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set 4 2008

La due giorni di Celentano

LA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Stasera «Yuppi Du», domani il Leone d’oro a Olmi

Avendo paura dell’aereo, al punto che non è mai andato in America, a Venezia Adriano Celentano è arrivato in automobile. Rapido passaggio a Piazzale Roma in serata, lancia in attesa pronta a sfrecciare al Cipriani della Giudecca. Per lui e per la moglie Claudia Mori una scelta obbligata, dettata dalla poca voglia di incappare in rompiscatole ma anche dalla paura di una sovraesposizione visto che da oggi al Lido comincia la due giorni di Celentano: in mattinata conferenza stampa, alle 22 passerella per il ritorno di Yuppi Du; domani la consegna del Leone d’oro alla carriera a Ermanno Olmi.

Per stasera non sono previste feste: i due (si può ragionare solo in termini di coppia) si limiteranno a una ristretta cena all’Excelsior dopo la proiezione. Domani sera potrebbe essere tra gli invitati del Nicelli in onore di Ermanno Olmi: almeno tra quelli della prima fase della festa, con lista chiusa, che poi sarà aperta invece a 400 persone. Assieme a Adriano Celentano e Claudia Mori, anche le figlie Rosita e Rosalinda.

04/09/2008 - la Nuova di Venezia e Mestre (http://nuovavenezia.repubblica.it)


set 4 2008

Svalutation Party: a Venezia si festeggia Adriano Celentano

Stasera venerdì 29 agosto alle 23.30 l’Ultima Spiaggia - Pachuka ospiterà la festa dedicata ad Adriano Celentano dal titolo Svalutation Party.

La grande festa, pensata come un trascinante e coinvolgente tributo al camaleontico rocker italiano, accoglierà presso il noto locale lidense Ultima Spiaggia - Pachuka tutti gli appassionati del beat anni ’60 e ’70, “celentanofili” e non solo. La selezione musicale, a cura di Morra Dj - Città del Capo Radio Metropolitana di Bologna, proporrà tutta la notte rare groove di prima qualità.

Alcune tra le più divertenti scene tratte da Il Bisbetico Domato come il trattore che trascina il letto e le gigantesche botti piene di grappoli d’uva, faranno parte della sorprendente scenografia allestita per la serata negli spazi dell’Ultima Spiaggia. Inoltre saranno riproposte le clip più esilaranti dei film che hanno reso Celentano un icona della comicità non sense italiana, da Asso a Bingo Bongo, da Segni Particolari Bellissimo a Innamorato Pazzo e molte altre.

Ogni ora, a partire dalle 24.00, verrà offerta una gustosa spaghettata a tutti gli scatenati ospiti del party che saranno accolti da uno staff di baristi abbigliati alla maniera del Molleggiato.

L’autobus di Barnaba porterà i festaioli dal Piazzale del Casinò all’Ultima Spiaggia - Pachuka dalle ore 23.00, il servizio sarà attivo fino all’alba ogni 15 minuti.

E… se andrete vestiti a tema (Molleggiato Style) è meglio. Se siete a Venezia stampatevi l’invito e andate!

29/08/2008 - CINEblog.it


ago 8 2008

Celentano: al Lido niente “Yuppi du”

«Ci sono problemi tecnici» ma è giallo sui veri motivi. Però premierà Olmi

F.C.
ROMA
Il Molleggiato non si smentisce. Divo venerato e imprevedibile, re del colpo di scena formato video, riesce a spiazzare la Mostra del cinema di Venezia molto prima di mettere piede al Lido. A poco più di due settimane dall’avvio della kermesse decide di far saltare la proiezione evento (fissata per il 4 settembre) della copia restaurata di Yuppi du. Resta invece confermato, almeno per il momento, il secondo impegno dell’autore, la consegna del Leone d’oro alla carriera a Ermanno Olmi.

Nel comunicato che ieri ha annunciato il forfait, si legge che alla base della decisione di Celentano ci sarebbero «problemi tecnici». La Biennale Cinema incassa e fa sapere di essere «sorpresa e dispiaciuta» per l’annuncio della mancata partecipazione, stato d’animo condiviso da Claudia Mori, moglie-manager dell’artista, che aveva seguito da vicino tutte le fasi della lunga trattativa per l’arrivo del film alla Mostra.

Da ieri, naturalmente, impazza il girotondo di voci su altri, presunti retroscena. E ci si chiede anche quale sarà, dopo la buca veneziana, il palcoscenico da cui Yuppi du (che esce anche in versione dvd) verrà rilanciato. Come dire che ormai, se un festival piange, c’è n’è sempre un altro che gode. Insomma, dopo la Mostra arriva la Festa di Roma diretta da Gian Luigi Rondi e poi il Torino Film Festival di Nanni Moretti. In fondo Celentano, risolte le questioni di lifting del film, potrebbe anche stare benissimo sul tappeto rosso dell’Auditorium della capitale. A stupire è il fatto che i «problemi tecnici» si siano materializzati così tardi, nell’ultimo giorno utile per la consegna della pellicola alla Biennale. La ragione, fanno sapere dall’entourage di Celentano, sarebbe nel perfezionismo dell’autore che ha seguito i lavori di restauro. E infatti Celentano fino a ieri non si era ancora allontanato dalla casa di Galbiate per raggiungere Bordighera e poi Asolo come fa normalmente in questo periodo.

La scelta di abbandonare l’impresa sarebbe arrivata dopo la visione di una scena (quella dei fiammiferi) che era stata rimontata con un commento musicale diverso dall’originale. Un’operazione che al Molleggiato non è piaciuta per niente. Per rimetterci le mani non c’era più tempo, le ferie di Ferragosto incombono e la rinuncia, a quel punto, sarebbe apparsa inevitabile. Per la cerimonia dedicata al maestro Olmi non dovrebbero esserci colpi di scena: Celentano ci sarà. Eppure, dopo l’episodio Yuppi du, alla Biennale saranno in molti a restare fino all’ultimo momento con il fiato sospeso.

08/08/2008 - La Stampa


ago 5 2008

“AZZURRO”: a Cavriglia festa in piazza tra brogli e Celentano

Locandina dell'evento Stasera, martedì 5 agosto, la festa nella piazza di Cavriglia: anche quest’anno l’ex sindaco e consigliere regionale “riunisce” centinaia di cittadini per cantare e raccontare storie.

CAVRIGLIA (AREZZO) – L’ex sindaco, la musica, la piazza e la festa del paese. Provate a combinare bene questi ingredienti ed otterrete un evento che richiama, da qualche anno, centinaia e centinaia di persone.
Il politico in questione è Enzo Brogi, già sindaco di Cavriglia per più di due lustri.

La musica, questa volta, è quella di Celentano. La piazza, la prima in Italia intitolata ad Enrico Berliguer, è naturalmente quella centrale del piccolo paese ex minerario tra il Chianti e il Valdarno aretino.

La festa si chiama “del Perdono” e forse anche per questo il pubblico vi arriva ben disposto a lasciare correre stramberie, stonature e trasformismi.

Ma a Enzo Brogi – ora consigliere regionale del PD – i cavrigliesi assicurano da anni una piazza gremita e, soprattutto, tanta, tanta partecipazione.
E, del resto, verranno ricambiati, come sempre, da uno spettacolo originale che, come scrive Brogi sul suo blog (www.enzobrogi.it) è l’invenzione di “una serata per stare in piazza tutti assieme, sfruttare un genere musicale o un cantante e, attraverso la sua musica, le sue canzoni raccontare aneddoti, curiosità, costume…ed un po’ di storia del nostro paese”.

L’appuntamento è per questa sera e la serata non poteva che intitolarsi “Azzurro”.
Dopo le passate edizioni con i Beatles, la canzone di protesta, Lucio Battisti, i complessi e Gianni Morandi quest’anno si racconta (e si canta), come detto, del Supermolleggiato.

Col ritorno al passato di Brogi in versione discjockey (ma anche animatore-cantastorie), sul palco si alterneranno dei “bravi amici cantanti della nostra terrra che per una sera – promette l’ex sindaco – ci regaleranno il loro tempo e le loro emozioni”: Pamela Aglietti, Riccardo Aglietti (Paolo Riviera), Marco Badiali, Simone Baldini, Giampiero Bigazzi, Anna Butteri, Gino Dei, Antonio Gabellini (Superpippo), Carmelo Librizzi, Giammarco Lovari, Giovanni Morandini, Giovanna Sarri, Valter Sterbini, Roberto Vasarri, Massimiliano La Rocca.

E, come sempre, non mancheranno le sorprese: vuoi vedere che in piazza a Cavriglia non ti piombi all’improvviso l’Adriano nazionale? …

05/08/2008 - viaroma100.net


apr 26 2008

V2-day: Grillo chiama, 450 piazze rispondono

Beppe Grillo a Torino in piazza San Carlo per il V2-day “No a un’informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot”: Beppe Grillo chiama e decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e in 15 città all’estero, per il secondo ‘Vaffa day’. L’iniziativa del “re dei blog” ha preso il via stamani in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all’editoria. Il “cuore” della festa è stata TORINO, una delle città simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). Nel capoluogo piemontese sono accorsi in 50mila, per lo più giovani e giovanissimi. “Dedichiamo questa manifestazione - ha esordito Grillo sul palco - a coloro che stanno manifestando nell’altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi”.

A GENOVA banchetti divisi, tra le due “anime” dei sostenitori di Beppe Grillo. In piazza della Vittoria, in centro, sono riuniti i cosidetti MeetUp2, che rivendicano l’indipendenza da ogni partito; in piazzale Kennedy, sul lungomare, si sono invece sistemati i MeetUp1, accusati dai primi di essere vicini all’Italia dei Valori. Tra i tanti a firmare stamani in Largo Cairoli, a MILANO, per il referendum sull’informazione, c’era proprio il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. A BOLOGNA sono state raccolte duemila firme, con gente in coda lungo i due lati di piazza Verdi e un clima da happening pre-estivo con bottiglie di Vaffancola e le vignette satiriche di Zap&Ida.

A FIRENZE, intorno alle 19 erano 6.500 le firme raccolte in piazza Santa Croce. Gli organizzatori hanno riferito che nelle file che si sono formate in piazza c’erano anche rappresentanti dei partigiani. Animato da cantanti e comici, sul palco allestito a Parco Schuster davanti al basilica di San Paolo, l’appuntamento dei sostenitori di Grillo a ROMA. Prima dell’avvio della no stop, fino a mezzanotte, è stato presentato il film reportage sull’11 settembre, ‘Zero’. Oltre all’informazione, a NAPOLI non si poteva non affrontare il tema dell’emergenza rifiuti. Nel corso della giornata i simpatizzanti di Beppe Grillo si sono ritrovati in piazza Dante dove, accanto alla raccolta delle firme per una ‘libera informazione”, sono stati proiettati anche brevi filmati sulla questione rifiuti in Campania. Hanno lavorato oltre un mese i Grillini di VENEZIA per preparare il V2-Day di oggi, con banchi per la raccolta firme a Santa Margherita, nel centro storico veneziano, e a Mestre, in Piazza Ferretto. In Veneto, sono state più di trenta le postazioni, mentre a TRIESTE sono state più di 700 le firme raccolte ieri e oggi; 500 quelle a UDINE. Molte lamentele, tra gli animatori dei meet up nelle MARCHE, per la carenza di autenticatori delle firme ai tre referendum. Nella regione banchetti in 16 città. Più di 600 le firme raccolte al gazebo, allestito davanti all’Arco di Augusto, nel cuore di AOSTA. Molte quelle dei turisti.
A CAGLIARI oltre un migliaio di firme raccolte fino al primo pomeriggio; il meet-up ha sistemato i banchetti sulla terrazza del Bastione, ma anche in riva al mare. Raccolte di firme anche in 11 città dell’ABRUZZO; dieci iniziative in CALABRIA e punti di racoclta anche a POTENZA e a MATERA.


TORINO, 50 MILA IN PIAZZA PER LO SHOW DI GRILLO

Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla “libera informazione”. Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali.

Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: “Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo - coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni”. Nel mirino del comico genovese, l’informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. “Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni”.
E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha urlato: “Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni”.

Ogni affondo di Grillo è stato sottolineato da un’ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti la piazza. “Siamo tanti, 100 mila, se …la questura ci aiuta”. Il comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le ‘televisioni libere’: Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana”. E’ di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento (”Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente” ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono “i politici campano cento anni”.
A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano: “Sono d’accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano”. Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato anche, di persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non si è visto il gip di Milano Clementina Forleo. “Quella gran donna - ha spiegato il comico genovese - non è potuta venire a Torino”. La chiusura è stata affidata ad un giornalista doc, Marco Travaglio: “Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene all’informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perché proteggendo loro proteggete anche voi stessi”.
Tra gli ospiti sul palco anche Maria Fida Moro. “Il nostro Paese è diventato privo - ha detto - di memoria e compassione”.

26/04/2008 - Ansa


apr 23 2008

Primo Maggio
Avitabile: “Il mio omaggio ad Adriano”

Enzo Avitabile

“Ogni anno porto sul palco il mio suono, la mia musica e la mia ideologia culturale e politica. E ogni volta è un’emozione diversa”. Si avvicina a grandi passi uno degli appuntamenti più attesi della musica italiana ed Enzo Avitabile parla così dell’edizione 2008 del concerto del Primo Maggio. Anche quest’anno il sassofonista partenopeo salirà sul palco della Festa dei lavoratori di Roma. Questa volta il fil rouge che unirà la lunga maratona musicale sarà un tributo a Celentano: “Lo farò con Manu Dibango. Decideremo insieme il nostro modo di rendere omaggio ad Adriano”, dice.

Nel suo ultimo lavoro “Festa farina e forca” il musicista si è avvalso della collaborazione - suggestione del suono africano del sassofonista camerunese, ancora poco noto nel nostro panorama musicale ma di sicuro impatto sonoro ed emozionale. Avitabile comunque non dà nulla per scontato, lasciando intendere che molto spazio, come sempre nelle sue performance, sarà lasciato all’improvvisazione. Ci sarà molta Napoli quest’anno in piazza San Giovanni con la partecipazione di Raiz, di Zulù con i Bisca ed Enrico Capuano: tra gli altri i Baustelle, Elio e le storie tese, i Marlene Kuntz, i Subsonica e gli Afterhours, Irene Grandi, Tricarico e molti altri. Avitabile proporrà brani del nuovo disco: di certo “Soul Makossa” e “Quant’”. Tra i bis un suo classico, “Salvamm ‘o munn”: “E’ un messaggio sempre attuale: ogni minuto è buono per salvare il mondo” conclude l’artista.

23/04/2008 - InchiostrOnline (www.unisob.na.it/inchiostro)


mar 10 2008

100 Inter: Moratti ‘Un grazie anche a Celentano’

(AGM-DS) - 08/03/2008 21.49.14 - (AGM-DS) - Milano, 8 marzo - Nel corso della festa neroazzurra allo stadio ‘Meazza’, Massimo Moratti si è messo anche a cantare con Celentano. Il ‘molleggiato’, tifoso interista, dopo aver cantato ‘Il ragazzo della via Gluck’, ha coinvolto in un duetto canoro il presidente neroazzurro, che subito dopo ai microfoni di Sky, ha commentato: “È bellissimo, il pubblico è felice. Mi ha fatto molto piacere che ci fosse qui Celentano perchè è un grande tifoso, e` un artista fuori dal comune. È stato un regalo che credo abbiano apprezzato. E comunque devo ringraziarlo perchè ha fatto tutto per amicizia e per la sua grande passione per l’Inter

Alla domanda su quale giocatore, tra quelli che hanno fatto grande l’Inter, ha avuto il piacere di incontrare, Moratti ha risposto: “Ne ho visti parecchi, però mi ha fatto impressione Firmani, un grandissimo giocatore che ha giocato nel periodo precedente alle vittorie, ma che come mi ha visto si è messo a piangere. Un bravissimo giocatore, di grande stile, di grande classe. Comunque ne ho visti altri, mi hanno fatto impressione perchè erano felicissimi di passare una giornata tutti insieme. È stata una cosa meravigliosa

Infine un ‘ritorno alla realtà’ con l’appuntamento di martedì sera contro il Liverpool e se ci sia preoccupazione: “La preoccupazione ci vuole, ci vuole concretezza, ci vuole tenacia, ci vuole carattere, ci vuole tutto quello che è necessario per vincere una partita del genere

08/03/2008 - Datasport.it


mar 10 2008

Cento anni molleggiati

di Simone Pieranni

Milano Che la festa cominci. Parole e musica di un vecchio cuore nerazzurro, Adriano Celentano. Il Molleggiato, basco marrone, sciapa ultrà e chitarra acustica, ha cantato con 60 mila persone Il ragazzo della Via Gluck. Poi ha ricevuto la maglia, direttamente da Moratti. Infine tutti di corsa verso la torta, in piazza del Duomo. L’agnello sacrificale - la Reggina - era già stato consumato in un boccone, anzi due. Il primo pasticcino è gentilmente offerto dall’arbitro Brighi. Presentarsi ad una festa senza regalo non è bello e allora il direttore di gara vede in area una caduta di Cambiasso, apparsa sospetta e fuori dai sedici metri: rigore, Ibra realizza, uno a zero. Il secondo sigillo della partita è di Burdisso: testata e gol. In mezzo un po’ di Reggina, un sempre sicuro Julio Cesar, folate nerazzurre. Poi, accademia, in attesa dei 200 campioni interisti invitati alla festa del Centenario. Ibra, al rientro, giganteggia in attesa di dimostrare il pelo contro avversari e situazioni di maggiore tensione, leggi martedì prossimo contro il Liverpool. Il pubblico si esalta ad ogni cavalcata di Zanetti, ai tocchi vellutati di Figo, all’energia di Cambiasso, ai piedoni di Materazzi. Pubblico delle grandi occasioni, si dice così. C’è da festeggiare cent’anni di pazzie, grandi estri, campioni, aneddoti, capri espiatori, successi e sguardi al futuro. Sofferenza, tanta, espiata con qualche favore arbitrale, giustificato da anni di sfighe. Almeno per gli interisti.
La Milano nerazzurra dunque, si stringe intorno a squadra, staff tecnico e dirigenza: c’è da celebrare, ma anche da macumbare la vera traiettoria che conta, in grado di determinare il valore di un’intera stagione («di un centenario», affermano gli impavidi): martedì arriva il Liverpool e l’aria sarà diversa. Pessimismo e ottimismo a mischiarsi nel consueto bailamme interista, stretto tra bauscismo doc e terrore di cadere a un passo dalla storia, perché è già successo. Si rievocano gli antenati. Il centenario e le sue storiche avventure sembrano il viatico migliore alla sfida di Champions League. Solo l’impresa contro i reds imprimerà nella memoria nerazzurra un centenario festeggiato dignitosamente e con un successo sportivo degno di nota.
Moratti, in tribuna, esulta, mentre i suoi uomini di marketing lanciano i cent’anni interisti sul mercato cinese (6 mila taxi a Shanghai suonano il ritornello dell’inno con un messaggio in cinese, direttamente dal patron). Solitamente pacato, il presidentissimo interista si è lasciato andare a dichiarazioni che hanno creato una piccola diatriba diplomatica con i cugini rossoneri. «Siamo noi Milano», «No siamo noi». I soliti ben informati hanno infine dichiarata chiusa anche la polemica: Galliani e Moratti si sono telefonati e tutto è a posto. Insomma, una piccola guerra mediatica, giusto per rendere più sfizioso un evento, il centenario, arricchito di gadgets, inserti, ricordi, parole, formazioni storiche, top 11, ricordi di bambino in un San Siro, da sempre Scala del calcio. Le emozioni che solo il calcio, di qualunque colore, può regalare. Inserite in dvd, riviste, allegati, album. Come potesse comprarsi e vendersi, la memoria. Rimangono le frasi celebri e l’evocazione di quel 9 marzo 1908, quando un gruppo di dissidenti milanisti fonda l’Internazionale («perché siamo italiani e stranieri, fratelli del mondo», a giustificare, ancora oggi, una rosa priva di tanti italiani). Nero e azzurro, con sfondo oro, «il colore delle stelle», la prima divisa.
Ieri d’oro, nella maglia interista, erano lo sponsor tecnico e lo sponsor ufficiale, Nike e Pirelli. Una staffetta, realista e poco onirica, dei sogni di un tempo, con i soldi di oggi. Sono pur sempre cent’anni. Un’età in cui - nel calcio - si può ancora sognare.

09/03/2008 - il Manifesto


mar 9 2008

Celentano canta con Moratti
San Siro s’accende d’emozione

Predica politica con la “Via Gluck”, poi la sfilata dei grandi

di Luigi Bolognini

Nerazzurra, la festa dell´Inter è nerazzurra e lunga. E Adriano Celentano a cantare sul prato di San Siro per il centenario della squadra di cui è da sempre tifoso, improvvisando anche un duetto con Massimo Moratti.

Una sorpresa (ma fino a un certo punto: venerdì sera dalle case attorno a San Siro si potevano ascoltare le prove del Molleggiato) che ammutolisce i 65mila dello stadio. Finisce un filmato con immagini in bianco e nero di Facchetti, si accendono i fari sul centro del campo e c´è Adriano, seduto, baschetto marrone, sciarpa scura e chitarra, che attacca «Il ragazzo della via Gluck». A metà canzone si alza e inizia a cantare vagando per il campo, poi la conclude nel suo stile, cambiando le parole e parlando di attualità: «Non so perché si ostinano a distruggere Milano, l´Italia un tempo era il giardino d´Europa, ora gli italiani sono vecchi. Se andiamo avanti così chissà come si farà. La destra e la sinistra non hanno ancora capito quale sarà il vero programma».

A fine canzone arriva il presidente interista, che gli regala una maglia personalizzata e dopo due chiacchiere e una battuta di Celentano nel suo stile finto svagato («Ma se la curva dell´Inter è la Nord, vuol dire che quell´altra è piena di milanisti?»), accenna «Ora sei rimasta sola», con Celentano che prima gli va dietro e poi gli fa i complimenti per la voce.

E una festa davvero infinita quella per il centenario nerazzurro. Parte la mattina all´Arena con un parco giochi per i bambini. Prosegue a pranzo (ma solo per pochissimi eletti, tra cui Abete, Matarrese, Galliani, Laporta del Barcellona) a casa Moratti. Continua nel primo pomeriggio in un hotel vicino a San Siro dove si ritrovano tutti quelli che hanno indossato la maglia dell´Inter nella loro vita, campioni ancora ricordati come Sarti, Burgnich, Mazzola, Berti, Brehme, Corso, Guarneri, Pagliuca, Angelillo, Jair, Suarez accanto a nomi ormai sbiaditi dal tempo come Campanella, Cella, Cerilli, Rancati e Antonio Caracciolo, centrocampista, il più anziano ex interista ancora in vita con i suoi 91 anni.

Li ha messi, scovandoli in ogni parte d´Italia e anzi del mondo Gianfelice Facchetti, degnissimo figlio di papà Giacinto, dal quale ha ereditato il nerazzurro tatuato sulla pelle. Un modo anche per onorare il padre, il capitano della Grande Inter di Herrera, scomparso due anni fa. Sono 825 i giocatori che, dal 1908 a oggi, hanno indossato almeno una volta la maglia dell´Inter. Il dato è preciso al centesimo, visto che a San Siro vanno in campo, prima della Reggina, 825 bambini, ognuno con la casacca nerazzurra e il nome di un calciatore.

L´inizio è da brividi. Prima il buio, poi luci a San Siro (soffuse) e in campo c´è proprio Facchetti junior, che nella vita fa l´attore e recita un atto d´amore con un´emozione che certo non è finta, da copione: «Quegli uomini che 100 anni fa si trovarono al ristorante L´Orologio erano ribelli, avevano un sogno: dare a tutti la possibilità, italiani e stranieri, di giocare per la stessa bandiera. Sono stati 100 anni di passione, bellezza, attesa, fantasia, sfide, vittorie, orgoglio, tantissimo orgoglio. Questa è la notte della memoria del futuro. Infinito amore, eterna squadra mia».

Poi le bandiere di tutti i Paesi che hanno dato almeno un giocatore all´Inter (35), e il saluto a due fidanzati di Pechino che hanno deciso di sposarsi ieri a Milano in onore dell´Inter, filmati di saluto di tanti grandi come Blatter (fischiatissimo), Rummenigge, Platini (fischiato più di Blatter), Baggio, Zenga, Trapattoni.

Tra luci stroboscopiche tipo discoteche e flash si scoprono le coreografie: i simboli storici della società, una maglia altra 30 metri col numero 100, una croce rossa in campo bianco (simbolo di Milano) parte un filmato del 3-0 al Liverpool del 1965, sicuramente il riferimento alla partita di dopodomani è casuale. E quindi Celentano. Si chiude con una lunghissima sfilata di ex, salutati uno per uno da Moratti e da un pubblico invasato di gioia (particolari applausi a Zenga, Berti e Matthaeus), e un filmato di Oliviero Toscani che riassume i 100 anni di storia, con le musiche di Beatles, Battisti, Rita Pavone e Led Zeppelin. Appendice della festa in tarda serata in piazza Duomo con una megatorta nerazzura.

09/03/2008 - La Repubblica


mar 9 2008

Inter, grandi ospiti per il centenario

Da Klinsmann a Mattheus, da Trapattoni a Baggio: tutti presenti per la festa dei 100 anni.

MILANO, 8 marzo - La parata dei campioni che hanno fatto la storia della Beneamata ma soprattutto le note di Adriano Celentano, cuore nerazzurro, con il suo ‘Ragazzo della via Gluck’ a infiammare la serata del Meazza. L’Inter che domani compie 100 anni - e in attesa del Liverpool in Champions League supera la Reggina 2-0 - non si è fatta mancare niente nella giornata di celebrazioni per il suo secolo di vita. Festeggiamenti iniziati nel pomeriggio - davanti ad una marea nerazzurra giunta da tutta Italia - con l’ingresso del terreno di gioco di 825 bimbi (come il numero degli atleti che hanno vestito la maglia interista) - a comporre sull’erba la scritta ‘Inter 100′ tra l’entusiasmo di San Siro. Un catino ribollente di passione e calore, capace di imponenti coreografie. All’ingresso in campo di Inter e Reggina, la curva nord - cuore del tifo interista - srotola una enorme maglia nerazzurra con il numero 100 sulle spalle, contornata da un gigantesco tricolore e da una croce rossa su sfondo bianco, simbolo di Milano. A sormontare il tutto i marchi storici dell’Inter e dell’Ambrosiana Inter. Dirimpetto, nella curva Sud una grande croce rossa su sfondo bianco con scritto FC Inter e, lungo tutta la tribuna arancio, l’immenso striscione ‘1908-2008 da 100 anni in serie A’.

DOPOGARA - Uno spettacolo di tifo e colore proseguito anche a gara finita. Prima con l’omaggio ai campioni del passato - quelli che hanno saputo marchiare a fuoco il libro dei ricordi interista - e poi con la musica di Adriano Celentano, in mezzo al prato del Meazza: un ritorno dal vivo, 14 anni dopo, per un’occasione speciale, cantando uno dei suoi cavalli di battaglia, con appendice ambientalista e fustigatrice. Una “dimostrazione di affetto“, ha tenuto a ringraziarlo l’Inter, un vero e proprio regalo. E dopo il singolare duetto Celentano-Massimo Moratti sulle note di ‘Sei rimasta sola’ («cantare con Adriano e come giocare con Pelè: fantastico», ha detto il presidente), tra i boati e la ola del pubblico il buio è sceso su San Siro, illuminato solo dai flash delle macchine fotografiche e dal gioco di fasci di luci azzurre. In questa atmosfera suggestiva sono sfilate sul prato 35 bandiere di diversi Paesi, una per ogni nazionalità di provenienza dei giocatori scesi in campo con i colori interisti. In una sarabanda di immagini, i sessantamila di San Siro hanno applaudito due giovani in arrivo da Pechino per sposarsi proprio in occasione del centenario nerazzurro, e sono stati destinatari di ‘cartoline’ video spedite da diversi protagonisti del calcio mondiale a partire da Joseph Blatter e Michel Platini, fischiatissimi, per proseguire con Giovanni Trapattoni, Roberto Baggio, Youri Djorkaeff, accolti invece da un boato, per finire con Diego Armando Maradona, subissato di fischi. A chiudere i festeggiamenti di San Siro, la lunga sfilata dei campioni interisti del passato e del presente, chiamati in campo in rigoroso ordine alfabetico, partendo dai protagonisti della grande Inter di Herrera come Suarez, Burgnich e Sarti. Sul terreno di gioco - tutti con al collo la sciarpa nerazzurra - si sono avvicendati i giocatori del passato Bruno Bolchi e Sergio Brighenti, i tricolori con Giovanni Trapattoni, Andy Brehme e Lothar Matthaus, oltre a Giuseppe Bergomi e Riccardo Ferri, l’indimenticato Roberto Baggio, i vincitori dello scudetto con Eugenio Bersellini, Domenico Caso, Ivano Bordon e Nazareno Canuti, oltre a stranieri sempre nel cuore dei tifosi come Ivan Zamorano, Jurgen Klinsmann e Djorkaeff. A chiudere la lunga lista di campioni, Walter Zenga, un altro dei grandi di questi cento anni di storia.

08/03/2008 - Corriere dello Sport