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feb 4 2012

Un esempio da imitare

Adriano Celentano

Caserta, 3 Febbraio 2012

In merito alla bella ed efficace notizia riguardante il nobile gesto di un privato, il cantante Adriano Celentano, in un momento in cui si ripetono continuamente atti scandalosi da parte della casta politica, la Segreteria della Confederazione Cisas è intervenuta con il seguente intervento per segnalare un nobile esempio, che andrebbe imitato da tanti altri:

“Un esempio da imitare, quello di Adriano Celentano. Quanta differenza, in questi giorni, tra un cantante privato, ma onesto ed umano, e quelli della casta dei politici.

I parlamentari dovevano dare per primi il buon esempio, ma – al contrario di come avevano assicurato i presidenti Schifani e Fini – ancora una volta hanno preso in giro gli italiani onesti. Non solo non si sono “sacrificati” subito, come hanno dovuto i lavoratori dipendenti ed i pensionati, ma si sono anche “appropriati” del 50% dello stipendio dovuto ai loro portaborse, senza doverne dare giustificazione.

Al contrario, Celentano – non tenuto ad alcuna rinuncia – ha destinato spontaneamente e di cuore il suo compenso – per la partecipazione al Festival di Sanremo – agli Ospedali ed ai poveri indicati dai Comuni.

Non solo, si è accollato anche tutte le tassazioni in merito, nonché le spese di partecipazione al Festival, quali viaggi, alloggi ecc…

Questo atto dovrebbe spingere ad essere più onesti col fisco, specie quando si ricoprono svariati e contemporanei incarichi politici o pubblici, ben pagati.

Ben fa l’Agenzia delle Entrate, quando accerta e colpisce le evasioni fiscali ed il lavoro nero, che arricchiscono solo le caste dei politici e di quelli del malfare. Ma il Fisco italiano controlla economicamente anche la casta politica?”.

03/02/2012 – Ass. Centro Studi Officina Volturno (officinavolturno.com)


feb 3 2012

Sanremo, firmato contratto tra Celentano e la Rai

Adriano Celentano

Roma, 3 feb. (Adnkronos/Ign) – Dopo una settimana di voci, polemiche e attese, è arrivata la firma del contratto tra la Rai e Adriano Celentano per la partecipazione del ‘Molleggiato’ al festival di Sanremo 2012.

Come ufficializzato dal direttore artistico Gianmarco Mazzi nella conferenza stampa sanremese di martedì scorso, Celentano – che devolverà tutto in beneficenza e sborserà di tasca sua le relative imposte – riceverà dalla Rai 350 mila euro in caso di esibizione in una sola serata del Festival, 700 mila euro in caso di due serate e 750 mila euro nel caso partecipasse a tre o più serate della kermesse.

Ed ora l’attesa si sposta tutta sulla suspance intorno ai contenuti della partecipazione di Adriano al Festival, già costellata di indiscrezioni e leggende rivierasche più o meno attendibili che andranno ad aumentare con l’avvicinarsi del debutto festivaliero.

Il contratto recepisce l’accordo verbale raggiunto lunedì 23 gennaio al telefono dal direttore delle Risorse Artistiche, Valerio Fiorespino, con l’avvocato del Clan Celentano sui punti ‘sensibili’ (massima libertà per il Molleggiato nel rispetto del Codice Etico e questione spot pubblicitari) ed ha comportato solo minime limature dopo l’invio, mercoledì scorso, da parte del Clan a Viale Mazzini della bozza definitiva.

Come già emerso nei giorni scorsi, l’ostacolo delle interruzioni pubblicitarie sarebbe stato superato separando la prima performance di Celentano da eventuali altri interventi nelle serate successive: il primo intervento sul palco dell’Ariston verrà infatti considerato un evento eccezionale e pertanto non verrà interrotto da spot (come d’altronde accadde lo scorso anno per l’esegesi dell’Inno di Mameli da parte di Roberto Benigni). Diverso sarà invece il discorso su eventuali interventi di Celentano nelle serate successive che verrebbero interrotti solo se superassero i tempi degli intervalli tra un break pubblicitario e l’altro. Tempi che comunque sono corposi, di circa 25 minuti.

03/02/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


feb 2 2012

Sanremo: Clan Celentano smentisce ‘passaggio segreto’, una baggianata

Roma, 2 feb. (Adnkronos) – Il Clan Celentano smentisce in un nota “categoricamente la baggianata che sarebbe stato richiesto da Adriano Celentano l’abbattimento di un muro e la costruzione di un tunnel per non incontrare persone anche perchè, tra l’altro, notoriamente, Adriano ama stare tra la gente. Notiamo che non c’è limite alle sciocchezze e al tentativo di gettare ombre su Adriano Celentano. Riguardo ai tecnici, nessuna imposizione poichè ben conosciamo e apprezziamo quelli della Rai”, conclude il Clan.

02/02/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


feb 2 2012

Bruno Perini racconta Adriano Celentano

Memorie di zio Adriano

Mentre la polemica si gonfia e l’attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro “Memorie di zio Adriano”, la biografia non autorizzata del Molleggiato uscita per Mondadori, lo racconta in esclusiva per Affaritaliani.it.

“Non è una novità, Adriano ha fatto spesso beneficenza, sempre in silenzio. Oltre a crederci davvero questa volta ha voluto far capire che il problema per lui, in questo scontro con la Rai, non erano i soldi, ma l’autonomia. Quello su cui proprio non transige è l’avere carta bianca sui contenuti dei suoi interventi televisivi”.

Lei conosce bene la storia di Celentano, che dice, ha sempre avuto questa linea?
“Sempre, da Fantastico a Rock Politik, lui pone queste condizioni: il contenuto dei suoi interventi deve essere libero da qualsiasi controllo. Esattamente la parte del contratto che non accetta è quella sui “testi da concordare” proprio perché la sua conditio sine qua non per comparire davanti alle telecamere è avere massima autonomia; tutti, anche i parenti più stretti, rimangono all’oscuro di quello che dirà o farà fino alla diretta”.

Protagonismo? Amore per la libertà in generale? Che cosa c’è dietro a questo modus operandi?
“Lui ha da sempre a cuore la libertà di stampa e difende l’autonomia professionale degli artisti”.

Come mai la Rai ha ceduto secondo lei?
“Hanno bisogno di lui. Nel mio libro, Memorie di zio Adriano, l’ho chiamato re dell’audience per il potere che ha sul rientro pubblicitario. C’è un episodio indimenticabile nella storia della televisione italiana: accedde proprio durante il Festival di Sanremo condotto da Toni Renis, quando il direttore della rai era Flavio Cattaneo. Quell’anno il Festival si annunciava un flop clamoroso con una media di 6 milioni di spettatori al giorno. Pregarono Adriano di andare, lui accettò e lo fece gratis. Appena fu annunciato in trasmissione si registrò un balzo da 6 milioni a 14 milioni come punta massima, 12 milioni la media della serata. Nessuno lo dice ma Adriano è un business pazzesco per la Rai”.

Ha dimostrato la sua autonomia televisiva anche in altri casi, ci racconta qualche aneddoto?
“Nel 1987, a Fantastico, spostò milioni di spettatori dalla Rai a Canale5 e fece spegnere le tv. Poi il giorno prima del referendum chiese al pubblico di votare contro la caccia con gli slogan “la caccia è contro l’amore”, “io sono il figlio della foca non voglio che mia madre pianga”, venne processato e assolto perché non sapeva che fosse un reato condizionare il voto degli italiani e per la prima volta un tribunale considerò la buona fede. Oppure portò in prima serata Franca Rame che raccontò lo stupro che aveva subito. Fino alla polemica contro Berlusconi a Rock Politik…”

A proposito di Berlusconi, da un sondaggio lanciato su Affaritaliani.it risulta che gli italiani lo hanno eletto icona della sinistra, come mai? Lui era democristiano e cantava Chi non lavora non fa l’amore…
“Da biografo, avendo studiato la sua evoluzione politica oltre che artistica posso confermare che lui nel ’94 era assolutamente berlusconiano. Disse pubblicamente, rivolgendosi al Cavaliere: “Lasciatelo lavorare”. Si era ‘innamorato’ della sua proposta di abbassamento delle tasse e vedeva in Silvio un self made man e una grande novità politica. Poi si è ricreduto, pian piano, con le promesse non mantenute e diversi segnali. Poi si è verificato un fatto scatenante: qualche anno fa la Rai approvò uno sceneggiato su De Gasperi prodotto da Claudia Mori con l’approvazione della figlia di De Gasperi, che avrebbe avuto come regista Liliana Cavani, notoriamente di sinistra. Ma questo, evidentemente, non piacque all’ex premier; Agostino Saccà (responsabile delle fiction) telefonò a Claudia: “Niente Cavani o salta la fiction…”. Il fatto lo fece riflettere, e turbò molto il suo animo sensibile alla libertà di espressione”.

Celentano oggi scrive sui giornali, parla di politica…
“Legge molto. A differenza di una volta, non è più il re degli ignoranti. Editoriali, testi dei suoi interventi… Scrive tutto lui, da solo. Ha contribuito, e non poco, anche alle elezioni di Pisapia: i suoi fans, che spesso non sono di sinistra, lo hanno seguito perché lui ha questa capacità di spostare un intero elettorato”.

Che altro non approvava della linea berlusconiana?
“La sua politica anti-ecologica che ha culminato con il referendum sul nucleare”.

Ma le voci su Celentano in politica, sono plausibili?
“No, non lo farebbe mai. La voce cominciò a girare perché Celentano accettò di andare alla presentazione di un libro di Mario Capanna che ironizzò: “Perché non lo candidiamo a sindaco di Milano?”.

E di Monti che dice lo zio?
“Gli piace, lo trova una persona seria”.

Per tornare a Sanremo, allora non è prevedibile quello che farà?
“Nessuno sa niente. Nessuno. Lui è molto sensibile al tema della crisi, della povertà, della ripresa, delle piccole imprese, come dimostrano i testi dell’ultimo disco. Ma la sua forza sta proprio nella sua imprevedibilità, quindi potrebbe sorprenderci tutti e fare tutt’altro”.

01/02/2012 – Affaritaliani.it


feb 1 2012

Beppe Grillo a Sanremo? Celentano smentisce

Il Secolo XIX rivela: “La Rai lavora in gran segreto per avere il comico-blogger e il superospite insieme al Festival. La voce rimbalza: “Celentano pensa a un duetto”. Il consigliere cda Verro interviene: non se ne parla. Poi il no ufficiale del molleggiato

Adriano Celentano

ROMA - “Una voce destituita di fondamento”. Così il Clan Celentano liquida l’ipotesi avanzata dal quotidiano Secolo XIX sulla presenza di Beppe Grillo all’Ariston. “E’ la grande sorpresa – scriveva oggi il quotidiano ligure – a cui sta lavorando in gran segreto la Rai”. Alla Rai, sul nuovo boatos del Festival, le bocche restano cucite. All’indomani della clamorosa decisione di Celentano di destinare il compenso per la partecipazione al Festival a Emergency e a famiglie bisognose 1. L’unico commento arriva dal consigliere d’amministrazione Rai Antonio Verro: “Sarebbe una bella bomba in tutti i sensi – dice – francamente Grillo lo vedo dal punto di vista artistico un po’ in caduta libera. Spero che Celentano non abbia tutta questa autonomia. Dare a un personaggio come Celentano l’autonomia sulle prestazioni artistiche e sui suoi famosi silenzi va benissimo, ma che possa decidere anche gli ospiti non lo so. C’è una direzione artistica. Io Beppe Grillo – conclude Verro – non lo inviterei”.

La terza serata, quella di giovedì 16 febbraio, intitolata “Viva l’Italia nel mondo”, vedrà l’esibizione dei cantanti in gara, accompagnati da altrettanti artisti internazionali. Nel corso della serata sarà ritagliato uno spazio per lanciare una raccolta di fondi a sostegno delle persone colpite dall’alluvione nelle Cinque Terre e a Genova.

Grillo e Celentano si erano esibiti insieme il 3 dicembre scorso a Genova in uno spettacolo di beneficenza per gli alluvionati. Ma il duetto sicuramente esplosivo di Grillo e Celentano al Festival, già sperimentato in occasione della raccolta fondi genovese, appariva poco plausibile per una prima serata Rai, visto che Grillo non è solo un comico, ma è anche il leader di un movimento politico che raccoglie voti ed elegge consiglieri regionali e comunali. Affidargli il palco dell’Ariston, in una delle serate di maggior ascolto dell’anno televisivo, sarebbe stato un evento rivoluzionario improbabile per la Rai. E soprattutto, difficilmente digeribile per le altre forze politiche.

L’ultima volta di Grillo al Festival, che per ora resta l’ultima, è del 1989. Era l’epoca nella quale il comico genovese riceveva premi e riconoscimenti per le sue performance pubblicitarie per una nota marca di yogurt. Nel corso del suo monologo, tutto incentrato sulla satira contro la Rai, l’organizzatore Aragozzini e i cantanti in gara, Grillo fece anche riferimento al suo precedente monologo contro i socialisti, che gli aveva causato l’allontanamento dalla televisione pubblica.

01/02/2012 – La Repubblica


gen 31 2012

Il compenso di Celentano a Emergency e famiglie bisognose

L’annuncio dato dal direttore artistico Gianmarco Mazzi alla conferenza stampa di presentazione del festival. Le somme saranno devolute con precise modalità. Non si sa ancora a quante serate parteciperà il Molleggiato

dal nostro inviato ALESSANDRA VITALI

Adriano Celentano

SANREMO - Celentano ci sarà. Non si sa ancora per quante serate, se una, due, tre o tutte e cinque, il contratto non l’ha firmato solo perché andavano messi a punto alcuni aspetti puramente tecnici, prenderà sì tutti i soldi di cui si è parlato ma li darà tutti in beneficenza, parte a Emergency e parte ad alcune famiglie bisognose individuate, e suggeritegli, da sette sindaci di altrettante città italiane che il Molleggiato ha personalmente contattato. “E chi attacca gli artisti, come quei politici che hanno parlato ieri probabilmente solo per farsi pubblicità e uscire sui giornali – dicono Giammarco Mazzi e Gianni Morandi – si dovrebbero vergognare, perché si tratta di polemiche ipocrite e pretestuose”.

Ecco svelato il mistero, ecco la risposta alle polemiche agitate nei giorni scorsi da alcuni quotidiani e, ieri, da una serie di dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno gridato allo scandalo di fronte al cachet che Adriano Celentano percepirà per la sua partecipazione alla prossima edizione del festival di Sanremo. Presentata questa mattina in pompa magna al Casinò della cittadina ligure, presenti il direttore di RaiUno Mauro Mazza, il “team” del festival composto da Gianni Morandi, Giammarco Mazzi e Rocco Papaleo, decine di cronisti e fotografi che hanno sfidato pioggia, freddo e neve pur di non perdersi “il taglio del nastro”, come l’ha definito il direttore di RaiUno.

Il compenso di Celentano, si diceva. Centinaia di migliaia di euro, cifre che in effetti colpiscono in un momento come quello che sta attraversando il Paese, di fronte ai ripetuti inviti alla sobrietà. L’ennesima smentita del cliché secondo cui il festival di Sanremo sarebbe lo specchio dell’Italia.

E invece, ancora una volta, Celentano ha superato tutti a sinistra. Già settimane fa, racconta il direttore artistico del Festival, Giammarco Mazzi, il cantante aveva annunciato l’intenzione di devolvere tutto in beneficenza. Oggi, tocca a Mazzi raccontare in che modo (piuttosto articolato) Celentano dividerà il proprio compenso. Il contratto prevede che partecipi a una, due o a tutte le serate; ancora nessuno sa quante ne farà. Se ne farà una, percepirà 350 mila euro, se ne farà due prenderà 700 mila euro, se ne farà tre, quattro o tutte e cinque percepirà un compenso di 750 mila euro.

Nel caso in cui il compenso dovesse essere di 350 mila euro, 100 mila saranno destinati a un ospedale di Emergency in un’area di guerra e 250 mila a tredici famiglie. Nel caso dovesse partecipare a due serate, e quindi percepire un compenso di 700 mila euro, devolverà 200 mila euro a due ospedali di Emergency che stanno per chiudere e 500 mila euro a venticinque famiglie; se poi dovesse percepire 50 mila euro in più (oltre ai 700 mila), si potrà portare a ventisette il numero delle famiglie.

Alla fine, quando Celentano sarà a Sanremo, consegnerà a un notaio una busta con un documento che contiene i nomi delle famiglie e dei sindaci che le hanno indicate; la consegna del denaro sarà fatta dagli stessi sindaci in forma privata, ma alla presenza di una persona di fiducia che potrebbe essere Claudia Mori.

Il cantante, ha spiegato infine il direttore artistico del Festival, “si farà anche carico delle tasse da pagare sul denaro che darà in beneficenza; alla fine – continua Mazzi – per venire a Sanremo spenderà un sacco di soldi, ma darà anche un segnale forte che in questo momento è molto importante”.

31/01/2012 – La Repubblica


gen 30 2012

Il 67% degli italiani favorevoli alla presenza di Celentano a Sanremo

Sondaggio dell’Istituto Demopolis in esclusiva per Affaritaliani.it

Grafico Demopolis 1

Dopo le polemiche dei giorni scorsi (che proseguono anche questa settimana), ecco i risultati del sondaggio Demopolis in esclusiva per Affaritaliani.it. Si parla di Celentano a Sanremo: il 67% degli italiani è favorevole alla presenza del discusso cantante-artista-conduttore sul palco dell’Ariston. Per il 64% degli interpellati, infatti, Celentano è un grande artista, per il 57% renderà le serata più interessanti e per il 42% aumenterà gli ascolti. Per il 78% degli italiani interpellati, inoltre, Celentano ha fatto bene a chiedere alla Rai “carta bianca” e piena libertà sui monologhi.

Grafico Demopolis 2

IL COMMENTO – Alla vigilia della conferenza stampa di presentazione del Festival, la partecipazione di Adriano Celentano è già un evento molto atteso dal pubblico: oltre i due terzi degli italiani che seguiranno Sanremo in tv si dichiarano favorevoli alla presenza di Celentano sul palco dell’Ariston. È il dato che emerge dal sondaggio realizzato dall’Istituto Demopolis in esclusiva per il quotidiano Affaritaliani.

Dopo le polemiche e la possibile rottura dei giorni scorsi, la Rai si è assicurata la partecipazione di Celentano. Una scelta che appare condivisa dal 67% degli intervistati: una percentuale che raggiunge i tre quarti dei telespettatori intenzionati a seguire con certezza le serate del Festival condotto da Morandi.

Tra le ragioni di chi ne apprezza la presenza sul palco, secondo i dati Demopolis prevale la simpatia e la stima verso Celentano come artista, ma sono in molti a ritenere anche che Celentano renderà le serate di Sanremo più interessanti (57%), aumentando gli ascolti (42%) e scatenando possibili polemiche (35%).

Nell’analisi in base all’autocollocazione politica dichiarata dagli intervistati, condotta dall’Istituto di ricerche diretto da Pietro Vento, colpisce l’apprezzamento per la partecipazione di Celentano registrata tra gli elettori di Centro Sinistra (74%) e fra quanti si considerano “non collocati” politicamente. Un dato che decresce invece, significativamente, tra chi si dichiara di Centro Destra.

A due settimane dall’avvio del festival della canzone italiana, una curiosità aleggia, ben oltre la competizione canora: cosa dirà il “molleggiato”?

Ha fatto bene Celentano a chiedere carta bianca e piena libertà alla Rai sui monologhi che terrà durante le serate di Sanremo? Ritiene di sì il 78% degli italiani, intervistati dal 27 al 30 gennaio, per Affari Italiani, dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.

Grafico Demopolis 3

Nota metodologica: il sondaggio Demopolis – Affaritaliani
L’indagine sugli italiani ed il Festival di Sanremo è stato realizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis in esclusiva per il quotidiano Affariitaliani. I dati sono stati rilevati in un sondaggio condotto – dal 27 al 30 gennaio 2012, dall’Istituto Demopolis, con metodologia cawi, tra i navigatori dei siti libero.it e affaritaliani.it, cui hanno risposto 4.014 cittadini. Al campione demoscopico in rientro è stata applicata una ponderazione sulle variabili di quota in relazione al genere, alla fascia di età ed all’area di residenza degli intervistati. Direzione e coordinamento dell’indagine a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Supervisione scientifica della rilevazione online di Marco E. Tabacchi. Approfondimenti su: www.demopolis.it

30/01/2012 – Affaritaliani.it


gen 29 2012

Celentano, lettera a Interview “Nulla è più pericoloso che farsi capire”

L’edizione tedesca della rivista fondata da Warhol pubblica gli scambi tra Cattelan e Celentano. Mentre si attende l’ufficializzazione del contratto con la Rai per Sanremo, Adriano dichiara “Parlo in modo semplice, è vero, comprensibile e a volte questo può spaventare.”

ROMA - Uno scambio epistolare con Maurizio Cattelan, il celebre e provocatorio artista italiano, sull’edizione tedesca di Interview, il magazine fondato da Andy Warhol. Passa per la via dell’arte l’ultima esternazione di Adriano Celentano: “Su di me si è scritto di tutto. Ad esempio non è vero che ‘esco di rado e parlo ancora meno’. Quando c’è da parlare lo faccio”. E ancora: “Il mio misero pensiero io voglio che si comprenda. Parlo in modo semplice, è vero, comprensibile e a volte questo può spaventare. Non c’è nulla di più pericoloso che farsi capire”.

Il Molleggiato passa a volo d’uccello sul passato e sul presente, e l’insolito scambio epistolare tra il cantante, ‘la voce più grande, divertente, dolente d’Italia’ e ‘uno degli artisti contemporanei più geniali’, rimbalza in Italia, dove è attesa l’ufficializzazione del contratto tra Celentano e la Rai per il Festival di Sanremo.

Rispondendo a Cattelan, Celentano parla delle sue origini (“Sono figlio di emigranti, poveri, onesti e allegri”) e torna sul senso di uno dei suoi brani più discussi, Chi non lavora non fa l’amore: “Il mio intento era di lanciare una provocazione proprio ai datori di lavoro, ai padroni, facendo un parallelo con gli operai che, trovandosi senza lavoro, perdevano anche la serenità e l’amore in seno alle proprie famiglie”.
Eppure, ricorda Adriano, “questa canzone fu strumentalizzata, tacciata di essere contro gli scioperi. Come potrei, io, con la mia storia familiare e personale, essere contro gli scioperi, l’unica arma democratica per far rispettare i diritti delle persone più deboli e per dar loro voce e visibilità”.

Celentano descrive anche la sua ‘utopia’: “E’ vero che diffido della classe politica perché ha creato impunemente i disastri che stanno affondando la vita delle persone. Negandogli la dignità di un lavoro, il diritto allo studio uguale per tutti, il diritto di curarsi tutti nello stesso modo. Forse i politici dovrebbero essere affiancati da filosofi e poeti per sperare di recuperare la cultura dell’onestà e della sapienza. Per tentare di ricostruire un mondo serio, illuminato”.

Cattelan risponde a Celentano citando l’ultima apparizione del cantante all’Ariston, nel 2004: “Ricordo soprattutto il silenzio e l’attenzione scesi su una stanza che fino a quel momento rumoreggiava con il televisore in sottofondo. Ci regalerai ancora qualche minuto di libera imprevedibilità?”.

29/01/2012 – La Repubblica


gen 27 2012

Celentano a Sanremo, è fatta

MILANO – Celentano sì, Celentano no. Il clamoroso ritorno del Molleggiato a Sanremo era stato annunciato già a dicembre. Mano libera, interventi a piacimento per tutto il corso del Festival, dietro congruo compenso ovviamente. Proprio su questa libertà assoluta di dir quel che gli andava, sembrava si stesse incagliando la partecipazione di Adriano. Con il cantante che se la prendeva con il direttore della kermesse Gianmarco Mazzi. Il quale a sua volta scaricava sul direttore generale della Rai Lorenza Lei il raffreddamento nei confronti di Celentano.

CONTRATTO FIRMATO – Ebbene, dopo tanta maretta, il caso è chiuso. Il contratto sarebbe stato finalmente firmato. E nella direzione in cui voleva Celentano. Che potrà dunque parlare a ruota libera, sempre nel rispetto della legge e del codice etico della Rai. Senza peraltro essere interrotto da qualsivoglia pubblicità, almeno per quanto concernerà il primo intervento. Il tutto per 300.000 euro a puntata: per un totale che non dovrebbe superare le 750.000 complessive.

Matteo Cruccu

27/01/2012 – Corriere della Sera


gen 26 2012

Sanremo: Mazzocchi (Pdl), inopportuni 300.000 euro a Celentano

Roma, 26 gen. (Adnkronos) – “In un contesto di profonda crisi economica e con un Governo di emergenza, e’ quantomeno inopportuno che la televisione pubblica spenda quote a sei cifre per pagare questo o quell’artista. E non mi interessa che l’artista sia Celentano o un altro”. Lo dice Antonio Mazzocchi, deputato del Popolo della Liberta’ e presidente dei Cristiano Riformisti, commentando le indiscrezioni sul cachet di Adriano Celentano per la partecipazione al Festival di Sanremo.

“Il canone Rai quest’anno -dice Mazzocchi- e’ ulteriormente aumentato, richiedendo ulteriori sacrifici alle famiglie italiane e a molti pensionati che per pagarlo dovranno rinunciare anche ad un litro di latte. Trovo inopportuno, per non dire assurdo, che un artista possa guadagnare in 20 minuti cio’ che quegli stessi pensionati prendono in 10 anni di pensione”.

“Se ci sara’ maggiore austerita’ anche nei costi della televisione pubblica e tutti saranno pronti a rinunciare a qualcosa -prosegue Mazzocchi- il Festival sara’ maggiormente apprezzato da tutto il pubblico televisivo. Diciamo no pertanto ai compensi d’oro dei festival di Stato, perche’ l’Italia in questo momento ha bisogno di tutto tranne che di ricche ed allegre orchestre che suonano mentre la nave rischia di affondare”, conclude l’esponente dei Cristiano Riformisti.

26/01/2012 – LiberoQuotidiano.it