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feb 2 2012

Bruno Perini racconta Adriano Celentano

Memorie di zio Adriano

Mentre la polemica si gonfia e l’attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro “Memorie di zio Adriano”, la biografia non autorizzata del Molleggiato uscita per Mondadori, lo racconta in esclusiva per Affaritaliani.it.

“Non è una novità, Adriano ha fatto spesso beneficenza, sempre in silenzio. Oltre a crederci davvero questa volta ha voluto far capire che il problema per lui, in questo scontro con la Rai, non erano i soldi, ma l’autonomia. Quello su cui proprio non transige è l’avere carta bianca sui contenuti dei suoi interventi televisivi”.

Lei conosce bene la storia di Celentano, che dice, ha sempre avuto questa linea?
“Sempre, da Fantastico a Rock Politik, lui pone queste condizioni: il contenuto dei suoi interventi deve essere libero da qualsiasi controllo. Esattamente la parte del contratto che non accetta è quella sui “testi da concordare” proprio perché la sua conditio sine qua non per comparire davanti alle telecamere è avere massima autonomia; tutti, anche i parenti più stretti, rimangono all’oscuro di quello che dirà o farà fino alla diretta”.

Protagonismo? Amore per la libertà in generale? Che cosa c’è dietro a questo modus operandi?
“Lui ha da sempre a cuore la libertà di stampa e difende l’autonomia professionale degli artisti”.

Come mai la Rai ha ceduto secondo lei?
“Hanno bisogno di lui. Nel mio libro, Memorie di zio Adriano, l’ho chiamato re dell’audience per il potere che ha sul rientro pubblicitario. C’è un episodio indimenticabile nella storia della televisione italiana: accedde proprio durante il Festival di Sanremo condotto da Toni Renis, quando il direttore della rai era Flavio Cattaneo. Quell’anno il Festival si annunciava un flop clamoroso con una media di 6 milioni di spettatori al giorno. Pregarono Adriano di andare, lui accettò e lo fece gratis. Appena fu annunciato in trasmissione si registrò un balzo da 6 milioni a 14 milioni come punta massima, 12 milioni la media della serata. Nessuno lo dice ma Adriano è un business pazzesco per la Rai”.

Ha dimostrato la sua autonomia televisiva anche in altri casi, ci racconta qualche aneddoto?
“Nel 1987, a Fantastico, spostò milioni di spettatori dalla Rai a Canale5 e fece spegnere le tv. Poi il giorno prima del referendum chiese al pubblico di votare contro la caccia con gli slogan “la caccia è contro l’amore”, “io sono il figlio della foca non voglio che mia madre pianga”, venne processato e assolto perché non sapeva che fosse un reato condizionare il voto degli italiani e per la prima volta un tribunale considerò la buona fede. Oppure portò in prima serata Franca Rame che raccontò lo stupro che aveva subito. Fino alla polemica contro Berlusconi a Rock Politik…”

A proposito di Berlusconi, da un sondaggio lanciato su Affaritaliani.it risulta che gli italiani lo hanno eletto icona della sinistra, come mai? Lui era democristiano e cantava Chi non lavora non fa l’amore…
“Da biografo, avendo studiato la sua evoluzione politica oltre che artistica posso confermare che lui nel ’94 era assolutamente berlusconiano. Disse pubblicamente, rivolgendosi al Cavaliere: “Lasciatelo lavorare”. Si era ‘innamorato’ della sua proposta di abbassamento delle tasse e vedeva in Silvio un self made man e una grande novità politica. Poi si è ricreduto, pian piano, con le promesse non mantenute e diversi segnali. Poi si è verificato un fatto scatenante: qualche anno fa la Rai approvò uno sceneggiato su De Gasperi prodotto da Claudia Mori con l’approvazione della figlia di De Gasperi, che avrebbe avuto come regista Liliana Cavani, notoriamente di sinistra. Ma questo, evidentemente, non piacque all’ex premier; Agostino Saccà (responsabile delle fiction) telefonò a Claudia: “Niente Cavani o salta la fiction…”. Il fatto lo fece riflettere, e turbò molto il suo animo sensibile alla libertà di espressione”.

Celentano oggi scrive sui giornali, parla di politica…
“Legge molto. A differenza di una volta, non è più il re degli ignoranti. Editoriali, testi dei suoi interventi… Scrive tutto lui, da solo. Ha contribuito, e non poco, anche alle elezioni di Pisapia: i suoi fans, che spesso non sono di sinistra, lo hanno seguito perché lui ha questa capacità di spostare un intero elettorato”.

Che altro non approvava della linea berlusconiana?
“La sua politica anti-ecologica che ha culminato con il referendum sul nucleare”.

Ma le voci su Celentano in politica, sono plausibili?
“No, non lo farebbe mai. La voce cominciò a girare perché Celentano accettò di andare alla presentazione di un libro di Mario Capanna che ironizzò: “Perché non lo candidiamo a sindaco di Milano?”.

E di Monti che dice lo zio?
“Gli piace, lo trova una persona seria”.

Per tornare a Sanremo, allora non è prevedibile quello che farà?
“Nessuno sa niente. Nessuno. Lui è molto sensibile al tema della crisi, della povertà, della ripresa, delle piccole imprese, come dimostrano i testi dell’ultimo disco. Ma la sua forza sta proprio nella sua imprevedibilità, quindi potrebbe sorprenderci tutti e fare tutt’altro”.

01/02/2012 – Affaritaliani.it


mag 13 2011

Circoli ambiente, Celentano si conferma Re degli Ignoranti

(AGENPARL) – Roma, 13 mag – “Nonostante l’Agcom avesse appena rivolto alla Rai un formale invito a garantire il pluralismo informativo in materia di referendum, ieri ad Annozero abbiamo assistito ad un monologo-comizio dello show-man Adriano Celentano, che si è confermato il ‘Re degli ignoranti’, invitando gli Italiani ad andare a votare contro il nucleare e la privatizzazione della gestione delle risorse idriche. La dose di estremismo è stata ovviamente rincarata dal più fazioso dei conduttori italiani, Michele Santoro, che ha continuato, anche dopo la chiusura della telefonata, ad esaltare Celentano. In un’Italia che diffida dei falsi profeti, il servizio radio-televisivo pubblico, pagato da tutti con il canone, viene puntualmente dato spazio ad un’unica voce, in un monopolio mediatico che dura ormai da cinquant’anni. L’ambientalismo è cambiato, il fondamentalismo sessantottino non è più al passo coi tempi, ai militanti verdi fuori e rossi dentro si è sostituita una maggioranza silenziosa e moderata che guarda alla tutela dell’ambiente nell’ottica dello sviluppo sostenibile”. Sono le dichiarazioni di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente e Portavoce dei Comitati dell’Astensione, che conclude: “Questa mattina abbiamo inviato l’ennesimo esposto all’Agcom ed alla Commissione di Vigilanza Rai contro Annozero. Speranze di esito positivo? Ormai quasi nessuna. Lo squilibrio informativo degli ultimi mesi non può essere recuperato nei pochi giorni che ci separerebbero dal voto, tenendo ben presente che, se verranno approvate le norme del Dl Sviluppo che rendono obsoleto il referendum, la Cassazione non potrà far altro che dichiararlo decaduto”.

13/05/2011 – AgenParl.it


dic 6 2010

Riedizione collana “ADRIANO”: spot ed elenco uscite

Immagine anteprima YouTube

Di seguito, tratto dal sito ufficiale della collana (dal quale si potranno acquistare i singoli album direttamente online, in alternativa alla classica distribuzione nelle edicole), trovate l’elenco delle 14 uscite, in ordine di data:

  • 02/12/2010 – Uscita 01: Io non so parlar d’amore (1999) + cofanetto
  • 09/12/2010 – Uscita 02: Azzurro (1968)
  • 16/12/2010 – Uscita 03: Esco di rado e parlo ancora meno (2000)
  • 23/12/2010 – Uscita 04: Il ragazzo della via Gluck (1966)
  • 30/12/2010 – Uscita 05: Per sempre (2002)
  • 06/01/2011 – Uscita 06: Soli (1979)
  • 13/01/2011 – Uscita 07: C’è sempre un motivo (2004)
  • 20/01/2011 – Uscita 08: Dormi amore la situazione non è buona (2007)
  • 27/01/2011 – Uscita 09: I mali del secolo (1972)
  • 03/02/2011 – Uscita 10: Il re degli ignoranti (1991)
  • 10/02/2011 – Uscita 11: La pubblica ottusità (1987)
  • 17/02/2011 – Uscita 12: Arrivano gli uomini (1996)
  • 24/02/2011 – Uscita 13: Uh… Uh… (1982)
  • 03/03/2011 – Uscita 14: Geppo il folle (1978)

06/12/2010 – Andrea


dic 5 2010

Le grandi canzoni di Celentano per una lunga biografia in musica

IN EDICOLA DA OGGI CON IL «CORRIERE» I QUATTORDICI DISCHI PIÙ SIGNIFICATIVI DEL MOLLEGGIATO

Ogni album con una prefazione d’autore, da Benigni a Fo

MILANO – Potrebbe anche cantare l’elenco telefonico. Qualche anno fa in un’intervista Paolo Conte si espresse così su Adriano Celentano, celebrando la capacità del Molleggiato, così spiegò, di rendere intellegibile qualsiasi testo. Potrebbero sembrare carinerie fra due personaggi che fanno lo stesso mestiere, legati per di più dal fatto che uno è l’autore di uno dei più grandi successi della canzone italiana, «Azzurro», e l’altro è l’interprete che l’ha portato al successo. Conflitto d’interessi a parte, in quel giudizio dello chansonnier astigiano sta la chiave per capire il cantante milanese: uno che con delle «canzonette» in senso leggero è riuscito a far passare di tutto, amore, impegno e nonsense. A partire da oggi si può ricostruire la carriera di Adriano con il Corriere della Sera. Fino al 3 marzo, ogni settimana sarà in edicola con il quotidiano uno dei quattordici album più significativi della carriera dell’artista nato il 6 gennaio 1938. La prima uscita è «Io non so parlar d’amore», album del 1999 che segnò la nascita di un proficuo periodo di collaborazione con Mogol e Gianni Bella: si potrà acquistare in edicola, come tutti gli altri dischi della collana, al prezzo di 9,99 euro oltre al costo del giornale. In omaggio con il primo numero ci sarà anche un cofanetto creato per raccogliere tutte le uscite. Questa collana è la riedizione di una già pubblicata nel 2007 dal Corriere. Per questo ritorno è stata completamente rivisitata la veste grafica ed è stato adottato anche un formato classico, da un volumetto con le dimensioni di un libro si è passati all’ingombro classico dei cd. Per ciascuno degli album di questa collezione, eccezione fatta per l’ultimo «Dormi amore, la situazione non è buona», uscito nel 2008, nel libretto viene anche riproposta la prefazione d’autore di quella prima pubblicazione. Grandi nomi che hanno raccontato il loro modo di vedere Celentano. Quella del primo titolo è a firma di Claudia Mori, un dolce messaggio d’amore per il marito e compagno di avventure artistiche. «Tu sai parlare d’amore a tutti e di questo ne ho sempre un po’ sofferto», gli scrive. Le altre sono di Roberto Benigni, Vincenzo Cerami, Dario Fo, Giuliano Ferrara, Tonino Guerra, Paolo Conte, Fernanda Pivano, Liliana Cavani, Alda Merini, Furio Colombo, Marco Paolini e Walter Veltroni. Con questa selezione di album – mancano alcune cose degli esordi, i live, le colonne sonore e i dischi di cover – la panoramica sulla carriera di Celentano è completa. Riordinando cronologicamente la collana si parte con il 1966 e «Il ragazzo della via Gluck», album che prendeva il titolo dalla canzone che Adriano portò a Sanremo quello stesso anno e che raccoglieva molti pezzi già usciti in precedenza. La title track è un brano che contiene uno dei temi forti del Celentano-pensiero: la sensibilità ecologista colpita dalla cementificazione delle periferia milanese. Canzone tanto forte che nella prefazione Dario Fo se la immagina universale e cantata in dialetto milanese, napoletano e in francese. Proseguendo cronologicamente c’è un altro passo fondamentale: 1969, «Azzurro», il brano scritto da Paolo Conte. Per Benigni una canzone «bella come un chilo di albicocche», così intensa che andrebbe «proibita per legge». Gli anni Settanta sono fotografati da «I mali del secolo» 1972 in cui canta di menzogne, ecologia e droga; «Geppo il folle» 1978colonna sonora dell’omonimo film sulla fama, e «Soli» 1979 dove spicca l’omonima canzone scritta da Cutugno. Gli Anni Ottanta sono rappresentati da «Uh… uh…» 1982, in parte legato al film Bingo bongo, e «La pubblica ottusità» 1987 che esce in parallelo a Fantastico 8, quello del grande successo e delle polemiche per le dichiarazioni sul referendum sulla caccia. Negli Anni Novanta Adriano si definisce «Il re degli ignoranti» 1991, pubblica «Arrivano gli uomini» e con «Io non so parlar d’amore» 1999 apre la collaborazione con Mogol e Gianni Bella che prosegue in ««Esco di rado e parlo ancora meno» 2000, «Per sempre» 2002, «C’è sempre un motivo» 2004 e nell’ultimo capitolo della raccolta «Dormi amore, la situazione non è buona» del 2007. A. Laf. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Le date Da oggi «Io non so parlar d’amore» (prefazione Claudia Mori) Dal 9 dicembre «Azzurro» (Roberto Benigni) Dal 16 dicembre «Esco di rado e parlo ancora meno» (V. Cerami) Dal 23 dicembre «Il ragazzo della via Gluck» (Dario Fo) Dal 30 dicembre «Per sempre» (Giuliano Ferrara) Dal 6 gennaio «Soli» Tonino Guerra Dal 13 gennaio «C’è sempre un motivo» Paolo Conte **** Le date Dal 20 gennaio «Dormi amore la situazione non è buona» Dal 27 gennaio «I mali del secolo» Fernanda Pivano Dal 3 febbraio «Il re degli ignoranti» Liliana Cavani Dal 10 febbraio «La pubblica ottusità» Alda Merini Dal 17 febbraio «Arrivano gli uomini» Furio Colombo Dal 24 febbraio «Uh… Uh…» Marco Paolini Dal 3 marzo «Geppo il folle» Walter Veltroni.

Laffranchi Andrea

02/12/2010 – Corriere della Sera


nov 28 2008

Celentano: sì, sono un animale (che non può vivere in gabbia)

LA NUOVA RACCOLTA: ESCE L’ALBUM CON L’INQUIETANTE «SOGNANDO CHERNOBYL»

«Ecco il mio grido disperato per come vanno le cose sulla Terra»

MILANO — Celentano è un animale. È lui a definirsi così e a dare questo titolo a una doppia raccolta, «L’animale» appunto, in uscita venerdì. Un cd contiene canzoni d’amore, il secondo quelle impegnate. Doppia anima anche per la copertina con due immagini sovrapposte: la foto di Adriano e un autoritratto in versione animalesca. L’idea del titolo, confessa Celentano, è di Jovanotti: «Forse Lorenzo ha visto in me l’istinto della “salvaguardia” della specie e del territorio». A quale bestia si sente di assomigliare? «Tranne le zanzare, vorrei essere tanti animali perché ognuno ha una ragione per esistere. Per il mio forte senso di libertà e ribellione mi piacerebbe essere una rondine e tutti quegli animali che non possono vivere in gabbia».

Fra i tanti classici sono due le novità della raccolta. Una cover di «La cura» di Franco Battiato e l’inedita «Sognando Chernobyl», brano ecologista e apocalittico. «”La cura” è la più bella canzone d’amore e spiritualità. Battiato parla di un amore fatto di sentimenti apparentemente meno passionali – come la tenerezza, prendersi cura della persona amata, proteggerla fino a credere di riuscire a non farla invecchiare – mentre sono la forza dell’amore vero. Franco è uno dei miei preferiti con De Andrè. Credo che ci unisca la ricerca di sperimentare, di essere quelli che siamo».

«Sognando Chernobyl» sembra la versione aggiornata del «Ragazzo della via Gluck» che in tempi non sospetti lanciò l’allarme cementificazione. «È l’ennesimo grido disperato e incazzato, forse anche utopistico visto come vanno le cose, per tentare di far capire fino a che punto l’uomo e la sua sete di potere malato potrebbero distruggere il Pianeta. Sono sempre stato ottimista nella mia vita ma oggi è difficile. Quando iniziai a “cantare” i miei timori per la cementificazione indiscriminata e iniqua, tentando di evidenziare il pericolo di violenza e ingiustizia che tutto questo avrebbe portato, incluse le malattie per l’inquinamento, non fui preso seriamente ma come un simpatico cantante un po’ esuberante con il “vizio” di scherzare su tutto. Anche su temi sui quali non avevo il diritto e la conoscenza (o forse la cultura?!) per trattarli. Infatti oggi si vede chi avrebbe dovuto occuparsi di questi problemi con quanta serietà e onestà lo ha fatto e lo sta facendo! “Sognando Chernobyl”è la continuazione anche del “Mondo in Mi7a”, “Svalutation”, “Il re degli ignoranti”, “I want to know”, “Miseria nera”… includo anche il film
Yuppi Du, che ho voluto scrivere e realizzare per gli stessi motivi. Purtroppo però l’uomo non è un Animale. È “soltanto” feroce e stupido ».

Con un anteprima video prima e con la versione integrale che sarà in rete da oggi ha usato internet per lanciare «Sognando Chernobyl ». Adriano spiega così il suo rapporto con la rete: «Le radio non la avrebbero suonata. Hanno altre logiche… che in parte per me sono oscure. La Rete mi ha permesso di far conoscere questa canzone. Dura 10 minuti e 40″ e le radio, si sa, non hanno pazienza. Ho un buon rapporto con la Rete. Sono portato per natura a guardare al futuro e le innovazioni mi piacciono. Non so se Internet sia il vero luogo della democrazia ma qualcosa di molto simile, sì».

A cavallo fra gli Anni 60-70 le canzoni hanno contribuito al cambiamento sociale. Oggi non sembrano più avere la stessa forza. «Anche io credo che allora sia andata così e che oggi si sia persa la voglia e il coraggio di riaffrontare certi problemi che stanno sotto gli occhi di tutti.

Forse siamo più cinici ed egoisti, ma non i ragazzi. Io ripongo in loro tutta la mia speranza affinché trovino la forza di cambiare questo mondo ingiusto che non va per niente bene ».
Celentano è anche uomo di tv. Come vede lo stato di salute della Rai? «Guardando la maggior parte dei programmi non è buono. Però la Rai avrebbe tutto per “guarire”, ha cultura, storia, esperienza. E, soprattutto, può guarire rimanendo una televisione pubblica. Certo lo spettacolo politico di questi giorni tra Vigilanza e Cda in scadenza che non “scade” mai è la dimostrazione che la malattia della Rai rischia di diventare cronica». La rivedremo su Raiuno? «Per il mio ritorno in tv, ancora non ho deciso».

Andrea Laffranchi

28/11/2008 – Corriere della Sera


set 5 2008

A Venezia Celentano a ruota libera su Alitalia, Pincio e Expo

La conferenza stampa per la presentazione del restauro di ‘Yuppi Du’, film del 1975 scritto e diretto da Adriano Celentano, si trasforma in commento sull’economia, la politica e l’attualità da parte di un ‘molleggiato’ che va a ruota libera su tutto. Presenti in sala lo stesso Celentanto in ottima forma, camicia nera e occhiali da sole, l’a.d. Di Sky Italia (che ha restaurato il film), Tom Mockridge e Marco Muller.

Sulla scia del messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è complimentato oggi con il festival per l’attenzione riservata dal cinema alle morti sul lavoro, Celentano ha dedicato ‘Yuppi Du’ a Graziano Alonso, caduto sul lavoro. “Graziano – ha spiegato Celentano – è morto annegato nelle acque gelide del Ticino mentre giravamo il film. Cademmo da una zattera e purtroppo per Graziano non ci fu nulla da fare. Sono sicuro che ci guarda e ci sta sorridendo”.

Sulle ‘morti bianche’ poi ha aggiunto: “Yuppi Du è un grido di gioia – spiega – ma anche di dolore. Di dolore verso la violenza alle donne e le morti sul lavoro. A volte la morte di un lavoratore è imputabile alla noncuranza del datore di lavoro, a volte alla negligenza del lavoratore stesso. In ogni caso, è compito del datore di lavoro vigilare anche sull’operaio pigro. Forse la vita per qualche imprenditore non ha molto valore”.

Stimolato dalle domande dei giornalisti, ‘il Re degli Ignoranti’ risponde anche sulla vicenda Alitalia. “E’ una domanda difficile – osserva – ma la risposta a questa domanda è commisurata alla mia ignoranza. Da uomo di strada – prosegue – non potrei che gioire se l’Alitalia risorgesse. Sospetto però che questa nuova cordata di imprenditori non sia proprio pura. Sarebbe grave – affonda il Molleggiato – se gli imprenditori avessero realizzato la cordata per ottenere una sorta di scambio con la politica. Come dire: ‘Noi salviamo l’Alitalia in cambio di condizioni migliori per le concessioni autostradali e il pieno lavoro sull’Expo di Milano”.

Nell’opinione di Celentano il sospetto sarebbe suffragato “da segnali troppo evidenti”.

Si passa, quindi, alla devastazione ambientale e da Venezia si arriva a Roma.

“La follia della devastazione di un pezzo di storia di Roma sul Colle del Pincio per costruire un parcheggio per 700 auto è incredibile, pare che l’inventore di questa mostruosità sia un certo Chicco Testa, certo che dopo questa idea gli è rimasto solo il chicco. Assistiamo a un dilagare dei genitori di Frankestein, la Moratti e Formigoni, figli del vertice politico degenerato, alla cui testa non c’è solo Berlusconi ma anche Veltroni”.

Celentano ricorda poi che all’epoca dell’amministrazione Veltroni a Roma, Alemanno si oppose. “Mentre oggi che il sindaco è proprio Alemanno – osserva – ha cambiato idea. La sinistra è d’accordo con la destra e magari sono già al lavoro per progettare un mega parcheggio sotto la laguna”.

E a Venezia il ‘Molleggiato’ dichiara tutto il suo amore. Del resto ‘Yuppi Du’ ha come location proprio la città lagunare. “Venezia è la città più bella del mondo prima o poi dovrò prendere un monolocale qui. E’ la mia amante visto che la moglie già ce l’ho. Venezia è il testimone, la più grande protesta contro l’avanzare del brutto nel mondo”.

Sono 30 minuti di conferenza stampa che volano tra le numerose domande dei giornalisti. Ma Celentano, celebre per le pause infinite, scherza: “Spero bastino, ma 25 minuti andranno via per le pause”. Dopo l’excursus politico si torna al cinema.

L’Adriano nazionale rivela che fu Claudia Mori a suggerire Charlotte Rampling, come protagonista. “Il merito fu di Claudia nello scegliere Charlotte. Io l’avevo vista ne ‘Il portiere di notte’. Volli incontrarla per farle leggere il copione e a lei piacque molto”. Adriano Celentano regista potrebbe tornare. “Mi piacerebbe fare un film sulla resurrezione di Gesù”.

L’a.d. di Sky Italia Tom Mockridge, in conferenza stampa, ha sottolineato la gratitudine a Celentano per avere partecipato al restauro di ‘Yuppi Du’, che gli abbonati di Sky Cinema Mania e Sky Cinema Hd, potranno vedere dal 12 settembre.

Anche il direttore della Mostra del Cinema di Venezia , Marco Muller si è unito ai ringraziamenti ricordando che Adriano Celentano è stato uno dei primi ad affrontare l’argomento della ‘morti bianche’. “Il primo – ha ribadito – ad avere messo il dito sulla piaga. Ha avuto un bel coraggio”.

04/09/2008 – RaiNews24


set 4 2008

Celentano attacca tutti: «Veltroni e Berlusconi degenerati»

L’ARTISTA AL LIDO PER IL RESTAURO DI “YUPPI DU”

Il Molleggiato: «Il parcheggio del Pincio? Una mostruosità. Su Alitalia niente scambi di favori»

DAL NOSTRO INVIATO
VENEZIA – Adriano Celentano, camicia scura e occhiali da sole, in mezz’ora regala una scarica di energia nell’atmosfera sonnolenta in cui versava il festival. Arrivato alla Mostra del cinema di Venezia per il restauro del suo film “Yuppi Du”, il Molleggiato, davanti alla platea dei giornalisti, con la moglie Claudia Mori in prima fila, scherzando aveva promesso venticinque minuti di pause. E invece ha toccato, a modo suo, tutta l’attualità politica italiana, e non solo.

ALITALIA – Stimolato dalle domande, «il Re degli Ignoranti’ ha risposto anche sulla vicenda Alitalia. «E’ una domanda difficile, ma la risposta a questa domanda è commisurata alla mia ignoranza. Da uomo di strada – ha proseguito – non potrei che gioire se l’Alitalia risorgesse». Intanto la cordata che si prende carico dell’Alitalia «non è proprio pura. Dietro questa operazione non vorrei ci fosse uno scambio degli imprenditori con la politica. Uno scambio per ottenere migliori concessioni autostradali e, soprattutto, il pieno degli appalti dell’Expo del 2015». Nell’opinione di Celentano il sospetto sarebbe suffragato «da segnali troppo evidenti».

PINCIO – Si passa, quindi, alla devastazione ambientale e da Milano si arriva a Roma. «Il parcheggio sotto il Pincio è la devastazione di un pezzo di storia – ha detto Celentano -. Il tutto per costruire un parcheggio per 700 macchine. L’inventore di questa geniale mostruosità pare sia un tale che si chiama Chicco Testa, tanto è vero che dopo quest’idea pare gli sia rimasto solo il chicco… Prima Alemanno si oppose con forza a questa idea quando a portarla avanti era Veltroni. Ora invece ha cambiato idea».

IL VERTICE POLITICO – «Viviamo in un periodo in cui c’è il dilagare dei genitori di Frankestein: come Formigoni e la Moratti. Ma loro sono figli di un vertice politico degenerato capeggiato da Berlusconi. Ma purtroppo al vertice c’è anche il nome di Veltroni che, ad esempio definì il parcheggio del Pincio l’operazione urbanistica più importante degli ultimi anni. Non mi meraviglierei se mi dicessero che, la sinistra d’accordo con la destra sta progettando un parcheggio sotto la laguna». E ancora l’Expò di Milano che teme si risolverà in «una gara a chi piazza più cemento, mentre potrebbe essere una grande opportunità per “vendere” il Belpaese».

MORTI SUL LAVORO – In precedenza sulla scia del messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che si è complimentato con il festival per l’attenzione riservata dal cinema alle morti sul lavoro, Celentano dedica «Yuppi Du» a Graziano Alonso, caduto sul lavoro. «Graziano – ha spiegato Celentano – è morto annegato nelle acque gelide del Ticino mentre giravamo il film. Cademmo da una zattera e purtroppo per Graziano non ci fu nulla da fare. Sono sicuro che ci guarda e ci sta sorridendo». Sulle «morti bianche» poi aggiunge: «Yuppi Du è un grido di gioia – spiega – ma anche di dolore. Di dolore verso la violenza alle donne e le morti sul lavoro. A volte – continua – la morte di un lavoratore è imputabile alla noncuranza del datore di lavoro, a volte alla negligenza del lavoratore stesso. In ogni caso, è compito del datore di lavoro vigilare anche sull’operaio pigro. Forse la vita per qualche imprenditore non ha molto valore».

IL CINEMA – Dopo l’excursus politico si torna al cinema. L’Adriano nazionale rivela che fu Claudia Mori a suggerire Charlotte Rampling come protagonista di Yuppi Du. «Io l’avevo vista ne “Il portiere di notte”. Volli incontrarla per farle leggere il copione e a lei piacque molto».

VENEZIA – Infine l’apprezzamento per la città lagunare: prima o poi comprerà «un monolocale a Venezia. È la più bella città del mondo, è la mia amante, perché la moglie ce l’ho già. Venezia – ha aggiunto – è testimone della più grande protesta contro l’avanzare del brutto». È troppo affollata di turisti? «Come si fa a dire a tutta quella gente non venite che io devo passeggiare», ha concluso tra gli applausi.

04/09/2008 – Corriere della Sera


feb 21 2008

1957-2007: Adriano e la Storia

Pubblichiamo questo simpatico ed interessante accostamento/intreccio, anno per anno, tra la Storia e l’impressionante carriera del nostro Adriano Celentano, lunga ben mezzo secolo.
Il tutto ovviamente da aggiornare coi prossimi eventi e i futuri lavori del Molleggiato, vulcano imprevedibile e in piena attività, sempre pieno di idee e ricco di sorprese!

Sottolienamo che il lodevole lavoro è stato svolto dal nostro amico Stefano (alias melino10).


  1. Nasce la Fiat 500.
    Adriano debutta al Palazzo del Ghiaccio.
  2. Viene scoperta Mina, dilettante diciotenne, da Natalino Otto.
    Adriano con la “Music” pubblica i primi 45 giri.
  3. Inizia la commercializzazione della Barbie.
    Adriano incide Il ribelle, prima canzone scritta da lui e raddoppia il successo con Il tuo bacio è come un rock (vende 300.000 copie solo nella prima settimana e vince il Festival d’Ancona).
  4. Muore Fausto Coppi.
    Adriano partecipa al film La dolce vita di Fellini.
  5. Primo concerto dei Beatles nel famoso locale Cavern Club.
    Adriano partecipa al Festival di Sanremo con 24.000 baci arriva secondo.
  6. Esce in edicola il primo numero del fumetto Diabolik.
    Adriano fonda il Clan Celentano.
  7. Il Milan vince per la prima volta la Coppa dei Campioni ed è la prima squadra italiana a riuscirci.
    Adriano canta Grazie prego scusi.
  8. Dagli stabilimenti di Alba in Piemonte esce il primo vasetto di Nutella.
    Adriano rifiuta l’offerta di Frank Sinatra per un tour negli Stati Uniti.
  9. Viene assasinato Malcom X.
    Adriano incide Sono un simpatico.
  10. Primo impianto di cuore artificiale in un organismo umano.
    Adriano viene eliminato dal Festival di Sanremo con Il ragazzo della via Gluck che avrà però un clamoroso successo di vendite diventando così la sua canzone per eccelenza.
  11. Luigi Tenco si spara nella sua stanza d’albergo.
    Adriano incide La coppia più bella del mondo scritta da un giovane avvocato astigiano di nome Paolo Conte.
  12. Il terremoto del belice in Sicilia causa la morte di 370 persone.
    Adriano incide Azzurro.
  13. L’uomo sbarca sulla Luna.
    Adriano incide Storia d’amore.
  14. L’Italia batte la Germania 4 a 3 in qualla che verrà definita la partita di calcio del secolo.
    Adriano vince il Festival di Sanremo con Chi non lavora non fa l’amore.
  15. 5 maggio a Palermo: il procuratore della Repubblica Pietro Scaglione viene ucciso per ordine dei corleonesi di Totò Riina, questo omicidio è il primo della guerra di scoraggiamento allo Stato operata dai corleonesi, che si protrarrà fino a le straggi di Capaci e di via D’Amelio.
    Adriano partecipa a Sanremo con Sotto le lenzuola.
  16. Esce il film Il Padrino.
    Adriano si inventa una lingua tutta sua con Prisencolinensinainciusol.
  17. Martin Cooper effetua la prima telefonata con un telefono cellulare portatile.
    Adriano incide L’unica chance.
  18. Arrestato il boss mafioso Luciano Liggio.
    Adriano: esce Bellissima.
  19. La Fiat sospende la produzione della 500, iniziata nel 1957.
    Adriano pubblica il film Yuppi du.
  20. Corrado inventa Domenica in.
    Adriano affronta tematiche sociali con Svalutation.
  21. Muore a 53 anni Maria Callas.
    Adriano è il primo cantante ad esibirsi in uno stadio per un concerto.
  22. Ultima apparizione televisiva di Mina.
    Adriano incide Ti avrò.
  23. Prendono il via le trasmissioni della terza rete Rai.
    Adriano incide Soli e porta negli stadi dalle 45.000 persone di Torino alle 65.000 di Napoli.
  24. Terremoto dell’Irpinia: 3.000 morti.
    Adriano: esce Un po’ artista un po’ no.
  25. Nevica a Palermo e in Sicilia.
    Adriano canta Deus.
  26. Esce l’album più venduto al mondo, thriller di Michael Jackson con 105 milioni di copie vendute.
    Adriano scala le vette di incassi con il film Bingo bongo e pubblica un libro autobiografico intitolato Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai.
  27. Viene arrestato Tortora per associazione camorristica; tre anni dopo verra’ assolto.
    Adriano incide l’album Atmosfera.
  28. Maradona passa al Napoli.
    Adriano pubblica I miei americani….
  29. Terremoto in Città del Messico: 9.000 vittime.
    Adriano: è l’anno di Joan Lui.
  30. Berlusconi compra il Milan.
    Adriano: esce I miei americani 2.
  31. Il Napoli vince il suo primo Scudetto.
    Adriano cambia il modo di fare televisione con il suo Fantastico 8.
  32. Più di 300 mandati di cattura tra Napoli, Palermo e New York nell’ambito dell’indagine congiunta tra FBI e polizia italiana denominata “Pizza Connection”.
    Adriano dal 1987 al 1990 non produce album comunque esce Antologia 57-87 (6 dischi).
  33. Cade il Muro di Berlino che divideva la città dal 1961.
    Adriano non pubblica nessun disco e nessun film; da ricordare solo la presenza della figlia Rosita al Festival di Sanremo e la canzone di Gigi Sabani La fine del mondo dove viene citato Celentano.
  34. Viene liberato Nelson Mandela dopo 25 anni di carcere.
    Adriano: la figlia Rosalinda partecipa al Festival di Sanremo non riscuotendo molto successo.
  35. Fra l’Italia e l’Austria viene ritrovata la mummia del Similaun, più familiarmente chiamato Otzi, vissuta 5.000 anni fa.
    Adriano vende più di 500.000 copie con l’album Il re degli ignoranti e nello stesso anno è da ricordare la trasmissione Notte Rock, dove si fa intervistare da Enzo Biagi.
  36. 23 maggio, strage di Capaci: sull’autostrada che collega Palermo all’aeroporto di Punta Raisi esplode una carica di tritolo che uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta.
    Adriano va in tv con la sua trasmissione Svalutation, dopo ben 4 anni da Fantastico; lo show andrà in onda in due puntate su Raitre condotte assieme a Bruno Gambarotta.
  37. 14 maggio, Roma: esplode un’autobomba in via Fauro, nel quartiere Parioli, al passaggio di un’auto con a bordo Maurizio Costanzo e Maria De Filippi. Nessuna vittima.
    Adriano: nasce il Fansclub I figli della foca.
  38. 1 maggio: durante il Gran Premio di San Marino di Formula 1 muore in un tragico incidente il pilota brasiliano Ayrton Senna.
    Adriano torna con un album molto particolare: Quel Punto. Il testo dell’omonima canzone è fortemente criticato per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali).
  39. 30 agosto, Stati Uniti: dopo 18 anni viene ripristinata la pena di morte nello Stato di New York.
    Adriano: esce Alla corte del Remix.
  40. Un incendio distrugge il Teatro La Fenice di Venezia.
    Adriano produce l’album Arrivano gli uomini con tanto di videoclip mandato in onda su Raiuno. L’album non supera le 150.000 copie vendute nonostante il battage pubblicitario.
  41. In Italia entra in vigore la Legge sulla privacy.
    Adriano si esibisce davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l’occasione anche dei suoi vecchi brani come: Pregherò, cover dell’americana Stand by me di Ben E. King, Disse e Ciao ragazzi.
  42. 13 ottobre: durante una puntata del programma televisivo Porta a Porta che celebra il ventennale del suo pontificato, Giovanni Paolo II interviene a sorpresa in collegamento telefonico.
    Adriano incide un album con Mina, altra grande cantante e amica di sempre che assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera. Il disco ha un enorme successo con 1.600.000 copie vendute.
  43. Los Angeles: il film La vita è bella di Roberto Benigni è pluripremiato alla 71esima edizione degli Academy Awards con tre Oscar: miglior film straniero, migliore colonna sonora e miglior attore protagonista. Benigni è il primo attore non anglosassone ad essere premiato con la statuetta del migliore attore protagonista.
    Adriano: esce Io non so parlar d’amore che vende oltre 2.000.000 di copie; l’album è considerato una perla da critici e fans.
  44. Va in onda su Canale 5 la prima puntata del nuovo reality show Il Grande Fratello condotto da Daria Bignardi.
    Adriano pubblica Esco di rado e parlo ancora meno, altro grande successo (1.800.000 copie).
  45. Quattro gruppi di terroristi islamici, coordinati tra di loro, dirottano aerei di linea e si dirigono verso quattro obiettivi, colpendone tre: il Pentagono a Washington ed entrambe le Torri Gemelle di New York. Queste ultime implodono dopo meno di un’ora di incendi devastanti. Complessivamente in questi quattro attacchi muoiono più di 3.000 persone. La data dell’11 settembre 2001 verrà ricordata in seguito come quella del più grande attentato terroristico di tutti i tempi.
    Adriano: esce la raccolta Il cuore, la voce.
  46. Ucciso a Cogne (Aosta) il bambino Samuele Lorenzi, di soli 3 anni. Il delitto desta grande clamore e suscita emozione in tutto il paese.
    Adriano: è la volta di Per sempre, il terzo album consecutivo elaborato con il team Mogol-Bella. I dati di vendita sfiorano il milione di copie. L’album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l’anno da tre singoli (Confessa, Mi fa male e Per sempre) che restano in classifica per molto tempo.
  47. 5 giugno: da oggi, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, i cittadini residenti all’estero possono esercitare il diritto di voto per corrispondenza, senza dover rientrare in patria.
    Adriano: esce il cofanetto TRE.
  48. Un terremoto, con conseguente maremoto di proporzioni devastanti (forza pari a 8,9 gradi della scala Richter), con epicentro al largo di Sumatra (Oceano Indiano), sconvolge una vastissima area del Sud-Est Asiatico, dalle coste della Thailandia e dell’Indonesia fino allo Sri Lanka e parte dell’Africa (ad oltre 4.500 km di distanza). L’ondata anomala, generata dal terremoto, si abbatterà per centinaia di metri nell’entroterra e sulle coste, causando oltre 400.000 vittime tra morti e dispersi.
    Adriano: è la volta di C’è sempre un motivo, album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone “Il ragazzo della via Gluck” con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani. È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock fino ad arrivare al jazz.
  49. Muore Papa Giovanni Paolo II.
    Adriano va in onda su Raiuno col contestatissimo show televisivo Rockpolitik. Lo show segna record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate. Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2° puntata con oltre 16 milioni di spettatori.
  50. 9 luglio: l’Italia vince in Germania, per la quarta volta, la Coppa del Mondo di calcio battendo la Francia 5-3 ai rigori, dopo l’uno pari dei supplementari. Decisivo il rigore di Fabio Grosso.
    Adriano lancia una mega raccolta (cofanetto di tre cd) che raccoglie 42 canzoni dal 1957 ad oggi. Nella raccolta è presente anche l’inedito duetto con Paul Anka nel rifacimento della canzone Diana, diventata ora Oh Diana con testo in italiano di Mogol e dello stesso Celentano.
  51. In occasione del derby calcistico Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie che porta alla morte dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.
    Adriano pubblica Dormi amore, la situazione non è buona, compie 70 anni e 50 di carriera.
  52. ? (continua…)

Andrea


feb 9 2008

Il 6 gennaio di 70 anni fa nasceva Adriano Celentano. Ha venduto 180 milioni di dischi

“«Il ragazzo della Via Gluck», presentato al festival di San Remo del 1966, non riesce a qualificarsi per la serata finale. Avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad Azzurro) la sua canzone per eccellenza”

In occasione del suo settantesimo compleanno, abbiamo deciso di pubblicare la bibliografia del «Molleggiato», estratta perlopiù da Wikipedia, che gli dedica qualcosa come quindici cartelle di testo e tutta la produzione artistica.
Uno dei meriti maggiori che gli viene riconosciuto è quello di essere stato uno dei primi musicisti italiani a capire che qualcosa, nel mondo della musica e del costume, stava cambiando.
Erano gli anni in cui dall’America, sull’onda del boogie-woogie imperante dell’immediato dopoguerra, arrivava un nuovo tipo di musica, sfrenata e di grande appeal soprattutto per i giovani di allora. Celentano capisce che quella è la sua musica.
Ma il suo successo è dovuto anche a un altro aspetto, oggettivo. Anche coloro che condividono poco o nulla del pensiero di Celentano, lo considerano uno dei più grandi musicisti di musica leggera del mondo per la semplice ragione che da sempre ne amano i suoi pezzi.

Adriano nasce a Milano il 6 gennaio 1938, al numero 14 di via Gluck. I suoi genitori sono pugliesi di Foggia, trasferitisi al nord per lavoro. A Milano Adriano trascorre l’infanzia e l’adolescenza, trasferendosi con la famiglia nel 1951 in via Correnti; lasciata la scuola dell’obbligo, svolge diversi lavori, l’ultimo e il più amato è quello di orologiaio che tutt’ora nel tempo libero si diletta a proseguire.

Nello stesso periodo inizia ad interessarsi di musica, in particolare del rock ‘n roll, che, come molti altri giovani italiani, inizia a conoscere nel 1955 con l’arrivo in Italia del film Blackboard Jungle. Nella colonna sonora c’è una canzone intitolata «Rock around the clock», cantata da un cantante sconosciuto in Italia, Bill Haley, accompagnato dal suo complesso, i Comets, e Celentano (come altri giovani) rimane folgorato, decidendo di voler anche lui diventare un cantante rock.

Forma di lì a poco un gruppo, i Rock Boys, costituito da quattro suoi amici, i tre fratelli Ratti alla batteria, al basso e alla chitarra (Marco, il bassista, diventerà in seguito un celebre contrabbassista jazz, oltre che musicista con Ivan Della Mea) e Ico Cerutti (torinese trasferito da poco a Milano con la famiglia) alla seconda chitarra. È con questa formazione che, dopo aver preparato alcuni brani di rock ‘n roll americani (cui Celentano, non sapendo l’inglese, cambia le parole), i Rock Boys debuttano nel 1956 all’Ancora, locale di Milano, per poi passare in breve tempo al Santa Tecla, molto più noto, ma continuando anche ad esibirsi in altri teatri di Milano.

In uno di questi, il teatro Smeraldo, alla fine del 1956, Celentano e i Rock Boys conoscono un complesso di rock’n'roll che arriva da Roma. Sono un gruppo di fratelli guidati dal più giovane, il quindicenne Antonio Ciacci, ed uno di essi, il chitarrista Enrico, si mette in evidenza come il più dotato di tecnica musicale (anni dopo, Celentano ritroverà Antonio, diventato nel frattempo Little Tony).

Intanto si è aggiunto ai Rock Boys il pianista Enzo Jannacci proveniente dai Rocky Mountains (il gruppo che accompagna Tony Dallara) e che è stato presentato a Celentano da Pino Sacchetti, sassofonista amico di Jannacci. In questi primi spettacoli Celentano mischia alle canzoni intermezzi di cabaret (con l’imitazione di Jerry Lewis) e di ballo. Lascia ai musicisti lo spazio per suonare, mentre lui balla in maniera dinoccolata e snodata.

Celentano conosce anche un ballerino, Alberto Longoni, che si esibisce con il nome d’arte di Torquato il Molleggiato (anni dopo diventerà famoso come Jack La Cayenne), e spesso lo porta con il gruppo durante le esibizioni: un giorno, annunciato in cartellone, Longoni non si presenta ad una serata perché bloccato dalla Polizia, e Celentano balla al suo posto, diventando lui Il Molleggiato.

Il coreografo e ballerino Bruno Dossena (che morirà tragicamente in un incidente stradale l’anno dopo) ha l’idea di organizzare un festival del rock ‘ roll italiano a Milano (lo chiama «Primo Festival», anche se in realtà quella sarà l’unica edizione). Si tiene il 18 maggio del 1957 al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi e vi partecipano molti gruppi, per lo più milanesi, tra i quali ricordiamo Tony Renis, Betty Curtis, Tony Dallara e i Rocky Mountains, Clem Sacco, Giorgio Gaber, Guidone e Little Tony and his brothers; ognuno di essi ha alcuni minuti a disposizione, per presentare tre o quattro canzoni (molto brevi, raramente raggiungono i due minuti di durata).

È lo stesso Dossena che nei giorni precedenti, invita Celentano a partecipare con il suo gruppo.
A proposito di questa esibizione, sono nate alcune leggende metropolitane, forse per la cattiva memoria di alcuni protagonisti, che vanno smentite. La prima è che tra i Rock Boys ci fosse anche Luigi Tenco al sax, perché Tenco, in quel periodo è ancora a Genova, dove suona nel «Modern Jazz Group di Mario De Sancita». Solo nel 1958 Tenco si trasferirà a Milano, dove conoscerà Gaber e dove formerà «I Cavalieri».

La seconda è che Gaber si fosse esibito suonando nel gruppo di Celentano (mentre invece si esibì per conto suo come solista, ed entrò solo in seguito nei Rock Boys). La terza, legata alle precedenti, è che gli autori del testo di una delle canzoni cantate da Celentano, Ciao ti dirò, siano lo stesso Tenco e Gaber: anche questo non è possibile per i motivi scritti prima, ed inoltre lo stesso autore della musica, Gian Franco Reverberi, ha sempre affermato che il testo fosse di Giorgio Calabrese, che a sua volta ha polemizzato spesso su questo argomento con lo stesso Gaber.

Comunque, cantando tra le altre anche questa canzone, Celentano vince il 1° festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano. Tra il pubblico è presente il discografico Walter Guertler, che gli propone un contratto discografico per una delle sue etichette, la Music, che infatti pubblicherà nella primavera del 1958 le prime incisioni di Cementano. Tutte cover di brani di rock ‘n roll americani usciti su quattro 45 giri (e raccolti in due extended playing) di scarso successo, al punto da diventare delle vere e proprie rarità discografiche.
I giornali del giorno dopo parlavano della vittoria di Cementano. La Notte del 19 maggio 1957, riportando la cronaca di presunti incidenti avvenuti al Palaghiaccio, intitolava «Palazzo del Ghiaccio devastato dal nuovo divo del rock’n'roll», mentre sul Corriere della Sera Giorgio Bocca scrisse un articolo molto duro contro la nuova moda giovanile importata dall’America.

Nel frattempo, subito dopo la vittoria, vi sono state due defezioni nei Rock Boys. Ico Cerutti lascia il gruppo per dedicarsi al jazz (entra infatti nell’orchestra di Franco Cerri con Renato Sellani, e ritornerà in contatto con Celentano anni dopo quando si dedicherà alla carriera di cantante), ed uno dei fratelli Ratti, il batterista, si ritira dalla musica; i due vengono sostituiti dal batterista Flavio Carraresi (fiorentino, anche lui di formazione jazz) e da Gaber, portato nel gruppo dall’amico Jannacci.

Ma il 1957 è un anno importante per Celentano anche per un altro motivo. Conosce infatti Miki Del Prete, che negli anni diventerà uno dei suoi più preziosi collaboratori, nonché spesso autore di testi. Del Prete è pugliese come Celentano, figlio del calciatore del Bari Mario Del Prete, e si è trasferito in Lombardia quando il padre è stato ceduto al Como. Amico di Dossena, è anche lui un ballerino di rock ‘n roll, e l’amicizia tra Del Prete e Celentano nasce quando Miki riesce ad organizzare due settimane di ingaggio per il vincitore del Festival del Rock ‘n Roll italiano nell’estate del 1957, una al Morgana di Sanremo ed una al Muretto di Alassio. Celentano e i Rock Boys cantano gratis, in cambio di due settimane di villeggiatura pagata, e da quel momento nasce l’amicizia tra i due tutt’ora reciproca.

Nel 1958 la Music pubblica i primi 45 giri di Celentano. Per il momento Guertler preferisce che il cantante incida cover di rock ‘n roll americani (Rip it up, Jailhouse rock, Tutti frutti e Blueberry hill tra gli altri), tralasciando le sue compo-sizioni in italiano. Ma, visto il successo pressoché nullo di questi quattro 45 giri, Guertler decide di dirottare il cantante alla sua nuova etichetta, la Jolly, e di consentirgli di incidere anche brani in italiano. I primi (Buonasera signorina e La febbre dell’hoola hop) sono inseriti come lati B di brani ancora in inglese, ma finalmente nel gennaio del 1959 viene pubblicata Ciao ti dirò, la canzone con cui ha vinto il festival del rock’n'roll italiano (ormai due anni prima); da ricordare che a novembre del 1958 la canzone è già stata pubblicata dalla Dischi Ricordi nell’interpretazione di Giorgio Gaber, e che presto seguiranno altre incisioni da parte di Ricky Gianco, Guidone ed altri interpreti.

Il disco che però riscuote successo è il seguente, Il ribelle, che è anche il primo brano pubblicato scritto da Celentano (per la musica); successo replicato nell’estate da Il tuo bacio è come un rock, brano con cui il 13 luglio 1959 Celentano vince il Festival di Ancona e che vende, nella prima settimana, ben 300.000 copie (come riportano i dati di Musica e dischi di quell’anno).

In questo disco suona, per l’ultima volta, la chitarra ritmica Giorgio Gaber. Infatti sia per la sua attività da solista che per quella in duo con Jannacci (i due hanno iniziato ad incidere insieme con lo pseudonimo I Due Corsari) Gaber dedide di abbandonare i Rock Boys, imitato sia dal batterista Carraresi che dai due fratelli Ratti (i tre si dedicheranno al jazz, ma Carraresi avrà anche una certa fortuna negli anni sessanta come cantante e, in seguito, come autore di sigle di cartoni animati giapponesi).
Celentano (che, comunque, in sala di registrazione spesso si affida ai musicisti della Jolly) deve quindi trovare un nuovo gruppo di accompagnamento per i concerti: ingaggia quindi un giovane batterista mantovano, Gianni Dall’Aglio (soprannominato Cocaina perché i genitori gestiscono una drogheria), che suona negli Original Quartet, e con Jannacci alle tastiere, suo nipote Gino Santercole alla chitarra e Domenico Pasquadibisceglie detto Dino al basso e Giorgio Benacchio (nei dischi dell’epoca a volte il cognome è scritto Bennacchio) alla seconda chitarra forma I Ribelli.

Il debutto con il nuovo gruppo avviene a metà settembre, al Festival dell’Avanti al parco Ravizza di Milano, dove viene proposto il nuovo singolo Teddy girl (il cui testo è di un altro personaggio fondamentale per la storia di Celentano, Luciano Beretta). Il pubblico apprezza i nuovi musicisti, in particolar modo il batterista bambino (che anticipa di un decennio Michael Shrieve).
L’attività musicale ha però uno stop forzato di un mese: il 22 settembre infatti Celentano ha un incidente automobilistico, alle due di notte, dopo essersi esibito in un locale a Rivarolo Re: è in compagnia della fidanzata Milena Cantù, del padre di lei Eugenio Cantù e di sua nipote Evelina Santercole quando, a Casalmaggiore, la macchina sbanda e finisce in un fossato. Celentano subisce una contusione toracica e una frattura di una costola e i medici gli prescrivono un mese di riposo.
Nello stesso anno si ha la prima collaborazione tra Celentano e Mina. La Tigre di Cremona incide infatti un 45 giri con la canzone Vorrei sapere perché, un rock ‘n roll scritto per lei dal Molleggiato (con il testo della stessa coppia di Il tuo bacio è come un rock, cioè Piero Vivarelli e Lucio Fulci).
Infine, sempre nel 1959, Celentano gira il primo film di successo, I ragazzi del juke-box con la regia di Lucio Fulci (l’anno precedente ha fatto una prima apparizione in I frenetici): il titolo è quello della canzone sul retro di Il tuo bacio è come un rock, e tra gli interpreti di quello che è, a tutti gli effetti, un musicarello ante-litteram, sono da ricordare Fred Buscaglione, Betty Curtis e Tony Dallara.

Finalmente, alla fine di marzo del 1960, dopo due anni di contratto, Guertler decide di pubblicare il primo 33 giri di Celentano, intitolato Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra: il disco racchiude alcuni brani già pubblicati su 45 giri (come Il tuo bacio è come un rock), e gli unici due inediti, Personality e Il mondo gira, sono pubblicati su singolo contemporaneamente.
Dello stesso periodo è anche un disco inciso in coppia con la cantante Anita Traversi, contenente le canzoni Piccola e Ritorna lo shimmy. Il 1960 è anche l’anno della partecipazione al film La dolce vita di Federico Fellini, che chiede al Molleggiato di interpretare una sua canzone in una scena ambientata in un locale romano. Adriano, con i Ribelli, canta Ready Teddy, e la sua interpretazione viene apprezzata in modo particolare dal regista.

Il 30 novembre viene pubblicato Furore, il secondo album di Celentano, che contiene due inediti che non verranno stampati su 45 giri, se non quando l’artista abbandonerà la Jolly (Serafino campanaro, noto anche nell’interpretazione di Mina, e Hei Stella, inciso anche da I Due Corsari).
Poche settimane l’uscita del disco, Celentano deve partire per il servizio militare: il CAR lo effettua a Casale Monferrato, dopodiché viene mandato a Torino, dove tra i suoi commilitoni c’è un giovane tastierista, Mariano Detto, con cui lega particolarmente (e che coinvolgerà, terminata la naja, nella sua attività musicale). A febbraio del 1961 Celentano deve partecipare al Festival di Sanremo, ma è militare: c’è bisogno di una dispensa speciale, che viene firmata dall’allora ministro della difesa, Giulio Andreotti.

Al festival Adriano ritrova il vecchio amico Little Tony, ed è in coppia con lui che presenta Ventiquattromila baci (canzone che, come Il tuo bacio è come un rock, è stata scritta da Pietro Vivarelli e Lucio Fulci su una musica di Celentano). Adriano scandalizza il pubblico voltandogli le spalle e girandosi solo dopo il cambio di tempo dell’orchestra, ma la sua «Ventiquattromila baci» arriva seconda (vince Al di là, cantata da Luciano Tajoli e Betty Curtis), pur vendendo nelle settimane successive mezzo milione di copie.
Altro successo di quell’anno è «Nata per me» presentata a Canzonissima 1961 ove si classifica al secondo posto (dopo «Bambina bambina» di Tony Dallara), canzone con cui Celentano si allontana dal rock per accostarsi ad un filone più melodico. Nel frattempo, a maggio, ha vinto il premio La Stella d’Oro, che dovrebbe ritirare (insieme a Claudio Villa), ma proprio in quel periodo viene condannato a cinque giorni di cella di rigore per «libera uscita arbitraria».
È questo il titolo di una canzone di Giorgio Gaber del 1968, dove il cantautore descrive, in maniera ironica, la fine ingloriosa (tra avvocati e citazioni in tribunale) dell’esperienza del Clan, una delle idee di Celentano che, passando poi dalla fase progettuale alla messa in pratica, si sono rivelate difficili da realizzare.

Il Clan Celentano nasce dall’esigenza di liberarsi dalle imposizioni che la Jolly fa al cantante, da un lato continuando a pubblicare 45 giri, a volte riciclando le stesse canzoni (nel 1962, ad esempio, stampano nuovamente 24000 baci con sul retro Il tuo bacio è come un rock) o impedendogli di usare i musicisti con cui suona abitualmente dal vivo nei dischi. Confrontandosi con Ricky Gianco (che vive problemi analoghi alla Ricordi) e con altri amici come Memo Dittongo, Beretta e Del Prete, finalmente Celentano decide di creare una nuova etichetta discografica, che coinvolga i suoi amici musicisti e che scopra anche nuovi talenti, ispirandosi in una certa misura al Rat Pack di Frank Sinatra.

Il primo maggio 1962 viene pubblicata «Stai lontana da me» (musica di Bacharach, testo di Mogol), canzone con cui nasce ufficialmente il Clan Celentano, e con cui Celentano partecipa al Cantagiro; in questa manifestazione, pur in testa, si ritira a causa di un presunto incidente al piede e salta alcune tappe ma, nonostante ciò, vince ugualmente, e la vittoria contribuisce al successo del 45 giri (disco tris che contiene anche Sei rimasta sola e Amami baciami), che vende un milione e trecentomila copie.
Il Clan è molto più di una casa discografica: è una sorta di comune artistica in cui Celentano, che in quel periodo vende centinaia di migliaia di copie per ogni 45 giri, riunisce parenti (come il nipote Gino Santercole o la fidanzata dell’epoca Milena Cantù) e vecchi amici come Ricky Gianco, Miki Del Prete, Luciano Beretta, i Ribelli, Detto Mariano.

Contemporaneamente si dedica alla ricerca di nuovi talenti. Ricontatta il vecchio amico e compagno nei Rock Boys, Ico Cerruti, che incide alcuni 45 giri, chiama il suo amico conosciuto durante il servizio militare, Detto Mariano, come arrangiatore ufficiale, e mette sotto contratto giovani sconosciuti come Don Backy, Pilade, Natale Massara, Ugolino; spesso questi artisti vengono fatti incidere con pseudonimi (Don Backy si chiama in realtà Aldo Caponi, Pilade è Lorenzo Pilat, Ugolino si chiama Guido Lamberti), e anche Gianco, finché incideva per la Ricordi, usava il suo vero cognome (Ricky Sanna).
La Jolly non accetta però la decisione di Celentano, e se da un lato lo denuncia per inadempienze contrattuali e rottura del contratto stesso (chiedendogli un risarcimento di 495 milioni di lire, poiché il contratto sarebbe scaduto il 30 aprile del 1962), da un altro continua a pubblicare su 45 giri canzoni che l’artista aveva registrato ma che erano rimaste inedite, facendo così concorrenza alle pubblicazioni del Clan. Così, pochi giorni prima di «Stai lontana da me» viene pubblicato «Veleno» un 45 giri con etichetta Caramba (lo stesso nome che Celentano voleva dare alla sua casa discografica) seguito da «Si è spento il sole», brano sullo stile di Frankie Laine che riscuote un buon successo, tra «Pregherò» e «Il tangaccio» la Jolly diffonde nei negozi «A New Orleans», e stampa e distribuisce addirittura un LP con alcuni 45 giri e qualche inedito.
La causa con la Jolly terminerà solo nel marzo del 1965, con la vittoria del Molleggiato che verrà quindi assolto dall’accusa e non dovrà pagare alcuna penale. L’esperienza del Clan dura però appena sei anni, uccisa dagli atteggiamenti dispotici del leader, da infiniti problemi contrattuali e anche dalle ambizioni di successo personale dei singoli artisti: in alcuni casi come Ricky Gianco o i Ribelli il distacco è indolore, mentre in altri si accompagna a processi e sentenze, ed è questo il caso di Don Backy. Da questo momento il Clan di fatto (tranne pochissime eccezioni) si limita a distribuire i dischi di Celentano.

Anche durante il periodo del Clan i successi continuano. Nel 1962 vince il Cantagiro con «Stai lontana da me», seguita dall’incisione di «Pregherò» (versione italiana di Stand by me di Ben E. King, ma stranamente firmata da Gianco e Don Backy). È il suo primo testo che affronta tematiche religiose, che presto diventeranno una consuetudine (nel giro di 3 anni incide Ciao ragazzi e Chi era lui).
Nello stesso anno, in ottobre, Celentano suona per una settimana intera all’Olympia di Parigi. Si reca nella capitale francese con «I Ribelli» in treno, per la sua nota paura di volare (che nel 1964 gli farà rifiutare la proposta di un tour negli Stati Uniti fattagli da Frank Sinatra per lanciare un 45 giri con «Il tangaccio» e «Sabato triste»); torna nuovamente all’Olympia nel maggio dell’anno successivo.

Il 1963 è l’anno di «Grazie, prego, scusi» e di «Sabato triste». Il 1964 invece di «Il problema più importante» e il 1965 di «Sono un simpatico», tutte canzoni diventate dei classici.
Nel 1966, dopo cinque anni, Celentano decide di tornare al Festival di Sanremo. La canzone, Il ragazzo della via Gluck, presentata in coppia con Il Trio del Clan (composto da Pilade, Cerutti e Santercole), si classifica agli ultimi posti, non riuscendo a qualificarsi per la serata finale. Avrà però un clamoroso successo di vendite, diventando (insieme ad «Azzurro») la sua canzone per eccellenza, anche per il testo di Del Prete e Beretta, che racconta molti particolari dell’infanzia e dell’adolescenza di Celentano, e affrontando per la prima volta il tema dell’ecologia e della speculazione edilizia, che da qui in avanti diventerà uno degli argomenti cardine del cantante.
Il ragazzo della via Gluck suscitò l’interesse di Pier Paolo Pasolini che progettò di trarre un film dal racconto della canzone, per sviluppare l’aspetto della civiltà urbana che stava distruggendo la cultura contadina. Il regista e Celentano (che doveva recitare ovviamente da protagonista nel film) si incontrarono spesso; il progetto, però, non andò in porto.
Mondo in mi 7a, di pochi mesi successiva, continua questo filone a metà tra la protesta e la predica: scagliandosi contro i vari mali del secolo (tra cui un profetico, per i tempi, C’è persino corruzione dove c’è lo sport), Celentano ha qui l’idea di abbinare al testo di Mogol, Beretta e Del Prete una melodia basata su un giro armonico costituito da un solo accordo, appunto il mi 7a: l’effetto è senza dubbio particolare, e l’abilità di Detto Mariano nel creare l’arrangiamento fa di questa canzone un altro evergreen.

Nel frattempo è entrato nel Clan come autore (presentato da Roby Matano de I Campioni) un giovane avvocato astigiano, Paolo Conte: il suo debutto per Celentano si ha nel 1966 con la canzone inserita come retro di «Il ragazzo della via Gluck», intitolata «Chi era Lui» (il testo di Mogol e Del Prete parla di Gesù), con le tipiche atmosfere pianistiche che in seguito identificheranno le canzoni di Conte.
L’avvocato scrive poi (in collaborazione con il maestro Michele Virano, suo concittadino) le musiche dei due successi degli anni successivi. Il primo è «La coppia più bella del mondo» del 1967, dove il testo di Beretta e Del Prete elogia il matrimonio e la vita di coppia con gli ormai consueti toni predicatori (che si attirano le accuse di antidivorzismo), mentre la musica si trasforma da un’introduzione lenta ad un valzerone da balera.
Il secondo brano, del 1968, è «Azzurro». Qui la musica, non definibile (non è un rock, non è un lento, non è una ballata, non è un liscio) e senza dubbio originale, si abbina ad un testo che Vito Pallavicini pare aver scritto su misura per Celentano, in quanto racchiude tutte le sue tematiche (dall’amore all’ecologia alla religione) unite dalla cornice del celebre ritornello.

Una canzone che ha avuto un’infinità di versioni, tra cui forse la più strana è quella contenuta nel divertentissimo (e censuratissimo) film di Renzo Arbore del 1980, «Il Pap’occhio», dove un fantomatico coro, la Premiata Fabbrica Il Pernacchio, la esegue a bocca chiusa con svariati pernacchi nei momenti più topici della melodia.

Il 45 giri che la contiene è uno dei rari casi in cui anche la canzone sul lato B è famosissima: si tratta di «Una carezza in un pugno», una musica scritta da Santercole per lo zio, con un testo d’amore di Beretta e Del Prete noto anche per un clamoroso errore grammaticale (Ma non vorrei che tu/ a mezzanotte e tre/ stai già pensando a un altro uomo…). Il 1969 è anche l’anno di «Storia d’amore», una bella e celebre canzone d’amore con un finale contenente un lungo assolo di fisarmonica, suonata da Nando De Luca)

Il tono da predicatore ritorna in «Tre passi avanti», «Torno sui miei passi» e, soprattutto, in «Chi non lavora non fa l’amore» (prima classificata al Festival di Sanremo 1970) che, pur portandolo costantemente in testa alle classifiche, lo rendono insopportabile a parte del pubblico dei giovanissimi (sono gli anni della contestazione giovanile) che lo bollano come reazionario e sorpassato (queste le accuse dei giornali giovanili di quel periodo, come Ciao amici o Big).
In particolare la canzone presentata al Festival viene vista come un inno al crumiraggio anche se, analizzando il testo della canzone, si può notare come il protagonista della canzone rivolgendosi al padrone gli faccia presente il disagio che si vive in famiglia a causa dei problemi salariali; ma le polemiche ebbero la meglio sulle analisi. Celentano però non se ne cura e ai successi in ambito musicale inizia ad affiancare quelli in ambito cinematografico.

Celentano però ha la capacità di saper ben coniugare musica e cinema. L’esordio è con i musicarelli tra la fine degli anni cinquanta e i primi sessanta e diverse micro-partecipazioni ad altre pellicole (da ricordare quella nel film con Totò Il monaco di Monza insieme a Don Backy, con il quale canta La carità) tra cui la già ricordata La dolce vita di Federico Fellini del 1960. La svolta si ebbe con Serafino di Pietro Germi del 1968 in cui interpreta la parte di un pastore, Serafino Fiorì, che deve affrontare una dura lotta con i parenti per questioni di eredità; grande successo riscuote il 45 giri con la canzone tratta dal film, La storia di Serafino.
La sua prima regia fu Super rapina a Milano di quattro anni prima, in cui troviamo quasi tutti i suoi amici del Clan; un film che narra di una banda di rapinatori che a seguito di un furto fuggono vestiti da frati con la quale poi si scontreranno. Del 1974 è invece Yuppi Du che Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce: anche in questo caso la canzone che prende il titolo dal film, scritta dal solo Celentano, è un successo.
Il film a detta anche di molti critici è forse il miglior film di Celentano per lo stile registico molto inusuale e in un certo senso rivoluzionario. Non esiste in videocassetta. Nel 1978 è la volta della 3° regia: Geppo il folle è un musical in cui Celentano interpreta un cantante di successo mondiale che ha un sogno: quello di incontrare Barbra Streisand, ma purtroppo non conosce l’inglese. Anche questo film non è mai uscito in vhs.

Abbandonate (essenzialmente per questioni economiche) le manie di onnipotenza, dal 1975 al 1980 interpreta ben 12 film anche di notevole successo, conoscendo un solo flop nel 1985 con l’eccessivamente mistico «Joan Lui», un film memorabile di questi anni, un musical scritto, diretto, sceneggiato, montato, musicato ed interpretato da Adriano. Il film costò ben 20 miliardi di vecchie lire e richiese una lavorazione lunga otto mesi.
Non ebbe grande successo di pubblico e venne anche considerato da diversi critici, spesso in modo pretestuoso, come una delle opere meno riuscite del cinema italiano. Nelle sale italiane rimase per sole 2 settimane (incassando 5 miliardi). Fu poi ritirato dallo stesso Celentano che si risentì per le critiche e per i tagli ricevuti. Al contrario, in Russia, il film fu considerato un vero kolossal. Adriano riuscì persino a vincere la sua storica paura per l’aereo per andare a pubblicizzarlo a Mosca e per essere premiato in occasione di un suo concerto nella capitale russa. Il film si presentava forse come un’opera troppo in anticipo sui tempi, ma i contenuti, rivisti al giorno d’oggi, appaiono più che mai validi.

Claudia Mori, nome d’arte di Claudia Moroni, attrice e cantante romana, incontra Celentano sul set di Uno strano tipo; e da quel momento i due formano una coppia ancor oggi indissolubile. Nel 1964 si sposano in gran segreto di notte, nella chiesa di San Francesco a Grosseto. Dal matrimonio nascono tre figli: Rosita nel 1965, Giacomo nel 1966, Rosalinda nel 1968.
Nella prima metà degli anni ottanta il matrimonio attraversa un periodo di crisi: per qualche anno i due vivono separati e si mormorano notizie di divorzio imminente. Nel 1985 i due si ritrovano proprio sul set di Joan Lui e la crisi sembra ormai acqua passata.
Dal 1991 Claudia Mori è amministratore delegato della casa discografica di famiglia, la Clan Celentano srl. Ricordiamo alcuni suoi successi discografici come «Non succederà più», «Stringimi a te», «La coppia più bella del mondo» (duetti con il marito), «Non guardarmi», «Quello che ti dico», «30 donne del West», «Buona sera dottore», «Un’altra volta chiudi la porta», «Che scherzo mi fai».
Parteciperà in numerosi film del marito ma dal 1994 si dedicherà completamente all’amministrazione del Clan.

In ambito musicale, i primi anni settanta vedono Adriano quasi costantemente in classifica con brani come Viola (che anni dopo verrà interpretata in duetto con Ivano Fossati) «Sotto le lenzuola» (ultima canzone con il quale partecipa al Festival di San Remo nel 1971), e «Er più», scritta da Carlo Rustichelli e contenuta nella colonna sonora dell’omonimo film.

Il 1972 è l’anno di un nuovo successo ecologista, «Un albero di trenta piani», in cui Celentano attacca la speculazione edilizia e l’inquinamento, prendendosela in particolare, nel finale della canzone, con il grattacielo Pirelli di Milano (che ha, appunto, trenta piani). Tradotta in spagnolo con il titolo «Un arbòl de 30 pisos» (sul retro vi è Ready teddy) ottiene molto successo anche sul mercato iberico e latinoamericano.

La canzone è contenuta in un LP, «I mali del secolo», dove ogni traccia affronta un problema sociale (dalla droga alla crisi della famiglia); al disco collabora come corista Giuni Russo.
Ma è con Prisencolinensinainciusol, pubblicato il 3 novembre del 1972, uno stranissimo brano in lingua «celentanesca», cantato con suoni sconclusionati pseudo-inglesi che conquista un primato mondiale. La canzone, infatti (considerata da Celentano il primo rap italiano, il «seme del rap», come ha definito la canzone in un rifacimento del 1994), entra in classifica negli Stati Uniti (al settantesimo posto) prima che in Italia, cosa più unica che rara per un cantante italiano.
Celentano motiva il testo della canzone sostenendo che «avendo appena inciso un album di canzoni che volevano dire qualcosa, avevo voglia di fare qualcosa che non volesse dire nulla».
In Italia il successo non arriva subito, ci vorrà del tempo, quando la canzone diventerà sigla del programma radiofonico Gran Varietà riscontrerà un enorme successo anche in Italia. Prisencolinensinainciusol è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Manu Chao e Piero Pelù.

Nel 1973 Celentano annuncia la sua partecipazione al Festival di Sanremo, con il brano «L’unica chance» (canzone che anticipa di 30 anni i dibattiti sui cibi transgenici): ma all’ultimo momento il cantante accusa una gastrite (secondo la versione ufficiale) e dà forfait, ma nel telegramma che spedisce agli organizzatori aggiunge anche che forse a fargli venire la gastrite è stato il modo in cui sono stati trattati alcuni cantanti popolari esclusi dalla gara, e conclude il telegramma scusandosi se questo festival sarà più pallido del solito per la mancanza della sua presenza.
Il brano musicalmente è un rock-blues, ma riscuote meno successo di altri, al contrario del 45 giri del 1974, «Bellissima» che, come si deduce dal testo, è una canzone d’amore. Torna alle tematiche sociali nel 1976 con «Svalutation», analisi della situazione italiana dell’epoca (sono gli anni dell’austerity e della nascita del terrorismo) a tempo di rock, con la chitarra di Santercole in evidenza. La canzone è stata reinterpretata dal Molleggiato in una puntata del programma Francamente me ne infischio in coppia con Piero Pelù.

Il 1977 è l’anno del ritorno di Celentano in tour, dopo sei anni dall’ultima serie di concerti, per sette date negli stadi (primo in Italia a usarli a tale scopo), di cui una, quella allo stadio Manuzzi di Cesena, viene registrata per un disco dal vivo che esce solo due anni dopo.
Dopo altri successi, «Ti avrò» nel 1978 e «Soli» nel 1979 (quest’ultima con la musica scritta da Toto Cutugno, l’inizio di successive collaborazioni), con l’occasione dell’uscita del disco dal vivo effettua nuovamente un tour negli stadi, a soli due anni di distanza dal precedente, in cui batte alcuni record di presenza (45.000 persone al Comunale di Torino, 65.000 al San Paolo di Napoli e 50.000 allo stadio di Rimini).
Alla fine del decennio però, come Mina, anche Celentano decide di chiudere con i concerti. Fino al 1994 (anno del tour europeo) non effettuerà più tournée.

Nel 1982 pubblica un libro autobiografico con la collaborazione di Maria Ripa di Meana «Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai». Celentano continua ad incidere regolarmente pur essendo sempre più impegnato con il cinema (scala le vette di incassi con film come Bingo Bongo, Il bisbetico domato, Asso).
Incide due album-cover («I miei americani…» e «I miei americani 2») in cui ripropone in versione italiana canzoni ultra famose americane come «Susanna», «Questo vecchio pazzo mondo» (Eve of distruction), «Il contadino» (Hold on, I’m coming), «Sei nel mio destino» (You are my destiny) e tante altre. I due album riscuotono un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute a testa.

In tv Celentano si renderà protagonista per il suo «Fantastico 8», dando il suo tocco personale al programma-culto della Rai che si occupava della Lotteria. Il programma è accompagnato dall’album La pubblica ottusità. Tra una frecciata e l’altra e le famigerate «pause» (volute, o dovute a un’amnesia?) spazza via tutti i record di audience. Memorabile il suo monologo contro la caccia in cui si definisce «Figlio della foca» (nome di un futuro fans club ufficiale del cantante, ma chiuso tempo dopo) e nel quale invita gli spettatori a scrivere sulle schede referendarie quella frase, non sapendo che così le schede si sarebbero annullate.
Per questo motivo verrà processato e successivamente assolto.

Dal 1987 al 1990 Adriano non produce album. Nel 1992 è nelle sale quello che poi sarà il suo ultimo film (Jackpot) e che risulterà un flop memorabile, criticato persino dallo stesso Celentano (da notare come nel suo sito ufficiale, alla voce «filmografia» questo film non appaia).
Nel 1991 torna con un album intitolato «Il re degli ignoranti» insieme ad un omonimo libro. L’album riscuote un discreto successo con circa mezzo milione di copie vendute ma non è tra i più ricordati del cantante. Nello stesso anno conduce una serata su RaiUno, «Notte Rock», dove si sottopone alle domande del pubblico e di Enzo Biagi.

Nel 1992 è in tv con una sua trasmissione dopo 4 anni da «Fantastico» con «Svalutation», andata in onda in due puntate su Rai 3 e condotta assieme a Bruno Gambarotta.
Nel 1994 torna con un album molto particolare «Quel Punto». Il testo dell’omonima canzone è fortemente criticato per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali). L’album viene ritirato dal mercato per problemi di copyright dopo poche settimane.
Il 1994 è tuttavia anche l’anno del suo ritorno al live. Parte un tour europeo con tappa a Berlino che riscuote un discreto successo e con esso anche polemiche, alcune a dir poco gratuite. Sarà l’ultimo tour, a tutt’oggi, di Celentano.

Nel 1996 produce l’album «Arrivano gli uomini» con tanto di videoclip mandato in onda su Rai Uno. L’album non supera le 150.000 copie vendute. Questo nuovo modo di fare musica è artisticamente valido (sia per la melodia, sia per i testi che affrontano temi quotidiani) ma evidentemente molto impopolare.
Nel 1997 Celentano si esibisce davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l’occasione anche dei suoi vecchi brani come: Pregherò, cover dell’americana Stand by me di Ben E. King, «Disse» e «Ciao ragazzi».
Nel 1998, mentre prepara il suo ritorno in tv, le sue sorti discografiche sempre più in calo cambiano radicalmente. Incide infatti un album con Mina, altra grande cantante e amica di sempre, che assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera: il disco non è esaltante, a detta di molti critici, ma ha un enorme successo con 1.600.000 copie vendute (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 – 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 219), spopolando nelle radio con i duetti Acqua e sale e con Che t’aggia di’, canzone in dialetto pugliese accompagnata da un videoclip a cartoon (Adriano e Mina appaiono come paperi così come nella copertina dell’album) mandato in onda su RaiUno.

L’anno dopo, con Mogol e Gianni Bella, realizza l’altrettanto successo (oltre 2.000.000 di copie) che è considerato da molti l’album della “rinascita” artistica di Adriano nel grande pubblico. L’album è una vera perla a detta della stragrande maggioranza di critici e fan del cantante.
Contiene canzoni come «Gelosia», «L’emozione non ha voce», «L’arcobaleno» scritta da Mogol e dedicata a Lucio Battisti e «Senza amore» del giovane Carlo Mazzoni che diventano ben presto veri tormentoni e trasportano questo album per tantissimo tempo ai vertici della Hit parade italiana.
Adriano rafforza il successo con uno show su RaiUno in 4 puntate, «Francamente me ne infischio» affiancato dalla bella Francesca Neri. Tra gli autori del programma c’è anche il caro amico Miki Del Prete e tra gli ospiti apparsi in trasmissione ricordiamo: Teo Teocoli, Ligabue, Manu Chao, Compay Segundo, Jovanotti, Piero Pelù, Tom Jones, Joe Cocker, David Bowie (che definisce Adriano «un idiota”»), Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Nada, Max Pezzali e tanti altri.
Lo show è spesso interrotto da filmati-shock preparati dallo stesso Adriano. Filmati che parlano di tematiche forti e anche «scomode». Il programma verrà premiato con la Rosa d’Argento al prestigioso festival «La Rose d’Or de Montreux».
Gli ascolti sono altissimi, dopo quasi 8 anni da «Svalutation» (show televisivo su Rai Tre in onda per 2 puntate nel 1992), con punte di oltre 13.000.000 di spettatori (Sergio Cotti Adriano Celentano 1957/2007 – 50 anni da ribelle, Editori Riuniti, Milano 2007, pag. 280).
Da ricordare che nel 1997 Celentano e la Rai trovano un accordo per mandare in onda uno show intitolato «Il conduttore» ma che poi si arenò per problemi contrattuali tra le due parti.

Nel 2000, con lo stesso team, pubblica «Esco di rado e parlo ancora meno», altro grande successo (1.800.000 copie) che proietta l’inossidabile Celentano nel nuovo millennio.
L’album contiene una canzone scritta da Ivano Fossati dal titolo «Io sono un uomo libero» che sembra essere un manifesto per Celentano e un duetto con Nada nell’interpretazione di una struggente canzone dal titolo «Il figlio del dolore» scritta dallo stesso Adriano che narra la storia di uno stupro durante una guerra.
Il singolo di lancio è «Per Averti», grande successo radiofonico mentre la canzone «Tir» sarà la sigla di chiusura del contestatissimo show «125 milioni di caz..te», dell’anno seguente. Nel team degli autori è presente anche il caro amico Miky Del Prete e i monologhi di Celentano, che spaziano dalle critiche a Bruno Vespa, Maurizio Costanzo e Fabio Fazio alla legge del “silenzio-assenso” in merito alla donazione degli organi che destano grandissime polemiche.
Tra gli ospiti ricordiamo: Enzo Jannacci, Antonio Albanese, Giuliano Ferrara, Dario Fo, Giorgio Gaber (sua ultima apparizione televisiva), Giorgio Panariello, i Lunapop, Shaggy (con lo spassoso sketch su sedia a rotelle. Celentano è ingessato ad una gamba a causa di una caduta durante uno sketch con Dario Fo nelle puntate precedenti), Carmen Consoli, Giorgia, Marco Masini, Fiorello.

Nel 2002 è la volta di «Per Sempre», il terzo album consecutivo elaborato con il team Mogol-Bella. I dati di vendita sfiorano il milione di copie. L’album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l’anno da tre singoli («Confessa»,«Mi fa male» e «Per sempre») che restano in classifica per molto tempo.
Da notare la collaborazione con il prestigioso pianista Chick Corea che sfoggia la sua bravura nei brani «Per sempre» e «Radio Chick», ultima traccia dell’album che vuole essere uno spazio tutto per il pianista.
L’album contiene due chicche: una canzone “sociale” intitolata «I passi che facciamo» del giovane Gigi De Crescenzo detto Pacifico e una ballata scritta da Francesco Guccini intitolata «Vite».
È uscito anche in versione cd+dvd nella quale si possono vedere i video di alcune canzoni dell’album più il live de “Il ragazzo della via Gluck” al concerto di Berlino del 1994.

Nel 2004 è la volta di «C’è Sempre Un Motivo», album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone «Il ragazzo della via Gluck» con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani.
È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock per arrivare al jazz.
L’album torna nel 2005 in versione DualDisc (da un lato musica e dall’altro dvd, primo artista in Italia a usare questa tecnologia) con l’aggiunta di un singolo scritto da Paolo Conte, 37 anni dopo Azzurro, dal titolo: L’indiano, una canzone che non decolla in termini di successo ma che vuole essere un “manifesto” Celentanesco sulla libertà di parola e di pensiero, argomenti base del programma tv RockPolitik dello stesso anno e per la quale la canzone funge da sigla finale dello show.

Il 20 ottobre 2005 va in onda su RaiUno il contestatissimo show televisivo Rockpolitik. Celentano come d’abitudine pretende dalla Rai “carta bianca” sui testi e sull’intero progetto, cosa che ovviamente la tv pubblica non intende concedere. Dopo varie vicissitudini tirate avanti per un anno (tutto partì nel dicembre del 2004) e interventi legali, il programma prende il via dopo l’autosospensione provvisoria del direttore di rete Fabrizio Del Noce.
Lo show segna record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate [9]. Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2° puntata con oltre 16 milioni di persone, nell’esilarante sketch della “lettera a Silvio Berlusconi” che si rifà al più celebre sketch di Totò e Peppino nel film «Totò, Peppino e la malafemmina».
In termini di share il picco si è avuto durante l’inedito duetto con Eros Ramazzotti nell’interpretazione de “Il ragazzo della via Gluck” con quasi il 70%. Da ricordare anche altri ospiti illustri come Gérard Depardieu, Valentino Rossi, Franco Battiato, Riccardo Cocciante, Patti Smith,Luciano Ligabue e Loredana Bertè (che con Celentano canta “Impazzivo per te”), Eurythmics e Carlos Santana.

Il 20 novembre 2006 esce un libro omonimo scritto da Celentano e da Mariuccia Ciotta che racconta tutta la storia (e qualche retroscena) del programma.
Il 10 novembre 2006, Celentano lancia una mega raccolta (cofanetto in tre cd) che raccoglie 42 canzoni dal 1957 a oggi. Da notare la presenza di canzoni come «Miseria nera» e «L’unica chance» che non saranno tra le più famose del “molleggiato” ma che trattano temi di straordinaria attualità pur essendo tra le più vecchie del suo repertorio.
Nella raccolta è presente anche l’inedito duetto con Paul Anka nel rifacimento della canzone «Diana»…diventata ora «Oh Diana» con testo in italiano di Mogol e dello stesso Celentano. La raccolta riscontra subito un discreto successo di pubblico: il disco si piazza al terzo posto della classifica FIMI nella prima settimana per poi militare per quasi tre mesi nella top ten italiana.
Secondo la rivista Rolling Stone la raccolta ha venduto 500.000 copie.
Il 2 dicembre 2006 Adriano è ospitato su Rai Tre nel salottino di Fabio Fazio Che tempo che fa per un’intervista, evento più unico che raro data la scarsa disponibilità del cantante per questo genere di cose. Anche questa volta è un gran successo di ascolti. La terza rete Rai totalizza 6.200.000 di contatti (come riportato nei dati Auditel, riportati nei quotidiani dei giorni successivi), risultato quasi storico per la rete.

Il 23 novembre 2007 pubblica «Dormi amore, la situazione non è buona», un album che porta in copertina un ritratto di Adriano da boxeur disegnato da Wainer Vaccari. Come di consueto, ormai, il duo Mogol e Gianni Bella fa da padrone nel cd con 5 canzoni su 10 (più un Extra, una sorta di mix dell’album), ma le altre canzoni portano firme di Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami e Carmen Consoli e un brano inedito di Domenico Modugno risalente al 1974, «Ragazzo del sud». L’album è anticipato il 5 novembre dal singolo «Hai bucato la mia vita» che riscuote notevole successo nel mondo dei download, specie sui Tunes. Tutti i quotidiani, stranamente unanimi, commentano positivamente questa nuova opera del Molleggiato.
Il 26 novembre 2007 su Raiuno Celentano torna in diretta con uno spettacolo in prima serata dal titolo «La situazione di mia sorella non è buona», dove per «sorella» il Molleggiato intende il pianeta Terra (citando San Francesco d’Assisi della poesia del “Cantico delle Creature” scritto da S.Francesco nel 1215; e dove realizza una sorta di film in diretta tv cantando dal vivo le nuove canzoni dell’album.
A suo parere «la trasmissione più difficile da fare» della sua carriera. Il programma è stato visto da 9.200.000 milioni di telespettatori con il 33% di share. Per festeggiare i suoi 70 anni e i cinque decenni di attività, la Rai ha organizzato per sabato 5 gennaio 2008 uno speciale, in onda sulla rete ammiraglia, dal titolo «Adriano Celentano, la mia vita è un romanzo». La trasmissione, pur dedicata esclusivamente alla riproposizione di spezzoni di trasmissioni passate del Molleggiato, ha fatto registrare il 28,65% di share e gli ascolti in tv più alti della giornata.

07/01/2008 – l’Adigetto.it (Settimanale di Opinione Virtuale)


feb 6 2008

Adriano Celentano: Il mondo lo cambio cantando

L’artista festeggia 70 anni di vita e 50 anni di musica

Di Olti Curri

“Combato con la musica, stando dalla parte degli operai. Sono il vero motore della vita!? Dopo queste parole, se vogliamo, possiamo chiamarlo vanitoso, arrogante e prepotente.Cmq siamo tardi con questi epiteti, perche non e’ rimasto nulla senza dire a questo artista, che ha cominciato la strada faticosa della canzone con rock e cantando cerca di salvare il mondo. Celentano esce poco in pubblico e quando succede questo, tutto il mondo mediatico italiano e non solo si coinvolge da un ritornello inevitabile e polemiche.Dalla boca di Adriano escono canzoni d’amore, pensieri intelligenti, ma anche molleggi inaspettati di vita, accompagnati da attachi contro la politica e gli architeti urbanisti. Al ragazzo dei “24 milla baci?, la data 6 gennaio gli ha portato il 70-esimo compleanno, anni che tengono tra loro mezzo secolo di carriera musicale, cinematografica e televisiva.
Con 70 millioni di dischi venduti, Celentano continua a rimanere il personaggio italiano piu’ discusso, il qualle il piu santo riparo considera la famiglia, la moglie Claudia Mori e I tre figli, Rosita,Giacomo e Rosalinda.
Adriano Celentano e’ nato in 6 gennaio 1938 in Milano, nella casa numero 14, che si trova in via “Gluck?.Questa strada e diventata famosa, come il titolo di una canzone famosa di qualche anno dopo.
Adriano e il figlio di genitori pugliesi, che sono migrati in Milano, in cerca di una vita migliore.
L’adoloscenza lo trova Celentano lontano dalla scuola, costreto a fare lavori diversi per sopravivere, di qualli il suo preferito era l’orologiao.
Anche se sembrava un sogno lontano, Adriano non si e’ mai arreso davvanti al desiderio di fare musica, e per la prima volta debuta nel Teatro Smeraldo, insieme A Tony Renis, in una band che si chiamava? Gli amanti del ritmo?
Dopo uno dei primi debuti, lui incontra il campione della musica rock-boogie,Bruno Dossena, il qualle l’ho invita a partecipare nel festival di rock’n’roll nel Palazo del Ghiaccio a Milano.
Li Adriano ha partecipato accompagnato dalla band “Rock boys?, dove faccevano parte artisti che in futuro sarebbero diventati firme famose della musica italiana come Giorgio Gaber, Enzo Ianacci e Luigi Tenco.
Anche se c’erano molti partecipanti sembrava che l’unico cantante della musica rock, era lui “ Adriano il Molleggiato?, l’unico, anche in Europa.
Con la canzone “ Ciao ti diro? lui distrugge tutti gli altri concorrenti e solo dopo 3 giorni segna la prima contrata con la casa discografica Milanese “Saar? con la qualle produce I singoli hit?Rip It up?,?Jailhose rock? e “Tutti frutti?.Nell anno 1958, lui e di nuovo partecipante nella seconda edizione della musica Rock ‘n ‘roll e per la prima volta appare come figurante nel film “I frenetici?. La data 13 luglio 1959, e il giorno del festival d’Ancona, dove Celentano con la canzone “Il tuo bacio e’ come un rock?, diventa il vincitore e allo stesso tempo il conquistatore delle classifiche in tutta l’Italia. Questa canzone lo fa Adriano Celentano famoso.
Questo e’ il momento quando Adriano, inizia la salita artistica, e da quel momento non c’e’ canzone o album suo che non sale nei primi posti delle classifiche musicali. L’anno del successo nella scena musicale coincide con la sua partecipazioni in due film artistici:?I ragazzi del juke-box?, e “Juke-box,urli d’amore?.
Nell anno 1960 Celentano, si esibisce in una sequenza importante del famoso film?La dolce vita? del regista Federico Fellini, che lo ha voluto ad ogni costo nel suo film, dopo averlo visto cantare?Reddy Teddy?.Nello stesso tempo interpreta nell film?Urlatori alla sbarra?,?Dai Johnny, dai?,?Sanremo la grande sfida?.Un anno dopo, Adriano va a fare il servizio militare e partecipa nell festival di Sanremo con la canzone?24 mila baci?. Non vince, e’ al secondo posto, ma il disco vende piu’ di mile coppie. Adriano canta nel palco con le spalle al pubblico e questo atto ha suscitato molte polemiche e diventato un caso che si è discusso anche in parlamento.
Lui interrompe le relazioni con “Saar? nel anno quando crea “Clan Celentano?, il primo esperimento di un artista italiano che sceglie di produrre musica per se e per gli altri cantanti.
“Clan? diventa subito un eticheta discografica che e’ rimasta indipendente.Ancora oggi questa casa discografica e rimasta interamente italiana e non e’ caduta negli “artigli? dei giganti internazionali di questo business. L’esempio di questa etichetta musicale, era ispirato dal esempio di Frank Sinatra, ma nessun cantante italiano prima di Adriano no ha osato pensare prima.Clan Celentano ha aperto la strada alle altre etichete musicali italiane, come “Numero Uno? di Mogol-Battisti o “PDU? di Mina. “Stai lontana da me?, nel 1962 e’ la prima canzone che esce con l’etichetta “Clan?, e vende 1,300,000 di coppie.Seguono le canzoni?Preghero?,?Grazie,pregho,scusi?,?Il tangaccio?.Adriano e’ nei primi posti di classifica nel 1963 con la canzone “Sabato triste? ed interpreta con il grande Totò nel film “Il monaco di Monza?. Nello stesso periodo durante la produzione del film “Uno strano tipo?, conosce la futura moglie Claudia Mori, con la qualle si sposa un anno dopo.
L’artista ritorna in Sanremo, nel anno 1966, con una canzone che per la prima volta tratta nelle scene musicali europee il tema dell inquinamento urbano.
Il suo titolo è “Il ragazzo della via Gluck?, e il successo gliela garantiscono un millione e mezzo di coppie vendute in tutto il mondo, e la canzone si è tradotta in 18 lingue del mondo.?Mondo in Mi7A?, un altro successo di Adriano, dove si tratta il tema del droga, corruzione e eccologia. Il cantante lascia per un po i temi sociali ed afianco alla sua moglie, Claudia Mori, registra la canzone intitolata “La coppia più bella del mondo?.Questa canzone vince il primo premio di Sanremo, nell 1970. Adriano ritorna in Sanremo con la canzone “Canzone?, che anche se vince il terzo premio, e nel primo posto delle vendite. Ma l’anno 1968 rimane in memoria per la canzone “Azzurro?, un altra creazione importante nell panorama della musica leggera italiana, insieme con?Una carezza in un pugno? che si e’ creata nello stesso anno. Invitato dal regista Pietro Germi, Adriano debuta nel cinema elitario con il film “Serafino?, e vince il premio nel festival di Berlino, Mosca,Francia. L’Europa impazzisce per Adriano, come l’Italia. L’ambizione artistica di Adriano, non è rimasta solo nell status dell primo cantante rock ‘n’roll europeo, perche nel 1972 esce il singol “Prinsencolinensinanciusol?, la prima canzone rap della storia musicale mondiale.Gli americani, che pretendono di essere l’inventatori di questo genere, hanno fatto la prima canzone rap dopo 10 anni. Il successo della canzone rap si accompagnia con la sua presenza nel film “Bianco,rosso e,…? dove interpreta insieme alla diva Sophia Loren. Nello stesso tempo, un autore noto televiso Antonello Falqui, gli dedica al cantante in Rai, un spetacolo con due puntate “C’è Celentano?. Adriano ritorna a l’interpretazione in cinema in fianco alla moglie nel 1973 con il film “Rugantino?, nello stesso tempo il cantante si convince dal regista famoso dei film horror Dario Argento di interpretare nel suo film che s’intitola “5 giorni?. L’artista multidimensionale ha avuto durante l’intera carriera l’amore indivisibile del pubblico, ma nell anno 1974, dopo la pubblicazione del film “Yuppie Du? scritto, diretto, interpretato e prodotta da Celentano anche i critici del cinema hanno detto:?E’ nato un nuovo Charlie Chaplin!?.Il periodo 1975-1985 porta per Adriano Celentano un intessita straordinaria nelle sua attivita come attore. I suoi film sono i primi nella storia del cinema italiano che portano incassi fino a 10 000 000 €. L’uscita del album “Svalutation? dove si sente l’ironia per la stanca economia italiana, fa che Celentano sia nei primi posti di vendite, non solo in Italia ma anche in Francia e Germania dove anche oggi è un idolo. Il succeso del album non viene solo, perche nello stesso periodo il cantante interpreta insieme con Anthony Quinn nel film “Bluff, storie di truffe e imbroglioni?. L’inizio dei anni ’90 trova Adriano Celentano proggetando succesi come , “Il re degli Ignoranti?,?Arrivano gli uomini?.Un boom artistico del pubblico e della critica era l’album che lui e Mina hanno pubblicato nel 1998, intitolato “Mina&Celentano?. Dopo aver venduto un millione di coppie di questo cd, Adriano edita un nuovo album intitolato “Io non so parlar d’amore?, che ha venduto 2 millioni di coppie. La RAI, lo pregha di dirigere un spettacolo, sperando nel ritorno del successo che lui ha avuto con “Fantastico?. Celentano non dellude e porta nell schermo di RAIUNO, davvanti un pubblico di millioni, e l’attenzione delle medie “Francamente me ne infischio?. Nel 2000 esce un altro album “Esco di rado e parlo ancora meno?. Chiuso nella vita familiare, l’artista decide dopo due anni di portare un cd intitolato “Per sempre?.Insieme al album Celentano dirige di nuovo un spettacolo di successo dove si polemica per i temi piu’ caldi della attualita, con il titolo “125 milioni di cazzate?. Alla fine dell ottobre 2003 pubblica “Le volte che Celentano è stato numero 1?, album che include 17 canzoni scelte, tra centinaie cantate negli anni dal grande artista. Dopo un anno l’artista ritorna alla pubblicazione dei album e pubblica uno nuovo intitolato “C’e’ sempre un motivo?. Le vendite del album sono state molto buone, e per questo Adriano si interessa di più per la televisione, ma un litigio con i direttori di RAI, fa che lui abbandoni un proggeto che aveva in testa in quell periodo. Dopo Rockpolitik , ottobre 2005, il talento unico Celentano ritorna dopo due anni in TV. Sempre in RAI con il programma intitolato “La situazione di mia sorella non è buona?. Sempre in novembre quando lui dirige questo spettacolo, pubblica l’album intitolato “Dormi amore,la situazione non è buona?.

La recente provocazione alla Celentano si intitola “La situazione di mia sorella non è buona?

Nel 23 novembre 2007, il cantante pubblica “Dormi amore, la situazione non è buona?, album che ha in copertina Adriano da pugile. Come negli ultimi anni , la collaborazione con l’autore dei testi Mogol e il compositore Gianni Bella domina in 5 canzoni del album, di dieci che si includono nel album. Ma cmq anche le altri canzoni , sono firmate da nomi noti, come Jovanotti, Neffa, Francesco Tricarico, Vincenzo Cerami, Carmen Consoli, e una canzoni non sentita prima del grande Domenico Modugno. Stranamente questa volta tutte le medie lo hanno apprezzato questo album dell artista ecentrico. La strategia di Adriano è conosciuta e dopo l’edizione del album non ha ritardato di apparire nel schermo di Raiuno con uno spetacolo di prima serata intitolato?La situazione di mia sorella non è buona?, dove con la parolla sorella lui intende “la terra?. Il pubblico lo ha apprezzato questo recente spettacolo del caro artista, che ha raccontato ai suoi amici che questo programma è stato uno dei più difficili che aveva mai fatto. “La situazione di mia sorella non è buona? è stata seguita da 9,200,000 telespetatori. Non solo lo spetacolo, diretto da lui stesso, ma anche uno speciale dedicata al artista da RaiUno, per il suo setantessimo anniversario “Adriano Celentano, la mia vita un romanzo? è risultato un grande succeso seguito da circa 8,000,000 di spetatori.

Il vero Adriano Celentano è Claudia Mori

Solo una femmina rigorosa come Claudia Mori, puo dirigere, difendere e amare un vulcano come Adriano Celentano. Claudia,attrice e cantante romana, ha incontrato Celentano nel palco del film “Uno strano tipo?, e sin da quel momento loro sono la coppia piu solida del showbiz italiano. Il loro matrimonio si e celebrato in modo molto secreto nel 1964. Questo matrimonio ha portato a loro 3 figli: Rosita, nel 1965, Giacomo nel 1966 e Rosalinda nel 1968. La vita in coppia di Adriano e Claudia e corsa tranquilla e molto riservata per il pubblico, apparte gli anni ’80, dove si è parlato di un divorzio e loro hanno visuto per un po di tempo separati. Si parla che un flirt di Adriano con il sex-symbol del cinema italiano Ornela Mutti era il motivo di questa crisi. Dopo essersi riavvicinati di nuovo, si sono trovati insieme nel film “Joan Lui?. Claudia Mori sin dal 1991 è la direttrice del casa discografica “Clan?. Da questa casa discografica sono uscite canzoni come “Non succedera più?,?Stringimi?, oppura la canzone molto conoscita anche dal pubblico albanese “La coppia più bella del mondo?. Anche se Adriano continua a essere molto diretto nelle sue dichiarazioni, anche se è molto richiesto dalla televisione ed ogni suo programma è un successo, i meriti aspettano alla sua moglie. La sua apparenza dolce non somiglia con quella delle manager fredde americane, ma i risultati mostrano che Claudia, come le sue colleghe lontane, ha fatto che il suo marito guadagni some che si comparano con quelle delle stelle hollywoodiani.Dopo la partecipazioni in molti film con il suo marito, Claudia Mori dirige con una mano di ferro la casa discografica “Clan?.

I giganti non vengono mai da soli

Mentre l’anno 1998 trova Adriano a preparare il ritorno in TV, anche le sue scelte discografiche si devono cambiare, perche le vendite non stavano andando molto bene, la formula è conosciuta. Due grandi della musica possono riscuotere il mercato della musica meglio di uno solo.Senza pensare molto Adriano registra un album in duetto con l’icona dei suoni romantici italiani, Mina. Loro scelgono temi d’amore, che non si sono apprezzati dalla critica musicale ma che hanno avuto un grande successo nel pubblico. I duetti come “Acqua e sale? o “Che t’aggia di? sono stati i più trasmessi dalle radio italiane e mediterranee, ha avuto un grande successo il videoclip, dovo loro erano animati da paperi. Il cd Mina&Celentano ha venduto 1,600,000 coppie.

Spekter.com.al (Albania)


Questa è l’intera traduzione dell’articolo “Adriano Celentano: Botën e ndryshoj, duke kënduar, precedentemente pubblicato…
La traduzione, così come la segnalazione dell’articolo stesso, è il frutto del preziosissimo lavoro a cura della nostra giovane amica albanese Sonila (alias: celentana), che ovviamente ringraziamo di cuore. :)

Andrea