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feb 4 2012

Un esempio da imitare

Adriano Celentano

Caserta, 3 Febbraio 2012

In merito alla bella ed efficace notizia riguardante il nobile gesto di un privato, il cantante Adriano Celentano, in un momento in cui si ripetono continuamente atti scandalosi da parte della casta politica, la Segreteria della Confederazione Cisas è intervenuta con il seguente intervento per segnalare un nobile esempio, che andrebbe imitato da tanti altri:

“Un esempio da imitare, quello di Adriano Celentano. Quanta differenza, in questi giorni, tra un cantante privato, ma onesto ed umano, e quelli della casta dei politici.

I parlamentari dovevano dare per primi il buon esempio, ma – al contrario di come avevano assicurato i presidenti Schifani e Fini – ancora una volta hanno preso in giro gli italiani onesti. Non solo non si sono “sacrificati” subito, come hanno dovuto i lavoratori dipendenti ed i pensionati, ma si sono anche “appropriati” del 50% dello stipendio dovuto ai loro portaborse, senza doverne dare giustificazione.

Al contrario, Celentano – non tenuto ad alcuna rinuncia – ha destinato spontaneamente e di cuore il suo compenso – per la partecipazione al Festival di Sanremo – agli Ospedali ed ai poveri indicati dai Comuni.

Non solo, si è accollato anche tutte le tassazioni in merito, nonché le spese di partecipazione al Festival, quali viaggi, alloggi ecc…

Questo atto dovrebbe spingere ad essere più onesti col fisco, specie quando si ricoprono svariati e contemporanei incarichi politici o pubblici, ben pagati.

Ben fa l’Agenzia delle Entrate, quando accerta e colpisce le evasioni fiscali ed il lavoro nero, che arricchiscono solo le caste dei politici e di quelli del malfare. Ma il Fisco italiano controlla economicamente anche la casta politica?”.

03/02/2012 – Ass. Centro Studi Officina Volturno (officinavolturno.com)


feb 2 2012

Bruno Perini racconta Adriano Celentano

Memorie di zio Adriano

Mentre la polemica si gonfia e l’attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro “Memorie di zio Adriano”, la biografia non autorizzata del Molleggiato uscita per Mondadori, lo racconta in esclusiva per Affaritaliani.it.

“Non è una novità, Adriano ha fatto spesso beneficenza, sempre in silenzio. Oltre a crederci davvero questa volta ha voluto far capire che il problema per lui, in questo scontro con la Rai, non erano i soldi, ma l’autonomia. Quello su cui proprio non transige è l’avere carta bianca sui contenuti dei suoi interventi televisivi”.

Lei conosce bene la storia di Celentano, che dice, ha sempre avuto questa linea?
“Sempre, da Fantastico a Rock Politik, lui pone queste condizioni: il contenuto dei suoi interventi deve essere libero da qualsiasi controllo. Esattamente la parte del contratto che non accetta è quella sui “testi da concordare” proprio perché la sua conditio sine qua non per comparire davanti alle telecamere è avere massima autonomia; tutti, anche i parenti più stretti, rimangono all’oscuro di quello che dirà o farà fino alla diretta”.

Protagonismo? Amore per la libertà in generale? Che cosa c’è dietro a questo modus operandi?
“Lui ha da sempre a cuore la libertà di stampa e difende l’autonomia professionale degli artisti”.

Come mai la Rai ha ceduto secondo lei?
“Hanno bisogno di lui. Nel mio libro, Memorie di zio Adriano, l’ho chiamato re dell’audience per il potere che ha sul rientro pubblicitario. C’è un episodio indimenticabile nella storia della televisione italiana: accedde proprio durante il Festival di Sanremo condotto da Toni Renis, quando il direttore della rai era Flavio Cattaneo. Quell’anno il Festival si annunciava un flop clamoroso con una media di 6 milioni di spettatori al giorno. Pregarono Adriano di andare, lui accettò e lo fece gratis. Appena fu annunciato in trasmissione si registrò un balzo da 6 milioni a 14 milioni come punta massima, 12 milioni la media della serata. Nessuno lo dice ma Adriano è un business pazzesco per la Rai”.

Ha dimostrato la sua autonomia televisiva anche in altri casi, ci racconta qualche aneddoto?
“Nel 1987, a Fantastico, spostò milioni di spettatori dalla Rai a Canale5 e fece spegnere le tv. Poi il giorno prima del referendum chiese al pubblico di votare contro la caccia con gli slogan “la caccia è contro l’amore”, “io sono il figlio della foca non voglio che mia madre pianga”, venne processato e assolto perché non sapeva che fosse un reato condizionare il voto degli italiani e per la prima volta un tribunale considerò la buona fede. Oppure portò in prima serata Franca Rame che raccontò lo stupro che aveva subito. Fino alla polemica contro Berlusconi a Rock Politik…”

A proposito di Berlusconi, da un sondaggio lanciato su Affaritaliani.it risulta che gli italiani lo hanno eletto icona della sinistra, come mai? Lui era democristiano e cantava Chi non lavora non fa l’amore…
“Da biografo, avendo studiato la sua evoluzione politica oltre che artistica posso confermare che lui nel ’94 era assolutamente berlusconiano. Disse pubblicamente, rivolgendosi al Cavaliere: “Lasciatelo lavorare”. Si era ‘innamorato’ della sua proposta di abbassamento delle tasse e vedeva in Silvio un self made man e una grande novità politica. Poi si è ricreduto, pian piano, con le promesse non mantenute e diversi segnali. Poi si è verificato un fatto scatenante: qualche anno fa la Rai approvò uno sceneggiato su De Gasperi prodotto da Claudia Mori con l’approvazione della figlia di De Gasperi, che avrebbe avuto come regista Liliana Cavani, notoriamente di sinistra. Ma questo, evidentemente, non piacque all’ex premier; Agostino Saccà (responsabile delle fiction) telefonò a Claudia: “Niente Cavani o salta la fiction…”. Il fatto lo fece riflettere, e turbò molto il suo animo sensibile alla libertà di espressione”.

Celentano oggi scrive sui giornali, parla di politica…
“Legge molto. A differenza di una volta, non è più il re degli ignoranti. Editoriali, testi dei suoi interventi… Scrive tutto lui, da solo. Ha contribuito, e non poco, anche alle elezioni di Pisapia: i suoi fans, che spesso non sono di sinistra, lo hanno seguito perché lui ha questa capacità di spostare un intero elettorato”.

Che altro non approvava della linea berlusconiana?
“La sua politica anti-ecologica che ha culminato con il referendum sul nucleare”.

Ma le voci su Celentano in politica, sono plausibili?
“No, non lo farebbe mai. La voce cominciò a girare perché Celentano accettò di andare alla presentazione di un libro di Mario Capanna che ironizzò: “Perché non lo candidiamo a sindaco di Milano?”.

E di Monti che dice lo zio?
“Gli piace, lo trova una persona seria”.

Per tornare a Sanremo, allora non è prevedibile quello che farà?
“Nessuno sa niente. Nessuno. Lui è molto sensibile al tema della crisi, della povertà, della ripresa, delle piccole imprese, come dimostrano i testi dell’ultimo disco. Ma la sua forza sta proprio nella sua imprevedibilità, quindi potrebbe sorprenderci tutti e fare tutt’altro”.

01/02/2012 – Affaritaliani.it


dic 3 2011

Adriano Celentano: “La Rai sta alla larga da me. La capisco”

Del ritorno in tv di Adriano Celentano si continua a parlare. Si annunciano show, ospitate e quant’altro, poi arrivano le smentite. Per il momento progetti non ce ne sono, ma Celentano, uno che con la sola presenza in video fa fare numeri incredibili – un po’ come Fiorello, anche se per “caratteristiche” diverse -, ha una sua visione e la racconta a Michele Serra per il Venerdì di Repubblica di quest’oggi.
Si parla del nuovo disco, della situazione politica, del suo rapporto con la vecchiaia e, ovviamente, di televisione. I progetti ci sono, ma:

E’ la Rai che preferisce stare alla larga da me. E da un certo lato (perverso) devo dire che la capisco. Ragionando dal loro punto di vista, fanno bene a tenermi lontano.

Gli viene chiesto se la sua lontananza dalla tv sia un problema di costo. La risposta è abbastanza polemica e mette in luce come, di fronte a costi sì alti, ma non eccessivi, ci sia un ritorno pubblicitario altissimo.

A parte il costo delle scenografie, che effettivamente per come erano state realizzate non potevano non costare… come non potevano non costare agli investitori pubblicitari quegli spot il cui prezzo, nel caso specifico, era a dir poco quintuplicato… a tal punto che di solito basta la prima puntata a coprire il costo di tutte e quattro.

E prosegue parlando anche del suo compenso:

Per quanto riguarda il mio cachet, io non l’ho mai imposto. Ho sempre detto: ditemelo voi quello che vi sembra giusto darmi. Loro si pronunciavano e io, pur sapendo che la cifra era inferiore a tutti gli altri nomi che non faccio, tanto non sono più di tre o quattro, accettavo. La verità è che per la Rai forse sono troppo simpatico…

Con le sue parole, Celentano fa capire ancora una volta che i motivi del suo allontanamento dalla tv sono solamente politici e non dipendono assolutamente da lui. E viene da chiedersi quale azienda seria terrebbe mai in panchina una macchina da ascolti (e da soldi) come questa, si condividano o meno le sue idee, dato che il pubblico ha sempre mostrato di apprezzarle.
I suoi fan quindi per ora si dovranno mettere il cuore in pace. Tolto anche Annozero, per un tempo ancora imprecisato non avranno nemmeno l’occasione di sentirlo al telefono…

02/12/2011 – TVBlog.it


mag 27 2011

Annozero, quattro commissari Agcom: «Subito istruttoria su Celentano»

ROMA – Quattro commissari dell’Agcom, Antonio Martusciello, Stefano Mannoni, Roberto Napoli e Enzo Savarese hanno fatto richiesta agli uffici competenti di aprire con urgenza un’istruttoria sulla puntata di Annozero di ieri.

«In particolare – si legge in una nota – oggetto di accertamento, per presunta violazione delle norme sulla par condicio, è l’intervento di Adriano Celentano, nel corso del quale il cantante ha manifestamente espresso le proprie preferenze di voto in favore del candidato Giuliano Pisapia nel turno di ballottaggio che si svolgerà a Milano il 29 e 30 maggio, contravvenendo così all’esplicito divieto previsto dall’art. 5 comma 2 della legge 28/2000».

Lunedì scorso l’Autorità delle comunicazioni aveva multato Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio aperto per le interviste al premier Silvio Berlusconi di venerdì sera. Tg1 e Tg4 erano già stati multati nei giorni precedenti. Il Garante per le comunicazioni giovedì ha poi richiamato anche il Tg3, chiedendo di dare subito spazio a un rappresentante del centrodestra dopo l’intervento in diretta di Antonio Di Pietro andato in onda lo stesso giorno delle contestate apparizioni del premier.

«E’ evidente che la richiesta di un’istruttoria sull’intervento di Adriano Celentano da parte degli esponenti berlusconiani dell’Agcom serve a fare da cassa di risonanza ai ridicoli esposti del Pdl. La
smettano di fare il gioco delle tre carte perché non sono credibili: i cittadini sanno che l’unica anomalia è il conflitto di interessi e l’invadenza mass mediatica del premier». Lo afferma il senatore Pancho
Pardi, Capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione di Vigilanza.

«Siamo di fronte ad interventi di chiara natura censoria, mossi da una forza politica che sta cercando di comprimere gli spazi di informazione e la libertà di espressione perchè si trova in manifesta difficoltà nei confronti dell’elettorato – dice Michele Santoro – Invito formalmente l’Agcom a non prestarsi a questa strumentalizzazione indegna, dopo che è già stata fatto oggetto di pressioni pesanti del Presidente del Consiglio nei confronti di Annozero ancora al vaglio della Magistratura». La finalità della legge sulla par condicio – fa notare Santoro citando articoli del provvedimento, «non è quella di impedire la manifestazione di opinioni politiche ma è quella di garantire parità di trattamento e imparzialità rispetto a tutti i soggetti politici». Il conduttore ricorda l’indicazione della Vigilanza a non confondere programmi di informazione con la comunicazione politica. «Nella nostra trasmissione di ieri – sottolinea – si è parlato delle elezioni di Milano perchè sono indubitabilmente l’argomento più trattato in tutti i giornali ed i telegiornali italiani. Si tengono normalmente nella televisione italiana (e si sono tenuti anche questa mattina) dibattiti tra esponenti politici che naturalmente manifestano le loro preferenze per la Moratti o per Pisapia senza che questi diano luogo ad interventi dell’Agcom».

Durante Annozero, spiega Santoro, «Adriano Celentano ha manifestato la sua preferenza per Pisapia in un libero contraddittorio con Maurizio Lupi, al quale è stato affidato il coordinamento della campagna elettorale a favore di Letizia Moratti. Lo aveva già fatto in un’altra occasione senza suscitare alcun intervento da parte dell’Agcom». Poi aggiunge che era presente anche il candidato a vicesindaco ed europarlamentare della Lega Nord Matteo Salvini: «Quindi Celentano ha dialogato con Lupi e con Salvini, che hanno apertamente manifestato le loro opinioni favorevoli all’elezione di Letizia Moratti». Ricorda che nel dibattito è intervenuto brevemente Bruno Tabacci, del Terzo Polo, «che ha confermato l’indicazione per la libertà di voto della sua formazione politica ma, sollecitato da Celentano, ha manifestato una personale inclinazione per Pisapia. Niki Vendola, presente in trasmissione, si è astenuto. Non si comprende come sarebbe stato possibile parlare dell’importanza politica delle elezioni di Milano senza manifestare preferenze di voto. E non si capisce quale legge impedisca di dedicare una trasmissione di approfondimento informativo alle elezioni di Milano. D’altra parte, perchè quelle precedenti non sono state impedite? E perchè le opinioni espresse nelle nostre precedenti puntate sono state ritenute legittime? Siamo di fronte ad interventi di chiara natura censoria, mossi da una forza politica che sta cercando di comprimere gli spazi di informazione e la libertà di espressione perchè si trova in manifesta difficoltà nei confronti dell’elettorato. Invito formalmente l’Agcom a non prestarsi a questa strumentalizzazione indegna, dopo che è già stata fatto oggetto di pressioni pesanti del presidente del Consiglio nei confronti di Annozero ancora al vaglio della magistratura».

27/05/2011 – Il Messaggero


mag 27 2011

Celentano ad AnnoZero, attacca PDL e Lega

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Michele Santoro al telefono con Adriano Celentano ROMA – Lunga telefonata di Adriano Celentano ad Annozero, come nella puntata di due settimane fa. Il Molleggiato ha svariato su vari temi dell’attualità, soffermandosi soprattutto sulla campagna elettorale a Milano e confrontandosi in una stimolante discussione con il conduttore Michele Santoro, con Maurizio Lupi del Pdl e con Bruno Tabacci del Terzo Polo.

Da Celentano, affondi a ripetizione contro il Pdl e la Lega che non «ne stanno azzeccando una» nella campagna elettorale di Milano; con l’accusa, poi, di «trattare i milanesi come una massa di deficienti e di cretini incapaci di decifrare le vostre falsita». Il Molleggiato le ha «cantate» al centrodestra e alla Moratti, regalando alla trasmissione di Michele Santoro la sua ‘dichiarazione di voto’ a favore di Giuliano Pisapia.

Per il molleggiato «anche la Lega sta precipitando con gli spauracchi di zingaropoli e le moschee». E rivolto a Maurizio Lupi del Pdl ha esclamato: «Perchè gli islamici non devono avere un posto in cui pregare? ma che cristiani siete voi ciellini? È Gesù che lo vuole, prima ancora di Tettamanzi». Quindi una sferzata a Ignazio La Russa che «a Ballarò ha detto che Pisapia per agevolare i drogati vuole adibire la stanza del buco. Voi – ha tuonato – state trattando i milanesi come una massa di cretini incapaci di capire le vostre falsità».

Celentano ha accusato il centrodestra di aver «sequestrato tutte le reti Tv» e di aver condotto una campagna elettorale all’insegna del «cannibalismo». Se l’è poi presa con Pier Ferdinando Casini che «da 4 anni anni non fa che dire che Berlusconi ha finito il suo tempo ma quando gli si presenta l’occasione di accompagnarlo verso l’uscita dice ‘non sostengo nè l’uno, nè l’altro candidato’. Se non tira la volata quando ha l’occasione – ha detto ancora il cantante milanese – qualche sospetto viene. Invece – ha concluso – Fini è coerente ho letto che appoggia Pisapia».

SANTORO A BERLUSCONI: NAPOLETANI NON SONO FESSI «Non sappiamo quanto cervello abbiano i napoletani, ma penso che non siano fessi e non sarà un Annozero in più o in meno a fare la differenza». A dirlo è Michele Santoro, che anticipa così i temi trattati nella puntata di Annozero, dedicato questa settimana ai ballottaggi.
Il presentatore commenta anche il rifiuto del candidato sindaco del centrodestra a Napoli, Gianni Lettieri, di un confronto nel programma di Rai2 con il suo avversario ai ballottaggi Luigi De Magistris. «Caro Berlusconi, lei dice che chi vota De Magistris è senza cervello – ha aggiunto il conduttore – ma quelli che hanno votato lei a Milano sono intelligenti o stupidi? Forse Lettieri poteva recuperare il voto di qualche mentecatto se fosse venuto qui».
Santoro ha inoltre mandato in onda le critiche che Berlusconi ha rivolto al suo programma nel corso della puntata di ieri di Porta a Porta. «Non so quale puntata di Annozero abbia visto – ha continuato sempre rivolgendosi al premier -. Lei ha un cervello grosso così, ma la memoria non l’aiuta. Dopo il terremoto dell’Aquila ci definirono sciacalli perchè avevamo detto che, siccome c’era uno sciame sismico da diversi giorni, forse si poteva attuare un piano di emergenza. I giudici la pensano come noi. Io penso comunque che potrebbe avere ragione lei, ma deve riconoscere che noi lavoriamo onestamente».
Il conduttore, rifendosi all’addio di Elisa Anzaldo alla conduzione del Tg1 della notte, ha quindi criticato «i giornalisti o stanno al gioco o si mettono da parte». «O siamo liberi tutti o non lo siamo fino in fondo – ha detto parlando ancora a Berlusconi -, perfino lei sarebbe meno libero senza Annozero».

27/05/2011 – Leggo.it


mag 26 2011

Prima Pisapia poi i referendum

‘Dopo vent’anni di berlusconismo, c’è voglia di cambiamento. A Milano e in tutto il Paese. Per questo sto con Giuliano. E ancora più importante è il voto del 12 giugno sul nucleare e sull’acqua’. Parla Adriano Celentano

“Pisapia è l’unico sindaco che abbia la faccia da bambino. Dice cose importanti però con l’entusiasmo di quel bambino che in lui non è mai morto. Ha la capacità di risvegliare la creatura da troppo tempo anestetizzata nell’animo dei milanesi. Una caratteristica che non ha certo la Moratti e che purtroppo mancava da 15 o 20 sindaci fa”. Adriano Celentano rompe il silenzio con un’intervista a l’Espresso in edicola domani e si schiera in sostegno di Giuliano Pisapia nel ballottaggio di Milano:
“Quasi vent’anni di berlusconismo hanno senz’altro agevolato la sete di cambiamento che da qualche anno a questa parte pulsa nei milanesi”.

Celentano lancia un appello a Beppe Grillo perché sostenga il candidato della sinistra: Caro Beppe tu non hai certo bisogno della Moratti se malauguratamente vincesse, ma di Pisapia hai bisogno eccome. Tu sei troppo intelligente per non capirlo. Pisapia è la chiave d’accesso a quella svolta che tu hai iniziato tanto tempo fa. Non puoi quindi precluderti i diversi lasciapassare che con chiunque altro (data la trasparenza del tuo programma) sarebbero bloccati. Vorrei che tu per un attimo passassi in rassegna i volti di coloro con i quali avresti a che fare, nel caso accadesse che i milanesi fossero presi da un nuovo colpo di sonno”.

Vuole tentare di fotografarli lei?
“Basta guardare con quale arroganza gli Assatanati di Berlusconi stanno occupando tutte le reti televisive tranne una che per fortuna si distingue, La7 di Mentana. Non si rassegnano al grande risveglio dei milanesi, per cui non gli resta che l’arma della violenza (Lassini insegna). Ne cito uno e mi riferisco all’insopportabile Maurizio Lupi in arte “Mannaro” da come si attiva nella continua scorrettezza di interrompere i suoi interlocutori con false tiritere ossessivamente lunghe e ripetitive. Insistendo imperterrito, con la sua voce monocorde da megafono, a parlar sopra all’avversario con l’intento di non far capire ai telespettatori le ragioni dell’altro”.

Lei nel 1994 votò per Silvio Berlusconi. Lo considerava una speranza? Si è pentito?
“Una speranza? In un certo senso sì. Vedevo in lui un qualcosa di diverso pur se non del tutto decifrabile. Però anch’io, come tanti credo, fui preso all’amo da un’affabilità giocosa e simpatica, quindi lo votai se non altro per cambiare. Ma subito mi accorsi che il suo modo di pensare era distante anni luce dal mio”.

Le faccio tre nomi. Gianfranco Fini, Massimo D’Alema, Antonio Di Pietro. Può tracciare un ritratto del terzetto?
“A mio parere la rottura tra Fini e Berlusconi è stata, da parte di Fini, giusta e necessaria. Era un sodalizio che evidentemente non poteva più andare avanti. Ognuno ha in mente una destra diversa e quella di Fini, francamente, mi sembra più indirizzata verso la democrazia. D’Alema mi è sempre piaciuto. Tranne quando in una sua dichiarazione lo sentii leggermente a favore delle centrali nucleari. Ma spero si sia ravveduto. Anche perché Bersani ha dichiarato più volte di essere contro il nucleare. Bravo Bersani! Ma il più rock dei tre è e rimane Antonio Di Pietro. E’ il politico che più di tutti, assieme a Grillo, persegue la verità anche a costo di perdere qualche voto”.

Il 12 e 13 giugno si voterà per i referendum. Un fine settimana importante. Legittimo impedimento, nucleare, privatizzazione dell’acqua. Abbiamo appena visto la catastrofe di Fukushima e forse, quasi sicuramente, non tutto abbiamo ancora scoperto sulle conseguenze future. Quanto è importante non andare al mare questa volta?
“Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma è una questione di vita o di morte. Il 12 e 13 giugno bisogna assolutamente andare a votare contro l’assurdità delle centrali nucleari e quindi contro l’ottusità di quei governi che, come il nostro, sono invece favorevoli a dar vita a delle macchine infernali che prima o poi ci uccideranno”.

di Malcom Pagani

25/05/2011 – L’Espresso


mag 13 2011

Celentano ad Annozero, telefonata in diretta

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Adriano Celentano telefona ad Annozero ROMA – Fuori programma molto particolare durante la puntata di questa settimana di Annozero, in cui si parlava delle elezioni a Milano e del significato politico della sfida tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. Durante la discussione, ospiti Gad Lerner, Flavio Tosi, Daniela Santanché e Pierferdinando Casini, è arrivata nello studio di Michele Santoro la telefonata di Adriano Celentano, che ha voluto dire la sua soprattutto sul referendum sul nucleare del prossimo 12 e 13 giugno. «Tutti dicono che le cose devono cambiare, che ci vuole un cambiamento. Anche il governo lo dice, ma nessuno dice che a cambiare deve essere proprio lui – dice Celentano – Io ho sempre pensato che sul volto di ognuno di noi c’è scritto quello che siamo. Se non sei leale, succede che colpisci un avversario quando non può replicare. Credo che Pisapia dovrebbe replicare la querela alla Moratti, perché lui ha già vinto. Ha già vinto, in tutti i sensi», aggiunge Celentano.
«Tu confermi che se non si dovesse tenere il referendum sul nucleare, dovremmo andare lo stesso a votare, come hai detto tu?», gli chiede Santoro, dopo una interruzione della Santanché, quanto mai scatenata in studio, dopo battibecchi continui con Gad Lerner, con un giovane avvocato ospite di Giulia Innocenzi e con lo stesso Santoro. «Certo, credo che sia l’ultima chance che hanno gli italiani – risponde Celentano – Anche se le sedi elettorali dovessero essere chiuse, tutti noi italiani dovremmo andare a votare contro nucleare, privatizzazione dell’acqua e contro il legittimo impedimento. Dovremmo andare e lasciare il nostro bigliettino davanti alla sede, in modo che il giorno dopo ci sarebbero milioni di bigliettini per terra. Comunque devo applaudire la Santanché, perché anche quando dice cose inutili è molto carina», conclude il Molleggiato.

13/05/2011 – Leggo.it


mag 11 2011

Fiorello: «Mauro Masi? Di tv non ci capisce»

SU OGGI IN EDICOLA

«La politica? Non dico per chi voto. Sono un comico, punto. Ci sono troppi comici politicizzati»

Fiorello in copertina

MILANO – «Celentano? Non ha più voglia di fare uno spettacolo all’anno. Sta nella villa di Galbiate, ha più tempo per leggere, pensare, riflettere, e allora decide di dire la sua sul nucleare… Però nel merito ha ragione. Dopo quello che è successo in Giappone, io vado in ansia. Dicono: le centrali adesso sono sicure. Ma va’? Ci fosse anche solo un 1 per mille di rischio, io avrei paura. E se il referendum si fa, vado a votare».

Lo ha detto Rosario Fiorello in una intervista esclusiva al settimanale Oggi, in edicola mercoledì con una veste grafica completamente rinnovata.

[...]

10/05/2011 – Corriere della Sera


mag 11 2011

Celentano: “Io sto con Pisapia ma il futuro è 5 Stelle”

Adriano Celentano

Il cantante: “L’avvocato ci può traghettare verso il miracolo di sconfiggere anche il governo nazionale”. Per il vero cambiamento dico Calise”. Adriano lancia un appello: “Basta scempi sull’ambiente, con le schede elettorali la rivoluzione è possibile”.

MilanoCi siamo, ragazzi! Fra quattro giorni si vota per le amministrative e finalmente sapremo cosa c’è dentro l’UOVO dei milanesi. Qualcosa mi dice che la SORPRESA sarà grande. Per due motivi. Se vince Pisapia, sarà grande perché finalmente le cose cambierebbero e ciò significherebbe una tremenda sconfitta per il governo e non soltanto per ciò che riguarda la città di Milano, ma addirittura su scala nazionale, con lampi di gioia sprigionati dall’intera Europa. Se invece vince la Moratti, la sorpresa sarà ancora più grande perché le cose non cambieranno e allora sarà un disastro per noi italiani. Chi non ce la fa a tirare alla fine del mese dovrà andare in Svizzera per un bicchier d’acqua, poiché in Italia l’ACQUA non sarà più un bene comune.

Costruiranno nuove centrali NUCLEARI e presto la RADIOATTIVITA’ sarà sulle nostre tavole (Leggi l’appello sul referendum di Adriano Celentano). Tremonti, che bisognerebbe licenziare in TRONCO, ma ancora meglio sarebbe sul TRONCO, vuole regalare le spiagge agli imprenditori per la costruzione di stabilimenti balneari a cinque metri dal mare.
Ora, chiunque abbia un minimo di buon gusto può immaginare quale stravolgimento subirebbe il mare delle nostre coste. Nel giro di pochi mesi, sarebbe travolto da uno TSUNAMI di CEMENTO che, a differenza di quello NATURALE, non si placherebbe mai più.

E comunque anche per coloro il cui immaginario fosse momentaneamente ridotto a zero (può capitare), esiste, già pronta, una serie di orrende costruzioni, verificabili quindi dal vero, da cui è possibile misurare la portata che avrebbe la SVENTURA italiana, qualora fosse approvata la proposta di Tremonti. Per cui, prima di andare a votare, è consigliabile fare quattro passi alle Varesine di Milano, dove lo sfacelo, tutt’ora in atto, ha OSCURATO una buona parte di cielo. E ancora non è finita. Il BUIO seminato dai grattacieli firmato Moratti-Formigoni continuerà imperterrito la sua avanzata.

Cari milanesi, credo sia arrivato il momento di cambiare le cose. È chiaro che, votando Pisapia si cambia. Non so fino a che punto, però si cambia e questa è già una grande notizia, essendo lui il migliore e quindi il più credibile fra i rappresentanti dei vari partiti…

Ma, se davvero volete dare una svolta a questa nostra Milano così tanto amata da Leonardo da Vinci, dovete farlo in modo che il CAMBIAMENTO sia RADICALE. Non esiste altro momento più opportuno per riaccendere nel vostro cuore quella luce di entusiasmo che i PALAZZINARI CORROTTI hanno spento senza alcuna pietà. Ma, per farlo, bisogna avere il coraggio di imboccare la strada dell’incertezza: solo lei ci può dare quel NUOVO da cui nasce la speranza di un mondo migliore lontano da ogni logica di partito. E questa speranza è sotto gli occhi di tutti: si chiama Mattia Calise, 20 anni, tre esami alla laurea in Scienze politiche, giovane e forte, membro del movimento Cinque Stelle. Per ora la sua candidatura a Sindaco di Milano vale solo il 5 per cento, ma è proprio in questo 5 per cento che si nasconde la Milano del futuro. Un movimento, quello delle Cinque Stelle, la cui avanzata, lenta ma inesorabile, sta svegliando le coscienze in gran parte d’Italia. A Bologna, in un anno e mezzo, è salito dallo 0,7 al 12 per cento dei consensi.

Mi rendo conto però che ciò che vi sto chiedendo certo non è una piccola cosa. Si tratterebbe di un vero e proprio miracolo politico che tuttavia solo voi milanesi avreste il coraggio di fare. Perché voi siete i milanesi delle “Cinque Giornate” di Milano. Allora fu necessaria la forza, per liberarci dal dominio austriaco, ma oggi basterebbe scrivere una semplice crocetta sulla casella giusta del foglio elettorale e la rivoluzione è fatta.
Ma forse anche per questo non siete ancora pronti e io non vi biasimo. Probabilmente quello delle Cinque Stelle, per come siete stati maltrattati fino adesso, è un salto troppo grande anche per voi milanesi. Un salto che tuttavia, ora come ora, è raggiungibile solo attraverso Pisapia. Mi sbaglierò, ma è lui l’uomo giusto. L’uomo di transizione. Colui che ci traghetterà verso quel CAMBIAMENTO RADICALE che è sì nell’animo delle cinque STELLE, ma credo anche nel CUORE di Pisapia.

Adriano Celentano

11/05/2011 – Il Fatto Quotidiano


mag 2 2011

Grazie Adriano, mobilitiamoci per i referendum

Caro Adriano,
voglio prima di tutto ringraziarti per le parole di stima nei miei confronti che hai scritto nella lettera al “Fatto Quotidiano”. Le considero un riconoscimento molto importante, perchè vengono da un uomo nei cui confronti nutro da sempre la stessa stima.
In questi tempi faziosi in cui ci si schiera sempre non a seconda di quello che si pensa e che si crede che sia giusto ma a seconda di cosa conviene di più a sè stessi e alla propria parte politica, c’è bisogno di uomini liberi come te, che hai sempre condotto battaglie coraggiose guardando solo al merito dei problemi e non a chi facevano comodo e a chi scomodo. Io credo che questa si chiami onestà intellettuale e che sia quello che più manca nella politica italiana.
Ma voglio ringraziarti anche per l’aiuto che con il tuo appello al voto per i referendum hai dato non all’Italia dei Valori ma all’Italia e agli italiani. Stiamo correndo, tutti, grandissimi rischi. Uno è che tra due anni, grazie ai giochi di prestigio del grande truffatore che ci governa, ci ritroviamo con centrali nucleari sparse ovunque, sull’orlo di un abisso di morte.
E’ una situazione veramente assurda. Proprio adesso che tutto il mondo inizia a darci ragione e che persino chi governa uno dei Paesi più nuclearizzati d’Europa, la Germania, dice che bisogna tornare indietro dal nucleare, il ministro Romani ci viene a spiegare che siccome eravamo i soli ad avere ragione dobbiamo vergognarci e cominciare ad avere torto e a costruire le centrali nucleari anche noi. Ma che logica è mai quella che segue il nostro governo?
Un altro rischio, altrettanto terribile, è che nel nostro Paese la peggiore bestemmia diventi legge. Privatizzare l’acqua è come privatizzare l’aria. Significa mettere una tassa sulla vita a vantaggio di qualche ricco e di qualche potente. Questo non è un insulto contro il Capitale di Marx ma contro il Vangelo di Gesù Cristo. Quando Berlusconi va in giro a dire che lui difende i valori cristiani dimostra di non aver capito proprio niente di quei valori. Non li capisce e non li segue. Ne parla solo perchè spera di accaparrarsi i voti degli elettori cattolici per poi dargli la solita fregatura tradendo quei valori come fa quando vuole privatizzare l’acqua.
Ma c’è un terzo rischio, e forse è il peggiore di tutti. E’ il rischio che il nostro Paese si abitui e si rassegni a tutto, si convinca che tanto non c’è niente da fare, che è normale che la democrazia venga tradita senza che nessuno muova un dito, che chi governa cerchi di fregare i cittadini e se ne vanti pure pubblicamente, che i potenti restino sempre impuniti, che si raccontino bugie ridicole come quelle sulla nipote di Mubarak e tutti invece di indignarsi strizzino l’occhietto.
E’ questo modo di pensare e di comportarsi immorale e nefasto che Berlusconi ha diffuso piano piano, come un veleno. Per questo il referendum sul legittimo impedimento è così importante. Non è solo un referendum su una specifica legge particolarmente ingiusta e odiosa, ma è anche un referendum simbolico su quel modo di governare.
Tu hai fatto appello alla coscienza di Silvio Berlusconi, e certo che una coscienza deve avercela pure lui perchè ce l’hanno tutti. Ma io non credo che la ascolterà nemmeno stavolta, perchè è troppo tempo che ha smesso di darle retta, e quindi farà tutto il possibile, senza guardare in faccia a niente e a nessuno, pur di evitare che siano i cittadini italiani, inclusi molti dei suoi ex elettori delusi, a giudicarlo nelle urne. Userà tutti i suoi mezzi, che sono moltissimi. Non possiamo sperare di farcela senza l’aiuto delle persone oneste come te, senza l’impegno di quelle personalità dello spettacolo e della cultura che hanno abbastanza coraggio per sottrarsi al ricatto di un uomo che comanda molto anche in quei settori.
L’Italia dei Berluschini, delle Santanchè, degli Straguadagni e degli Scilipoti non vincerà per sempre. Ma se non la fermiamo subito ci lascerà un Paese ancora più devastato di come è adesso. Per questo è importante che tutti i cittadini italiani si mobilitino, seguendo le indicazioni che hai dato tu.
Il 12 e il 13 giugno possiamo fermarla, grazie anche al tuo aiuto e al tuo appello.
Un grande e sincero grazie.

Antonio Di Pietro

02/05/2011 – Il Blog di Antonio Di Pietro