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giu 14 2009

Mazza, non ho visto Claudia Mori

La moglie di Celentano conferma: ho incontrato Masi
(ANSA) – ROMA, 14 GIU – Il direttore di rete Mauro Mazza esclude di aver avuto contatti di alcuni tipo con Celentano o Claudia Mori: cosi’ la direzione di Raiuno. Nei giorni scorsi il clan aveva fatto sapere di aver ricevuto un rifiuto dalla Rai all’inserimento del nuovo programma del molleggiato nei palinsesti della rete ammiraglia, precisando che il no non era legato a motivi di budget. Smentite anche da Claudia Mori:Chi veramente incontrai all’inizio del suo insediamento fu il dg Masi’.

14/06/2009 – Ansa


giu 12 2009

No a Celentano, per la Rai non è il momento di “esagerare”

Roma, 12 giu (Velino) – “Non le sembra di esagerare?”. Doveva intitolarsi così il nuovo programma in sei puntate che Adriano Celentano aveva preparato per l’autunno di RaiUno. Una trasmissione che il “molleggiato” aveva definito pronta (ma non lo era), concordata con l’ormai ex direttore dell’ammiraglia Fabrizio Del Noce (un paio di colazioni), e per la quale aspettava in primavera una risposta che dal settimo piano non è mai arrivata. Non a caso alla presentazione dei palinsesti prevista per martedì 16 giugno sull’asse Roma-Milano, il nome Celentano gli inserzionisti non lo sentiranno neanche per sbaglio. Se è vero, infatti, che gli ascolti di Adriano non sono standard – media del 46 per cento di share alla “RockPolitik” – è indiscutibile che non lo siano neanche i costi del suo clan… E scorrendo i piani di produzione annuali di RaiUno non figurano certo budget speciali per “l’intrattenimento” della prima serata. Celentano costa mediamente il triplo di una normale prima serata d’intrattenimento (tre milioni a puntata contro un milioncino tutto compreso per un Morandi o un Salemme). E questo “lusso” – con gli spot che non bastano certo a rientrare dell’investimento – la Rai non se lo può permettere. Certo, un’accelerazione al rientro di Celentano potrebbe imprimerla il nuovo direttore di RaiUno Mauro Mazza: se gli interminabili silenzi del “molleggiato”, i suoi monologhi, le sue canzoni e il suo inconfondibile charme vanno a genio all’ex direttore del Tg2 lo capiremo – garantiscono dai piani alti – già dalla primavera.

12/06/2009 – il Velino


apr 22 2009

Butti: Celentano come Benigni, non sprecare denaro pubblico

Stabilire criterio fermo su cessione diritti tv
Roma, 22 apr. (Apcom) – “Il rischio che paventavo da tempo si sta materializzando: dopo il grande regalo fatto dalla Rai a Benigni ecco che un’altra star nostrana avanza pretese non condivisibili”. Lo afferma il capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza, Alessio Butti, in riferimento all’annunciato ritorno del ‘molleggiato’ sugli schermi del servizio pubblico. “Come si apprende oggi, dopo l’accordo strappato dal comico toscano per lo sfruttamento di materiale video di proprietà della Rai, – sottolinea – anche Adriano Celentano chiederebbe lo stesso trattamento. ‘Il molleggiato’ pretenderebbe carta bianca sull’utilizzo delle sue immagini tv, in cambio del suo ritorno sull’ammiraglia della Tv pubblica con un nuovo programma. Il precedente di Benigni rischia di diventare devastante per le casse del servizio pubblico, per il patrimonio delle Teche Rai e per il cittadino che finanzia l’azienda con il canone. Siamo di fronte – prosegue il senatore Butti – al secondo caso in pochi mesi di richiesta alla Rai di cessione di diritti Tv che costituiscono un patrimonio storico-culturale unico e collettivo”. “Rispondendo alla mia interrogazione durante un question time in Senato, – prosegue l’esponente del Pdl – il sottosegretario Romani ha affermato che sulla ‘questione Benigni’ si sarebbe al più presto avviata un’indagine interna alla Rai, ma al momento ancora tutto tace. Quali decisioni ha assunto il vertice Rai? Quali sono i criteri che s’intende adottare anche in futuro evitando il più possibile di usare due pesi e due misure? E’ vergognoso – conclude il senatore Butti – che la Rai, anche alla luce dell’attuale congiuntura economica, sprechi denaro pubblico per appesantire ulteriormente le tasche già piene dei soliti noti. Chiederemo al più presto chiarimenti in Vigilanza per capire la vicenda Celentano e la gestione futura delle Teche. E’ il momento di stabilire un criterio fermo sulla base del quale regolamentare la cessione di diritti Tv, che sono parte del patrimonio culturale del Paese”.

22/04/2009 – APcom


apr 22 2009

Celentano, vicino al ritorno in Rai con uno show di 6 puntate

Le pause, i monologhi a sorpresa, la libertà editoriale, i contratti milionari, le polemiche, ma anche i record di ascolti e, secondo gli osservatori più attenti, la destrutturazione del varietà: sono gli ingredienti della Celentano-tv. Ovvero più di vent’anni di successi e provocazioni lanciate dal Molleggiato dal 1987, quando conduce il primo Fantastico del dopo-Baudo, fino all’ultimo show del novembre 2007, La situazione di mia sorella non è buona. Aspettando, mentre Sky Uno propone l’inedito Sognando Chernobyl i occasione dell’Earth Day, il possibile ritorno sulla Rai con un nuovo programma in sei puntate.

Tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia, l’ex ragazzo della via Gluck mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione delle foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria “La caccia è contro l’amore” e a mandare al Capo dello Stato il messaggio “Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga”. Si corregge, ma non evita la multa della Rai né il processo per turbativa elettorale, da cui esce assolto con formula piena.

Celentano rimette piede in Rai il 5 novembre 1991, ancora su Raiuno, a Notte Rock. I monologhi, moderati da Enzo Biagi, non fanno sfracelli, mentre gli ascolti sfiorano i 7 milioni. Un nuovo ritorno a dicembre 1992 su Raitre con Svalutation, solo due puntate annunciate dal promo “Si salvi chi puo”. Il Molleggiato se la prende con i ricchi, chiede che vengano restituite all’Italia la bellezza di un tempo e le botteghe degli artigiani. Risultato, 5 milioni di media.

Nel 1999 Francamente me ne infischio è il titolo-bandiera dello show, voluto dall’llora direttore Agostino Saccà, in onda su Raiuno per quattro puntate (da 2 miliardi di lire l’una). Forte della carta bianca avuta dalla Rai, il Molleggiato parla di pena di morte, fame, guerra, pedofilia, stupro, vivisezione, mine e mancanza d’acqua. Fioccano polemiche e ascolti: l’esordio fa oltre 9,5 milioni (42.29%). Ad aprile 2001 è la volta di 125 milioni di caz…te: i temi sono i cibi transgenici, la legge sulla donazione degli organi, la frenesia del vivere moderno, l’amore. Set da oltre tremila metri quadri, costi da capogiro: circa 23 miliardi per quattro puntate, si dice. Eccezionali gli ospiti (da Dario Fo a Giorgio Gaber) e gli ascolti: all’esordio oltre 12 milioni nella prima parte e quasi 8 nella seconda.

Nel 2005 il nuovo pulpito per Celentano è Rockpolitik, ancora su Raiuno: dividendo il mondo in lento e rock, il telepredicatore parla di fame, guerra, violenza, ridà il microfono a Michele Santoro, ospita Roberto Benigni che fa il verso a Totò e Peppino e scrive una lunga lettera a Silvio Berlusconi (davanti alla tv ci sono oltre 15,5 milioni di persone, mentre la media delle quattro puntate sarà del 46%, per un costo di 22 miliardi di vecchie lire). Come sempre il ciclone Celentano ha avuto piena libertà autoriale, ma il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ne prende le distanze.

Il 26 novembre 2007 arriva su Raiuno la serata-evento La situazione di mia sorella non è buona. Le sentenze di Celentano, puntualmente al centro di polemiche, spaziano da Prodi al nucleare, dagli ultrà agli architetti a Berlusconi. Mai confermati i costi milionari, mentre il verdetto dell’Auditel è di oltre 9 milioni.

21/04/2009 – L’Unità