ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
ott 14 2008

Adrianissimo! Risultati 35° Manche

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 35° manche:

01. L’emozione non ha voce
02. Hai bucato la mia vita
03. Gelosia (1999)

04. Una storia come questa
05. Per sempre
06. Splendida e nuda
07. Innamorata, incavolata a vita
08. Una festa sui prati
09. La barca
10. Se vuoi andare vai
11. Il forestiero
12. Tutti frutti

Passano il turno, le prime 3 classificate.

Fabrizio


ott 3 2008

Adrianissimo! 35° Manche

Adrianissimo!

Al via la 35° manche di Adrianissimo!
Ecco le canzoni da votare in questo turno:

Hai bucato la mia vita
Una storia come questa
Una festa sui prati
Splendida e nuda (con Claudia Mori)
Gelosia (1999)
La barca
Innamorata, incavolata a vita
L’emozione non ha voce
Tutti frutti
Se vuoi andare vai
Per sempre
Il forestiero

Questa manche durerà fino alla mezzanotte di lunedì 13 ottobre.
Supereranno il turno i primi 3 brani.
Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche35_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


mag 19 2008

Celentano sceglie Silvio, Nanni Moretti non ci sta

Forse non tutti l’hanno ancora capito, ma la polemica fra Nanni Moretti e Adriano Celentano sulla figura di Silvio Berlusconi segna uno spartiacque nella agitata storiografia della seconda Repubblica, la fine dell’unità di azione dell’antiberlusconismo, un evento comparabile alla caduta del muro di Berlino. Dice Nanni Moretti sospettoso: «Berlusconi non mi intenerisce, la destra è sempre uguale». Gli ribatte dalle colonne del Corriere della Sera il supermolleggiato Adriano Celentano: «Silvio è cambiato, io ci credo».
C’è in questa polemica tra due numeri uno del mondo dello spettacolo, c’è in questo botta e risposta fra i due ultimi grandi carismatici, tutto il peso simbolico di un passaggio di epoca. La notizia, infatti, non è che non siano d’accordo oggi, ma che lo siano stati fino a ieri. Solo quel sentimento trasversale, ostinato e persistente che è l’ultima ideologia italiana, «l’antiberlusconismo», infatti, poteva tenere insieme, come ha fatto sino ad oggi, due personaggi agli antipodi come Celentano e Moretti.
Moretti è l’espressione più sublimata e raffinata della sinistra intellettuale, è l’uomo che vantava – in «Palombella rossa» – di essere destinato per sempre ad essere «la minoranza di qualcosa». Celentano invece, era stato per il mondo di Moretti il simbolo del disimpegno degli anni Settanta, il nazionalpopolare, lo yuppie-do che per lungo tempo era persino sospettato di simpatie missine, insieme a Lucio Battisti. Quando Celentano aveva iniziato la sua fase «gnomica», i suoi sermoni, la sua trasmutazione repentina da popstar a guru catodico, era stata proprio la sinistra la prima a puntare l’indice contro il suo «facile qualunquismo», il suo «populismo», l’ipersemplificazione dei suoi messaggi. Quante staffilate dalle colonne di La Repubblica, per l’Adriano nazionale, ai tempi di quella lavagna in cui Celentano aveva scritto «La caccia e contro l’amore» (senza accento sulla «è», tanto per far accigliare i custodi della grammatica e del progresso).
Poi, dal 1994 in poi, l’incantesimo e tutto era cambiato, con la nascita di quell’incredibile movimento di contrari che si tenevano sotto le bandiere del no al Cavaliere. Siccome c’era la minaccia di Silvio Berlusconi, tutti quelli che erano contro Silvio Berlusconi si sentivano affratellati. E dunque la cafoneria scanzonatamente conservatrice di Celentano veniva trasfigurata in suggestione pasoliniana, il suo lato pop veniva elevato a divina trasgressione creativa, a dadaismo. Finito di fatto l’antifascismo, l’antiberlusconismo era l’unico cemento che poteva tenere insieme due mondi distanti come quello del regista del Caimano e del difensore delle foche, la torta Sacher e il clan. Era l’antiberlusconismo l’unico collante che poteva far incontrare un autore televisivo raffinato, colto e progressista come Carlo Freccero, un maledettista antisistema come Diego Cugia, e uno che come massima trasgressione elettorale, nella sua vita, aveva votato Democrazia Cristiana.
Adesso – e ancora una volta ha ragione Celentano – è caduto l’ultimo muro. L’operazione culturale operata da Walter Veltroni con la nascita del Pd, sottrae alla sinistra l’ultima certezza identitaria. E se Berlusconi non è più un demone, ridiventa «grande seduttore», anche fra coloro che fino a ieri si facevano il segno della croce al suo apparire. E così anche Celentano può cogliere l’affinità telepredicatoria che di fatto lo accomuna al Cavaliere, la passione per il piccolo schermo come luogo di contatto diretto con il popolo.
Adesso Celentano parla davvero come un sacerdote del politicamente corretto: «Era bello vedere il nuovo modo di Berlusconi – scrive - e il silenzio attento di una sinistra pronta a captare ogni minima innovazione da qualunque parte provenisse». Ed è ovviamente tutto il contrario di Moretti, che rimarca il suo postulato: «Per quindici anni, a mio giudizio, Berlusconi è stato pessimo. Mi sembra difficile, dunque, che cambi qualcosa». Moretti inveisce contro la Lega: «Come può essere credibile un partito razzista e xenofobo che per vent’anni ha parlato come sappiamo?».
Celentano, invece, conferma la sua apertura di credito al centrodestra e al suo leader: «Insomma, gli uomini cambiano, pare. C’è chi di fronte a un successo diventa umile e saggio». Moretti odia la demagogia, Celentano ama la predica, il regista del Caimano difende l’idea della militanza, l’autore di «Siamo la coppia più bella del mondo» è il cultore della non-appartenenza.
Certo, Celentano, alla sua maniera, poi elogia anche «il coraggioso Casini» e già che c’è, dice che non vede male nemmeno «la geniale impennata del cattivo Di Pietro». Ma poi, se fai la tara di tutto, scopri che Moretti resta quello di Aprile - il film che celebrava con il suo titolo la nascita del figlio e la vittoria dell’Ulivo. E che Celentano, invece, ritorna - come è giusto che fosse - l’autore di Azzurro. Che poi, a ben vedere, con quel ritornello lì, molti anni prima della nascita di Forza Italia, è quasi un inno pre-berlusconiano.

di Luca Telese

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19/05/2008 - Il Giornale


mar 20 2008

La legge elettorale è incostituzionale (?)

La legge elettorale è incostituzionale

Immagine anteprima YouTube

Lo spettacolo di un presidente della Repubblica che guarda, in silenzio, il presidente della Corte di Conti Tullio Lazzaro mentre dichiara che la corruzione in Italia dilaga negli appalti, nella sanità e nelle forniture è desolante. Napolitano non dice una parola, non sente il dovere di andare in televisione, davanti all’affermazione: “Il non agire protratto per anni provoca danni incalcolabili”.
Le Istituzioni sono diventate i Notai dello Sfascio. Prendono atto, registrano, evidenziano. Lo Stato si inabissa, ma con piena consapevolezza dei Grandi Burocrati. I cittadini, come le stelle, stanno a guardare.
Ho riletto la Costituzione, i suoi 139 articoli, una trentina di pagine.
L’articolo 1 specifica:
- la sovranità appartiene al popolo
L’articolo 48 contiene due punti:
- il voto è personale ed eguale, libero e segreto
- il diritto di voto non può essere limitato
La legge elettorale “porcata” imposta dal centro destra nel 2006 ha cancellato un referendum e eliminato la preferenza diretta. Una legge incostituzionale.
Non si può andare alle elezioni con questa legge, il risultato sarebbe illegittimo, impedire la scelta diretta del candidato limita il diritto di voto, aver cancellato il referendum ha tolto ogni sovranità al popolo.
Nella Costituzione sono riportate le “Garanzie Costituzionali”.
L’articolo 134 riporta:
- la Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni.
Ho deciso di fare un esposto alla Corte Costituzionale perchè dichiari incostituzionale la legge “porcata” e la faccia decadere.
L’articolo 136 infatti specifica:
- quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale a norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La Corte ha due mesi per decidere prima delle elezioni. Se dichiarerà la legge incostituzionale si potrà votare comunque con la legge precedente o spostare il voto dopo il referendum, indetto per maggio e subito annullato con una mossa da bari di professione.
Questa classe politica autoreferenziale ha cancellato due referendum sulla legge elettorale. Decide a tavolino chi ci deve rappresentare in Parlamento. E’ costituzionale questo? E se lo fosse, allora che cosa è incostituzionale? Stay tuned!

06/02/2008 - Il Blog di Beppe Grillo


“L’attuale legge elettorale non è incostituzionale”

Dall’alto della sua esperienza il Presidente emerito della Corte Costituzionale Annibale Marini, primo firmatario dell’appello “per la difesa delle istituzioni democratico – rappresentative”, non usa giri di parole: “l’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale avrebbe come conseguenza l’illegittimità sia del Parlamento in carica che di quello che ci si appresta ad eleggere il 13 e 14 aprile.”

Presidente Marini, nei giorni scorsi ha sottoscritto con un gruppo di costituzionalisti un appello per la difesa delle istituzioni rappresentative.

“Si trattava di richiamare l’attenzione su un problema di grande rilievo e cioè, come ho detto, sul fatto che l’ipotizzata incostituzionalità dell’attuale legge elettorale comporterebbe l’illegittimità sia dell’attuale Parlamento che di quello futuro. E ci sarebbero dubbi sulla possibilità che un Parlamento illegittimo possa poi approvare una nuova legge elettorale sostitutiva di quella in base alla quale è stato eletto.”

I sostenitori di questa tesi affermano di essere confortati da una recente sentenza della Corte Costituzionale. E’ così?

“Si dice che la tesi dell’illegittimità sarebbe confortata dalla recente sentenza della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei referendum elettorali. Ora, è vero che c’è un passo della sentenza in cui – come del resto avviene di frequente – la Corte ha indirizzato un monito al legislatore invitandolo a considerare l’opportunità che venga introdotta, in caso di riforma della legge elettorale, una soglia minima per l’attribuzione del premio di maggioranza. Ma da qui ad ipotizzare l’incostituzionalità della attuale legge elettorale mi sembra che corra una grande differenza.”

Qual è la ragione giustificativa del monito della Corte?

“La ragione mi sembra quella di evitare che il premio di maggioranza venga attribuito o, meglio, possa essere attribuito ad una formazione con una modesta percentuale di voti e, quindi, priva della necessaria rappresentatività. Si tratta, peraltro, di una ipotesi puramente teorica che si potrebbe realizzare solo qualora tutte le formazioni politiche che partecipano alla competizione elettorale ottengano una bassa percentuale di voti.”

Proseguiamo il ragionamento in linea teorica, e supponiamo che un caso limite come quello appena descritto si verifichi.

“Premesso che l’ipotetica incostituzionalità della vigente legge elettorale dovrebbe comportare anche quella dei sistemi uninominali, in realtà a me sembra che né il sistema uninominale né il premio di maggioranza portino, comunque, alla eliminazione delle minoranze, essendo solo diretti ad assicurare la governabilità del Paese. Si tratta di sistemi che possono essere, dunque, criticati nel merito, ma non sotto l’aspetto della loro legittimità costituzionale.”

C’è poi da considerare che il Capo dello Stato questa legge l’aveva comunque firmata…

“Proprio così. Ed anzi voglio aggiungere che Ciampi è stato uno dei Presidenti più scrupolosi ed attenti all’osservanza della Costituzione come risulta, tra l’altro, dai numerosi rilievi di costituzionalità che ha mosso a diverse leggi compresa quella di cui stiamo discutendo nella parte in cui prevedeva un premio di maggioranza calcolato su base nazionale anziché regionale.”

Da più parti, dal Quirinale in primis, si sente parlare dell’esigenza di porre mano ad un’organica e più complessiva riforma istituzionale. Cosa ne pensa?

“La nostra Costituzione mentre nella prima parte, quella cioè relativa ai diritti, è tra le più moderne ed avanzate, necessita invece, quanto alla seconda parte, riguardante l’organizzazione dello Stato, di qualche incisiva riforma. Valutazione, questa, comune a tutte le forze politiche. Basti pensare al bicameralismo perfetto e alla necessità di differenziare il ruolo delle due camere, alla generalmente condivisa inutilità delle provincie, alla necessità di rafforzare il ruolo del Presidente del Consiglio. Vi sono, poi, riforme che potrebbero essere immediatamente realizzate senza toccare la Costituzione quale, ad esempio, quella dei regolamenti parlamentari che consentono la incontrollata proliferazione dei gruppi parlamentari con tutto ciò che tale proliferazione comporta in tema di immagine per la pubblica opinione e di governabilità.”

In questo contesto come valuta lo sforzo di semplificazione del quadro politico che è in atto nel nostro Paese?

“Si tratta di uno sforzo meritorio che deve essere approvato e condiviso indipendentemente dal responso delle urne e che nel lungo periodo è destinato ad allineare il nostro Paese a quelli più moderni ed avanzati.”

Cosa risponde ai piccoli partiti che continuano a rivendicare il proprio diritto ad esistere e a preservare la propria identità?

“I piccoli partiti che talora sono di antiche tradizioni possono realizzare le loro istanze, spesso di grande significato socio-economico, all’interno di più ampie ed estese formazioni. E ciò nella direttiva della semplificazione del quadro politico e della razionalizzazione del funzionamento dello Stato e delle sue articolazioni.”

In che senso presidente Marini?

“Faccio un esempio: lei sa che nonostante tutta la classe politica (senza eccezione) si sia dichiarata favorevole all’abolizione delle province, non solo le province non sono state abolite, ma sono addirittura aumentate? Così ad un livello inferiore, ci sono ospedali, Università e uffici giudiziari la cui dislocazione risponde solo a logiche localistiche, mentre sarebbe necessario collocarli in efficienti unità operative dotate di grandi mezzi. In questo quadro si dovrebbe affrontare il problema, ormai indilazionabile, della ristrutturazione degli uffici giudiziari, che tra l’altro è una esigenza avvertita dagli stessi giudici e che servirebbe a realizzare una giustizia più rapida e, quindi, più giusta.”

Non è proprio questo tipo di degenerazioni che la cosiddetta antipolitica sembra essersi fatta carico di denunciare?

“L’antipolitica è alimentata da questo stato di cose. Ma la soluzione non è quella di un diffuso scetticismo e di una disaffezione per le sorti del nostro Paese; occorre, invece, confidare, ed in tal senso è il mio augurio più fervido, che la prossima legislatura si trasformi nell’occasione giusta per un dialogo tra le forze politiche e, quindi, per tutte quelle riforme necessarie al migliore funzionamento delle nostre istituzioni democratiche e rappresentative.”

20/02/2008 - l’Occidentale (www.loccidentale.it)


La legge elettorale è incostituzionale

Pubblichiamo la lettera di Andrea Montella con la nota di risposta di Giulietto Chiesa, col proposito di suscitare il dibattito fra i nostri lettori sullo scenario fosco e inquietante che vede un attacco ai fondamenti della nostra Costituzione.

Nel totale silenzio dei giornali e delle televisioni nazionali.

per intervenire: redazione@megachip.info

Libere elezioni o emergenza democratica?

di Andrea Montella

Caro Giulietto

Ti invio questa lettera perché sono molto preoccupato per la degenerazione politica che il nostro Paese ha raggiunto e spero che insieme possiamo fare qualcosa per arrestare questa deriva. Ho discusso con mia moglie e le mie figlie delle elezioni e dell’attuale legge elettorale e siamo giunti alla conclusione che sono una vera truffa ai danni del popolo italiano e un serio tentativo di renderci complici di un atto che va contro i principi di eguaglianza in materia elettorale sanciti dalla nostra Costituzione: l’impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati. In secondo luogo l’attribuzione del premio di maggioranza che guardacaso, i politici delle varie formazioni, hanno mantenuto svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. I due sistemi, sia le liste bloccate che il premio di maggioranza, sono già stati sperimentati con successo da Mussolini nel 1924 e nel 1928. Per questi motivi abbiamo deciso di non seguire questa falsa votazione ma di adire tutte quelle iniziative di massa e legali che abbiano lo scopo preciso di far saltare questo esplicito tentativo di colpo di stato, messo in essere dalle due principali formazioni di centro PD e PdL e dal loro codazzo mediatico. Troviamo straordinaria anche la collusione politica dei dirigenti delle formazioni minori che fanno finta di non vedere che si sta realizzando la parte terminale del progetto della loggia massonica di Licio Gelli, conosciuto come “Piano di rinascita democraticaâ€?, preoccupati unicamente di garantirsi le poltrone e i privilegi per se e i propri accoliti, piuttosto che chiamare alla mobilitazione negano che esista un’emergenza democratica. Nel progetto golpista della P2, di matrice atlantica, si definivano i contorni di una nuova società, che metteva per sempre in soffitta la partecipazione democratica dei cittadini alle scelte del Paese, come ben hanno colto i tre cittadini elettori, gli avvocati Aldo Bozzi, Giuseppe Bozzi e Giuseppe Porqueddu, che hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro la legge elettorale, iniziativa di cui abbiamo appreso l’esistenza sul sito Megachip.info, che condividiamo e di cui ti chiediamo di farti portavoce in Italia e all’interno del Parlamento europeo. Dalle truffe elettorali dei Bush, passando per il Patriot Act, le elezioni stanno diventando in tutto il mondo una farsa; mobilitiamoci per impedire che questo accada anche in Italia. Non possiamo stare a guardare.

Andrea Montella

Risponde Giulietto Chiesa:

Megachip ha già pubblicato (”tre cittadini ricorrono contro la legge elettorale vigente” 18.02.08) la notizia che tre avvocati hanno sollevato di fronte al TAR del Lazio la questione di violazione della Costituzione con riferimento alla legge eletorale in vigore, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla ammissimibilità del referendum abrogativo. La lettera di Andrea Montella è una proposta politica che noi condividiamo. Aprire una battaglia in tutto il Paese, a sostegno di quella iniziativa, moltiplicandola in tutte le sedi, accrescendo il numero delle iniziative giuridiche, e mobilitando dovunque possibile i Comitati per la difesa della Costituzione che hanno sostenuto con successo, pressochè da soli, la battaglia per difendere la nostra Carta repubblicana. Sappiamo bene che ciò non impedirà le elezioni truffa di aprile perchè il tempo è poco e le forze sono sparse. Ma dobbiamo sapere che questa lotta sarà il primo passo di una battaglia che si annuncia durissima e che verrà innescata subito dopo le elezioni dai due vincitori designati in partenza: Berlusconi e Veltroni. E’ bene prepararsi e organizzarsi fin da ora.

Cordiali saluti,

Giulietto Chiesa

28/02/2008 - MegaChip.info


Elezioni politiche fuorilegge

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Le elezioni politiche sono incostituzionali, il loro risultato è nullo. Sono stupefatto che il Presidente della Repubblica non abbia PRIMA dato corso al referendum chiesto dai cittadini e DOPO alle elezioni.
Lo psiconano minacciava la marcia su Roma se le Camere non venivano sciolte? I leghisti imbracciavano i fucili? Napolitano gli mandava l’esercito e la faceva finita. Lo paghiamo perchè prenda decisioni, non per fare la statua al Pincio.
La Costituzione è semplice, scritta bene. Si può discutere, ma la sua interpretazione è chiara. Il primo articolo dice: “La sovranità appartiene al popolo”. Invece deputati e senatori sono eletti dai segretari di partito. Il Parlamento è deciso per quasi l’80% da due persone: Topo Gigio e lo psiconano. E’ il loro Parlamento, veltrusconiano, non italiano. Ma vi rendete conto della colossale presa per il culo di queste elezioni? E’ in corso il grande mercato delle liste elettorali. Un mercato in cui c’è di tutto. Veline e puttane, condannati e prescritti. Ogni giorno una nuova candidatura della società incivile. Con la copertura di qualche precario o sopravvissuto alle stragi sul lavoro. Dopo che la legge 30 non è stata cambiata, dopo che l’indulto ha mandato assolti i colpevoli delle morti bianche. Stessi partiti, stesse facce di cuoio. L’Italia è come Bisanzio prima della caduta. Tutti interpretano, tutti si parano il culo. Tutti hanno ragione, tutti hanno torto… Quando incontrate un politico leggete a voce alta la Costituzione e chiedetegli di rispettarla. Un Parlamento incostituzionale non ha alcuna legittimità. I suoi componenti vadano a giocare alla pallacorda ad Arcore o al Festival del cinema ‘de Roma.

Riporto il ricorso al Tar di tre avvocati contro la legge elettorale.

“Elezioni del 13/14 aprile: ricorso al Tar. La legge elettorale è incostituzionale e viola la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Oggi tre cittadini elettori, gli avvocati Aldo Bozzi, del foro di Milano, Giuseppe Bozzi, del foro di Roma e Giuseppe Porqueddu, del foro di Brescia hanno proposto ricorso al Tar del Lazio, impugnando i decreti del Presidente della Repubblica con i quali sono stati convocati i comizi per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nella parte in cui danno attuazione alle norme della legge Calderoli che appaiono in più stridente contrasto con i diritti fondamentali dei cittadini e le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.
I ricorrenti, sulla scia dei rilievi mossi dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 15 del 2008 (ammissiva del referendum elettorale), chiedono che il Tar sollevi la questione di costituzionalità della legge Calderoli con riferimento a tre punti critici:
1) Le liste bloccate che privano l’elettore della possibilità di scegliere le persone che dovrebbero rappresentarlo in Parlamento
2) L’attribuzione di un premio di maggioranza non subordinato al raggiungimento di alcuna soglia minima
3) L’indicazione sulla scheda elettorale del candidato premier
L’impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti, anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo il principio costituzionale della rappresentativita e della libertà dei parlamentari, che devono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essa inoltre viola la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (articolo 3 del Protocollo I).
L’attribuzione di un premio di maggioranza, svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. Entrambi i sistemi, sia il premio di maggioranza, sia le liste bloccate sono stati adoperati dal fascismo, con la legge Acerbo del 1924 e con la successiva legge del 1928, per espropriare il corpo elettorale della possibilità di compiere delle scelte libere e mortificare il Parlamento.
L’indicazione sulla scheda del capo della coalizione candidato alla carico di premier pregiudica le funzioni e la libertà del Capo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri”.

29/02/2008 - Il Blog di Beppe Grillo


feb 21 2008

1957-2007: Adriano e la Storia

Pubblichiamo questo simpatico ed interessante accostamento/intreccio, anno per anno, tra la Storia e l’impressionante carriera del nostro Adriano Celentano, lunga ben mezzo secolo.
Il tutto ovviamente da aggiornare coi prossimi eventi e i futuri lavori del Molleggiato, vulcano imprevedibile e in piena attività, sempre pieno di idee e ricco di sorprese!

Sottolienamo che il lodevole lavoro è stato svolto dal nostro amico Stefano (alias melino10).


  1. Nasce la Fiat 500.
    Adriano debutta al Palazzo del Ghiaccio.
  2. Viene scoperta Mina, dilettante diciotenne, da Natalino Otto.
    Adriano con la “Music” pubblica i primi 45 giri.
  3. Inizia la commercializzazione della Barbie.
    Adriano incide Il ribelle, prima canzone scritta da lui e raddoppia il successo con Il tuo bacio è come un rock (vende 300.000 copie solo nella prima settimana e vince il Festival d’Ancona).
  4. Muore Fausto Coppi.
    Adriano partecipa al film La dolce vita di Fellini.
  5. Primo concerto dei Beatles nel famoso locale Cavern Club.
    Adriano partecipa al Festival di Sanremo con 24.000 baci arriva secondo.
  6. Esce in edicola il primo numero del fumetto Diabolik.
    Adriano fonda il Clan Celentano.
  7. Il Milan vince per la prima volta la Coppa dei Campioni ed è la prima squadra italiana a riuscirci.
    Adriano canta Grazie prego scusi.
  8. Dagli stabilimenti di Alba in Piemonte esce il primo vasetto di Nutella.
    Adriano rifiuta l’offerta di Frank Sinatra per un tour negli Stati Uniti.
  9. Viene assasinato Malcom X.
    Adriano incide Sono un simpatico.
  10. Primo impianto di cuore artificiale in un organismo umano.
    Adriano viene eliminato dal Festival di Sanremo con Il ragazzo della via Gluck che avrà però un clamoroso successo di vendite diventando così la sua canzone per eccelenza.
  11. Luigi Tenco si spara nella sua stanza d’albergo.
    Adriano incide La coppia più bella del mondo scritta da un giovane avvocato astigiano di nome Paolo Conte.
  12. Il terremoto del belice in Sicilia causa la morte di 370 persone.
    Adriano incide Azzurro.
  13. L’uomo sbarca sulla Luna.
    Adriano incide Storia d’amore.
  14. L’Italia batte la Germania 4 a 3 in qualla che verrà definita la partita di calcio del secolo.
    Adriano vince il Festival di Sanremo con Chi non lavora non fa l’amore.
  15. 5 maggio a Palermo: il procuratore della Repubblica Pietro Scaglione viene ucciso per ordine dei corleonesi di Totò Riina, questo omicidio è il primo della guerra di scoraggiamento allo Stato operata dai corleonesi, che si protrarrà fino a le straggi di Capaci e di via D’Amelio.
    Adriano partecipa a Sanremo con Sotto le lenzuola.
  16. Esce il film Il Padrino.
    Adriano si inventa una lingua tutta sua con Prisencolinensinainciusol.
  17. Martin Cooper effetua la prima telefonata con un telefono cellulare portatile.
    Adriano incide L’unica chance.
  18. Arrestato il boss mafioso Luciano Liggio.
    Adriano: esce Bellissima.
  19. La Fiat sospende la produzione della 500, iniziata nel 1957.
    Adriano pubblica il film Yuppi du.
  20. Corrado inventa Domenica in.
    Adriano affronta tematiche sociali con Svalutation.
  21. Muore a 53 anni Maria Callas.
    Adriano è il primo cantante ad esibirsi in uno stadio per un concerto.
  22. Ultima apparizione televisiva di Mina.
    Adriano incide Ti avrò.
  23. Prendono il via le trasmissioni della terza rete Rai.
    Adriano incide Soli e porta negli stadi dalle 45.000 persone di Torino alle 65.000 di Napoli.
  24. Terremoto dell’Irpinia: 3.000 morti.
    Adriano: esce Un po’ artista un po’ no.
  25. Nevica a Palermo e in Sicilia.
    Adriano canta Deus.
  26. Esce l’album più venduto al mondo, thriller di Michael Jackson con 105 milioni di copie vendute.
    Adriano scala le vette di incassi con il film Bingo bongo e pubblica un libro autobiografico intitolato Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai.
  27. Viene arrestato Tortora per associazione camorristica; tre anni dopo verra’ assolto.
    Adriano incide l’album Atmosfera.
  28. Maradona passa al Napoli.
    Adriano pubblica I miei americani….
  29. Terremoto in Città del Messico: 9.000 vittime.
    Adriano: è l’anno di Joan Lui.
  30. Berlusconi compra il Milan.
    Adriano: esce I miei americani 2.
  31. Il Napoli vince il suo primo Scudetto.
    Adriano cambia il modo di fare televisione con il suo Fantastico 8.
  32. Più di 300 mandati di cattura tra Napoli, Palermo e New York nell’ambito dell’indagine congiunta tra FBI e polizia italiana denominata “Pizza Connection”.
    Adriano dal 1987 al 1990 non produce album comunque esce Antologia 57-87 (6 dischi).
  33. Cade il Muro di Berlino che divideva la città dal 1961.
    Adriano non pubblica nessun disco e nessun film; da ricordare solo la presenza della figlia Rosita al Festival di Sanremo e la canzone di Gigi Sabani La fine del mondo dove viene citato Celentano.
  34. Viene liberato Nelson Mandela dopo 25 anni di carcere.
    Adriano: la figlia Rosalinda partecipa al Festival di Sanremo non riscuotendo molto successo.
  35. Fra l’Italia e l’Austria viene ritrovata la mummia del Similaun, più familiarmente chiamato Otzi, vissuta 5.000 anni fa.
    Adriano vende più di 500.000 copie con l’album Il re degli ignoranti e nello stesso anno è da ricordare la trasmissione Notte Rock, dove si fa intervistare da Enzo Biagi.
  36. 23 maggio, strage di Capaci: sull’autostrada che collega Palermo all’aeroporto di Punta Raisi esplode una carica di tritolo che uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta.
    Adriano va in tv con la sua trasmissione Svalutation, dopo ben 4 anni da Fantastico; lo show andrà in onda in due puntate su Raitre condotte assieme a Bruno Gambarotta.
  37. 14 maggio, Roma: esplode un’autobomba in via Fauro, nel quartiere Parioli, al passaggio di un’auto con a bordo Maurizio Costanzo e Maria De Filippi. Nessuna vittima.
    Adriano: nasce il Fansclub I figli della foca.
  38. 1 maggio: durante il Gran Premio di San Marino di Formula 1 muore in un tragico incidente il pilota brasiliano Ayrton Senna.
    Adriano torna con un album molto particolare: Quel Punto. Il testo dell’omonima canzone è fortemente criticato per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali).
  39. 30 agosto, Stati Uniti: dopo 18 anni viene ripristinata la pena di morte nello Stato di New York.
    Adriano: esce Alla corte del Remix.
  40. Un incendio distrugge il Teatro La Fenice di Venezia.
    Adriano produce l’album Arrivano gli uomini con tanto di videoclip mandato in onda su Raiuno. L’album non supera le 150.000 copie vendute nonostante il battage pubblicitario.
  41. In Italia entra in vigore la Legge sulla privacy.
    Adriano si esibisce davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l’occasione anche dei suoi vecchi brani come: Pregherò, cover dell’americana Stand by me di Ben E. King, Disse e Ciao ragazzi.
  42. 13 ottobre: durante una puntata del programma televisivo Porta a Porta che celebra il ventennale del suo pontificato, Giovanni Paolo II interviene a sorpresa in collegamento telefonico.
    Adriano incide un album con Mina, altra grande cantante e amica di sempre che assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera. Il disco ha un enorme successo con 1.600.000 copie vendute.
  43. Los Angeles: il film La vita è bella di Roberto Benigni è pluripremiato alla 71esima edizione degli Academy Awards con tre Oscar: miglior film straniero, migliore colonna sonora e miglior attore protagonista. Benigni è il primo attore non anglosassone ad essere premiato con la statuetta del migliore attore protagonista.
    Adriano: esce Io non so parlar d’amore che vende oltre 2.000.000 di copie; l’album è considerato una perla da critici e fans.
  44. Va in onda su Canale 5 la prima puntata del nuovo reality show Il Grande Fratello condotto da Daria Bignardi.
    Adriano pubblica Esco di rado e parlo ancora meno, altro grande successo (1.800.000 copie).
  45. Quattro gruppi di terroristi islamici, coordinati tra di loro, dirottano aerei di linea e si dirigono verso quattro obiettivi, colpendone tre: il Pentagono a Washington ed entrambe le Torri Gemelle di New York. Queste ultime implodono dopo meno di un’ora di incendi devastanti. Complessivamente in questi quattro attacchi muoiono più di 3.000 persone. La data dell’11 settembre 2001 verrà ricordata in seguito come quella del più grande attentato terroristico di tutti i tempi.
    Adriano: esce la raccolta Il cuore, la voce.
  46. Ucciso a Cogne (Aosta) il bambino Samuele Lorenzi, di soli 3 anni. Il delitto desta grande clamore e suscita emozione in tutto il paese.
    Adriano: è la volta di Per sempre, il terzo album consecutivo elaborato con il team Mogol-Bella. I dati di vendita sfiorano il milione di copie. L’album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l’anno da tre singoli (Confessa, Mi fa male e Per sempre) che restano in classifica per molto tempo.
  47. 5 giugno: da oggi, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, i cittadini residenti all’estero possono esercitare il diritto di voto per corrispondenza, senza dover rientrare in patria.
    Adriano: esce il cofanetto TRE.
  48. Un terremoto, con conseguente maremoto di proporzioni devastanti (forza pari a 8,9 gradi della scala Richter), con epicentro al largo di Sumatra (Oceano Indiano), sconvolge una vastissima area del Sud-Est Asiatico, dalle coste della Thailandia e dell’Indonesia fino allo Sri Lanka e parte dell’Africa (ad oltre 4.500 km di distanza). L’ondata anomala, generata dal terremoto, si abbatterà per centinaia di metri nell’entroterra e sulle coste, causando oltre 400.000 vittime tra morti e dispersi.
    Adriano: è la volta di C’è sempre un motivo, album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone “Il ragazzo della via Gluck” con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani. È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock fino ad arrivare al jazz.
  49. Muore Papa Giovanni Paolo II.
    Adriano va in onda su Raiuno col contestatissimo show televisivo Rockpolitik. Lo show segna record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate. Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2° puntata con oltre 16 milioni di spettatori.
  50. 9 luglio: l’Italia vince in Germania, per la quarta volta, la Coppa del Mondo di calcio battendo la Francia 5-3 ai rigori, dopo l’uno pari dei supplementari. Decisivo il rigore di Fabio Grosso.
    Adriano lancia una mega raccolta (cofanetto di tre cd) che raccoglie 42 canzoni dal 1957 ad oggi. Nella raccolta è presente anche l’inedito duetto con Paul Anka nel rifacimento della canzone Diana, diventata ora Oh Diana con testo in italiano di Mogol e dello stesso Celentano.
  51. In occasione del derby calcistico Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie che porta alla morte dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.
    Adriano pubblica Dormi amore, la situazione non è buona, compie 70 anni e 50 di carriera.
  52. ? (continua…)

Andrea


feb 9 2008

Il 6 gennaio di 70 anni fa nasceva Adriano Celentano. Ha venduto 180 milioni di dischi

“«Il ragazzo della Via Gluck», presentato al festival di San Remo del 1966, non riesce a qualificarsi per la serata finale. Avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad Azzurro) la sua canzone per eccellenza”

In occasione del suo settantesimo compleanno, abbiamo deciso di pubblicare la bibliografia del «Molleggiato», estratta perlopiù da Wikipedia, che gli dedica qualcosa come quindici cartelle di testo e tutta la produzione artistica.
Uno dei meriti maggiori che gli viene riconosciuto è quello di essere stato uno dei primi musicisti italiani a capire che qualcosa, nel mondo della musica e del costume, stava cambiando.
Erano gli anni in cui dall’America, sull’onda del boogie-woogie imperante dell’immediato dopoguerra, arrivava un nuovo tipo di musica, sfrenata e di grande appeal soprattutto per i giovani di allora. Celentano capisce che quella è la sua musica.
Ma il suo successo è dovuto anche a un altro aspetto, oggettivo. Anche coloro che condividono poco o nulla del pensiero di Celentano, lo considerano uno dei più grandi musicisti di musica leggera del mondo per la semplice ragione che da sempre ne amano i suoi pezzi.

Adriano nasce a Milano il 6 gennaio 1938, al numero 14 di via Gluck. I suoi genitori sono pugliesi di Foggia, trasferitisi al nord per lavoro. A Milano Adriano trascorre l’infanzia e l’adolescenza, trasferendosi con la famiglia nel 1951 in via Correnti; lasciata la scuola dell’obbligo, svolge diversi lavori, l’ultimo e il più amato è quello di orologiaio che tutt’ora nel tempo libero si diletta a proseguire.

Nello stesso periodo inizia ad interessarsi di musica, in particolare del rock ‘n roll, che, come molti altri giovani italiani, inizia a conoscere nel 1955 con l’arrivo in Italia del film Blackboard Jungle. Nella colonna sonora c’è una canzone intitolata «Rock around the clock», cantata da un cantante sconosciuto in Italia, Bill Haley, accompagnato dal suo complesso, i Comets, e Celentano (come altri giovani) rimane folgorato, decidendo di voler anche lui diventare un cantante rock.

Forma di lì a poco un gruppo, i Rock Boys, costituito da quattro suoi amici, i tre fratelli Ratti alla batteria, al basso e alla chitarra (Marco, il bassista, diventerà in seguito un celebre contrabbassista jazz, oltre che musicista con Ivan Della Mea) e Ico Cerutti (torinese trasferito da poco a Milano con la famiglia) alla seconda chitarra. È con questa formazione che, dopo aver preparato alcuni brani di rock ‘n roll americani (cui Celentano, non sapendo l’inglese, cambia le parole), i Rock Boys debuttano nel 1956 all’Ancora, locale di Milano, per poi passare in breve tempo al Santa Tecla, molto più noto, ma continuando anche ad esibirsi in altri teatri di Milano.

In uno di questi, il teatro Smeraldo, alla fine del 1956, Celentano e i Rock Boys conoscono un complesso di rock’n'roll che arriva da Roma. Sono un gruppo di fratelli guidati dal più giovane, il quindicenne Antonio Ciacci, ed uno di essi, il chitarrista Enrico, si mette in evidenza come il più dotato di tecnica musicale (anni dopo, Celentano ritroverà Antonio, diventato nel frattempo Little Tony).

Intanto si è aggiunto ai Rock Boys il pianista Enzo Jannacci proveniente dai Rocky Mountains (il gruppo che accompagna Tony Dallara) e che è stato presentato a Celentano da Pino Sacchetti, sassofonista amico di Jannacci. In questi primi spettacoli Celentano mischia alle canzoni intermezzi di cabaret (con l’imitazione di Jerry Lewis) e di ballo. Lascia ai musicisti lo spazio per suonare, mentre lui balla in maniera dinoccolata e snodata.

Celentano conosce anche un ballerino, Alberto Longoni, che si esibisce con il nome d’arte di Torquato il Molleggiato (anni dopo diventerà famoso come Jack La Cayenne), e spesso lo porta con il gruppo durante le esibizioni: un giorno, annunciato in cartellone, Longoni non si presenta ad una serata perché bloccato dalla Polizia, e Celentano balla al suo posto, diventando lui Il Molleggiato.

Il coreografo e ballerino Bruno Dossena (che morirà tragicamente in un incidente stradale l’anno dopo) ha l’idea di organizzare un festival del rock ‘ roll italiano a Milano (lo chiama «Primo Festival», anche se in realtà quella sarà l’unica edizione). Si tiene il 18 maggio del 1957 al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi e vi partecipano molti gruppi, per lo più milanesi, tra i quali ricordiamo Tony Renis, Betty Curtis, Tony Dallara e i Rocky Mountains, Clem Sacco, Giorgio Gaber, Guidone e Little Tony and his brothers; ognuno di essi ha alcuni minuti a disposizione, per presentare tre o quattro canzoni (molto brevi, raramente raggiungono i due minuti di durata).

È lo stesso Dossena che nei giorni precedenti, invita Celentano a partecipare con il suo gruppo.
A proposito di questa esibizione, sono nate alcune leggende metropolitane, forse per la cattiva memoria di alcuni protagonisti, che vanno smentite. La prima è che tra i Rock Boys ci fosse anche Luigi Tenco al sax, perché Tenco, in quel periodo è ancora a Genova, dove suona nel «Modern Jazz Group di Mario De Sancita». Solo nel 1958 Tenco si trasferirà a Milano, dove conoscerà Gaber e dove formerà «I Cavalieri».

La seconda è che Gaber si fosse esibito suonando nel gruppo di Celentano (mentre invece si esibì per conto suo come solista, ed entrò solo in seguito nei Rock Boys). La terza, legata alle precedenti, è che gli autori del testo di una delle canzoni cantate da Celentano, Ciao ti dirò, siano lo stesso Tenco e Gaber: anche questo non è possibile per i motivi scritti prima, ed inoltre lo stesso autore della musica, Gian Franco Reverberi, ha sempre affermato che il testo fosse di Giorgio Calabrese, che a sua volta ha polemizzato spesso su questo argomento con lo stesso Gaber.

Comunque, cantando tra le altre anche questa canzone, Celentano vince il 1° festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano. Tra il pubblico è presente il discografico Walter Guertler, che gli propone un contratto discografico per una delle sue etichette, la Music, che infatti pubblicherà nella primavera del 1958 le prime incisioni di Cementano. Tutte cover di brani di rock ‘n roll americani usciti su quattro 45 giri (e raccolti in due extended playing) di scarso successo, al punto da diventare delle vere e proprie rarità discografiche.
I giornali del giorno dopo parlavano della vittoria di Cementano. La Notte del 19 maggio 1957, riportando la cronaca di presunti incidenti avvenuti al Palaghiaccio, intitolava «Palazzo del Ghiaccio devastato dal nuovo divo del rock’n'roll», mentre sul Corriere della Sera Giorgio Bocca scrisse un articolo molto duro contro la nuova moda giovanile importata dall’America.

Nel frattempo, subito dopo la vittoria, vi sono state due defezioni nei Rock Boys. Ico Cerutti lascia il gruppo per dedicarsi al jazz (entra infatti nell’orchestra di Franco Cerri con Renato Sellani, e ritornerà in contatto con Celentano anni dopo quando si dedicherà alla carriera di cantante), ed uno dei fratelli Ratti, il batterista, si ritira dalla musica; i due vengono sostituiti dal batterista Flavio Carraresi (fiorentino, anche lui di formazione jazz) e da Gaber, portato nel gruppo dall’amico Jannacci.

Ma il 1957 è un anno importante per Celentano anche per un altro motivo. Conosce infatti Miki Del Prete, che negli anni diventerà uno dei suoi più preziosi collaboratori, nonché spesso autore di testi. Del Prete è pugliese come Celentano, figlio del calciatore del Bari Mario Del Prete, e si è trasferito in Lombardia quando il padre è stato ceduto al Como. Amico di Dossena, è anche lui un ballerino di rock ‘n roll, e l’amicizia tra Del Prete e Celentano nasce quando Miki riesce ad organizzare due settimane di ingaggio per il vincitore del Festival del Rock ‘n Roll italiano nell’estate del 1957, una al Morgana di Sanremo ed una al Muretto di Alassio. Celentano e i Rock Boys cantano gratis, in cambio di due settimane di villeggiatura pagata, e da quel momento nasce l’amicizia tra i due tutt’ora reciproca.

Nel 1958 la Music pubblica i primi 45 giri di Celentano. Per il momento Guertler preferisce che il cantante incida cover di rock ‘n roll americani (Rip it up, Jailhouse rock, Tutti frutti e Blueberry hill tra gli altri), tralasciando le sue compo-sizioni in italiano. Ma, visto il successo pressoché nullo di questi quattro 45 giri, Guertler decide di dirottare il cantante alla sua nuova etichetta, la Jolly, e di consentirgli di incidere anche brani in italiano. I primi (Buonasera signorina e La febbre dell’hoola hop) sono inseriti come lati B di brani ancora in inglese, ma finalmente nel gennaio del 1959 viene pubblicata Ciao ti dirò, la canzone con cui ha vinto il festival del rock’n'roll italiano (ormai due anni prima); da ricordare che a novembre del 1958 la canzone è già stata pubblicata dalla Dischi Ricordi nell’interpretazione di Giorgio Gaber, e che presto seguiranno altre incisioni da parte di Ricky Gianco, Guidone ed altri interpreti.

Il disco che però riscuote successo è il seguente, Il ribelle, che è anche il primo brano pubblicato scritto da Celentano (per la musica); successo replicato nell’estate da Il tuo bacio è come un rock, brano con cui il 13 luglio 1959 Celentano vince il Festival di Ancona e che vende, nella prima settimana, ben 300.000 copie (come riportano i dati di Musica e dischi di quell’anno).

In questo disco suona, per l’ultima volta, la chitarra ritmica Giorgio Gaber. Infatti sia per la sua attività da solista che per quella in duo con Jannacci (i due hanno iniziato ad incidere insieme con lo pseudonimo I Due Corsari) Gaber dedide di abbandonare i Rock Boys, imitato sia dal batterista Carraresi che dai due fratelli Ratti (i tre si dedicheranno al jazz, ma Carraresi avrà anche una certa fortuna negli anni sessanta come cantante e, in seguito, come autore di sigle di cartoni animati giapponesi).
Celentano (che, comunque, in sala di registrazione spesso si affida ai musicisti della Jolly) deve quindi trovare un nuovo gruppo di accompagnamento per i concerti: ingaggia quindi un giovane batterista mantovano, Gianni Dall’Aglio (soprannominato Cocaina perché i genitori gestiscono una drogheria), che suona negli Original Quartet, e con Jannacci alle tastiere, suo nipote Gino Santercole alla chitarra e Domenico Pasquadibisceglie detto Dino al basso e Giorgio Benacchio (nei dischi dell’epoca a volte il cognome è scritto Bennacchio) alla seconda chitarra forma I Ribelli.

Il debutto con il nuovo gruppo avviene a metà settembre, al Festival dell’Avanti al parco Ravizza di Milano, dove viene proposto il nuovo singolo Teddy girl (il cui testo è di un altro personaggio fondamentale per la storia di Celentano, Luciano Beretta). Il pubblico apprezza i nuovi musicisti, in particolar modo il batterista bambino (che anticipa di un decennio Michael Shrieve).
L’attività musicale ha però uno stop forzato di un mese: il 22 settembre infatti Celentano ha un incidente automobilistico, alle due di notte, dopo essersi esibito in un locale a Rivarolo Re: è in compagnia della fidanzata Milena Cantù, del padre di lei Eugenio Cantù e di sua nipote Evelina Santercole quando, a Casalmaggiore, la macchina sbanda e finisce in un fossato. Celentano subisce una contusione toracica e una frattura di una costola e i medici gli prescrivono un mese di riposo.
Nello stesso anno si ha la prima collaborazione tra Celentano e Mina. La Tigre di Cremona incide infatti un 45 giri con la canzone Vorrei sapere perché, un rock ‘n roll scritto per lei dal Molleggiato (con il testo della stessa coppia di Il tuo bacio è come un rock, cioè Piero Vivarelli e Lucio Fulci).
Infine, sempre nel 1959, Celentano gira il primo film di successo, I ragazzi del juke-box con la regia di Lucio Fulci (l’anno precedente ha fatto una prima apparizione in I frenetici): il titolo è quello della canzone sul retro di Il tuo bacio è come un rock, e tra gli interpreti di quello che è, a tutti gli effetti, un musicarello ante-litteram, sono da ricordare Fred Buscaglione, Betty Curtis e Tony Dallara.

Finalmente, alla fine di marzo del 1960, dopo due anni di contratto, Guertler decide di pubblicare il primo 33 giri di Celentano, intitolato Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra: il disco racchiude alcuni brani già pubblicati su 45 giri (come Il tuo bacio è come un rock), e gli unici due inediti, Personality e Il mondo gira, sono pubblicati su singolo contemporaneamente.
Dello stesso periodo è anche un disco inciso in coppia con la cantante Anita Traversi, contenente le canzoni Piccola e Ritorna lo shimmy. Il 1960 è anche l’anno della partecipazione al film La dolce vita di Federico Fellini, che chiede al Molleggiato di interpretare una sua canzone in una scena ambientata in un locale romano. Adriano, con i Ribelli, canta Ready Teddy, e la sua interpretazione viene apprezzata in modo particolare dal regista.

Il 30 novembre viene pubblicato Furore, il secondo album di Celentano, che contiene due inediti che non verranno stampati su 45 giri, se non quando l’artista abbandonerà la Jolly (Serafino campanaro, noto anche nell’interpretazione di Mina, e Hei Stella, inciso anche da I Due Corsari).
Poche settimane l’uscita del disco, Celentano deve partire per il servizio militare: il CAR lo effettua a Casale Monferrato, dopodiché viene mandato a Torino, dove tra i suoi commilitoni c’è un giovane tastierista, Mariano Detto, con cui lega particolarmente (e che coinvolgerà, terminata la naja, nella sua attività musicale). A febbraio del 1961 Celentano deve partecipare al Festival di Sanremo, ma è militare: c’è bisogno di una dispensa speciale, che viene firmata dall’allora ministro della difesa, Giulio Andreotti.

Al festival Adriano ritrova il vecchio amico Little Tony, ed è in coppia con lui che presenta Ventiquattromila baci (canzone che, come Il tuo bacio è come un rock, è stata scritta da Pietro Vivarelli e Lucio Fulci su una musica di Celentano). Adriano scandalizza il pubblico voltandogli le spalle e girandosi solo dopo il cambio di tempo dell’orchestra, ma la sua «Ventiquattromila baci» arriva seconda (vince Al di là, cantata da Luciano Tajoli e Betty Curtis), pur vendendo nelle settimane successive mezzo milione di copie.
Altro successo di quell’anno è «Nata per me» presentata a Canzonissima 1961 ove si classifica al secondo posto (dopo «Bambina bambina» di Tony Dallara), canzone con cui Celentano si allontana dal rock per accostarsi ad un filone più melodico. Nel frattempo, a maggio, ha vinto il premio La Stella d’Oro, che dovrebbe ritirare (insieme a Claudio Villa), ma proprio in quel periodo viene condannato a cinque giorni di cella di rigore per «libera uscita arbitraria».
È questo il titolo di una canzone di Giorgio Gaber del 1968, dove il cantautore descrive, in maniera ironica, la fine ingloriosa (tra avvocati e citazioni in tribunale) dell’esperienza del Clan, una delle idee di Celentano che, passando poi dalla fase progettuale alla messa in pratica, si sono rivelate difficili da realizzare.

Il Clan Celentano nasce dall’esigenza di liberarsi dalle imposizioni che la Jolly fa al cantante, da un lato continuando a pubblicare 45 giri, a volte riciclando le stesse canzoni (nel 1962, ad esempio, stampano nuovamente 24000 baci con sul retro Il tuo bacio è come un rock) o impedendogli di usare i musicisti con cui suona abitualmente dal vivo nei dischi. Confrontandosi con Ricky Gianco (che vive problemi analoghi alla Ricordi) e con altri amici come Memo Dittongo, Beretta e Del Prete, finalmente Celentano decide di creare una nuova etichetta discografica, che coinvolga i suoi amici musicisti e che scopra anche nuovi talenti, ispirandosi in una certa misura al Rat Pack di Frank Sinatra.

Il primo maggio 1962 viene pubblicata «Stai lontana da me» (musica di Bacharach, testo di Mogol), canzone con cui nasce ufficialmente il Clan Celentano, e con cui Celentano partecipa al Cantagiro; in questa manifestazione, pur in testa, si ritira a causa di un presunto incidente al piede e salta alcune tappe ma, nonostante ciò, vince ugualmente, e la vittoria contribuisce al successo del 45 giri (disco tris che contiene anche Sei rimasta sola e Amami baciami), che vende un milione e trecentomila copie.
Il Clan è molto più di una casa discografica: è una sorta di comune artistica in cui Celentano, che in quel periodo vende centinaia di migliaia di copie per ogni 45 giri, riunisce parenti (come il nipote Gino Santercole o la fidanzata dell’epoca Milena Cantù) e vecchi amici come Ricky Gianco, Miki Del Prete, Luciano Beretta, i Ribelli, Detto Mariano.

Contemporaneamente si dedica alla ricerca di nuovi talenti. Ricontatta il vecchio amico e compagno nei Rock Boys, Ico Cerruti, che incide alcuni 45 giri, chiama il suo amico conosciuto durante il servizio militare, Detto Mariano, come arrangiatore ufficiale, e mette sotto contratto giovani sconosciuti come Don Backy, Pilade, Natale Massara, Ugolino; spesso questi artisti vengono fatti incidere con pseudonimi (Don Backy si chiama in realtà Aldo Caponi, Pilade è Lorenzo Pilat, Ugolino si chiama Guido Lamberti), e anche Gianco, finché incideva per la Ricordi, usava il suo vero cognome (Ricky Sanna).
La Jolly non accetta però la decisione di Celentano, e se da un lato lo denuncia per inadempienze contrattuali e rottura del contratto stesso (chiedendogli un risarcimento di 495 milioni di lire, poiché il contratto sarebbe scaduto il 30 aprile del 1962), da un altro continua a pubblicare su 45 giri canzoni che l’artista aveva registrato ma che erano rimaste inedite, facendo così concorrenza alle pubblicazioni del Clan. Così, pochi giorni prima di «Stai lontana da me» viene pubblicato «Veleno» un 45 giri con etichetta Caramba (lo stesso nome che Celentano voleva dare alla sua casa discografica) seguito da «Si è spento il sole», brano sullo stile di Frankie Laine che riscuote un buon successo, tra «Pregherò» e «Il tangaccio» la Jolly diffonde nei negozi «A New Orleans», e stampa e distribuisce addirittura un LP con alcuni 45 giri e qualche inedito.
La causa con la Jolly terminerà solo nel marzo del 1965, con la vittoria del Molleggiato che verrà quindi assolto dall’accusa e non dovrà pagare alcuna penale. L’esperienza del Clan dura però appena sei anni, uccisa dagli atteggiamenti dispotici del leader, da infiniti problemi contrattuali e anche dalle ambizioni di successo personale dei singoli artisti: in alcuni casi come Ricky Gianco o i Ribelli il distacco è indolore, mentre in altri si accompagna a processi e sentenze, ed è questo il caso di Don Backy. Da questo momento il Clan di fatto (tranne pochissime eccezioni) si limita a distribuire i dischi di Celentano.

Anche durante il periodo del Clan i successi continuano. Nel 1962 vince il Cantagiro con «Stai lontana da me», seguita dall’incisione di «Pregherò» (versione italiana di Stand by me di Ben E. King, ma stranamente firmata da Gianco e Don Backy). È il suo primo testo che affronta tematiche religiose, che presto diventeranno una consuetudine (nel giro di 3 anni incide Ciao ragazzi e Chi era lui).
Nello stesso anno, in ottobre, Celentano suona per una settimana intera all’Olympia di Parigi. Si reca nella capitale francese con «I Ribelli» in treno, per la sua nota paura di volare (che nel 1964 gli farà rifiutare la proposta di un tour negli Stati Uniti fattagli da Frank Sinatra per lanciare un 45 giri con «Il tangaccio» e «Sabato triste»); torna nuovamente all’Olympia nel maggio dell’anno successivo.

Il 1963 è l’anno di «Grazie, prego, scusi» e di «Sabato triste». Il 1964 invece di «Il problema più importante» e il 1965 di «Sono un simpatico», tutte canzoni diventate dei classici.
Nel 1966, dopo cinque anni, Celentano decide di tornare al Festival di Sanremo. La canzone, Il ragazzo della via Gluck, presentata in coppia con Il Trio del Clan (composto da Pilade, Cerutti e Santercole), si classifica agli ultimi posti, non riuscendo a qualificarsi per la serata finale. Avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad «Azzurro») la sua canzone per eccellenza, anche per il testo di Del Prete e Beretta, che racconta molti particolari dell’infanzia e dell’adolescenza di Celentano, e affrontando per la prima volta il tema dell’ecologia e della speculazione edilizia, che da qui in avanti diventerà uno degli argomenti cardine del cantante.
Il ragazzo della via Gluck suscitò l’interesse di Pier Paolo Pasolini che progettò di trarre un film dal racconto della canzone, per sviluppare l’aspetto della civiltà urbana che stava distruggendo la cultura contadina. Il regista e Celentano (che doveva recitare ovviamente da protagonista nel film) si incontrarono spesso; il progetto, però, non andò in porto.
Mondo in mi 7a, di pochi mesi successiva, continua questo filone a metà tra la protesta e la predica: scagliandosi contro i vari mali del secolo (tra cui un profetico, per i tempi, C’è persino corruzione dove c’è lo sport), Celentano ha qui l’idea di abbinare al testo di Mogol, Beretta e Del Prete una melodia basata su un giro armonico costituito da un solo accordo, appunto il mi 7a: l’effetto è senza dubbio particolare, e l’abilità di Detto Mariano nel creare l’arrangiamento fa di questa canzone un altro evergreen.

Nel frattempo è entrato nel Clan come autore (presentato da Roby Matano de I Campioni) un giovane avvocato astigiano, Paolo Conte: il suo debutto per Celentano si ha nel 1966 con la canzone inserita come retro di «Il ragazzo della via Gluck», intitolata «Chi era Lui» (il testo di Mogol e Del Prete parla di Gesù), con le tipiche atmosfere pianistiche che in seguito identificheranno le canzoni di Conte.
L’avvocato scrive poi (in collaborazione con il maestro Michele Virano, suo concittadino) le musiche dei due successi degli anni successivi. Il primo è «La coppia più bella del mondo» del 1967, dove il testo di Beretta e Del Prete elogia il matrimonio e la vita di coppia con gli ormai consueti toni predicatori (che si attirano le accuse di antidivorzismo), mentre la musica si trasforma da un’introduzione lenta ad un valzerone da balera.
Il secondo brano, del 1968, è «Azzurro». Qui la musica, non definibile (non è un rock, non è un lento, non è una ballata, non è un liscio) e senza dubbio originale, si abbina ad un testo che Vito Pallavicini pare aver scritto su misura per Celentano, in quanto racchiude tutte le sue tematiche (dall’amore all’ecologia alla religione) unite dalla cornice del celebre ritornello.

Una canzone che ha avuto un’infinità di versioni, tra cui forse la più strana è quella contenuta nel divertentissimo (e censuratissimo) film di Renzo Arbore del 1980, «Il Pap’occhio», dove un fantomatico coro, la Premiata Fabbrica Il Pernacchio, la esegue a bocca chiusa con svariati pernacchi nei momenti più topici della melodia.

Il 45 giri che la contiene è uno dei rari casi in cui anche la canzone sul lato B è famosissima: si tratta di «Una carezza in un pugno», una musica scritta da Santercole per lo zio, con un testo d’amore di Beretta e Del Prete noto anche per un clamoroso errore grammaticale (Ma non vorrei che tu/ a mezzanotte e tre/ stai già pensando a un altro uomo…). Il 1969 è anche l’anno di «Storia d’amore», una bella e celebre canzone d’amore con un finale contenente un lungo assolo di fisarmonica, suonata da Nando De Luca)

Il tono da predicatore ritorna in «Tre passi avanti», «Torno sui miei passi» e, soprattutto, in «Chi non lavora non fa l’amore» (prima classificata al Festival di Sanremo 1970) che, pur portandolo costantemente in testa alle classifiche, lo rendono insopportabile a parte del pubblico dei giovanissimi (sono gli anni della contestazione giovanile) che lo bollano come reazionario e sorpassato (queste le accuse dei giornali giovanili di quel periodo, come Ciao amici o Big).
In particolare la canzone presentata al Festival viene vista come un inno al crumiraggio anche se, analizzando il testo della canzone, si può notare come il protagonista della canzone rivolgendosi al padrone gli faccia presente il disagio che si vive in famiglia a causa dei problemi salariali; ma le polemiche ebbero la meglio sulle analisi. Celentano però non se ne cura e ai successi in ambito musicale inizia ad affiancare quelli in ambito cinematografico.

Celentano però ha la capacità di saper ben coniugare musica e cinema. L’esordio è con i musicarelli tra la fine degli anni cinquanta e i primi sessanta e diverse micro-partecipazioni ad altre pellicole (da ricordare quella nel film con Totò Il monaco di Monza insieme a Don Backy, con il quale canta La carità) tra cui la già ricordata La dolce vita di Federico Fellini del 1960. La svolta si ebbe con Serafino di Pietro Germi del 1968 in cui interpreta la parte di un pastore, Serafino Fiorì, che deve affrontare una dura lotta con i parenti per questioni di eredità; grande successo riscuote il 45 giri con la canzone tratta dal film, La storia di Serafino.
La sua prima regia fu Super rapina a Milano di quattro anni prima, in cui troviamo quasi tutti i suoi amici del Clan; un film che narra di una banda di rapinatori che a seguito di un furto fuggono vestiti da frati con la quale poi si scontreranno. Del 1974 è invece Yuppi Du che Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce: anche in questo caso la canzone che prende il titolo dal film, scritta dal solo Celentano, è un successo.
Il film a detta anche di molti critici è forse il miglior film di Celentano per lo stile registico molto inusuale e in un certo senso rivoluzionario. Non esiste in videocassetta. Nel 1978 è la volta della 3° regia: Geppo il folle è un musical in cui Celentano interpreta un cantante di successo mondiale che ha un sogno: quello di incontrare Barbra Streisand, ma purtroppo non conosce l’inglese. Anche questo film non è mai uscito in vhs.

Abbandonate (essenzialmente per questioni economiche) le manie di onnipotenza, dal 1975 al 1980 interpreta ben 12 film anche di notevole successo, conoscendo un solo flop nel 1985 con l’eccessivamente mistico «Joan Lui», un film memorabile di questi anni, un musical scritto, diretto, sceneggiato, montato, musicato ed interpretato da Adriano. Il film costò ben 20 miliardi di vecchie lire e richiese una lavorazione lunga otto mesi.
Non ebbe grande successo di pubblico e venne anche considerato da diversi critici, spesso in modo pretestuoso, come una delle opere meno riuscite del cinema italiano. Nelle sale italiane rimase per sole 2 settimane (incassando 5 miliardi). Fu poi ritirato dallo stesso Celentano che si risentì per le critiche e per i tagli ricevuti. Al contrario, in Russia, il film fu considerato un vero kolossal. Adriano riuscì persino a vincere la sua storica paura per l’aereo per andare a pubblicizzarlo a Mosca e per essere premiato in occasione di un suo concerto nella capitale russa. Il film si presentava forse come un’opera troppo in anticipo sui tempi, ma i contenuti, rivisti al giorno d’oggi, appaiono più che mai validi.

Claudia Mori, nome d’arte di Claudia Moroni, attrice e cantante romana, incontra Celentano sul set di Uno strano tipo; e da quel momento i due formano una coppia ancor oggi indissolubile. Nel 1964 si sposano in gran segreto di notte, nella chiesa di San Francesco a Grosseto. Dal matrimonio nascono tre figli: Rosita nel 1965, Giacomo nel 1966, Rosalinda nel 1968.
Nella prima metà degli anni ottanta il matrimonio attraversa un periodo di crisi: per qualche anno i due vivono separati e si mormorano notizie di divorzio imminente. Nel 1985 i due si ritrovano proprio sul set di Joan Lui e la crisi sembra ormai acqua passata.
Dal 1991 Claudia Mori è amministratore delegato della casa discografica di famiglia, la Clan Celentano srl. Ricordiamo alcuni suoi successi discografici come «Non succederà più», «Stringimi a te», «La coppia più bella del mondo» (duetti con il marito), «Non guardarmi», «Quello che ti dico», «30 donne del West», «Buona sera dottore», «Un’altra volta chiudi la porta», «Che scherzo mi fai».
Parteciperà in numerosi film del marito ma dal 1994 si dedicherà completamente all’amministrazione del Clan.

In ambito musicale, i primi anni settanta vedono Adriano quasi costantemente in classifica con brani come Viola (che anni dopo verrà interpretata in duetto con Ivano Fossati) «Sotto le lenzuola» (ultima canzone con il quale partecipa al Festival di San Remo nel 1971), e «Er più», scritta da Carlo Rustichelli e contenuta nella colonna sonora dell’omonimo film.

Il 1972 è l’anno di un nuovo successo ecologista, «Un albero di trenta piani», in cui Celentano attacca la speculazione edilizia e l’inquinamento, prendendosela in particolare, nel finale della canzone, con il grattacielo Pirelli di Milano (che ha, appunto, trenta piani). Tradotta in spagnolo con il titolo «Un arbòl de 30 pisos» (sul retro vi è Ready teddy) ottiene molto successo anche sul mercato iberico e latinoamericano.

La canzone è contenuta in un LP, «I mali del secolo», dove ogni traccia affronta un problema sociale (dalla droga alla crisi della famiglia); al disco collabora come corista Giuni Russo.
Ma è con Prisencolinensinainciusol, pubblicato il 3 novembre del 1972, uno stranissimo brano in lingua «celentanesca», cantato con suoni sconclusionati pseudo-inglesi che conquista un primato mondiale. La canzone, infatti (considerata da Celentano il primo rap italiano, il «seme del rap», come ha definito la canzone in un rifacimento del 1994), entra in classifica negli Stati Uniti (al settantesimo posto) prima che in Italia, cosa più unica che rara per un cantante italiano.
Celentano motiva il testo della canzone sostenendo che «avendo appena inciso un album di canzoni che volevano dire qualcosa, avevo voglia di fare qualcosa che non volesse dire nulla».
In Italia il successo non arriva subito, ci vorrà del tempo, quando la canzone diventerà sigla del programma radiofonico Gran Varietà riscontrerà un enorme successo anche in Italia. Prisencolinensinainciusol è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Manu Chao e Piero Pelù.

Nel 1973 Celentano annuncia la sua partecipazione al Festival di Sanremo, con il brano «L’unica chance» (canzone che anticipa di 30 anni i dibattiti sui cibi transgenici): ma all’ultimo momento il cantante accusa una gastrite (secondo la versione ufficiale) e dà forfait, ma nel telegramma che spedisce agli organizzatori aggiunge anche che forse a fargli venire la gastrite è stato il modo in cui sono stati trattati alcuni cantanti popolari esclusi dalla gara, e conclude il telegramma scusandosi se questo festival sarà più pallido del solito per la mancanza della sua presenza.
Il brano musicalmente è un rock-blues, ma riscuote meno successo di altri, al contrario del 45 giri del 1974, «Bellissima» che, come si deduce dal testo, è una canzone d’amore. Torna alle tematiche sociali nel 1976 con «Svalutation», analisi della situazione italiana dell’epoca (sono gli anni dell’austerity e della nascita del terrorismo) a tempo di rock, con la chitarra di Santercole in evidenza. La canzone è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Piero Pelù.

Il 1977 è l’anno del ritorno di Celentano in tour, dopo sei anni dall’ultima serie di concerti, per sette date negli stadi (primo in Italia a usarli a tale scopo), di cui una, quella allo stadio Manuzzi di Cesena, viene registrata per un disco dal vivo che esce solo due anni dopo.
Dopo altri successi, «Ti avrò» nel 1978 e «Soli» nel 1979 (quest’ultima con la musica scritta da Toto Cutugno, l’inizio di successive collaborazioni), con l’occasione dell’uscita del disco dal vivo effettua nuovamente un tour negli stadi, a soli due anni di distanza dal precedente, in cui batte alcuni record di presenza (45.000 persone al Comunale di Torino, 65.000 al San Paolo di Napoli e 50.000 allo stadio di Rimini).
Alla fine del decennio però, come Mina, anche Celentano decide di chiudere con i concerti. Fino al 1994 (anno del tour europeo) non effettuerà più tournée.

Nel 1982 pubblica un libro autobiografico con la collaborazione di Maria Ripa di Meana «Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai». Celentano continua ad incidere regolarmente pur essendo sempre più impegnato con il cinema (scala le vette di incassi con film come Bingo Bongo, Il bisbetico domato, Asso).
Incide due album-cover («I miei americani…» e «I miei americani 2») in cui ripropone in versione italiana canzoni ultra famose americane come «Susanna», «Questo vecchio pazzo mondo» (Eve of distruction), «Il contadino» (Hold on, I’m coming), «Sei nel mio destino» (You are my destiny) e tante altre. I due album riscuotono un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute a testa.

In tv Celentano si renderà protagonista per il suo «Fantastico 8», dando il suo tocco personale al programma-culto della Rai che si occupava della Lotteria. Il programma è accompagnato dall’album La pubblica ottusità. Tra una frecciata e l’altra e le famigerate «pause» (volute, o dovute a un’amnesia?) spazza via tutti i record di audience. Memorabile il suo monologo contro la caccia in cui si definisce «Figlio della foca» (nome di un futuro fans club ufficiale del cantante, ma chiuso tempo dopo) e nel quale invita gli spettatori a scrivere sulle schede referendarie quella frase, non sapendo che così le schede si sarebbero annullate.
Per questo motivo verrà processato e successivamente assolto.

Dal 1987 al 1990 Adriano non produce album. Nel 1992 è nelle sale quello che poi sarà il suo ultimo film (Jackpot) e che risulterà un flop memorabile, criticato persino dallo stesso Celentano (da notare come nel suo sito ufficiale, alla voce «filmografia» questo film non appaia).
Nel 1991 torna con un album intitolato «Il re degli ignoranti» insieme ad un omonimo libro. L’album riscuote un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute ma non è tra i più ricordati del cantante. Nello stesso anno conduce una serata su RaiUno, «Notte Rock», dove si sottopone alle domande del pubblico e di Enzo Biagi.

Nel 1992 è in tv con una sua trasmissione dopo 4 anni da «Fantastico» con «Svalutation», andata in onda in due puntate su Rai 3 e condotta assieme a Bruno Gambarotta.
Nel 1994 torna con un album molto particolare «Quel Punto». Il testo dell’omonima canzone è fortemente criticato per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali). L’album viene ritirato dal mercato per problemi di copyright dopo poche settimane.
Il 1994 è tuttavia anche l’anno del suo ritorno al live. Parte un tour europeo con tappa a Berlino che riscuote un discreto successo e con esso anche polemiche, alcune a dir poco gratuite. Sarà l’ultimo tour, a tutt’oggi, di Celentano.

Nel 1996 produce l’album «Arrivano gli uomini» con tanto di videoclip mandato in onda su Rai Uno. L’album non supera le 150.000 copie vendute. Questo nuovo modo di fare musica è artisticamente valido (sia per la melodia, sia per i testi che affrontano temi quotidiani) ma evidentemente molto impopolare.
Nel 1997 Celentano si esibisce davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l’occasione anche dei suoi vecchi brani come: Pregherò, cover dell’americana Stand by me di Ben E. King, «Disse» e «Ciao ragazzi».
Nel 1998, mentre prepara il suo ritorno in tv, le sue sorti discografiche sempre più in calo cambiano radicalmente. Incide infatti un album con Mina, altra grande cantante e amica di sempre, che assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera: il disco non è esaltante, a detta di molti critici, ma ha un enorme successo con 1.600.000 copie vendute (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 219), spopolando nelle radio con i duetti Acqua e sale e con Che t’aggia di’, canzone in dialetto pugliese accompagnata da un videoclip a cartoon (Adriano e Mina appaiono come paperi così come nella copertina dell’album) mandato in onda su RaiUno.

L’anno dopo, con Mogol e Gianni Bella, realizza l’altrettanto successo (oltre 2.000.000 di copie) che è considerato da molti l’album della “rinascita” artistica di Adriano nel grande pubblico. L’album è una vera perla a detta della stragrande maggioranza di critici e fan del cantante.
Contiene canzoni come «Gelosia», «L’emozione non ha voce», «L’arcobaleno» scritta da Mogol e dedicata a Lucio Battisti e «Senza amore» del giovane Carlo Mazzoni che diventano ben presto veri tormentoni e trasportano questo album per tantissimo tempo ai vertici della Hit parade italiana.
Adriano rafforza il successo con uno show su RaiUno in 4 puntate, «Francamente me ne infischio» affiancato dalla bella Francesca Neri. Tra gli autori del programma c’è anche il caro amico Miki Del Prete e tra gli ospiti apparsi in trasmissione ricordiamo: Teo Teocoli, Ligabue, Manu Chao, Compay Segundo, Jovanotti, Piero Pelù, Tom Jones, Joe Cocker, David Bowie (che definisce Adriano «un idiota”»), Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Nada, Max Pezzali e tanti altri.
Lo show è spesso interrotto da filmati-shock preparati dallo stesso Adriano. Filmati che parlano di tematiche forti e anche «scomode». Il programma verrà premiato con la Rosa d’Argento al prestigioso festival «La Rose d’Or de Montreux».
Gli ascolti sono altissimi, dopo quasi 8 anni da «Svalutation» (show televisivo su Rai Tre in onda per 2 puntate nel 1992), con punte di oltre 13.000.000 di spettatori (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 - 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 280).
Da ricordare che nel 1997 Celentano e la Rai trovano un accordo per mandare in onda uno show intitolato «Il conduttore» ma che poi si arenò per problemi contrattuali tra le due parti.

Nel 2000, con lo stesso team, pubblica «Esco di rado e parlo ancora meno», altro grande successo (1.800.000 copie) che proietta l’inossidabile Celentano nel nuovo millennio.
L’album contiene una canzone scritta da Ivano Fossati dal titolo «Io sono un uomo libero» che sembra essere un manifesto per Celentano e un duetto con Nada nell’interpretazione di una struggente canzone dal titolo «Il figlio del dolore» scritta dallo stesso Adriano che narra la storia di uno stupro durante una guerra.
Il singolo di lancio è «Per Averti», grande successo radiofonico mentre la canzone «Tir» sarà la sigla di chiusura del contestatissimo show «125 milioni di caz..te», dell’anno seguente. Nel team degli autori è presente anche il caro amico Miky Del Prete e i monologhi di Celentano, che spaziano dalle critiche a Bruno Vespa, Maurizio Costanzo e Fabio Fazio alla legge del “silenzio-assenso” in merito alla donazione degli organi che destano grandissime polemiche.
Tra gli ospiti ricordiamo: Enzo Jannacci, Antonio Albanese, Giuliano Ferrara, Dario Fo, Giorgio Gaber (sua ultima apparizione televisiva), Giorgio Panariello, i Lunapop, Shaggy (con lo spassoso sketch su sedia a rotelle. Celentano è ingessato ad una gamba a causa di una caduta durante uno sketch con Dario Fo nelle puntate precedenti), Carmen Consoli, Giorgia, Marco Masini, Fiorello.

Nel 2002 è la volta di «Per Sempre», il terzo album consecutivo elaborato con il team Mogol-Bella. I dati di vendita sfiorano il milione di copie. L’album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l’anno da tre singoli («Confessa»,«Mi fa male» e «Per sempre») che restano in classifica per molto tempo.
Da notare la collaborazione con il prestigioso pianista Chick Corea che sfoggia la sua bravura nei brani «Per sempre» e «Radio Chick», ultima traccia dell’album che vuole essere uno spazio tutto per il pianista.
L’album contiene due chicche: una canzone “sociale” intitolata «I passi che facciamo» del giovane Gigi De Crescenzo detto Pacifico e una ballata scritta da Francesco Guccini intitolata «Vite».
È uscito anche in versione cd+dvd nella quale si possono vedere i video di alcune canzoni dell’album più il live de “Il ragazzo della via Gluck” al concerto di Berlino del 1994.

Nel 2004 è la volta di «C’è Sempre Un Motivo», album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone «Il ragazzo della via Gluck» con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani.
È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock per arrivare al jazz.
L’album torna nel 2005 in versione DualDisc (da un lato musica e dall’altro dvd, primo artista in Italia a usare questa tecnologia) con l’aggiunta di un singolo scritto da Paolo Conte, 37 anni dopo Azzurro, dal titolo: L’indiano, una canzone che non decolla in termini di successo ma che vuole essere un “manifesto” Celentanesco sulla libertà di parola e di pensiero, argomenti base del programma tv RockPolitik dello stesso anno e per la quale la canzone funge da sigla finale dello show.

Il 20 ottobre 2005 va in onda su RaiUno il contestatissimo show televisivo Rockpolitik. Celentano come d’abitudine pretende dalla Rai “carta bianca” sui testi e sull’intero progetto, cosa che ovviamente la tv pubblica non intende concedere. Dopo varie vicissitudini tirate avanti per un anno (tutto partì nel dicembre del 2004) e interventi legali, il programma prende il via dopo l’autosospensione provvisoria del direttore di rete Fabrizio Del Noce.
Lo show segna record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate [9]. Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2° puntata con oltre 16 milioni di persone, nell’esilarante sketch della “lettera a Silvio Berlusconi” che si rifà al più celebre sketch di Totò e Peppino nel film «Totò, Peppino e la malafemmina».
In termini di share il picco si è avuto durante l’inedito duetto con Eros Ramazzotti nell’interpretazione de “Il ragazzo della via Gluck” con quasi il 70%. Da ricordare anche altri ospiti illustri come Gérard Depardieu, Valentino Rossi, Franco Battiato, Riccardo Cocciante, Patti Smith,Luciano Ligabue e Loredana Bertè (che con Celentano canta “Impazzivo per te”), Eurythmics e Carlos Santana.

Il 20 novembre 2006 esce un libro omonimo scritto da Celentano e da Mariuccia Ciotta che racconta tutta la storia (e qualche retroscena) del programma.
Il 10 novembre 2006, Celentano lancia una mega raccolta (cofanetto in tre cd) che raccoglie 42 canzoni dal 1957 a oggi. Da notare la presenza di canzoni come «Miseria nera» e «L’unica chance» che non saranno tra le più famose del “molleggiato” ma che trattano temi di straordinaria attualità pur essendo tra le più vecchie del suo repertorio.
Nella raccolta è presente anche l’inedito duetto con Paul Anka nel rifacimento della canzone «Diana»…diventata ora «Oh Diana» con testo in italiano di Mogol e dello stesso Celentano. La raccolta riscontra subito un discreto successo di pubblico: il disco si piazza al terzo posto della classifica FIMI nella prima settimana per poi militare per quasi tre mesi nella top ten italiana.
Secondo la rivista Rolling Stone la raccolta ha venduto 500.000 copie.
Il 2 dicembre 2006 Adriano è ospitato su Rai Tre nel salottino di Fabio Fazio Che tempo che fa per un’intervista, evento più unico che raro data la scarsa disponibilità del cantante per questo genere di cose. Anche questa volta è un gran successo di ascolti. La terza rete Rai totalizza 6.200.000 di contatti (come riportato nei dati Auditel, riportati nei quotidiani dei giorni successivi), risultato quasi storico per la rete.

Il 23 novembre 2007 pubblica «Dormi amore, la situazione non è buona», un album che porta in copertina un ritratto di Adriano da boxeur disegnato da Wainer Vaccari. Come di consueto, ormai, il duo Mogol e Gianni Bella fa da padrone nel cd con 5 canzoni su 10 (più un Extra, una sorta di mix dell’album), ma le altre canzoni portano firme di Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami e Carmen Consoli e un brano inedito di Domenico Modugno risalente al 1974, «Ragazzo del sud». L’album è anticipato il 5 novembre dal singolo «Hai bucato la mia vita» che riscuote notevole successo nel mondo dei download, specie sui Tunes. Tutti i quotidiani, stranamente unanimi, commentano positivamente questa nuova opera del Molleggiato.
Il 26 novembre 2007 su Raiuno Celentano torna in diretta con uno spettacolo in prima serata dal titolo «La situazione di mia sorella non è buona», dove per «sorella» il Molleggiato intende il pianeta Terra (citando San Francesco d’Assisi della poesia del “Cantico delle Creature” scritto da S.Francesco nel 1215; e dove realizza una sorta di film in diretta tv cantando dal vivo le nuove canzoni dell’album.
A suo parere «la trasmissione più difficile da fare» della sua carriera. Il programma è stato visto da 9.200.000 milioni di telespettatori con il 33% di share. Per festeggiare i suoi 70 anni e i cinque decenni di attività, la Rai ha organizzato per sabato 5 gennaio 2008 uno speciale, in onda sulla rete ammiraglia, dal titolo «Adriano Celentano, la mia vita è un romanzo». La trasmissione, pur dedicata esclusivamente alla riproposizione di spezzoni di trasmissioni passate del Molleggiato, ha fatto registrare il 28,65% di share e gli ascolti in tv più alti della giornata.

07/01/2008 - l’Adigetto.it (Settimanale di Opinione Virtuale)


feb 6 2008

Adriano Celentano: Il mondo lo cambio cantando

L’artista festeggia 70 anni di vita e 50 anni di musica

Di Olti Curri

“Combato con la musica, stando dalla parte degli operai. Sono il vero motore della vita!� Dopo queste parole, se vogliamo, possiamo chiamarlo vanitoso, arrogante e prepotente.Cmq siamo tardi con questi epiteti, perche non e’ rimasto nulla senza dire a questo artista, che ha cominciato la strada faticosa della canzone con rock e cantando cerca di salvare il mondo. Celentano esce poco in pubblico e quando succede questo, tutto il mondo mediatico italiano e non solo si coinvolge da un ritornello inevitabile e polemiche.Dalla boca di Adriano escono canzoni d’amore, pensieri intelligenti, ma anche molleggi inaspettati di vita, accompagnati da attachi contro la politica e gli architeti urbanisti. Al ragazzo dei “24 milla baci�, la data 6 gennaio gli ha portato il 70-esimo compleanno, anni che tengono tra loro mezzo secolo di carriera musicale, cinematografica e televisiva.
Con 70 millioni di dischi venduti, Celentano continua a rimanere il personaggio italiano piu’ discusso, il qualle il piu santo riparo considera la famiglia, la moglie Claudia Mori e I tre figli, Rosita,Giacomo e Rosalinda.
Adriano Celentano e’ nato in 6 gennaio 1938 in Milano, nella casa numero 14, che si trova in via “Gluck�.Questa strada e diventata famosa, come il titolo di una canzone famosa di qualche anno dopo.
Adriano e il figlio di genitori pugliesi, che sono migrati in Milano, in cerca di una vita migliore.
L’adoloscenza lo trova Celentano lontano dalla scuola, costreto a fare lavori diversi per sopravivere, di qualli il suo preferito era l’orologiao.
Anche se sembrava un sogno lontano, Adriano non si e’ mai arreso davvanti al desiderio di fare musica, e per la prima volta debuta nel Teatro Smeraldo, insieme A Tony Renis, in una band che si chiamava� Gli amanti del ritmo�
Dopo uno dei primi debuti, lui incontra il campione della musica rock-boogie,Bruno Dossena, il qualle l’ho invita a partecipare nel festival di rock’n’roll nel Palazo del Ghiaccio a Milano.
Li Adriano ha partecipato accompagnato dalla band “Rock boys�, dove faccevano parte artisti che in futuro sarebbero diventati firme famose della musica italiana come Giorgio Gaber, Enzo Ianacci e Luigi Tenco.
Anche se c’erano molti partecipanti sembrava che l’unico cantante della musica rock, era lui “ Adriano il Molleggiato�, l’unico, anche in Europa.
Con la canzone “ Ciao ti diro� lui distrugge tutti gli altri concorrenti e solo dopo 3 giorni segna la prima contrata con la casa discografica Milanese “Saar� con la qualle produce I singoli hit�Rip It up�,�Jailhose rock� e “Tutti frutti�.Nell anno 1958, lui e di nuovo partecipante nella seconda edizione della musica Rock ‘n ‘roll e per la prima volta appare come figurante nel film “I frenetici�. La data 13 luglio 1959, e il giorno del festival d’Ancona, dove Celentano con la canzone “Il tuo bacio e’ come un rock�, diventa il vincitore e allo stesso tempo il conquistatore delle classifiche in tutta l’Italia. Questa canzone lo fa Adriano Celentano famoso.
Questo e’ il momento quando Adriano, inizia la salita artistica, e da quel momento non c’e’ canzone o album suo che non sale nei primi posti delle classifiche musicali. L’anno del successo nella scena musicale coincide con la sua partecipazioni in due film artistici:�I ragazzi del juke-box�, e “Juke-box,urli d’amore�.
Nell anno 1960 Celentano, si esibisce in una sequenza importante del famoso film�La dolce vita� del regista Federico Fellini, che lo ha voluto ad ogni costo nel suo film, dopo averlo visto cantare�Reddy Teddy�.Nello stesso tempo interpreta nell film�Urlatori alla sbarra�,�Dai Johnny, dai�,�Sanremo la grande sfida�.Un anno dopo, Adriano va a fare il servizio militare e partecipa nell festival di Sanremo con la canzone�24 mila baci�. Non vince, e’ al secondo posto, ma il disco vende piu’ di mile coppie. Adriano canta nel palco con le spalle al pubblico e questo atto ha suscitato molte polemiche e diventato un caso che si è discusso anche in parlamento.
Lui interrompe le relazioni con “Saar� nel anno quando crea “Clan Celentano�, il primo esperimento di un artista italiano che sceglie di produrre musica per se e per gli altri cantanti.
“Clan� diventa subito un eticheta discografica che e’ rimasta indipendente.Ancora oggi questa casa discografica e rimasta interamente italiana e non e’ caduta negli “artigli� dei giganti internazionali di questo business. L’esempio di questa etichetta musicale, era ispirato dal esempio di Frank Sinatra, ma nessun cantante italiano prima di Adriano no ha osato pensare prima.Clan Celentano ha aperto la strada alle altre etichete musicali italiane, come “Numero Uno� di Mogol-Battisti o “PDU� di Mina. “Stai lontana da me�, nel 1962 e’ la prima canzone che esce con l’etichetta “Clan�, e vende 1,300,000 di coppie.Seguono le canzoni�Preghero�,�Grazie,pregho,scusi�,�Il tangaccio�.Adriano e’ nei primi posti di classifica nel 1963 con la canzone “Sabato triste� ed interpreta con il grande Totò nel film “Il monaco di Monza�. Nello stesso periodo durante la produzione del film “Uno strano tipo�, conosce la futura moglie Claudia Mori, con la qualle si sposa un anno dopo.
L’artista ritorna in Sanremo, nel anno 1966, con una canzone che per la prima volta tratta nelle scene musicali europee il tema dell inquinamento urbano.
Il suo titolo è “Il ragazzo della via Gluckâ€?, e il successo gliela garantiscono un millione e mezzo di coppie vendute in tutto il mondo, e la canzone si è tradotta in 18 lingue del mondo.â€?Mondo in Mi7Aâ€?, un altro successo di Adriano, dove si tratta il tema del droga, corruzione e eccologia. Il cantante lascia per un po i temi sociali ed afianco alla sua moglie, Claudia Mori, registra la canzone intitolata “La coppia più bella del mondoâ€?.Questa canzone vince il primo premio di Sanremo, nell 1970. Adriano ritorna in Sanremo con la canzone “Canzoneâ€?, che anche se vince il terzo premio, e nel primo posto delle vendite. Ma l’anno 1968 rimane in memoria per la canzone “Azzurroâ€?, un altra creazione importante nell panorama della musica leggera italiana, insieme conâ€?Una carezza in un pugnoâ€? che si e’ creata nello stesso anno. Invitato dal regista Pietro Germi, Adriano debuta nel cinema elitario con il film “Serafinoâ€?, e vince il premio nel festival di Berlino, Mosca,Francia. L’Europa impazzisce per Adriano, come l’Italia. L’ambizione artistica di Adriano, non è rimasta solo nell status dell primo cantante rock ‘n’roll europeo, perche nel 1972 esce il singol “Prinsencolinensinanciusolâ€?, la prima canzone rap della storia musicale mondiale.Gli americani, che pretendono di essere l’inventatori di questo genere, hanno fatto la prima canzone rap dopo 10 anni. Il successo della canzone rap si accompagnia con la sua presenza nel film “Bianco,rosso e,…â€? dove interpreta insieme alla diva Sophia Loren. Nello stesso tempo, un autore noto televiso Antonello Falqui, gli dedica al cantante in Rai, un spetacolo con due puntate “C’è Celentanoâ€?. Adriano ritorna a l’interpretazione in cinema in fianco alla moglie nel 1973 con il film “Rugantinoâ€?, nello stesso tempo il cantante si convince dal regista famoso dei film horror Dario Argento di interpretare nel suo film che s’intitola “5 giorniâ€?. L’artista multidimensionale ha avuto durante l’intera carriera l’amore indivisibile del pubblico, ma nell anno 1974, dopo la pubblicazione del film “Yuppie Duâ€? scritto, diretto, interpretato e prodotta da Celentano anche i critici del cinema hanno detto:â€?E’ nato un nuovo Charlie Chaplin!â€?.Il periodo 1975-1985 porta per Adriano Celentano un intessita straordinaria nelle sua attivita come attore. I suoi film sono i primi nella storia del cinema italiano che portano incassi fino a 10 000 000 €. L’uscita del album “Svalutationâ€? dove si sente l’ironia per la stanca economia italiana, fa che Celentano sia nei primi posti di vendite, non solo in Italia ma anche in Francia e Germania dove anche oggi è un idolo. Il succeso del album non viene solo, perche nello stesso periodo il cantante interpreta insieme con Anthony Quinn nel film “Bluff, storie di truffe e imbroglioniâ€?. L’inizio dei anni ’90 trova Adriano Celentano proggetando succesi come , “Il re degli Ignorantiâ€?,â€?Arrivano gli uominiâ€?.Un boom artistico del pubblico e della critica era l’album che lui e Mina hanno pubblicato nel 1998, intitolato “Mina&Celentanoâ€?. Dopo aver venduto un millione di coppie di questo cd, Adriano edita un nuovo album intitolato “Io non so parlar d’amoreâ€?, che ha venduto 2 millioni di coppie. La RAI, lo pregha di dirigere un spettacolo, sperando nel ritorno del successo che lui ha avuto con “Fantasticoâ€?. Celentano non dellude e porta nell schermo di RAIUNO, davvanti un pubblico di millioni, e l’attenzione delle medie “Francamente me ne infischioâ€?. Nel 2000 esce un altro album “Esco di rado e parlo ancora menoâ€?. Chiuso nella vita familiare, l’artista decide dopo due anni di portare un cd intitolato “Per sempreâ€?.Insieme al album Celentano dirige di nuovo un spettacolo di successo dove si polemica per i temi piu’ caldi della attualita, con il titolo “125 milioni di cazzateâ€?. Alla fine dell ottobre 2003 pubblica “Le volte che Celentano è stato numero 1â€?, album che include 17 canzoni scelte, tra centinaie cantate negli anni dal grande artista. Dopo un anno l’artista ritorna alla pubblicazione dei album e pubblica uno nuovo intitolato “C’e’ sempre un motivoâ€?. Le vendite del album sono state molto buone, e per questo Adriano si interessa di più per la televisione, ma un litigio con i direttori di RAI, fa che lui abbandoni un proggeto che aveva in testa in quell periodo. Dopo Rockpolitik , ottobre 2005, il talento unico Celentano ritorna dopo due anni in TV. Sempre in RAI con il programma intitolato “La situazione di mia sorella non è buonaâ€?. Sempre in novembre quando lui dirige questo spettacolo, pubblica l’album intitolato “Dormi amore,la situazione non è buonaâ€?.

La recente provocazione alla Celentano si intitola “La situazione di mia sorella non è buona�

Nel 23 novembre 2007, il cantante pubblica “Dormi amore, la situazione non è buona�, album che ha in copertina Adriano da pugile. Come negli ultimi anni , la collaborazione con l’autore dei testi Mogol e il compositore Gianni Bella domina in 5 canzoni del album, di dieci che si includono nel album. Ma cmq anche le altri canzoni , sono firmate da nomi noti, come Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami, Carmen Consoli, e una canzoni non sentita prima del grande Domenico Modugno. Stranamente questa volta tutte le medie lo hanno apprezzato questo album dell artista ecentrico. La strategia di Adriano è conosciuta e dopo l’edizione del album non ha ritardato di apparire nel schermo di Raiuno con uno spetacolo di prima serata intitolato�La situazione di mia sorella non è buona�, dove con la parolla sorella lui intende “la terra�. Il pubblico lo ha apprezzato questo recente spettacolo del caro artista, che ha raccontato ai suoi amici che questo programma è stato uno dei più difficili che aveva mai fatto. “La situazione di mia sorella non è buona� è stata seguita da 9,200,000 telespetatori. Non solo lo spetacolo, diretto da lui stesso, ma anche uno speciale dedicata al artista da RaiUno, per il suo setantessimo anniversario “Adriano Celentano, la mia vita un romanzo� è risultato un grande succeso seguito da circa 8,000,000 di spetatori.

Il vero Adriano Celentano è Claudia Mori

Solo una femmina rigorosa come Claudia Mori, puo dirigere, difendere e amare un vulcano come Adriano Celentano. Claudia,attrice e cantante romana, ha incontrato Celentano nel palco del film “Uno strano tipo�, e sin da quel momento loro sono la coppia piu solida del showbiz italiano. Il loro matrimonio si e celebrato in modo molto secreto nel 1964. Questo matrimonio ha portato a loro 3 figli: Rosita, nel 1965, Giacomo nel 1966 e Rosalinda nel 1968. La vita in coppia di Adriano e Claudia e corsa tranquilla e molto riservata per il pubblico, apparte gli anni ’80, dove si è parlato di un divorzio e loro hanno visuto per un po di tempo separati. Si parla che un flirt di Adriano con il sex-symbol del cinema italiano Ornela Mutti era il motivo di questa crisi. Dopo essersi riavvicinati di nuovo, si sono trovati insieme nel film “Joan Lui�. Claudia Mori sin dal 1991 è la direttrice del casa discografica “Clan�. Da questa casa discografica sono uscite canzoni come “Non succedera più�,�Stringimi�, oppura la canzone molto conoscita anche dal pubblico albanese “La coppia più bella del mondo�. Anche se Adriano continua a essere molto diretto nelle sue dichiarazioni, anche se è molto richiesto dalla televisione ed ogni suo programma è un successo, i meriti aspettano alla sua moglie. La sua apparenza dolce non somiglia con quella delle manager fredde americane, ma i risultati mostrano che Claudia, come le sue colleghe lontane, ha fatto che il suo marito guadagni some che si comparano con quelle delle stelle hollywoodiani.Dopo la partecipazioni in molti film con il suo marito, Claudia Mori dirige con una mano di ferro la casa discografica “Clan�.

I giganti non vengono mai da soli

Mentre l’anno 1998 trova Adriano a preparare il ritorno in TV, anche le sue scelte discografiche si devono cambiare, perche le vendite non stavano andando molto bene, la formula è conosciuta. Due grandi della musica possono riscuotere il mercato della musica meglio di uno solo.Senza pensare molto Adriano registra un album in duetto con l’icona dei suoni romantici italiani, Mina. Loro scelgono temi d’amore, che non si sono apprezzati dalla critica musicale ma che hanno avuto un grande successo nel pubblico. I duetti come “Acqua e sale� o “Che t’aggia di� sono stati i più trasmessi dalle radio italiane e mediterranee, ha avuto un grande successo il videoclip, dovo loro erano animati da paperi. Il cd Mina&Celentano ha venduto 1,600,000 coppie.

Spekter.com.al (Albania)


Questa è l’intera traduzione dell’articolo “Adriano Celentano: Botën e ndryshoj, duke kënduar, precedentemente pubblicato…
La traduzione, così come la segnalazione dell’articolo stesso, è il frutto del preziosissimo lavoro a cura della nostra giovane amica albanese Sonila (alias: celentana), che ovviamente ringraziamo di cuore. :)

Andrea


gen 6 2008

Mitico Adriano, tanti auguri dai tuoi fans!

Nessuno sa farmi ragionare, divertire, coinvolgere, appassionare ed emozionare come Lui! Grazie Adriano!

Andrea (24 anni, Italia)


Non ho altra musica all’infuori di te. “Adriano, ti prego, pubblica un disco di inediti all’anno!”

kosir (Fulvio) - età 40, Napoli


Adriano sei la mia droga, non smetterò mai di apprezzarti in qualsiasi cosa tu faccia.
Anche nei momenti più bui ci sei sempre stato TU a tirarmi su e farmi cambiare umore, in meglio si intende.
1000 di questi anni, grazie Adriano.

Fabrizio, 19 anni, Montesilvano (Pescara)


Dio creò il sole, caldo e splendente. Creò la luna romantica, il mare profondo e poi creò TE e capì di aver raggiunto la perfezione…TANTI AUGURI ADRIANO!!!

Jessica “la ragazza del clan” (18 anni Italia)


Grazie Adriano per tutto quello che ci hai dato e per tutto quello che ci darai!!!

Ilaria (12 anni,Italia)


E che favole? io le favole non me le ricordo…Mi sento libero come una rondine di primavera, sì libero è il tuo pensiero e libero il tuo talento! E dalla libertà è nato un genio ribelle . Un pò artista un pò no, genuino, vero e trasversale ad ogni moda. Ti adoro Adriano!

Paolo, 36 anni, Italia


Adriano… GRAZIE DI ESISTERE!

Olga (19 anni, Russia)


Caro Adriano, sei come il buon vino, più invecchi e più sei pregiato, ti prego continua sempre ad inebriarmi con le tue calde note che da 50 anni a questa parte mi hanno trasmesso infinite emozioni,
Grazie ed auguri ADRIANO

Mario (59 anni, Arezzo)


Farti sapere quanto sei stato importante nella mia vita è l’unico modo che ho per dirti grazie di cuore, per tutto. Buon Compleanno, ti voglio bene.

Alessandro Grassi (33 anni, Lanuvio RM)


Grazie, Adriano, di essere Celentano!

Lorenzo G., 22 anni, Arezzo, Italia.


Adriano: l’uomo perfetto
ma sarebbe ancor più perfetto,
se farebbe un concerto tanto atteso
di fronte ad un pubblico….pieno

Marco, 22 anni, Specchia (Lecce)


Adriano mia amore rossore, mia vita e mia musica, mia show, mia casa, mia film, mia dvd, mia cristiano e adesso mia 70 anni Re.

(12 anni - Hoorn, Olanda)


Adriano grazie x tutte le emozioni che mi stai regalando…Grazie di esistere!!!Regalaci un bel concerto!!!

By Niccolò Lorenzetti(21 anni, Biandrate(NO))


hai accompagnato le mie giornate, mi hai fatto rialzare quando sono caduta, mi hai fatto sorridere quando non riuscivo, mi hai fatto vedere il mondo da un’altra prospettiva.. sei meglio della nutella! auguri Adriano!

Luana (26 anni), Roseto degli Abruzzi (TE)


Adriano, hai cambiato la mia vita.. anzi l’hai salvata. Grazie! E tantissimi auguri! resta come sei, sempre giovane dentro!

Maria “Busulka” Ivanova (20 anni, Russia)


Adriano, sei la mia unica medicina quando sto male! Mi rallegri tutte le mie giornate nein! Fai parte della mia famiglia! Sei unico! Sarai per sempre il mio numero 1! FORZA ADRIANO!

Clan90 alias Giorgio Lecci - 17 anni, Svizzera (VD) (origine di Lecce)


Grazie per tutte le volte che mi hai dato la forza di essere me stessa, e farmi accettare dagli altri per quello che sono, per essermi stato vicino pur non sapendo nemmeno della mia esistenza. Grazie Adriano, ti voglio bene. Tanti auguri con tutto il mio cuore.

Chiarastella (20 anni)


Ciao Adriano,
mi chiamo Francesco e ho 23 anni… ti ascolto da dieci anni ormai, dal mitico album “Mina Celentano”.
Che dire… un decennio con te, e non posso fare altro che ringraziarti, ringraziarti per tutte le emozioni che mi dai…
Grazie, perché, come ci hai insegnato, un’emozione non ha voce, soprattutto se firmata “Adriano Celentano”…

Sei unico!!!

Francesco (23 anni, Italia)


Caro Adriano, “intanto il tempo se ne va”… Verissimo! E se ne vanno via insieme al tempo tante altre cose…
Ma qualcosa o qualcuno rimane: tu, per esempio.

Filippo (36 anni, Italia)


Volevo scrivere delle parole speciali..ma non ce ne sono tali che possano trasmettere il mio affetto… e visto che la semplicità è la forma della vera bellezza.. cosi’ semplicemente ti faccio TANTI AUGURI, mio idolo e mito…..
Ci sarai per sempre in ogni parte ovunque…

Michele (25 anni, Italia)


Per chi ti segue da decenni, ti ha difeso, si e’ commosso, ti ha studiato, osservato, ammirato, ti ha condiviso per cosi tanto tempo, e’ un po come se ti conoscesse di persona ormai..ed il 6 gennaio fosse li con te a festeggiare, non ci saremo..ma..ci saremo…

Domenico (anni 42)


Carissimo Adriano, 70 anni….mi sembri ancora un ragazzo che pensa sempre fuori dal coro…..tu con le tue canzoni, con il tuo modo di fare i tuoi tick le prediche mi hai sconvolto il cuore all’età di 7 anni…oggi ne ho 28 di anni e ancora quando ti sento cantare quando vedo un tuo spettacolo un tuo film mi sento una grande emozione dentro, come se sei uno di famiglia, della mia famiglia….Adriano oggi gli amici mi chiamano poeta per quello che scrivo, ma sei stato tu il mio maestro…i tuoi film Joan Lui, Geppo Il folle, e Yuppi du, erano avanti di 1000 anni quando li hai girati….molti non capiscono, ho fanno finta per comodità…altri si perdono nelle tue prediche e non trovano la strada…ma chi ti capisce, chi ti ascolta con il cuore di un bambino come te…continua ad amarti e a stare dalla tua parte….
Caro Adriano, io molte volte ascolto atri cantanti e non ascolto te per mesi….però quando ritorno a te in qualsiasi momento, mi risento a casa…quando ascolto te, mi sento più sereno, più buono….
Caro Adriano 70 anni, ma non li dimostri….esci fuori dalla tua villa….esci, qui ci sono i tuoi fan che ti aspettano sempre…aspettiamo i tuoi nuovi album, le tue trasmissioni, ogni apparizione, anche su carta stampata…..non siamo fanatici in senso negativo, siamo fanatici nel senso buono del termine….io mi aspetto ancora un altro film, e perchè no anche un bel concerto….perchè non ci fai un bel regalo?…..Adriano 70 anni…non cambiare mai da come sei..continua a cantare, a predicare, a divertirti e divertirci….Ti abbraccio, e tantissimi Auguri Adriano, un tuo fan di Taranto….

Ps: Adriano abbraccia Claudia da parte mia…sto ascoltando spesso anche le sue canzoni….

Pss: scusa gli errori grammaticali…

Cosimo Pricci (Willy Parsifal, Theorius)


Adriano….. il mio vero amico più sincero che non mi ha mai tradito!
ti voglio bene!

Giacomo (32 anni)


Manifesto, Spettabile Signore Un filo di pazzia , tu Uomo tu Bel giovane tu Preludio imperiale sei Buono come il pane sempre Mi domando chi o cosa sei . Per sempre tu sarai per me Uno strano tipo sarai per me L’uomo perfetto

grazie adriano auguri adriano

Carlo, 30 anni, Puglia (Lecce-Foggia)


Auguri Adriano! Grazie per le emozioni che da 35 anni mi regali e per quelle che continuerai a regalarmi…non smetterò mai di “amarti”…

Giuseppe (40 età, Napoli)


Volevo dire solo che per qualcuno non sei solo un bravissimo cantante, ma anche un idolo, un maestro di vita, un esempio di uomo da seguire… Volevo ringraziarti perchè di questa persona che ti stima alla follia io mi sono innamorata…e mi piace credere che questa storia sia iniziata anche per merito tuo…quindi AUGURI DI CUORE MOLLEGGIATO! Uè sei forte….

Giulia (17 anni - Italia)


ciao adriano,per me che scrivo posso solo dedicarti una piccola poesia:

-tempi migliori-
di lasko

Ci saranno tempi migliori
stagioni di grano e di fiori,
avranno l’odore ed il tuo nome
daranno più luce al mio sole.

Oasi di pace e di voci
nelle mie vene d’amore,
e sotto una pianta di noci
sfumerà anche il mio dolore.

E per te che io dormo al tuo fianco
ci sarà un vento più caldo
a scaldar le tue labbra stupende,
mentre il frutto del ventre si accende

Ci saranno mele di miele
a baciare le facce del male,
poi incanti e cuori sudati
un sorriso per quest’anni sbagliati

Ci saranno barche di mare
per la pesca del primo mattino,
e la neve che pesava sul cuore
sarà acqua dentro un camino.

Ci saranno tempi migliori
per la musica e per queste parole,
svaniranno tutti i rancori
sul nascere delle mie prime viole.

Ci saranno Tempi migliori
nel soffio leggero di un suono,
e dentro il mio letto d’amore
l’assenza d’avviso di un tuono

E per te che io dormo al tuo fianco
ci sarà un vento più caldo
a scaldar le tue labbra stupende,
mentre il frutto del ventre si accende

Ci saranno tempi migliori
se apri il cuore alla gente
se dal loro punta di vista
ti affacci con gli occhi e la mente.

E per te che vesti di bianco
e viaggi su fili sottili
ci sarà un ballo di tango
a ridarti la vita ed il sogno.

(auguri Adriano)

Lasko (Torino)


Caro Adriano, Tanti auguri di Buon Compleanno perché quando fai Bingo Bongo mi fai tanto ridere e io ti voglio bene.

Laura Grassi (7 anni, Lanuvio RM)


Tanti auguri per i tuoi 70 anni. Bingo Bongo è troppo gajardo.

Francesco Grassi (12 anni, Lanuvio RM)


Ho poco più di 30 anni, ma è come se dentro di me siano entrati tutti i tuoi 50 anni di carriera e i tuoi 70 anni di vita. Solo una voce come la tua poteva essere al livello della tua straordinaria personalità. Auguri di cuore Adriano. Mi faccio prendere per mano dalle tue stesse parole, e ti dico che la tua voce è una delle “travolgenti bellezze della vita, e pone un limite insuperabile a qualunque disperazione”.

Maurizio, 33 anni, Brianza (Italia)


Tantissime sono le tue immagini scolpite nella mia mente. Alcune sono sbiadite altre invece perfettamente nitide e ben delineate. Ricordo i festival di San Remo, le tue apparizioni nella TV in bianco e nero , il tuo concerto del 79 nella mia città, le tue proverbiali pause in quella storica edizione di fantastico e tante e tante cose ancora. Una volta partecipasti ad una trasmissione televisiva come ospite. Ti avventurasti in una descrizione del biscotto ed esordisti così: “dunque … il biscotto è una parola che comincia con bis e finisce con cotto�. Certo!! Banale …… lo so. Però a distanza di oltre 40 anni io ricordo ancora perfettamente quella scena. La verità è che forse non era poi così banale. In quelle parole c’era il vero Celentano. Colui che incurante di tutto e tutti affrontava il grande pubblico televisivo e lo ipnotizzava con il suo carisma e la sua incredibile personalità. Colui che indifferente agli anatemi dei “ben pensanti� dell’Italia morigerata e conformista dell’epoca, si divertiva a scandalizzare il pubblico voltandogli le spalle. Per la mia generazione sei stato davvero un mito. Spesso si abusa di questo termine ma in questo caso non ne esiste di più appropriato. Tanti anni sono ormai passati (ahimè). Tu continui a dividere l’opinione pubblica e io continuo ad ascoltarti, guardarti in TV e a suonare esclusivamente le tue canzoni nelle piazze di mezza Italia. Sei e sarai per sempre la colonna sonora di tutta la mia vita. Grazie per quello chi hai saputo darmi. Auguri Adriano.

Stefano - 49 anni - Ascoli Piceno (Italia)


Da Giovane sei stato un geppo folle,ma pieno di sentimento,e passione che mettevi nelle tue parole e nella tua melodia.Ora come ora con i tuoi 70 anni rimarrai sempre il ragazzo della via gluck ma più premuroso e vitale.AUGURI ADRIANO,TI VOGLIO BENE.

Francesco (16 Anni da Salerno)


Tanti auguri Adriano! Grazie per tutto!!!!!

Margarita (38 anni, Lettonia)


Caro Adriano, Hai bucato la mia vita con la tua personalità, i tuoi messaggi, i tuoi insegnamenti, il tuo esempio e la tua meravigliosa voce, che mi accompagnano in ogni istante delle mie giornate e mi aiutano ad affrontare le sfide e le difficoltà quotidiane…
Auguri Adriano, ti porterò sempre nel mio cuore!

Annalisa (29 anni, Brindisi)


Adriano,nessuno come tè ha la capacità di emozionarmi,quando fai le tue comparsate in tv,mi viene un tuffo al cuore e gioisco per te,perchè sei il il numero 1 e quando dico il numero uno voglio proprio dire che tutti gli altri son nessuno… Anche io ti lancio l’appello: regalaci un concerto dal vivo!!!!!!

Sebastiano (33 anni, Italia)


Adriano vorrei dirti 1000 cose, ma l’emozione è sempre troppo alta quando si parla di te.
Grazie per ogni singola nota, ogni canzone, ogni monologo, per ogni tua apparizione in tv… Ogni volta riesci a riempirmi il cuore di gioia! Sei sempre diverso, sempre migliore… quando ci sei tu, davvero l’emozione non ha voce! Il tuo carisma e la tua personalità sono ineguagliabili.
Tanti auguri di vero cuore!

Solo una cosa ti chiedo: sii felice Adriano! Ti voglio bene.

Gabriella (20 anni, Arcore)


Adriano ti ringrazio di avermi insegnato, ad ogni tuo passo e con ogni tuo gesto, il valore della libertà…perchè essere liberi è essere Uomini…e tu sei Uomo come pochi altri…per sempre con te

Giancarlo (23 anni, Italia)


Ti aspetto a Narzole.
Tanti auguri.

Michelangelo


Tanti Auguri Adriano… Sei Sempre Re Prima,Sei Il migliore, che seguo ben da 22 anni da quando sono nato. hai un modo di cantare stupendo, hai sempre regalato a noi fans canzoni straordinarie, momenti indimenticabili… hai una personalità tutta tua.. sei troppo troppo forte. E IL regalo di compleanno bello sarebbe quello di incontrarti speriamo il mio sogno si avveri un giorno… spero che leggerai le frasi di tutti i fans.tu sei il numero 1..e noi di siamo tutti con te….. Grazie Adriano Essere

Andre


Ho avuto la fortuna di trovarti che ero ancora un ragazzetto con i pantaloni corti
ho avuto la scaltrezza di raccoglierti e custodirti nel mio cuore
ho avuto il pregio di ascoltarti sempre
ho avuto l’onore di percorrere assieme a te la strada migliore
vorrei camminare con te per tanti anni ancora…

Eliseo (50 anni, Italia)


caro Adriano ti seguo da quando ero un bambino e spiegarti quello che provo per te e’ troppo difficile anche perche’ sono emozionato solo al pensiero che tu possa leggere qualcosa che ho scritto io ma quello che devi sapere e’ che TI VOGLIO BENE

PS tanti auguri ADRIANO CELENTANO

Stefano Melino (Empoli)


quando leggo qualcosa su di te adriano, oh guardo una intervista, capisco che Tu Adriano sei sempre il il ragazzo della via gluck. Già solo a leggere le tue Interviste o a guardare un tuo spettacolo oh intervista, un qualcosa di magico mi tocca. mi fa sentire la tua energia che trasmetti e mi ritrovo in un altro mondo. Grazie Adriano, sei sempre il più forte. Si dice ER PIU, verro?

erpiu Davide (schweiz)


Il Paradiso è un cavallo bianco che non suda mai, e tu sei l’artista, il mito, l’amico che resterà per sempre. Auguri Adriano, grazie per le emozioni e i sogni che ci hai donato e che ancora continuerai a donarci. AUGURI!

(Indiano, 41 anni Italia)


Adriano sei e resterai sempre il numero uno… un mito che non morirà mai!

Roberto (21 anni, Italia)


Carissimo Adriano, sono cresciuta con te, sei una delle poche persone che porto nel mio cuore, anche se tu non mi conosci. Il sogno della mia vita è di poterti conoscere personalmente. Stringerti anche solo la mano sarebbe un’emozione senza voce, quanto vorrei abbracciarti e dirti: Ti voglio bene.Adriano, sei e sarai sempre un punto di riferimento nella mia vita, chissà se un giorno potrò dirtelo guardandoti negli occhi. Un forte abbraccio a te e a tutta la tua famiglia e tantissimi auguri.

Isabel Ponte (23 anni, Italia)


Buon Compleanno al mio MAESTRO. Ti voglio bene tanto Adriano.

Andrea Russo (19 anni)

Il 1987 è l’unico anno in cui FANTASTICO è stato davvero FANTASTICO: tu lo
eri prima, lo sei stato dopo, lo sei oggi, e lo sarai per sempre.

Tanti Auguri e grazie di tutto.

Con affetto,

Riccardo (Milano)


Ciao Adriano, voglio dirti che l’emozione una voce ce l’ha, la tua.
Ogni tua canzone, ogni tuo film o apparizione televisiva è sempre un grande evento a cui non posso mai mancare perché sei semplicemente il meglio anzi Er più.
Auguri, auguri, auguri!

Francesco (48 anni, Brescia)


Adriano,grazie per le emozioni che mi dai,che mi hai dato e che mi darei,sei tutta la mia vita spero un giorno di incontrati per realizzare il mio sogno in realtà.

Francesco (22 anni, Italia)


Adriano, Tu che mi dai le emozioni piu belli, Tu che sei unico e magico, Tu che sei parte di me,Tanti auguri!!!

Sonila (24 anni - Tirana, Albania)

Ciao Adriano TANTI AUGURI a te il te del rock da un metallarp come me. TU SEI HARD ROCK E GLI ALTRI NON SONO NEMMENO ROCK !!!

metaldog


Grazie Adriano! Sei una presona che non dimenticherò mai! Se stato, sei e sarai un personaggio che rimarrà sempre nel miop cuore… Auguri!

Nicolò (Milano)


son 50 anni che mi tieni compagnia.
auguri Adriano.

Gino


Adriano sei è resterai il più forte..mi dai gioia in questa vita, grazie grazie grazie

Roberto87


Adriano Celentano volevo è sempre un mito anche qui in Francia, ed è un peccato che non si faccia più vedere qui come prima. Per fortuna oggi abbiamo il satellite e altri diversi modi per vedere la tv italiana.
Grazie per tutto quel che hai fatto e continuerai a fare Adriano!!!

Alain (Francia)


Ciao Adriano,
per il tuo settantesimo compleanno il mio migliore augurio è che Gesù ti tolga tutti i dubbi e le incertezze che ti sono entrate nel cuore. Ti auguro con tutto il mio cuore che ti riempa l’anima di Spirito Santo e ti doni pace, speranza, gioia e amore.

Con tanto affetto,
FEDE


Questi messaggi di auguri che hai appena letto, sono la dimostrazione dell’affetto e del riconoscimento che nutriamo nei tuoi confronti. Non chiediamo di conoscerti dal vivo, ne tantomeno avanziamo pretese di nessun tipo nei tuoi confronti perché rispettiamo il tuo modo di essere un po’ schivo e riservato.

Non importa se non saremo mai seduti in prima fila in un tuo spettacolo, sappiamo di non essere fans di Tiziano Ferro o Laura Pausini, di conseguenza, la consapevolezza di non esserci accontentati e di aver scelto il meglio che la musica e lo spettacolo mondiale potesse offrirci, ci permette di vivere le gioie che ci regali anche a distanza, perché dire che “tutto questo è già tantissimo”, sarebbe comunque poco.

Sappi però che se per una sola volta, tu potessi scrivere anche un solo: “Ciao a tutti” come segno della tua presenza e di aver letto i nostri messaggi, la consapevolezza della gioia infinita che esploderà nei nostri cuori sarà un bellissimo regalo di compleanno che donereti a te stesso.

Ti vogliamo bene, come un fratello, come un padre, come un nonno.

tutti gli utenti di ACfans


gen 4 2008

Miti musicali senza segreti: Adriano Celentano

Cosa ci vuole per diventare un personaggio di culto? La storia della musica rock e’ piena di icone e leggende per lo piu’ caratterizzate da vite sballate e tragicamente brevi. Ma ci sono anche, per fortuna, quelli che diventano un culto grazie a una lunga carriera fatta di belle canzoni, grande carisma, temperamento da autentica star. Adriano Celentano, classe 1938, 70 anni il prossimo 6 gennaio, e’ partito come un rocker di periferia, nei ribollenti anni Cinquanta, e’ diventato un guru della canzone, un personaggio ascoltato, discusso, imitato, amato o detestato. Ma senza dubbio, le sue canzoni restano nel cuore, hanno raccontato e raccontano storie d’amore come nessuno.
E’ di questi giorni, balzato direttamente al secondo posto in classifica, l’uscita dell’album Dormi amore, la situazione non e’ buona, lanciato anche dalla presenza in tivu’, in una serata dedicata, di Celentano.
Ma come ha iniziato la sua straordinaria carriera? Innamorandosi del rock ‘n roll sbarcato in Italia nel dopoguerra, decidendo che quella sarebbe stata la sua strada. Il suo primo gruppo, i Rock Boys, si esibisce nei locali milanesi: Celentano canta e soprattutto balla in quella sua maniera buffa e dinoccolata, imitando anche il comico americano Jerry Lewis. Nel 1957, a Milano, si svolge il primo e unico Festival del Rock’n Roll, al quale partecipano, tra gli altri, Giorgio Gaber e Little Tony. La vittoria va ai Rock Boys di Celentano. Sempre quell’anno, Adriano conosce Michi Del Prete, che diventera’ il suo autore per lungo tempo.
I primi dischi incisi, 45 giri, cover di famosi brani di rock ‘n roll come Tutti Frutti non riscuotono pero’ il successo sperato fino a quando, nel 1959, Celentano incide la celebre Il tuo bacio e’ come un rock, che vende nella prima settimana di uscita ben 300.000 copie. Per l’abbandono di alcuni componenti come Giorgio Gaber, forma un altro gruppo, I Ribelli (dal titolo del suo brano Il ribelle ). Comincia a lavorare con Mina, per la quale scrive Vorrei sapere perche’ e interpreta il film I ragazzi del juke box e poi canta nel film culto di Federico Fellini La dolce vita.
Nel 1961, deve partecipare al Festival di Sanremo ma sta facendo il servizio militare: firmera’ il consenso l’allora Ministro della Difesa Giulio Andreotti. Arrivera’ secondo, con Little Tony, con Ventiquattromila baci. L’anno dopo, fonda la sua etichetta, Clan Celentano, la cui prima produzione e’ Stai lontana da me. L’esperienza pero’ naufraga dopo pochi anni a causa di liti, tensioni interne con strascichi legali. A quell’epoca, Giorgio Gaber dedichera’ il brano C’era una volta il Clan.
Nel 1966 non riesce a entrare nella finale di Sanremo: la canzone e’ Il ragazzo della via Gluck, diventata poi un classico e comunque molto apprezzata dal pubblico cosi’ come le due canzoni scritte in quegli anni per lui da Paolo Conte, La coppia piu’ bella del mondo e Azzurro.
Sempre attento ai problemi ambientali e sociali (Chi non lavora non fa l’amore), e’ con il brano Un albero di trenta piani, contenuto nell’album I mali del secolo che Celentano attacca apertamente la speculazione edilizia e il degrado ambientale. Ma nel 1973 scrive una canzone che, come lui stesso dichiaro’, non voleva dire nulla di importante, Prisencolinensinainciusol, che entra in classifica persino negli Stati Uniti. Affronta poi il tema dell’austerity con Svalutation. E’ di questo periodo anche il suo film Yuppi Du, un quasi musical per l’epoca piuttosto innovativo e rivoluzionario.
Negli anni Ottanta, mentre spopola al cinema con film quali Bingo Bongo, Il bisbetico domato e Asso, conduce il programma televisivo Fantastico 8, passato alla storia per i suoi modi da predicatore, per le pause antitelevisive, per le richieste pseudopolitiche al pubblico, passando dei guai ma riscuotendo un successo di audience incredibile.
Il periodo successivo non e’ smagliante ma nei primi Novanta pubblica un successo da oltre 2 milioni di copie, Io non so parlar d’amore e in tivu’ torna a scioccare e ad avere massima audience con il programma Francamente me ne infischio e poi 125 milioni di caz…te e ancor di piu’con, nel 2005, Rock Politik. Intanto, album dopo album, Celentano riconquista il suo pubblico di sempre e nuovi fan, grazie a canzoni proprio belle come Per sempre e I passi che facciamo. Al di la’ delle mode, personaggio forse “duro”, scomodo chissa’, Celentano resta un grande interprete, un uomo di fascino, un cantore d’amore e di vita.

DISCOGRAFIA:
1960 Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
1960 Furore
1962 Peppermint twist
1963 A New Orleans
1965 Non mi dir
1966 La festa
1966 Il ragazzo della via Gluck
1968 Azzurro Una carezza in un pugno
1968 Adriano rock
1969 Le robe che ha detto Adriano
1970 Il forestiero
1971 Er piu’ Storia d’amore e di coltello
1972 I mali del secolo
1973 Nostalrock
1975 Yuppi du
1976 Svalutation
1977 Disco dance
1977 Tecadisk
1978 Ti avro’
1978 Geppo il folle
1979 Soli
1979 Me, live!
1980 Un po’ artista un po’ no
1981 Deus
1982 Uh uh
1983 Atmosfera
1984 I miei americani
1985 Joan Lui
1986 I miei americani 2
1987 La pubblica ottusita’
1991 Il re degli ignoranti
1994 Quel punto
1996 Arrivano gli uomini
1998 Mina Celentano
1999 Io non so parlar d’amore
2000 Esco di rado e parlo ancora meno
2002 Per sempre
2004 C’e’ sempre un motivo
2005 C’e’ sempre un motivo L’Indiano
2007 Dormi amore, la situazione non e’ buona

04/01/2008 - MSN.com Tribe


dic 9 2007

«Moratti e Formigoni? Genitori di Frankenstein»

L’INTERVISTA ADRIANO CELENTANO

Il cantante: bene il dialogo tra Berlusconi e Veltroni

MILANO — Adriano Celentano si gode il successo e le discussioni accese dal disco, e dal ritorno-lampo in tv, al tavolo da biliardo della sua casa milanese, alla Maggiolina, un passo da via Gluck, dove sono nati i suoi figli e le sue canzoni.

Celentano, ormai di lei dicono che si è buttato a sinistra.
«Quelli che lo dicono sanno benissimo che non è così. Non sono mai stato né di sinistra, né di destra. Sono uno spettatore che sta alla finestra a guardare chi fa le cose meno peggiori. Siamo nel momento sinistro, e credo che la sinistra stia facendo ciò che è giusto fare in questi momenti. Fortunata la destra, che non avendo questa dolorosa incombenza può solo dilettarsi a tifare per la caduta del governo».

Sì, ma nel suo intimo lei come si sente?
«Claudia dice che sono anarchico. Non so che valore abbia. Comunque, la misura del successo delle mie apparizioni in tv è direttamente proporzionale agli insulti che ricevo da coloro che si sentono attaccati, sia di destra sia di sinistra».

Già un anno fa, alla grande manifestazione del 2 dicembre 2006, la piazza di centrodestra interruppe con i fischi l’orchestra di Demo Morselli che suonava Azzurro.
«Me lo ricordo, ero davanti alla tv. Azzurro non è una canzone di parte, appartiene a tutti gli italiani; ma non mi sono offeso. Fa parte del gioco. Era come se quella gente mi dicesse: “Ehi, Adriano, stai sbagliando, non siamo d’accordo con te”. Non me la sono mica presa».

E’ che a lungo si è pensato che lei stesse da quella parte. Fin dagli Anni ‘70, da “chi non lavora non fa l’amore”: non proprio un inno alle lotte operaie.
«Quella canzone fu, come direbbe Berlusconi, fraintesa. Certo, io avvertivo un disagio nella società e invitavo tutti al dialogo, soprattutto i padroni. Gli operai avevano le loro ragioni per scioperare. La chiusa della canzone indicava proprio la necessità che il padrone rinunciasse a qualcosa se voleva che in casa sua regnasse l’amore: “Se non cerchi un accordo con i tuoi operai, prima o poi anche per te finirà la pace, per cui dammi l’aumento signor padrone”. Questo diceva la canzone. Devo ammettere però che il titolo del brano era più forte della supplica finale in favore degli operai. Ecco perché, in parte, giustifico coloro che mi credevano un reazionario». «Il vero amore/ per sempre unito dal cielo… ».

Questa invece fu letta come un no al divorzio.
«Ma era una dichiarazione d’amore per mia moglie, non una dichiarazione politica. Se due si sposano e poi non vanno più d’accordo, è giusto che divorzino. Naturalmente senza lasciare nulla di intentato per cercare di salvare l’amore, di smussare gli angoli, di comprendere le ragioni dell’altro; anche se oggi più che mai comprendere le ragioni dell’altro è una delle cose più difficili, e non solo all’interno di una coppia».

Sull’aborto invece lei è intransigente.
«Sì. Sull’aborto, e in genere sulla vita. Io non sono un esperto di embrioni, però di una cosa sono sicuro: la vita va difesa. Sempre. E’ un dono di Dio, fin dalla prima scintilla. Altre interpretazioni per me non esistono».

Come le pare questa Italia, a confronto con le altre che ha conosciuto? Quella dei suoi esordi nei primi Anni ‘50? Quella del ‘68?
«Si ricordi che lei sta parlando con un ignorante. Però il polso del paese un po’ ce l’ho. Certe cose le sento, e se una cosa mi appare difficile cerco di capire, di trovare una sintesi. I politici a volte mi sembrano come attori di una commedia, che con la scusa di agire per il bene dell’Italia badano anzitutto ai loro interessi. Il che potrebbe anche essere giusto, se i loro interessi coincidessero con l’onestà intellettuale di chi pensa, invece, prima di tutto al bene del paese e poi ai propri interessi… insomma, voglio dire che non ci sarebbe niente di male se, nel fare prima di tutto il bene del paese, se ne traesse anche un vantaggio economico. Ma non mi pare che vada così».

Queste sono le cose che dice Grillo. E’ d’accordo con lui?
«Grillo è coraggioso. E’ un ragazzo della via Gluck. Anch’io non condivido certi toni che ha usato. Ma gli riconosco il merito di aver dato una forte scossa al potere, di aver espresso il malessere che cova nella società. Condivido molte delle cose che dice».

Lei però a suo tempo non si unì ai girotondi di Nanni Moretti.
«No. Non mi sono unito perché non lo ritenevo necessario. Lui aveva già fatto molto casino e non aveva bisogno del mio appoggio. E’ importante capire quando è il momento di fare o di dire certe cose. Anche lui, come Grillo, aveva messo in evidenza un certo torpore della sinistra, obbligandola a fare un esame di coscienza sullo sbandamento in cui versava; e io lo apprezzai per il modo in cui lo fece».

Ogni volta che lei scontenta qualcuno, rispuntano interviste molto critiche di Don Backy o altri personaggi del clan.
«Sono reazioni a cui mi sono abituato. Purtroppo non manca il giornalista che, diverso dagli altri, investito dalla malafede, si guarda bene dal controbattere sul tema che magari ho appena affrontato in televisione, perchè rischierebbe un serio dibattito e ciò non basterebbe a placare il suo livore. E allora ecco che una certa stampa sente la necessità di puntare sulla bassezza di qualche individuo che può spargere veleno su di me, o mentire sul compenso per “La situazione di mia sorella…”; a sentir lei (non mia sorella, la stampa), avrei percepito per il programma più di 700 mila euro, quando invece ne ho presi centomila offerti dalla Rai e accettati senza discutere. Tuttavia devo precisare che questo ritorno-lampo, come lo chiama lei, visto da 9 milioni e 500 mila persone con picchi di 11 milioni e mezzo, vale molto più di qualsiasi considerazione economica. Io sono rock, e mi posso permettere di essere il meno pagato di tutti; per esempio di Fiorello, di Morandi, e tanti altri che adesso non mi va di nominare».

Con Berlusconi, personaggio come lei molto milanese, vi siete mai visti?
«Due o tre volte, durante la fondazione del suo impero. Lui voleva che facessi qualcosa per le sue tv, io ero abbastanza ben disposto, ma non abbiamo mai trovato l’accordo per via degli inserti pubblicitari. Anch’io però ho avvertito il fascino che la sua figura esercita sulla gente: un uomo che nasce dal nulla, così almeno pare, diventa il più ricco del paese e addirittura capo del governo. Bello. Ma adesso deve cambiare. Perché la sua nuova direzione sarà determinante per il suo futuro politico».

Il suo fiuto cosa le dice? Berlusconi può tornare al governo?
«Potrebbe anche vincere le elezioni per la terza volta. E’ un grande comunicatore, sempre pronto a estrarre il coniglio o qualche altra bestia dal cilindro. Lo davano per morto, ma quando ha visto che Fini e Casini lo stavano abbandonando ha avuto uno scatto ed è tornato in scena. Dubito però che durerebbe, che riuscirebbe a governare. Dubito che il suo sia lo scatto che invertirebbe la direzione di marcia del paese. Sono troppi i compromessi e le cose a cui dovrebbe rinunciare. Compromessi che non riguardano solo lui, ma quasi tutti i politici; però solo lui ha questa opportunità di scatto, proprio per la posizione anomala che occupa sulla scena. Viene dal niente, diventa ricco e capo del governo, compra quasi tutto, tranne la sua “ultima opportunità”. Quella non si compra. Gli viene regalata una volta sola, come capita a ognuno di noi. E la sua opportunità è la strana combinazione di trovarsi al centro di un quadro non buono per il paese, però buono e decisivo per chi come lui dovrebbe cogliere l’attimo fuggente di un cambiamento totale, fin dalle viscere, della sua coscienza. Ma forse non è abbastanza vecchio per prendere una simile decisione…».

Le pare forse che l’inversione di marcia possa venire da Prodi?
«Forse… ma Prodi si trova in un situazione di normalità, per cui non gli viene concesso nessun tipo di scatto. Prodi non ha una televisione, non ha un partito che lo sorregge. Però non è detto. Anche se pure lui non ha ancora l’età per staccarsi dal fascino del potere».

Di Veltroni che impressione ha?
«Buona. Il dialogo con l’opposizione, l’incontro con Berlusconi sono cose buone, sia da parte sua che da parte di Berlusconi. Il problema è se entrambi sapranno andare oltre il tornaconto di partito per trovare un accordo, se avranno la forza di cambiare, a costo di confessare qualche loro peccato. Ma non è facile…».

Molti suoi colleghi sono fuggiti all’estero per non pagare le tasse. Lei?
«All’estero non sono mai fuggito, anche perché non so neanche dov’è. Credo che le tasse siano un male necessario. Ho capito che siamo tutti chiamati a fare un sacrificio per il bene comune. Anche se in teoria, a parte gli operai che non dovrebbero avere la preoccupazione di arrivare alla fine del mese, nessuno dovrebbe dare allo Stato più di un terzo di quello che guadagna».

Bossi le è simpatico?
«Sì, mi è simpatico. Mi ricorda uno dei personaggi della Milano degli anni Cinquanta. Bossi sembra nato al bar. Uno di quelli che passano il tempo a giocare a biliardo e a lamentarsi delle cose che non vanno, con gli amici che gli dicono: perché non vai avanti tu? Una, due, tre volte; tra la quarta e la quinta volta, forse deve aver deciso. Così è andato avanti lui».

Ha letto gli elogi e le critiche degli architetti?
«Ho letto. E mi dispiace che questa categoria si stia scavando la fossa con le sue stesse mani. Ma ciò che più mi dispiace è che le loro scatole tombali — perché di questo si tratta, quando progettano le case popolari dove infornare la povera gente — lascino un segno così oscuro che difficilmente si potrà smaltire. L’unica cosa è sperare nei giovani, sui quali confido per una rinascita dell’architettura: che tenga conto sì del moderno, ma senza dimenticarsi del passato, che rappresenta le fondamenta della nostra identità. E’ attraverso il passato che possiamo sapere chi siamo e da dove veniamo».

Ha visto la puntata di Porta a Porta dedicata a lei e a Benigni?
«Sì. E ho visto la cura, direi quasi chirurgica, con la quale ha impostato la trasmissione. Peccato. Un’altra occasione persa per dimostrare un’imparzialità che pare proprio non esistere nel dna di Bruno Vespa. Gli ospiti sono stati scelti ad hoc per sparare cazzate sul mio conto. A parte Sgarbi che in qualche modo, ma devo ancora pensarci, credo mi abbia difeso, e Bondi, l’unico ad aver detto una cosa buona su di me e, devo dire, sensata: “Celentano e Benigni, gli unici che fanno una televisione di qualità e che fa discutere”. Grazie Bondi. Al suo fianco c’era Paragone, un giornalista di Libero molto poco paragonabile se non a se stesso, al quale non do torto quando dice che io ripeto da quarant’anni le stesse cose. Per forza: trent’anni fa dissi che gli architetti erano dei cani rabbiosi che divoravano le bellezze delle città. A oggi, il risultato qual è stato? Che di bello Milano non ha quasi più niente. E non solo Milano, tutta l’Italia tra un po’ sarà irriconoscibile, se non si fa qualcosa per fermare l’onda devastante geneticamente modificata dai genitori di Frankenstein».

Chi sarebbero i genitori di Frankenstein?
«La Moratti e Roberto Formigoni. Il quale, a un incontro nella voragine dove sta nascendo il nuovo mostro da lui concepito, ci ha tenuto a spiegare tra gli applausi, purtroppo, del presidente Napolitano il senso dell’operazione: il primo Palazzo di Governo edificato a Milano dopo il Castello Sforzesco. Bravi genitori mostruosi! Già che ci siete, perché non buttate giù anche il Castello Sforzesco? Non vi rimane che cancellare quest’ultima espressione del volto di Milano per confondere definitivamente i milanesi che, se poi la fate finita anche col Duomo, non sapranno più distinguere se sono a Torino, a Milano, o in Russia. Quindi come faccio, caro Paragone di Libero, a non ricordarti che la più grande sciagura sono gli architetti? Io lo dico anche per il tuo bene, e poi cambialo quel cognome che hai, se no la gente quando ti vede non ti paragona a nessuno. Ma il bello, quello vero, arriva con i clown di regime, Luca Giurato, e il sergente Maria Latella. Giurato, che di fronte a un tema mondiale come quello del nucleare salta sul podio come fosse un giornalista, lui, modello trash di qualcosa che non si può neanche più chiamare giornalismo, e dice: “Ma da dove viene Celentano? Se l’Italia sta male è perché non abbiamo il nucleare”; e subito dopo, con una considerazione ancora più spaventosa, dice che “noi, essendo vicini alla Francia, saremmo comunque spazzati via se una delle centrali francesi avesse un guasto”. Un discorso, quello di Giurato, che non può essere più cretino…».

Prego?
«Intendiamoci, non cretino lui, cretino il discorso, che purtroppo ripetono in tanti. Come si fa a non capire che rinunciando alle centrali nucleari non solo salviamo i tre quarti rimanenti dell’Italia — perché la Lombardia ormai ha i giorni contati giustamente come dice Giurato —, ma mandiamo anche un messaggio di incoraggiamento al resto dell’Europa? Ora io posso capire Giurato, poverino… ma tu, piccola Vespa amico delle zanzare, tu sai che nella mia trasmissione ho detto anche altre cose: mi sono rivolto agli ultrà e non li hai neanche presi in considerazione, ho parlato del nucleare e te ne sei guardato bene dall’invitare qualcuno d’accordo con me per un giusto contraddittorio, tipo Pecoraro Scanio, e poi… non voglio dire cosa hai volutamente omesso».

A cosa si riferisce?
«Vespa lo sa».

E i tg, come le sembrano?
«Si assomigliano tutti. Ognuno nasconde una parte di verità. Ma in fondo si completano. Nel senso che si mettono d’accordo per non nascondere tutti e due la stessa cosa. Se il Tg1 nasconde la prima parte, il Tg5 nasconde la parte finale, in modo che nessuno possa dire niente perché effettivamente la notizia è completa… l’unico problema è che per vederla completa, siccome va in onda in contemporanea, la gente deve avere due televisori, uno a fianco dell’altro».

Aldo Cazzullo

09/12/2007 - Corriere della Sera