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gen 31 2012

Il compenso di Celentano a Emergency e famiglie bisognose

L’annuncio dato dal direttore artistico Gianmarco Mazzi alla conferenza stampa di presentazione del festival. Le somme saranno devolute con precise modalità. Non si sa ancora a quante serate parteciperà il Molleggiato

dal nostro inviato ALESSANDRA VITALI

Adriano Celentano

SANREMO - Celentano ci sarà. Non si sa ancora per quante serate, se una, due, tre o tutte e cinque, il contratto non l’ha firmato solo perché andavano messi a punto alcuni aspetti puramente tecnici, prenderà sì tutti i soldi di cui si è parlato ma li darà tutti in beneficenza, parte a Emergency e parte ad alcune famiglie bisognose individuate, e suggeritegli, da sette sindaci di altrettante città italiane che il Molleggiato ha personalmente contattato. “E chi attacca gli artisti, come quei politici che hanno parlato ieri probabilmente solo per farsi pubblicità e uscire sui giornali – dicono Giammarco Mazzi e Gianni Morandi – si dovrebbero vergognare, perché si tratta di polemiche ipocrite e pretestuose”.

Ecco svelato il mistero, ecco la risposta alle polemiche agitate nei giorni scorsi da alcuni quotidiani e, ieri, da una serie di dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno gridato allo scandalo di fronte al cachet che Adriano Celentano percepirà per la sua partecipazione alla prossima edizione del festival di Sanremo. Presentata questa mattina in pompa magna al Casinò della cittadina ligure, presenti il direttore di RaiUno Mauro Mazza, il “team” del festival composto da Gianni Morandi, Giammarco Mazzi e Rocco Papaleo, decine di cronisti e fotografi che hanno sfidato pioggia, freddo e neve pur di non perdersi “il taglio del nastro”, come l’ha definito il direttore di RaiUno.

Il compenso di Celentano, si diceva. Centinaia di migliaia di euro, cifre che in effetti colpiscono in un momento come quello che sta attraversando il Paese, di fronte ai ripetuti inviti alla sobrietà. L’ennesima smentita del cliché secondo cui il festival di Sanremo sarebbe lo specchio dell’Italia.

E invece, ancora una volta, Celentano ha superato tutti a sinistra. Già settimane fa, racconta il direttore artistico del Festival, Giammarco Mazzi, il cantante aveva annunciato l’intenzione di devolvere tutto in beneficenza. Oggi, tocca a Mazzi raccontare in che modo (piuttosto articolato) Celentano dividerà il proprio compenso. Il contratto prevede che partecipi a una, due o a tutte le serate; ancora nessuno sa quante ne farà. Se ne farà una, percepirà 350 mila euro, se ne farà due prenderà 700 mila euro, se ne farà tre, quattro o tutte e cinque percepirà un compenso di 750 mila euro.

Nel caso in cui il compenso dovesse essere di 350 mila euro, 100 mila saranno destinati a un ospedale di Emergency in un’area di guerra e 250 mila a tredici famiglie. Nel caso dovesse partecipare a due serate, e quindi percepire un compenso di 700 mila euro, devolverà 200 mila euro a due ospedali di Emergency che stanno per chiudere e 500 mila euro a venticinque famiglie; se poi dovesse percepire 50 mila euro in più (oltre ai 700 mila), si potrà portare a ventisette il numero delle famiglie.

Alla fine, quando Celentano sarà a Sanremo, consegnerà a un notaio una busta con un documento che contiene i nomi delle famiglie e dei sindaci che le hanno indicate; la consegna del denaro sarà fatta dagli stessi sindaci in forma privata, ma alla presenza di una persona di fiducia che potrebbe essere Claudia Mori.

Il cantante, ha spiegato infine il direttore artistico del Festival, “si farà anche carico delle tasse da pagare sul denaro che darà in beneficenza; alla fine – continua Mazzi – per venire a Sanremo spenderà un sacco di soldi, ma darà anche un segnale forte che in questo momento è molto importante”.

31/01/2012 – La Repubblica


gen 30 2012

Il 67% degli italiani favorevoli alla presenza di Celentano a Sanremo

Sondaggio dell’Istituto Demopolis in esclusiva per Affaritaliani.it

Grafico Demopolis 1

Dopo le polemiche dei giorni scorsi (che proseguono anche questa settimana), ecco i risultati del sondaggio Demopolis in esclusiva per Affaritaliani.it. Si parla di Celentano a Sanremo: il 67% degli italiani è favorevole alla presenza del discusso cantante-artista-conduttore sul palco dell’Ariston. Per il 64% degli interpellati, infatti, Celentano è un grande artista, per il 57% renderà le serata più interessanti e per il 42% aumenterà gli ascolti. Per il 78% degli italiani interpellati, inoltre, Celentano ha fatto bene a chiedere alla Rai “carta bianca” e piena libertà sui monologhi.

Grafico Demopolis 2

IL COMMENTO – Alla vigilia della conferenza stampa di presentazione del Festival, la partecipazione di Adriano Celentano è già un evento molto atteso dal pubblico: oltre i due terzi degli italiani che seguiranno Sanremo in tv si dichiarano favorevoli alla presenza di Celentano sul palco dell’Ariston. È il dato che emerge dal sondaggio realizzato dall’Istituto Demopolis in esclusiva per il quotidiano Affaritaliani.

Dopo le polemiche e la possibile rottura dei giorni scorsi, la Rai si è assicurata la partecipazione di Celentano. Una scelta che appare condivisa dal 67% degli intervistati: una percentuale che raggiunge i tre quarti dei telespettatori intenzionati a seguire con certezza le serate del Festival condotto da Morandi.

Tra le ragioni di chi ne apprezza la presenza sul palco, secondo i dati Demopolis prevale la simpatia e la stima verso Celentano come artista, ma sono in molti a ritenere anche che Celentano renderà le serate di Sanremo più interessanti (57%), aumentando gli ascolti (42%) e scatenando possibili polemiche (35%).

Nell’analisi in base all’autocollocazione politica dichiarata dagli intervistati, condotta dall’Istituto di ricerche diretto da Pietro Vento, colpisce l’apprezzamento per la partecipazione di Celentano registrata tra gli elettori di Centro Sinistra (74%) e fra quanti si considerano “non collocati” politicamente. Un dato che decresce invece, significativamente, tra chi si dichiara di Centro Destra.

A due settimane dall’avvio del festival della canzone italiana, una curiosità aleggia, ben oltre la competizione canora: cosa dirà il “molleggiato”?

Ha fatto bene Celentano a chiedere carta bianca e piena libertà alla Rai sui monologhi che terrà durante le serate di Sanremo? Ritiene di sì il 78% degli italiani, intervistati dal 27 al 30 gennaio, per Affari Italiani, dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.

Grafico Demopolis 3

Nota metodologica: il sondaggio Demopolis – Affaritaliani
L’indagine sugli italiani ed il Festival di Sanremo è stato realizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis in esclusiva per il quotidiano Affariitaliani. I dati sono stati rilevati in un sondaggio condotto – dal 27 al 30 gennaio 2012, dall’Istituto Demopolis, con metodologia cawi, tra i navigatori dei siti libero.it e affaritaliani.it, cui hanno risposto 4.014 cittadini. Al campione demoscopico in rientro è stata applicata una ponderazione sulle variabili di quota in relazione al genere, alla fascia di età ed all’area di residenza degli intervistati. Direzione e coordinamento dell’indagine a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Supervisione scientifica della rilevazione online di Marco E. Tabacchi. Approfondimenti su: www.demopolis.it

30/01/2012 – Affaritaliani.it


gen 27 2012

Celentano a Sanremo, è fatta

MILANO – Celentano sì, Celentano no. Il clamoroso ritorno del Molleggiato a Sanremo era stato annunciato già a dicembre. Mano libera, interventi a piacimento per tutto il corso del Festival, dietro congruo compenso ovviamente. Proprio su questa libertà assoluta di dir quel che gli andava, sembrava si stesse incagliando la partecipazione di Adriano. Con il cantante che se la prendeva con il direttore della kermesse Gianmarco Mazzi. Il quale a sua volta scaricava sul direttore generale della Rai Lorenza Lei il raffreddamento nei confronti di Celentano.

CONTRATTO FIRMATO – Ebbene, dopo tanta maretta, il caso è chiuso. Il contratto sarebbe stato finalmente firmato. E nella direzione in cui voleva Celentano. Che potrà dunque parlare a ruota libera, sempre nel rispetto della legge e del codice etico della Rai. Senza peraltro essere interrotto da qualsivoglia pubblicità, almeno per quanto concernerà il primo intervento. Il tutto per 300.000 euro a puntata: per un totale che non dovrebbe superare le 750.000 complessive.

Matteo Cruccu

27/01/2012 – Corriere della Sera


gen 26 2012

Celentano chiagne e fotte: fa i capricci, la Rai lo copre d’oro

Il Molleggiato a Sanremo: la tv di Stato lo strapaga, lui gioca al martire della liberta. Il compenso? Sarebbe 300mila euro a puntata

Caricatura Adriano Celentano a Sanremo 2012

Il primo passo per risanare la Rai dovrebbe esser quello di brevettare la strategia del martirio. Vuoi lamentarti sui giornali che l’emittente pubblica ti censura? Bene, allora sgancia a Viale Mazzini un tributo per la pubblicità gratuita. Se qualcuno ci avesse pensato anni fa, ora il carrozzone catodico sarebbe l’azienda più fiorente del Paese. E uno dei maggiori finanziatori sarebbe Adriano Celentano, specialista nell’arte della lamentazione e del ricattino morale. Il Tiraemolleggiato sta dando spettacolo anche in questi giorni: l’hanno invitato al Festival di Sanremo, e lui ha minacciato di disertare l’Ariston a meno di non essere accontentato in tutti i capriccetti da stella della canzone. Una serie interminabile di condizioni e paletti, di fronte ai quali ci sono solo due possibilità: o chinare la testa o rinunciare all’imperatore Adriano. Ieri, finalmente, la bozza del suo contratto è arrivata a Viale Mazzini e sembra proprio che Celentano sia stato soddisfatto in tutto e per tutto. Dunque la firma si avvicina.

L’accordo dovrebbe essere questo (come rivelato da Carlo Tecce sul Fatto e confermato da altre fonti): 300mila euro a puntata, con un tetto massimo di 750mila euro. Che significa? Semplice: può darsi che Celentano faccia più di una apparizione. Dunque, se sarà all’Ariston per due sere, guadagnerà 600mila euro. Se lo vedremo cinque volte, guadagnerà comunque 750mila euro invece di superare il milione. Comunque sia, le cifre non sono basse. Egli avrà poi la possibilità di parlare liberamente, pur nel «rispetto del codice etico». Infine, almeno durante la prima comparsata, non sarà interrotto da spot pubblicitari. Nelle serate successive gli spot appariranno solo se Adriano supererà con i suoi monologhi gli spazi previsti tra un blocco e l’altro (circa 25 minuti).

Per farla breve: il Tiraemolleggiato potrà disquisire anche per quaranta minuti (la durata prevista per il suo primo intervento) senza che venga mandata la pubblicità e senza che nessuno metta il naso nei suoi testi (dicono che sia un po’ meno disponibile quando lo intervistano: il testo delle domande vuole vederlo eccome). Qualora lo desiderasse, potrebbe tornare anche nei giorni successivi, parlando per 25 minuti alla volta di ciò che gradisce e diventando – come auspicato da Gianni Morandi – una sorta di «conduttore ombra» del Festival.

A questo punto sorgono un po’ di domande a cui sarebbe bello avere una risposta. Mettiamo che Celentano, come al solito, faccia il pieno di ascolti. Come fa la Rai a guadagnare se non può vendere la pubblicità? Poi, quanto guadagna davvero Adriano? Nei giorni scorsi si è affannato a smentire sul suo sito le voci che gli attribuivano un incasso di un milione e duecentomila euro. Vuole mettere a tacere le polemiche? Bene, dichiari una volta per tutte quanto si mette in tasca, visto che a foraggiarlo sono i contribuenti tramite il canone. Circola anche la voce che donerà il cachet in beneficenza. Lo speriamo per lui: gli farà comodo al momento di compilare la dichiarazione dei redditi.

Infine: perché gli italiani dovrebbero anche mollare un solo euro a Celentano? Da poche settimane è uscito il suo nuovo disco: Sanremo gli darà la possibilità di promuoverlo di fronte a un pubblico immenso. Dovrebbe bastargli, no? Però il Tiraemolleggiato pretende che la tivù pubblica gli paghi il Clanone e gli confezioni uno spottone su misura. La verità è che Adriano fa il martire ma va solo dove gli conviene. Mesi fa, Michele Santoro si è lamentato che Celentano – dopo averlo chiamato ripetutamente in diretta quando Annozero era sulla cresta dell’onda – non si era degnato di aiutarlo nemmeno un po’ a reclamizzare la sua nuova trasmissione: non aveva più da guadagnarci. Adesso a Santoro preferisce Sanremo, patrono della visibilità mediatica.

di Malabarba

26/01/2012 – LiberoQuotidiano.it


gen 25 2012

Sanremo, tra Celentano e Rai accordo in vista anche sulla questione pubblicità

Adriano Celentano

Roma, 25 gen. (Adnkronos) – Accordo in vista tra Rai e Clan Celentano per il festival di Sanremo dopo le polemiche dei giorni scorsi. A Viale Mazzini è arrivata nel primo pomeriggio la bozza definitiva del contratto inviata dal Clan. La bozza, oltre ai punti già concordati da tempo come il compenso, recepisce l’accordo verbale raggiunto lunedì sera al telefono dal direttore delle Risorse artistiche Valerio Fiorespino e l’avvocato del Clan Celentano sugli altri punti (massima libertà per il Molleggiato nel rispetto del Codice Etico e spot pubblicitari).

In Rai tutti gli uffici coinvolti (in prima battuta la direzione Risorse artistiche e la direzione di Rai1) sono abbottonatissimi ma da ambienti vicini all’organizzazione del festival si manifesta ottimismo su una chiusura positiva della trattativa. A questo punto per procedere alla firma mancherebbero solo delle limature su aspetti minori. E non è escluso che il contratto possa essere firmato in tempi molto brevi, considerando anche che martedì 31 gennaio a Sanremo è prevista la conferenza stampa ufficiale del Festival.

L’ostacolo delle interruzioni pubblicitarie sarebbe stato superato separando la prima performance di Celentano da eventuali altri interventi nelle serate successive: il primo intervento del ‘Molleggiato’ sul palco dell’Ariston viene considerato un evento eccezionale e pertanto non verrebbe interrotto da spot (come d’altronde accadde lo scorso anno per l’esegesi dell’Inno di Mameli da parte di Roberto Benigni); diverso sarà invece il discorso su eventuali interventi di Celentano nelle serate successive che verrebbero interrotti solo se superassero i tempi degli intervalli tra un break pubblicitario e l’altro. Tempi che comunque sono corposi, di circa 25 minuti. Quanto al trattamento economico di Celentano, il compenso – come già circolato nei giorni scorsi – si aggirerebbe sui 300.000 euro a puntata per un massimo cumulabile di 750.000 euro.

25/01/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


gen 25 2012

Celentano e la Rai alla resa dei conti

Roma. QUELLO che è successo tra la Rai e Adriano Celentano conferma il caos che regna a Viale Mazzini, dove un direttore artistico spiffera i contenuti di sms confidenziali, calpestando il rapporto fiduciario con la sua stessa azienda. A fare il nome di Gianmarco Mazzi a Viale Mazzini ieri si rischiava il linciaggio. «Tutto questo l’ha creato lui». Creato cosa?

Due giorni fa Celentano denuncia di esser stato fatto fuori dal Festival di Sanremo per volere del direttore generale Lorenza Lei, che in un sms al direttore di Rai1, Mauro Mazza, dice appunto: «Celentano è fuori». Soliti comunicati ufficiali, tutti ottimisti e capitolo chiuso. Ma ieri il Molleggiato torna ad attaccare dal suo blog, e stavolta con un aut aut diretto a Mazzi, l’uomo che lo ha convinto a tornare all’Ariston.

O lo stesso Mazzi svela alla stampa il contenuto degli sms inviati dalla Lei sul benservito che gli ha dato o tanti saluti. Ovviamente Mazzi non se lo fa dire due volte. «Pettegolezzi» li definisce una nota ufficiale della Rai, i fatti sono altri: la bozza del contratto è pronta, ora sta a Celentano firmarla. Il nodo principale restano i contenuti editoriali e la pubblicità. «Adriano è stato trattato come i grandi artisti, come Benigni e Fiorello» dicono in Rai «ma l’anno scorso Benigni c’è stato per una sera soltanto, e Celentano non può pretendere che un’azienda pubblica non faccia pubblicità. Non solo, ma tutti devono rispettare un codice etico che la Rai impone prima di andare in onda. Detto questo, una cosa è chiara la Rai vuole Adriano Celentano a Sanremo».

E ovviamente il Molleggiato non ci sta a passare per quello che del codice etico ne fa carta straccia e sul filo dell’ironia replica: «Ribadiamo che il codice etico della Rai e il modello realizzativo Rai ex decreto legislativo 231/2001 non sono mai stati messi in discussione da Adriano Celentano e dal Clan. Fermo restando che l’unico codice etico al quale per tutta la vita mi sono attenuto e ha contato è quello ricevuto da mia madre e da mio padre».

Il cantante aveva alzato il tiro già nel pomeriggio. Nel suo blog si legge: «Mazzi, sono costretto a dirti che io posso venire a Sanremo solo se tu dichiarerai alla stampa il contenuto dei messaggi che hai ricevuto dal simpatico direttore di RaiUno Mauro Mazza con i quali ti faceva la radiocronaca di ciò che la Lei aveva sentenziato: “Celentano è fuori da Sanremo”».

Un bel colpo basso per l’ottimismo che fino alla mattinata regnava a Viale Mazzini dove la storia degli sms della Lei ha tutto un altro significato. Raccontano che nessuno abbia mai voluto cacciare Celentano, ma, visto che le trattative andavano per le lunghe, il direttore generale Lei ha solo voluto premunirsi con un sms inviato a Mauro Mazza: «Se Celentano è fuori, chi possiamo prendere al suo posto?».

Ma la versione di Mazzi è un’altra: «Fino a un certo punto le trattative sembravano andare per il verso giusto, poi sabato scorso qualcosa si è inceppato. Mauro Mazza mi comunica per iscritto che la Rai ha bloccato la programmazione dei promo su Celentano, decisione platealmente ostile e autolesionista, in una fase di trattativa ormai avanzata». «Poi mi comunica, sempre per iscritto e in modo inequivocabile: “la Lei dice Celentano è fuori”, fatto confermatomi telefonicamente dall’avvocato Fiorespino che riferisce dell’invito della direzione generale a cercare “un’alternativa a Celentano”». Infine aggiunge: «Ho letto la bozza di contratto, in particolare l’articolo 8 che garantisce discrezionalità e autonomia sui contenuti dell’intervento delle performance di Celentano che “saranno concordati, unitamente alle modalità della sua partecipazione con i competenti uffici”. A questo punto Celentano mi ha guardato e mi ha detto: “Secondo te, che dice questo contratto, sono libero o non sono libero?” Non ho saputo rispondere».

Strano perché è proprio lui il suo garante. Lui lo ha portato a Sanremo. Lui aveva la certezza che tutto gli sarebbe stato concesso. Lui non Lei.

di Tiziana Leone

25/01/2012 – Il Secolo XIX


gen 25 2012

La Rai vuole Celentano ma Mazzi conferma è stata Lorenza Lei a dire «è fuori da Sanremo»

Viale Mazzini prova a spegnere la polemica col molleggiato

MILANO – «La Rai è in attesa di ricevere la bozza di contratto definitiva relativa alla partecipazione di Adriano Celentano al Festival di Sanremo. La Rai era e resta fortemente interessata a Celentano. Nessuna attenzione, invece, l’azienda intende prestare ai pettegolezzi che sembrano inspiegabilmente prevalere in queste ultime ore». Viale Mazzini prova a disinnescare le polemiche dei giorni scorsi sulla minaccia del «molleggiato» di non essere della partita del prossimo Festival se il direttore artistico Gianmarco Mazzi non avesse dichiarato agli organi di informazione il contenuto dei messaggi ricevuti dalla Rai in relazione alla sua presenza al Festival. Celentano aveva affidato al suo blog le valutazioni sugli sviluppi della vicenda che lo dovrebbe legare alla Rai.

AUT AUT DEL MOLLEGGIATO - Da qui l’aut aut «scattato dopo la lettura dei giornali e secondo i quali mi sarei inventato tutto in nome di una pubblicità di cui non solo da adesso, ma fin da quando ero un umile orologiaio, non me n’è mai fregato niente». Celentano dice quindi a Mazzi di cercare «una alternativa alla mia partecipazione al Festival e come comunicare una simile c…a». Quindi parla della bozza del contratto ricevuta dalla Rai e accenna alla questione del controllo dei testi e a mail ricevute dal legale della Rai. Il tutto finalizzato – a suo dire – a «giustificare la mia eliminazione dal Festival». Questo «solo perchè sono un tipo allegro che ha il viziaccio di pretendere una certa libertà di parola». Quindi la parte più dirompente del suo attacco, con l’invito a Mazzi: «se non chiarirai come stanno le cose, io al Festival non verrò».

LA REPLICA DI MAZZI - La risposta del direttore artistico di Gianmarco Mazzi non si è fatta attendere e dalle sue parole è arrivata anche la conferma che sarebbe stato proprio il direttore generale Lorenza Lei a chiudere la porta a Celentano. Mazzi ha confermato che il direttore di Rai1 Mauro Mazza gli ha comunicato «per iscritto» prima che la Rai aveva «bloccato la programmazione dei promo su Celentano» e poi, «sempre per iscritto e in modo inequivocabile «la Lei dice Celentano è fuori». «Caro Adriano – scrive Mazzi – mi sono molto impegnato in questi mesi per la tua partecipazione. A questo punto capisco che mi devo impegnare per difendere qualità e quantità del mio lavoro e mi rivolgo alla Rai». Il direttore artistico sottolinea di essere «pagato per quello e quello voglio raggiungere, così come ho sempre fatto negli anni. Per il resto non esprimo giudizi anche se mi piacerebbe tanto sapere quali uffici, e quali ufficiali, dovrebbero concordare i contenuti dell’intervento di Celentano. Non mi fido, preferisco che Celentano dica quello che vuole, anche perchè in diretta può farlo liberamente, e a me sia data la possibilità di rispondergli se non sarò d’accordo. Il che è anche probabile».

DECISIONE AUTOLESIONISTA - Per il direttore artistico, rivedere dopo otto anni Celentano in tv e a Sanremo, anche con Morandi, «rappresenta per la Rai e per me un successo artistico, professionale e commerciale. Se penso agli appelli fatti, tra gli altri, da un grande come Fiorello per avere Adriano nella sua trasmissione e al giusto sostegno dato dalla Rai, dico che da parte dell’azienda mi sarei aspettato più entusiasmo». Poi spiega che «fino a un certo punto» le trattative sembravano andare per il verso giusto, con «gli accordi sul compenso chiusi in linea con il mercato attuale, addirittura al di sotto di compensi erogati negli anni scorsi per un evento importante come Sanremo e Celentano ha potuto iniziare a lavorare». Poi sabato scorso «qualcosa si è inceppato».

SONO LIBERO? - Mazzi ribadisce inoltre le due questioni-chiave, ovvero le interruzioni pubblicitarie e la libertà autoriale, tema «su cui mi sentivo particolarmente sicuro avendo avuto rassicurazioni dai vertici Rai e nessuna smentita alle dichiarazioni fatte in occasione dell’annuncio di Celentano». Per poi aggiungere di aver letto la bozza di contratto, in particolare l’articolo 8 che garantisce «discrezionalità ed autonomia sui contenuti dell’intervento delle performance» di Celentano «che saranno concordati, unitamente alle modalità della sua partecipazione con i competenti uffici». A questo punto, sottolinea Mazzi, «Celentano mi ha guardato e mi ha detto secondo te, che dice questo contratto, sono libero o non sono libero? Non ho saputo rispondere».

Redazione Online

24/01/2012 – Corriere della Sera


gen 24 2012

ADRIANO CELENTANO e la Rai, la lettera di GIANMARCO MAZZI

Dopo i comunicati stampa e i post di Claudia Mori e Adriano Celentano, che ieri avevano accusato il direttore generale della Rai Lorenza Lei di non volere più il Molleggiato al Festival di Sanremo, arriva la lettera di Gianmarco Mazzi, direttore artistico della manifestazione, l’uomo che era riuscito a convincere Celentano a tornare al Festival dopo otto anni di assenza.

«Caro Adriano» scrive Gianmarco Mazzi a Celentano «mi sono molto impegnato in questi mesi per la tua partecipazione. A questo punto capisco che mi devo impegnare per difendere qualità e quantità del mio lavoro e mi rivolgo alla Rai».

Il direttore artistico sottolinea di essere «pagato per quello e quello voglio raggiungere, così come ho sempre fatto negli anni. Per il resto non esprimo giudizi anche se mi piacerebbe tanto sapere quali uffici, e quali ufficiali, dovrebbero concordare i contenuti dell’intervento di Celentano. Non mi fido, preferisco che Celentano dica quello che vuole, anche perché in diretta può farlo liberamente, e a me (come a chiunque altro) sia data la possibilità di rispondergli se non sarò d’accordo. Il che è anche probabile».

Per il direttore artistico, rivedere dopo otto anni Celentano in tv e a Sanremo, anche con Morandi, «rappresenta per la Rai e per me un successo artistico, professionale e commerciale. Se penso agli appelli fatti, tra gli altri, da un grande come Fiorello per avere Adriano nella sua trasmissione e al giusto sostegno dato dalla Rai, dico che da parte dell’azienda mi sarei aspettato più entusiasmo». Poi spiega che «fino a un certo punto» le trattative sembravano andare per il verso giusto, con «gli accordi sul compenso chiusi in linea con il mercato attuale, addirittura al di sotto di compensi erogati negli anni scorsi per un evento importante come Sanremo (in ottemperanza alla corretta politica di contenimento dei costi imposta dalla crisi e voluta dal dg Lei) e Celentano ha potuto iniziare a lavorare». Poi sabato scorso «qualcosa si è inceppato».

Mauro Mazza, direttore di Rai Uno, gli «comunica per iscritto che la Rai ha bloccato la programmazione dei promo su Celentano», decisione «platealmente ostile e autolesionista, in una fase di trattativa ormai avanzata», rileva Mazzi. «Poi mi comunica, sempre per iscritto e in modo inequivocabile, “la Lei dice Celentano è fuori”, fatto confermatomi telefonicamente dall’avvocato Fiorespino che riferisce dell’invito della direzione generale a cercare “un’alternativa a Celentano”».

Ribadisce le due questioni-chiave, ovvero le interruzioni pubblicitarie («su cui abbiamo individuato presto una soluzione accettabile da Celentano e proponibile alla Rai) e la libertà autoriale, tema «su cui mi sentivo particolarmente sicuro avendo avuto rassicurazioni dai vertici Rai e nessuna smentita alle dichiarazioni fatte in occasione dell’annuncio di Celentano». Per poi aggiungere di aver letto la bozza di contratto, in particolare l’articolo 8 che garantisce «discrezionalità ed autonomia sui contenuti dell’intervento delle performance» di Celentano «che saranno concordati, unitamente alle modalità della sua partecipazione con i competenti uffici». A questo punto, sottolinea Mazzi, «Celentano mi ha guardato e mi ha detto “secondo te, che dice questo contratto, sono libero o non sono libero?”. Non ho saputo rispondere». (ANSA).

24/01/2012 – TV Sorrisi & Canzoni


gen 24 2012

Sanremo, Celentano: “Mazzi dica la verità sulle parole del dg o non vengo”

Roma, 24 gen. (Adnkronos/Ign) – Adriano Celentano, interviene sulla querelle apertasi ieri con Viale Mazzini sulle modalità della sua partecipazione alla prossima edizione di Sanremo e da suo blog si indirizza direttamente al Direttore Artistico del Festival, Gianmarco Mazzi. “Caro Gianmarco -scrive – pur non dimenticando l’impegno e il grosso ‘lavoro ai fianchi’ che hai dovuto esercitare su di me per portarmi a Sanremo (e non da adesso, ma da anni) devo purtroppo darti un out out”, ovvero: “posso venire a Sanremo solo se tu dichiarerai alla stampa il contenuto dei messaggi che hai ricevuto dal simpatico direttore di RaiUno Mauro Mazza (non è un’ ironia mi è simpatico veramente) con i quali ti faceva la radiocronaca di ciò che la ‘Lei aveva sentenziato: ‘Celentano è fuori da Sanremo’. Chiedendoti inoltre di cercare una alternativa alla mia partecipazione al Festival e come comunicare una simile Cazzata”.

Leggendo i giornali di oggi sulla situazione Sanremo, l’idea che piu’ di tutti emerge, o perche’ i media non sanno esattamente come stanno le cose e quindi per non sbagliare danno piu’ credito alle false smentite della Rai che non alla verita’ che il Clan ha espresso sul mio Blog, e’ che tra le righe prevale una sottolettura secondo la quale mi sarei inventato tutto in nome di una pubblicita’ di cui non solo da adesso, ma fin da quando ero un umile orologiaio, non me n’e’ mai fregato niente. Non disdegno la pubblicita’ e mi piace far casino sui giornali, ma solo se c’e’ un fondo di verita’, altrimenti sarebbe un disgustoso e cattivo gioco sulla buona fede della gente”. Scrive Celentano per spiegare la scelta di intervenire direttamente nella vicenda.

Celentano cita poi, chiedendo che anche su questo Mazzi faccia chiarezza, la “bozza del contratto ricevuta dalla Rai, il cui articolo 8 faceva riferimento al controllo dei testi e alle altre mail ricevute dall’avvocato della Rai , dove e’ evidente, per come le ha scritte , che preparava un carteggio ad hoc per giustificare la mia eliminazione dal Festival. Tutto questo, solo perche’ sono un tipo allegro che ha il viziaccio di pretendere una ‘certa liberta’ di parola’.

“Se tu non chiarirai come stanno le cose, io al Festival non verro’. Tu e Morandi siete due amici. Ma non posso fare altrimenti”, ribadisce Celentano che aggiunge un post scriptum: “Senza contare gli effimeri giochetti a cui si e’ prestato il giornale ‘La Stampa’ secondo cui il mio cachet sarebbe di un milione e 200 Euro. Bella figura che fara’ questo quotidiano quando si sapra’ cio’ che realmente prenderei”.

Questa mattina a parlare era stata Claudia Mori: “Il problema serio riguarda il fatto che Adriano da una parte della Rai non è ben visto perché oltre che cantare lui ha il vizio di parlare“, ha detto all”Alfonso Signorini Show’ su Radio Monte Carlo, concedendosi anche una battuta: “Casomai andremo… c’è ancora il Festival di Ariccia?”.

“Quello che ieri abbiamo saputo come un fulmine a ciel sereno di questa comunicazione fatta a Mazza e a Mazzi, è assolutamente vero e di questo ci sono anche le prove”, ribadisce poi Claudia Mori, secondo la quale “la questione è abbastanza delicata: confermo che quella dichiarazione c’è stata e credo che oggi Mazzi e Mazza dovranno confermarla. Ho anche letto su un giornale che si trattava della ‘manfrina di Celentano’ per farsi pubblicità ed è assurdo perché il disco è uscito a novembre e uno non fa pubblicità al disco a febbraio e poi anche se fosse questo, cosa ci sarebbe di male? Il lavoro primario di Adriano è il cantante.”

Alla domanda se Celentano avrà carta bianca e niente spot per la sua partecipazione, Claudia Mori risponde poi: “Lo sapremo oggi. Al momento non so risponderti. E’ quello che stiamo cercando di risolvere da tempo. A voce dicono sì, ma quando arrivano le bozze di contratti, le bozze sono scritte in maniera diversa e il fatto che domenica il direttore generale abbia dichiarato che Celentano era fuori da Sanremo non è una cosa piacevole”.

24/01/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


gen 24 2012

Caro Gianmarco…

Caro Gianmarco,

pur non dimenticando l’impegno e il grosso “lavoro ai fianchi” che hai dovuto esercitare su di me per portarmi a Sanremo (e non da adesso, ma da anni) devo purtroppo darti un aut aut . Leggendo i giornali di oggi sulla situazione Sanremo, l’idea che più di tutti emerge, o perché i media non sanno esattamente come stanno le cose e quindi per non sbagliare danno più credito alle false smentite della Rai che non alla verità che il Clan ha espresso sul mio Blog, è che tra le righe prevale una sottolettura secondo la quale mi sarei inventato tutto in nome di una pubblicità di cui non solo da adesso, ma fin da quando ero un umile orologiaio ,non me n’è mai fregato niente. Non disdegno la pubblicità e mi piace far casino sui giornali, ma solo se c’è un fondo di verità, altrimenti sarebbe un disgustoso e cattivo gioco sulla buona fede della gente.

Pertanto sono costretto a dirti che io posso venire a Sanremo solo se tu dichiarerai alla stampa il contenuto dei messaggi che hai ricevuto dal simpatico direttore di RaiUno Mauro Mazza (non è un’ ironia mi è simpatico veramente) con i quali ti faceva la radiocronaca di ciò che la ” Lei “aveva sentenziato: “Celentano e’ fuori da Sanremo”. Chiedendoti inoltre di cercare una alternativa alla mia partecipazione al Festival e come comunicare una simile CAZZATA.

Oltre, naturalmente, alla bozza del contratto ricevuta dalla Rai, il cui articolo 8 faceva riferimento al controllo dei testi e alle altre mail ricevute dall’avvocato della Rai , dove è evidente, per come le ha scritte , che preparava un carteggio ad hoc per giustificare la mia eliminazione dal Festival. Tutto questo, solo perché sono un tipo allegro che ha il viziaccio di pretendere una “certa libertà di parola”. Se tu non chiarirai come stanno le cose, io al Festival non verrò. Tu e Morandi siete due amici. Ma non posso fare altrimenti.

P.S. Senza contare gli EFFIMERI giochetti a cui si è prestato il giornale “La Stampa” secondo cui il mio cachet sarebbe di un milione e 200 Euro. Bella figura che farà questo quotidiano quando si saprà ciò che realmente prenderei.

Adriano Celentano

24/01/2012 – Il Blog Ufficiale di Adriano Celentano (www.clancelentano.it)

Link: www.clancelentano.it/2012/01/24/caro-gianmarco