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mag 2 2011

Anche Raffa pro-referendum. Com’è bello votare da Trieste in giù

Anche Raffaella Carrà non ha dubbi: sto con Celentano e contro il nucleare. Dice: “Il nucleare è una scelta sbagliata: mette un peso insostenibile sul futuro dei nostri figli”.

“Sono una persona qualsiasi”, dice lei, “dotata solo di senso pratico e amor di patria”. Ma quando legge la lettera che ha scritto Celentano sui referendum, è la Raffa nazionale che si mette a graffiare.

Che effetto le fa l’appello agli italiani di difendere la democrazia?
Adriano ha fatto bene. Vediamo cosa decideranno i giudici, ma questi argomenti sono troppo importanti per la vita concreta delle persone, dobbiamo poter esprimerci. Il nucleare è una scelta sbagliata: mette un peso insostenibile sul futuro dei nostri figli. Allora, perché non possiamo andare a votare? Ce l’hanno chiesto tante volte, non capisco come mai stavolta no.

Forse perché c’è di mezzo il legittimo impedimento.
Che infatti non so bene che c’entra. Cioè, dico io, è strano che la gente debba trovarsi in mano un foglio con cui decidere come e quando il premier debba farsi processare. È compito della politica battagliare in punta di diritto.

Ma se Berlusconi ammette serenamente di voler gabbare il referendum non è un problema per i cittadini?
Guardi, voglio essere molto chiara. Non se ne può davvero più di vedere l’Italia bloccata per i suoi processi. E capisco chi vorrebbe tenere il punto con leggi, provvedimenti, decreti, ma così non la finiremo mai. Posso fare una proposta?

Prego.
Facciamo in modo che quest’uomo finisca il suo mandato affrontando alla fine i suoi giudici. Non dico di graziare in blocco tutti i ministri o i parlamentari finché sono in carica, ma a questo punto sarebbe meglio lasciarlo governare e vedere i risultati.

Potrebbe ricandidarsi, e rivincere.
Sappiamo quali mezzi ha a disposizione, ma io credo nella capacità degli italiani di scegliere a questo punto una soluzione valida. Si parla di Tremonti, della Lega, io non so chi potrebbe prendere in mano la situazione se Berlusconi uscisse di scena. Però è chiaro che così non si può più andare avanti.

Lei chi voterebbe?
Credo fortemente nell’alternanza. Ci vogliono un centrodestra moderato e una sinistra riformista. Perché guardi, io non sono mai stata comunista e ho rispetto per tutti, anche per Berlusconi, ma sono davvero arrabbiata coi nostri politici.

Spieghi.
Mi aspetto più generosità, più coraggio, una capacità vera di affrontare i problemi. Il signor Draghi ha ragione: con questo debito pubblico non andiamo da nessuna parte, abbiamo quattro milioni di giovani disoccupati, cosa deve accadere ancora perché chi comanda si metta a governare seriamente?

L’opposizione la convince?
Ma che possono fare di più di quello che stanno facendo? Li capisco, non è facile, e il problema vero è un altro. Qui occorre ricominciare tutto da capo. Fare le cose semplici. Pagare le tasse, eliminare gli sprechi, punire gli abusi. E soprattutto stabilire un minimo di pace sociale. Perché questo è il paese più bello del mondo, ed è un peccato mortale buttarlo via così.

di Chiara Paolin

30/04/2011 – Il Fatto Quotidiano


dic 22 2009

Usa, scoppia la Celentano-mania tutti pazzi per un brano del ’72

Gli americani, meglio di Elvis, U2 e Dylan

ROMA
Un rap ante litteram per un mito senza tempo. “Prisencolinensinanciusol” spopola in Usa, a quasi 40 anni di distanza dalla sua uscita, con tutta la sua miscela esplosiva.

A far riesplodere il mito del brano più geniale di Adriano Celentano è il blog Boing Boing, frequentatissimo negli Usa: Cory Doctorow, scrittore e guru dei blogger statunitensi, parla della canzone uscita nel 1972 in toni entusiastici, la cita come esempio di quanti cantano l’inglese senza conoscerlo e come simbolo del fascino dello slang finto-anglofono. Tempo poche ore e il pezzo del blogger viene letto da migliaia di giovani americani che ascoltano il brano e lo commentano: incantevole, attuale, originale, geniale, sono gli aggettivi usati.

Scoppia la Celentano-mania, in Usa e a 40 anni di distanza dall’uscita del protorap. «Celentano è una leggenda», scrive un utente che si firma Gjashley mentre altri lo citano come esempio dell’evoluzione odierna del rock, altri paragonano Celentano a U2, Dylan, Elvis, Rem e Radiohead, altri dicono che si tratta di un brano che ha il «linguaggio internazionale del funk». Una mania che continua a crescere di ora in ora incoronando Celentano re d’America.

Un successo che dimostra la straordinaria vitalità di un artista che non conosce stagione e tempo. Celentano compose “Prisencolinensinanciusol” anticipando di almeno dieci anni le prime produzioni made in Usa ed è considerata a tutti gli effetti il primo rap della storia della musica. Con un testo nonsense, un solo accordo, il Mi bemolle, e i fiati che ripetevano insistentemente un martellante refrain di dieci note, il brano alla sua prima uscita nel dicembre 1972 suscitò grande scalpore, segnando una vera e propria rottura con la tradizione musicale italiana dell’epoca. “Ai ai smai senflecs/ eni go for doin peso ai/ in de col mein saivuan/ prisencolinensinainciusol ol rait/ lu nei si not sicodor/ ah es la bebi la dai big iour/ prisencolinensinainciùsol”, recita il testo di “Prisencolinensinainciusol”.

Sul significato del brano si susseguirono decine di interpretazioni, molte stravaganti: qualcuno arrivò ad avanzare l’ipotesi che si trattasse di un acronimo, una frase le cui iniziali componevano la parola fatidica. Altri facevano notare che su diverse edizioni del disco e sugli spartiti, questa era scritta con le prime 6 lettere in maiuscolo, lasciando il resto in minuscolo, e comunque sempre con parecchia attenzione agli accenti, e cercò quindi di scomporla, arrivando ad ipotizzare un mosaico di lingue europee. Alla fine ci pensò lo stesso Celentano a spiegare il senso di quel testo in inglese maccheronico utilizzato per lavorare sul brano prima di elaborare le liriche in italiano, come rivelarono alcuni suoi collaboratori. La spiegazione Celentano la fornì nel corso di una puntata della storica trasmissione Rai “Formula Due”, condotta da Alighiero Noschese e Loretta Goggi.

Celentano si presentò vestendo i panni di un insegnante (con occhiali, spolverino e camicia grigia), intento a impartire la sua lezione a una dozzina di allieve in minigonna sedute ai banchi (tra queste, Claudia Mori): «Ho capito che oggi nel mondo non ci capiamo più. – disse Celentano – È proprio difficile, non c’è dialogo ormai. È rimasto solo lo sguardo, un po’ afflitto. E quindi ho ritenuto opportuno fare una canzone sul tema, cioè sviluppando il tema dell’incomunicabilità».

In un’intervista più recente Celentano ha spiegato: «Preparai in sala d’incisione un “loop” che ripeteva sempre lo stesso passaggio musicale e ritmico e iniziai a cantarci sopra. Immaginando un gergo che per me rappresentasse la ribellione alle convenzioni. Anche musicali».

La canzone ebbe una storia discografica curiosa: uscita nel dicembre 1972 ed utilizzata come sigla del programma radiofonico Gran Varietà, fece il suo ingresso nella top ten italiana un anno e mezzo dopo, il 16 febbraio 1974, in seguito alla partecipazione a “Formula Due” e allo show con Mina e Raffaella Carrà “Milleluci”. La canzone rimase in classifica nelle prime dieci posizioni fino al 29 giugno. “Prisencol” conobbe un ottimo successo anche all’estero, conquistando la testa delle top ten di Francia, Belgio, Olanda, Germania, riuscendo persino ad entrare nella top 100 americana. Ora, quasi 40 anni dopo, la rete ha pensato a rilanciare quel mito.

22/12/2009 – La Stampa


dic 22 2009

Prisencolinensinanciusol
Il web impazzisce
Celentano primo rapper

Secondo il seguitissimo e autoritario blog Boing Boing il brano del ‘Molleggiato’ è un esempio di protorap. Migliaia di giovani americani ascoltano il brano e lo commentano: incantevole, attuale, originale, geniale…

New York, 21 dicembre 2009 – E’ stato definito un rap ante litteram, ed è frutto di un mito italiano senza tempo. “Prisencolinensinanciusol” spopola in Usa, a quasi 40 anni di distanza dalla sua uscita, con tutta la sua miscela esplosiva.

A far riesplodere il mito del brano più geniale di Adriano Celentano è il blog Boing Boing, frequentatissimo negli Usa: Cory Doctorow, scrittore e guru dei blogger statunitensi, parla della canzone uscita nel 1972 in toni entusiastici, la cita come esempio di quanti cantano l’inglese senza conoscerlo e come simbolo del fascino dello slang finto-anglofono. Tempo poche ore e il pezzo del blogger viene letto da migliaia di giovani americani che ascoltano il brano e lo commentano: incantevole, attuale, originale, geniale, sono gli aggettivi usati.

Scoppia la Celentano-mania, in Usa e a 40 anni di distanza dall’uscita del protorap. “Celentano è una leggenda”, scrive un utente che si firma Gjashley mentre altri lo citano come esempio dell’evoluzione odierna del rock, altri paragonano Celentano a U2, Dylan, Elvis, Rem e Radiohead, altri dicono che si tratta di un brano che ha il “linguaggio internazionale del funk”. Una mania che continua a crescere di ora in ora incoronando Celentano re d’America.

Un successo che dimostra la straordinaria vitalità di un artista che non conosce stagione e tempo. Celentano compose “Prisencolinensinanciusol”anticipando di almeno dieci anni le prime produzioni made in Usa ed è considerata a tutti gli effetti il primo rap della storia della musica. Con un testo nonsense, un solo accordo, il Mi bemolle, e i fiati che ripetevano insistentemente un martellante refrain di dieci note, il brano alla sua prima uscita nel dicembre 1972 suscitò grande scalpore, segnando una vera e propria rottura con la tradizione musicale italiana dell’epoca.

“Ai ai smai senflecs/ eni go for doin peso ai/ in de col mein saivuan/ prisencolinensinainciusol ol rait/ lu nei si not sicodor/ ah es la bebi la dai big iour/ prisencolinensinainciùsol”, recita il testo di “Prisencolinensinainciusol”.

Sul significato del brano si susseguirono decine di interpretazioni, molte stravaganti: qualcuno arrivò ad avanzare l’ipotesi che si trattasse di un acronimo, una frase le cui iniziali componevano la parola fatidica. Altri facevano notare che su diverse edizioni del disco e sugli spartiti, questa era scritta con le prime 6 lettere in maiuscolo, lasciando il resto in minuscolo, e comunque sempre con parecchia attenzione agli accenti, e cercò quindi di scomporla, arrivando ad ipotizzare un mosaico di lingue europee.

Alla fine ci pensò lo stesso Celentano a spiegare il senso di quel testo in inglese maccheronico utilizzato per lavorare sul brano prima di elaborare le liriche in italiano, come rivelarono alcuni suoi collaboratori. La spiegazione Celentano la fornì nel corso di una puntata della storica trasmissione Rai “Formula Due”, condotta da Alighiero Noschese e Loretta Goggi.

Celentano si presentò vestendo i panni di un insegnante (con occhiali, spolverino e camicia grigia), intento a impartire la sua lezione a una dozzina di allieve in minigonna sedute ai banchi (tra queste, Claudia Mori): “Ho capito che oggi nel mondo non ci capiamo più. -disse Celentano- È proprio difficile, non c’è dialogo ormai. È rimasto solo lo sguardo, un po’ afflitto. E quindi ho ritenuto opportuno fare una canzone sul tema, cioè sviluppando il tema dell’incomunicabilità”.

In un’intervista più recente Celentano ha spiegato: “Preparai in sala d’incisione un “loop” che ripeteva sempre lo stesso passaggio musicale e ritmico e iniziai a cantarci sopra. Immaginando un gergo che per me rappresentasse la ribellione alle convenzioni. Anche musicali”.

La canzone ebbe una storia discografica curiosa: uscita nel dicembre 1972 ed utilizzata come sigla del programma radiofonico Gran Varietà, fece il suo ingresso nella top ten italiana un anno e mezzo dopo, il 16 febbraio 1974, in seguito alla partecipazione a “Formula Due” e allo show con Mina e Raffaella Carrà “Milleluci”.

La canzone rimase in classifica nelle prime dieci posizioni fino al 29 giugno. ‘Prisencol’ conobbe un ottimo successo anche all’estero, conquistando la testa delle top ten di Francia, Belgio, Olanda, Germania, riuscendo persino ad entrare nella top 100 americana. Ora, quasi 40 anni dopo, la rete ha pensato a rilanciare quel mito.

“Sono felicemente sorpreso delle dimensioni di questo evento globale nato spontaneamente sulla rete. È talmente importante che ne terrò conto sempre di più, a partire dal prossimo cd di inediti su cui sto lavorando. Tra me e la rete c’è sempre stata un”attrazione fatalè che questa volta è reciproca”.

Così Adriano Celentano -in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio stampa- commenta il successo che il suo brano “Prisencolinensinanciusol”, a quasi 40 anni dall’uscita, sta ottenendo in Usa grazie al passaparola tra i blogger che lo hanno definito un rap anti litteram.

21/12/2009 – Quotidiano.net