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feb 2 2012

Bruno Perini racconta Adriano Celentano

Memorie di zio Adriano

Mentre la polemica si gonfia e l’attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro “Memorie di zio Adriano”, la biografia non autorizzata del Molleggiato uscita per Mondadori, lo racconta in esclusiva per Affaritaliani.it.

“Non è una novità, Adriano ha fatto spesso beneficenza, sempre in silenzio. Oltre a crederci davvero questa volta ha voluto far capire che il problema per lui, in questo scontro con la Rai, non erano i soldi, ma l’autonomia. Quello su cui proprio non transige è l’avere carta bianca sui contenuti dei suoi interventi televisivi”.

Lei conosce bene la storia di Celentano, che dice, ha sempre avuto questa linea?
“Sempre, da Fantastico a Rock Politik, lui pone queste condizioni: il contenuto dei suoi interventi deve essere libero da qualsiasi controllo. Esattamente la parte del contratto che non accetta è quella sui “testi da concordare” proprio perché la sua conditio sine qua non per comparire davanti alle telecamere è avere massima autonomia; tutti, anche i parenti più stretti, rimangono all’oscuro di quello che dirà o farà fino alla diretta”.

Protagonismo? Amore per la libertà in generale? Che cosa c’è dietro a questo modus operandi?
“Lui ha da sempre a cuore la libertà di stampa e difende l’autonomia professionale degli artisti”.

Come mai la Rai ha ceduto secondo lei?
“Hanno bisogno di lui. Nel mio libro, Memorie di zio Adriano, l’ho chiamato re dell’audience per il potere che ha sul rientro pubblicitario. C’è un episodio indimenticabile nella storia della televisione italiana: accedde proprio durante il Festival di Sanremo condotto da Toni Renis, quando il direttore della rai era Flavio Cattaneo. Quell’anno il Festival si annunciava un flop clamoroso con una media di 6 milioni di spettatori al giorno. Pregarono Adriano di andare, lui accettò e lo fece gratis. Appena fu annunciato in trasmissione si registrò un balzo da 6 milioni a 14 milioni come punta massima, 12 milioni la media della serata. Nessuno lo dice ma Adriano è un business pazzesco per la Rai”.

Ha dimostrato la sua autonomia televisiva anche in altri casi, ci racconta qualche aneddoto?
“Nel 1987, a Fantastico, spostò milioni di spettatori dalla Rai a Canale5 e fece spegnere le tv. Poi il giorno prima del referendum chiese al pubblico di votare contro la caccia con gli slogan “la caccia è contro l’amore”, “io sono il figlio della foca non voglio che mia madre pianga”, venne processato e assolto perché non sapeva che fosse un reato condizionare il voto degli italiani e per la prima volta un tribunale considerò la buona fede. Oppure portò in prima serata Franca Rame che raccontò lo stupro che aveva subito. Fino alla polemica contro Berlusconi a Rock Politik…”

A proposito di Berlusconi, da un sondaggio lanciato su Affaritaliani.it risulta che gli italiani lo hanno eletto icona della sinistra, come mai? Lui era democristiano e cantava Chi non lavora non fa l’amore…
“Da biografo, avendo studiato la sua evoluzione politica oltre che artistica posso confermare che lui nel ’94 era assolutamente berlusconiano. Disse pubblicamente, rivolgendosi al Cavaliere: “Lasciatelo lavorare”. Si era ‘innamorato’ della sua proposta di abbassamento delle tasse e vedeva in Silvio un self made man e una grande novità politica. Poi si è ricreduto, pian piano, con le promesse non mantenute e diversi segnali. Poi si è verificato un fatto scatenante: qualche anno fa la Rai approvò uno sceneggiato su De Gasperi prodotto da Claudia Mori con l’approvazione della figlia di De Gasperi, che avrebbe avuto come regista Liliana Cavani, notoriamente di sinistra. Ma questo, evidentemente, non piacque all’ex premier; Agostino Saccà (responsabile delle fiction) telefonò a Claudia: “Niente Cavani o salta la fiction…”. Il fatto lo fece riflettere, e turbò molto il suo animo sensibile alla libertà di espressione”.

Celentano oggi scrive sui giornali, parla di politica…
“Legge molto. A differenza di una volta, non è più il re degli ignoranti. Editoriali, testi dei suoi interventi… Scrive tutto lui, da solo. Ha contribuito, e non poco, anche alle elezioni di Pisapia: i suoi fans, che spesso non sono di sinistra, lo hanno seguito perché lui ha questa capacità di spostare un intero elettorato”.

Che altro non approvava della linea berlusconiana?
“La sua politica anti-ecologica che ha culminato con il referendum sul nucleare”.

Ma le voci su Celentano in politica, sono plausibili?
“No, non lo farebbe mai. La voce cominciò a girare perché Celentano accettò di andare alla presentazione di un libro di Mario Capanna che ironizzò: “Perché non lo candidiamo a sindaco di Milano?”.

E di Monti che dice lo zio?
“Gli piace, lo trova una persona seria”.

Per tornare a Sanremo, allora non è prevedibile quello che farà?
“Nessuno sa niente. Nessuno. Lui è molto sensibile al tema della crisi, della povertà, della ripresa, delle piccole imprese, come dimostrano i testi dell’ultimo disco. Ma la sua forza sta proprio nella sua imprevedibilità, quindi potrebbe sorprenderci tutti e fare tutt’altro”.

01/02/2012 – Affaritaliani.it


dic 4 2011

“Giovani schiavi dei politici che hanno distrutto il Paese”

Celentano alla kermesse organizzata da Grillo per gli alluvionati

TEODORO CHIARELLI

Di nuovo sul palco Dopo un silenzio di quasi 17 anni il «molleggiato» è tornato a cantare a Genova per raccogliere fondi per gli alluvionati. Con lui anche Gino Paoli, Antonacci e don Gallo. Il numero di conto corrente per chi volesse fare una donazione è: Iban IT33 I061 7501 4260 0000 2390 380 intestato «P.A. Croce Verde Pegliese per Genova».

INVIATO A GENOVA
Biagio canta, Beppe parla, Adriano… non si sa», recita la locandina appesa sui muri dei palazzoni popolari. Ebbene sì, Celentano c’è, è lì sul palco con Antonacci e Grillo, Gino Paoli e don Andrea Gallo, prete da marciapiede. E parla il molleggiato, duetta, si lancia in uno dei suoi celebri sermoni. E canta. Dopo diciassette anni, due canzoni in pubblico. Un happening, uno show, una grande, straordinaria serata ieri a Genova nel nome della solidarietà e a sostegno di chi è stato colpito dalla recente, tragica alluvione. Metti una sera nell’estremo ponente di Genova, al Cep, acronimo di «Centro Edilizia Popolare», micidiale risultato della santa allenaza fra i famelici costruttori genovesi e il centro sinistra degli anni Settanta.

«Celentano non va in tv da Fiorello, 12 milioni di spettatori e viene qui, al PalaCep: è una cosa straordinaria», urla Grillo dal palco, mandando in visibilio i duemila che si sono arrampicati fin quassù. E Adriano si presenta sul palco. Vestito di scuro, sorridente, si inchina davanti al pubblico. Arringa la platea, soprattutto i giovani. «Voi giovani non potete sognare perché siete schiavi degli immobiliaristi, degli imprenditori, degli industriali che quando perdono un centesimo di profitto non hanno scrupolo a lasciare a casa migliaia di operai». E ancora: «Non potete sognare perché siete schiavi di una destra corrotta colpevole di aver massacrato l’Italia e siete schiavi di una sinistra che quanto a corruzione non ha niente da invidiare alla destra. Come fate a sognare?».

Poi l’attualità. «Adesso il governo Monti ci dice che dobbiamo fare sacrifici. In effetti la crisi c’è, abbiamo un debito pubblico alle stelle. E chi ci rimette? La povera gente. Io sarei favorevole alla matrimoniale…». «Patrimoniale», lo interrompe Grillo. «No, no – fa Celentano – Quella era con l’altro governo. Ora si chiama matrimoniale». E per finire, una frecciata «a quel pazzo del ministro dell’Ambiente, che è favorevole al nucleare. Non si era accorto del referendum: lui non c’era, dicono che stava dormendo».

Per l’Adriano nazionale una standing ovation. Celentano è travolto dall’affetto dei ragazzi che cantano a squarciagola «Il ragazzo della via Gluck». Adriano si commuove, non voleva cantare, ma interviene don Gallo «che qualche volta fa anche i miracoli». Celentano si lascia andare: «Se me lo chiede don Gallo, canto». Così si lancia in un frenetico rock ‘n roll, con l’anziano sacerdote che si dimena come un ragazzino. Poi finalmente intona: «Questa è la storia di uno di noi, nato anche lui per caso in via Gluck». E’ l’apoteosi. La parabola della cementificazione e della natura derubata. Quello che in fondo è successo in Liguria. Cantano tutti. In un angolo del palco un coro d’eccezione: Paoli, Antonacci, Grillo e don Gallo. E’ veramente commmosso il “molleggiato”: «Sono diciassette anni che non salivo su un palco. Ma vi prometto che tornerò».

In apertura di serata Grillo ha ricordato la Genova di quando era bambino («davanti alla mia casa viveva il killer Donato Bilancia, ma la mia mamma mi diceva “Beppe, se fai tardi, fatti accompagnare da Donatino che sto più tranquilla”»). Poi tocca a don Gallo, il leader della comunità di San Benedetto al porto. A Biagio Antonacci il compito di aprire le danze, scaldando duemila del tendone prima con un omaggio al cantautore genovese Bruno Lauzi, poi offrendo i suoi brani più noti come «Se io, se lei» e «Ma che vita è». «Questa non dev’essere beneficenza – dice ma solidarietà». Dopo Antonacci, Gino Paoli che ha battibeccato con Beppe Grillo prima di intonare le bellissime «Senza fine» e «Sapore di sale». Una serata magica e un quartiere che si fa promotore di solidarietà, per gli alluvionati della città.

04/12/2011 – La Stampa


dic 4 2011

Celentano per Genova ferita: “Fatevi contagiare dall’onestà”

Dopo 17 anni che non saliva su un palco per incontrare dal vivo il pubblico, il “molleggiato” interviene all’appuntamento per la città alluvionata. Canta “Il ragazzo della via Gluck” e insegna: “Il pericolo viene da chi guadagna. Non seppelliamo il sogno italiano”. E Grillo se la prende con la Siae: “Ha chiesto il 10% sui brani ma io li ho mandati a ramengo”
di NADIA CAMPINI

Celentano per Genova ferita 'Fatevi contagiare dall'onestà'

Molti fino all’ultimo non ci credevano, invece alla fine è arrivato anche lui, Adriano Celentano, il molleggiato, che ha detto di no a Fiorello e dodici milioni di spettatori in tv per venire fino a Pianacci, sulle alture del Ponente, una periferia che si sta riscattando, per una serata di parole, musica e solidarietà in favore degli alluvionati di Genova.

E nonostante la promessa di non cantare si fa pure convincere da don Andrea Gallo, il “prete partigiano”, e canta con don Gallo che balla sul palco. “Erano diciassette anni che non salivo sul palco _ ammetterà poi _ c’è voluto mister quattro e mezzo per cento”, dice, prendendo in giro Grillo con il suo movimento Cinquestelle.

Adriano si scatena con “Il ragazzo della via Gluck”, dopo una delle sue prediche graffianti declinate questa volta sul cemento di Genova. “C’è l’uomo che guadagna e quello che non guadagna _ attacca Celentano _ e il pericolo viene da quello che guadagna”.

E prosegue: “Noi non siamo quei becchini che hanno seppellito il sogno italiano. Voi non potete sognare, siete schiavi degli immobiliaristi, degli imprenditori che appena il profitto scende non ci pensano di lasciare a casa migliaia di operai, siete schiavi di una destra corrotta colpevole di aver massacrato l’Italia che ha le origini nella Dc, ma che non è solo di destra ma anche di sinistra… Come fate a sognare, perché sarete subissati dagli incubi di una Genova soffocata dal cemento”.

Celentano racconta l’alluvione di Genova, di Messina, delle Cinque Terre come di un incubo, per dire che “dobbiamo convincere i governi di destra e sinistra che il lavoro più divertente di un politico è quello di agire con onestà per il bene del paese”. E parla del “virus dell’onestà come un virus benefico che può contagliare un intero popolo”.

Parla del debito pubblico, e si dice convinto che è giusto se non ci rimette solo la povera gente. “Sono favorevole alla matrimoniale”; Grillo lo corregge, ma lui insiste, “matimoniale o matriciana non ricordo più”, e se la prende con “quel pazzo del ministro dell’ambiente che si è addormentato quando si è fatto il referendum sul nucleare”.

Al Palacep erano arrivati in 1.500, rispondendo all’appello dell’associazione Pianacci per ascoltare Beppe Grillo, Gino Paoli, Celentano e Biagio Antonacci, con Grillo a fare da mattatore. E’ stato lui a affascinare per primo il pubblico raccolto sotto il tendone del PalaCep con la consueta, ferocissima dialettica. Grillo, che ha ricordato la Genova di quando era bambino (“davanti alla mia casa viveva il serial killer Donato Bilancia, ma la mia mamma mi diceva ‘Beppe, se fai tardi, fatti accompagnare da Donatino che sto piu’ tranquilla”), che ha attaccato la Siae perché per la serata di beneficenza ha preteso il 10% sui brani (“e io li ho mandati a fanculo perchè qui gli artisti sono venuti gratis”), che ha introdotto don Gallo, il leader della comunità di San Benedetto al porto che a sua volta ha ‘salutato’ la Siae. Grillo se l’è presa anche con il cardinal Angelo Bagnasco “e i suoi bodyguard”: “Una volta gli ho detto: cardinale, se Gesù Cristo avesse avuto 12 guardie private al posto dei dodici apostoli, a quest’ora non sarebbe stato crocifisso, non ci sarebbe stato il Cristianesimo e lei ora sarebbe senza lavoro”.

03/12/2011 – La Repubblica


giu 14 2011

L’”ultima” telefonata di Celentano – Linea Notte 13/06/2011

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giu 13 2011

Celentano sui Referendum: E’ stata una sconfitta per il Governo

Il cantante interviene nello speciale del Tg La7 condotto da Enrico Mentana.

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giu 8 2011

Referendum, Celentano: “Ragazzi, votare è questione di vita o di morte”

Il cantante scrive per la terza volta al Fatto Quotidiano: “Il 50 per cento più 1 sarà l’inizio di una sorgente dalla quale sgorgheranno zampilli di energia pura”. E sui complimenti della Santanchè durante Annozero: “Solo una strategia divertente della nuova destra”

di Adriano Celentano

Secondo me, in casa Sallusti-Santanchè o viceversa, le cose sono andate così. La Santanchè gli ha detto: “Santoro mi ha invitata alla trasmissione sul NUCLEARE. Ci sarà anche Celentano ma stavolta in carne ed ossa, tu cosa ne dici, vado?”. Sallusti la guarda, non parla, attimi di silenzio interminabili che preoccupano non poco la Santanchè. Gli occhi di lei si fanno più grandi, sconvolta al pensiero che il suo compagno possa essere colpito da una improvvisa paralisi. Ma poi ecco la grande trovata: “Dovresti andarci – dice il rinvenuto Sallusti – in fin dei conti lui con te è stato carino anche se ti ha dedicato qualche battuta, però stavolta devi cambiare tattica”. La Santanchè si illumina curiosa, freme di sapere, pende dalle sue labbra, uguali, fra l’altro, a quelle di mio zio Eugenio fratello di mia madre. “Cambiare tattica in che senso?” dice lei già in assetto di guerra. “Nel senso che appena lui ti parla – si infervora Sallusti – devi coprirlo di elogi, di complimenti per la sua bravura come cantante; anche se ti dovesse attaccare devi continuare ad esaltarlo e a parlare di musica qualunque cosa lui ti dica”. “Hai ragione – dice raggiante la bella Santa – una tattica che ridimensionerà il suo misero lato politico”. Dunque parte la sigla. Annozero inizia con un crescendo folgorante che solo Santoro (naturalmente dopo di me) sa fare. Alle 10 e 40 circa, in pieno tema RADIOATTIVO, Ruotolo mi chiede: “Quanto è importante stavolta andare a votare e non andare al mare?” “Potrà sembrare un’esagerazione – gli rispondo – ma stavolta è questione di VITA o di MORTE ”. Fra gli ospiti e il pubblico in studio non vola una mosca. Al punto che Santoro rompe quel silenzio di tipo tombale presentandomi la Santanchè.

Io faccio appena in tempo a dire buongiorno, dimenticandomi che invece è sera. E lei, puntuale, esegue alla lettera ciò che il compagno-maestro le ha insegnato. Anzi, ha fatto di più: ha addirittura cantato “io non so parlar d’amore”.
Pur avendo capito al volo la nuova strategia della “NUOVA DESTRA” devo dire che mi sono divertito. Fa sempre piacere ricevere dei complimenti e non ho ragione di dubitare che, loro malgrado, siano veramente miei FANS. Sarebbe bello se i dibattiti si svolgessero anche in questo modo. Spezzare la tensione con frammenti di divertimento agevolerebbe il pubblico a casa a capire meglio e con chiarezza, quello che i politici di destra ultimamente NON dicono.

Temo però che quest’ultimo grido della “NUOVA DESTRA” non durerà molto. Appena si accorgeranno che nel frattempo in cui mi esaltano, quasi in tempo reale, accade tutto quello che il RE degli Ignoranti dice, torneranno purtroppo ai vecchi metodi. Durante la prima telefonata ad Annozero, antecedente al VOTO del PRIMO TURNO, dissi con ostentata e sfrontata sicurezza, che Pisapia aveva già vinto, in tutti i sensi, e che proprio perché aveva vinto non doveva infierire con la querela alla Moratti. Pisapia infatti vinse con un vantaggio di 7 punti. La stessa identica cosa accadde con la seconda telefonata ad Annozero. Mentre Lupi mi esaltava come uomo di spettacolo, Pisapia stravinceva con addirittura 11 punti di vantaggio. E naturalmente ritirò la querela contro la Moratti.

È chiaro che anche a me, come tutti quelli che hanno un minimo di sensibilità e un filo di narcisismo, non possono che farmi piacere certi apprezzamenti. Che tuttavia però, non bastano a frenare un’OPINIONE. Per esempio, come la penso, riguardo l’ultima trovata di Berlusconi: a quanto pare il governo ha fatto ricorso alla Corte costituzionale per chiedere che bocci la decisione della Cassazione per aver ammesso il referendum sul Nucleare.

Stavolta Berlusconi ha veramente alzato il tiro. Non si è sparato sui piedi, ma ha centrato in pieno le “due piccole cose” a cui lui tiene di più. Per fortuna il neo Presidente della Corte costituzionale Alfonso Quaranta ha detto chiaramente che non è nei poteri della Consulta bloccare un referendum. Insomma Berlusconi non sa più come fare, ce la sta mettendo tutta per far CADERE il GOVERNO, ma non ce la fa. Per ora il mio è solo un sospetto. Ma da una attenta analisi sugli ultimi comportamenti del Cavaliere, da me approfondita e studiata su basi che neanch’io conosco, sono arrivato alla triste conclusione che non si può non pensare che la disperazione lo abbia portato a chiedere aiuto perfino ai tre Cavalieri della Discordanza: Bersani, Vendola e Di Pietro. Pare che sia proprio di loro tre, l’orribile idea di CACCIARE Santoro dalla Rai. Berlusconi non voleva: è stato fino a notte fonda a cercare di convincerli ma non c’è stato niente da fare. “Come fate a non capire – li supplicava – se mandiamo via Santoro sarà la fine della Rai”.

“Certo, ma sarà anche la fine del tuo governo – gli dicevano – non era questo che volevi?” … Erano ormai le quattro di notte, Berlusconi era pallido e stravolto dalla stanchezza. Persino i suoi capelli apparivano sbiaditi, non più rossicci e schiacciati sulla testa, ma per la prima volta un po’ arruffati quel tanto da conferirgli un’aria scanzonata, quasi come di appartenenza al tutti per uno e uno per tutti. E poi a mezza voce senza alzare lo sguardo: “E se non bastasse?”… Il tono un po’ dimesso della domanda, era quanto di più appropriato ci potesse essere al disordine che si era creato nella stanza. I tre discordanti anche loro sfiniti e sbragati chi da una parte chi dall’altra, Tra sigarette, vino, tazzine di caffè sparse, pizze mangiucchiate e briciole un po’ dappertutto, improvvisamente si lanciano sguardi di intesa. È chiaro che il più indicato a rispondere è Bersani: “Se non bastasse ci rimane un’ultima carta: Floris, Dandini e Fazio… Dopodiché non ci resta che fuggire tutti e quattro all’estero”. Berlusconi è perplesso, cammina a piccoli passi avanti e indietro per la stanza sempre più spettinato. Poi con aria affranta si rivolge a Di Pietro mettendogli una mano sulla spalla: “Cosa ne sarà della Rai?”. Di Pietro lo guarda sconsolato: “Il tuo governo la sventrerà in tanti piccoli Vespasiani sparsi per l’Italia”. Ma la cosa importante adesso, anche per salvare Berlusconi oltre che i francesi, che come Veronesi, dormono praticamente sulle SCORIE RADIOATTIVE, è che tutti vadano a votare e scrivano sul foglio elettorale:

SI’ – per abrogare il NUCLEARE
SI’ – per abrogare la privatizzazione dell’ACQUA
SI’ – per abrogare il LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Le date del 12 e 13 giugno saranno ricordate come i giorni della riscossa e della purezza contro le contaminazioni malvagie delle SCORIE RADIOATTIVE. Sarà proprio in quei giorni infatti che dalla strana percentuale del 50 per cento + 1 nascerà l’inizio di una SORGENTE dalla quale sgorgheranno i primi zampilli di energia pura. Che non si limiterà al solo compito di scaldare e illuminare le città, ma soprattutto a riaccendere nel cuore degli uomini quel sentimento di trasparenza e lealtà dal quale poi, nasce l’amore per la bellezza delle cose che ci circondano.

E sarà proprio questa “BELLEZZA” a tracciare la via per la ricerca di quello che sarà il NUOVO NUCLEARE. Quello PULITO che NON produce scorie perché avviene tramite la FUSIONE FREDDA. Certo la strada è ancora lunga, ma solo la Bellezza può fare simili miracoli. Ma perché il miracolo avvenga è assolutamente necessario che nell’animo dell’uomo si creino le condizioni di un terreno fertile di verità, dove nessuna corruzione di nessun genere potrà attecchire. Sarà quello il campo dove il dolce tepore della fusione fredda germoglierà il fiore più bello. Che sarà appunto quella FUSIONE di BELLEZZA e di GIUSTIZIA che si propagherà per tutta la terra, e che già la si può identificare nel triangolo Milano-Napoli-Cagliari. Qualcosa mi dice che la scintilla di un nuovo mondo corre lungo la linea dei nuovi Sindaci di queste tre città.

08/06/2011 – Il Fatto Quotidiano


giu 1 2011

AnnoZero 02.06.2011

E IO VOTO?
IN ONDA GIOVEDI’ 2 GIUGNO

Dopo il voto di Milano e di Napoli, sarà l’esito del referendum sul nucleare ad avere un peso decisivo sulla tenuta del governo Berlusconi? gli italiani andranno o no al voto?

Ospiti di Michele Santoro: Daniela Santanchè del Popolo della Libertà, Ignazio Marino del Partito Democratico, Chicco Testa del Forum Nucleare, il professor Franco Battaglia (Università di Modena e Reggio), il direttore esecutivo di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio.

Interverrà anche Adriano Celentano?

www.annozero.rai.it


giu 1 2011

Santoro sfida l’Agcom: di nuovo Celentano

Ad Annozero annunciata la presenza del cantante nonostante il richiamo dell’autorità

Adriano Celentano tornera’ domani ad intervenire ad ‘Annozero’ nella puntata interamente dedicata ai referendum in onda domani alle 21.05 su Rai2. E’ quanto apprende l’ADNKRONOS. Ospiti di Michele Santoro in studio Daniela Santanche’ del Popolo della Liberta’, Ignazio Marino del Partito Democratico, Chicco Testa del Forum Nucleare, il professor Franco Battaglia (Universita’ di Modena e Reggio), il direttore esecutivo di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio.

CELENTANO FOR PISAPIALa Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni aveva ravvisato la violazione del divieto di manifestare le proprie preferenze di voto, previsto dalla legge sulla par condicio, nell’episodio che, all’interno della trasmissione Annozero del 26 maggio, ha riguardato le dichiarazioni di Adriano Celentano a favore di un candidato alle elezioni comunali di Milano. La decisione dell’Agcom è stata presa a maggioranza. La Commissione, che ha esaminato gli esposti pervenuti venerdì scorso, ha deciso inoltre all’unanimità l’archiviazione della segnalazione relativa al Tg3 (edizione del 25 maggio delle ore 19). L’accertamento della violazione nei confronti di Annozero non prevede sanzioni economiche. L’Autorità – secondo quanto si apprende – inviterà comunque la Rai a precisare, secondo modalità da stabilire, che nel corso del programma è stata commessa una violazione. A votare a favore della decisione sono stati il presidente Corrado Calabro’ e Antonio Martusciello, si e’ astenuto Gianluigi Magri, mentre hanno votato contro Michele Lauria e Sebastiano Sortino. I due commissari hanno chiesto l’archiviazione del caso, in quanto non hanno ritenuto la segnalazione giuridicamente fondata, ne’ hanno individuato precedenti a supporto. La delibera e’ passata in quanto, in caso di parita’, e’ decisivo il voto del presidente.

01/06/2011 – Giornalettismo.com


mag 26 2011

Prima Pisapia poi i referendum

‘Dopo vent’anni di berlusconismo, c’è voglia di cambiamento. A Milano e in tutto il Paese. Per questo sto con Giuliano. E ancora più importante è il voto del 12 giugno sul nucleare e sull’acqua’. Parla Adriano Celentano

“Pisapia è l’unico sindaco che abbia la faccia da bambino. Dice cose importanti però con l’entusiasmo di quel bambino che in lui non è mai morto. Ha la capacità di risvegliare la creatura da troppo tempo anestetizzata nell’animo dei milanesi. Una caratteristica che non ha certo la Moratti e che purtroppo mancava da 15 o 20 sindaci fa”. Adriano Celentano rompe il silenzio con un’intervista a l’Espresso in edicola domani e si schiera in sostegno di Giuliano Pisapia nel ballottaggio di Milano:
“Quasi vent’anni di berlusconismo hanno senz’altro agevolato la sete di cambiamento che da qualche anno a questa parte pulsa nei milanesi”.

Celentano lancia un appello a Beppe Grillo perché sostenga il candidato della sinistra: Caro Beppe tu non hai certo bisogno della Moratti se malauguratamente vincesse, ma di Pisapia hai bisogno eccome. Tu sei troppo intelligente per non capirlo. Pisapia è la chiave d’accesso a quella svolta che tu hai iniziato tanto tempo fa. Non puoi quindi precluderti i diversi lasciapassare che con chiunque altro (data la trasparenza del tuo programma) sarebbero bloccati. Vorrei che tu per un attimo passassi in rassegna i volti di coloro con i quali avresti a che fare, nel caso accadesse che i milanesi fossero presi da un nuovo colpo di sonno”.

Vuole tentare di fotografarli lei?
“Basta guardare con quale arroganza gli Assatanati di Berlusconi stanno occupando tutte le reti televisive tranne una che per fortuna si distingue, La7 di Mentana. Non si rassegnano al grande risveglio dei milanesi, per cui non gli resta che l’arma della violenza (Lassini insegna). Ne cito uno e mi riferisco all’insopportabile Maurizio Lupi in arte “Mannaro” da come si attiva nella continua scorrettezza di interrompere i suoi interlocutori con false tiritere ossessivamente lunghe e ripetitive. Insistendo imperterrito, con la sua voce monocorde da megafono, a parlar sopra all’avversario con l’intento di non far capire ai telespettatori le ragioni dell’altro”.

Lei nel 1994 votò per Silvio Berlusconi. Lo considerava una speranza? Si è pentito?
“Una speranza? In un certo senso sì. Vedevo in lui un qualcosa di diverso pur se non del tutto decifrabile. Però anch’io, come tanti credo, fui preso all’amo da un’affabilità giocosa e simpatica, quindi lo votai se non altro per cambiare. Ma subito mi accorsi che il suo modo di pensare era distante anni luce dal mio”.

Le faccio tre nomi. Gianfranco Fini, Massimo D’Alema, Antonio Di Pietro. Può tracciare un ritratto del terzetto?
“A mio parere la rottura tra Fini e Berlusconi è stata, da parte di Fini, giusta e necessaria. Era un sodalizio che evidentemente non poteva più andare avanti. Ognuno ha in mente una destra diversa e quella di Fini, francamente, mi sembra più indirizzata verso la democrazia. D’Alema mi è sempre piaciuto. Tranne quando in una sua dichiarazione lo sentii leggermente a favore delle centrali nucleari. Ma spero si sia ravveduto. Anche perché Bersani ha dichiarato più volte di essere contro il nucleare. Bravo Bersani! Ma il più rock dei tre è e rimane Antonio Di Pietro. E’ il politico che più di tutti, assieme a Grillo, persegue la verità anche a costo di perdere qualche voto”.

Il 12 e 13 giugno si voterà per i referendum. Un fine settimana importante. Legittimo impedimento, nucleare, privatizzazione dell’acqua. Abbiamo appena visto la catastrofe di Fukushima e forse, quasi sicuramente, non tutto abbiamo ancora scoperto sulle conseguenze future. Quanto è importante non andare al mare questa volta?
“Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma è una questione di vita o di morte. Il 12 e 13 giugno bisogna assolutamente andare a votare contro l’assurdità delle centrali nucleari e quindi contro l’ottusità di quei governi che, come il nostro, sono invece favorevoli a dar vita a delle macchine infernali che prima o poi ci uccideranno”.

di Malcom Pagani

25/05/2011 – L’Espresso


mag 14 2011

Ascolti Tv, Celentano fa boom e Annozero vince la serata

La telefonata di Adriano Celentano ha fatto volare in alto gli ascolti, già ottimi, di Annozero. La puntata sulle elezioni di Milano ha superato il 21% di share ed i 5.5 milioni di telespettatori. Adriano Celentano ha invitato tutti ad andare a votare per il referendum sul nucleare. Ottimi risultati hanno avuto “Un medico in famiglia” su Rai Uno e “Svisti e mai visti” rubrica legata a Zelig su Canale 5.

13/05/2011 – NanoPress.it