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mag 26 2010

Celentano “reo confesso”: “Sì ho strattonato Pepè, ma ho agito da solo”, in tribunale a Sanremo

‘Si’, l’ho strattonato, ma ero solo’. Adriano Celentano, stamani, durante l’udienza dal giudice civile di Sanremo, citato per le lesioni al fotografo Giuseppe Staltari (in arte, Pepe’), ha ammesso i propri addebiti. Ha riconosciuto di aver cercato di strappare la sua fotocamera, nell’agosto del 2006, al Grand Hotel del Mare, di Bordighera, dove il ‘molleggiato’ ha un alloggio nell’omonimo residence. Nel corso dell’udienza, alla presenza dei rispettivi avvocati della difesa (Andrea Ricca Barberis, per Pepe’ e Luciano Leone per Celentano), il giudice ha interrogato entrambe le parti.

Celentano ha detto di essersi avvicinato e di aver strattonato il fotografo, ma anche specificato di aver agito da solo, senza quindi la complicita’ della guardia del corpo, Fabrizio Torre, accusata di aver trattenuto il fotografo. Il giudice ha, poi, aggiornato il processo al 27 ottobre prossimo, ammettendo due testi, uno per parte: la compagna di Pepe’, Vilma Budigna e la guardia del corpo, Fabrizio Torre. All’uscita del Palazzo di Giustizia, Celentano ha ribadito che non intende fare pace col fotografo e che andra’ avanti per la sua strada.

Presente al Palazzo di Giustizia, scortata dalle guardie del corpo anche la moglie di Celentano, Claudia Mori

L’INTERVISTA AL FOTOGRAFO PEPE’ CHE RACCONTA L’UDIENZA CON CELENTANO

‘Gli ho detto di chiuderla li’ con un servizio posato di lui e il nipotino, ma non ha accettato. Poi, gli ho offerto una vecchia foto della mamma, donna Giuditta. Subito ha fatto il duro e non l’ha accettata, ma alla fine l’ha presa’. Pepe’, il fotografo che ha citato dal giudice civile lo showman Adriano Celentano, davanti ai microfoni e alle telecamere, racconta i tratta salienti dell’udienza per il risarcimento danni conseguente all’aggressione avvenuta nell’agosto del 2006, quando Celentano lo strattono’ per levargli la fotocamera, al Grand Hotel del Mare.

‘Alla fine – racconta – gli ho dato una fotografia della madre. Umilmente gli ho detto: ‘Adriano, portatela a casa’. Fosse stata una persona sensibile l’avrebbe presa subito: era ritratto con i figli e con la moglie. Queste sono foto posate e non rubate. Quando l’ho visto cosi’, un po’ duro, gli ho detto, visto che nella foto c’ero pure io: ‘Taglia Pepe’ e rimani tu e donna Giuditta. Una donna davvero stupenda, che rassomigliava a mia mamma. Una di quelle donne all’antica. Era una foto scattata al Casino’ di Sanremo’.

Pepe’ prosegue nel suo racconto e afferma: ‘Volevo chiuderla in bellezza e per sdrammatizzare gli ho detto: ‘Adriano, tu sei un uomo di chiesa, io no. A proposito, l’hai vista la sindone? Strano che non ti ho visto’. Sembrava che dovevano condannarlo a trent’anni o assolverlo. Poi gli ho allungato la foto della madre e gli ho detto, davanti al giudice: ‘Che mi dai la stretta di mano, non mi frega nulla. Pero’, chiudiamola cosi’: fammi fare un servizio col tuo nipotino e…’. Non ho chiesto un servizio con la Monica Bellucci, in qualche albergo periferico, ma solo una fotografia di lui col bambino in braccio. La risposta e’ stata ‘assolutamente, no’.

Nel raccontare l’udienza Pepe’ afferma: ‘Ho parlato prima io col giudice, mi ha interrogato ed io ho risposto. Poi, ha parlato lui, ma un po’ in malafede, perche’ ha sostenuto che, un anno prima dell’aggressione, mi aveva detto di non fotografarlo piu’. Io, pero’, gli ho ricordato: ‘Guarda che ti sbagli, perche’ e’ cinque anni che non ti vedo e che non ho la casa piu’ qui. Io, infatti, abitavo dove c’era Celentano ed e’ per quello che lo vedevo sempre. Lui ha detto che io lo importunavo e gli stavo dietro ventiquattro ore su ventiquattro. Per forza, sono li’. Io ho fotografato Adriano sempre, quando lo diceva lui. Non sono mai stato scorretto’.

26/05/2010 – riviera24.it


mag 26 2010

Udienza Celentano-Pepè: parziale ammissione del molleggiato

E’ durata poco meno di un’ora l’udienza per Adriano Celentano ed il fotografo Giuseppe Staltari. Sfuggevole e silenzioso il molleggiato all’uscita dall’aula del giudice Cento accerchiato dalle guardie del corpo si è subito allontanato. Subito dietro, anche l’avvocato Luciano Leone si è defilato preferendo non esprimere commenti o rilasciare dichiarazioni. Celentano tra i corridoi ha solo salutato una fan che gli ha rivolto un chiaro ‘ciao’.

Le parole del cantautore sono arrivate solo poco dopo quando è stato incalzato dalla ressa di giornalisti che si sono affiancati alla sua vettura, guidata dalla moglie Claudia Mori. “Ho ricostruito la vicenda. – ha spiegato Celentano che di fronte alla selva di domande che gli chiedevano una sua versione ha detto – Sarà il giudice a dire com’è andata la vicenda”.

Più loquace la presunta parte lesa nella vicenda ovvero il fotografo conosciuto come Pepè che con una certa disinvoltura ha dichiarato: “Lui ha detto che l’anno scorso mi aveva rimproverato di non fare più fotografie. Io gli ho risposto, guarda che l’anno scorso non è vero. Erano 4 o 5 anni che ero lì 24 ore su 24 perchè abitavo lì. Ho fatto sempre le foto quando volevi tu”.

Poco dopo l’avvocato del fotografo, Andrea Ricca Barberis ha detto: “Nell’interrogatorio Celentano ha ammesso di essersi avvicinato da solo a Pepè per strappargli la macchina ed averlo strattonato. Il giudice ha rinviato al 27 ottobre per ascoltare la compagna di Pepè ed il bodyguard di Celentano, che era presente e secondo la nostra ricostruzione ha partecipato all’aggressione. Per noi c’è un interesse nella vicenda in relazione alla figura della guardia del corpo e quindi chiederò che non venga ammessa la sua testimonianza”.

Questi sono i pochi ma significativi dettagli sull’udienza odierna, la prima con Celentano presente. L’incontro tra le due parti oggi è stato breve ma intenso e terminato con i sorrisi. E’ stata proprio questa l’immagine vista dal sottoscritto all’apertura dell’aula, dove non è stato possibile fare fotografie, per un’udienza pressoché blindata. Fuori dal palazzo di giustizia Pepè ancora amareggiato per l’accaduto ha confessato di aver lasciato al molleggiato un dono, una fotografia di parecchi anni fa. Adesso la prossima udienza si terrà ad ottobre per le uniche due testimonianze fino ad ora concesse.

26/05/2010 – sanremonews.it


mag 13 2010

Il re dei paparazzi torinesi porta in tribunale Celentano: «Adriano, mi devi risarcire»

Problemi in vista per il “Molleggiato”. Adriano Celentano dovrà infatti presentarsi il 26 maggio prossimo davanti al tribunale di Sanremo per rispondere ad una accusa di lesioni. A intentare la causa non è stato però una persona qualunque, ma lo storico fotoreporter torinese Giuseppe Staltari, meglio conosciuto come Pepé. In realtà l’udienza processuale era in programma lunedì 11, ma Celentano non si è presentato, spedendo però un fax dove spiegava la sua assenza legata alla registrazione del suo prossimo album. La vicenda in questione è piuttosto intricata e risale al 2006, ma a raccontarla nei dettagli è lo stesso Pepè, che nella causa è rappresentato dall’avvocato Luigi Ricca Barberis e che svela di conoscere personalmente Celentano da oltre 40 anni.

«Per oltre 25 anni ho affittato per il periodo estivo una casa a Bordighera, e come vicino di casa avevo proprio Adriano. Abbiamo sempre avuto buoni rapporti e tutte le foto che ho di lui le ho sempre scattate con il suo assenso. Circa otto anni fa – continua il fotoreporter – abbandono la casa e da lì non vedo più Celentano. Nel 2006 mi ritrovo a Bordighera con la mia compagna e incontro Adriano che parla con quattro ragazze russe, che l’avevano riconosciuto. Prima ci salutiamo affettuosamente e poi correttamente faccio un cenno per chiedergli lo scatto, ma lui mi fa segno di no e io non realizzo nessuna fotografia. Ma è il giorno successivo che avviene il fattaccio – Pepé lo chiama proprio così -. Ricordo bene che era il 24 agosto 2006 e stavo prendendo il sole. Vedo sulla scaletta d’ingresso al lido Celentano e mentre lo saluto gli faccio uno scatto, senza alcuna malizia. In quel momento vedo una mano che mi blocca, che scopro di essere del bodyguard di Adriano, che intanto si avvicina con un altro. Scoppia un litigio perché volevano strapparmi la macchina, ma dopo poco se ne vanno e io chiamo polizia e ambulanza. Dopo aver fatto la denuncia – conclude Pepé – sono tornato a Torino e recatomi per un controllo al Gradenigo ho scoperto che durante la colluttazione mi avevano rotto una costola».

In seguito Celentano ha poi fatto una controdenuncia, affermando che il povero Pepé gli aveva reso impossibile la vita, inseguendolo sotto casa 24 ore su 24. Cosa difficile da credere, visto che il fotorepoter torinese può essere considerato il primo paparazzo italiano, nel senso buono del termine, e vanta un’archivio sterminato di foto con immagini inedite di personaggi del calibro di Marcello Mastroianni, Massimo Ranieri o Lucio Battisti.

Alessandro Banfo

13/05/2010 – cronacaqui.it