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ott 4 2011

Sangiorgi: ‘Sì a Mina, con Celentano un duetto’

Incontro al Valle occupato, stasera a Roma parte tour Negramaro

di Elisabetta Malvagna

Giuliano Sangiorgi

ROMA – Due brani per Mina e uno per Adriano Celentano. Giuliano Sangiorgi dei Negramaro autore per i due mostri sacri della musica italiana. E così il prossimo album della grande artista conterrà ‘Brucio di te’ e ‘Cosi’ sià, titoli dei pezzi firmati dal cantante-chitarrista-filosofo di Nardò. In un incontro al Teatro Valle occupato racconta com’é andata: “Due anni fa a un concerto a Torino ho cantato due suoi pezzi, Bugiardo incosciente e Un anno d’amore. A un certo punto mi chiama sua figlia, alle due di notte, che me la passa. Era emozionata, mi ha detto che non si era mai commossa così tanto ascoltando una sua canzone. Mi ha salutato dicendo ‘quando vuoi buttame du’ scartì. Non credevo fosse vero”.

Sangiorgi conferma il quartetto d’eccezione con Jovanotti e Franco Battiato per un brano del nuovo album di Adriano Celentano, in uscita a novembre. “L’idea è venuta a Celentano e il brano l’ha scritto lui”, svela. “Ho partecipato a questo quartetto fantastico, non credevamo stesse succedendo davvero. E’ stata un’esperienza incredibile. A un certo punto Adriano ci ha detto di prendere la chitarra e ci ha portati fuori dallo studio per suonare in strada, pazzesco. Ma è solo una parte di quello che avete visto, ci sarà dell’altro che riguarda i Negramaro”.

Incalzato dai giornalisti, Sangiorgi rivela che nell’album dell’ex Molleggiato ci sarà anche un pezzo di cui firma testo e musica, suonato dai Negramaro e interpretato insieme a Celentano. Il Teatro Valle occupato, dove i Negramaro hanno scelto di presentare il Casa 69 Tour, al via stasera con quattro date al Palalottomatica di Roma, è il luogo ideale per parlare di musica, arte e cultura, temi assai cari alla band salentina. Non a caso tra le sorprese del tour, oltre a un omaggio a Monicelli, ci sarà Teatro 69, che in ogni data coinvolgerà attori del cinema e del teatro.

Stasera sul palco salirà Beppe Fiorello, domani l’attrice Giorgia Salari, occupante del Valle. Ad interrompere per pochi minuti il rock dei Negramaro con monologhi ci saranno anche Michele Placido, Pierfrancesco Favino, Francesco Montanari e Vinicio Marchioni di Romanzo Criminale. Ma anche Paolo Rossi, ospite della data a Milano, dove la band terrà tre concerti. Per i Negramaro, il cui nuovo singolo ‘Io non lascio traccia’ é un omaggio a Carmelo Bene (nel videoclip c’e anche un omaggio allo storico teatro romano), “il teatro va rispettato e deve continuare a vivere. La musica italiana è in crisi. L’arte è il primo movimento dell’anima e sta per essere sconfitto. A prescindere da quello che fa Vendola, che ha posto l’accento sull’arte, noi sosteniamo chi guarda all’arte come movimento propulsivo. Si parte dall’anima e si arriva al corpo. I governanti ricordino che l’arte non è un sottofondo musicale, ma può aiutare un popolo a essere migliore”, dice tra gli applausi degli occupanti. Stasera parte quindi il tour rimandato per l’operazione alle corde vocali: “Meno spazio abbiamo in tv, più gente viene ai nostri concerti – dice Sangiorgi – Più aumenta la tecnologia, più si torna all’uomo”.

04/10/2011 – Ansa


set 12 2011

Copyright musicale fino a 70 anni, il Consiglio d’Europa protegge gli artisti

I Paesi membri dell’Unione hanno ora due anni di tempo per recepire la direttiva. Commenti positivi da Abba e U2. La misura era stata sollecitata, negli ultimi mesi, da una petizione firmata da 40 mila musicisti. Ma alcuni esperti del diritto d’autore sono scettici

di ALESSANDRO LONGO

Gianni Morandi, Mina e Adriano Celentano possono star tranquilli: continueranno a percepire i diritti sui dischi realizzati nei primi anni ’60, per vent’anni ancora. E’ l’effetto di quanto deciso oggi dal Consiglio d’Europa: ha portato a 70 anni il copyright in favore di interpreti e produttori di musica, rispetto agli attuali 50 (calcolati dalla data d’incisione del disco). Adesso i Paesi membri dell’UE hanno due anni di tempo per recepire la direttiva. L’Italia non indugerà: è stata tra quelli che ha votato a favore.

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12/09/2011 – La Repubblica


mag 25 2010

Celentano a Mina: “Tu sindaco di Milano e io sarò l’ideatore”

Milano, 25 maggio 2010 – “Milano è un’accozzaglia di grattacieli e quartoggiari. Tu sarai Sindaco, io l’ideatore che ti vuole bene!”. e’ questa la solenne proposta che Adriano Celentano fa a Mina sulle colonne de ‘La Stampa’, sottolineando il suo parere sulla Milano attuale.

“Mina mia, sorella cara” scrive Celentano ‘’si sa che noi artisti , rispetto ai sani macellai che hanno distrutto la Milano dei sogni, un po’ malati lo siamo. I distruttori infatti o, per meglio dire, i costruttori dell’arroganza, ci considerano addirittura degli appestati. Gente da non mischiare con chi si nutre di religioso profitto. E dal loro punto di vista non gli si puo’ certo dar torto’’.

Però, sottolinea Celentano e’ proprio dagli appestati, la cui ‘’unica arma e’ il sogno’’ che ‘’si puo’ scatenare il tremendo scossone da dare a questa societa’ immobile’’.

Poi spiega che lui è sì “malato, ma non abbastanza, purtroppo, per fare il Sindaco. Pero’ potrei fare l’ideatore del Sindaco’’ e la ‘’sua vecchia amica’’ a cui ‘’ha sempre voluto bene, quasi da innamoramento’’ il vice Sindaco o per far si’ ‘’che lo scossone da dare alla Milano seppellita dall’accozzaglia di grattacieli e quartoggiari sia ancora piu’ devastante’’.

25/05/2010 – La Stampa


mag 25 2010

Adriano sindaco, io vice

di Mina

Se veramente decidesse di farlo, state pur tranquilli che lo farebbe benissimo. Perché lui ha le qualità per mettere in atto tutto quello che vuole.Non sto a magnificare le sue virtù, ma, come si fa quando devi vendere qualcosa, signore e signori, gentile pubblico, garantisco della onestà, della totale buona fede, della voglia matta di non baloccarsi e fare solo ciò che sarebbe veramente lucidamente e accortamente utile. Perché lui sarà anche il re degli ignoranti, ma quando c’è da far sul serio gli viene fuori una dotta, raffinata, sana astuzia… no non mi piace astuzia, direi ingegnosità, ecco, sì. Ah, Milano del mio cuore, quanto ti ho amato e quanto ti amerei.

Lui, come me, ha avuto la fortuna di vederti e viverti quando eri un sogno. Le condizioni socio-ambientali, e non sto parlando di politica, permettevano di sognare e, magari, mentre un sogno stava diventando realtà, c’era spazio per consentirsene subito un altro.

Ah, Milano del mio cuore, ci vorrebbe la Treccani per descrivere com’eri. Agli occhi di una cremonese che adorava e adora la propria città, sembravi la più grande delle metropoli del mondo. Buona, seria, addirittura docile. Tu hai una memoria lunga e sono sicura che ti piacerebbe grandemente tornare ad assomigliare a quella che sei stata. Ecco, vedi, c’è chi avrebbe voglia di darti una mano.

Uno che abitava in via Gluck, via Christoph Willibald Gluck quando c’erano i prati, uno che non ha smesso di sognare che tu i prati e gli alberi di cento piani continui a meritarteli. E sono sicura che lui riuscirebbe a mettere armonia nel tuo cuore, nella tua pancia. Ha detto: «Io sindaco di Milano, perché no?». Ma c’è un freno che bloccherebbe qualsiasi motore, un deterrente assoluto che non potrà rimuovere neppure lui. Celentano, perché di Adriano sto parlando, auspica la formazione di «… un partito che forse ancora non c’è». E qui si ferma tutto. Non essendo un malato di mente, non credo proprio che abbia voglia di intraprendere quel cammino. Peccato. È stato un bel sogno. Una allucinazione, un abbaglio, il miraggio dell’impossibile che diventa realtà effettiva e pesante sotto i tuoi occhi. Un assurdo pensiero onirico. Un desiderio da nascondere. Se, però, per qualche sconosciuto e folle motivo la cosa si verificasse magicamente, avrei una richiesta. Che non sia Capanna il tuo vicesindaco, ma questa tua vecchia amica che non smette di volerti bene.

23/05/2010 – La Stampa


mag 24 2010

Mina duetta con Celentano: lo boccia come sindaco ma si offre come sua vice

Ma quant’è perfida Mina. Amichevolmente perfida, per carità. Gioca, scherza, ma non le manda a dire neanche a Celentano. Ieri, nella sua godibilissima rubrica sulla prima pagina della Stampa, ha indorato il suo amico Adriano prima di silurare la sua (presunta, ventilata, supposta) candidatura a sindaco di Milano che lui ha magnificato con quel «Io sindaco di Milano, perché no?» che da giorni ronza nell’aria. Nel bel mezzo del peana, un capolavoro: si è addirittura candidata a vicesindaco affinché «non sia Capanna», intendendo quel Capanna, cioè Mario, già lui. Insomma, si è candidata a far da vicesindaco a Celentano nel mentre gli sconsigliava di fare il sindaco. «Non essendo un malato di mente, non credo proprio che abbia voglia di intraprendere quel cammino». Favoloso, Mina quando ci si mette, scrive come canta, cioè benissimo, con la penna come la voce, strutturata, stratificata, leggibile su più livelli. Ieri il livello era forse questo: Adriano, pensaci bene, non è cosa. Andiamo con ordine. Lui, certo, «ha la qualità per mettere in atto tutto quello che vuole». Perché «sarà anche il re degli ignoranti, ma quando c’è da far sul serio, gli viene fuori una dotta, raffinata, sana astuzia… no, non mi piace astuzia, direi ingegnosità, ecco sì». Fin qui, bene. Ma c’è «un freno che bloccherebbe qualsiasi motore». Celentano sogna la formazione di «un partito che forse ancora non c’è». Perciò, caro Adriano, non essendo tu appunto un «malato di mente», lascia perdere, «è stato un bel sogno» ma rimaniamo quello che siamo, io la più grande cantante italiana di sempre, tu uno showman con i fiocchi, il più carismatico di tutti. E magari, già che ci sei, pensaci un po’: è dal ’98 che non cantiamo più insieme e quello sì, volendo, è un bel sogno realizzabile ancora.

24/05/2010 – Il Giornale


mar 15 2010

Celentano: lei è una bomba noi, sempre amici e rivali

Il 25 marzo la regina della nostra canzone compirà 70 anni
Parla il Molleggiato: prima o poi lavoreremo di nuovo insieme

di ERNESTO ASSANTE

ROMA – Un compleanno è un compleanno. Ma se è quello di Mina la faccenda è diversa. Perché a settant’anni, dopo mezzo secolo di gloriosa carriera, Mina Anna Mazzini, nata il 25 marzo, è ancora la regina indiscussa della musica italiana. Ci sono state molte pretendenti al trono ma, nonostante la critica si sia ingegnata per battezzare qualche “nuova Mina” di questa o quella generazione, nessuna è riuscita a scalfirne il primato, a diventare anche soltanto in parte una leggenda, amata incondizionatamente dal pubblico, così come lei. Solo Mina, infatti, resta Mina, inarrivabile e distante, al tempo stesso popolare e presente, in grado di cantare ancora così com’era al fianco di Lucio Battisti anni fa, e di duettare con uno dei principi del rock alternativo italiano, Manuel Agnelli degli Afterhours nel suo ultimo disco. L’unica in grado di rappresentare egregiamente lo “ieri oggi e domani” della canzone italiana.

In carriera Mina ha avuto i suoi alti e bassi, ma non c’è dubbio che il suo regale esilio, lontana da tv e giornali, dall’ansia delle classifiche e del riconoscimento effimero del successo, l’ha resa anche inattaccabile. Una sola persona, un solo artista, in Italia, le tiene testa, condivide con lei la permanenza al vertice fin dall’inizio della carriera, e ha diviso con lei un lungo pezzo di strada, ed è Adriano Celentano. Mina e Celentano sono il re e la regina del nostro pop, da sempre, da quando erano gli “urlatori” che provavano a rivoluzionare il canto italiano. I loro incontri televisivi, i loro duetti sempre carichi di ironia e di grande musica, sono entrati a far parte della nostra cultura popolare. E le loro canzoni, soprattutto quelle di un album a doppio nome atteso per tanti anni e arrivato poi nel 1998, sono tra quelle di maggior successo del loro repertorio. Con Adriano celebriamo il compleanno dell’inossidabile “Tigre di Cremona”.

Celentano, la prima domanda è ovvia: quando vi siete conosciuti?
«C’eravamo già incontrati da qualche parte, e mi colpì la sua eccezionale musicalità non solo nel cantare, ma anche nel parlare. Lei ha una musicalità innata anche nei gesti, qualunque cosa faccia. Una vera e propria esplosione della quale non puoi fare a meno di innamorarti, o per lo meno, di correre questo bellissimo rischio. Poi ci capitò di fare un film insieme, “Urlatori alla sbarra” (di Lucio Fulci, 1960, ndr), dove a farci compagnia c’èra anche il geniale Chet Baker, oltre a tutti gli altri urlatori del momento. E chiaro che “l’occhio di bue” era puntato su noi due. E quella fu l’inizio di un amicizia che non avrà fine».

Vi sentivate concorrenti?
«Da parte mia senz’altro, ma credo anche da parte sua. E’ normale. Le volevo bene, ma quando capitava che nelle vendite dei dischi era lei al primo posto e io al secondo, avrei voluto darle tanti calci negli stinchi? Ma come sempre poi, prevaleva l’impossibilità di nasconderle il riconoscimento di essere stata più forte».

Le vostre esibizioni insieme in tv sono ormai dei pezzi leggendari? Cosa ha pensato quando Mina ha deciso di “sparire” dalle scene?
«Ho avuto, come tanti credo, un senso di abbandono. Quasi come se lei, non portasse via solo se stessa ma assieme a lei tutto un mondo musicale, fatto di confronti, di scherzi, intere nottate a giocare a poker, coadiuvati da un’energia che caricava l’un l’altro e chiunque ci avvicinava. Un mondo che poi ho ritrovato quando abbiamo deciso di riunirci nel disco “Mina Celentano”».

Com’è nato quel progetto?
«Se ne parlava da tanto ma non riuscivamo a mettere d’accordo gli impegni che ognuno di noi aveva. Poi un giorno mi decisi e le telefonai: “Cosa facciamo?” le dissi. “Se vuoi ne parliamo” mi rispose. Così andai a Lugano, l’appuntamento era in un ristorante scelto da lei, c’era anche Massimiliano. Il cameriere quando ci vide insieme sgranò gli occhi: “Mina e Celentano insieme?” scoppiò una risata di tutto il ristorante. Così dissi a Mina, non abbiamo ancora i pezzi ma abbiamo il titolo».

Qual è secondo lei il suo segreto? Perché Mina è Mina?
«Perché è una bomba che non si può disinnescare ed esplode quando meno te l’aspetti. Buon compleanno sorella! Mi sa che prima o poi faremo ancora un bel casino!».

15/03/2010 – La Repubblica


dic 22 2009

Prisencolinensinanciusol
Il web impazzisce
Celentano primo rapper

Secondo il seguitissimo e autoritario blog Boing Boing il brano del ‘Molleggiato’ è un esempio di protorap. Migliaia di giovani americani ascoltano il brano e lo commentano: incantevole, attuale, originale, geniale…

New York, 21 dicembre 2009 – E’ stato definito un rap ante litteram, ed è frutto di un mito italiano senza tempo. “Prisencolinensinanciusol” spopola in Usa, a quasi 40 anni di distanza dalla sua uscita, con tutta la sua miscela esplosiva.

A far riesplodere il mito del brano più geniale di Adriano Celentano è il blog Boing Boing, frequentatissimo negli Usa: Cory Doctorow, scrittore e guru dei blogger statunitensi, parla della canzone uscita nel 1972 in toni entusiastici, la cita come esempio di quanti cantano l’inglese senza conoscerlo e come simbolo del fascino dello slang finto-anglofono. Tempo poche ore e il pezzo del blogger viene letto da migliaia di giovani americani che ascoltano il brano e lo commentano: incantevole, attuale, originale, geniale, sono gli aggettivi usati.

Scoppia la Celentano-mania, in Usa e a 40 anni di distanza dall’uscita del protorap. “Celentano è una leggenda”, scrive un utente che si firma Gjashley mentre altri lo citano come esempio dell’evoluzione odierna del rock, altri paragonano Celentano a U2, Dylan, Elvis, Rem e Radiohead, altri dicono che si tratta di un brano che ha il “linguaggio internazionale del funk”. Una mania che continua a crescere di ora in ora incoronando Celentano re d’America.

Un successo che dimostra la straordinaria vitalità di un artista che non conosce stagione e tempo. Celentano compose “Prisencolinensinanciusol”anticipando di almeno dieci anni le prime produzioni made in Usa ed è considerata a tutti gli effetti il primo rap della storia della musica. Con un testo nonsense, un solo accordo, il Mi bemolle, e i fiati che ripetevano insistentemente un martellante refrain di dieci note, il brano alla sua prima uscita nel dicembre 1972 suscitò grande scalpore, segnando una vera e propria rottura con la tradizione musicale italiana dell’epoca.

“Ai ai smai senflecs/ eni go for doin peso ai/ in de col mein saivuan/ prisencolinensinainciusol ol rait/ lu nei si not sicodor/ ah es la bebi la dai big iour/ prisencolinensinainciùsol”, recita il testo di “Prisencolinensinainciusol”.

Sul significato del brano si susseguirono decine di interpretazioni, molte stravaganti: qualcuno arrivò ad avanzare l’ipotesi che si trattasse di un acronimo, una frase le cui iniziali componevano la parola fatidica. Altri facevano notare che su diverse edizioni del disco e sugli spartiti, questa era scritta con le prime 6 lettere in maiuscolo, lasciando il resto in minuscolo, e comunque sempre con parecchia attenzione agli accenti, e cercò quindi di scomporla, arrivando ad ipotizzare un mosaico di lingue europee.

Alla fine ci pensò lo stesso Celentano a spiegare il senso di quel testo in inglese maccheronico utilizzato per lavorare sul brano prima di elaborare le liriche in italiano, come rivelarono alcuni suoi collaboratori. La spiegazione Celentano la fornì nel corso di una puntata della storica trasmissione Rai “Formula Due”, condotta da Alighiero Noschese e Loretta Goggi.

Celentano si presentò vestendo i panni di un insegnante (con occhiali, spolverino e camicia grigia), intento a impartire la sua lezione a una dozzina di allieve in minigonna sedute ai banchi (tra queste, Claudia Mori): “Ho capito che oggi nel mondo non ci capiamo più. -disse Celentano- È proprio difficile, non c’è dialogo ormai. È rimasto solo lo sguardo, un po’ afflitto. E quindi ho ritenuto opportuno fare una canzone sul tema, cioè sviluppando il tema dell’incomunicabilità”.

In un’intervista più recente Celentano ha spiegato: “Preparai in sala d’incisione un “loop” che ripeteva sempre lo stesso passaggio musicale e ritmico e iniziai a cantarci sopra. Immaginando un gergo che per me rappresentasse la ribellione alle convenzioni. Anche musicali”.

La canzone ebbe una storia discografica curiosa: uscita nel dicembre 1972 ed utilizzata come sigla del programma radiofonico Gran Varietà, fece il suo ingresso nella top ten italiana un anno e mezzo dopo, il 16 febbraio 1974, in seguito alla partecipazione a “Formula Due” e allo show con Mina e Raffaella Carrà “Milleluci”.

La canzone rimase in classifica nelle prime dieci posizioni fino al 29 giugno. ‘Prisencol’ conobbe un ottimo successo anche all’estero, conquistando la testa delle top ten di Francia, Belgio, Olanda, Germania, riuscendo persino ad entrare nella top 100 americana. Ora, quasi 40 anni dopo, la rete ha pensato a rilanciare quel mito.

“Sono felicemente sorpreso delle dimensioni di questo evento globale nato spontaneamente sulla rete. È talmente importante che ne terrò conto sempre di più, a partire dal prossimo cd di inediti su cui sto lavorando. Tra me e la rete c’è sempre stata un”attrazione fatalè che questa volta è reciproca”.

Così Adriano Celentano -in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio stampa- commenta il successo che il suo brano “Prisencolinensinanciusol”, a quasi 40 anni dall’uscita, sta ottenendo in Usa grazie al passaparola tra i blogger che lo hanno definito un rap anti litteram.

21/12/2009 – Quotidiano.net


mag 18 2009

Eros Ramazzotti: «Quando Mina mi bocciò»

di Marco Molendini

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Eros, a parte la Nazionale di cantanti, lei non ha voluto partecipare a nessuna iniziativa per l’Abruzzo: quasi tutti i suoi colleghi si sono mobilitati, invece.
«E’ una scelta di principio. Non voglio rischiare di mescolare la solidarietà con la promozione del disco. Per la Nazionale cantanti ho fatto lo spot con Del Piero invitando a mandare sms per l’Abruzzo. Quanto a me farò qualcosa fra qualche mese, quando sarò in tour nei palasport, magari quando molti si saranno già dimenticati. E i soldi che darò dovranno andare direttamente alla costruzione di una palazzina, magari per ospitare dieci famiglie. E non dovrà saperlo nessuno. Come faranno Vasco e Celentano».

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16/05/2009 – Il Messaggero


apr 22 2009

E Adriano tratta sui diritti (come Benigni)

MILANO – Quello che si temeva sta per accadere: dopo che Roberto Benigni ha strappato l’accordo per lo sfruttamento (“a tempo determinato”) di materiale video di proprietà della Rai, anche Adriano Celentano chiederebbe lo stesso trattamento, o qualcosa di simile.
Ne hanno parlato, seduti attorno al tavolo del ristorante di un elegante albergo milanese, Fabrizio Del Noce, Bibi Ballandi, Claudia Mori e lo stesso Celentano. In una soleggiata domenica di inverno, a due giorni dall’inizio di Sanremo, il Molleggiato e la sua consorte hanno lasciato la loro villa di Galbiate e si sono recati nel capoluogo lombardo per ottenere ciò che il comico toscano era riuscito ad aggiudicarsi in cambio della sua partecipazione al Festival della canzone italiana.
D’accordo, Benigni sale sul palco dell’Ariston e si porta a casa i diritti dei filmati di proprietà della Rai? Anch’io, avrebbe in sostanza argomentato Adriano, sono disposto a uno scambio: torno in onda sull’ammiraglia della rete pubblica con uno spettacolo e voi mi date il via libera per far quel che voglio delle mie immagini tv. E’ tra una portata e l’altra, il quartetto ha buttato giù delle ipotesi e ha fantasticato sul rientro in Rai dell’uomo del “clan” dopo l’ultima apparizione nel 2007 con lo show La situazione di mia sorella non è buona.
Il 15 febbraio scorso, il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, aveva tutte le carte in regola per impegnarsi personalmente con Celentano e assicurargli che in un modo o nell’altro l’operazione sarebbe andata in porto.
Poi sugli orizzonti professionali del “potete” Del Noce è iniziata a calare la nebbia, con la prospettiva di restare senza nessuna poltrona in azienda, e al Molleggiato è venuto il momento di ritrovarsi con il cerino in mano, vale a dire senza programma, ma soprattutto senza quel benedetto ok per poter utilizzare le sue immagini televisive, magari per l’home video.
Ed ecco allora che si è affrettato a dichiarare che “su richiesta della Rai, antecedente alle nuove nomine di questi ultimi giorni, ci sono stati alcuni incontri per verificare la possibilità di un mio ritorno in televisione. Io sono pronto per tornare in autunno con sei puntate. Tutto è pronto, il programma, lo staff e anche il titolo. Aspetto una risposta”.
Sembra di capire, quindi, che la “patata bollente” passerà nelle mani del prossimo direttore di Raiuno. Che, molto probabilmente, dovrà affrontare anche altre questioni simili: sarà l’inizio dell’effetto domino all’ombra del cavallo di viale Mazzini?

Pasquale Elia

22/04/2009 – Corriere della Sera


apr 22 2009

“Sognando Chernobyl” Celentano si sveglia in Rai, forse

Roma, 21 apr (Velino) – “Non le sembra di esagerare?”. Si intitolerà così – sempre che da Viale Mazzini arrivi il via libera – il nuovo programma in sei puntate che Adriano Celentano ha in cantiere per l’autunno. Una trasmissione pronta, concordata qualche mese fa con il direttore Fabrizio Del Noce, e per la quale il “molleggiato” – ha confidato all’Ansa – aspetta “una risposta dai nuovi vertici Rai”. Risposta che non sarà facile fornire, perché se è vero che gli ascolti di Celentano non sono standard, non lo sono affatto neanche i suoi budget… E scorrendo i piani di produzione annuali di RaiUno non figurano certo budget speciali per “l’intrattenimento” della prima serata. Il dg Mauro Masi, insomma, che oggi ha presenziato proprio a una primissima riunione sui palinsesti dell’ammiraglia, dovrà valutare attentamente il fatto che Celentano costa mediamente il triplo di una normale prima serata d’intrattenimento (tre milioni a puntata contro un milioncino tutto compreso). E dovrà anche considerare con attenzione se in periodi di crisi globale e di riduzioni di tutti i budget questo “lusso” – con gli spot che non bastano certo a rientrare dell’investimento – la Rai possa permetterselo.

In attesa di capire se e quando Celentano sconquasserà di nuovo i palinsesti dell’ammiraglia Rai con scosse Auditel (media del 46 per cento di share) alla “RockPolitik”, interminabili silenzi e ospiti d’eccezioni, domani il suo grido di allarme sulla distruzione della terra per mano dell’uomo andrà in onda – in occasione dell’ Earth Day – in esclusiva su Sky Uno alle 22.15 e Nat Geo Music alle 23.50. Il video si chiama “Sognando Chernobyl”, 12 minuti choc, di fortissimo, veristico impatto visivo, ideato e montato come sempre da Celentano nella più totale autonomia artistica e di contenuti, per scuotere chi guarda e ricordargli che stiamo uccidendo la terra. E chissà che da un eventuale diniego Rai non nasca un’altra storica partnership con Sky…

21/04/2009 – il Velino