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gen 24 2012

Claudia Mori: “Adriano? Da lui ci si può aspettare di tutto”

Attrice, cantante, produttrice discografica e televisiva e moglie del mitico Adriano Celentano, con cui divide da anni vita privata e professionale. Di chi stiamo parlando? Ma naturalmente di Claudia Mori, una delle signore dello spettacolo italiano.

In attesa di vedere “Un corpo in vendita”, serie di film tv da lei prodotta che tocca la tematica del corpo delle donne, si è fatta portavoce del marito (che al momento ha deciso di non parlare con la stampa) per la presentazione dell’album “Facciamo finta che sia vero”. Un album pieno di suggestioni musicali e testuali, che vanta collaborazioni prestigiose: da Phil Palmer a Manu Chao, da Trilok Gurtu a Franco Battiato, da Nicola Piovani a Raphael Gualazzi, da Jovanotti a Giuliano Sangiorgi.

Cosa ci dice di “Facciamo finta che sia vero”, l’album uscito nel novembre 2011?
Vi confesso che l’uscita di questo album mi ha agita parecchio, perchè è un progetto musicale particolare a cui Adriano tiene molto. Come gli ultimi sui lavori, anche questo segue un determinato percorso sia per i testi che per la musica. Ascoltandolo potete capire come vuole fare musica oggi Celentano, si può dire che con questo album ha trovato quello che cercava. Potrei definirlo un grido di rabbia.
Le canzoni dell’album hanno una forte ed esplicita componente politica. Ci parli di questo?
Purtroppo è da tanti anni che le cose vanno male e non c’è una scadenza sul peggio. Una canzone-sigillo è indubbiamente “Il Mutuo”: l’ha scritta mesi fa e riprende quello che negli ultimi tempi ha già avuto modo di dire sui giornali, anche in concomitanza dell’ultimo referendum. Quello che stiamo vivendo ora è uno spiraglio di luce; c’è sempre una speranza che le cose cambino, anche nei momenti più bui.
Dalle sonorità di alcuni pezzi si nota anche una certa attenzione per il Medio Oriente.
Adriano è sempre stato affascinato dal Sud del Mondo, ne è un esempio anche il pezzo con Manu Chao. Il suo è un interesse non solo musicale, ma anche sociale: non dobbiamo dimenticare, infatti, che in quei paesi ci sono dei grossi problemi.
Ha citato Manu Chao e quindi scatta la domanda: come sono nate tutte queste collaborazioni importanti?
In una maniera estremamente naturale: li conosceva e gli piaceva l’idea di fare qualcosa con loro. Quando gli artisti sono grandi, le collaborazioni nascono più facilmente.
Ma è vero che il pezzo di Manu Chao era nel cassetto da parecchio tempo?
Si, da otto anni. Non c’è un motivo particolare per cui è rimasto fermo, è stato semplicemente difficile per loro trovarsi per il mixaggio, perchè Manu Chao è sempre in giro per il mondo.
A proposito di progetti “fermi”, a che punto è il cartoon “Adrian” che doveva andare in onda su Sky e ispirato ad Adriano?
“Adrian” è un progetto a cui teniamo molto, perchè disegnato da Manara e musicato da Piovani. Semplicemente, data la sua complessità, ci vuole più tempo di quello previsto e quindi lo vedrete tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.
Ma vedremo presto Adriano in tv?
Con un programma suo no, perchè continuano a non farglielo fare. Però continuerà a promuovere il suo album, ma non so ancora come e dove. Non ci crederete, ma non ha voluto dire nemmeno a me cosa ha in mente. Sapete com’è: da lui ci si può aspettare di tutto!

di Laura Frigerio

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24/01/2012 – alfemminile.com


dic 12 2011

Claudia Mori a “Che tempo che fa” l’11 dicembre 2011: il video dell’intervista

Immagine anteprima YouTube

Per chi se la fosse persa, segnaliamo che l’intervista di ieri sera a Claudia Mori (per promuovere il nuovo album di Adriano, Facciamo finta che sia vero) è possibile rivederla direttamente sul sito della Rai (segue link). Purtroppo sono stati tagliati i due brani proposti: Non ti accorgevi di me e Non so più cosa fare. Quest’ultimo arricchito dal bellissimo videoclip ufficiale, montato dallo stesso Celentano con la collaborazione di Gaetano Morbioli, che in passato ha anche dato il suo contributo nella realizzazione delle sigle di “Rockpolitik” e “La situazione di mia sorella non è buona”. Niente panico: il video, dove oltre ad Adriano appaiono Jovanotti, Sangiorgi e Battiato, è quello che trovate all’inizio di questo post. ;-)

Vi lascio all’intervista…

Un passato da cantante e da attrice, attualmente amministratore delegato della casa di produzione televisiva Ciao Ragazzi e delle etichette discografiche Clan e Luna Park, dal 1964 è la moglie di Adriano Celentano e in tale duplice veste presenta il nuovo attesissimo album del Molleggiato, Facciamo finta che sia vero, in vendita dal 29 novembre scorso e anticipato, un mese prima, dal singolo Non ti accorgevi di me, scritto e interpretato da Giuliano Sangiorgi, front-man dei Negramaro; l’album, pubblicato 4 anni dopo il grande successo di Dormi amore, la situazione non è buona, contiene nove inediti, otto dei quali composti, tra gli altri, con Nicola Piovani, Franco Battiato, Jovanotti e Manu Chao: un grido di rabbia – ha detto Celentano – il disco più politico che abbia mai fatto; nel corso dell’intervista verranno presentati, in anteprima e in esclusiva, i video di due brani contenuti nell’album.

www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-210172f1-a7bb-4fc6-8a73-52ad65b37390.html

12/12/2011 – Andrea


dic 10 2011

“Che tempo che fa”, 11 dicembre: ospiti Claudia Mori e Maurizio Landini

Che tempo che fa

Domani, domenica 11 dicembre su Rai3 alle 20.10, nuovo appuntamento con “Che tempo che fa“, il talk show condotto per il nono anno consecutivo da Fabio Fazio dallo Studio Tv3 della Rai di Milano. Filippa Lagerback introdurrà nello studio per una conversazione one-to-one: Claudia Mori, Maurizio Landini e Lydia Cacho.

Claudia Mori, un passato da cantante e da attrice, attualmente amministratore delegato della casa di produzione televisiva Ciao Ragazzi e delle etichette discografiche Clan e Luna Park, dal 1964 è la moglie di Adriano Celentano e in tale duplice veste presenta il nuovo attesissimo album del Molleggiato, Facciamo finta che sia vero, in vendita dal 29 novembre scorso e anticipato, un mese prima, dal singolo Non ti accorgevi di me, scritto e interpretato da Giuliano Sangiorgi, front-man dei Negramaro; l’album, pubblicato 4 anni dopo il grande successo di Dormi amore, la situazione non è buona, contiene nove inediti, otto dei quali composti, tra gli altri, con Nicola Piovani, Franco Battiato, Jovanotti e Manu Chao: un grido di rabbia – ha detto Celentano – il disco più politico che abbia mai fatto; nel corso dell’intervista verranno presentati, in anteprima e in esclusiva, i video di due brani contenuti nell’album.

[...]

10/12/2011 – cinetvmania.it


dic 3 2011

Adriano Celentano: “La Rai sta alla larga da me. La capisco”

Del ritorno in tv di Adriano Celentano si continua a parlare. Si annunciano show, ospitate e quant’altro, poi arrivano le smentite. Per il momento progetti non ce ne sono, ma Celentano, uno che con la sola presenza in video fa fare numeri incredibili – un po’ come Fiorello, anche se per “caratteristiche” diverse -, ha una sua visione e la racconta a Michele Serra per il Venerdì di Repubblica di quest’oggi.
Si parla del nuovo disco, della situazione politica, del suo rapporto con la vecchiaia e, ovviamente, di televisione. I progetti ci sono, ma:

E’ la Rai che preferisce stare alla larga da me. E da un certo lato (perverso) devo dire che la capisco. Ragionando dal loro punto di vista, fanno bene a tenermi lontano.

Gli viene chiesto se la sua lontananza dalla tv sia un problema di costo. La risposta è abbastanza polemica e mette in luce come, di fronte a costi sì alti, ma non eccessivi, ci sia un ritorno pubblicitario altissimo.

A parte il costo delle scenografie, che effettivamente per come erano state realizzate non potevano non costare… come non potevano non costare agli investitori pubblicitari quegli spot il cui prezzo, nel caso specifico, era a dir poco quintuplicato… a tal punto che di solito basta la prima puntata a coprire il costo di tutte e quattro.

E prosegue parlando anche del suo compenso:

Per quanto riguarda il mio cachet, io non l’ho mai imposto. Ho sempre detto: ditemelo voi quello che vi sembra giusto darmi. Loro si pronunciavano e io, pur sapendo che la cifra era inferiore a tutti gli altri nomi che non faccio, tanto non sono più di tre o quattro, accettavo. La verità è che per la Rai forse sono troppo simpatico…

Con le sue parole, Celentano fa capire ancora una volta che i motivi del suo allontanamento dalla tv sono solamente politici e non dipendono assolutamente da lui. E viene da chiedersi quale azienda seria terrebbe mai in panchina una macchina da ascolti (e da soldi) come questa, si condividano o meno le sue idee, dato che il pubblico ha sempre mostrato di apprezzarle.
I suoi fan quindi per ora si dovranno mettere il cuore in pace. Tolto anche Annozero, per un tempo ancora imprecisato non avranno nemmeno l’occasione di sentirlo al telefono…

02/12/2011 – TVBlog.it


nov 24 2011

Adriano Celentano in concerto un evento al Palacep di Genova

Sono anni che non canta in pubblico e che consegna la sua immagine e la sua voce al massimo alla televisione, per questo la presenza dell’artista, sabato 3 dicembre, a Genova, per una serata benefica a sostegno degli alluvionati, assume la portata dell’evento. Con lui Biagio Antonacci, Beppe Grillo e Gino Paoli

Locandina evento

Sabato 3 dicembre, ore 21: Adriano Celentano tornerà a cantare, dopo anni, in pubblico. Un evento eccezionale, così come il luogo: il PalaCep di Prà, dove è stata organizzata una serata benefica a sostegno degli alluvionati genovesi. Con Celentano saranno presenti Biagio Antonacci, Gino Paoli e Beppe Grillo. Parrteciperà anche don Andrea Gallo. Il tutto organizzato dal Consorzio Pianacci, una realtà basata sul volontariato, che da anni lavora per migliorare un quartiere popolare, quello del Cep di Prà, spesso condannato all’emarginazione e al degrado. Già fissato il prezzo del biglietto: 25 euro. I fondi raccolti (a cui si aggiungeranno quelli ottenuti tramite un conto corrente bancario appositamente aperto) saranno gestiti e destinati direttamente da un comitato composto da Croce Verde Pegliese e dai parroci colpiti dall’alluvione.

24/11/2011 – La Repubblica

SMENTITA DELLE ORE 20.20 AL TG1

Alle ore 20.20, durante l’intervista telefonica ad opera di Vincenzo Mollica, Adriano Celentano, smentisce questa notizia e anche l’ipotesi di futuri concerti…

Fabrizio


nov 16 2011

Fiorello invita Celentano a “Il più grande spettacolo dopo il weekend”

Fiorello intervistato da Vincenzo Mollica per il Tg1 (15/11/2011), racconta della telefonata e dei complimenti di Celentano per la prima puntata de “Il più grande spettacolo dopo il weekend“, ma anche del suo invito per averlo come suo ospite (invito rinnovato a “telecamere aperte”). Adriano a quanto pare ha sorvolato l’argomento, ma sperare non ci costa nulla…

Video dell’intervista (dovrebbe partire dal minuto interessato: 6,50):

Immagine anteprima YouTube

Andrea


mag 29 2011

Parla Celentano – Svegliati Italia … su L’Espresso n.22

Copertina L'Espresso con Adriano Celentano

Con Pisapia per Milano. Con i referendum per la vita. Contro le bugie di Berlusconi. Adriano il rivoluzionario rompe il silenzio. E lancia un appello.

Su L’Espresso (n.22) di questa settimana, troverete una lunga intervista ad Adriano Celentano.
E anche qualche anticipazione sul cartoon, in previsione su Sky, “Adrian”.

Fabrizio


mag 26 2011

Prima Pisapia poi i referendum

‘Dopo vent’anni di berlusconismo, c’è voglia di cambiamento. A Milano e in tutto il Paese. Per questo sto con Giuliano. E ancora più importante è il voto del 12 giugno sul nucleare e sull’acqua’. Parla Adriano Celentano

“Pisapia è l’unico sindaco che abbia la faccia da bambino. Dice cose importanti però con l’entusiasmo di quel bambino che in lui non è mai morto. Ha la capacità di risvegliare la creatura da troppo tempo anestetizzata nell’animo dei milanesi. Una caratteristica che non ha certo la Moratti e che purtroppo mancava da 15 o 20 sindaci fa”. Adriano Celentano rompe il silenzio con un’intervista a l’Espresso in edicola domani e si schiera in sostegno di Giuliano Pisapia nel ballottaggio di Milano:
“Quasi vent’anni di berlusconismo hanno senz’altro agevolato la sete di cambiamento che da qualche anno a questa parte pulsa nei milanesi”.

Celentano lancia un appello a Beppe Grillo perché sostenga il candidato della sinistra: Caro Beppe tu non hai certo bisogno della Moratti se malauguratamente vincesse, ma di Pisapia hai bisogno eccome. Tu sei troppo intelligente per non capirlo. Pisapia è la chiave d’accesso a quella svolta che tu hai iniziato tanto tempo fa. Non puoi quindi precluderti i diversi lasciapassare che con chiunque altro (data la trasparenza del tuo programma) sarebbero bloccati. Vorrei che tu per un attimo passassi in rassegna i volti di coloro con i quali avresti a che fare, nel caso accadesse che i milanesi fossero presi da un nuovo colpo di sonno”.

Vuole tentare di fotografarli lei?
“Basta guardare con quale arroganza gli Assatanati di Berlusconi stanno occupando tutte le reti televisive tranne una che per fortuna si distingue, La7 di Mentana. Non si rassegnano al grande risveglio dei milanesi, per cui non gli resta che l’arma della violenza (Lassini insegna). Ne cito uno e mi riferisco all’insopportabile Maurizio Lupi in arte “Mannaro” da come si attiva nella continua scorrettezza di interrompere i suoi interlocutori con false tiritere ossessivamente lunghe e ripetitive. Insistendo imperterrito, con la sua voce monocorde da megafono, a parlar sopra all’avversario con l’intento di non far capire ai telespettatori le ragioni dell’altro”.

Lei nel 1994 votò per Silvio Berlusconi. Lo considerava una speranza? Si è pentito?
“Una speranza? In un certo senso sì. Vedevo in lui un qualcosa di diverso pur se non del tutto decifrabile. Però anch’io, come tanti credo, fui preso all’amo da un’affabilità giocosa e simpatica, quindi lo votai se non altro per cambiare. Ma subito mi accorsi che il suo modo di pensare era distante anni luce dal mio”.

Le faccio tre nomi. Gianfranco Fini, Massimo D’Alema, Antonio Di Pietro. Può tracciare un ritratto del terzetto?
“A mio parere la rottura tra Fini e Berlusconi è stata, da parte di Fini, giusta e necessaria. Era un sodalizio che evidentemente non poteva più andare avanti. Ognuno ha in mente una destra diversa e quella di Fini, francamente, mi sembra più indirizzata verso la democrazia. D’Alema mi è sempre piaciuto. Tranne quando in una sua dichiarazione lo sentii leggermente a favore delle centrali nucleari. Ma spero si sia ravveduto. Anche perché Bersani ha dichiarato più volte di essere contro il nucleare. Bravo Bersani! Ma il più rock dei tre è e rimane Antonio Di Pietro. E’ il politico che più di tutti, assieme a Grillo, persegue la verità anche a costo di perdere qualche voto”.

Il 12 e 13 giugno si voterà per i referendum. Un fine settimana importante. Legittimo impedimento, nucleare, privatizzazione dell’acqua. Abbiamo appena visto la catastrofe di Fukushima e forse, quasi sicuramente, non tutto abbiamo ancora scoperto sulle conseguenze future. Quanto è importante non andare al mare questa volta?
“Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma è una questione di vita o di morte. Il 12 e 13 giugno bisogna assolutamente andare a votare contro l’assurdità delle centrali nucleari e quindi contro l’ottusità di quei governi che, come il nostro, sono invece favorevoli a dar vita a delle macchine infernali che prima o poi ci uccideranno”.

di Malcom Pagani

25/05/2011 – L’Espresso


dic 8 2010

Serata con Celentano alla Ripamonti

La sorpresa Botta e risposta a ruota libera con una trentina di ragazzi

Un’ora a contatto con gli studenti: «Datemi del tu»

Evita la televisione. Schiva i salotti mediatici. Dribbla i giornalisti. Poi, una sera di dicembre, piomba in un’aula di una scuola della provincia di Como e si ferma a parlare per un’ora con i ragazzi. «Ehi, datemi del tu», dice agli studenti, col mento tra indice e pollice e le palpebre che sbattono veloci. «Non è facile», rispondono loro. «Provateci. Alla terza volta vi verrà naturale». E infatti, alla fine della chiacchierata tutti lo chiamano per nome: Adriano. Adriano Celentano.
Il Molleggiato lunedì sera ha fatto un’improvvisata a un gruppo di studenti della scuola professionale “Ripamonti” di Como. Una cinquantina di ragazzi stava partecipando al “Grande Pasquale”, un reality show organizzato a scuola: due giorni di lavori e riflessioni sul tema del rispetto, filmati, ripresi e trasmessi in rete. Si parlava genericamente di una «sorpresa». Qualcosa di emozionante.
E lunedì sera, poco dopo le dieci, nei laboratori della scuola è comparso Celentano, amico di due professori della “Ripamonti”. Gli stessi che due anni fa l’avevano convinto a telefonare, in diretta, a un festival organizzato dall’istituto, lunedì l’hanno portato a scuola di persona.
Un incontro organizzato in sordina, nel massimo riserbo, per evitare telecamere e orde di giornalisti. Missione compiuta: nell’aula, oltre al Molleggiato, c’era una trentina di studenti. Increduli. Lui, disponibilissimo, ha parlato a ruota libera: Sanremo, «da rinnovare», Monicelli, suicidatosi «perché aveva paura». Televisione, cinema, scuola, giovani. I ragazzi domandavano, poi restavano ad ascoltarlo in religioso silenzio.

CELENTANO STORY
Molti studenti erano curiosi di sapere cosa facesse Celentano prima di sfondare nel mondo dello spettacolo. «Ho studiato poco e me ne pento – ha detto il Molleggiato – avevo amici grandi che lavoravano, pensavo che esser grande significasse lavorare. Ho fatto l’operaio, l’arrotino, l’elettricista e l’idraulico. Ma il mio mestiere era l’orologiaio». La scintilla per il rock scoccò proprio durante una riparazione. «Stavo lavorando su un orologio con una lente d’ingrandimento, centrando una vite minuscola. Un amico accende il giradischi e parte “Rock around the clock” di Billy Haley: io resto folgorato». Un colpo di fulmine. Celentano impara a tutti i costi quella canzone. «Non conosco l’inglese. E non lo parlavo nemmeno prima. Ma volevo cantare come Billy Haley, in si bemolle, e alla fine ci riuscii». Poi, la prima esibizione: «Era domenica, venni sbattuto sul palco. Il capo orchestra mi chiese: “In che tonalità vuoi cantarla?” E io: “Cos’è la tonalità?”».

TELEVISIONE
La prima domanda sulla televisione contemporanea arriva da un professore. «Cosa ne pensa della trasmissione di Fazio e Saviano?». «Quello – risponde Celentano – è un tipo di televisione che si dovrebbe fare di più. Ma oggi in tv manca anche lo spettacolo: è un periodo così».
Lo showman ha poi ammesso di essere nella «lista dei cancellati» della televisione pubblica, e ha spiegato – dopo che gli è stato domandato – il motivo. In un modo un po’ criptico. «Quando parlavo, mi rivolgevo a tantissima gente. Qualcuno ha iniziato ad aver paura, forse, che certe cose venissero scoperte».
Celentano aveva in cantiere una trasmissione televisiva anche per quest’anno. «Io ero pronto, ma in questo periodo sarebbe stato troppo rischioso». A proposito di rischio, Celentano svela che ai tempi di Fantastico qualcuno arrivò a minacciarlo: «Non faccio nomi, ma alcuni politici dissero a Claudia (Mori, sua moglie, ndr) che era meglio che io cantassi e basta».
Da tempo si parla di un cartoon sul Molleggiato, e lui conferma: «Ventisei puntate, andranno in onda su Sky. La storia è inventata, ma il personaggio mi rispecchia nel modo di pensare e di affrontare la vita. Il cartoon sarà pronto fra un anno».

CINEMA E MUSICA
Il cinema italiano, secondo Celentano, «può ancora dire la sua». Servono «buoni maestri», e anche «ottimi allievi». Attori che «sappiano prendere spunto dai grandi: io, ad esempio, copiavo da Clark Gable. Mi guardavo le unghie come faceva lui».
«Di film – aggiunge Celentano – ne ho fatti quasi trenta, ma sono molto legato a Yuppi Du: l’ho scritto io. Sì, perché vedete – ha spiegato ai ragazzi – a partecipare ai film solo come attore mi annoiavo. Passavo il tempo in roulotte, ad aspettare la mia scena. Una noia tremenda». Celentano è più attore o più cantante? «Entrambi. Anche quando canto devo interpretare».
La musica italiana d’oggi, secondo il Molleggiato, non è da buttar via. «Prendiamo X Factor: ne è venuto fuori qualcosa di buono. Questo Marco Mengoni è bravo». E il festival di Sanremo? Ha ancora senso, così com’è concepito? «L’istituzione va salvata. Il festival in sé meriterebbe di essere rinnovato». Magari con un Celentano conduttore, o direttore artistico. «Una volta avrei accettato, ora forse no. Però sarebbe divertente». L’ultima risposta di Celentano è su Mario Monicelli, il regista morto suicida la settimana scorsa. «È sempre stato un uomo pieno d’energia. Perciò ho pensato che forse, di fronte alla morte, ha avuto paura. E mi è dispiaciuto tanto».
Una piccola pausa, a testa china. Poi, di nuovo agli studenti: «Bisogna aver paura in tanti, tutti insieme. Così la paura passa».
Applausi, autografi, fotografie. «Grazie ragazzi. Forse ci rivedremo». Impermeabile, occhialino scuro, scarpa in pelle, pantalone a zampa e passo dinoccolato: Celentano s’incammina così, verso l’uscita, nel corridoio buio della scuola.

08/12/2010 – Corriere della Sera


dic 8 2010

Adriano Celentano alla Ripamonti intervistato dagli studenti

Immagine anteprima YouTube

Tante le domande, da Sanremo a Monicelli. L’occasione? Un progetto multimediale sul tema della violenza di genere tra gli adolescenti

Adriano Celentano (lui in persona e non un suo imitatore) ieri sera era all’istituto Ipia Ripamonti di Como. L’occasione? Parlare di cinema e televisione ai ragazzi impegnati nel laboratorio serale multimediale sulla violenza di genere tra gli adolescenti. Il progetto – intitolato “Mi aspetto rispetto” e rpomosso dall’associazione Soroptmist e dall’assessorato alle Politiche educative del Comune di Como – si è trasformato, senza colpa di nessuno, in una imperdibile occasione per i giovani studenti che con la loro spontaneità e genuinità, domanda dopo domanda, sono andati alla scoperta non solo del Celentano artista, ma anche del Celentano uomo.

Una chiacchierata informale – Più che un’intervista è stata una chiacchierata. Il “molleggiato” non si è sottratto al confronto con i ragazzi e ha dialogato con loro in modo divertito e appassionato. Per i circa quaranta alunni è stata una sorpresa inattesa. Stavano guardando un film a luci spente quando intorno alle 22.20 si è aperta la porta. Le luci si sono accese e in aula è comparso lui. I ragazzi sono rimasti a bocca aperta, poi è scoppiato l’applauso. Per quasi due ore Celentano ha risposto a domande, ha espresso commenti e considerazioni e ha stimolato il dibattito.

Da Sanremo a Monicelli – Come detto la chiacchierata è stata lunga e ricca. C’è chi ha chiesto a Celentano un commento su Sanremo: da sopprimere o da rinnovare? “Sanremo va salvato – ha risposto l’artista – ma andrebbe rinnovato…”. C’è stato spazio anche per temi più seri e Celentano a chi gli ha chiesto un commento sul suicidio del regista Mario Monicelli Celentano, ha detto: “Credo che abbia avuto paura di affrontare la malattia”.

08/12/2010 – QuiComo.it