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nov 11 2009

Celentano: chi ama la musica non può fare a meno di X Factor

«RUFFINI E DEL NOCE? LA RAI BUTTA SPESSO CHI FA ASCOLTI»

Adriano si schiera: purtroppo ho scoperto la trasmissione solo quest’anno, grazie a mia moglie giudice

A chi devo dire bravo? Immagino a Giorgio Gori. È lui il produttore di questo riuscitissimo programma. Mi sento quasi in colpa di non aver seguito le edizioni precedenti. Quest’anno invece, grazie a uno dei magnifici tre, mi riferisco ai giudici naturalmente, di cui proprio con uno di loro, avendo anche dei rapporti «molto ravvicinati», ho avuto modo di analizzare non tanto il Factore di questa x, così estranea alla diroccata Rai di oggi, ma quanto invece, io ne fossi coinvolto e, soprattutto i motivi per cui non posso annoiarmi.

Una vera sorpresa come un fulmine a ciel sereno, se pensiamo che nel panorama musicale, non solo della Rai ma anche di Mediaset, non esiste una trasmissione specializzata sulla musica. E quando dico specializzata, significa dire che se un cantante, grande o piccolo che sia, volesse promuovere il suo disco, non può andare da Pippo Baudo a «Domenica in» o a «Domenica 5» o «Quelli che il calcio», perché vorrebbe dire SUICIDARSI lui e tutta la sua famiglia. Chi guarda «Quelli che il calcio», senza nulla togliere al programma e alla simpatica Simona, non gliene frega niente del tuo disco in uscita. Per cui, tu cantante, che non hai niente a che vedere col calcio, sei un disturbo per quelli che amano lo sport. Mi dirai «e allora dove vado?…». Devi andare nell’unico posto dove veramente sarai ascoltato per quello che fai. E questo posto oggi, è «X Factor».

Non solo perché è un programma specifico sulla musica, ma soprattutto per come è ben congeniato. Bella la regia, le scenografie, i trailer, il montaggio di come la puntata viene intercalata con i pezzi fuori onda, le prove, la preziosa assistenza dei vocal coach, i confessionali sempre interessanti e mai noiosi e poi… Ci sono loro. I Giudici. I veri protagonisti di questo spumeggiante spettacolo coadiuvati dalla forza motrice di Francesco Facchinetti. «I quattro cavalieri della tavola musicale» uniti nel «tutti per uno e uno per tutti» e «tutti contro tutti». Pur di realizzare, non solo il sogno di quel «NESSUNO» che un giorno sarà il vincitore, ma anche di quei «bravi» giovani che sono stati elimi­nati.

Ciò che fa la differenza, rispetto ad altre gare, compresa quella di Sanremo, è proprio questa gara su due fronti: quella dei cantanti e quella dei giudici. Anche se a mio parere e parlo di tutti e TRE, non sempre quando difendono i loro protetti riescono ad essere obbiettivi fino in fondo. Ma è comprensibile. La bugia detta su una esibizione non riuscita, spesso ha la funzione di dover tener conto le volte che invece è stata perfetta. Rimane comunque il fatto che Facchinetti non ha torto nel richiamare il bel Morgan, che io ammiro, come anche la simpatica Mara, quando nel dover decidere la sorte del cantante dicono: «Tu hai migliorato molto, ora sei perfetta per essere eliminata. Vattene e non farti più vedere sciagurata che non sei altro!…».

Non avendo visto le edizioni precedenti, devo però dire che la formazione dei giudici com’è adesso, mi appare straordinaria. Non pensavo, per esempio, che Claudia dopo tanti anni lontana dalle scene, recuperasse così in fretta, fin dalla prima puntata, una padronanza scenica che, non lo nego, ha spiazzato anche me, specialmente quando ha eliminato uno dei suoi cantanti. Mi sbaglierò ma la x dei «quattro cavalieri» credo sia la cosa più interessante che ho visto da quando la Rai ha iniziato il suo devastante declino. Il cui unico obbiettivo è tagliare le spese. A chi? Alle co­se che funzionano naturalmente. Si parla già di eliminare il day time serale perché ritenuto una spesa inutile.

Atteggiamento, questo della Rai, per fettamente in linea con quelle madri che buttano i figli nella spazzatura. E allora che cosa farsene di un Ruffini, direttore di Raitre la cui unica colpa è stata quella di saper coniugare qualità e grandi ascolti? Lo si manda via. Altrimenti la rete migliora e la Rai non sprofonda… E già che ci siamo si manda via an che Del Noce, l’uomo che durante la sua direzione sulla prima rete ha totalizzato il più alto record di ascolti. E pensare che a volte sono proprio le piccole leve che smuovono e rimettono in moto i grandi meccanismi. E una di queste leve è proprio «X Factor». E se posso permettermi un pronostico su chi sarà il vincitore di questa edizione, credo che la disputa finale sul campo, si svolgerà con un clamoroso testa a testa fra Giuliano da una parte, e tutti gli altri dall’altra…

Adriano Celentano

11/11/2009 - Corriere della Sera


nov 11 2009

Celentano promuove “X-factor”, attacca Rai e difende Ruffini e Del Noce

Roma, 11 nov. (Adnkronos) - Un “bravo” al produttore di ‘X Factor’ Giorgio Gori per il riuscitissimo programma, una tiratina d’orecchie ai tre giudici del talent, inclusa sua moglie Claudia Mori, “non sempre obiettivi quando difendono i loro protetti” e un duro attacco alla “diroccata Rai di oggi”, che “ha iniziato il suo devastante declino” con “l’unico obiettivo” di “tagliare le spese” alle “cose che funzionano”. Non e’ tenero con Viale Mazzini, Adriano Celentano, che firma oggi un articolo sul ‘Corriere della sera’, in cui salva praticamente solo il talent show di Raidue. L’unico programma, in una panorama televisivo dove “non esiste una trasmissione specializzata sulla musica”, dove un artista puo’ andare a promuovere un disco: “un cantante che volesse promuovere il suo disco non puo’ andare a ‘Domenica In’ o ‘Quelli che il calcio’ perche’ vorrebbe dire suicidarsi”. Per Celentano “devi andare nell’unico posto dove veramente sarai ascoltato per quello che fai. E questo posto oggi e’ ‘X Factor’”. Quanto al servizio pubblico, Celentano non usa mezzi termini paragonando Viale Mazzini a “quelle madri che buttano i figli nella spazzatura”. “E allora -prosegue- che cosa farsene di un Ruffini, direttore di Raitre la cui unica colpa e’ stata quella di saper coniugare qualita’ e grandi ascolto? Lo si manda via. Altrimenti la rete migliora e la Rai non sprofonda… E gia’ che ci siamo si manda via anche Del Noce, l’uomo che durante la sua direzione sulla prima rete ha totalizzato il piu’ alto record di ascolti”. Celentano ipotizza poi che possa essere proprio la ‘leva’ di ‘X Factor’ a rimettere in moto un meccanismo virtuoso e chiude con un pronostico sui cantanti in gara nel talent show: “La disputa finale sul campo si svolgera’ con un clamoroso testa a testa fra Giuliano da una parte, e tutti gli altri dall’altra…”.

11/11/2009 - Adnkronos


ott 5 2009

XFactor, Claudia Mori fuori dal cast a fine stagione

Claudia Mori non parteciperà alla prossima edizione di X Factor: lo ha detto venerdì sera ospite di Daria Bignardi a L’Era Glaciale.

‘Non Succederà Più’: riprendiamo il titolo di una sua hit anni ‘80 per sintetizzare la decisione di Claudia Mori, che non prenderà parte alla prossima edizione di X Factor . L’esperienza tv della signora Celentano si chiude con l’ultima puntata del talent show di RaiDue, che quindi farà bene a mettersi subito in cerca di un/una sostituto/a (e l’ipotesi Ambra Angiolini sembra quella più gradita al popolo web).

Intervistata da Daria Bignardi nella scorsa puntata de L’Era Glaciale, Claudia Mori ha anche rivelato che a convincerla a tornare in studio la sera del gran ‘litigio’ con la produzione del programma fu proprio Adriano Celentano che la chiamò sul cellulare dell’assistente per consigliarle di non lasciare il programma, portare a termine il suo impegno e magari spiegarsi meglio, visto che comunque il messaggio lanciato era importante.

Magari tornerà in tv dietro le quinte di un prossimo show di Adriano anche se alla domanda della Bignardi su un prossimo ritorno di Celentano in tv la Mori ha risposto con una significativa risata: tra le polemiche con Fabrizio Del Noce e il cambio dei vertici Rai un ritorno rapido sembra poco probabile.

04/10/2009 - Televisionando.it


set 28 2009

Il molleggiato di cartone

CELENTANO TORNA IN TIVU’, MA NON IN CARNE E OSSA. SARA’ PROTAGONISTA DI UNA SERIE DI ANIMAZIONI IN 26 EPISODI DISEGNATA DA MILO MANARA.
LA STORIA PARTE DALLA VIA GLUCK ED E’ PREVISTA SU SKY PER L’ANNO PROSSIMO.

“Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck”.
Correva l’anno 1966, l’alba del ‘68 e del maggio francese era alle porte, e si respirava aria di rivoluzione, quando Adriano Celentano publica prima il 45 giri della canzone presentata con scarso successo al Festival di Sanremo (viene eliminata dopo la prima serata!), poi l’album omonimo. La copertina raffigura il molleggiato a passeggio con un amico, entrambi di schiena. A distanza di quarantatrè primavere Il ragazzo della via Gluck sta per diventare una serie animata: 26 episodi da 26 minuti ciascuno, che segnerà anche il “passaggio” dell’artista milanese da mamma Rai al regno di Sky.
I cartoons, infatti, saranno coprodotti e trasmessi, presumibilmente, nel 2010 dalla piattaforma satellitare di mr. Murdoch.

IMPEGNO E AMARCORD

Per realizzare il suo grande sogno nel cassetto il cantautore, attore e conduttore televisivo, maestro di colpi di scena in presa diretta, ha voluto il meglio in circolazione. Consigliato e guidato dal fiuto della moglie Claudia Mori, produttrice di fiction e attrice (che vedremo prossimamente in X Factorsu Rai 2). Celentano si è affidato all’inconfondibile tratto del grande fumettista italiano Milo Manara, del regista-sceneggiatore Enzo D’Alò (La Gabbanella e il Gatto, La Freccia Azzurra e allo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami che proprio con D’Alò ha appena realizzato la serie tv per bambini Pipì, Pupù e Rosmarina. Manara darà vita a colpi di matite colorate ai personaggi cantati nella canzone, ricca di riferimenti autobiografici (la via Gluck com’è noto è la via dove il cantante viveva da ragazzo con la famiglia), nonché primo vero testo ecologista della storia della canzone italiana. E, conoscendo l’impegno del Molleggiato in difesa della natura, contro i guasti della rivoluzione industriale e della speculazione edilizia, si prevede che la serie animata sarà improntata all’impegno civile, più che al nostalgico amarcord.
Forse si ritroverà qualche pennellata di ricordi sparsi qua e là, mentre la voce di Celentano guiderà lo spettatore (anche attraverso i suoi brani cult) lungo gli scenari a lui più cari, nell’universo della globalità idealizzata da internet, dove l’uomo – perso il contatto con la terra e tra mille incontri puramente virtuali – ha letteralmente smarrito la strada. A essere ben saldi al timone sono, invece, autori e regista che da giugno lavoreranno al mega progetto.
Sulla carta il successo è già assicurato. Il “clan” Celentano ci punta moltissimo.

di Orietta Cicchinelli

17/09/2009 - Corriere Magazine

Si ringrazia l’utente Silvio TS per la trascrizione del presente articolo.


set 11 2009

Supervarietà: la Rai censura Benigni e Celentano anche in replica

Supervarietà è una specie di mega Blob - del tutto privo della genialità dell’originale - che propone spezzoni dei migliori, secondo gli autori, momenti di intrattenimento mandati in onda dalla tv pubblica. Il programma viene trasmesso dopo il Tg1 della sera, quando Affari tuoi riposa (si attende con trepidazione il giorno in cui riposerà in eterno), e propone la solita paccottiglia nazional-popolare tanto cara a mamma Rai: l’immancabile Sanremo, i grandi show del passato, qualche innocuo sketch comico e qualche esibizione canora.

A parte poche eccezioni di “pillole” di qualità, il tutto risulta abbastanza noioso, anche perché i migliori momenti del varietà della tv di stato sono quasi invariabilmente legati a personaggi e programmi censurati, boicottati, criticati o addirittura rinnegati dall’azienda che gli amici di Supervarietà si guardano bene dall’inserire nel loro montaggio: dal Beppe Grillo delle battute contro i socialisti, agli exploit di Benigni fino alle invenzioni di Celentano e alla satira dei Guzzanti, giusto per fare qualche esempio. Insomma la storia insegna che se qualcosa di buono viene trasmesso sulle reti Rai c’è da giurare che la dirigenza ha fatto di tutto per evitarne la messa in onda. Dunque di repliche non se ne parla proprio.

L’altro giorno però questa mia teoria ha fortemente vacillato ed ero sul punto di ricredermi, mio malgrado. Supervarietà infatti si apriva proponendo una sequenza dell’indimenticabile Rockpolitik, il programma di Adriano Celentano del 2005 che guarda caso fu osteggiato in tutti i modi dall’allora direttore della prima rete Fabrizio Del Noce.

Incredibile ma vero, il frammento scelto era quello dell’esilarante duetto tra Celentano e Roberto Benigni, tutto incentrato sulla figura del nostro eterno presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una vera pagina di storia delle televisione.

Beh, in pochi secondi la mia teoria è stata immediatamente riabilitata: a Benigni è stata subito tolta la parola, nemmeno il tempo di riproporre il saluto al pubblico, e il montaggio è proseguito mostrando uno scanzonato balletto tra i due comici, che danzavano sulle notte di La coppia più bella del mondo. Divertente ma innocuo, come vuole la nostra televisione di regime.

Di Riccardo Spiga

11/09/2009 - Blogosfere.it: Teleipnosi


giu 12 2009

No a Celentano, per la Rai non è il momento di “esagerare”

Roma, 12 giu (Velino) - “Non le sembra di esagerare?”. Doveva intitolarsi così il nuovo programma in sei puntate che Adriano Celentano aveva preparato per l’autunno di RaiUno. Una trasmissione che il “molleggiato” aveva definito pronta (ma non lo era), concordata con l’ormai ex direttore dell’ammiraglia Fabrizio Del Noce (un paio di colazioni), e per la quale aspettava in primavera una risposta che dal settimo piano non è mai arrivata. Non a caso alla presentazione dei palinsesti prevista per martedì 16 giugno sull’asse Roma-Milano, il nome Celentano gli inserzionisti non lo sentiranno neanche per sbaglio. Se è vero, infatti, che gli ascolti di Adriano non sono standard – media del 46 per cento di share alla “RockPolitik” – è indiscutibile che non lo siano neanche i costi del suo clan… E scorrendo i piani di produzione annuali di RaiUno non figurano certo budget speciali per “l’intrattenimento” della prima serata. Celentano costa mediamente il triplo di una normale prima serata d’intrattenimento (tre milioni a puntata contro un milioncino tutto compreso per un Morandi o un Salemme). E questo “lusso” – con gli spot che non bastano certo a rientrare dell’investimento – la Rai non se lo può permettere. Certo, un’accelerazione al rientro di Celentano potrebbe imprimerla il nuovo direttore di RaiUno Mauro Mazza: se gli interminabili silenzi del “molleggiato”, i suoi monologhi, le sue canzoni e il suo inconfondibile charme vanno a genio all’ex direttore del Tg2 lo capiremo – garantiscono dai piani alti - già dalla primavera.

12/06/2009 - il Velino


mag 28 2009

Cda Rai, prossimo step per i palinsesti il 10 giugno

Roma, 28 mag - Augusto Minzolini oggi è stato formalmente nominato direttore del Tg1 dal consiglio di amministrazione della Rai. Un incontro al settimo piano di Viale Mazzini, utile anche per una disamina della programmazione autunnale che il 16 giugno sarà presentata agli investitori pubblicitari Sipra a Roma e a Milano. Sul tavolo tante conferme: “Tutti pazzi per la tele” di Antonella Clerici (in partenza ad ottobre), “Ballando con le stelle” di Milly Carlucci, “Affari tuoi” che dovrebbe essere baciato dalla dea bendata Lotteria e “X Factor” anticipato all’autunno. Tra le novità, ad un Adriano Celentano che in tempi di restrizione economica dovrebbe slittare con le sei annunciate puntate di un nuovo show dovrebbe subentrare il progetto di un one man show di Gigi Proietti targato Ballandi Entertainment. Il cda è stato aggiornato a mercoledì 10 giugno.

28/05/2009 - il Velino


mag 27 2009

Claudia Mori produce una serie tv sulla violenza alle donne

Claudia Mori sta producendo una serie tv per Rai Fiction sulla violenza alle donne: “La violenza sulle donne è la forma più odiosa di negazione al progresso”, ha spiegato la moglie di Adriano Celentano, “E’ una vera e propria emergenza sociale e politica, ed il problema di oggi è il ritardo con cui si coglie questa gravità”.
La serie tv si intitolerà “Un corpo in vendita”, durerà sei puntante e sarà diretta da tre registi.

27/05/2009 - Corriere della Sera


mag 15 2009

Rai: Gag di Fiorello, con i soldi di Sky può pagarci una puntata di Celentano

Roma, 15 mag. (Adnkronos) - “A proposito di movimenti strani, e’ notizia di oggi che la Rai vuole abbandonare la piattaforma Sky. Pensate che Sky alla Rai per poterla mandare in onda da’ ben 425 milioni di euro. Sapete quante cose si possono fare in TV con 425 milioni di euro?? … una puntata di Celentano!”. Con questa battuta Fiorello e’ intervenuto scherzosamente, nel corso del Fiorello Show di ieri sera, nella trattativa per la permanenza della Rai sulla piattaforma satellitare di Sky. L’intervento andra’ in onda stasera su Sky Uno.. ”Eh si’ -ha aggiunto Fiorello, prendendo bonariamente come esempio i programmi di Celentano, - perche’ Celentano quando fa un programma si fa ricostruire la Via Gluck vera, la Stazione Centrale di Milano, si fa rifare la strada che da casa sua porta agli studi televisivi, si fa ristrutturare il casello di Agrate… -ha concluso Fiorello- ma dico io, il prossimo programma fateglielo fare sulla Salerno - Reggio Calabria, almeno la rimettiamo a posto una volta per tutte”.

15/05/2009 - Adnkronos


apr 22 2009

Butti: Celentano come Benigni, non sprecare denaro pubblico

Stabilire criterio fermo su cessione diritti tv
Roma, 22 apr. (Apcom) - “Il rischio che paventavo da tempo si sta materializzando: dopo il grande regalo fatto dalla Rai a Benigni ecco che un’altra star nostrana avanza pretese non condivisibili”. Lo afferma il capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza, Alessio Butti, in riferimento all’annunciato ritorno del ‘molleggiato’ sugli schermi del servizio pubblico. “Come si apprende oggi, dopo l’accordo strappato dal comico toscano per lo sfruttamento di materiale video di proprietà della Rai, - sottolinea - anche Adriano Celentano chiederebbe lo stesso trattamento. ‘Il molleggiato’ pretenderebbe carta bianca sull’utilizzo delle sue immagini tv, in cambio del suo ritorno sull’ammiraglia della Tv pubblica con un nuovo programma. Il precedente di Benigni rischia di diventare devastante per le casse del servizio pubblico, per il patrimonio delle Teche Rai e per il cittadino che finanzia l’azienda con il canone. Siamo di fronte - prosegue il senatore Butti - al secondo caso in pochi mesi di richiesta alla Rai di cessione di diritti Tv che costituiscono un patrimonio storico-culturale unico e collettivo”. “Rispondendo alla mia interrogazione durante un question time in Senato, - prosegue l’esponente del Pdl - il sottosegretario Romani ha affermato che sulla ‘questione Benigni’ si sarebbe al più presto avviata un’indagine interna alla Rai, ma al momento ancora tutto tace. Quali decisioni ha assunto il vertice Rai? Quali sono i criteri che s’intende adottare anche in futuro evitando il più possibile di usare due pesi e due misure? E’ vergognoso - conclude il senatore Butti - che la Rai, anche alla luce dell’attuale congiuntura economica, sprechi denaro pubblico per appesantire ulteriormente le tasche già piene dei soliti noti. Chiederemo al più presto chiarimenti in Vigilanza per capire la vicenda Celentano e la gestione futura delle Teche. E’ il momento di stabilire un criterio fermo sulla base del quale regolamentare la cessione di diritti Tv, che sono parte del patrimonio culturale del Paese”.

22/04/2009 - APcom