feb
3
2012
pubblicato da molleggiato

Roma, 3 feb. (Adnkronos/Ign) – Dopo una settimana di voci, polemiche e attese, è arrivata la firma del contratto tra la Rai e Adriano Celentano per la partecipazione del ‘Molleggiato’ al festival di Sanremo 2012.
Come ufficializzato dal direttore artistico Gianmarco Mazzi nella conferenza stampa sanremese di martedì scorso, Celentano – che devolverà tutto in beneficenza e sborserà di tasca sua le relative imposte – riceverà dalla Rai 350 mila euro in caso di esibizione in una sola serata del Festival, 700 mila euro in caso di due serate e 750 mila euro nel caso partecipasse a tre o più serate della kermesse.
Ed ora l’attesa si sposta tutta sulla suspance intorno ai contenuti della partecipazione di Adriano al Festival, già costellata di indiscrezioni e leggende rivierasche più o meno attendibili che andranno ad aumentare con l’avvicinarsi del debutto festivaliero.
Il contratto recepisce l’accordo verbale raggiunto lunedì 23 gennaio al telefono dal direttore delle Risorse Artistiche, Valerio Fiorespino, con l’avvocato del Clan Celentano sui punti ‘sensibili’ (massima libertà per il Molleggiato nel rispetto del Codice Etico e questione spot pubblicitari) ed ha comportato solo minime limature dopo l’invio, mercoledì scorso, da parte del Clan a Viale Mazzini della bozza definitiva.
Come già emerso nei giorni scorsi, l’ostacolo delle interruzioni pubblicitarie sarebbe stato superato separando la prima performance di Celentano da eventuali altri interventi nelle serate successive: il primo intervento sul palco dell’Ariston verrà infatti considerato un evento eccezionale e pertanto non verrà interrotto da spot (come d’altronde accadde lo scorso anno per l’esegesi dell’Inno di Mameli da parte di Roberto Benigni). Diverso sarà invece il discorso su eventuali interventi di Celentano nelle serate successive che verrebbero interrotti solo se superassero i tempi degli intervalli tra un break pubblicitario e l’altro. Tempi che comunque sono corposi, di circa 25 minuti.
03/02/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)
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gen
25
2012
pubblicato da molleggiato

Roma, 25 gen. (Adnkronos) – Accordo in vista tra Rai e Clan Celentano per il festival di Sanremo dopo le polemiche dei giorni scorsi. A Viale Mazzini è arrivata nel primo pomeriggio la bozza definitiva del contratto inviata dal Clan. La bozza, oltre ai punti già concordati da tempo come il compenso, recepisce l’accordo verbale raggiunto lunedì sera al telefono dal direttore delle Risorse artistiche Valerio Fiorespino e l’avvocato del Clan Celentano sugli altri punti (massima libertà per il Molleggiato nel rispetto del Codice Etico e spot pubblicitari).
In Rai tutti gli uffici coinvolti (in prima battuta la direzione Risorse artistiche e la direzione di Rai1) sono abbottonatissimi ma da ambienti vicini all’organizzazione del festival si manifesta ottimismo su una chiusura positiva della trattativa. A questo punto per procedere alla firma mancherebbero solo delle limature su aspetti minori. E non è escluso che il contratto possa essere firmato in tempi molto brevi, considerando anche che martedì 31 gennaio a Sanremo è prevista la conferenza stampa ufficiale del Festival.
L’ostacolo delle interruzioni pubblicitarie sarebbe stato superato separando la prima performance di Celentano da eventuali altri interventi nelle serate successive: il primo intervento del ‘Molleggiato’ sul palco dell’Ariston viene considerato un evento eccezionale e pertanto non verrebbe interrotto da spot (come d’altronde accadde lo scorso anno per l’esegesi dell’Inno di Mameli da parte di Roberto Benigni); diverso sarà invece il discorso su eventuali interventi di Celentano nelle serate successive che verrebbero interrotti solo se superassero i tempi degli intervalli tra un break pubblicitario e l’altro. Tempi che comunque sono corposi, di circa 25 minuti. Quanto al trattamento economico di Celentano, il compenso – come già circolato nei giorni scorsi – si aggirerebbe sui 300.000 euro a puntata per un massimo cumulabile di 750.000 euro.
25/01/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)
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gen
25
2012
pubblicato da andryonline
Roma. QUELLO che è successo tra la Rai e Adriano Celentano conferma il caos che regna a Viale Mazzini, dove un direttore artistico spiffera i contenuti di sms confidenziali, calpestando il rapporto fiduciario con la sua stessa azienda. A fare il nome di Gianmarco Mazzi a Viale Mazzini ieri si rischiava il linciaggio. «Tutto questo l’ha creato lui». Creato cosa?
Due giorni fa Celentano denuncia di esser stato fatto fuori dal Festival di Sanremo per volere del direttore generale Lorenza Lei, che in un sms al direttore di Rai1, Mauro Mazza, dice appunto: «Celentano è fuori». Soliti comunicati ufficiali, tutti ottimisti e capitolo chiuso. Ma ieri il Molleggiato torna ad attaccare dal suo blog, e stavolta con un aut aut diretto a Mazzi, l’uomo che lo ha convinto a tornare all’Ariston.
O lo stesso Mazzi svela alla stampa il contenuto degli sms inviati dalla Lei sul benservito che gli ha dato o tanti saluti. Ovviamente Mazzi non se lo fa dire due volte. «Pettegolezzi» li definisce una nota ufficiale della Rai, i fatti sono altri: la bozza del contratto è pronta, ora sta a Celentano firmarla. Il nodo principale restano i contenuti editoriali e la pubblicità. «Adriano è stato trattato come i grandi artisti, come Benigni e Fiorello» dicono in Rai «ma l’anno scorso Benigni c’è stato per una sera soltanto, e Celentano non può pretendere che un’azienda pubblica non faccia pubblicità. Non solo, ma tutti devono rispettare un codice etico che la Rai impone prima di andare in onda. Detto questo, una cosa è chiara la Rai vuole Adriano Celentano a Sanremo».
E ovviamente il Molleggiato non ci sta a passare per quello che del codice etico ne fa carta straccia e sul filo dell’ironia replica: «Ribadiamo che il codice etico della Rai e il modello realizzativo Rai ex decreto legislativo 231/2001 non sono mai stati messi in discussione da Adriano Celentano e dal Clan. Fermo restando che l’unico codice etico al quale per tutta la vita mi sono attenuto e ha contato è quello ricevuto da mia madre e da mio padre».
Il cantante aveva alzato il tiro già nel pomeriggio. Nel suo blog si legge: «Mazzi, sono costretto a dirti che io posso venire a Sanremo solo se tu dichiarerai alla stampa il contenuto dei messaggi che hai ricevuto dal simpatico direttore di RaiUno Mauro Mazza con i quali ti faceva la radiocronaca di ciò che la Lei aveva sentenziato: “Celentano è fuori da Sanremo”».
Un bel colpo basso per l’ottimismo che fino alla mattinata regnava a Viale Mazzini dove la storia degli sms della Lei ha tutto un altro significato. Raccontano che nessuno abbia mai voluto cacciare Celentano, ma, visto che le trattative andavano per le lunghe, il direttore generale Lei ha solo voluto premunirsi con un sms inviato a Mauro Mazza: «Se Celentano è fuori, chi possiamo prendere al suo posto?».
Ma la versione di Mazzi è un’altra: «Fino a un certo punto le trattative sembravano andare per il verso giusto, poi sabato scorso qualcosa si è inceppato. Mauro Mazza mi comunica per iscritto che la Rai ha bloccato la programmazione dei promo su Celentano, decisione platealmente ostile e autolesionista, in una fase di trattativa ormai avanzata». «Poi mi comunica, sempre per iscritto e in modo inequivocabile: “la Lei dice Celentano è fuori”, fatto confermatomi telefonicamente dall’avvocato Fiorespino che riferisce dell’invito della direzione generale a cercare “un’alternativa a Celentano”». Infine aggiunge: «Ho letto la bozza di contratto, in particolare l’articolo 8 che garantisce discrezionalità e autonomia sui contenuti dell’intervento delle performance di Celentano che “saranno concordati, unitamente alle modalità della sua partecipazione con i competenti uffici”. A questo punto Celentano mi ha guardato e mi ha detto: “Secondo te, che dice questo contratto, sono libero o non sono libero?” Non ho saputo rispondere».
Strano perché è proprio lui il suo garante. Lui lo ha portato a Sanremo. Lui aveva la certezza che tutto gli sarebbe stato concesso. Lui non Lei.
di Tiziana Leone
25/01/2012 – Il Secolo XIX
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dic
14
2011
pubblicato da andryonline
Milano, 13 dicembre 2011 – Adriano Celentano parteciperà alla 62^ edizione del Festival di Sanremo. L’annuncio, a sorpresa, è stato dato dal direttore artistico Gianmarco Mazzi, oggi a Milano.
Ma come è riuscito Mazzi a convincere il molleggiato a far ritorno a Sanremo dopo la sua ultima apparizione del 2004? “Ho chiamato Celentano per complimentarmi per il suo ultimo disco e lui mi ha chiesto di accompagnarlo a Genova da Beppe Grillo. Durante il viaggio glielo ho buttata lì: ‘Perché non viene a Sanremo?’” ha spiegato Mazzi.
“Adriano mi ha chiesto: ‘ma quanto è lontano da Genova? E quando è?’ Dopo di che mi ha detto, ‘ci vediamo là’”.
“A questo punto ho pensato che mi volesse prendere in giro ma -prosegue Mazzi nel suo racconto- ma ho notato in Celentano un cambio di tono di voce e mi ha ribadito ‘ho detto che vengo’. A quel punto ci potevo credere. Non so ancora quando verrà se alla prima serata, all’ultima o a tutte. Ma sono convinto che verrà anche perché ho rispettato un suo desiderio che era quello di non far trapelare la notizia con nessuno fino ad oggì.”
TUTTO IN BENEFICENZA – “Celentano dovrà essere trattato come è giusto: chiederà un euro in più di Fiorello perchè darà tutto in beneficienzà“, annuncia il direttore artistico del festival di Sanremo Gianmarco Mazzi, aggiungendo che all’artista verrà garantita un’assoluta libertà, come sottolineato dal direttore di Rai Uno Mauro Mazza: “E’ stato così per tutti, per Benigni, Luca e Paolo, Fiorello, non è nostro costume vigilare per censurare”.
E poi, “bisogna lasciarlo libero – ha aggiunto Mazzi – è uno cui non si può chiedere cosa fa“.
[...]
13/12/2011 – Quotidiano.net
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nov
24
2011
pubblicato da andryonline
Adesso si può dire: Fiorello ha salvato se stesso, la Rai e la Tv tradizionalista. Anzi è andato oltre il suo compito: lunedì si è superato conquistando due milioni di spettatori in più rispetto alla prima puntata. Numeri da capogiro. E, ora, per raggiungere il capolavoro, pare che Fiore sia trattando per avere Celentano lunedì prossimo. Vedremo se andrà in porto: di certo ci sarà Benigni alla quarta puntata. Comunque, ha ragione il direttore generale Rai Lorenza Lei che lo definisce: «Il più grande spettacolo degli ultimi anni». Degli ultimi dieci anni, aggiungiamo. Secondo per ascolti solo a «Rockpolitik», sale in cime alla classifica se si considerano i varietà a tutto tondo.
23/11/2011 – Il Giornale
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feb
14
2011
pubblicato da molleggiato
‘E’ un uomo libero e non e’ il momento di essere liberi’
(ANSA) – MILANO, 13 FEB – La Rai non ha chiesto ad Adriano Celentano di andare a Sanremo, ”ma non sarebbe andato comunque”. Lo ha detto Claudia Mori, moglie di Adriano Celentano. ”Lui e’ pericoloso – ha aggiunto durante la manifestazione delle donne – perche’ e’ un uomo libero e non e’ il momento di essere liberi per fare la tv come l’ha sempre fatta”. Claudia Mori ha ricordato gli ascolti altissimi delle sue trasmissioni, che con l’intervento di Benigni a ‘Rockpolitik’ ha ottenuto uno share del 70%.
13/02/2011 – Ansa
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feb
5
2011
pubblicato da andryonline
Roberto Benigni e Adriano Celentano: saranno loro gli ospiti più attesi del Festival di Sanremo. E se il comico toscano ha già detto che ci sarà per il cantante sono in corso le ultime trattative. Resta da vedere se saranno raggiunti gli accordi, anche se nei corridoi dell’Ariston si dice che ormai le cose sono fatte. Procede anche la trattativa con Fiorello: dopo l’incontro con Morandi sulle Dolomiti qualcosa si è inceppato ma ora le cose sembrano essere tornate sulla strada giusta. Un trio favoloso che riuscirà a far alzare gli ascolti.
03/02/2011 – CronacaQui.it
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dic
5
2010
pubblicato da andryonline
Nell’estate del ’59, con «Il tuo bacio è come un rock», Adriano Celentano raggiunse per la prima volta la vetta della Hit Parade. Seguirono «24.000 baci» e tanti altri «numeri uno», il più recente nel 2007. «Adriano Celentano. Bastava il nome per fare alzare tutti dai tavoli da gioco della Casa del Popolo del mio paese e, con le carte ancora in mano, mettersi in piedi davanti alla televisione in un silenzio zuppo di gioia» ricorda Roberto Benigni nella prefazione di «Azzurro», uno dei 14 album (e altrettanti libretti) che fanno parte della raccolta esclusiva in edicola con Sorrisi dal 2 dicembre. «Non accadeva nemmeno per Berlinguer» continua Benigni. «Adriano Celentano, religioso e sensuale. Una via di mezzo tra Papa Giovanni e Brigitte Bardot». Un carisma, quello descritto così bene da Benigni, che ha fatto di Celentano una superstar unica nella storia dello spettacolo italiano, capace di lasciare il segno (non solo nella musica ma anche al cinema e in tv) in ognuno degli ultimi sette decenni, dagli Anni 50 ai neonati Anni 10.
La collezione di Sorrisi parte con «Io non so parlar d’amore» del ’99, un album da due milioni di copie reso immortale da brani come «L’emozione non ha voce» e «L’arcobaleno», scritte da Gianni Bella e Mogol. Si prosegue, dal 9 dicembre, con «Azzurro» del ’68 e altri 12 album usciti tra il ’66 e il 2007. Il più vecchio è «Il ragazzo della via Gluck», che prende il titolo da una delle sue canzoni più famose: «È carica di una malinconica poesia e rabbia» scrive Dario Fo nella prefazione dell’album. «È il risentito canto verso la brutalità di imprenditori che, in combutta con i gestori della città, spianano povere abitazioni di bassa rendita per poi erigere casoni e grattacieli». La raccolta si concluderà il 3 marzo con «Geppo il folle», colonna sonora del visionario film del ’78, di cui Celentano fu anche regista, sceneggiatore, produttore, montatore e scenografo. Una delle tante scelte spericolate di un artista che, scrive Walter Veltroni nella prefazione, «ha attraversato stili, sonorità, costumi, per regalarci a ogni canzone, emozione e vitalità».
di Antonio Mustara
03/12/2010 – TV Sorrisi & Canzoni
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dic
5
2010
pubblicato da andryonline
IN EDICOLA DA OGGI CON IL «CORRIERE» I QUATTORDICI DISCHI PIÙ SIGNIFICATIVI DEL MOLLEGGIATO
Ogni album con una prefazione d’autore, da Benigni a Fo
MILANO – Potrebbe anche cantare l’elenco telefonico. Qualche anno fa in un’intervista Paolo Conte si espresse così su Adriano Celentano, celebrando la capacità del Molleggiato, così spiegò, di rendere intellegibile qualsiasi testo. Potrebbero sembrare carinerie fra due personaggi che fanno lo stesso mestiere, legati per di più dal fatto che uno è l’autore di uno dei più grandi successi della canzone italiana, «Azzurro», e l’altro è l’interprete che l’ha portato al successo. Conflitto d’interessi a parte, in quel giudizio dello chansonnier astigiano sta la chiave per capire il cantante milanese: uno che con delle «canzonette» in senso leggero è riuscito a far passare di tutto, amore, impegno e nonsense. A partire da oggi si può ricostruire la carriera di Adriano con il Corriere della Sera. Fino al 3 marzo, ogni settimana sarà in edicola con il quotidiano uno dei quattordici album più significativi della carriera dell’artista nato il 6 gennaio 1938. La prima uscita è «Io non so parlar d’amore», album del 1999 che segnò la nascita di un proficuo periodo di collaborazione con Mogol e Gianni Bella: si potrà acquistare in edicola, come tutti gli altri dischi della collana, al prezzo di 9,99 euro oltre al costo del giornale. In omaggio con il primo numero ci sarà anche un cofanetto creato per raccogliere tutte le uscite. Questa collana è la riedizione di una già pubblicata nel 2007 dal Corriere. Per questo ritorno è stata completamente rivisitata la veste grafica ed è stato adottato anche un formato classico, da un volumetto con le dimensioni di un libro si è passati all’ingombro classico dei cd. Per ciascuno degli album di questa collezione, eccezione fatta per l’ultimo «Dormi amore, la situazione non è buona», uscito nel 2008, nel libretto viene anche riproposta la prefazione d’autore di quella prima pubblicazione. Grandi nomi che hanno raccontato il loro modo di vedere Celentano. Quella del primo titolo è a firma di Claudia Mori, un dolce messaggio d’amore per il marito e compagno di avventure artistiche. «Tu sai parlare d’amore a tutti e di questo ne ho sempre un po’ sofferto», gli scrive. Le altre sono di Roberto Benigni, Vincenzo Cerami, Dario Fo, Giuliano Ferrara, Tonino Guerra, Paolo Conte, Fernanda Pivano, Liliana Cavani, Alda Merini, Furio Colombo, Marco Paolini e Walter Veltroni. Con questa selezione di album – mancano alcune cose degli esordi, i live, le colonne sonore e i dischi di cover – la panoramica sulla carriera di Celentano è completa. Riordinando cronologicamente la collana si parte con il 1966 e «Il ragazzo della via Gluck», album che prendeva il titolo dalla canzone che Adriano portò a Sanremo quello stesso anno e che raccoglieva molti pezzi già usciti in precedenza. La title track è un brano che contiene uno dei temi forti del Celentano-pensiero: la sensibilità ecologista colpita dalla cementificazione delle periferia milanese. Canzone tanto forte che nella prefazione Dario Fo se la immagina universale e cantata in dialetto milanese, napoletano e in francese. Proseguendo cronologicamente c’è un altro passo fondamentale: 1969, «Azzurro», il brano scritto da Paolo Conte. Per Benigni una canzone «bella come un chilo di albicocche», così intensa che andrebbe «proibita per legge». Gli anni Settanta sono fotografati da «I mali del secolo» 1972 in cui canta di menzogne, ecologia e droga; «Geppo il folle» 1978colonna sonora dell’omonimo film sulla fama, e «Soli» 1979 dove spicca l’omonima canzone scritta da Cutugno. Gli Anni Ottanta sono rappresentati da «Uh… uh…» 1982, in parte legato al film Bingo bongo, e «La pubblica ottusità» 1987 che esce in parallelo a Fantastico 8, quello del grande successo e delle polemiche per le dichiarazioni sul referendum sulla caccia. Negli Anni Novanta Adriano si definisce «Il re degli ignoranti» 1991, pubblica «Arrivano gli uomini» e con «Io non so parlar d’amore» 1999 apre la collaborazione con Mogol e Gianni Bella che prosegue in ««Esco di rado e parlo ancora meno» 2000, «Per sempre» 2002, «C’è sempre un motivo» 2004 e nell’ultimo capitolo della raccolta «Dormi amore, la situazione non è buona» del 2007. A. Laf. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Le date Da oggi «Io non so parlar d’amore» (prefazione Claudia Mori) Dal 9 dicembre «Azzurro» (Roberto Benigni) Dal 16 dicembre «Esco di rado e parlo ancora meno» (V. Cerami) Dal 23 dicembre «Il ragazzo della via Gluck» (Dario Fo) Dal 30 dicembre «Per sempre» (Giuliano Ferrara) Dal 6 gennaio «Soli» Tonino Guerra Dal 13 gennaio «C’è sempre un motivo» Paolo Conte **** Le date Dal 20 gennaio «Dormi amore la situazione non è buona» Dal 27 gennaio «I mali del secolo» Fernanda Pivano Dal 3 febbraio «Il re degli ignoranti» Liliana Cavani Dal 10 febbraio «La pubblica ottusità» Alda Merini Dal 17 febbraio «Arrivano gli uomini» Furio Colombo Dal 24 febbraio «Uh… Uh…» Marco Paolini Dal 3 marzo «Geppo il folle» Walter Veltroni.
Laffranchi Andrea
02/12/2010 – Corriere della Sera
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mag
17
2010
pubblicato da molleggiato
Domani alle 21 su Raidue andrà in onda ‘Ti ricordiamo così, Karol’. Il programma – trasmesso a novant’anni dalla nascita di Karol Wojtyla, divenuto papa il 16 ottobre 1978 – vuole essere un omaggio affettuoso a Giovanni Paolo II, il papa più mediatico della storia della Chiesa, quello che ha aperto un dialogo diretto coi giovani e che non ha esitato a lasciarsi ‘contaminare’ da altri linguaggi, come quello musicale ed artistico (è stato il primo Papa che ha partecipato ad un concerto rock). Si tratta di un ritratto inedito del Papa scomparso con un omaggio corale: il ‘video di buon compleanno’ preparato da Adriano Celentano e le testimonianze di Renzo Arbore, Bibi Ballandi, Roberto Benigni, Andrea Bocelli, Stelvio Cipriani, Amedeo Minghi, Patty Pravo. Intervengono anche il vescovo Piero Marini, Joaquin Navarro Valls, Bruno Vespa, Arturo Mari (fotografo del papa), Rita Megliorin (l’infermiera che ha assistito Giovanni Paolo II negli ultimi ricoveri), la scrittrice e giornalista Elisabetta Loiacono. La chiusura del programma è infatti dedicata al capitolo più doloroso e luminoso della parabola di vita di Karol Wojtyla, il papa che ha saputo resistere alla malattia. Il progetto – si legge in una nota – rappresenta la prima coproduzione tra Raidue e Rai Vaticano. ‘Ti ricordiamo così, Karol’ è un programma di Giuseppe De Carli e Ivano Balduini, che firma anche la regia.
17/05/2010 – Virgilio.it
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