mar
18
2010
pubblicato da molleggiato
«Noi vinceremo». Michele Santoro, presentando a Bologna la manifestazione «Rai per una notte» in difesa della libertà di informazione, ne è certo. Non succederà «come dopo l’editto bulgaro», continua il conduttore di Annozero, «non aspetterò tre o quattro anni e l’esito di una sentenza»: adesso ci sono «giornali come “il fatto” e “Repubblica”», c’è il web e ci sono «sacche di resistenza» sufficienti, sottolinea il giornalista, «per dare una risposta». Ottimista, al suo fianco, anche Marco Travaglio: «Il sistema sta morendo, si intravedono i vermi del cadavere».
Dalla sede della provincia di Bologna, intanto, santoro annuncia che all’evento in programma il 25 marzo ci sarà «l’ospite più proibito e osteggiato dal sistema»: Daniele Luttazzi, il cui nome viene accolto dall’applauso della platea formatasi per la conferenza stampa. Non ci sarà invece Adriano Celentano, invitato, che a Santoro ha inviato un messaggio in cui spiega che «avrebbe voluto esserci, ma ritiene di non farlo- riferisce il giornalista- perché in questo momento viviamo una situazione in cui non c’è una copertura democratica da parte dei mezzi di informazione delle cose che succedono» e la sua presenza al paladozza «sarebbe stata deformata». Anche Celentano «sta cercando di fare una trasmissione in Rai- continua Santoro- ma ogni cinque minuti gli chiedono la scaletta».
18/03/2010 – L’Unità
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mar
18
2010
pubblicato da molleggiato
Ma il Molleggiato lo snobba: “La puntata speciale di Annozero non va in tv, quindi non vengo”.
Aggiungi un posto in tv, che c’è un martire in più. Santoro intruppa pure Celentano, che ha appena declinato l’invito a partecipare alla sua serata del 25 marzo, quando tutta la sinistra televisiva si ritroverà a Bologna per una puntata speciale di Annozero. «Ho parlato con Adriano e mi ha detto che a Bologna non ci sarà perché, visti in particolare gli ultimi fatti, mancherà una copertura veramente democratica di tutti i mezzi di comunicazione, a partire dalla televisione pubblica». Insomma, siccome la serata evento ‘Rai per una Notte’ del 25 marzo non è trasmessa in mondovisione, ma solo su internet, Sky e alcune tv locali, il Molleggiato declina. E Santoro, anziché mortificarsi, esulta.
Dice Santoro: «Adriano sta cercando di fare una trasmissione per la Rai e anche a lui ogni cinque minuti chiedono scalette e quant’altro. E lui continua a rispondere ‘ma cosa volete che sia una scaletta? Io vi dico che cosa può essere una trasmissione di Adriano Celentano, avete presente Rockpolitik? Bene, allora fate conto che io ho voglia di fare un altro Rockpolitik, quindi non c’è bisogno che io vi presenti una scaletta, se vi va mi dovete lasciar fare liberamente la mia trasmissione. Ma a questo punto le difficoltà sono molto alte per Celentano e per chiunque voglia esprimersi liberamente». Come se sapere che cosa andrà in onda prima che ci vada sia un attentato alla libertà di parola e non un diritto di chi presiede un organismo pubblico.
Santoro continua l’auto-martirio: «Negli Usa sarebbe scoppiato un Watergate che avrebbe portato alle dimissioni automatiche di tutti i protagonisti di questa incresciosa vicenda», dice. «In altri paesi una cosa come questa non si tollera». «Se commettiamo reati saranno i giudici a decidere, ma questo non è controllo sui media, questa si chiama censura e non è fatta in base alla legge». «Se poi mi vogliono portare in tribunale -promette Santoro- ci vado a testa alta». Il magistrato di Trani ha trovato «la scorzetta di limone su cui il governo più scivolare: è un’inchiesta molto importante e fa molta paura».
18/03/2010 – Libero
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