ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
mar 9 2008

Inter, Celentano fa cantare Moratti nella notte della nostalgia nerazzurra

MILANO – La festa che Massimo Moratti sognava da sempre, una serata indimenticabile che resterà nel cuore e negli occhi di tanti. Sì, perché ieri si è celebrato non solo il Centenario, ma una festa globale che ha coinvolto un’intera città (parte rossonera esclusa, ovviamente). A farla da padrona è stata la commozione, anche gli ultrà si sono lasciati andare e proprio da loro è partita l’iniziativa per quella che è stata la più grande scenografia mai vista in uno stadio calcistico, una coreografia che ha coperto i due anelli del Meazza, con i quattro storici stemmi dell’Inter e una megagigantesca maglia nerazzurra col numero 100. E uno striscione infinito «1908-2008 cento anni in serie A» da far venire i brividi.
Quegli stessi che ha provocato Gianfelice Facchetti, figlio del grande Giacinto, che ha aperto la serata: «I nostri sono i colori del cielo e della notte… questa è la notte della memoria e del futuro». E poi la sfilata delle bandiere delle 35 nazioni che hanno regalato gli 825 giocatori interisti, i numeri che parlano di 1.615 vittorie, 5.441 gol, gli scudetti e le coppe vinti, perfino due cinesi arrivati da così lontano per sposarsi oggi a Milano, ricorrenza del Centenario.
Poi il colpo di teatro, quello che nessuno s’aspettava: lui, proprio lui, il ragazzo della via Gluck, quell’Adriano Celentano che ha professato la sua fede nerazzurra cantando la canzone che l’ha reso celebre, con qualche piccola variazione in chiave politica, come l’attacco ai costruttori che «distruggono Milano» o alla «destra e alla sinistra che non hanno capito quale sia il vero programma». Ma, soprattutto, il duetto inaspettato con Massimo Moratti sulle note di «Sei rimasta sola» che il presidente, emozionato, ha commentato entusiasticamente: «Cantare con Celentano è come giocare con Pelè». I tanti saluti dalle massime autorità calcistiche mondiali, lo struggente ricordo di Facchetti e Peppino Prisco e poi la sfilata dei magnifici 200, i grandi ex di un passato più o meno recente, chiamati al centro dello stadio per la standing ovation.
Giovanotti di belle speranze, a cominciare da Antonio Caracciolo (classe 1917), Achilli, Amadei, Campagnoli, Mazza, Savioni, Poluzzi, Masiero, Venturi, Firmani, Angelillo, Mereghetti, Tagliavini. Poi la Grande Inter di H.H., gli storici Sarti-Burgnich-Bedin-Guarneri-Jair-Mazzola-Peirò-Suarez-Corso. E solo a ricordare la mancanza di Picchi e Facchetti, a più di uno è spuntata una lacrima furtiva. A seguire, l’Inter dei record di trapattoniana memoria: Zenga, Brehme, Matthäus, Serena, Bergomi, Berti, Ferri. E tanti altri come Domenghini, Boninsegna, Klinsmann, Altobelli, Roby Baggio, Pizzi, Occhipinti, Sabato, Baresi, Taribo West, Zamorano, Sosa. Uno per tutti, Lothar Matthaus: «Qui ho passato gli anni migliori della mia vita e continuo a tifare Inter e Bayern. Apprezzo Mancini e come fa giocare la squadra: lui era un attaccante e la fa giostrare così, mentre invece il Trap, da buon difensore, ci faceva restare sulla difensiva. E si arrabbiava con me perché spingevo la squadra in avanti. L’Inter ce la farà col Liverpool, ma dovrà essere spinta dai tifosi. Ibrahimovic? Il Napoli aveva Maradona, l’Inter Matthaus, il Milan Gullit e Van Basten, oggi non c’è un giocatore rappresentativo come noi. L’unico che mi assomiglia in nerazzurro è Stankovic, un trascinatore».
Poi tutti in piazza Duomo, il taglio della gigantesca torta nerazzurra da parte di Moratti in un’orgia di grandi ex e tifosi impazziti.

di Gian Piero Scevola

09/03/2008 – il Giornale.it


mar 8 2008

Celentano canta nella notte della festa

A San Siro il centenario dell’Inter

MILANO
La parata dei campioni che hanno fatto la storia della Beneamata ma soprattutto le note di Adriano Celentano, cuore nerazzurro, con il suo “Ragazzo della via Gluck” a infiammare la serata del “Meazza”. L’Inter che domani compie 100 anni – e in attesa del Liverpool in Champions League supera la Reggina 2-0 – non si è fatta mancare niente nella giornata di celebrazioni per il suo secolo di vita.

Festeggiamenti iniziati nel pomeriggio – davanti ad una marea nerazzurra giunta da tutta Italia – con l’ingresso del terreno di gioco di 825 bimbi (come il numero degli atleti che hanno vestito la maglia interista) – a comporre sull’erba la scritta “Inter 100″ tra l’entusiasmo di San Siro. Un catino ribollente di passione e calore, capace di imponenti coreografie. All’ingresso in campo di Inter e Reggina, la curva nord – cuore del tifo interista – srotola una enorme maglia nerazzurra con il numero 100 sulle spalle, contornata da un gigantesco tricolore e da una croce rossa su sfondo bianco, simbolo di Milano. A sormontare il tutto i marchi storici dell’Inter e dell’Ambrosiana Inter. Dirimpetto, nella curva Sud una grande croce rossa su sfondo bianco con scritto FC Inter e, lungo tutta la tribuna arancio, l’immenso striscione “1908-2008 da 100 anni in serie A”.

Uno spettacolo di tifo e colore proseguito anche a gara finita. Prima con l’omaggio ai campioni del passato – quelli che hanno saputo marchiare a fuoco il libro dei ricordi interista – e poi con la musica di Adriano Celentano, in mezzo al prato del “Meazza”: un ritorno dal vivo, 14 anni dopo, per un’occasione speciale, cantando uno dei suoi cavalli di battaglia, con appendice ambientalista e fustigatrice. Una «dimostrazione di affetto», ha tenuto a ringraziarlo l’Inter, un vero e proprio regalo. E dopo il singolare duetto Celentano-Massimo Moratti sulle note di “Sei rimasta sola” («cantare con Adriano e come giocare con Pelè: fantastico» ha detto il presidente), tra i boati e la ola del pubblico il buio è sceso su San Siro, illuminato solo dai flash delle macchine fotografiche e dal gioco di fasci di luci azzurre.

In questa atmosfera suggestiva sono sfilate sul prato 35 bandiere di diversi Paesi, una per ogni nazionalità di provenienza dei giocatori scesi in campo con i colori interisti. In una sarabanda di immagini, i sessantamila di San Siro hanno applaudito due giovani in arrivo da Pechino per sposarsi proprio in occasione del centenario nerazzurro, e sono stati destinatari di ’cartolinè video spedite da diversi protagonisti del calcio mondiale a partire da Joseph Blatter e Michel Platini, fischiatissimi, per proseguire con Giovanni Trapattoni, Roberto Baggio, Youri Djorkaeff, accolti invece da un boato, per finire con Diego Armando Maradona, subissato di fischi. A chiudere i festeggiamenti di San Siro, la lunga sfilata dei campioni interisti del passato e del presente, chiamati in campo in rigoroso ordine alfabetico, partendo dai protagonisti della grande Inter di Herrera come Suarez, Burgnich e Sarti.

Sul terreno di gioco – tutti con al collo la sciarpa nerazzurra – si sono avvicendati i giocatori del passato Bruno Bolchi e Sergio Brighenti, i tricolori con Giovanni Trapattoni, Andy Brehme e Lothar Matthaus, oltre a Giuseppe Bergomi e Riccardo Ferri, l’indimenticato Roberto Baggio, i vincitori dello scudetto con Eugenio Bersellini, Domenico Caso, Ivano Bordon e Nazareno Canuti, oltre a stranieri sempre nel cuore dei tifosi come Ivan Zamorano, Jurgen Klinsmann e Djorkaeff. A chiudere la lunga lista di campioni, Walter Zenga, un altro dei grandi di questi cento anni di storia.

08/03/2008 – La Stampa


mar 8 2008

Anche Celentano in campo per il centenario

Secondo quanto apprende l’Ansa, anche Adriano Celentano sarà in campo oggi per la festa del Centenario dell’Inter. Celentano non sarà in tribuna ma scenderà in campo durante le celebrazioni allo stadio Meazza di stasera in occasione dell’incontro di campionato contro la Reggina. Resta l’attesa per vedere se la presenza di Celentano si limiterà a un saluto ai tifosi e alla squadra.

08/03/2008 – La Repubblica


mar 2 2008

Celentano ai professori comaschi: bocciate tutti

Reazioni contrastanti tra presidi e insegnanti. Il provveditore: «Non è la soluzione ai mali del nostro sistema educativo»
Severità a scuola: provocazione del cantante durante la festa della

«Bocciate. Bocciate. Bocciateli tutti». La voce, inconfondibile, che esorta i docenti dell’istituto Ripamonti alla massima severità con i propri allievi, è di Adriano Celentano. A sorpresa, ieri mattina, il molleggiato è intervenuto telefonicamente in diretta al Festival di San Ripa, un concorso canoro organizzato in occasione della Giornata dello studente.
Un intervento breve quanto travolgente, in perfetto ‘stile Celentano’. L’artista si presenta alla platea del controfestival dei ragazzi della Ripamonti prima attraverso un video inedito, un regalo a due cari amici, docenti dell’istituto (Tiziano Catolfi e Michele Valenzisi). Un mix di immagini e canzoni che si conclude proprio con l’appello agli insegnati: «Bocciate».
Su queste parole irrompe la voce di Adriano, che rimbalza dal telefonino dell’amico Valenzisi.
La prima chiamata dura pochi secondi: «Che video avete visto’», chiede il molleggiato prima che problemi tecnici interrompano la comunicazione. Ci vorrà oltre un’ora prima di riuscire a rimettersi in contatto con l’artista, che si mostra però assolutamente disponibile, nonostante la lunga attesa, a parlare ai ragazzi.
«Ciao, come state’ Vi state divertendo’ Sono contento». I ragazzi si fanno sentire, ma preferiscono saltare i convenevoli e incalzano Adriano Celentano: «L’invito a bocciare che ha fatto ai nostri professori qui non è necessario – dice una giovane studentessa a nome di tutti i compagni – Nella nostra scuola chi non raggiunge gli obiettivi minimi ripete l’anno e basta».
«Questa è una bella notizia», risponde il cantante che poi prosegue nella sua riflessione: «La mia esortazione a bocciare è una valutazione che ha un forte fondo di verità. Purtroppo oggi non è scontato che chi non raggiunge gli obiettivi sia bocciato. Ci sono scuole in cui i genitori vanno a protestare, magari anche minacciosi, se i figli prendono brutti voti. Poi capita che i presidi abbiano paura di perdere ‘clienti’ e allora si ammorbidiscono».
Il preside, Pasquale Clemente, interviene direttamente e assicura: «Noi insegnanti dobbiamo essere spietati ma prima di tutto giusti». Poi scherza con Celentano: «Alla Ripamonti abbiamo superato Sanremo – dice il dirigente scolastico – Chissà quanto darebbe Baudo per averti al Festival. Noi invece abbiamo questo onore».
Studenti e preside invitano Adriano ad andare a trovarli di persona. «Qualche volta succederà – risponde il molleggiato – Sono molto incasinato ma se gli impegni me lo consentiranno verrò volentieri, magari per fare una lezione su questi temi che mi stanno a cuore. I giovani sono simpatici e poi sono il nostro futuro».
Strappata questa promessa, esplode il caloroso saluto della ‘Ripa’.
Adriano Celentano si congeda: «Grazie, siete molto gentili».

Anna Campaniello

02/03/2008 – Corriere di Como


gen 4 2008

Miti musicali senza segreti: Adriano Celentano

Cosa ci vuole per diventare un personaggio di culto? La storia della musica rock e’ piena di icone e leggende per lo piu’ caratterizzate da vite sballate e tragicamente brevi. Ma ci sono anche, per fortuna, quelli che diventano un culto grazie a una lunga carriera fatta di belle canzoni, grande carisma, temperamento da autentica star. Adriano Celentano, classe 1938, 70 anni il prossimo 6 gennaio, e’ partito come un rocker di periferia, nei ribollenti anni Cinquanta, e’ diventato un guru della canzone, un personaggio ascoltato, discusso, imitato, amato o detestato. Ma senza dubbio, le sue canzoni restano nel cuore, hanno raccontato e raccontano storie d’amore come nessuno.
E’ di questi giorni, balzato direttamente al secondo posto in classifica, l’uscita dell’album Dormi amore, la situazione non e’ buona, lanciato anche dalla presenza in tivu’, in una serata dedicata, di Celentano.
Ma come ha iniziato la sua straordinaria carriera? Innamorandosi del rock ‘n roll sbarcato in Italia nel dopoguerra, decidendo che quella sarebbe stata la sua strada. Il suo primo gruppo, i Rock Boys, si esibisce nei locali milanesi: Celentano canta e soprattutto balla in quella sua maniera buffa e dinoccolata, imitando anche il comico americano Jerry Lewis. Nel 1957, a Milano, si svolge il primo e unico Festival del Rock’n Roll, al quale partecipano, tra gli altri, Giorgio Gaber e Little Tony. La vittoria va ai Rock Boys di Celentano. Sempre quell’anno, Adriano conosce Michi Del Prete, che diventera’ il suo autore per lungo tempo.
I primi dischi incisi, 45 giri, cover di famosi brani di rock ‘n roll come Tutti Frutti non riscuotono pero’ il successo sperato fino a quando, nel 1959, Celentano incide la celebre Il tuo bacio e’ come un rock, che vende nella prima settimana di uscita ben 300.000 copie. Per l’abbandono di alcuni componenti come Giorgio Gaber, forma un altro gruppo, I Ribelli (dal titolo del suo brano Il ribelle ). Comincia a lavorare con Mina, per la quale scrive Vorrei sapere perche’ e interpreta il film I ragazzi del juke box e poi canta nel film culto di Federico Fellini La dolce vita.
Nel 1961, deve partecipare al Festival di Sanremo ma sta facendo il servizio militare: firmera’ il consenso l’allora Ministro della Difesa Giulio Andreotti. Arrivera’ secondo, con Little Tony, con Ventiquattromila baci. L’anno dopo, fonda la sua etichetta, Clan Celentano, la cui prima produzione e’ Stai lontana da me. L’esperienza pero’ naufraga dopo pochi anni a causa di liti, tensioni interne con strascichi legali. A quell’epoca, Giorgio Gaber dedichera’ il brano C’era una volta il Clan.
Nel 1966 non riesce a entrare nella finale di Sanremo: la canzone e’ Il ragazzo della via Gluck, diventata poi un classico e comunque molto apprezzata dal pubblico cosi’ come le due canzoni scritte in quegli anni per lui da Paolo Conte, La coppia piu’ bella del mondo e Azzurro.
Sempre attento ai problemi ambientali e sociali (Chi non lavora non fa l’amore), e’ con il brano Un albero di trenta piani, contenuto nell’album I mali del secolo che Celentano attacca apertamente la speculazione edilizia e il degrado ambientale. Ma nel 1973 scrive una canzone che, come lui stesso dichiaro’, non voleva dire nulla di importante, Prisencolinensinainciusol, che entra in classifica persino negli Stati Uniti. Affronta poi il tema dell’austerity con Svalutation. E’ di questo periodo anche il suo film Yuppi Du, un quasi musical per l’epoca piuttosto innovativo e rivoluzionario.
Negli anni Ottanta, mentre spopola al cinema con film quali Bingo Bongo, Il bisbetico domato e Asso, conduce il programma televisivo Fantastico 8, passato alla storia per i suoi modi da predicatore, per le pause antitelevisive, per le richieste pseudopolitiche al pubblico, passando dei guai ma riscuotendo un successo di audience incredibile.
Il periodo successivo non e’ smagliante ma nei primi Novanta pubblica un successo da oltre 2 milioni di copie, Io non so parlar d’amore e in tivu’ torna a scioccare e ad avere massima audience con il programma Francamente me ne infischio e poi 125 milioni di caz…te e ancor di piu’con, nel 2005, Rock Politik. Intanto, album dopo album, Celentano riconquista il suo pubblico di sempre e nuovi fan, grazie a canzoni proprio belle come Per sempre e I passi che facciamo. Al di la’ delle mode, personaggio forse “duro”, scomodo chissa’, Celentano resta un grande interprete, un uomo di fascino, un cantore d’amore e di vita.

DISCOGRAFIA:
1960 Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
1960 Furore
1962 Peppermint twist
1963 A New Orleans
1965 Non mi dir
1966 La festa
1966 Il ragazzo della via Gluck
1968 Azzurro Una carezza in un pugno
1968 Adriano rock
1969 Le robe che ha detto Adriano
1970 Il forestiero
1971 Er piu’ Storia d’amore e di coltello
1972 I mali del secolo
1973 Nostalrock
1975 Yuppi du
1976 Svalutation
1977 Disco dance
1977 Tecadisk
1978 Ti avro’
1978 Geppo il folle
1979 Soli
1979 Me, live!
1980 Un po’ artista un po’ no
1981 Deus
1982 Uh uh
1983 Atmosfera
1984 I miei americani
1985 Joan Lui
1986 I miei americani 2
1987 La pubblica ottusita’
1991 Il re degli ignoranti
1994 Quel punto
1996 Arrivano gli uomini
1998 Mina Celentano
1999 Io non so parlar d’amore
2000 Esco di rado e parlo ancora meno
2002 Per sempre
2004 C’e’ sempre un motivo
2005 C’e’ sempre un motivo L’Indiano
2007 Dormi amore, la situazione non e’ buona

04/01/2008 – MSN.com Tribe


gen 2 2008

Settant’anni senza andare fuori tempo

Oggi l’Adriano Celentano personaggio della tv e il difensore di cause destinate a fare polemica occupa più spazio pubblico del cantante ma i suoi settanta anni – il cantante è nato il 6 gennaio 1938 a Milano da una famiglia di saldissime origine foggiane – sono ora un’occasione per ricordare una carriera lunga più di mezzo secolo, che rappresenta uno dei capitoli più pregiati della storia della canzone italiana. Senza contare che negli ultimi dieci anni con il disco con Mina, con Io non so parlar d’amore, Esco di rado e parlo ancora meno fino al recente Dormi amore la situazione non è buona ha realizzato vendite assolutamente fuori portata per il mercato italiano.
Tra i tanti fan di Celentano probabilmente è stato Emir Kusturica a definire la sua grandezza di cantante: qualche anno fa era in tour con la sua band e, a chi gli chiedeva quali fossero i suoi eroi musicali, il regista di Underground pare rispondesse: “Adriano Celentano. I dischi americani erano banditi erano banditi e nei Paesi ex comunisti dell’Europa dell’Est è stato lui a farci conoscere il rock’n’roll?.
Sul piano musicale la sua carriera è divisa in diverse fasi. La prima è quella del rock’n’roll. Celentano pensò di conciliare la portata eversiva di quella musica rivoluzionaria con la comicità di Jerry Lewis. Le sue doti naturali e il suo strampalato stile di ballerino hanno fatto nascere il mito del “Molleggiato?. Prima alla festa dei Ricky Boys, la band di rock’n’roll formata con Gaber e Jannacci poi con brani come Il tuo bacio è come un rock, Il ribelle, Ciao ti dirò. Nel ’61 arriva secondo a Sanremo in coppia con Little Tony con Ventiquattromila baci.
La fase del rock’n’roll si conclude con l’inizio dell’avventura del Clan, sorta di “rat pack? (il celebre clan di Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis jr e Peter Lawford) alla milanese formato da amici, parenti e fidanzate. Durante questo periodo incide Pregherò cover di Stand by me in cui manifesta quello spirito religioso-predicatorio che diventerà poi uno dei tratti caratteristici della sua personalità, Chi ce l’ha con me, Grazie prego scusi, Il tangaccio, Stai lontana da me. Il Clan finirà in un mare di carte bollate (con Don Backy in particolare) mentre gli anni della contestazione rischiano di minare il suo status di divo assoluto dell’epoca d’oro del Cantagiro e del 45 giri. Nel 1966 anticipa le tesi ecologiste con Il ragazzo della via Gluck (la via di Milano dove è nato).
Più o meno nello stesso periodo incide un altro dei suoi capolavori, Azzurro, brano scritto nel 1966 da Paolo Conte. Il filone ecologista ha un altro caposaldo nel Mondo in mi settima. Con La coppia più bella del mondo nel 1967 si attira le accuse di antidivorzismo ma il singolo viene pubblicato con un retro che è tra le più belle di cantante, Una carezza in un pugno.
La polemica con la generazione del ’68 esplode con Tre passi avanti, Torno sui miei passi e Chi non lavora non fa l’amore che, cantata in coppia con Claudia Mori (nel frattempo diventata sua moglie) vince Sanremo nel ’70. Del ’72 è un altro colpo del suo genio anticipatore: Prisencolinensinainciusol, un gramelot funk che è il primo rap italiano (che finirà in classifica negli Usa). Nel 1977 è il primo cantante italiano a fare una tournèe negli stadi. Nel 1976 pubblica il suo più grande successo del decennio, Svalutation. Gli anni ’80 – mentre la sua stella di cantante si appanna – vedono la sua trasformazione in protagonista della commedia cinematografica e il suo debutto da telepredicatore con l’ormai leggendario Fantastico 8.
Da allora fino a oggi la sua carriera si è divisa tra le già citate esperienze discografiche e le sue seguitissime apparizioni tv. La più originale tra le sue performance musicali recenti l’ha realizzata davanti a Papa Wojtyla nel 1997 a Bologna, di fronte a 500 mila persone e la diretta tv, improvvisando una marcia da “Molleggiato? attorno al Pontefice.

di Paolo Biamonte


Il cinema, una passione che rode dentro

Arrivato al fatidico capo dei 70, Adriano Celentano potrebbe ammettere che il suo vero sogno nel cassetto è la regia cinematografica. Felliniano ad origine controllata, Celentano non a caso figura nel cast de “La Dolce Vita? dove si esibiva come cantante rock nelle notti di Via Veneto. Il suo primo incontro con la cinepresa si deve a Lucio Fulci che lo scritturò tra il 1959 e il ’60 per “I ragazzi del juke box? e “Urlatori alla sbarra?. Appena quattro anni dopo passa dietro la macchina da presa per “Super rapina a Milano?, paradossale scherzo goliardico del Clan con Piero Vivarelli a sorvegliare discretamente il neo-regista, Claudia Mori come primadonna e gli amici del tempo (Don Backy, Micky Del Prete, Gino Santercole) nei ruoli maggiori.
Il film ricorda da vicino le bizzarrie surreali dei Beatles (la scalcinata trama rimanda ai titoli di Richard Lester) e non ebbe seguito immediato, ma confermò il talento del personaggio anche come attore. E allora Pietro Germi lo diresse nel 1969 in “Serafino?, forse il suo miglior film d’attore, mentre “Er più – Storia d’amore e di coltello? lo propone negli improponibili panni di un bullo romano, una sorta di Rugantino, nei quali incredibilmente funziona.
Ma il tarlo della regia rodeva Celentano. Puntualmente nel 1975, mentre Corbucci cuciva a misura su di lui la maschera comica destinata a grande fortuna con “Di che segno sei?? (col ruolo del ballerino di provincia Fred Astaire), l’idolo del rock all’italiana firmava il suo autentico primo film da regista. Era “Yuppi Du?, fantasia surreale ambientata a Venezia e interamente girata in studio, una commedia musicale inclassificabile che molti esperti inseriscono anche oggi tra gli oggetti cult del cinema italiano.
Tutti motivi che avrebbe rivisitato con alterna fortuna nelle opere successive tra “Geppo il folle? (1978) e il kolossal “Joan Lui? (1985) segnato da un insuccesso al box office che solo i recenti trionfi televisivi hanno parzialmente lenito.
Nel frattempo il Celentano attore si era ampiamente riscattato diventando un autentico divo della commedia durante tutti gli anni ’80. Tra i successi più amati dal pubblico quelli firmati dalla coppia Castellano & Pipolo da “Mani di velluto? a “Il burbero?, passando per “Il bisbetico domato?, “Asso?, “Innamorato pazzo?, grazie al quale incontrò Ornella Muti dando vita ad una delle “liaison dangereuse? più chiacchierate dello spettacolo italiano.

di Giorgio Gossetti


Venne Adriano e la tivvù cambiò pelle

Le pause, celebri quanto i monologhi a sorpresa, l’assoluta libertà editoriale, i contratti milionari, le polemiche, i record di ascolti: sono gli ingredienti della tv “made by Celentano?, definita anche la “dissoluzione del varietà?. Ovvero vent’anni di successi, originalità, provocazioni lanciate dal Molleggiato da quando, nell’autunno del 1987, fu chiamato a condurre il primo Fantastico del dopo-Baudo, passato alla Fininvest, fino all’ultimo show di un mese fa, La situazione di mia sorella non è buona.
Per 14 settimane, tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico 8 davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia, l’ex ragazzo della via Gluck mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione dei cuccioli di foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria “La caccia è contro l’amore? e a mandare al Presidente della Repubblica il messaggio “Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga?. Si corregge, per evitare l’annullamento della scheda, ma non evita la multa della Rai da 200 milioni né il processo per turbativa elettorale, dal quale uscirà assolto con formula piena.
Primo ritorno a dicembre 1992 su Raitre con Svalutation, solo due puntate annunciate dal promo “Si salvi chi può?. Il Molleggiato se la prende con i ricchi, chiede che vengano restituite all’Italia la bellezza di un tempo e le botteghe degli artigiani. Risultato, 5 milioni di media contro le “corazzate? Scommettiamo che? e Paperissima.
Bisognerà aspettare fino al 1999 – fatta eccezione per poche apparizioni – per rivedere Celentano in tv. Francamente me ne infischio è il titolo-bandiera dello show che lo riporta su Raiuno, annunciato da un battage mediatico senza precedenti. Fioccano le polemiche e gli ascolti: la prima puntata fa oltre 9,5 milioni di spettatori (42,29 %).
Ancora fibrillazione e allarme monologhi ad aprile 2001: è la volta di 125 milioni di caz..te. Cibi transgenici, la legge sulla donazione degli organi, la frenesia del vivere moderno, la salute, l’amore. Eccezionali gli ospiti (da Dario Fo a Giorgio Gaber) e gli ascolti: all’esordio oltre 12 milioni nella prima parte e quasi 8 nella seconda.
Nel 2005 il nuovo pulpito per Celentano è Rockpolitick, in onda su Raiuno fra ottobre e novembre: dividendo il mondo in “lento? e “rock?, il telepredicatore ridà il microfono a Michele Santoro, diffonde la classifica della Freedon House sulla libertà d’informazione con l’Italia solo 79/ma, ospita Roberto Benigni insieme al quale, facendo il verso a Totò e Peppino, scrive una lunga lettera a Silvio Berlusconi. La media delle quattro puntate sarà del 46%, per un costo di 22 miliardi di vecchie lire. Come sempre il ciclone Celentano ha avuto piena libertà autoriale, ma il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ne prende le distanze.
Il resto è storia di oggi: dopo una promozione massiccia, il 26 novembre arriva su Raiuno La situazione di mia sorella non è buona, serata-evento legata al nuovo cd Dormi amore, la situazione non è buona.

di Angela Majoli

02/01/2008 – La Gazzetta del Mezzogiorno


ago 13 2007

Adrianissimo! Risultati 25° Manche

Adrianissimo!

01 – Io sono un uomo libero
02 – Lago rosso
03 – Viola
04 – Tir
05 – L’unica chance
06 – Ti prenderò
07 – La festa
08 – Il tangaccio
09 – Kiss me goodbye
10 – La moglie, l’amante, l’amica
11 – Che donna
12 – Amami e baciami
13 – When love
14 – Ringo
15 – Only you
16 – Nessuno mi può giudicare

Ricordo che, grazie al ripescaggio, rientrano in gara le prime tre canzoni (quelle in grassetto).

Andrea


ago 4 2007

Un coro unanime: Adriano Celentano è rock

GALBIATE La sorpresona alla festa della Pro loco fa tornare a galla vari episodi curiosi con protagonista il cantante-attore Un coro unanime: Adriano Celentano è rock L’esibizione a sorpresa del supermolleggiato entusiasma gli abitanti che lo considerano uno di loro

GALBIATE – I galbiatesi si sono espressi: Adriano Celentano è rock. Domenica scorsa nel paese d’adozione del molleggiato nazionale è accaduto l’incredibile, ciò che tutti aspettavano da ben trent’anni si è avverato: Celentano improvvisamente si è materializzato sul palco della festa della Pro Loco, ha intrattenuto con battute divertenti i suoi concittadini, rimasti letteralmente a bocca aperta, ha tentato di strimpellare qualche nota e poi se ne è andato. Un mini show fatto proprio a modo suo, semplice, divertente e diretto che dopo ben quattro giorni continua a fare parlare tutto il paese ancora incredulo della performance del suo cittadino più famoso. «Io non c’ero quando è successo – dice Sharon Mariani – ma secondo ciò che mi hanno raccontato è stato davvero molto bello. Lui si vede spesso qui in paese, soprattutto la domenica a messa, è molto gentile e carino con tutti, vive tranquillamente fra di noi, non si comporta di certo da personaggio famoso». C’è chi invece ha avuto la fortuna di assistere all’evento dell’anno e si è vista comparire all’improvviso l’idolo musicale di quando era ragazza di fronte agli occhi: «E’ stato bellissimo – afferma Maria Corti – è arrivato, è salito sul palco, ha fatto qualche battuta, ha canticchiato e se ne è andato. Mi capita spesso di incontrarlo, è davvero una bella persona, mi piacerebbe molto che fosse più presente nella vita di Galbiate, una volta in chiesa mi ha sentita cantare e mi ha detto che ho una voce bellissima». I seguaci di Adriano in paese, come del resto d’Italia sono tantissimi e vorrebbero vederlo cantare molto più spesso dal vivo: «E’ un grande – sostiene Maria Teresa Panzeri – sono una sua fan, lo seguo da sempre, non lo perdo mai in televisione, però mi piacerebbe vederlo esibirsi più frequentemente, siamo fieri che lui sia un nostro concittadino. E’ una persona molto simpatica e cordiale, non si comporta assolutamente da Vip». I galbiatesi hanno grande stima nei confronti del famoso cantautore, ma tutti vorrebbero ascoltare la sua voce non solo sui cd: «Basta dire il nome di Celentano per capire l’entità del personaggio – dice Maurizio Mattarelli – è una grande persona, sempre disponibile con tutti, mi piacerebbe che venisse a cantare alla festa dell’Unità». Secondo i suoi concittadini, Adriano, oramai conosce tutte le loro facce: «Ci saluta sempre – dice Anna Maria Baselice – e se vede una faccia nuova, sorride. Quando mia figlia era piccola, a messa Celentano le accarezzava sempre la testa, è una brava persona». Non manca però chi vede in lui una fonte di guadagno: «Se Celentano porta soldi grazie alle esibizioni – afferma Franco Confalonieri – ben venga, ma è uno come gli altri».

di Anna Masciadri

03/08/2007 – La Provincia di Lecco (www.laprovinciadilecco.it)


ago 1 2007

Celentano, sorpresa a Galbiate: «Mi presento dopo trent’anni»

da Milano

Prendete una domenica sera in un paesino della Brianza, una sera spensierata perché c’è la festa della Pro Loco, l’orchestra sul palco, la gente che balla e ciacola e intanto il tempo se ne va tranquillo. Poi arriva lui, lui che vive lì da trent’anni e mai e poi mai si è mostrato in pubblico in un’occasione ufficiale perché non è il tipo, vive in una villa con un giardino che è «un’oasi di tranquillità» e, se esce, va a messa oppure a comprare i giornali ma sempre senza strilli, senza i vezzi delle piccole star che hanno bisogno di sentirsi più grandi. E allora prendete quella sera e metteteci Adriano Celentano che sale sul palco raggelando di emozione l’orchestra Yanos Trevaini e pure il pubblico che non si aspettava di ritrovarsi proprio lì sotto i riflettori il vicino di casa più lontano di tutti, insomma l’uomo più prezioso della tv italiana, l’artista irraggiungibile da quasi mezzo secolo, il Molleggiato che non si è mai piegato alle convenienze del momento. Quando è arrivato, Celentano ha subito detto, come riporta la Provincia di Como, che «sono contento di essere qua. Era ora che facessimo la presentazione ufficiale dopo 30 anni che vivo a Galbiate. Insomma la gente del mio paese andava conosciuta, ora diciamo che ho colmato, magari in ritardo, questa mancanza». Poi ha preso una chitarra, l’ha imbracciata, ha pizzicato le corde giusto come si fa per scaldarsi le dita prima di inanellare gli accordi di una canzone, ma poi niente, tutto è finito lì perché le note non arrivavano, sai mai l’emozione. Dieci minuti, forse meno. Al momento di scendere dal palco, c’era la ressa là sotto, autografi, foto, qualche battuta: «L’avevo promesso all’amico Giovanni Combi, ho ufficializzato il rapporto di amicizia con il mio paese». Infine via, da solo sulla Mini Cooper color argento, mentre la gente diceva mamma mia che cosa ho visto.

01/08/2007 – Il Giornale

QUESTA E’ LA PRIMA PAGINA de “La provincia di Lecco” con la foto dell’evento.

Fabrizio


lug 27 2007

Adrianissimo! 25° Manche

Adrianissimo!

Prosegue, dopo una pausa di qualche settimana, la grande gara Adrianissimo!, ormai giunta alle fasi di ripescaggio, con la sua 25° Manche che ci chiama a votare per i seguenti brani:

When love
Kiss me goodbye
La moglie, l’amante, l’amica
Che donna
Io sono un uomo libero
Lago rosso
Tir
Ti prenderò
Viola
Only you
Il tangaccio
La festa
L’unica chance
Ringo
Nessuno mi può giudicare
Amami e baciami

La manche in questione parte oggi 27 luglio e durerà fino al 5 agosto

Inviate la vostra classifica (con eventuali commenti) all’indirizzo email comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum (per potervi prima rintracciare).
Per l’oggetto dell’email è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche25_nick.

Ovviamente alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community!

Andrea