ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
ago 23 2009

Adrianissimo Movies! 10° Manche [FINALE]

Adrianissimo!

Ultima manche, finalmente scopriremo qual’è il film che più piace, a voi fans di Adriano!

1. Il Bisbetico domato
2. Yuppi Du
3. Joan Lui
4. Innamorato pazzo
5. Geppo il folle
6. Lui è peggio di me
7. Bingo Bongo
8. Segni particolari bellissimo

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di sabato 5 Settembre.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche10_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


giu 12 2009

Adrianissimo Movies! 3° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 3° manche!

Supereranno il turno i primi 3 film classificati.
Ecco i film in gara in questa seconda manche:

1. L’emigrante – di Pasquale Festa Campanile – 1973
2. Ecco noi per esempio – di Sergio Corbucci – 1977
3. Uno strano tipo – di Lucio Fulci – 1962
4. Yuppi Du – di Adriano Celentano – 1975
5. Er più, Storia d’amore e di coltello – di Sergio Corbucci – 1971
6. Innamorato pazzo – di Castellano e Pipolo – 1981
7. Qua la mano – di Pasquale Festa Campanile – 1980
8. Mani di velluto – di Castellano e Pipolo – 1979

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di giovedì 18 Giugno.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche03_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


dic 23 2008

Edizioni Master presenta: “Celentano Collection”

Celentano Collection Il bisbetico, folle e irresistibile Adriano Celentano arriverà in edicola con i suoi film più famosi: “Innamorato pazzo”, “Il bisbetico domato”, “Mani di velluto”, “Bingo Bongo”, “Asso”, “Le cinque giornate”, “Il burbero”, “Bluff”, “Lui è peggio di me” e tanti altri ancora. Ogni DVD è accompagnato da un fascicolo cartaceo di approfondimento con le curiosità sul film, i personaggi e naturalmente sul grande protagonista.


1° uscita “Il bisbetico domato” a € 7,99 (Gennaio 2009)

Il bisbetico domato


Edizioni Master – www.edmaster.it


set 4 2008

Svalutation Party: a Venezia si festeggia Adriano Celentano

Stasera venerdì 29 agosto alle 23.30 l’Ultima Spiaggia – Pachuka ospiterà la festa dedicata ad Adriano Celentano dal titolo Svalutation Party.

La grande festa, pensata come un trascinante e coinvolgente tributo al camaleontico rocker italiano, accoglierà presso il noto locale lidense Ultima Spiaggia – Pachuka tutti gli appassionati del beat anni ’60 e ’70, “celentanofili” e non solo. La selezione musicale, a cura di Morra Dj – Città del Capo Radio Metropolitana di Bologna, proporrà tutta la notte rare groove di prima qualità.

Alcune tra le più divertenti scene tratte da Il Bisbetico Domato come il trattore che trascina il letto e le gigantesche botti piene di grappoli d’uva, faranno parte della sorprendente scenografia allestita per la serata negli spazi dell’Ultima Spiaggia. Inoltre saranno riproposte le clip più esilaranti dei film che hanno reso Celentano un icona della comicità non sense italiana, da Asso a Bingo Bongo, da Segni Particolari Bellissimo a Innamorato Pazzo e molte altre.

Ogni ora, a partire dalle 24.00, verrà offerta una gustosa spaghettata a tutti gli scatenati ospiti del party che saranno accolti da uno staff di baristi abbigliati alla maniera del Molleggiato.

L’autobus di Barnaba porterà i festaioli dal Piazzale del Casinò all’Ultima Spiaggia – Pachuka dalle ore 23.00, il servizio sarà attivo fino all’alba ogni 15 minuti.

E… se andrete vestiti a tema (Molleggiato Style) è meglio. Se siete a Venezia stampatevi l’invito e andate!

29/08/2008 – CINEblog.it


gen 10 2008

70 vitet e Celentanos

E Diele, 06 Janar 2008

Adriano Celentano do te festoje sot 70-vjetorin e lindjes, pas 50 viteve te sukseseve te medha me kenget e tij. Popullaritet i panderprere prej viteve ’50 deri me sot. Vetem 23 nentorin e shkuar, publikoi albumin e tij te fundit “Dormi amore, la situazione non è buona? (Fli e dashur, situata nuk eshte e mire) me 320 mije kopje te shitura, ndersa eshte rikthyer edhe ne televizion, duke mbledhur 9 milione shikues ne mbremjen e “Rai Uno?-s.

Celentano lindi ne Milano, me 6 janar 1938, ne porten me numer 14, te rruges “Gluck?. Kengetari ben shpejt debutimin e tij ne boten e spektaklit, duke imituar aktorin e famshem amerikan, Xherri Ljuis. Ne vitin 1957, shfaqet si kengetar i muzikes rok ne Milano, ku njihet edhe me balerinin Alberto Longoni, i cili kercente edhe me emrin e artit “Torquato il Molleggiato?. Shpesh Celentano e merrte me grupin, derisa nje dite Longoni nuk mberriti ne nje shfaqje, pasi ishte bllokuar nga policia. Celentano kercen ne vendin e tij, duke u bere ai “Il Molleggiato?. Shume shpejt vijne per te sukseset me “Ventiquattromila baci? (24 mije puthje), kenge me te cilen merr pjese per here te pare ne Festivalin e Sanremos me 1961; “Il tuo bacio è come un rock? (Puthja jote eshte si rok), “Pregherò? (Do te lutem), “Azzurro? (Kaltersi), “Il ragazzo della Via Gluck? (Djali i rruges Gluck), “Chi non lavora non fa l’amore? (Kush nuk punon nuk ben dashuri), e kenduar se bashku me Klaudia Morin, “Svalutation? (Zhvleresimi). Me 1961 themelon klanin Celentano, grup me te cilin njohu shume shpejt suksesin. Me 1962, grupi debuton me “Stai lontana da me? (Qendro larg meje), nje triumf me 1 milion e 300 mije kopje te shitura. Kenget e maturimit te tij jane gervishtese, ironike, shpesh paralajmeruese dhe prekin tema shqetesuese, si ekologjia, berthamoret, gjuetia, korrupsioni, te gjitha aktuale.

Por Adriano Celentano eshte edhe protagonist i filmave te suksesit. Vecanerisht gjate periudhes 1975-1980 interpreton 12 filma, mes te cileve edhe suksesin e rendesishem “Innamorato Pazzo? (I dashuruar cmendurisht) se bashku me Ornela Mutin).

Nje pjese e madhe e fames se Celentanos vjen edhe nga shfaqjet e tij si drejtues televiziv. Per here te pare, ai drejtoi “Fantastico 8? ne vitin 1987, duke arritur edhe kulmet e shikueshmerise. I paharrueshem mbetet monologu i tij kunder gjuetise, ne te cilin veteshpallet “Djali i fokes?. Me 20 tetor 2005 nis ne “Rai Uno? shou televiziv i shumediskutuar “Rockpolitik?. Celentano, si gjithnje, pretendon nga Rai pavaresi te plote per tekstet dhe tere projektin. “Rockpolitik? shenon nje rekord shikueshmerie me nje mesatare prej 46% ne 4 edicionet. Eksperienca e fundit si prezantues eshte mbremja e 23 nentorit 2007, ku arrin serish rekorde degjueshmerie.

06/01/2008 – KohaJone.com (Albania)


gen 10 2008

Adriano Celentano sigue haciendo reír a los 70 años

Roma.- El paso de los años apenas hace mella en este hombre, que sigue soltando sus perlas en televisión, criticando la energía nuclear y a los políticos inútiles. Su gran éxito “Azzurro?, que hace cerca de 40 años se oía en las discotecas de todo el mundo, fue elegido fuera de su país como la canción italiana más querida de todos los tiempos. Y entre tanto, el artista ha sacado al mercado su álbum número 56. Hoy, Adriano Celentano cumple 70 años, y sólo sus canas son testigo de ello. Este italiano del norte, a quien su esposa Claudi Mori califica de “bastante cabeza cuadrada?, hizo carrera con su paso desenfadado, una fresca elección de cada palabra y su talento para autopresentarse. Y Mori debe saberlo, ya que desde hace décadas comparte su vida con este “rey de los ignorantes?, como se titulaba uno de sus discos. Cuando este sonriente cantante y cómico de voz áspera tiene un programa en televisión, como ocurrió en 2005 con “RockPolitik? en el canal RAI, 15 millones de italianos no se despegan de la pantalla. Sus hits “Una festa sui prati? y “24.000 baci? son inolvidables, porque pueden cantarse fácilmente en el coche o en la ducha. Su carrera en serio en el mundo del celuloide comenzó en 1959 con un breve papel en “La dolce vita?, de Federico Fellini. Lo que siguió se situó en el género cómico subido de tono, a veces con algún matiz político y a menudo un éxito de taquilla que sin embargo hacía fruncir el ceño a los críticos. Los títulos hablan por sí solos: “Uno strano tipo?, “Rugantino?, “El fierecillo domado? y, sobre todo, “Innamorato pazzo?, con Ornella Muti. Y es que Celentano no se toma demasiado en serio a sí mismo, algo que resulta simpático. (DPA)

06/01/2008 – LaGacea.com (Argentina)


gen 10 2008

Auf der Straße zum Gluck

Adriano Celentano wird 70

Adriano Celentano, der Mann aus dem Volk, der ohne mit der Wimper zu zucken die albernsten Klischees erfüllt und Berlusconi zum Toben bringt, wird am Sonntag 70 Jahre alt und allmählich erwachsen.
Von Helmut Mauro

Spätestens mit der zweiten Folge seiner Sendung “RockPolitik” schalteten sich auch die Printmedien zu. Denn der bis dato als eher flacher Unterhaltungshanswurst und, wie man zu seiner Zeit noch sagte, als Schürzenjäger in Radio, Film und Privatleben bekannte Schlagersänger hatte im Herbst 2005 einen handfesten Skandal verursacht, indem er den italienischen Medienmogul und Ministerpräsidenten Silvio Berlusconi massiv angegriffen hatte. Das war Adriano Celentano, wie ihn bis dahin kaum jemand kannte, und er warf dem Ministerpräsidenten nichts weniger vor als: die Abschaffung der Meinungsfreiheit.

Berlusconi tobte. Und Celentano hatte etwas geschafft, was kaum jemand für möglich gehalten hatte. Er hatte dem scheinbar allmächtigen italienischen Ministerpräsidenten öffentlich die Meinung gegeigt. Auch in der zweiten Folge ließ er nicht locker. Diesmal jedoch verpackte er seine Kritik in seriöse Satire, bekam Unterstützung von Stargast Roberto Benigni, der ihm bei der Verfassung eines vorgeblichen Entschuldigungsschreibens an Berlusconi half.

Vielleicht musste Adriano Celentano erst ins Rentenalter kommen, um diesen wütenden Blick, die gespannten Halsmuskeln, mit denen er in seinen Filmkomödien für meist banale Ursachen große Geste produzierte, endlich mit einem ernsthaften Anliegen zu untermauern. “Was wäre ich für ein Spieler, wenn es mir nicht gelingen würde, wahr zu machen, was bisher falsch war”, sagt er zur Tochter seines Gangsterfreundes in “Bluff” von 1976.

Es ist einer seiner besseren Filme, und er führt dabei weder Regie, noch spielt er die alleinige Hauptrolle. Anthony Quinn ist es, der dem Film Sinn und Sinnlichkeit verleiht, und der Celentano unweigerlich dazu bringt, komische Szenen ernst zu nehmen und sich auf seriöse Schauspielerei zu konzentrieren, statt wie in den meisten anderen seiner Filme nur den Hampelmann zu geben. Mit “Il bisbetico domato” (“Der gezähmte Widerspenstige”) und “Innamorato pazzo” (“Gib dem Affen Zucker”) produzierte er 1980 und 1981 die bis dahin erfolgreichsten Filme Italiens. Vielleicht auch die grauenhaftesten, in ihrer schrägen Dümmlichkeit auch niederschmetterndsten. Die Dialoge mögen auf italienisch schonbanal gewesen sein, in der deutschen Synchronisation lassen sie jeden Zuschauer erröten.

So sehr man sich auch Mühe gibt, den vorgeblich gutaussehenden Italo-Tölpel sympathisch zu finden, es gelingt nicht. Manchmal bleckt Celentano die Zähne wie sonst nur Don Camillo. Aber was beim engstirnigen Pfaffen Empathie erregt, funktioniert bei Celentano nicht annähernd. Es fehlt jeglicher inhaltliche Anspruch, selbst als Aufreißer und Supermacho changiert er unglücklich zwischen Witzfigur und tragischem Anachronismus. Dass man in der Standard-Kurzbiografie über das kleinkarierte Knutsch- und Zocker-Epos “Asso” lesen kann, es handle sich um eine “tragische Komödie”, das ist eine Rezeptionskomödie für sich.

200 Millionen Platten

Die Celentano-Filme erinnern in ihrem Erzählduktus und ihrer Sprücheklopferei stark an die Italo-Westernkomödien, wirken wie das effeminierte Pendant der klapprigen Bud-Spencer-Terence-Hill-Komödien, die die Kehrseite der intellektuellen und sexuellen Emanzipation der Siebziger Jahre bebilderten und heute wie Untote spätabends durch Privatkanäle geistern. Man kann abwarten, bis auch die Celentano-Klamotten eines späten Abends dort auftauchen.

Und doch wird man ihnen vielleicht mit etwas mehr Respekt begegnen, denn eines hat Celentano von seinen Anfängen in den späten Fünfziger Jahren bis heute halten können: absolute Popularität. Was immer er spielte und sang, diskutierte und thematisierte, es schien alle Italiener und noch sehr viele Deutsche zu interessieren. Allein 100 Millionen Platten hat er in Italien verkauft, nochmal so viele weltweit, und die Einschaltquoten seiner Sendung “RockPolitik” übertrafen die der Nationalmannschaft. Und auch wenn sein letzter Single-Hit “Susanna” – eine schlichte Reggae-Adaption – bereits 21 Jahre alt ist, man findet ihn noch in Radiosendungen wie viele andere musikalische Nummern, für die es fast durchweg sehr ähnlich klingende Vorlagen gibt. Ausnahme bleibt die geniale, von Paolo Conte komponierte heimliche Nationalhymne “Azzurro”.

Authentisch musste Celentano nie sein.Seine musikalische Taktik war darauf angelegt, jedem Trend gerade noch zuvorzukommen und sich um jeden musikalischen Preis eingängigen Versionen eines neuen Sounds an die Spitze zu setzen. Dafür reichten ihm früher auch platte, populistische Anliegen, wie er sie in seinem Lied “Il Ragazzo della Via Gluck” als Bänkellied vorträgt. Es geht um einen Jungen, der mit ansehen muss, wie seine Spielwiese zugebaut wird.

Celentano ist in der “Via Gluck” aufgewachsen, und für ihn zumindest war es die Straße weg vom Klassik-Komponisten “Cristoforo Gluck” und hin zum Glück. Und er ist dieser ewige Hans im Glück geblieben. Niemand weiß, warum er in Italien dreimal soviel Platten verkauft wie Robbie Williams und vierzig mal so viele wie etwa der Sänger Jovanotti. Celentano, der Mann aus dem Volk, der ohne mit der Wimper zu zucken die albernsten Klischees erfüllt, der als römischer Busfahrer eine Prinzessin heiratet und mit seinem hilflosen, gleichwohl entwaffnend breiten Lächeln alle Kritik in die Schranken weist.

Wenn deutsche Mütter ihre halbwüchsigen Töchter vor den Papagallos der Adria warnten, dann leuchtete in ihren Augen das bübische Grinsen von Adriano Celentano wie eine kaum zu verbietende Verheißung. Der Kauf einer CD erfüllt heute wenigstens einen Teil davon. Die letzte ausverkaufte Deutschland-Tournee von Adriano Celentano scheiterte in Germering, einem aufstrebenden Vorort von München. Der Chef der dortigen Stadthalle hatte gerade noch rechtzeitig gemerkt, dass er einer betrügerischen Agentur aufgesessen war. Celentano selbst wusste nichts von seinem Engagement.

Am Dreikönigstag wird er siebzig, Jahre alt und trotz seines jüngst erwachten politischen Zorns wohl der liebenswerte Junge bleiben, der nichts kann, dies aber mit Charme und unvergleichlichem Erfolg richtig gut.

(SZ v. 5./6.1.2008)

06/01/2008 – Sueddeutsche.de (Germania)


gen 5 2008

Celentano, 70 anni di grandi successi

IL SUO ULTIMO DISCO «DORMI AMORE, LA SITUAZIONE NON E’ BUONA» HA GIA’ VENDUTO 320MILA COPIE

Il 6 gennaio il «Molleggiato» compie 70 anni. Una carriera che dura da oltre 50 anni di musica, film, tv

MILANO – Il 6 gennaio Adriano Celentano compirà 70 anni. Oltre 50 dei quali segnati da grandi successi. Una popolarità ininterrotta dagli anni ’50 fino ad oggi. Basti pensare che il 23 novembre scorso ha pubblicato il suo ultimo album «Dormi amore, la situazione non è buona» (già 320mila copie vendute) e pochi giorni dopo è tornato in tv con una serata-evento nel prime time di Raiuno che ha ottenuto un ascolto di oltre 9 milioni di telespettatori, facendo registrare le immancabili polemiche che segnano da sempre le sue performance televisive.

LA MUSICA – Celentano nasce a Milano il 6 gennaio 1938 al numero 14 di via Gluck. Il cantante milanese fa il suo debutto nel mondo dello spettacolo imitando il famoso attore americano Jerry Lewis. Nel 1957 esordisce come cantante rock al Palazzo del Ghiaccio di Milano con l’accompagnamento del complesso musicale dei Rock boys. Conosce anche un ballerino, Alberto Longoni, che si esibisce con il nome d’arte di Torquato il Molleggiato e spesso lo porta con il gruppo durante le esibizioni: un giorno, annunciato in cartellone, Longoni non si presenta ad una serata perché bloccato dalla polizia, e Celentano balla al suo posto, diventando lui «Il Molleggiato». Ben presto arriva per lui una pioggia di successi: «Ventiquattromila baci», brano con cui partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo nel 1961, «Il tuo bacio è come un rock», «Pregherò», «Azzurro», «Il ragazzo della Via Gluck», «Chi non lavora non fa l’amore», cantata insieme alla moglie Claudia Mori, «Svalutation». Nel 1961 fonda il Clan Celentano, gruppo che riscuote subito grande successo e che lancia in seguito celebri interpreti. Nel 1962 il Clan debutta con «Stai lontana da me», un trionfo, oltre un milione e 300 mila di copie vendute. Le canzoni della sua maturità artistica sono graffianti, ironiche, spesso anticipano e toccano temi scottanti, come l’ecologia, il nucleare, la caccia, la corruzione, tutti ancor oggi di stretta attualità.

I FILM – Celentano è anche protagonista di pellicole di successo. L’esordio è con i musicarelli tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta e diverse micro-partecipazioni ad altre pellicole (da ricordare quella nel film con Totò «Il monaco di Monza» insieme a Don Backy con il quale canta «La carità») tra cui «La dolce vita» di Federico Fellini del 1960. La svolta si ha con «Serafino» di Pietro Germi del 1968, in cui interpreta la parte di un pastore, Serafino Fiorì, che deve affrontare una dura lotta con i parenti per questioni di eredità.
La sua prima regia è «Super rapina a Milano» di quattro anni prima, in cui troviamo quasi tutti i suoi amici del Clan. Del 1974 è invece «Yuppi Du» che Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce. Nel 1978 è la volta della terza regia: «Geppo il folle» è un musical in cui Celentano interpreta un cantante di successo mondiale che ha un sogno: quello di incontrare Barbra Streisand, ma purtroppo non conosce l’inglese. Dal 1975 al 1980 interpreta ben 12 film anche di notevole successo (tra cui «Il bisbetico domatico» e «Innamorato Pazzo» al fianco di Ornella Muti), conoscendo un solo flop nel 1985 con «Joan Lui», un musical scritto, diretto, sceneggiato, montato, musicato ed interpretato da Adriano.

LA TV – Ma non sono solo musica e film ad aver decretato la fama di Celentano. Gran parte della sua popolarità il Molleggiato la deve alle sue performances di conduttore tv. Il suo esordio come presentatore avviene con «Fantastico 8» nel 1987, in cui da il suo tocco personale al programma-culto della Rai che si occupava della Lotteria. Tra un monologo e le famigerate «pause» spazza via tutti i record di audience. Memorabile il suo monologo contro la caccia in cui si definisce «Figlio della foca». Nel 1992 è ancora conduttore in tv dopo 5 anni da Fantastico con «Svalutation»; seguiranno «Francamente me ne infischio» affiancato da Francesca Neri, e «125 milioni di caz..Te». Il 20 ottobre 2005 va in onda su RaiUno il contestatissimo show televisivo «Rockpolitik». Celentano come sempre pretende dalla Rai «carta bianca» sui testi e sull’intero progetto. «Rockpolitik» segna però record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate. L’ultima sua esperienza come presentatore è la serata evento del 23 novembre 2007 in cui ottiene un record di ascolti.

04/01/2008 – Corriere della Sera


gen 2 2008

Settant’anni senza andare fuori tempo

Oggi l’Adriano Celentano personaggio della tv e il difensore di cause destinate a fare polemica occupa più spazio pubblico del cantante ma i suoi settanta anni – il cantante è nato il 6 gennaio 1938 a Milano da una famiglia di saldissime origine foggiane – sono ora un’occasione per ricordare una carriera lunga più di mezzo secolo, che rappresenta uno dei capitoli più pregiati della storia della canzone italiana. Senza contare che negli ultimi dieci anni con il disco con Mina, con Io non so parlar d’amore, Esco di rado e parlo ancora meno fino al recente Dormi amore la situazione non è buona ha realizzato vendite assolutamente fuori portata per il mercato italiano.
Tra i tanti fan di Celentano probabilmente è stato Emir Kusturica a definire la sua grandezza di cantante: qualche anno fa era in tour con la sua band e, a chi gli chiedeva quali fossero i suoi eroi musicali, il regista di Underground pare rispondesse: “Adriano Celentano. I dischi americani erano banditi erano banditi e nei Paesi ex comunisti dell’Europa dell’Est è stato lui a farci conoscere il rock’n’roll?.
Sul piano musicale la sua carriera è divisa in diverse fasi. La prima è quella del rock’n’roll. Celentano pensò di conciliare la portata eversiva di quella musica rivoluzionaria con la comicità di Jerry Lewis. Le sue doti naturali e il suo strampalato stile di ballerino hanno fatto nascere il mito del “Molleggiato?. Prima alla festa dei Ricky Boys, la band di rock’n’roll formata con Gaber e Jannacci poi con brani come Il tuo bacio è come un rock, Il ribelle, Ciao ti dirò. Nel ’61 arriva secondo a Sanremo in coppia con Little Tony con Ventiquattromila baci.
La fase del rock’n’roll si conclude con l’inizio dell’avventura del Clan, sorta di “rat pack? (il celebre clan di Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis jr e Peter Lawford) alla milanese formato da amici, parenti e fidanzate. Durante questo periodo incide Pregherò cover di Stand by me in cui manifesta quello spirito religioso-predicatorio che diventerà poi uno dei tratti caratteristici della sua personalità, Chi ce l’ha con me, Grazie prego scusi, Il tangaccio, Stai lontana da me. Il Clan finirà in un mare di carte bollate (con Don Backy in particolare) mentre gli anni della contestazione rischiano di minare il suo status di divo assoluto dell’epoca d’oro del Cantagiro e del 45 giri. Nel 1966 anticipa le tesi ecologiste con Il ragazzo della via Gluck (la via di Milano dove è nato).
Più o meno nello stesso periodo incide un altro dei suoi capolavori, Azzurro, brano scritto nel 1966 da Paolo Conte. Il filone ecologista ha un altro caposaldo nel Mondo in mi settima. Con La coppia più bella del mondo nel 1967 si attira le accuse di antidivorzismo ma il singolo viene pubblicato con un retro che è tra le più belle di cantante, Una carezza in un pugno.
La polemica con la generazione del ’68 esplode con Tre passi avanti, Torno sui miei passi e Chi non lavora non fa l’amore che, cantata in coppia con Claudia Mori (nel frattempo diventata sua moglie) vince Sanremo nel ’70. Del ’72 è un altro colpo del suo genio anticipatore: Prisencolinensinainciusol, un gramelot funk che è il primo rap italiano (che finirà in classifica negli Usa). Nel 1977 è il primo cantante italiano a fare una tournèe negli stadi. Nel 1976 pubblica il suo più grande successo del decennio, Svalutation. Gli anni ’80 – mentre la sua stella di cantante si appanna – vedono la sua trasformazione in protagonista della commedia cinematografica e il suo debutto da telepredicatore con l’ormai leggendario Fantastico 8.
Da allora fino a oggi la sua carriera si è divisa tra le già citate esperienze discografiche e le sue seguitissime apparizioni tv. La più originale tra le sue performance musicali recenti l’ha realizzata davanti a Papa Wojtyla nel 1997 a Bologna, di fronte a 500 mila persone e la diretta tv, improvvisando una marcia da “Molleggiato? attorno al Pontefice.

di Paolo Biamonte


Il cinema, una passione che rode dentro

Arrivato al fatidico capo dei 70, Adriano Celentano potrebbe ammettere che il suo vero sogno nel cassetto è la regia cinematografica. Felliniano ad origine controllata, Celentano non a caso figura nel cast de “La Dolce Vita? dove si esibiva come cantante rock nelle notti di Via Veneto. Il suo primo incontro con la cinepresa si deve a Lucio Fulci che lo scritturò tra il 1959 e il ’60 per “I ragazzi del juke box? e “Urlatori alla sbarra?. Appena quattro anni dopo passa dietro la macchina da presa per “Super rapina a Milano?, paradossale scherzo goliardico del Clan con Piero Vivarelli a sorvegliare discretamente il neo-regista, Claudia Mori come primadonna e gli amici del tempo (Don Backy, Micky Del Prete, Gino Santercole) nei ruoli maggiori.
Il film ricorda da vicino le bizzarrie surreali dei Beatles (la scalcinata trama rimanda ai titoli di Richard Lester) e non ebbe seguito immediato, ma confermò il talento del personaggio anche come attore. E allora Pietro Germi lo diresse nel 1969 in “Serafino?, forse il suo miglior film d’attore, mentre “Er più – Storia d’amore e di coltello? lo propone negli improponibili panni di un bullo romano, una sorta di Rugantino, nei quali incredibilmente funziona.
Ma il tarlo della regia rodeva Celentano. Puntualmente nel 1975, mentre Corbucci cuciva a misura su di lui la maschera comica destinata a grande fortuna con “Di che segno sei?? (col ruolo del ballerino di provincia Fred Astaire), l’idolo del rock all’italiana firmava il suo autentico primo film da regista. Era “Yuppi Du?, fantasia surreale ambientata a Venezia e interamente girata in studio, una commedia musicale inclassificabile che molti esperti inseriscono anche oggi tra gli oggetti cult del cinema italiano.
Tutti motivi che avrebbe rivisitato con alterna fortuna nelle opere successive tra “Geppo il folle? (1978) e il kolossal “Joan Lui? (1985) segnato da un insuccesso al box office che solo i recenti trionfi televisivi hanno parzialmente lenito.
Nel frattempo il Celentano attore si era ampiamente riscattato diventando un autentico divo della commedia durante tutti gli anni ’80. Tra i successi più amati dal pubblico quelli firmati dalla coppia Castellano & Pipolo da “Mani di velluto? a “Il burbero?, passando per “Il bisbetico domato?, “Asso?, “Innamorato pazzo?, grazie al quale incontrò Ornella Muti dando vita ad una delle “liaison dangereuse? più chiacchierate dello spettacolo italiano.

di Giorgio Gossetti


Venne Adriano e la tivvù cambiò pelle

Le pause, celebri quanto i monologhi a sorpresa, l’assoluta libertà editoriale, i contratti milionari, le polemiche, i record di ascolti: sono gli ingredienti della tv “made by Celentano?, definita anche la “dissoluzione del varietà?. Ovvero vent’anni di successi, originalità, provocazioni lanciate dal Molleggiato da quando, nell’autunno del 1987, fu chiamato a condurre il primo Fantastico del dopo-Baudo, passato alla Fininvest, fino all’ultimo show di un mese fa, La situazione di mia sorella non è buona.
Per 14 settimane, tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico 8 davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia, l’ex ragazzo della via Gluck mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione dei cuccioli di foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria “La caccia è contro l’amore? e a mandare al Presidente della Repubblica il messaggio “Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga?. Si corregge, per evitare l’annullamento della scheda, ma non evita la multa della Rai da 200 milioni né il processo per turbativa elettorale, dal quale uscirà assolto con formula piena.
Primo ritorno a dicembre 1992 su Raitre con Svalutation, solo due puntate annunciate dal promo “Si salvi chi può?. Il Molleggiato se la prende con i ricchi, chiede che vengano restituite all’Italia la bellezza di un tempo e le botteghe degli artigiani. Risultato, 5 milioni di media contro le “corazzate? Scommettiamo che? e Paperissima.
Bisognerà aspettare fino al 1999 – fatta eccezione per poche apparizioni – per rivedere Celentano in tv. Francamente me ne infischio è il titolo-bandiera dello show che lo riporta su Raiuno, annunciato da un battage mediatico senza precedenti. Fioccano le polemiche e gli ascolti: la prima puntata fa oltre 9,5 milioni di spettatori (42,29 %).
Ancora fibrillazione e allarme monologhi ad aprile 2001: è la volta di 125 milioni di caz..te. Cibi transgenici, la legge sulla donazione degli organi, la frenesia del vivere moderno, la salute, l’amore. Eccezionali gli ospiti (da Dario Fo a Giorgio Gaber) e gli ascolti: all’esordio oltre 12 milioni nella prima parte e quasi 8 nella seconda.
Nel 2005 il nuovo pulpito per Celentano è Rockpolitick, in onda su Raiuno fra ottobre e novembre: dividendo il mondo in “lento? e “rock?, il telepredicatore ridà il microfono a Michele Santoro, diffonde la classifica della Freedon House sulla libertà d’informazione con l’Italia solo 79/ma, ospita Roberto Benigni insieme al quale, facendo il verso a Totò e Peppino, scrive una lunga lettera a Silvio Berlusconi. La media delle quattro puntate sarà del 46%, per un costo di 22 miliardi di vecchie lire. Come sempre il ciclone Celentano ha avuto piena libertà autoriale, ma il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ne prende le distanze.
Il resto è storia di oggi: dopo una promozione massiccia, il 26 novembre arriva su Raiuno La situazione di mia sorella non è buona, serata-evento legata al nuovo cd Dormi amore, la situazione non è buona.

di Angela Majoli

02/01/2008 – La Gazzetta del Mezzogiorno


mag 24 2007

I Cinquant’anni di carriera di Adriano Celentano in un libro

Cinquant’anni di una straordinaria carriera divisa tra dischi, concerti, film e programmi televisivi ripercorsi grazie al paziente lavoro di un giornalista. “Adriano Celentano 1957-2007. Cinquant’anni da ribelle” di Sergio Cotti, serio ed accurato libro di ricerca ed analisi sulla discografia del molleggiato, è stato presentato il 19 maggio a Milano in occasione del “Celentano day”. Anche noi a modo nostro ripercorriamo questi cinquant’anni ,dalla A alla Z. Che tu sia rock o lento poco importa, questo articolo è per te.
di Fabio Massimo Penna

A come Azzurro. Quando scrivono “Azzurro” Paolo Conte e Vito Pallavicini si rendono conto di aver realizzato un brano controcorrente, non solo perché, in controtendenza rispetto ai brani balneari allora tanto alla moda, racconta un’estate passata in solitudine in città, ma anche per il ritmo che aveva le cadenze di una marcetta, anche questa una scelta assolutamente discordante con le mode dell’epoca.

Ma di fronte all’interpretazione di Adriano Celentano tutti le perplessità svaniscono: lo stesso Conte definisce l’esecuzione del Molleggiato “umana”, esaltandone la chiarezza ed intelligibilità che fanno si che all’ascoltatore sembri che l’interprete abbia realmente vissuto gli avvenimenti narrati nel brano. ” Azzurro” fu immediatamente un pezzo di successo che raggiunse i vertici delle hit parade ed è ancora oggi uno dei più popolari nella storia della musica leggera italiana.

B come Bacio. “Il tuo bacio è come un rock” è il brano che impone Adriano Celentano come uno dei giovani musicisti più promettenti del panorama italiano. Si era già fatto notare nel maggio 1957 al Festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano, ma quando al festival della musica leggera di Ancona, il 13 luglio del 1958, sul palco sale questo giovanotto dinoccolato che ancheggia in maniera bizzarra il pubblico va in visibilio e si scatena un irrefrenabile entusiasmo. Da quella sera “Il tuo bacio è come un rock” ed Adriano Celentano scalano le classifiche di vendite dei dischi in Italia. Inizia una leggenda che ancora oggi continua…

C come Castellano e Pipolo. Tra la fine degli anni Settanta ed i primi anni Ottanta, Adriano Celentano insieme alla coppia di registi Franco Castellano e Giuseppe Moccia, meglio conosciuti come “Castellano e Pipolo”, formano un team che ai botteghini cinematografici si rivela essere imbattibile. Nel giro di pochi anni i tre sfornano una serie di fortunate pellicole: “Mani di velluto” (1979), “Il bisbetico domato” (1980) e “Innamorato pazzo” (1981). Castellano e Pipolo servono al meglio la surreale comicità di Celentano con copioni leggeri ma privi di volgarità. “Mani di velluto” è la storia di un facoltoso ingegnere, creatore di un indistruttibile vetro antirapina che, invaghitosi di una vivace ladruncola, organizza un colpo grosso ai danni della propria moglie. “Il bisbetico domato” ha per protagonista Elia, stravagante proprietario terriero dell’Oltrepò che odia le donne e resiste alle idee matrimoniali fino a quando un giorno non gli piomba in casa la bella Lisa che, dopo alterne vicende, riesce a sedurlo. Il tema dell’amore impossibile torna in “Innamorato pazzo” con il conducente dell’ Atac, Barnaba che perde la testa per la principessa Cristina di S. Tulipe, promessa sposa ad un miliardario, e riesce, nonostante l’ostilità della famiglia di lei, a sposarla.

D come Don Backy. Aldo Caponi, meglio conosciuto con il nome d’arte di Don Backy, è stato uno degli elementi di spicco del Clan di Adriano Celentano. Dotato di una peculiare voce roca e di un carattere indipendente, nel 1962 partecipa al Cantagiro con il brano “Fuggiasco” e l’anno successivo con “Amico” che ottiene anche un buon successo di vendite. Sempre nel 1963 recita accanto a Totò, Macario e Nino Taranto in “Il monaco di Monza” di Sergio Corbucci ed incide “Ho rimasto”. L’anno seguente prende parte alla pellicola “Super rapina a Milano” che vede Adriano Celentano dietro la macchina da presa. Nel 1966 incide “Serenata” mentre l’anno successivo si presenta in coppia con Johnny Dorelli al Festival di Sanremo con la famosa canzone “L’immensità” ed incide un altro grande successo “Poesia”. Il 1968 è un anno importante per la sua carriera cinematografica: escono, infatti, “Banditi a Milano” di Carlo Lizzani e “I sette fratelli Cervi” in cui ha ruoli importanti a fianco di Gian Maria Volonté. Il 1968 è l’anno dello scisma: per una controversa questione di diritti d’autore entra in rotta di collisione con Celentano ed abbandona polemicamente il Clan. L’anno dopo si classifica terzo al Festival di Sanremo presentando insieme a Milva il brano “Un sorriso” e sempre a Sanremo nel 1971 canta “Bianchi cristalli sereni”. Intanto al cinema recita per il “Maestro” Federico Fellini in “Satyricon” (1969) ed interpreta “Barbagia” (1969) di Carlo Lizzani. Negli anni Settanta scrive “Sognando”, brano che verrà interpreto anche da Mina e che tratta il tema del disagio mentale. Mostrando grande eclettismo negli anni Ottanta si dedica ai fumetti realizzando L’Inferno di Dante a fumetti (1980), e “Clanyricon” (1984). Dopo aver interpretato se stesso nel film “Pane e tulipani” ed aver partecipato al reality show “La talpa”, nel 2006 tiene un ciclo di lezioni per il progetto universitario Rai Nettuno, l’università a distanza.

Er Più. Adriano Celentano e Claudia Mori nel 1971 sono gli interpreti principali del film, ambientato nella Roma di fine Ottocento, “Er più. Storia d’amore e di coltello” di Sergio Corbucci. Protagonisti della commedia sono i quartieri popolari della Capitale e la gente umile che vi abita. Nel ruolo dell’eroe del popolo, il bullo più brillante e rispettato del quartiere, “Er più”, un Celentano in forma smagliante. Nonostante l’ambientazione romanesca poco verosimile la pellicola è di buona fattura con un cast di attori ben affiatato ed una comicità immune da volgarità.

F come Fantastico. Fantastico 8 nel 1987-88 passa alla storia come l’edizione dei lunghi silenzi. Adriano Celentano, allontanandosi dai classici sistemi di condurre i programmi televisivi basati su ritmi frenetici, alterna lunghe pause di silenzio davanti alle telecamere ad ampollose prediche di carattere ecologista, morale o religioso. La critica reagisce in maniera ostile e scomposta ma il pubblico premia la scelta coraggiosa di Celentano con buoni indici di ascolto.

G come Gino. Pur essendoci solo due anni di differenza tra i due, Adriano Celentano è lo zio di Gino Santercole. Santercole suona la chitarra con i Ribelli, gruppo che gravita nell’orbita del Clan, ed in seguito comincia a scrivere canzoni tra le quali spicca la bellissima e sognante “Una carezza in un pugno”, scritta insieme Luciano Beretta e Miki Del Prete e portata al successo da Celentano. Sul finire degli anni Sessanta si dedica al cinema e come attore recita in “Yuppi du” (1975) di Celentano, “Viaggio con Anita” (1979) di Mario Monicelli, “Sono fotogenico” (1980) di Dino Risi.

I come Ignoranti. Adriano Celentano si è autodefinito una volta “re degli ignoranti” e “Re degli ignoranti” è anche il titolo di un suo long playng del 1991. La canzone dal titolo omonimo esalta la mancanza di costruzioni (gabbie) mentali di chi è rimasto privo di istruzione: “…si, /perché nessuno aveva cogliuto/ il vero senso della lotta/ ma io che sono il re degli ignoranti…; si io, io conosco questo senso e non l’ho dimenticato/ mentre invece voi/ a furia di studiar/ solo con la mente/ avete tutti smarrito la via del cuor/ restando lì/ a scavar nel vuoto/ mentre i vostri padri/ con la scure in mano/ distruggevano/ la saggezza dei vostri nonni…” In realtà dietro questa facciata (o posa?) da persona incolta si nasconde un personaggio attento alla realtà che lo circonda, costantemente aperto al mondo ed alle sue problematiche, un uomo con grande capacità di ascolto ma dotato anche di acuta capacità critica.

L come Lento. “L’arroganza è lenta, la timidezza è rock; ribellarsi è rock, servire è lento; parlare senza dirsi nulla è lento, guardarsi negli occhi è rock; cambiare vita è rock, cambiare idea è rock, non cambiare mai è lento…” Adriano Celentano nel 2005 durante la trasmissione Rockpolitik aggiunge alle sue invenzioni televisive (i lunghi silenzi e le prolisse teleprediche) gli slogan “rock” e “lento” per separare ciò che è “cool”, gagliardo ed eticamente bello, insomma “rock” da ciò che è meschino e moralmente basso, ovvero “lento”. Un tormentone, un momento televisivo che con un altro protagonista sarebbe un flop ma con il “Molleggiato” che, con occhiali da sole e camicione colorato, sale su di un leggio ed accompagnato da una chitarra elettrica comincia dividere il mondo in due categorie, i rock da una parte ed i lenti dall’altra, diventa storia della televisione.

M come Moroni. Se non è la coppia più dello spettacolo italiano, quella tra Adriano Celentano e Claudia Mori (Claudia Moroni), è certamente una delle più affiatate. Oggi lei è il manager del marito ma un tempo i due, oltre a metter su una splendida famiglia (hanno tre figli: Rosita, Rosalinda e Giacomo), formavano un’ottima coppia artistica. Il loro incontro avviene nel 1964 sul set di “Uno strano tipo” (la Mori aveva in precedenza avuto una parte anche nel film di Luchino Visconti “Rocco e i suoi fratelli”) ed è subito amore tanto è vero che i due si sposano nello stesso anno e nel 1965 nasce Rosita. Nel 1967 ottengono un grande successo cantando “La coppia più bella del mondo” e nel 1970 vincono il Festival di Sanremo con “Chi non lavora non fa l’amore”. Nella sua carriera cinematografica Claudia Mori recita al fianco di Adriano Celentano in “Rugantino” (1973) di Pasquale Festa Campanile, “Yuppi Du” (1975) dello stesso Celentano e “Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì” (1985) sempre per la regia di Celentano. Senza il marito Claudia Mori canta “Buonasera dottore” (1975), nel 1982 si esibisce come ospite al Festival di Sanremo con “Non succederà più” e nel 1994 si presenta in gara sempre al Festival di Sanremo con il brano scritto da Toto Cutugno “Se mi ami”.

N come Novità che sconvolge Sanremo. E’ il gennaio del 1961 e nell’ingessato ambiente del Casinò Municipale di Sanremo, lo svolgimento dell’undicesimo festival della canzone italiana viene scosso dall’esibizione assolutamente innovativa di un giovanotto che saltella e si dimena dando le spalle al pubblico: è il”molleggiato”, Adriano Celentano, rocker che ha conquistato il pubblico giovanile con brani come ” Il tuo bacio è come un rock” ed “Impazzivo per te”. Il suo brano “Con 24mila baci” arriva secondo. Nell’edizione del 1966 Adriano Celentano non riesce a raggiungere le finali con “Il ragazzo della via Gluck”, brano che paradossalmente diventerà in seguito una delle canzoni più famose della storia della musica leggera italiana. Il 1968 lo vede ottenere il terzo posto con “Canzone” mentre arriva primo, insieme a Claudia Mori, nel 1970 con “Chi non lavora non fa l’amore” che per il suo testo (“…C’era lo sciopero anche dei tranvai…Arrivo lì ma il dottore non c’è! E’ in sciopero anche lui! Che gioco è! Ma?! Ma come finirà…c’è il caos nella città. Non so più cosa far! Se non sciopero mi picchiano. Se sciopero mia moglie mi dice : chi non lavora non fa l’amore…”) viene criticata da più parti. L’anno seguente Celentano partecipa al Festival per l’ultima volta con il brano “Sotto le lenzuola” classificandosi quinto. L’edizione del Festival del 2004 passerà alla storia per la sua partecipazione a sorpresa come ospite, decisa all’ultimo momento dopo un lungo tira e molla, e dovuta forse anche ai ripetuti inviti dell’amico e direttore artistico Tony Renis; il suo intervento alza l’indice di ascolti della trasmissione e la sua interpretazione di “Rip it up” di Chuck Barry accompagnata dai balletti con Tony Renis e Simona Ventura rimane uno dei momenti “cult” nella storia della rassegna sanremese.

O come Opere d’autore. La stagione d’oro di Celentano al cinema (dieci anni di grandi successi al botteghino: da “Di che segno sei” e “Ecco noi per esempio” di Corbucci, a “Il bisbetico domato” e “Innamorato pazzo” di Castellano e Pipolo a “Lui è peggio di me” di Oldoini) inizia e si conclude con due pellicole delle quali il “molleggiato” è regista ed interprete: “Yuppi du” (1975) e “Joan Lui” (1985). Visionario, squilibrato, imprevedibile, colorito musical, “Yuppi du” venne accolto con freddezza dal pubblico e dalla critica dell’epoca ma, in virtù dei 32 anni che ci separano dalla sua uscita, possiamo affermare come lo stile registico, il caos architettonico e l’ambientamento “senza tempo” dell’opera fossero in largo anticipo sui tempi e che certe invenzioni stilistiche che al tempo dovevano sembrare assurde erano in realtà antesignane di tante consuetudini filmiche di registi oggi in gran voga. Ci fu, comunque, chi sottolineò la straordinaria genialità di alcune scene come quella in cui Celentano e Charlotte Rampling danzano seminudi. Anche “Joan lui” conosce la stessa “fortuna critica” di “Yuppi du”: snobbato dal pubblico e accolto con indifferenza dalla critica può venir ai giorni nostri riletto con maggior distacco mettendone in evidenza i non pochi meriti. il musical, in cui Adriano Celentano mescolando danza, musica e teatro ,utilizza un linguaggio pubblicitario, con un montaggio shock a cui sono alternati tempi dilatati alla Sergio Leone. L’opera assume l’aspetto di un racconto morale che sottolinea i mali della società moderna.

P come Prisencolinensinainciusol. “…Prisencolinensinainciusol, In de col men Seivuan, Prisencolinensinainciusol ol rait…” Nel 1973 esce questo brano di Adriano Celentano dal titolo impronunciabile, con un testo fondato su un vocabolario di sua invenzione (una sequenza di fonemi ispirati a termini pseudo-inglesi) che su di una accattivante base ritmica veniva ripetuto come uno scioglilingua dal cantante-attore milanese. Considerato da alcuni come il primo rap italiano della storia, questo brano che non necessita di venir tradotto, essendo privo di signicato, si trasforma presto in un grande successo internazionale ottenendo ottime vendite in Francia e Germania e scalando le classifiche statunitensi.

R come Rosita e Rosalinda. Rosita, figlia maggiore di Adriano Celentano e Claudia Mori, vive in contatto con il mondo dello spettacolo sin da bambina e nel 1975 prende parte alla pellicola del padre “Yuppi du”. Nel 1987 è protagonista del film di Antonio Bido “Mak p 100″ mentre nel 1989 conduce insieme a Daniel Quinn, Gianmarco Tognazzi e Paola Dominguin il Festival di Sanremo. Ma poi… “l’amore vince ogni cosa” e, conosciuto Paride Orfei nel 1990, lo segue al circo e per tre anni vive facendo la cavallerizza ed occupandosi di scenografie e coreografie. Nel 1995 torna al cinema recitando al fianco di Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Ricky Memphis e Valerio Mastrandrea in “Palermo-Milano solo andata” di Claudio Fragasso. Partecipa all’edizione del 2000-2001 di Domenica In affiancando in studio la coppia di conduttori Carlo Conti – Iva Zanicchi. Nel 2004 conduce, facendo l’inviata, la prima edizione di “Music Farm” al fianco di Amadeus e Gene Gnocchi e nel 2006 prende parte, come concorrente, al reality show “Reality Circus”, condotto da Barbara D’Urso su Canale 5. Rosalinda Celentano, dal carattere ribelle ed anticonformista, tenta inizialmente di ripercorrere i passi nel mondo della musica del padre famoso presentandosi al Festival di Sanremo del 1990 nella categoria Nuove Proposte con il brano “L’età dell’oro”. Ben presto però rivolge la sua attenzione al cinema, esordendo nel 1993 nel film di Pino Quartullo “Le donne non vogliono più”. Nel 2001 recita ne “L’amore probabilmente” di Giuseppe Bertolucci mentre nel 2004 regala una inquietante e mefistofelica performance nel ruolo del diavolo in “La passione di Cristo” di Mel Gibson. Nel 2006 interpreta il ruolo di Isabella nel film di Simona Izzo “Tutte le donne della mia vita” e nello stesso anno prende parte a “7 Km da Gerusalemme” di Claudio Malaponti.

S come Svalutation. Molto si è parlato nel corso degli anni delle famose “teleprediche” di Adriano Celentano, dei suoi sermoni in diretta tv che tanto fanno arrabbiare i critici tv per la loro supposta mancanza di ritmo. Eppure il Molleggiato ha sempre voluto dire la sua sulla realtà che lo circonda spesso ritraendola con amara ironia e pensosa giocosità. Con questo spirito nasce nel 1976 “Svalutation” brano che prende di mira il malcostume dell’Italia del periodo con l’inflazione, l’immoralità del mondo politico, gli scandali, la crisi petrolifera. Ma il finale presenta una nota di ottimo affermando “…Ma quest’Italia qua se lo vuole sa/ che ce la farà/ e il sistema c’è/ quando pensi a te/ pensa…anche un po’ per me.”

T come Teocoli. Teo Teocoli inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo esibendosi al Derby di Milano insieme a Cochi e Renato, Enzo Jannacci e Massimo Boldi ed entrando a far parte del Clan, la casa discografica che Celentano ha creato nel 1961. Il legame di amicizia tra il comico di Taranto e il Molleggiato è così forte che Celentano lo ha voluto a Rockpolitik per un duetto tra il finto Celentano (uno strepitoso Teocoli) ed il vero e, gustosamente autoironico, Adriano nazionale. La fase iniziale della carriera di Teo Teocoli avviene nel mondo della musica, dove si esibisce come cantante insieme a gruppi quali “I camaleonti” e “I quelli”. In televisione esordisce nel 1982 su Antenna 3 dove è protagonista con Massimo Boldi del programma “Non lo sapessi ma lo so”. Partecipa quindi a “Drive in”, “Una rotonda sul mare” ed “Emilio” in cui presenta uno dei suoi personaggi più riusciti, lo sfegatato tifoso del Milan Peo Pericoli. Partecipa a “Il gioco dei nove”, alla sitcom “I vicini di casa”, a “Striscia la notizia” ma il grande successo arriva nel 1992 con la partecipazione a “Mai dire goal” che vede la nascita di Felice Cacciamo, uno dei più esilaranti personaggi televisivi degli ultimi anni. Conduce “Scherzi a parte”, partecipa a “Quelli che il calcio” e diviene ospite-commentatore della “Domenica Sportiva”.

V come Via Gluck. E’ solo una via di Milano, ma per tanti ormai quello di via Gluck dove, il 6 gennaio 1938, al numero civico 14, nasceva Adriano Celentano, è un nome mitico, un luogo dell’anima. Si trovava in una zona periferica della città, via Gluck, ma con il tempo era stata inglobata nella metropoli e per l’uomo oramai adulto che torna a visitare i luoghi della propria infanzia non resta che immalinconirsi alla vista di quel gruppo di “…case su case, catrame e cemento…” che ritrova al posto dei luoghi dove bambino aveva giocato spensierato. Abbandonando le scatenate atmosfere rock, Celentano approda ai ritmi più pacati di una nostalgica ballata folk per esprimere, in largo anticipo sulla mania ecologista tanto di moda oggi, una sincera e sentita preoccupazione per l’ambiente.

Fabio Massimo Penna

Ultimo aggiornamento (giovedì 24 maggio 2007)

24/05/2007 – FondazioneItaliani.it