ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
lug 8 2010

Rai: Merlo, Azienda non si può privare di Celentano

(ANSA) - ROMA, 8 LUG - “La Rai non può privarsi di Adriano Celentano”. Lo dice l’on. Giorgio Merlo, Pd, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai. “La valenza artistica di Celentano continua ad essere un punto di forza nella storia musicale, e non solo, del nostro paese capace di fare grandi ascolti - e, di conseguenza, garantire straordinari introiti pubblicitari - e suscitare, al contempo, forte interesse a livello intergenerazionale. Sotto questo profilo, la Rai non può accampare solo problemi di palinsesto o di badget. Alla luce dei compensi milionari che l’azienda continua a distribuire a conduttori, ospiti e artisti vari, - conclude Merlo - l’assenza di Celentano dalla programmazione del servizio pubblico continua francamente a stupire e a restare un mistero. Si può conoscere la motivazione concreta per cui Celentano viene ancora escluso dalla Rai?”.

08/07/2010 - Ansa


lug 8 2010

Mori, Celentano troppo libero per questa Rai

Roma, 7 LUG - Adriano Celentano “é da sempre un un uomo libero e può essere che in Rai, in questo momento, questa libertà non sia ammessa”. L’ha detto Claudia Mori, stamattina a margine della conferenza stampa che ha tenuto al Roma Fiction festival, commentando la prolungata assenza dalla tv del marito. La Mori che riceve quest’anno dalla rassegna il premio Speciale RomaFictionFest per il suo impegno produttivo con la sua società, la Ciao Ragazzi! (con cui ha realizzato fiction come quelle su Einstein e su Rino Gaetano), ha aggiunto che “per ora di un ritorno di Adriano in tv non si parla più, non é detto che non si ricominci. Non so giustificare questa assenza, dietro c’é una logica illogica”.

07/07/2010 - Ansa


mag 13 2010

Claudia Mori, al momento non è previsto ritorno in Rai per Adriano Celentano

Milano, 13 mag. (Adnkronos) - “Non ho mai detto che Adriano non fara’ piu’ televisione perche’ ‘l’editore Rai lo farebbe ragionare’. La risposta alla domanda se Adriano avrebbe fatto ancora televisione e’ stata che ”al momento non era in previsione il suo ritorno in Rai anche perche’ forse la tipologia delle trasmissioni di Adriano contiene, tra l’altro, spunti di riflessione e ragionamenti inadatti alle scelte della televisione pubblica di questo ultimo periodo”. E’ quanto precisa Claudia Mori a proposito di quanto affermato ieri sera, a margine della presentazione del libro di Mario Capanna ‘Per ragionare’, cui ha preso parte anche Adriano Celentano.

13/05/2010 - Adnkronos


mar 18 2010

Michele Santoro: pressioni anche su Celentano

«Noi vinceremo». Michele Santoro, presentando a Bologna la manifestazione «Rai per una notte» in difesa della libertà di informazione, ne è certo. Non succederà «come dopo l’editto bulgaro», continua il conduttore di Annozero, «non aspetterò tre o quattro anni e l’esito di una sentenza»: adesso ci sono «giornali come “il fatto” e “Repubblica”», c’è il web e ci sono «sacche di resistenza» sufficienti, sottolinea il giornalista, «per dare una risposta». Ottimista, al suo fianco, anche Marco Travaglio: «Il sistema sta morendo, si intravedono i vermi del cadavere».

Dalla sede della provincia di Bologna, intanto, santoro annuncia che all’evento in programma il 25 marzo ci sarà «l’ospite più proibito e osteggiato dal sistema»: Daniele Luttazzi, il cui nome viene accolto dall’applauso della platea formatasi per la conferenza stampa. Non ci sarà invece Adriano Celentano, invitato, che a Santoro ha inviato un messaggio in cui spiega che «avrebbe voluto esserci, ma ritiene di non farlo- riferisce il giornalista- perché in questo momento viviamo una situazione in cui non c’è una copertura democratica da parte dei mezzi di informazione delle cose che succedono» e la sua presenza al paladozza «sarebbe stata deformata». Anche Celentano «sta cercando di fare una trasmissione in Rai- continua Santoro- ma ogni cinque minuti gli chiedono la scaletta».

18/03/2010 - L’Unità


mar 18 2010

Santoro arruola Celentano tra i martiri

Ma il Molleggiato lo snobba: “La puntata speciale di Annozero non va in tv, quindi non vengo”.

Aggiungi un posto in tv, che c’è un martire in più. Santoro intruppa pure Celentano, che ha appena declinato l’invito a partecipare alla sua serata del 25 marzo, quando tutta la sinistra televisiva si ritroverà a Bologna per una puntata speciale di Annozero. «Ho parlato con Adriano e mi ha detto che a Bologna non ci sarà perché, visti in particolare gli ultimi fatti, mancherà una copertura veramente democratica di tutti i mezzi di comunicazione, a partire dalla televisione pubblica». Insomma, siccome la serata evento ‘Rai per una Notte’ del 25 marzo non è trasmessa in mondovisione, ma solo su internet, Sky e alcune tv locali, il Molleggiato declina. E Santoro, anziché mortificarsi, esulta.

Dice Santoro: «Adriano sta cercando di fare una trasmissione per la Rai e anche a lui ogni cinque minuti chiedono scalette e quant’altro. E lui continua a rispondere ‘ma cosa volete che sia una scaletta? Io vi dico che cosa può essere una trasmissione di Adriano Celentano, avete presente Rockpolitik? Bene, allora fate conto che io ho voglia di fare un altro Rockpolitik, quindi non c’è bisogno che io vi presenti una scaletta, se vi va mi dovete lasciar fare liberamente la mia trasmissione. Ma a questo punto le difficoltà sono molto alte per Celentano e per chiunque voglia esprimersi liberamente». Come se sapere che cosa andrà in onda prima che ci vada sia un attentato alla libertà di parola e non un diritto di chi presiede un organismo pubblico.

Santoro continua l’auto-martirio: «Negli Usa sarebbe scoppiato un Watergate che avrebbe portato alle dimissioni automatiche di tutti i protagonisti di questa incresciosa vicenda», dice. «In altri paesi una cosa come questa non si tollera». «Se commettiamo reati saranno i giudici a decidere, ma questo non è controllo sui media, questa si chiama censura e non è fatta in base alla legge». «Se poi mi vogliono portare in tribunale -promette Santoro- ci vado a testa alta». Il magistrato di Trani ha trovato «la scorzetta di limone su cui il governo più scivolare: è un’inchiesta molto importante e fa molta paura».

18/03/2010 - Libero


mar 16 2010

Annozero: al Paladozza di Bologna con Luttazzi e Celentano…

Tre settimane di silenzio. E poi Michele Santoro potrà lanciare la puntata. Come da tradizione: “Annozero può cominciare”. E via con la sigla di Nicola Piovani, i servizi della redazione, l’intervento di Marco Travaglio, le vignette di Vauro. Annozero può (ri)cominciare dal Paladozza di Bologna, il prossimo 25 marzo. Stessa ora e stesso giorno, alle 21 e di giovedì (ingresso libero): non sui canali Rai imbavagliati dalla par condicio, ma in diretta su radio e sulla rete, sul digitale terrestre e sul satellite. Il direttore generale Masi ha sospeso l’informazione per un mese, la squadra di Santoro, e Giovanni Floris di Ballarò, riaccendono il segnale per una sera, anzi ‘Rai per una notte’. Il titolo annuncia una festa per la tv pubblica che, mutilata da una delibera del consiglio di amministrazione, mostra i suoi giornalisti e le sue risorse in trasferta. Con una formula atipica, un po’ rivoluzionaria. Uno sciopero bianco della televisione pubblica. Il comico Daniele Luttazzi, epurato da viale Mazzini con l’editto Bulgaro di otto anni fa, sarà sul palco. E forse sarà in compagnia di Adriano Celentano. Quando la Rai ha cancellato i programmi dal palinsesto, nella concitata conferenza stampa dei conduttori, Santoro aveva reagito con l’istinto: “Loro ci dicono di fermarci, noi troveremo un modo per continuare. Non so dove, come e quando”. E così i sindacati di categoria, la Fnsi e l’Usigrai, iniziano l’avventura nel tortuoso percorso burocratico: permessi, coperture, lettere. Franco Siddi ha scritto al presidente Garimberti e al dg Masi: “L’informazione, la circolazione delle idee, il confronto delle voci non si possono interrompere. La Fnsi, scrive il segretario, ha deciso di promuovere iniziative e manifestazioni per sostenere la libera informazione e assicurare la circolazione di punti di vista e di espressioni culturali e professionali.

Vi comunichiamo che si terrà una pubblica manifestazione per la difesa della libertà di informazione”. Postilla: “Su nostra richiesta e a titolo gratuito, partecipano giornalisti che hanno con voi rapporti contrattuali”. In gergo, si chiama protezione sindacale e, in un ambientino Rai piuttosto teso, concede ossigeno e copertura ai protagonisti del Paladozza. La Fnsi e l’Usigrai creeranno un sito internet di ‘Rai per una notte’ e, per diffondere la manifestazione con qualsiasi mezzo, offriranno le riprese audio e video. La macchina organizzativa è a pieni giri, ma è in movimento da poche ore: “La trasmissione è tutta da costruire e così pure la scaletta degli ospiti: posso dire che ci sarà Floris”. E non Bruno Vespa che, nonostante l’improvvisata ai cancelli di via Teluada, detta (in fretta) la sua rinuncia alle agenzie: “Sono grato a Michele per l’invito, ma ho già detto quello che dovevo dire alla manifestazione di via Teulada. Mi parrebbe peraltro inopportuno partecipare a tre giorni dal voto a una iniziativa che si presta fatalmente a strumentalizzazioni politiche”. L’anfitrione di Porta a Porta rifiuta e invece, all’instante, accettano Floris e Luttazzi. Celentano valuta… Le radio e le tv lavorano per la diretta (anche il Fatto quotidiano sarà tra i sostenitori del 25 marzo). Oggi, intanto, Sky e La7 sapranno se il Tar ha accolto il ricorso contro l’estensione della par condicio, la famigerata norma Beltrandi della Vigilanza, estesa alle emittenti private dall’Autorità di garanzia. Se la Rai blocca l’informazione in nome della par condicio, la maggioranza dei telegiornali è squilibrata. Pende a destra. Fonte Isimm ricerche dell’Agcom. Il Tg1 ha dedicato il 25% al Pdl e il 18 al Pd (4 per l’Idv). Distacco ancora più accentuato per il Tg2: 27 a 17 e 5,7 per l’Idv. Equilibrio tra coalizioni per il Tg3: e 29 a 23 e 4,4 per il partito di Di Pietro. Altri numeri per Mediaset: il Tg5 è di parte (32 per il Pdl e 18 per il Pd). Imbattibile il Tg4 di Emilio Fede che consegna il 63 per cento al Pdl. E il Pd? Non pervenuto.

Car. Tec.

16/03/2010 - Il Fatto Quotidiano


nov 11 2009

Celentano: chi ama la musica non può fare a meno di X Factor

«RUFFINI E DEL NOCE? LA RAI BUTTA SPESSO CHI FA ASCOLTI»

Adriano si schiera: purtroppo ho scoperto la trasmissione solo quest’anno, grazie a mia moglie giudice

A chi devo dire bravo? Immagino a Giorgio Gori. È lui il produttore di questo riuscitissimo programma. Mi sento quasi in colpa di non aver seguito le edizioni precedenti. Quest’anno invece, grazie a uno dei magnifici tre, mi riferisco ai giudici naturalmente, di cui proprio con uno di loro, avendo anche dei rapporti «molto ravvicinati», ho avuto modo di analizzare non tanto il Factore di questa x, così estranea alla diroccata Rai di oggi, ma quanto invece, io ne fossi coinvolto e, soprattutto i motivi per cui non posso annoiarmi.

Una vera sorpresa come un fulmine a ciel sereno, se pensiamo che nel panorama musicale, non solo della Rai ma anche di Mediaset, non esiste una trasmissione specializzata sulla musica. E quando dico specializzata, significa dire che se un cantante, grande o piccolo che sia, volesse promuovere il suo disco, non può andare da Pippo Baudo a «Domenica in» o a «Domenica 5» o «Quelli che il calcio», perché vorrebbe dire SUICIDARSI lui e tutta la sua famiglia. Chi guarda «Quelli che il calcio», senza nulla togliere al programma e alla simpatica Simona, non gliene frega niente del tuo disco in uscita. Per cui, tu cantante, che non hai niente a che vedere col calcio, sei un disturbo per quelli che amano lo sport. Mi dirai «e allora dove vado?…». Devi andare nell’unico posto dove veramente sarai ascoltato per quello che fai. E questo posto oggi, è «X Factor».

Non solo perché è un programma specifico sulla musica, ma soprattutto per come è ben congeniato. Bella la regia, le scenografie, i trailer, il montaggio di come la puntata viene intercalata con i pezzi fuori onda, le prove, la preziosa assistenza dei vocal coach, i confessionali sempre interessanti e mai noiosi e poi… Ci sono loro. I Giudici. I veri protagonisti di questo spumeggiante spettacolo coadiuvati dalla forza motrice di Francesco Facchinetti. «I quattro cavalieri della tavola musicale» uniti nel «tutti per uno e uno per tutti» e «tutti contro tutti». Pur di realizzare, non solo il sogno di quel «NESSUNO» che un giorno sarà il vincitore, ma anche di quei «bravi» giovani che sono stati elimi­nati.

Ciò che fa la differenza, rispetto ad altre gare, compresa quella di Sanremo, è proprio questa gara su due fronti: quella dei cantanti e quella dei giudici. Anche se a mio parere e parlo di tutti e TRE, non sempre quando difendono i loro protetti riescono ad essere obbiettivi fino in fondo. Ma è comprensibile. La bugia detta su una esibizione non riuscita, spesso ha la funzione di dover tener conto le volte che invece è stata perfetta. Rimane comunque il fatto che Facchinetti non ha torto nel richiamare il bel Morgan, che io ammiro, come anche la simpatica Mara, quando nel dover decidere la sorte del cantante dicono: «Tu hai migliorato molto, ora sei perfetta per essere eliminata. Vattene e non farti più vedere sciagurata che non sei altro!…».

Non avendo visto le edizioni precedenti, devo però dire che la formazione dei giudici com’è adesso, mi appare straordinaria. Non pensavo, per esempio, che Claudia dopo tanti anni lontana dalle scene, recuperasse così in fretta, fin dalla prima puntata, una padronanza scenica che, non lo nego, ha spiazzato anche me, specialmente quando ha eliminato uno dei suoi cantanti. Mi sbaglierò ma la x dei «quattro cavalieri» credo sia la cosa più interessante che ho visto da quando la Rai ha iniziato il suo devastante declino. Il cui unico obbiettivo è tagliare le spese. A chi? Alle co­se che funzionano naturalmente. Si parla già di eliminare il day time serale perché ritenuto una spesa inutile.

Atteggiamento, questo della Rai, per fettamente in linea con quelle madri che buttano i figli nella spazzatura. E allora che cosa farsene di un Ruffini, direttore di Raitre la cui unica colpa è stata quella di saper coniugare qualità e grandi ascolti? Lo si manda via. Altrimenti la rete migliora e la Rai non sprofonda… E già che ci siamo si manda via an che Del Noce, l’uomo che durante la sua direzione sulla prima rete ha totalizzato il più alto record di ascolti. E pensare che a volte sono proprio le piccole leve che smuovono e rimettono in moto i grandi meccanismi. E una di queste leve è proprio «X Factor». E se posso permettermi un pronostico su chi sarà il vincitore di questa edizione, credo che la disputa finale sul campo, si svolgerà con un clamoroso testa a testa fra Giuliano da una parte, e tutti gli altri dall’altra…

Adriano Celentano

11/11/2009 - Corriere della Sera


nov 11 2009

Celentano promuove “X-factor”, attacca Rai e difende Ruffini e Del Noce

Roma, 11 nov. (Adnkronos) - Un “bravo” al produttore di ‘X Factor’ Giorgio Gori per il riuscitissimo programma, una tiratina d’orecchie ai tre giudici del talent, inclusa sua moglie Claudia Mori, “non sempre obiettivi quando difendono i loro protetti” e un duro attacco alla “diroccata Rai di oggi”, che “ha iniziato il suo devastante declino” con “l’unico obiettivo” di “tagliare le spese” alle “cose che funzionano”. Non e’ tenero con Viale Mazzini, Adriano Celentano, che firma oggi un articolo sul ‘Corriere della sera’, in cui salva praticamente solo il talent show di Raidue. L’unico programma, in una panorama televisivo dove “non esiste una trasmissione specializzata sulla musica”, dove un artista puo’ andare a promuovere un disco: “un cantante che volesse promuovere il suo disco non puo’ andare a ‘Domenica In’ o ‘Quelli che il calcio’ perche’ vorrebbe dire suicidarsi”. Per Celentano “devi andare nell’unico posto dove veramente sarai ascoltato per quello che fai. E questo posto oggi e’ ‘X Factor’”. Quanto al servizio pubblico, Celentano non usa mezzi termini paragonando Viale Mazzini a “quelle madri che buttano i figli nella spazzatura”. “E allora -prosegue- che cosa farsene di un Ruffini, direttore di Raitre la cui unica colpa e’ stata quella di saper coniugare qualita’ e grandi ascolto? Lo si manda via. Altrimenti la rete migliora e la Rai non sprofonda… E gia’ che ci siamo si manda via anche Del Noce, l’uomo che durante la sua direzione sulla prima rete ha totalizzato il piu’ alto record di ascolti”. Celentano ipotizza poi che possa essere proprio la ‘leva’ di ‘X Factor’ a rimettere in moto un meccanismo virtuoso e chiude con un pronostico sui cantanti in gara nel talent show: “La disputa finale sul campo si svolgera’ con un clamoroso testa a testa fra Giuliano da una parte, e tutti gli altri dall’altra…”.

11/11/2009 - Adnkronos


ott 5 2009

XFactor, Claudia Mori fuori dal cast a fine stagione

Claudia Mori non parteciperà alla prossima edizione di X Factor: lo ha detto venerdì sera ospite di Daria Bignardi a L’Era Glaciale.

‘Non Succederà Più’: riprendiamo il titolo di una sua hit anni ‘80 per sintetizzare la decisione di Claudia Mori, che non prenderà parte alla prossima edizione di X Factor . L’esperienza tv della signora Celentano si chiude con l’ultima puntata del talent show di RaiDue, che quindi farà bene a mettersi subito in cerca di un/una sostituto/a (e l’ipotesi Ambra Angiolini sembra quella più gradita al popolo web).

Intervistata da Daria Bignardi nella scorsa puntata de L’Era Glaciale, Claudia Mori ha anche rivelato che a convincerla a tornare in studio la sera del gran ‘litigio’ con la produzione del programma fu proprio Adriano Celentano che la chiamò sul cellulare dell’assistente per consigliarle di non lasciare il programma, portare a termine il suo impegno e magari spiegarsi meglio, visto che comunque il messaggio lanciato era importante.

Magari tornerà in tv dietro le quinte di un prossimo show di Adriano anche se alla domanda della Bignardi su un prossimo ritorno di Celentano in tv la Mori ha risposto con una significativa risata: tra le polemiche con Fabrizio Del Noce e il cambio dei vertici Rai un ritorno rapido sembra poco probabile.

04/10/2009 - Televisionando.it


set 28 2009

Il molleggiato di cartone

CELENTANO TORNA IN TIVU’, MA NON IN CARNE E OSSA. SARA’ PROTAGONISTA DI UNA SERIE DI ANIMAZIONI IN 26 EPISODI DISEGNATA DA MILO MANARA.
LA STORIA PARTE DALLA VIA GLUCK ED E’ PREVISTA SU SKY PER L’ANNO PROSSIMO.

“Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck”.
Correva l’anno 1966, l’alba del ‘68 e del maggio francese era alle porte, e si respirava aria di rivoluzione, quando Adriano Celentano publica prima il 45 giri della canzone presentata con scarso successo al Festival di Sanremo (viene eliminata dopo la prima serata!), poi l’album omonimo. La copertina raffigura il molleggiato a passeggio con un amico, entrambi di schiena. A distanza di quarantatrè primavere Il ragazzo della via Gluck sta per diventare una serie animata: 26 episodi da 26 minuti ciascuno, che segnerà anche il “passaggio” dell’artista milanese da mamma Rai al regno di Sky.
I cartoons, infatti, saranno coprodotti e trasmessi, presumibilmente, nel 2010 dalla piattaforma satellitare di mr. Murdoch.

IMPEGNO E AMARCORD

Per realizzare il suo grande sogno nel cassetto il cantautore, attore e conduttore televisivo, maestro di colpi di scena in presa diretta, ha voluto il meglio in circolazione. Consigliato e guidato dal fiuto della moglie Claudia Mori, produttrice di fiction e attrice (che vedremo prossimamente in X Factorsu Rai 2). Celentano si è affidato all’inconfondibile tratto del grande fumettista italiano Milo Manara, del regista-sceneggiatore Enzo D’Alò (La Gabbanella e il Gatto, La Freccia Azzurra e allo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami che proprio con D’Alò ha appena realizzato la serie tv per bambini Pipì, Pupù e Rosmarina. Manara darà vita a colpi di matite colorate ai personaggi cantati nella canzone, ricca di riferimenti autobiografici (la via Gluck com’è noto è la via dove il cantante viveva da ragazzo con la famiglia), nonché primo vero testo ecologista della storia della canzone italiana. E, conoscendo l’impegno del Molleggiato in difesa della natura, contro i guasti della rivoluzione industriale e della speculazione edilizia, si prevede che la serie animata sarà improntata all’impegno civile, più che al nostalgico amarcord.
Forse si ritroverà qualche pennellata di ricordi sparsi qua e là, mentre la voce di Celentano guiderà lo spettatore (anche attraverso i suoi brani cult) lungo gli scenari a lui più cari, nell’universo della globalità idealizzata da internet, dove l’uomo – perso il contatto con la terra e tra mille incontri puramente virtuali – ha letteralmente smarrito la strada. A essere ben saldi al timone sono, invece, autori e regista che da giugno lavoreranno al mega progetto.
Sulla carta il successo è già assicurato. Il “clan” Celentano ci punta moltissimo.

di Orietta Cicchinelli

17/09/2009 - Corriere Magazine

Si ringrazia l’utente Silvio TS per la trascrizione del presente articolo.