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ago 23 2009

Adrianissimo Movies! 10° Manche [FINALE]

Adrianissimo!

Ultima manche, finalmente scopriremo qual’è il film che più piace, a voi fans di Adriano!

1. Il Bisbetico domato
2. Yuppi Du
3. Joan Lui
4. Innamorato pazzo
5. Geppo il folle
6. Lui è peggio di me
7. Bingo Bongo
8. Segni particolari bellissimo

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di sabato 5 Settembre.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche10_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


ago 5 2009

Adrianissimo Movies! 9° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 9° manche! La SECONDA E ULTIMA semifinale.

Supereranno il turno e vanno in finale i primi 4 film classificati.
Ecco i film in gara:

1. Grand Hotel Excelsior
2. Segni particolari bellissimo
3. Geppo il folle
4. Lui è peggio di me
5. Bingo Bongo
6. Il Burbero
7. Er più
8. Ecco noi per esempio
9. L’altra metà del cielo
10. Bianco rosso e…

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di domenica 13 Agosto.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche09_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


giu 26 2009

Adrianissimo Movies! 5° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 5° manche!

Supereranno il turno i primi 3 film classificati.
Ecco i film in gara in questa quinta manche:

1. L’altra metà del cielo – di Franco Rossi – 1976
2. Geppo il folle – di Adriano Celentano – 1978
3. Il Burbero – di Castellano e Pipolo – 1986
4. Segni particolari bellissimo – di Castellano e Pipolo – 1983
5. Bianco rosso e… – di Alberto Lattuada – 1972
6. Lui è peggio di me – di Enrico Oldoini – 1984
7. Bingo Bongo – di Pasquale Festa Campanile – 1982

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di giovedì 2 Luglio.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
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Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


gen 6 2009

Buon Compleanno Adriano Celentano

6 gennaio – Buon compleanno Adriano Celentano! Tanti auguri al Supermolleggiato per eccellenza conosciuto soprattutto per le sue qualità di cantante, mattatore, presentatore e opinionista televisivo, ma ricordato volentieri anche per i suoi contributi al cinema degli anni ’70 e ’80 in veste d’attore e regista. È diretto da Lucio Fulci nel 1959 in “I ragazzi del Juke-Box”, poi si mette dietro la macchina da presa con “Super rapina a Milano” (1964), anche se la carriera cinematografica subirà una svolta decisiva con il ruolo da protagonista in “Serafino” (1968), di Pietro Germi, seguito da “Er più – Storia d’amore e di coltello” (1971), di Sergio Corbucci e “Rugantino” (1973), di Pasquale Festa Campanile. Nel 1975 dirige, scrive e interpreta “Yuppie Du”, incentrato sul problema delle morti sul lavoro. Seguono una serie di successi di pubblico tra cui ricordiamo: “Mani di velluto” (1979), con Eleonora Giorgi , “Il bisbetico domato” (1980), con Ornella Muti, “Asso” (1981), con Edwige Fenech e “Segni particolari: bellissimo” (1983) tutti di Castellano e Pipolo; “Lui è peggio di me” (1984), di Enrico Oldoini con Renato Pozzetto. Memorabile il caso di “Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di Lunedì” (1985), da lui anche diretto, costato ben 20 miliardi, vero e proprio fallimento ai botteghini italiani, ma apprezzatissimo in Germania e Russia. Mal riuscito infine “Jackpot” (1992), di Mario Orfini, sua ultima prova in veste d’attore. Dall’unione con Claudia Mori, con cui è felicemente sposato dal 1964, sono nati Rosita, Giacomo e Rosalinda.

Laura Calvo

06/01/2009 – EcoDelCinema.com


dic 23 2008

Edizioni Master presenta: “Celentano Collection”

Celentano Collection Il bisbetico, folle e irresistibile Adriano Celentano arriverà in edicola con i suoi film più famosi: “Innamorato pazzo”, “Il bisbetico domato”, “Mani di velluto”, “Bingo Bongo”, “Asso”, “Le cinque giornate”, “Il burbero”, “Bluff”, “Lui è peggio di me” e tanti altri ancora. Ogni DVD è accompagnato da un fascicolo cartaceo di approfondimento con le curiosità sul film, i personaggi e naturalmente sul grande protagonista.


1° uscita “Il bisbetico domato” a € 7,99 (Gennaio 2009)

Il bisbetico domato


Edizioni Master – www.edmaster.it


mag 24 2007

I Cinquant’anni di carriera di Adriano Celentano in un libro

Cinquant’anni di una straordinaria carriera divisa tra dischi, concerti, film e programmi televisivi ripercorsi grazie al paziente lavoro di un giornalista. “Adriano Celentano 1957-2007. Cinquant’anni da ribelle” di Sergio Cotti, serio ed accurato libro di ricerca ed analisi sulla discografia del molleggiato, è stato presentato il 19 maggio a Milano in occasione del “Celentano day”. Anche noi a modo nostro ripercorriamo questi cinquant’anni ,dalla A alla Z. Che tu sia rock o lento poco importa, questo articolo è per te.
di Fabio Massimo Penna

A come Azzurro. Quando scrivono “Azzurro” Paolo Conte e Vito Pallavicini si rendono conto di aver realizzato un brano controcorrente, non solo perché, in controtendenza rispetto ai brani balneari allora tanto alla moda, racconta un’estate passata in solitudine in città, ma anche per il ritmo che aveva le cadenze di una marcetta, anche questa una scelta assolutamente discordante con le mode dell’epoca.

Ma di fronte all’interpretazione di Adriano Celentano tutti le perplessità svaniscono: lo stesso Conte definisce l’esecuzione del Molleggiato “umana”, esaltandone la chiarezza ed intelligibilità che fanno si che all’ascoltatore sembri che l’interprete abbia realmente vissuto gli avvenimenti narrati nel brano. ” Azzurro” fu immediatamente un pezzo di successo che raggiunse i vertici delle hit parade ed è ancora oggi uno dei più popolari nella storia della musica leggera italiana.

B come Bacio. “Il tuo bacio è come un rock” è il brano che impone Adriano Celentano come uno dei giovani musicisti più promettenti del panorama italiano. Si era già fatto notare nel maggio 1957 al Festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano, ma quando al festival della musica leggera di Ancona, il 13 luglio del 1958, sul palco sale questo giovanotto dinoccolato che ancheggia in maniera bizzarra il pubblico va in visibilio e si scatena un irrefrenabile entusiasmo. Da quella sera “Il tuo bacio è come un rock” ed Adriano Celentano scalano le classifiche di vendite dei dischi in Italia. Inizia una leggenda che ancora oggi continua…

C come Castellano e Pipolo. Tra la fine degli anni Settanta ed i primi anni Ottanta, Adriano Celentano insieme alla coppia di registi Franco Castellano e Giuseppe Moccia, meglio conosciuti come “Castellano e Pipolo”, formano un team che ai botteghini cinematografici si rivela essere imbattibile. Nel giro di pochi anni i tre sfornano una serie di fortunate pellicole: “Mani di velluto” (1979), “Il bisbetico domato” (1980) e “Innamorato pazzo” (1981). Castellano e Pipolo servono al meglio la surreale comicità di Celentano con copioni leggeri ma privi di volgarità. “Mani di velluto” è la storia di un facoltoso ingegnere, creatore di un indistruttibile vetro antirapina che, invaghitosi di una vivace ladruncola, organizza un colpo grosso ai danni della propria moglie. “Il bisbetico domato” ha per protagonista Elia, stravagante proprietario terriero dell’Oltrepò che odia le donne e resiste alle idee matrimoniali fino a quando un giorno non gli piomba in casa la bella Lisa che, dopo alterne vicende, riesce a sedurlo. Il tema dell’amore impossibile torna in “Innamorato pazzo” con il conducente dell’ Atac, Barnaba che perde la testa per la principessa Cristina di S. Tulipe, promessa sposa ad un miliardario, e riesce, nonostante l’ostilità della famiglia di lei, a sposarla.

D come Don Backy. Aldo Caponi, meglio conosciuto con il nome d’arte di Don Backy, è stato uno degli elementi di spicco del Clan di Adriano Celentano. Dotato di una peculiare voce roca e di un carattere indipendente, nel 1962 partecipa al Cantagiro con il brano “Fuggiasco” e l’anno successivo con “Amico” che ottiene anche un buon successo di vendite. Sempre nel 1963 recita accanto a Totò, Macario e Nino Taranto in “Il monaco di Monza” di Sergio Corbucci ed incide “Ho rimasto”. L’anno seguente prende parte alla pellicola “Super rapina a Milano” che vede Adriano Celentano dietro la macchina da presa. Nel 1966 incide “Serenata” mentre l’anno successivo si presenta in coppia con Johnny Dorelli al Festival di Sanremo con la famosa canzone “L’immensità” ed incide un altro grande successo “Poesia”. Il 1968 è un anno importante per la sua carriera cinematografica: escono, infatti, “Banditi a Milano” di Carlo Lizzani e “I sette fratelli Cervi” in cui ha ruoli importanti a fianco di Gian Maria Volonté. Il 1968 è l’anno dello scisma: per una controversa questione di diritti d’autore entra in rotta di collisione con Celentano ed abbandona polemicamente il Clan. L’anno dopo si classifica terzo al Festival di Sanremo presentando insieme a Milva il brano “Un sorriso” e sempre a Sanremo nel 1971 canta “Bianchi cristalli sereni”. Intanto al cinema recita per il “Maestro” Federico Fellini in “Satyricon” (1969) ed interpreta “Barbagia” (1969) di Carlo Lizzani. Negli anni Settanta scrive “Sognando”, brano che verrà interpreto anche da Mina e che tratta il tema del disagio mentale. Mostrando grande eclettismo negli anni Ottanta si dedica ai fumetti realizzando L’Inferno di Dante a fumetti (1980), e “Clanyricon” (1984). Dopo aver interpretato se stesso nel film “Pane e tulipani” ed aver partecipato al reality show “La talpa”, nel 2006 tiene un ciclo di lezioni per il progetto universitario Rai Nettuno, l’università a distanza.

Er Più. Adriano Celentano e Claudia Mori nel 1971 sono gli interpreti principali del film, ambientato nella Roma di fine Ottocento, “Er più. Storia d’amore e di coltello” di Sergio Corbucci. Protagonisti della commedia sono i quartieri popolari della Capitale e la gente umile che vi abita. Nel ruolo dell’eroe del popolo, il bullo più brillante e rispettato del quartiere, “Er più”, un Celentano in forma smagliante. Nonostante l’ambientazione romanesca poco verosimile la pellicola è di buona fattura con un cast di attori ben affiatato ed una comicità immune da volgarità.

F come Fantastico. Fantastico 8 nel 1987-88 passa alla storia come l’edizione dei lunghi silenzi. Adriano Celentano, allontanandosi dai classici sistemi di condurre i programmi televisivi basati su ritmi frenetici, alterna lunghe pause di silenzio davanti alle telecamere ad ampollose prediche di carattere ecologista, morale o religioso. La critica reagisce in maniera ostile e scomposta ma il pubblico premia la scelta coraggiosa di Celentano con buoni indici di ascolto.

G come Gino. Pur essendoci solo due anni di differenza tra i due, Adriano Celentano è lo zio di Gino Santercole. Santercole suona la chitarra con i Ribelli, gruppo che gravita nell’orbita del Clan, ed in seguito comincia a scrivere canzoni tra le quali spicca la bellissima e sognante “Una carezza in un pugno”, scritta insieme Luciano Beretta e Miki Del Prete e portata al successo da Celentano. Sul finire degli anni Sessanta si dedica al cinema e come attore recita in “Yuppi du” (1975) di Celentano, “Viaggio con Anita” (1979) di Mario Monicelli, “Sono fotogenico” (1980) di Dino Risi.

I come Ignoranti. Adriano Celentano si è autodefinito una volta “re degli ignoranti” e “Re degli ignoranti” è anche il titolo di un suo long playng del 1991. La canzone dal titolo omonimo esalta la mancanza di costruzioni (gabbie) mentali di chi è rimasto privo di istruzione: “…si, /perché nessuno aveva cogliuto/ il vero senso della lotta/ ma io che sono il re degli ignoranti…; si io, io conosco questo senso e non l’ho dimenticato/ mentre invece voi/ a furia di studiar/ solo con la mente/ avete tutti smarrito la via del cuor/ restando lì/ a scavar nel vuoto/ mentre i vostri padri/ con la scure in mano/ distruggevano/ la saggezza dei vostri nonni…” In realtà dietro questa facciata (o posa?) da persona incolta si nasconde un personaggio attento alla realtà che lo circonda, costantemente aperto al mondo ed alle sue problematiche, un uomo con grande capacità di ascolto ma dotato anche di acuta capacità critica.

L come Lento. “L’arroganza è lenta, la timidezza è rock; ribellarsi è rock, servire è lento; parlare senza dirsi nulla è lento, guardarsi negli occhi è rock; cambiare vita è rock, cambiare idea è rock, non cambiare mai è lento…” Adriano Celentano nel 2005 durante la trasmissione Rockpolitik aggiunge alle sue invenzioni televisive (i lunghi silenzi e le prolisse teleprediche) gli slogan “rock” e “lento” per separare ciò che è “cool”, gagliardo ed eticamente bello, insomma “rock” da ciò che è meschino e moralmente basso, ovvero “lento”. Un tormentone, un momento televisivo che con un altro protagonista sarebbe un flop ma con il “Molleggiato” che, con occhiali da sole e camicione colorato, sale su di un leggio ed accompagnato da una chitarra elettrica comincia dividere il mondo in due categorie, i rock da una parte ed i lenti dall’altra, diventa storia della televisione.

M come Moroni. Se non è la coppia più dello spettacolo italiano, quella tra Adriano Celentano e Claudia Mori (Claudia Moroni), è certamente una delle più affiatate. Oggi lei è il manager del marito ma un tempo i due, oltre a metter su una splendida famiglia (hanno tre figli: Rosita, Rosalinda e Giacomo), formavano un’ottima coppia artistica. Il loro incontro avviene nel 1964 sul set di “Uno strano tipo” (la Mori aveva in precedenza avuto una parte anche nel film di Luchino Visconti “Rocco e i suoi fratelli”) ed è subito amore tanto è vero che i due si sposano nello stesso anno e nel 1965 nasce Rosita. Nel 1967 ottengono un grande successo cantando “La coppia più bella del mondo” e nel 1970 vincono il Festival di Sanremo con “Chi non lavora non fa l’amore”. Nella sua carriera cinematografica Claudia Mori recita al fianco di Adriano Celentano in “Rugantino” (1973) di Pasquale Festa Campanile, “Yuppi Du” (1975) dello stesso Celentano e “Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì” (1985) sempre per la regia di Celentano. Senza il marito Claudia Mori canta “Buonasera dottore” (1975), nel 1982 si esibisce come ospite al Festival di Sanremo con “Non succederà più” e nel 1994 si presenta in gara sempre al Festival di Sanremo con il brano scritto da Toto Cutugno “Se mi ami”.

N come Novità che sconvolge Sanremo. E’ il gennaio del 1961 e nell’ingessato ambiente del Casinò Municipale di Sanremo, lo svolgimento dell’undicesimo festival della canzone italiana viene scosso dall’esibizione assolutamente innovativa di un giovanotto che saltella e si dimena dando le spalle al pubblico: è il”molleggiato”, Adriano Celentano, rocker che ha conquistato il pubblico giovanile con brani come ” Il tuo bacio è come un rock” ed “Impazzivo per te”. Il suo brano “Con 24mila baci” arriva secondo. Nell’edizione del 1966 Adriano Celentano non riesce a raggiungere le finali con “Il ragazzo della via Gluck”, brano che paradossalmente diventerà in seguito una delle canzoni più famose della storia della musica leggera italiana. Il 1968 lo vede ottenere il terzo posto con “Canzone” mentre arriva primo, insieme a Claudia Mori, nel 1970 con “Chi non lavora non fa l’amore” che per il suo testo (“…C’era lo sciopero anche dei tranvai…Arrivo lì ma il dottore non c’è! E’ in sciopero anche lui! Che gioco è! Ma?! Ma come finirà…c’è il caos nella città. Non so più cosa far! Se non sciopero mi picchiano. Se sciopero mia moglie mi dice : chi non lavora non fa l’amore…”) viene criticata da più parti. L’anno seguente Celentano partecipa al Festival per l’ultima volta con il brano “Sotto le lenzuola” classificandosi quinto. L’edizione del Festival del 2004 passerà alla storia per la sua partecipazione a sorpresa come ospite, decisa all’ultimo momento dopo un lungo tira e molla, e dovuta forse anche ai ripetuti inviti dell’amico e direttore artistico Tony Renis; il suo intervento alza l’indice di ascolti della trasmissione e la sua interpretazione di “Rip it up” di Chuck Barry accompagnata dai balletti con Tony Renis e Simona Ventura rimane uno dei momenti “cult” nella storia della rassegna sanremese.

O come Opere d’autore. La stagione d’oro di Celentano al cinema (dieci anni di grandi successi al botteghino: da “Di che segno sei” e “Ecco noi per esempio” di Corbucci, a “Il bisbetico domato” e “Innamorato pazzo” di Castellano e Pipolo a “Lui è peggio di me” di Oldoini) inizia e si conclude con due pellicole delle quali il “molleggiato” è regista ed interprete: “Yuppi du” (1975) e “Joan Lui” (1985). Visionario, squilibrato, imprevedibile, colorito musical, “Yuppi du” venne accolto con freddezza dal pubblico e dalla critica dell’epoca ma, in virtù dei 32 anni che ci separano dalla sua uscita, possiamo affermare come lo stile registico, il caos architettonico e l’ambientamento “senza tempo” dell’opera fossero in largo anticipo sui tempi e che certe invenzioni stilistiche che al tempo dovevano sembrare assurde erano in realtà antesignane di tante consuetudini filmiche di registi oggi in gran voga. Ci fu, comunque, chi sottolineò la straordinaria genialità di alcune scene come quella in cui Celentano e Charlotte Rampling danzano seminudi. Anche “Joan lui” conosce la stessa “fortuna critica” di “Yuppi du”: snobbato dal pubblico e accolto con indifferenza dalla critica può venir ai giorni nostri riletto con maggior distacco mettendone in evidenza i non pochi meriti. il musical, in cui Adriano Celentano mescolando danza, musica e teatro ,utilizza un linguaggio pubblicitario, con un montaggio shock a cui sono alternati tempi dilatati alla Sergio Leone. L’opera assume l’aspetto di un racconto morale che sottolinea i mali della società moderna.

P come Prisencolinensinainciusol. “…Prisencolinensinainciusol, In de col men Seivuan, Prisencolinensinainciusol ol rait…” Nel 1973 esce questo brano di Adriano Celentano dal titolo impronunciabile, con un testo fondato su un vocabolario di sua invenzione (una sequenza di fonemi ispirati a termini pseudo-inglesi) che su di una accattivante base ritmica veniva ripetuto come uno scioglilingua dal cantante-attore milanese. Considerato da alcuni come il primo rap italiano della storia, questo brano che non necessita di venir tradotto, essendo privo di signicato, si trasforma presto in un grande successo internazionale ottenendo ottime vendite in Francia e Germania e scalando le classifiche statunitensi.

R come Rosita e Rosalinda. Rosita, figlia maggiore di Adriano Celentano e Claudia Mori, vive in contatto con il mondo dello spettacolo sin da bambina e nel 1975 prende parte alla pellicola del padre “Yuppi du”. Nel 1987 è protagonista del film di Antonio Bido “Mak p 100″ mentre nel 1989 conduce insieme a Daniel Quinn, Gianmarco Tognazzi e Paola Dominguin il Festival di Sanremo. Ma poi… “l’amore vince ogni cosa” e, conosciuto Paride Orfei nel 1990, lo segue al circo e per tre anni vive facendo la cavallerizza ed occupandosi di scenografie e coreografie. Nel 1995 torna al cinema recitando al fianco di Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Ricky Memphis e Valerio Mastrandrea in “Palermo-Milano solo andata” di Claudio Fragasso. Partecipa all’edizione del 2000-2001 di Domenica In affiancando in studio la coppia di conduttori Carlo Conti – Iva Zanicchi. Nel 2004 conduce, facendo l’inviata, la prima edizione di “Music Farm” al fianco di Amadeus e Gene Gnocchi e nel 2006 prende parte, come concorrente, al reality show “Reality Circus”, condotto da Barbara D’Urso su Canale 5. Rosalinda Celentano, dal carattere ribelle ed anticonformista, tenta inizialmente di ripercorrere i passi nel mondo della musica del padre famoso presentandosi al Festival di Sanremo del 1990 nella categoria Nuove Proposte con il brano “L’età dell’oro”. Ben presto però rivolge la sua attenzione al cinema, esordendo nel 1993 nel film di Pino Quartullo “Le donne non vogliono più”. Nel 2001 recita ne “L’amore probabilmente” di Giuseppe Bertolucci mentre nel 2004 regala una inquietante e mefistofelica performance nel ruolo del diavolo in “La passione di Cristo” di Mel Gibson. Nel 2006 interpreta il ruolo di Isabella nel film di Simona Izzo “Tutte le donne della mia vita” e nello stesso anno prende parte a “7 Km da Gerusalemme” di Claudio Malaponti.

S come Svalutation. Molto si è parlato nel corso degli anni delle famose “teleprediche” di Adriano Celentano, dei suoi sermoni in diretta tv che tanto fanno arrabbiare i critici tv per la loro supposta mancanza di ritmo. Eppure il Molleggiato ha sempre voluto dire la sua sulla realtà che lo circonda spesso ritraendola con amara ironia e pensosa giocosità. Con questo spirito nasce nel 1976 “Svalutation” brano che prende di mira il malcostume dell’Italia del periodo con l’inflazione, l’immoralità del mondo politico, gli scandali, la crisi petrolifera. Ma il finale presenta una nota di ottimo affermando “…Ma quest’Italia qua se lo vuole sa/ che ce la farà/ e il sistema c’è/ quando pensi a te/ pensa…anche un po’ per me.”

T come Teocoli. Teo Teocoli inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo esibendosi al Derby di Milano insieme a Cochi e Renato, Enzo Jannacci e Massimo Boldi ed entrando a far parte del Clan, la casa discografica che Celentano ha creato nel 1961. Il legame di amicizia tra il comico di Taranto e il Molleggiato è così forte che Celentano lo ha voluto a Rockpolitik per un duetto tra il finto Celentano (uno strepitoso Teocoli) ed il vero e, gustosamente autoironico, Adriano nazionale. La fase iniziale della carriera di Teo Teocoli avviene nel mondo della musica, dove si esibisce come cantante insieme a gruppi quali “I camaleonti” e “I quelli”. In televisione esordisce nel 1982 su Antenna 3 dove è protagonista con Massimo Boldi del programma “Non lo sapessi ma lo so”. Partecipa quindi a “Drive in”, “Una rotonda sul mare” ed “Emilio” in cui presenta uno dei suoi personaggi più riusciti, lo sfegatato tifoso del Milan Peo Pericoli. Partecipa a “Il gioco dei nove”, alla sitcom “I vicini di casa”, a “Striscia la notizia” ma il grande successo arriva nel 1992 con la partecipazione a “Mai dire goal” che vede la nascita di Felice Cacciamo, uno dei più esilaranti personaggi televisivi degli ultimi anni. Conduce “Scherzi a parte”, partecipa a “Quelli che il calcio” e diviene ospite-commentatore della “Domenica Sportiva”.

V come Via Gluck. E’ solo una via di Milano, ma per tanti ormai quello di via Gluck dove, il 6 gennaio 1938, al numero civico 14, nasceva Adriano Celentano, è un nome mitico, un luogo dell’anima. Si trovava in una zona periferica della città, via Gluck, ma con il tempo era stata inglobata nella metropoli e per l’uomo oramai adulto che torna a visitare i luoghi della propria infanzia non resta che immalinconirsi alla vista di quel gruppo di “…case su case, catrame e cemento…” che ritrova al posto dei luoghi dove bambino aveva giocato spensierato. Abbandonando le scatenate atmosfere rock, Celentano approda ai ritmi più pacati di una nostalgica ballata folk per esprimere, in largo anticipo sulla mania ecologista tanto di moda oggi, una sincera e sentita preoccupazione per l’ambiente.

Fabio Massimo Penna

Ultimo aggiornamento (giovedì 24 maggio 2007)

24/05/2007 – FondazioneItaliani.it


mag 24 2007

Adriano Celentano, biografia

Cantante, attore e conduttore televisivo nato a Milano il 6 gennaio 1938.

Cinquant’anni di successi come cantante, attore e conduttore televisivo fanno di Adriano Celentano un simbolo del mondo spettacolo italiano del Novecento. Figlio di commercianti pugliesi trapiantati a Milano, svolge diversi lavori prima di debuttare, nel 1957, nel mondo dello spettacolo partecipando al primo Festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano. Brani dal ritmo dirompente come “Il tuo bacio è come un rock” e “Il ribelle” e il suo corpo dinoccolato e snodato, che si agita con movimenti ispirati tanto agli ancheggiamenti di Elvis Presley quanto alla fisicità scoordinata di Jerry Lewis, gli valgono il soprannome di “Molleggiato” e contribuiscono ad imporlo come uno dei rocker più popolari tra i giovani. Nel 1961 partecipa a Sanremo con il brano “Con 24mila baci”, scritto con Piero Vivarelli e Lucio Fulci, che si classifica secondo. Il cantante milanese scuote l’ambiente del Festival con l’originalità della sua esibizione (si muove freneticamente sul palco dando spesso le spalle al pubblico) e con la coraggiosa scelta di presentare un brano rock.

Il “fenomeno Celentano” ormai dilaga al punto che il “Maestro” del cinema italiano Federico Fellini lo vuole sul set de “La dolce vita” (1960) per la famosa scena del night club alle Terme di Caracalla. Nel 1961 fonda la sua casa discografica, il Clan, che è al contempo una sorta di scuderia-comunità di amici. Sul set del film “Uno strano tipo” (1963) di Lucio Fulci, Celentano incontra Claudia Mori e nasce subito la “coppia più bella del mondo”: si sposano nel 1964 a Grosseto e l’anno seguente nasce la primogenita Rosita, alla quale si aggiungeranno Giacomo nel 1966 e Rosalinda nel 1968. I successi musicali non si contano: da “Pregherò” a “Grazie, prego, scusi” a “Ciao ragazzi” al brano di ispirazione ambientalista “Il ragazzo della via Gluck” che, sebbene escluso dalle finali del Festival di Sanremo, diverrà una delle canzoni più popolari della storia della musica leggera italiana. Il 1964 vede il suo esordio alla regia con il film ispirato al cinema americano “Super rapina a Milano”. Nel 1968 partecipa a Sanremo insieme a Milva con il brano “Canzone” classificandosi terzo mentre nel 1970 trionfa, insieme alla moglie Claudia Mori, portando nella città dei fiori il brano “Chi non lavora non fa l’amore”. Esce nel 1968 un altro brano destinato a fare la storia della musica leggera italiana “Azzurro”, scritto da Paolo Conte e Vito Pallavicini che, nonostante la canzone vada in controtendenza rispetto ai brani balneari alla moda descrivendo la storia di un marito che passa da solo l’estate in città e il suo ritmo da marcetta si allontani dai brani scatenati in gran voga, diviene subito un grande successo. Il cinema intanto prende uno spazio sempre più grande nella carriera artistica del “Molleggiato”: è protagonista di “Serafino” (1968) di Pietro Germi che riceve una buona accoglienza di pubblico e lo spinge ad incrementare la sua carriera di attore dandogli maggior fiducia nelle proprie (straordinarie) doti comiche. Insieme a Claudia Mori recita nella commedia musicale ambientata nella Roma di fine Ottocento “Er più – Storia d’amore e di coltello” (1971) di Sergio Corbucci regalando un’ottima interpretazione nei panni del bullo di periferia costretto a sbaragliare una serie di rivali per conquistare il cuore della bella Rosa.
Con una trovata geniale, nel 1973, Celentano inventa alcuni strani vocaboli somiglianti a termini inglesi che sciorina a mò di scioglilingua su di una serrata base ritmica: è il famoso ed impronunciabile brano “Prisencolinensinainciusol”, considerato da molti il primo esempio mondiale di musica rap, che ottiene un grande successo in Francia, in Germania e negli Stati Uniti.
Ormai la “coppia più bella del mondo” funziona perfettamente al cinema: con la moglie è protagonista della versione cinematografica di Pasquale Festa Campanile della commedia musicale “Rugantino” (1973) e nel 1975 di “Yuppi du” film diretto dallo stesso “Molleggiato”. Il film, in grande anticipo sui tempi per stile registico, il caos architettonico e l’ambientamento “senza tempo”, non viene capito da pubblico e critica e finisce per essere un insuccesso. Gli anni Ottanta vedono il grande risultato ai botteghini di pellicole quali “Il bisbetico domato” (1980), “Innamorato pazzo” (1981) e “Lui è peggio di me” (1984) mentre un altro tentativo di film sperimentale ed innovativo come “Joan lui” (1985) viene condannato al flop nonostante il cospicuo budget, le grandiose scenografie e l’interessante e complesso montaggio. Nel 1987-88 “Fantastico 8″ impone il “Molleggiato” come uno dei più interessanti ed innovativi personaggi televisivi: le sue interminabili teleprediche ed i suoi lunghi silenzi davanti alle telecamere affascinano il pubblico creando un’immagine di Celentano a metà strada tra il profeta e il contadino. Negli anni Novanta continua il suo successo televisivo con programmi quali “Svalutation” (1992) su Rai 3 e “Francamente me ne infischio” (1999) su Rai 1. Nel 1998 esce un album di grande successo “Mina Celentano” con straordinari duetti del “Molleggiato” con la “tigre di Cremona” tra i quali “Acqua e sale” e “Che t’aggia di’” e l’anno seguente dalla collaborazione con Mogol e Gianni Bella nasce “Io non so parlar d’amore”. Negli anni Novanta la sua carriera cinematografica conosce un rallentamento con “Jackpot” unica pellicola all’attivo. Ormai vi è una grande attesa per i suoi programmi televisivi che finiscono sempre per trasformarsi in straordinari eventi mediatici e così nel 2001 il “Molleggiato” sorprende tutti con una trasmissione dal titolo un po’ irriverente “125 milioni di caz..te” che coniuga intrattenimento ed impegno all’interno di una avveniristica scenografia di sapore cinematografico. Nel 2005 è la volta di Rockpolitik, altro picco di ascolti di Raiuno, programma indimenticabile sia per i duetti con gli ospiti, i più gustosi dei quali con Benigni e Teocoli, e per il tormentone “Rock e lento”.

Hanno detto di lui:

“…Adriano è un fuori quota, una specie di Maradona della canzone…” (Pippo Baudo)

“…Spero e credo che gli ascolti confermeranno la bontà della decisione della Rai-Tv di investire su Celentano e di dargli piena autonomia autoriale. Ma era chiarissimo mentre ancora andava in onda “Rockpolitik”, che siamo riusciti a dare al pubblico uno dei più grandi esempi di televisione popolare che si siano visti in Italia…” (Sandro Curzi su “Rockpolitik”)

“…Celentano deve poter dire quel che vuole. Lui si è sempre occupato dell’ambiente e della vita, a modo suo. Pericoloso non è Celentano (…) Pericolosa è la politica che istituisce una commissione di vigilanza sulla tv, mentre dovrebbe essere la tv a vigilare sulla politica…” (Beppe Grillo)

“…Adriano (e tutti noi sappiamo quali sono i suoi rapporti con la stampa) ha sempre pensato che qualsiasi notizia o pettegolezzo inerente alla lavorazione del film venga messa in giro non serva altro che a nuocere al film stesso. E che meno si parla di un film durante la sua lavorazione, meglio è…” (Giuseppe Moccia detto Pipolo)

“…E’ un amico e lo conosco da quando avevo sedici anni, lui ne aveva diciotto e facevo il suo chitarrista. Ho cominciato a cantare perché lui non provava e quindi io mi prestavo come voce per insegnare ai suoi musicisti il rock’n'roll e da lì ho cominciato praticamente la mia carriera di cantante, all’inizio molto precario, poi sempre più sicuro e poi, forse con la scoperta del teatro, anche sempre più convinto…” (Giorgio Gaber su Celentano)

Ultimo aggiornamento (giovedì 24 maggio 2007)

23/05/2007 – FondazioneItaliani.it