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nov 25 2011

Celentano, il nuovo disco: “Adatto a Fazio e Santoro”

di LARA GUSATTO

Il 29 novembre esce “Facciamo finta che sia vero”, nove inediti d’amore, critica sociale e politica. Collaborazioni con Jovanotti, Sangiorgi, Battiato, Piovani. “Per presentarlo niente show, questa è roba da programmi dove possa esprimersi in libertà”

MILANO – Nessuna intervista, nessun comunicato. A parlare per lui ci pensano la musica, un video e sua moglie Claudia Mori, “particolarmente agitata per questo lavoro come per tutte le nuove iniziative di Adriano”. Esce il 29 novembre l’album di inediti Facciamo finta che sia vero, di Adriano Celentano, il primo da Dormi amore, la situazione è buona del 2007. Nove canzoni d’amore, di critica sociale e di politica, “un grido di rabbia” in cui si parla anche dello spauracchio dello “spread”, anticipate dal singolo Non ti accorgevi di me, on air già da un mese. Il Clan ritorna e lo fa all’insegna di una parola: collaborazioni, ma per la prima volta senza lo storico autore Mogol. E a sorpresa Claudia Mori annuncia: “L’anno prossimo Adriano potrebbe tornare con un concerto-evento”.

Adriano come già da molti anni non presenta fisicamente i suoi album. Lascia che a comunicare i suoi pensieri siano la sua musica e le parole delle sue canzoni. Ma quest’anno c’è di più: un video di presentazione dell’ “Adriano-pensiero” con un mix dei testi del nuovo album e immagini di repertorio della sua lunga carriera.

Quanto ai forti riferimenti all’attualità, “il discorso politico del disco va bene oggi e purtroppo penso che andrà bene anche domani – risponde la Mori – non c’è una scadenza sul peggio anche se ciò che sta avvenendo nella situazione politica italiana è uno spiraglio di luce”. E come già accduto in passato, Adriano arriva prima, ad esempio con la canzone “Il mutuo”, “l’ha scritta sei mesi fa, è quello che da tempo dice e ora finalmente l’ha messo in musica”.

“Il mutuo” è anche l’unico dei nove brani di cui Celentano firma sia musica che parole. Condoni edilizi, subprime, corruzione e spread. “Smettila di incaponirti nel voler acquistare senza soldi ciò che non puoi, i debiti uccidono” canta Adriano, “ci dobbiamo fermare, soltanto così l’Italia si salverà”. La soluzione? La decrescita e il boom della bellezza.

Ma in tv, tornerà prima o poi? “Per adesso un programma tutto suo non glielo fanno fare” risponde Claudia Mori, “ma lo rivedremo in televisione per la promozione del disco. Temo ciò che ha in mente perché mi ha tenuto nascosti i suoi piani. Li ha tenuti celati anche alla casa discografica che gli ha però intimato di farla entro Natale. Lui rassicurata tutti, ha un’idea in mente e chiaramente la scelta dei programmi sarà dettata dai contenuti di questo disco: un pamphlet, un grido di rabbia che non può essere presentato ovunque”. Neanche una puntatina da Fiorello, del quale è molto amico, “perché ha un progetto diverso per questo lavoro, possiamo pensare a Santoro, a Fazio e a tanti altri nomi, dove possa esprimersi. Dovrà fare tutto in maniera improvvisa, senza troppo preavviso, altrimenti potrebbero anche tirarsi indietro per paura di quello che può dire”.

In tv, il Molleggiato tornerà sotto forma di cartone animato in 3D con animazione e disegni di Manara e musiche di Piovani: andrà in onda su Sky tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. Annunciato da tempo, ha avuto solo una battuta d’arresto per problemi realizzativi, “un lavoro del genere era irrealistico pensare di farlo in un anno e mezzo, ci vorrà solo più tempo” spiega la Mori.

La tracklist del nuovo disco, già disponibile per le prenotazioni su iTunes e quest’anno distribuito dalla Universal, è un susseguirsi di featuring. In Non ti accorgevi di me c’è la firma di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che l’ha scritto e anche cantato. In Facciamo finta che sia vero, la canzone che dà il titolo all’album, la musica con profusione di archi è del premio Oscar Nicola Piovani, mentre il testo di critica politica (“insensati governanti”), sociale e nostalgica (“come erano belli gli anni Sessanta”) è scritto e interpretato da Franco Battiato. E la voce del cantautore siciliano si sente anche in Non so più cosa fare, strano e coinvolgente inno alla pace, condanna della guerra e bandiera del featuring: accanto a Battiato e Celentano cantano Jovanotti e Sangiorgi, su brano composto da Manu Chao già otto anni fa e rimasto chiuso in un cassetto.

Lorenzo Cherubini compare anche in altre due canzoni: Fuoco nel vento e La cumbia di chi cambia in cui sottolinea il problema dell’innovazione nel nostro Paese, rinnovando la collaborazione con Celentano che già nel 2007 aveva portato ad Aria… non sei più tu. Completano il disco Ti penso e cambia il mondo, Anna parte e La mezza luna, un cha cha cha coinvolgente per il quale il jazzista Raphael Gualazzi ha curato l’arrangiamento dei fiati.

24/11/2011 – KataWeb.it


nov 25 2011

Celentano, il disco più politico 2011. Con Jovanotti, Battiato, Manu Chao

Copertina di 'Facciamo finta che sia vero'

di Marinella Venegoni

Diavolo d’un Celentano, è suo il disco più politico di questo anno che sta morendo annegato in canzoni di amori che finiscono male. «Facciamo finta che sia vero», che esce il 29 novembre, è un fuoco di fila su temi che riguardano tutti noi, cittadini del mondo e dell’Italia; è come se Adriano rubasse dalle nostre menti e dalle chiacchiere le grandi domande quotidiane che ci inquietano quando guardiamo i Tg; è come se desse voce alle risposte meste, o sardoniche, che frullano le nostre conversazioni. E’ come se amplificasse in ritmo un pensiero collettivo e la visione di un’epoca fra le più buie della nostra storia.

Ma «Facciamo finta che sia vero» non è un album noioso, tutt’altro. E’ anzi il più riuscito e vivace degli ultimi anni, anche nelle musiche e nei suoni assai contemporanei; con una dimensione da concept e una freschezza che fa da contraltare alla corposità dei contenuti. Il talento di interprete del Molleggiato esce rivitalizzato dall’incontro con gli autori (e spesso con le loro voci), scelti fra i più qualificati e credibili di varie generazioni. L’epoca dei suoi lavori con Mogol e Gianni Bella sembra appartenere a un lontano passato, oggi il Celentano degli spettacoli televisivi moraleggianti, ormai lontano dalla tv, ha trovato spazio sul fronte musicale.

Jovanotti finisce per apparire, qui, come una sorta di alter ego, confermando un’affinità storica con il Molleggiato; suo il testo di «Fuoco nel vento», dove si canta di «ciarlatani ed impostori/spacciatori di realtà», e di «Preti che gestiscono segreti/Che hanno messo sotto i piedi/Ogni eterna verità». E’ sempre sua «La cumbia di chi cambia», un cimento vocale per Adriano, con la musica trascinante che ingloba concetti come «I funzionari dello stato italiano/Si lascian spesso prendere la mano… Capita spesso che li trovi a rubare…». Sembra di leggere in rima i quotidiani di questi giorni.

Ma c’è pure una ispirata new entry nel mondo celentanesco, Franco Battiato, che con il falsetto e dopo la sua spietata fotografia della «Povera Patria», ritorna con la stessa ispirazione nel pezzo che dà il titolo al disco: musica di Piovani, testo suo e di Sgalambro che dice «Siamo nelle mani del peggiore stile di vita/Nelle mani di insensati governanti…»: cronache dell’altro ieri, ancora merce palpitante in un duetto quanto meno stravagante con il padrone di casa.

L’inconfondibile musica dondolante di Manu Chao diventa poi lo sfondo di una inquietudine corale palpabile, con le voci degli stessi Jovanotti e Battiato, e di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che si confondono in un testo celentanesco dove si canta l’impotenza collettiva di fronte alla società che ripete i propri errori: «Il problema è la radio, questa radio che non smette e che continua a dirci le stesse cose da tanti anni», si riflette in «Non so più cosa fare».

Celentano compirà il 6 gennaio 74 anni. Più di Mick Jagger, più di McCartney, rispetto ai quali, nel nostro piccolo d’Italia, si è speso con più parsimonia e a largo raggio, continuando a cercare con spirito indomito una strada espressiva adatta ai tempi e che gli somigliasse fino in fondo. L’ha trovata, anche, andando indietro. Perché nell’album svetta il gran finale «Il Mutuo», musica e testo dello stesso Adriano: è un autentico «Mondo in mi7» del Terzo Millennio, ispirato e visionario, un’ode dolorosa e rabbiosa che riprende, attualizzandoli, i temi da sempre cari al Molleggiato; come una scaletta di programma televisivo che potrebbe nascere. Inglese maccheronico come interludio, e consigli («Diffida di chi ti vuole vendere/specie quando ti dicono:/non importa se ora non paghi…»), sogni urbanistici («Quartieri e piccoli artigiani/su per gli antichi selciati..»), ecologia («Il seme di ogni forma di vita/lontano da quei loculi quadrati di cemento»), invettive («La solitudine dell’uomo/vive nel marcio/di quelle bustarelle comunali..»), perfino un inno alla decrescita («L’unica via contro lo spread»).

E’ una settimana di fuoco, questa, per la serie A della musica popolare che si candida alle vendite natalizie. Dopo Mina, Ligabue, il libro di Vasco, Tiziano Ferro, fra poco Venditti, Adriano Celentano entra di prepotenza fra i candidati alla hitparade, e promette interventi tv per annunciare il ritorno discografico: il segreto è di rigore, ma sarà obbligatorio Fazio. Claudia Mori, la moglie di Adriano, la cui voce è ben riconoscibile nei cori, racconta di un lavoro messo su con abbastanza velocità, in sei mesi: «La bravura di Adriano, come dice Paolo Conte, è stata di far capire il senso del ragionamento del testo che sta cantando». Questa volta, più del solito. Possibilità di rivedere Celentano in tv, promozione a parte? «Non ce n’è, non gliela fanno fare, la tv. Sì è vero, l’aria è cambiata: ma da pochi minuti. E’ quel cambio d’aria che non si sa se arrivi fino alla Rai».

25/11/2011 – La Stampa


ott 21 2011

Canta Celentano e riscopre il Clan

Il nuovo disco a più voci

Con lui tre big della musica italiana: Battiato, Jovanotti e Sangiorgi

Milano, 21 ottobre 2011 – UN BACIO per tre, più alla Renato che da Molleggiato. Ma “Non ti accorgevi di me”, scritta da Giuliano Sangiorgi per Adriano Celentano e suonata in studio dai Negramaro, è un singolo in radio da oggi e un segnale di curiosità e apertura, di svolta. Nella continuità e nella contiguità melodrammatica. Emotiva. Melò è il singolo che anticipa un album, in uscita il 29 novembre, di cui non possiamo sperare che il meglio. Perché sancisce la rinascità del Clan. Adriano ha infatti chiamato negli studi del produttore Michele Canova Iorfida a Milano, un gruppo di amici importanti. Franco Battiato firma pezzo e lo canta con lui, sugli arrangiamenti di Nicola Piovani. Lorenzo Jovanotti (Cherubini) porta due canzoni, una per il duetto, l’altra per il mancato suocero, frequentato ai tempi della storia con Rosita. Suo mito vero da sempre.
Giuliano Sangiorgi interpreta un secondo inedito con Celentano, che coinvolge poi tutti in un suo brano. Io l’amavo la odiavo…Molto tempo è passato, Giuliano ha una sensibilità antica e moderna. Diversa. Racconta la passione di un triangolo in cui non c’era cura ma attesa, l’assenza di lei e la presenza di un altro. Un passo avanti rispetto alla gelosia nuda e cruda di “La carezza in un pugno”, “Veleno”, tangazzi, eravamoincentomila e graziepregoscusitornerò. Ballatona potente, scavata sotto dal rock sporco e affilato, chitarre carsiche che implodono, mentre la voce di Adriano è una mola che macina e scava nel futuro e nel proprio passato. Alla fine Celentano canta solo Celentano, ma con la produzione, le idee di oggi. Funziona l’idea di coinvolgere la band Negramaro oltre Sangiorgi, un remix come gioco, citazioni d’archi sullo sfondo.
Questo è anche il manifesto spudorato, senza nascondersi dietro l’alluce del gruppo, del mondo sentimentale di Giuliano, la spiegazone di quel che è successo prima, durante. E dopo con i Modà. Un testo che non ha la sintesi forte della canzone popolare di una volta, ma declina dinamiche di coppia e tradimento che hanno più anse e ansie che certezze. Una fragilità che ha bisogno di suoni sregolati sotto, una storia dall’inizio e dal finale aperto. L’innamorato e l’amante, l’oggetto del desiderio, un tradimento e il suo doppio. Sullo sfondo una paura della solitudine, un bisogno di affetto che è più forte dell’orgoglio, dell’istinto di sopravvivenza. L’amore, ritrovato, ha imparato ad odiare e non lo rimuoverà più. Anche se il cuore è debole e canta: «…come d’incanto dimentico tutto, che un bacio è per tre…».
UN PERCORSO di conoscenza doloroso. «Non ti accorgevi di me se poi ti venivo a cercare/ Non mi accorgevo di te che mai eri pronta ad amare/ Non ti curavi di me perché già sapevi che io/ Se mi curavo di te a farmi male eri ancora tu». Parole non maschiliste ma realiste. Chi confessa «tanto sapere di un altro non cambia i miei giorni vissuti ad un passo da te, senza capire perché sulla pelle conserva dei tagli ancora per me» non è esente da un silenzioso rancore. Non c’è il video del singolo, per ora, (manca fra gli autori Mogol). L’album avrà otto, nove canzoni è prodotto dal Clan Celentano e distribuito da Universal Music. Da oggi, il singolo è disponibile anche in download sul canale i-Tunes.

Marco Mangiarotti

21/10/2011 – Quotidiano.net


ott 21 2011

Nel ritorno al musicbusiness Celentano si dà al Negramaro

Esce il 29 novembre l’album con Jovanotti e Battiato: per ora una beguine rock e un po’ kitsch

Adriano Celentano

“Non ti accorgevi di me”. Eccolo lì, Adriano Celentano, alle prese con la sua ultima, clamorosa impresa. La canzone che da oggi si ascolta nei luoghi deputati dell’etere e del web anticipa l’album di inediti previsto il 29 novembre prossimo: nel quale si contemplerà il Molleggiato alle prese con alcuni autori italiani contemporanei molto cool, come Jovanotti, Sangiorgi dei Negramaro e Franco Battiato, che acutamente l’Uomo avrà scelto come il più vivace e contemporaneo esponente della cosiddetta vecchia guardia cantautorale. Per intanto, “Non ti accorgevi di me” è firmata Sangiorgi: una sorta di beguine innervata di chitarre rock, con quella tipica aura un po’ kitsch che circonda la produzione dell’effervescente autore dei Negramaro. Canzone d’amore, interpretata con la consumata maestria dall’immarcescibile e ultrasettantenne (ma solo per l’anagrafe) ragazzo della via Gluck, prodotta benissimo e nelle corde di un Celentano che evoca la verve degli anni ‘60. Inaudito. Si torna da dove si era partiti: niente è più nuovo del déjà-vu, attualizzato e arricchito per servire il gusto contemporaneo.
Naturalmente, la curiosità generale è ora tutta proiettata sulle altre canzoni nuove; di sicuro ci saranno ulteriori autori inattesi, sui quali è inutile ora strologare. Ma sarà più che uno sfizio sentire ciò che Jovanotti è riuscito a inventarsi per il rappresentante del “vento della storia” (come lo stesso artista toscano ha scritto commentando entusiasta l’incontro con il Molleggiato nello studio di Michele Canova, dove è avvenuta la registrazione), e altrettanto interessante sarà ascoltare come Adriano interpreta Battiato, autore non facile per tutti gli interpreti.
Quel che è certo, è che Celentano è uscito disinvoltamente dall’impasse seguita all’abbandono del team con Mogol. Si è buttato sul ramo più fresco e di successo della musica italiana d’autore più appetita. Ricordiamo che “Dormi amore, la situazione non è buona” conteneva, oltre che l’ultima eredità mogoliana, pezzi di Tricarico, Consoli, Neffa nonchè dello stesso Jovanotti, evidentemente a questo punto l’autore preferito. L’ultimo disco era del 2007. Quattro anni sono un tempo buono per vivere, meditare e ringiovanire suggendo nuova linfa al vento della storia (oltre che andare indietro, la storia va anche avanti).

Marinella Venegoni

20/10/2011 – La Stampa


set 25 2011

Mario Lavezzi, arriva nuovo album

Nel cd anche brano cofirmato da Mogol per Celentano

ROMA, 25 SET – C’e’ anche un brano, ‘Amico latino’, scritto nel 1999 con Mogol per Adriano Celentano nel nuovo album di Mario Lavezzi ‘L’amore e’ quando c’e”, in uscita il 27 settembre, che contiene anche un duetto con Ornella Vanoni e il meglio degli autori di musica italiana: Mogol, Saverio Grandi, Lorenzo Vizzini, Oscar Avogadro, con Maurizio Costanzo e la poetessa Patrizia Cavalli.

25/09/2011 – Ansa


dic 5 2010

Adriano, la tua storia è come un rock

Nell’estate del ’59, con «Il tuo bacio è come un rock», Adriano Celentano raggiunse per la prima volta la vetta della Hit Parade. Seguirono «24.000 baci» e tanti altri «numeri uno», il più recente nel 2007. «Adriano Celentano. Bastava il nome per fare alzare tutti dai tavoli da gioco della Casa del Popolo del mio paese e, con le carte ancora in mano, mettersi in piedi davanti alla televisione in un silenzio zuppo di gioia» ricorda Roberto Benigni nella prefazione di «Azzurro», uno dei 14 album (e altrettanti libretti) che fanno parte della raccolta esclusiva in edicola con Sorrisi dal 2 dicembre. «Non accadeva nemmeno per Berlinguer» continua Benigni. «Adriano Celentano, religioso e sensuale. Una via di mezzo tra Papa Giovanni e Brigitte Bardot». Un carisma, quello descritto così bene da Benigni, che ha fatto di Celentano una superstar unica nella storia dello spettacolo italiano, capace di lasciare il segno (non solo nella musica ma anche al cinema e in tv) in ognuno degli ultimi sette decenni, dagli Anni 50 ai neonati Anni 10.
La collezione di Sorrisi parte con «Io non so parlar d’amore» del ’99, un album da due milioni di copie reso immortale da brani come «L’emozione non ha voce» e «L’arcobaleno», scritte da Gianni Bella e Mogol. Si prosegue, dal 9 dicembre, con «Azzurro» del ’68 e altri 12 album usciti tra il ’66 e il 2007. Il più vecchio è «Il ragazzo della via Gluck», che prende il titolo da una delle sue canzoni più famose: «È carica di una malinconica poesia e rabbia» scrive Dario Fo nella prefazione dell’album. «È il risentito canto verso la brutalità di imprenditori che, in combutta con i gestori della città, spianano povere abitazioni di bassa rendita per poi erigere casoni e grattacieli». La raccolta si concluderà il 3 marzo con «Geppo il folle», colonna sonora del visionario film del ’78, di cui Celentano fu anche regista, sceneggiatore, produttore, montatore e scenografo. Una delle tante scelte spericolate di un artista che, scrive Walter Veltroni nella prefazione, «ha attraversato stili, sonorità, costumi, per regalarci a ogni canzone, emozione e vitalità».

di Antonio Mustara

03/12/2010 – TV Sorrisi & Canzoni


dic 5 2010

Le grandi canzoni di Celentano per una lunga biografia in musica

IN EDICOLA DA OGGI CON IL «CORRIERE» I QUATTORDICI DISCHI PIÙ SIGNIFICATIVI DEL MOLLEGGIATO

Ogni album con una prefazione d’autore, da Benigni a Fo

MILANO – Potrebbe anche cantare l’elenco telefonico. Qualche anno fa in un’intervista Paolo Conte si espresse così su Adriano Celentano, celebrando la capacità del Molleggiato, così spiegò, di rendere intellegibile qualsiasi testo. Potrebbero sembrare carinerie fra due personaggi che fanno lo stesso mestiere, legati per di più dal fatto che uno è l’autore di uno dei più grandi successi della canzone italiana, «Azzurro», e l’altro è l’interprete che l’ha portato al successo. Conflitto d’interessi a parte, in quel giudizio dello chansonnier astigiano sta la chiave per capire il cantante milanese: uno che con delle «canzonette» in senso leggero è riuscito a far passare di tutto, amore, impegno e nonsense. A partire da oggi si può ricostruire la carriera di Adriano con il Corriere della Sera. Fino al 3 marzo, ogni settimana sarà in edicola con il quotidiano uno dei quattordici album più significativi della carriera dell’artista nato il 6 gennaio 1938. La prima uscita è «Io non so parlar d’amore», album del 1999 che segnò la nascita di un proficuo periodo di collaborazione con Mogol e Gianni Bella: si potrà acquistare in edicola, come tutti gli altri dischi della collana, al prezzo di 9,99 euro oltre al costo del giornale. In omaggio con il primo numero ci sarà anche un cofanetto creato per raccogliere tutte le uscite. Questa collana è la riedizione di una già pubblicata nel 2007 dal Corriere. Per questo ritorno è stata completamente rivisitata la veste grafica ed è stato adottato anche un formato classico, da un volumetto con le dimensioni di un libro si è passati all’ingombro classico dei cd. Per ciascuno degli album di questa collezione, eccezione fatta per l’ultimo «Dormi amore, la situazione non è buona», uscito nel 2008, nel libretto viene anche riproposta la prefazione d’autore di quella prima pubblicazione. Grandi nomi che hanno raccontato il loro modo di vedere Celentano. Quella del primo titolo è a firma di Claudia Mori, un dolce messaggio d’amore per il marito e compagno di avventure artistiche. «Tu sai parlare d’amore a tutti e di questo ne ho sempre un po’ sofferto», gli scrive. Le altre sono di Roberto Benigni, Vincenzo Cerami, Dario Fo, Giuliano Ferrara, Tonino Guerra, Paolo Conte, Fernanda Pivano, Liliana Cavani, Alda Merini, Furio Colombo, Marco Paolini e Walter Veltroni. Con questa selezione di album – mancano alcune cose degli esordi, i live, le colonne sonore e i dischi di cover – la panoramica sulla carriera di Celentano è completa. Riordinando cronologicamente la collana si parte con il 1966 e «Il ragazzo della via Gluck», album che prendeva il titolo dalla canzone che Adriano portò a Sanremo quello stesso anno e che raccoglieva molti pezzi già usciti in precedenza. La title track è un brano che contiene uno dei temi forti del Celentano-pensiero: la sensibilità ecologista colpita dalla cementificazione delle periferia milanese. Canzone tanto forte che nella prefazione Dario Fo se la immagina universale e cantata in dialetto milanese, napoletano e in francese. Proseguendo cronologicamente c’è un altro passo fondamentale: 1969, «Azzurro», il brano scritto da Paolo Conte. Per Benigni una canzone «bella come un chilo di albicocche», così intensa che andrebbe «proibita per legge». Gli anni Settanta sono fotografati da «I mali del secolo» 1972 in cui canta di menzogne, ecologia e droga; «Geppo il folle» 1978colonna sonora dell’omonimo film sulla fama, e «Soli» 1979 dove spicca l’omonima canzone scritta da Cutugno. Gli Anni Ottanta sono rappresentati da «Uh… uh…» 1982, in parte legato al film Bingo bongo, e «La pubblica ottusità» 1987 che esce in parallelo a Fantastico 8, quello del grande successo e delle polemiche per le dichiarazioni sul referendum sulla caccia. Negli Anni Novanta Adriano si definisce «Il re degli ignoranti» 1991, pubblica «Arrivano gli uomini» e con «Io non so parlar d’amore» 1999 apre la collaborazione con Mogol e Gianni Bella che prosegue in ««Esco di rado e parlo ancora meno» 2000, «Per sempre» 2002, «C’è sempre un motivo» 2004 e nell’ultimo capitolo della raccolta «Dormi amore, la situazione non è buona» del 2007. A. Laf. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Le date Da oggi «Io non so parlar d’amore» (prefazione Claudia Mori) Dal 9 dicembre «Azzurro» (Roberto Benigni) Dal 16 dicembre «Esco di rado e parlo ancora meno» (V. Cerami) Dal 23 dicembre «Il ragazzo della via Gluck» (Dario Fo) Dal 30 dicembre «Per sempre» (Giuliano Ferrara) Dal 6 gennaio «Soli» Tonino Guerra Dal 13 gennaio «C’è sempre un motivo» Paolo Conte **** Le date Dal 20 gennaio «Dormi amore la situazione non è buona» Dal 27 gennaio «I mali del secolo» Fernanda Pivano Dal 3 febbraio «Il re degli ignoranti» Liliana Cavani Dal 10 febbraio «La pubblica ottusità» Alda Merini Dal 17 febbraio «Arrivano gli uomini» Furio Colombo Dal 24 febbraio «Uh… Uh…» Marco Paolini Dal 3 marzo «Geppo il folle» Walter Veltroni.

Laffranchi Andrea

02/12/2010 – Corriere della Sera


dic 24 2009

Buon Natale e felice 2010!

Logo natalizio di ACfans

A nome dello staff di ACfans, desidero farvi i più sinceri auguri di buone feste e di un sereno anno nuovo.
E a nome di tutta la community voglio fare tanti auguri anche alla famiglia Celentano. Magari non ci leggeranno nemmeno, ma noi ci sentiamo sempre molto vicini a loro. A Celentano dobbiamo tantissimo!

Per noi fans non è un periodo ottimale (Adriano ci sta facendo aspettare parecchio… direi troppo!), ma anche quando non c’è nulla di nuovo, Adriano riesce a far parlare di se. Non è lui a cercare le notizie, ma quest’ultime a cercare il Molleggiato. E così, come avrete certamente letto, visto e sentito, grazie alla Rete, dagli USA è scoppiato un grosso interesse per la vera prima forma di rap al mondo: il colpo di genio Prisencolinensinainciusol. Sicuramente una gran bella notizia che ci accompagnerà verso il 2010, anno che, oltre al cartoon in programma su Sky, dovrebbe portarci, finalmente, un nuovo album di inediti, anche se con Adriano si sa: nulla può mai darsi per scontato. E se 2010 sarà, auguriamoci possa uscire il più presto possibile (sarebbe dura aspettare il tradizionale autunno-inverno), magari accompagnato da qualche apparizione televisiva (un nuovo show invece sembra improbabile). Cosa ci riserverà la libera follia artistica di Celentano? Ancora dolce poesia, modellata dall’inconfondibile timbro della sua divina capacità interpretativa? Un album più moderno, giovanile e rock? Un album senza il grandissimo paroliere Mogol? Un ritorno dell’originalissimo talento firmato Carlo Mazzoni? Nuove imprevedibili collaborazioni? Un duetto con Gianna Nannini (si ok, questo è un personalissimo desiderio del sottoscritto :) ) Un brano in lingua celentana? Un nuovo rap? Un nuovo genere musicale che sul nostro pianeta non esiste ancora? Per saperlo, non ci rimane che aspettare il nuovo anno, ormai alle porte…

Ol rait! ;)

Andrea
amministratore e webmaster di ACfans


giu 15 2009

Mogol: basta ipocrisie sulla canzone di Povia (la migliore dell’anno)

«IL BRANO SUL GAY AVEVA QUALCOSA IN PIU’»

L’autore più noto d’Italia premia il pezzo che all’ultimo Festival di Sanremo ha provocato tante liti

[...]

A proposito di comunicatori: come mai Ce­lentano si è offeso con lei?
«Si è offeso per una canzone affettuosa, in cui lo invitavo a tornare tra noi: gli amici che gli vogliono bene, la gente che vorrebbe altri suoi concerti. Ci sono rimasto molto male. Adriano e io siamo nati negli stessi anni, sia­mo cresciuti negli stessi posti: la periferia di Milano, che ora è diventata centro; lui aveva i suoi prati, io i miei. Una reazione simile me la spiego solo con un condizionamento esterno. Ma non mi faccia dire altro. Non voglio riapri­re la polemica».

[...]

Aldo Cazzullo

15/06/2009 – Corriere della Sera


giu 3 2009

X-Factor, esce Simo, entra…

Claudia Mori - Mogol - Ambra Angiolini

Secondo Tv Sorrisi e Canzoni la scelta è tra Ambra Angiolini, Claudia Mori e Mogol. E la Ventura il prossimo anno sarà la regina del Festival di Sanremo

Non sarà facile sostituire SuperSimo. Checché i suoi detrattori ne dicano, Simonetta Ventura a X-Factor ci stava come il cacio sui maccheroni. Ma lei ha altro da fare, come ha scritto sul suo sito quando ha annunciato che non avrebbe più preso parte al programma: “Quelli che il calcio”, “L’Isola dei Famosi” e… Sanremo. Già, avete capito bene: Sanremo. Potrebbe essere lei la prossima conduttrice del Festival della canzone italiana, come rivela Tv Sorrisi e Canzoni, che ha raccolto alcune indiscrezioni dai corridoi della Rai. Una scelta per molti versi azzardata quella di lasciare uno dei format più forti di Rai2 per raccogliere il pesante testimone di Paolo Bonolis, che l’hanno scorso all’Ariston ha fatto faville.

Intanto non è ancora stato reso noto il nome di chi la sostituirà nel talent show. La scelta potrebbe cadere tra Ambra Angiolini, Mogol e Claudia Mori. Miguel Bosè, inizialmente favorito, ha infatti declinato l’invito. Ma ci sarebbe un altro personaggio molto voluto dalla produzione, scrive sempre Sorrisi: si tratta dello stilista Stefano Gabbana. Anche lui però ha rifiutato, spiegando: «Mi sarebbe piaciuto molto, ma purtroppo non posso prendermi un impegno del genere. Se mi vogliono andrò volentieri un paio di vote, magari alla prima e all’ultima puntata».

Chissà se gli ascolti della prossima stagione risentiranno dell’abbandono della giurata meno qualificata musicalmente parlando, che con le sue scelte “di pancia” (o gigione che dir si voglia) stravolgeva spesso le carte in tavola. Tra i tre favoriti, voi chi vedreste meglio accanto a Mara Maionchi e Morgan: Mogol o Claudia Mori, che certamente in fatto di musica ne hanno di cose da insegnare, oppure la più televisiva Ambra?

02/06/2009 – magazine.libero.it