommettiamo che? e Paperissima.
Bisognerà aspettare fino al 1999 – fatta eccezione per poche apparizioni – per rivedere Celentano in tv. Francamente me ne infischio è il titolo-bandiera dello show che lo riporta su Raiuno, annunciato da un battage mediatico senza precedenti. Fioccano le polemiche e gli ascolti: la prima puntata fa oltre 9,5 milioni di spettatori (42,29 %).
Ancora fibrillazione e allarme monologhi ad aprile 2001: è la volta di 125 milioni di caz..te. Cibi transgenici, la legge sulla donazione degli organi, la frenesia del vivere moderno, la salute, l’amore. Eccezionali gli ospiti (da Dario Fo a Giorgio Gaber) e gli ascolti: all’esordio oltre 12 milioni nella prima parte e quasi 8 nella seconda.
Nel 2005 il nuovo pulpito per Celentano è Rockpolitick, in onda su Raiuno fra ottobre e novembre: dividendo il mondo in “lento? e “rock?, il telepredicatore ridà il microfono a Michele Santoro, diffonde la classifica della Freedon House sulla libertà d’informazione con l’Italia solo 79/ma, ospita Roberto Benigni insieme al quale, facendo il verso a Totò e Peppino, scrive una lunga lettera a Silvio Berlusconi. La media delle quattro puntate sarà del 46%, per un costo di 22 miliardi di vecchie lire. Come sempre il ciclone Celentano ha avuto piena libertà autoriale, ma il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ne prende le distanze.
Il resto è storia di oggi: dopo una promozione massiccia, il 26 novembre arriva su Raiuno La situazione di mia sorella non è buona, serata-evento legata al nuovo cd Dormi amore, la situazione non è buona.

di Angela Majoli

02/01/2008 - La Gazzetta del Mezzogiorno