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feb 2 2012

Sanremo: Adriano Celentano ha dato di nuovo il buon esempio

di Patrice Makabu

Firenze. Adriano Celentano donerà il compenso per la sua partecipazione al Festival di Sanremo in beneficenza, stupendo tutti ancora una volta, tutti quelli che hanno avuto spesso da ridire per i suoi cachet molto onerosi. Oltre alla donazione Adriano annuncia ai telespettatori durante la presentazione ufficiale del festival della canzone italiana di voler pagare in aggiunta le tasse relative all’importo percepito: un’altra iniziativa pubblicitaria di un personaggio famoso per accrescere la propria popolarità?

Questa non è una dubbia iniziativa alla Ennio Doris pro Mediolanum per un mese di scuola che di certo non ha cambiato la vita ai bambini di Haiti, al contrario della propria grazie alla pubblicità scaturita da quell’invitante spot. Chi conosce bene Adriano non crede che questa sia una mossa studiata ai fini di piacere al pubblico, Adriano Celentano e Claudia Mori sono da sempre due personaggi dello spettacolo attenti ai bisogni della gente, che spesso hanno remato contro quelle che erano e sono ancora tutt’oggi le cosiddette convenzioni, alle quali la maggior parte della gente si attiene pur di non circondarsi di nemici o più semplicemente non uscire dal coro.

Adriano e Claudia al fianco delle persone bisognose ancora una volta, non per pubblicità: per l’animo nobile che li ha sempre contraddistinti.

Il contratto prevede che Celentano partecipi una, due o più le serate all’evento, di conseguenza non è possibile stabilire con certezza il compenso che percepirà, ma ha davvero importanza farsi domande in merito? In molti giornali ed in trasmissioni televisive tra le più seguite, più che soffermarsi sul bel gesto degno di nota si è partorita la solita inetta ed inutile curiosità su quanto consistente sia questa donazione, ancora una volta per capire quanto vale il nostro amatissimo Celentano, ma davvero si può quantificare in denaro la sensibilità di una persona? Quanti altri gesti simili nel corso della vita Adriano Celentano ha fatto e nessuno ne è a conoscenza?

La domanda ritorna quindi spontanea, conosciamo davvero bene Adriano? Possiamo paragonarlo forse a chi parla, parla, parla ma di concreto non ha fatto mai nulla attraverso il mezzo televisivo oltre che parlare bene ed agire in maniera contraria mentre il suo successo saliva alle stelle? La dimostrazione in materia possiamo vederla rappresentata dalle ultime scoperte in quanto ad evasione fiscale e sequestri di varia entità nei confronti di personaggi famosi che in questi giorni ci hanno stupito e fatto pensare.

Adriano Celentano ha chiesto ai cosiddetti “magnifici 7″ (come ama definirli), i magnifici sette sindaci di alcune città italiane: De Magistris, Pisapia, Renzi, Tosi, Zedda ed Emiliano di indicargli famiglie in stato di assoluta povertà per tenere in considerazione le loro esigenze, nel caso poi il compenso dovesse aggirarsi intorno ai 350 mila euro, 100 mila saranno destinati a due ospedali Emergency altri 250 mila alle famiglie sopra menzionate. Quando Celentano sarà a Sanremo consegnerà ad un notaio una busta con i nomi delle famiglie indicate dai sindaci alla presenza probabilmente di Claudia Mori.

Mentre trapelano indiscrezioni sui personaggi che saranno presenti sul palco dell’Ariston possiamo tranquillamente dire che il vero spettacolo di questo festival sarà questa volta il sorriso dei telespettatori che da casa, anche se noi non li vedremo, apprezzeranno il cuore grande di un cantante e presentatore che abbraccia tutte le generazioni e fuori dalle righe, che è rimasto negli occhi di chi oggi ha i capelli bianchi e dei giovani che sono colpiti dal suo imporsi al momento giusto con parole che attraversano la mente e silenzi che parlano ancor più delle parole stesse.

Pagare le tasse anche quando si fa beneficenza in questo caso è un ceffone sonoro ed un buon esempio allo stesso tempo, che speriamo faccia riflettere i tanti che si sono arricchiti sul lavoro e sui sacrifici degli onesti, presentatori e star della tv in primis, che dovrebbero invece come i politici ringraziare tutti gli italiani per la fiducia in loro riposta dando un buon esempio.

02/02/2012 – ToscanaNews24.it


feb 1 2012

Sanremo, de Magistris su iniziativa Celentano: ”Già al lavoro per individuare famiglia”

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Napoli, 31 gen. – (Adnkronos) – L’iniziativa di Adriano Celentano, che ha annunciato che devolverà il cachet della sua partecipazione a Sanremo alle famiglie bisognose, viene accolta positivamente dal Comune di Napoli.

“Ho sentito al telefono Adriano Celentano – dice all’ADNKRONOS il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – Mi ha chiesto di individuare una famiglia napoletana che vivesse in condizioni di indigenza. Ci siamo già attivati per individuarla ed entro questa settimana comunicheremo la risposta. Quella di Celentano mi sembra un’iniziativa positiva”.

31/01/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


mag 27 2011

Celentano ad AnnoZero, attacca PDL e Lega

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Michele Santoro al telefono con Adriano Celentano ROMA – Lunga telefonata di Adriano Celentano ad Annozero, come nella puntata di due settimane fa. Il Molleggiato ha svariato su vari temi dell’attualità, soffermandosi soprattutto sulla campagna elettorale a Milano e confrontandosi in una stimolante discussione con il conduttore Michele Santoro, con Maurizio Lupi del Pdl e con Bruno Tabacci del Terzo Polo.

Da Celentano, affondi a ripetizione contro il Pdl e la Lega che non «ne stanno azzeccando una» nella campagna elettorale di Milano; con l’accusa, poi, di «trattare i milanesi come una massa di deficienti e di cretini incapaci di decifrare le vostre falsita». Il Molleggiato le ha «cantate» al centrodestra e alla Moratti, regalando alla trasmissione di Michele Santoro la sua ‘dichiarazione di voto’ a favore di Giuliano Pisapia.

Per il molleggiato «anche la Lega sta precipitando con gli spauracchi di zingaropoli e le moschee». E rivolto a Maurizio Lupi del Pdl ha esclamato: «Perchè gli islamici non devono avere un posto in cui pregare? ma che cristiani siete voi ciellini? È Gesù che lo vuole, prima ancora di Tettamanzi». Quindi una sferzata a Ignazio La Russa che «a Ballarò ha detto che Pisapia per agevolare i drogati vuole adibire la stanza del buco. Voi – ha tuonato – state trattando i milanesi come una massa di cretini incapaci di capire le vostre falsità».

Celentano ha accusato il centrodestra di aver «sequestrato tutte le reti Tv» e di aver condotto una campagna elettorale all’insegna del «cannibalismo». Se l’è poi presa con Pier Ferdinando Casini che «da 4 anni anni non fa che dire che Berlusconi ha finito il suo tempo ma quando gli si presenta l’occasione di accompagnarlo verso l’uscita dice ‘non sostengo nè l’uno, nè l’altro candidato’. Se non tira la volata quando ha l’occasione – ha detto ancora il cantante milanese – qualche sospetto viene. Invece – ha concluso – Fini è coerente ho letto che appoggia Pisapia».

SANTORO A BERLUSCONI: NAPOLETANI NON SONO FESSI «Non sappiamo quanto cervello abbiano i napoletani, ma penso che non siano fessi e non sarà un Annozero in più o in meno a fare la differenza». A dirlo è Michele Santoro, che anticipa così i temi trattati nella puntata di Annozero, dedicato questa settimana ai ballottaggi.
Il presentatore commenta anche il rifiuto del candidato sindaco del centrodestra a Napoli, Gianni Lettieri, di un confronto nel programma di Rai2 con il suo avversario ai ballottaggi Luigi De Magistris. «Caro Berlusconi, lei dice che chi vota De Magistris è senza cervello – ha aggiunto il conduttore – ma quelli che hanno votato lei a Milano sono intelligenti o stupidi? Forse Lettieri poteva recuperare il voto di qualche mentecatto se fosse venuto qui».
Santoro ha inoltre mandato in onda le critiche che Berlusconi ha rivolto al suo programma nel corso della puntata di ieri di Porta a Porta. «Non so quale puntata di Annozero abbia visto – ha continuato sempre rivolgendosi al premier -. Lei ha un cervello grosso così, ma la memoria non l’aiuta. Dopo il terremoto dell’Aquila ci definirono sciacalli perchè avevamo detto che, siccome c’era uno sciame sismico da diversi giorni, forse si poteva attuare un piano di emergenza. I giudici la pensano come noi. Io penso comunque che potrebbe avere ragione lei, ma deve riconoscere che noi lavoriamo onestamente».
Il conduttore, rifendosi all’addio di Elisa Anzaldo alla conduzione del Tg1 della notte, ha quindi criticato «i giornalisti o stanno al gioco o si mettono da parte». «O siamo liberi tutti o non lo siamo fino in fondo – ha detto parlando ancora a Berlusconi -, perfino lei sarebbe meno libero senza Annozero».

27/05/2011 – Leggo.it


apr 30 2011

Celentano è rock, tutti gli altri lenti

Cari studenti, comunisti, fascisti, leghisti e operai…”. Della lettera-appello che ci ha regalato Celentano è bello soprattutto l’attacco. E anche la chiusa che invita tutti a usare “l’unico mezzo di sopravvivenza che ci resta: il voto. Il 12 giugno dobbiamo andare assolutamente a votare”, anche se il governo, dopo lo scippo del nucleare, svuotasse le urne anche dell’acqua e del legittimo impedimento, anche se i seggi restassero chiusi: “Il nostro voto lasciamolo pure per terra scritto su un foglietto, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da 40 milioni di bigliettini”.

È sorprendente come un cantante di 73 anni riesca a trovare la freschezza e le parole giuste per fotografare il momento cruciale che viviamo e l’occasione che abbiamo a portata di mano, lì dietro l’angolo. La freschezza e le parole giuste che ha trovato l’altra sera un comico di 63 anni, Beppe Grillo, nell’intervista a Francesca Fagnani di Annozero. Ha detto che questi politici sono morti e, se sembrano ancora vivi, è solo perché sono sempre in tv. E ha citato la banalità del male di tanti complici “perbene” del nazismo, immortalati nel libro I volenterosi carnefici di Hitler e paragonati agli attuali volenterosi carnefici della democrazia. Grillo, senza che nessuno glielo chieda, parte per un tour elettorale. Non solo per sostenere i giovani candidati a Cinque Stelle nei comuni dove si vota, ma anche per spingere un popolo rassegnato, disinformato, anestetizzato a trascinarsi alle urne il 12 e 13 giugno.

Celentano e Grillo, due rari esemplari di artisti-cittadini estranei al palazzo con il corpo e soprattutto con la testa, hanno capito che i referendum ormai travalicano la lettera dei tre quesiti. Sono come quello elettorale del ‘93 sulla preferenza unica – questione tecnica quant’altre mai – che intercettò la crisi irreversibile della Prima Repubblica e fu vissuto dagli italiani come l’occasione per liberarsi di una classe politica ladra e decrepita. Il solo che, dentro il palazzo, l’ha capito fin da subito è stato Di Pietro, che ha tante colpe per la (non) selezione della classe dirigente del suo partito, ma grazie al suo intuito contadino ha annusato la voglia di cambiamento e ha il merito di aver creduto nei referendum quando gli altri sbuffavano annoiati, sbattendogli in faccia i calcoli ragionieristici sul quorum. Per il resto chi sta nel palazzo e nelle sue succursali televisive ha perso il tatto, l’olfatto, la vista, l’udito, il gusto del paese reale ed è lì fermo, immobile, a far di conto sul pallottoliere senz’accorgersi che una valanga di Sì, anche senza quorum, non farebbe che accelerare la caduta del regime.

Se, oltre a commissionare sondaggi i politici li leggessero e soprattutto li capissero, scoprirebbero che la loro fine è vicina. E converrebbe loro assecondare la sete di cambiamento, anziché ostacolarlo o fingere di non vederlo. A Catanzaro tutto il centrosinistra l’ha capito, o forse l’ha subìto, candidando un giovane competente, Salvatore Scalzo. Ma è una mosca bianca. A Napoli i sondaggi danno De Magistris vincente e Morcone perdente al ballottaggio con Lettieri: che aspettano Pd e Sel a scaricare Morcone, anziché – come titola il Corriere – ributtare “in campo Bassolino”, il ritorno dei morti viventi? A Bologna il grillino Bugani è dato al 10%: vorrà dire qualcosa?

Chi invita Grillo a fare fronte comune per non disperdere i voti di centrosinistra contro B. non ha capito nulla: chi vota Cinque Stelle non voterebbe mai centrosinistra né centrodestra, anzi non si pone proprio il problema. A un raduno indetto da Enrico Letta, Nando Pagnoncelli ha spiegato che il 42% degli italiani pensa che B. sia ancora lì perché dall’altra c’è il nulla. Letta ne ha tratto la seguente lezione: “Il Pd non deve cadere nell’idea che siamo moralmente superiori”. Giusto. Ma, siccome non lo sono, perché non se ne vanno a casa e non lasciano il posto a qualcuno che sia davvero moralmente superiore?

di Marco Travaglio

30/04/2011 – Il Fatto Quotidiano


ott 7 2009

Ecco il Movimento di Liberazione Nazionale

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Milano. Teatro Smeraldo. Inviti selezionati. Sala piena. De Magistris seduto in prima fila. Nel posto accanto sta per raggiungerlo Sonia Alfano. Nell’aria carica di attesa, improvvisamente un boato. Non si capisce cosa stia succedendo, finchè le luci non illuminano una piccola loggia a fondo sala: Adriano Celentano e Claudia Mori ringraziano la platea che li ha riconosciuti. Poi arriva Beppe Grillo.

Questo non è uno show“. Ma quando parla lui, è sempre uno show. In fondo è un comico, e in quest’Italia triste la gente ha bisogno di ridere. Anche Berlusconi ama intrattenere il suo pubblico raccontando barzellette. Curioso: non avrei mai pensato di trovare un trait d’union tra i due, e invece c’è. Con una risata ci seppelliranno tutti…

E di risate, nel corso di un’ora di performance, se ne fanno davvero tante. Grillo tira fuori i suoi cavalli di battaglia, da Morfeo Napolitanoper l’occasione ribattezzato Ponzio Pelato – allo psico-pedo-porno-nano, da Obama che esiste solo grazie alla rete a Repubblica che manifesta per la libertà di stampa con un anno e mezzo di ritardo rispetto al V2-Day. Stranamente, proprio Repubblica è uno dei pochi quotidiani online che, alle undici di sera, non hanno ancora parlato dell’evento di oggi, mentre ne hanno parlato il Corriere e perfino Il Giornale. Sarà un caso?

Poi è il momento della presentazione del programma. Dalla scuola all’informazione, dall’energia alla rete, Grillo snocciola l’agenda politica del Movimento di Liberazione Nazionale, già ampiamente nota ai lettori del suo blog. Dice che è un movimento che nasce dal basso. Dice che lui non ha fatto niente, che hanno fatto tutto i cittadini, dice che lui è solo un tramite della volontà popolare: la rete non ha bisogno di leader.

Splendido, sul serio, anche se non tutti sono d’accordo. A fine comizio mi raggiungono i rappresentanti di un comitato di protesta, videocamera alla mano, e mi fanno vedere un documento firmato da decine di interi meetup, nonché da un elenco fitto di grillini in ordine sparso, provenienti da ogni parte d’Italia. Sono i firmatari di una lettera dove – ironia della sorte – viene chiesta più trasparenza nella gestione interna del movimento. Sostengono di non capire chi prenda realmente le decisioni, visto che si sono ritrovati la Carta di Firenze in mano senza che nessuno – pare – abbia espresso una qualche sorta di preferenza o votazione. Dicono di essersi accordati per la lettura della lettera, sul palco, ma che al momento buono Beppe abbia disatteso gli accordi.
Non sarebbe poi così strano, se conveniamo tutti che sia spiacevole rovinare una così bella festa. In fondo, basta ricevere i dimostranti con tutti gli onori, promettere loro un adeguato spazio in modo che non facciano baccano e poi lasciarli attendere fuori dalla porta. Quando si rendono conto che la festa è finita e la gente sta andando via, ormai è tardi. Anche la democrazia dal basso ha i suoi inconvenienti, ma non fa niente: the show must go on. E poi, comunque, i punti del programma sono in fondo condivisibili. Si solleva solo un eccezione sul metodo.

Grillo dice di non voler ricoprire cariche significative all’interno del neonato movimento, ma per ora è fuor di dubbio che il leader carismatico sia lui, lui e nessun altro. Un po’ come Antonio Di Pietro per l’Italia Dei Valori e Silvio Berlusconi per il PdL. Tutti, alti e bassi, belli e brutti, con una discreta allergia alle domande. Berlusconi a quelle di Repubblica, Grillo a quelle della rete.

Comunque sia, è nato il Movimento di Liberazione Nazionale! Siete tutti invitati al battesimo, che si terrà in Emilia Romagna e in Piemonte nella prossima primavera. A celebrare: don Paolo Farinella, il prete dall’omelia più selvaggia del west.
Oggi hanno dovuto chiamare i buttafuori per farlo scendere dal palco. Per fortuna ho registrato tutto! Preparatevi perché nei prossimi giorni investiremo la blogosfera con un sisma di intensità senza pari, e questa volta non c’è bisogno di Giuliani per anticipare quale sarà l’epicentro.

04/10/2009 – ByoBlu.com