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lug 6 2010

“Celentano? Più che lento è fermo. Nel Parco Sud non ci sarà cemento”

“Chi ha scritto le cose che Celentano ha firmato, ha perso qualche passaggio di quello che è accaduto nel nostro consiglio comunale: maggioranza e opposizione hanno deciso che nel Parco Sud non si costruisce. Il cantante continua a ripetere slogan che per la città sono vecchi e inutili”. Carlo Masseroli, assessore all’Urbanistica del comune di Milano, sceglie Affaritaliani.it per replicare al Molleggiato che ha accusato la giunta milanese di voler cementificare il Parco Sud”. E sul Pgt lancia un appello al Pd: “Continui a manifestare la maturità politica finora messa in gioco che ha portato a un piano sempre più pragmatico e vicino alla città”.

Celentano ha scritto una lettera a Repubblica in cui sostiene che la giunta milanese è terroristica perché vuole cementificare il parco Sud. Che cosa replica al Molleggiato?
“Penso che non conosca Milano e non ci passi ormai da diverso tempo, da quando ha fatto edificare le sue case al mare. Milano invece con grande sensibilità e capacità della classe dirigente politica ha deciso che nel Parco Sud non si costruisce. Forse Celentano ha perso questo passaggio e continua a ripetere slogan che per la città sono vecchi e inutili. Chi ha scritto le cose che Celentano ha firmato, ha perso qualche passaggio di quello che è accaduto nel nostro consiglio comunale dove maggioranza e opposizione hanno deciso che nel Parco Sud non si costruisce. Ancora una volta si dimostra come la classe politica tanto bistrattata sia all’altezza della città più di intellettuali e cantanti”.

Parafrasando proprio il Molleggiato potremmo dire che Celentano è lento?
“Fermo più che lento. Il Molleggiato è ormai fermo sulla gambe”

Oggi intanto sul Pgt è in agenda una riunione di 25 ore del consiglio comunale. Che tempi prevede per l’approvazione?
“Vorrei fare una premessa: Questo piano è quello delle nuove aree verdi che prevede la realizzazione di circa una ventina di parchi nuovi. Inoltre verranno realizzati 30mila nuovi alloggi per dare una risposta al bisogno di casa a coloro che non sono in condizioni economiche per permettersela. E’ il piano della riqualificazione delle aree che smetteranno di essere terra di nessuno e preda di abusivi e rom. Infine è il pgt che salvaguarda il Parco Sud attraverso la presenza degli agricoltori. E’ il piano che la città vuole in fretta. Credo che si sia arrivati al punto in cui ogni discussione sia fine a se stessa. Mi auguro che in tempi brevi si giunga alla sua adozione”.

All’opposizione cosa chiede?
“Di continuare a manifestare la maturità politica finora messa in gioco che ha portato a un piano sempre più pragmatico e vicino alla città”.

Capitolo Expo. Che cosa ne pensa dello scontro in atto tra la Regione e il Comune sul futuro delle aree su cui sorgeranno i padiglioni di Expo? E’ una lotta di potere?
“Non la leggo così. E’ un tentativo di definire un percorso amministrativo che fughi ogni dubbio rispetto ai futuri passi per questo grande evento. Non entro nel merito delle modalità tecniche perché sono chiuso in aula a discutere del Pgt”.

C’è chi, come il leader del Pd Bersani, sostiene che l’Expo di Milano sia a rischio…
“La città non ha bisogno di chi prevede sventura ma di chi ha voglia di operare per il bene comune”.

Daniele Riosa

06/07/2010 - Affaritaliani.it


lug 6 2010

Salvate il soldato Celentano

di Maurizio De Caro

C’era un ragazzo, ormai vecchio, che come noi, anche lui nato per caso in via Gluck e come il grande compositore sarebbe diventato il simpatico musicista-mattacchione dell’Italia urlatrice del rockettino padano negli spensierati e rattoppati anni cinquanta. Swinging Adriano, il molleggiato-ragazzo ne ha fatta di strada, torna e non trova gli amici che aveva (perché li aveva fatti fuori tutti col Clan), solo case su case catrame e cemento. L’anti-architetto giaceva in Lui già all’oratorio, e peccato che non ci fosse “neppure un prete per chiacchierar”. Il povero ricco, er più, Lui, il mito cresce nelle simpatie iacp-ambientaliste. Grida sono il Re degli Ignoranti (come dargli torto?) vuole i prati del dopoguerra, la città d Rocco e i suoi fratelli e la musica del 1° festival del Rock al Palalido. Le sue esternazioni politiche come le sue canzoni sono romantiche e popolari, facili facili, spesso condivisibili, perché assolutamente risibili. Vuole giardinetti ovunque (straordinaria la Contro -via Gluck liberatoria di Gaber) perché teme l’albero di cento piani. E’ l’uomo in fuga dall’inquinamento, di cui si occupa solo lui. Tra un film di cassetta e una carezza e un pugno, l’energetico cantante, invecchia e si costruisce il suo nuovo partito che è la riedizione dell’Uomo Qualunque in salsa rock.

Parte la stagione delle omelie, lui prete mancato, politico dilettante, re degli opinionisti ignoranti, pontifica da tribune miliardarie prima e milionarie in euro poi, per contrastare nei lustri “i politici”, “i palazzinari”, quelli la che si riempiono labocca di paroloni o addirittura parlano un corretto italiano. Da sempre vive in una splendida tenuta tra Milano e Como, piena di Foreste e parchi, e ci sembra difficile che si ricordi della città dove è nato, se tanto la disprezza. La svolta avviene con le pause in tivvù, il suo “non aver nulla da dire” viene scambiato per profonda inquietudine dai radical-chic in crisi di astinenza da mitologie e lo spompato-sempre-meno-molleggiato, sbanca al botteghino. Cinquant’anni di successi non gli danno il lasciapassare per poter parlare, come fa sempre più spesso, di cose di cui oltre a non sapere nulla ,invoca soluzioni impossibili, non immaginarie alla Jarry. Attraverso una lettura falsa e insopportabilmente semplificata della realtà, come l’episodio di oggi, l’ennesima Lettera al Direttore che scatena l’iradiddio, l’anti-depressivo di un ricco-ragazzo-signore annoiato. Da Galbiate spara contro tutti con un carico a pallettoni, usa le stesse parole delle sue canzoni,ed è più facile colpire nel mucchio quando non si ha uno straccio di idea e vengono in mente certi designer celebrati per la loro assenza perfetta di talento. Verrebbe voglia di dirgli, vieni caro Adriano a parlare del tuo PGT(sigla di prisencolinencinaiciusol) ma non fare finta di essere Maria Goretti, spiegaci qual è la tua idea di città realizzabile, concreta, rock. Non verrà e non risponderà perché a furia di fare il simpaticone, è diventato uno zio noioso che ricorda i bei tempi del Santa Tecla, con Gino, Giorgio, Enzo e gli altri, e la sua cifra è rimasta quella. Caro Rugantino mio, non è facile rendersi credibili, ristrutturare la propria modalità di comunicazione che è ferma a chi non lavora non……e i ventiquattromilabaci.

Che ti ha fatto di male il cemento, caro Adriano, non hai visto dalla tua tenuta che c’è stato un secolo che è permeato da capolavori fatti proprio di cemento. Sei mai stato davanti alla stazione centrale? Sulla sinistra c’è un albero di centotrenta metri che è tutto di cemento lo hai mai visto? Nel 1955 dov’eri quando si parlava di fare quel muro di cemento, e nel sessanta quando l’hanno inaugurato, eri troppo impegnato a cantare nella “dolce vita”. Leggendo le parole del futuro leader politico, viene voglia di piangere perché la mediocrità del dibattito è insopportabile per un’era già insopportabile per mediocrità concettuale, e Adriano ha sempre ragione perché è famoso, come le starlette e i tronisti, e quindi dobbiamo perdere tempo dedicargli i nostri strali che comunque non lo colpiranno. Il suo, infatti, non è un linguaggio dialettico ma un comizio acritico che si rivolge ad una parte politica (un Travaglio canterino senza il quadernetto) che, mi auguro, abbia il buon senso di non abboccare all’amo del nazional-popolare per riscattare una stagione avara di soddisfazioni. “Cemento nel parco Sud” non ce ne sarà (sentite come suona bene sembra il sottotitolo di un film di Romero), e il povero swinging Celentano dovrà trovare altre occasioni per allestire il suo banchetto di ovvietà e banalità ambientaliste che piacciono tanto a mia nonna Maria Antonietta, perché le dice Lui, non perché abbiano qualsiasi barlume di senso, figuriamoci di buon senso.

Canta caro Adriano, canta che ti vogliamo bene quando fai la mossa, ma se per qualche decennio ci hai fatto credere che potesse esistere un Elvis lombardo, e nella nostra ingenuità provinciale continuiamo a crederci, non riusciamo ad immaginarti architetto e urbanista. Fai il tuo mestiere e se hai ancora cose da dire dille cantando: nelle canzonette le stupidate, coperte dalla musica, si notano meno.

06/07/2010 - Affaritaliani.it


mag 3 2010

Celentano molleggiato in 3d

Manara: “Adriano cartoon esaltante”. Il disegnatore amico di Fellini svela i segreti delle 26 puntate sulle battaglie sociali del cantante.

Realizzare un cartoon con protagonista Adriano Celentano «è un progetto molto stimolante» ha detto il re del fumetto italiano, Milo Manara. «E non mi fermo qui», ha aggiunto, dopo Fellini, Valentino Rossi e ora Celentano, voglio disegnare «i personaggi che conosco e stimo, come De Gregori, Dalla, Guccini o Paolo Conte». È da qualche tempo che si parla del cartoon firmato Manara con protagonista il Molleggiato.

Ieri il disegnatore, famoso per le sue figure femminili, era a «Comicon», il salone internazionale del fumetto e dell’animazione a Napoli. Manara ha confermato il progetto: «Sto preparando una nuova serie animata che avrà come protagonista, disegnato da me, Adriano Celentano. Tutto è nato da un’idea dello stesso Celentano - ha aggiunto Manara - che mi ha contattato un po’ di mesi fa: i temi saranno quelli a lui cari dell’ecologia e di una certa gestione del potere». Il progetto ispirato agli ideali di Celentano è targato Sky e prevede una serie in 26 puntate dal titolo «Il ragazzo della via Gluck», sarà prodotto in Italia con la tecnica ultramoderna Hd-3d. L’animazione sarà curata da Enzo D’Alò, autore tra gli altri de «La gabbianella e il gatto» e «La freccia azzurra».

Nel gruppo anche Vincenzo Cerami, autore e sceneggiatore di grandi storie di cinema, tra cui «La vita è bella». Arriverà in tv, naturalmente su Sky, verso la fine di quest’anno, al massimo nel 2011. «Ho trovato il progetto molto stimolante - ha spiegato Manara - sia per il rapporto con Celentano e Cerami, con cui avevo già lavorato, sia per la trasposizione in 3d.

Il fumetto è la base dell’animazione classica e anche di quella tridimensionale: in fondo anche un film come “Avatar” nasce da uno storyboard, che altro non è che un fumetto molto dettagliato». Manara ha presentato alla kermesse napoletana la riedizione, con l’editore Q Press, del suo libro del 1975 «Un fascio di Bombe», che l’autore dedicò alla stagione delle stragi in Italia. «È un libro - ha spiegato - che dovrebbe essere letto nelle scuole, perché quel periodo ha contribuito a cambiare la storia del nostro Paese e un fumetto potrebbe invogliare i giovanissimi a conoscerlo». L’autore ha parlato anche del suo lavoro per il quarto episodio della serie dedicata ai Borgia e sceneggiata dal regista Alejando Jodorowsky.

Antonio Angeli

03/05/2010 - Il Tempo


dic 13 2009

Scajola: “Respingo le accuse ecco perché Adriano sbaglia”

LA LETTERA

di CLAUDIO SCAJOLA

Caro direttore, quando i poeti scrivono in prosa spesso perdono l’ispirazione e il “tocco magico” che li rende inimitabili. È il caso, purtroppo, di Adriano Celentano che quando si avventura sul terreno della politica o, peggio, della tecnologia, esprime valutazioni inesatte e addirittura contraddittorie.

Su Repubblica di ieri Celentano chiede alla Conferenza di Copenaghen misure decisive contro il cambiamento climatico, ma poi attacca violentemente il nucleare, ignorando che senza un aumento di nucleare, che non produce emissioni di gas serra, non sarà possibile combattere seriamente il cambiamento climatico, come emerge con chiarezza dai più recenti studi dell’Ocse e dell’Aie e come sta ribadendo in questi giorni la stessa Conferenza di Copenaghen.

Celentano mi accusa poi di voler “distribuire le sofferenze di morte in base al conto in banca”: al Nord “la morte istantanea causata dall’esplosione della centrale nucleare”; al Sud, dove secondo lui il governo vorrebbe collocare il deposito delle scorie (invece nulla è stato ancora deciso al riguardo) “una morte lenta e sofferente come solo il cancro sa dare”. È francamente difficile replicare razionalmente a un tale cumulo di banalità prive di senso: e del resto Celentano furbescamente si autoassolve in anticipo definendosi “il re degli ignoranti”.

Ricordo in primo luogo che le centrali nucleari non possono esplodere e sono tra le fonti di produzione elettrica più sicure. Nel mondo ci sono oggi circa 450 reattori nucleari in funzione da circa 30 anni: se li mettiamo in fila, fanno quasi 15 mila anni di funzionamento del nucleare, che si è confermato la fonte energetica che ha causato meno danni all’uomo e all’ambiente. Perché nessuno, neppure Adriano Celentano, ricorda mai che il maggior disastro energetico subito dal nostro Paese, con 1700 vittime, è stato provocato nella centrale idroelettrica del Vajont a causa di errate previsioni idrogeologiche? Celentano vuole chiudere anche le centrali idroelettriche?

E se si vuol parlare di cancro, perché non prendere per vere le affermazioni del grande oncologo e senatore del Pd Umberto Veronesi, che proprio su Repubblica qualche mese fa affermò la necessità del nucleare per ridurre le centrali a gas, petrolio e carbone che emettono gas serra, questo certamente dannoso per l’ambiente e per l’uomo?

Sarò all’antica, ma sui temi della salute continuo a dare più credito al professor Veronesi, così come vorrei continuare ad ascoltare le canzoni - ma solo quelle - dell’ex ragazzo della via Gluck.
(Ministro dello Sviluppo Economico)

12/12/2009 - La Repubblica


ott 17 2009

Celentano e SKY, nasce “Il ragazzo della Via Gluck”

Si intitolerà così il racconto animato in 26 puntate ispirato al “Molleggiato” e prodotto proprio dal clan Celentano per Sky. Nasce così uno straordinario progetto a cui parteciperanno Manara, Cerami e D’Alò.

Adriano Celentano sceglie Sky. Sceglie quindi l’innovazione e la sperimentazione. Accordo firmato tra il clan Celentano e la pay tv italiana per un progetto, biennale, in esclusiva. Il “Molleggiato” entra, accompagnato da Sky, nel mondo della tecnica del 3D-HD per creare ed essere protagonista di un film d’animazione in 26 puntate. Un lungo racconto, diviso in puntate, per parlare dei temi da sempre più cari a Celentano: dal progresso, all’inquinamento, dalla convivenza, all’alimentazione.

14/10/2009 - Sky Tg24


ott 15 2009

Celentano (a fumetti) su Sky per 2 anni

Milano - Celentano su Sky. Su Sky Uno, per l’esattezza. E con un cartoon, per di più. La notizia, sventolata qui e là da mesi, è ufficiale: ha firmato un contratto per due anni, il contratto è di esclusiva come quello di Fiorello e quindi molto difficilmente lo vedremo su altre reti. Il suo debutto sarà, in una data che ancora non si conosce, addirittura con un cartoon che già dal titolo si capisce di che cosa parlerà: Il ragazzo della via Gluck. Una sorta di autobiografia a disegni animati, un’operazione a metà strada tra l’apologetico e il biografico che sarà ancorata alla vita del più grande dei nostri interpreti ma fluttuerà qui e là chissà dove, sfiorando in pieno Celentano style i temi per i quali lui si è dannato l’anima fin da quando era un ragazzino. Naturalmente tutto è top secret. E naturalmente sarà un evento. Intanto si sa soltanto che saranno 26 puntate in onda su Sky Uno, per la durata di 26 minuti ciascuna. E poi, a garanzia, c’è la squadra che lavora su questo progetto realizzato con la tecnica 3D-Hd. Oltre a lui, Celentano in persona, ci sono otto sceneggiatori, due dei quali sono allievi della Scuola Holden di Alessandro Baricco e uno è il più famoso di tutti, Vincenzo Cerami, e non soltanto grazie alla Vita è bella di Benigni. Ma il perno di quest’opera, che si candida già a scatola chiusa a diventare uno dei progetti d’animazione più importanti degli ultimi anni, saranno Milo Manara, grandioso fumettista che esordisce così nel complicato mondo dei cartoon, ed Enzo D’Alò, probabilmente il miglior regista italiano in materia grazie anche a bei film come La gabbianella e il gatto e La freccia azzurra che hanno convinto tutti, bambini compresi (il pubblico più difficile). Fin qui il cast. L’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge ha detto: «Siamo davvero onorati di avere l’occasione di lavorare di nuovo con il Clan Celentano e Adriano Celentano. Grazie alla sua creatività e genialità senza pari, si realizzerà un progetto imponente e innovativo, che coinvolgerà eccellenze italiane e rappresenterà una tappa di rilievo per lo sviluppo dell’industria italiana dell’animazione». Ma, al di fuori delle inevitabili formalità, l’arrivo di Celentano è un altro colpo di Sky. Dopo Fiorello, arrivato in primavera con squilli di tromba e polemiche al seguito, adesso tocca a uno dei più popolari showman italiani che ha legato quasi tutta la sua carriera alla Rai, sia come cantante che come autore e conduttore dei suoi one man show. Se lo ricordano tutti sin dagli anni Sessanta, è uno dei volti simbolo della tv di Stato e quindi il suo trasloco è senz’altro epocale.

Se Fiorello ha frenato la processione delle disdette a Sky, realizzando un risultato ancora più importante del semplice indice d’ascolto, adesso Celentano prova a consolidare la tendenza. E lo fa come al solito e come è ormai costretto a fare: sparigliando le carte. Il cartoon, innanzitutto: c’è qualche showman che si sia mai autodedicato un cartone animato? No. E poi i contenuti, che saranno senza dubbio forti. Per capirlo, basta dare un’occhiata allo spot che da oggi andrà in onda sul centinaio di canali della pay tv. C’è un Celentano ringiovanito, disegnato dall’inconfondibile Manara e vestito come nei suoi film degli anni Sessanta e Settanta. E c’è una colonna sonora del promo che la dice lunga: la sua canzone Io sono un uomo libero del 2001. Già questo è un messaggio bello chiaro, al di là di quell’enfasi che Celentano sa maneggiare così bene. Infine c’è l’ultima conferma: con questo progetto, si allontana il Celentano cantante perché il nuovo cd arriverà soltanto tra un anno, giusto per festeggiare il prossimo Natale.

15/10/2009 - Il Giornale


ott 15 2009

Celentano cartoon per Sky disegnato da Milo Manara

«Il ragazzo della via Gluck», un serial in 26 puntate

MILANO — Adriano Celenta no diventa un cartone animato. Disegnato da Milo Manara, sceneggiato da Vincenzo Cerami e con la collaborazione di Enzo D’Alò. Dopo l’anticipazione del Magazine del Corriere di qual che settimana fa, ieri Sky e Clan Celentano hanno annunciato l’accordo: si farà una serie di 26 puntate, intitolata «Il ragazzo della via Gluck», che si vedrà in anteprima sulla piattaforma sa tellitare all’inizio del 2011.

È già in onda un promo che ci offre un assaggio. Un giovane Ce­lentano, disegnato con l’inconfondibile tratto del grande fu­mettista Manara: berretto in stile irlandese, sciarpa fricchettona e trench, se ne sta in piedi in un prato fiorito. La serie, prodotta dal Clan Celentano, l’etichetta di­scografica dell’artista, sarà in 3d e in Hd (alta definizione).

«Non sarà la ricostruzione sto rica della carriera di Celentano», anticipa al Corriere Vincenzo Cerami, premio Oscar per La vita è bella , che è chiamato a coordina re le sceneggiature realizzate da gli studenti della scuola di scrit tura di Alessandro Baricco. Il ti tolo spiega lo spirito del carto on. Continua Cerami: «Quella canzone ha introdotto in tempi non sospetti i temi dell’ecologia che oggi sono di attualità. Faremo eco-art, ecologia e arte, senza fare moralismi. E raccontere mo dei viaggi avventurosi sul pianeta in chiave iperrealista, fantastica e futuristica. Mettere mo in evidenza l’animo generoso di Celentano e i suoi segreti». Ci sarà l’erotismo tipico di Manara? «Lui è sempre erotico, ma non credo ci saranno le sue classiche donnine», conclude Cerami che con Celentano ha già collaborato scrivendo un testo per l’ultimo album e come autore di «Rockpolitik» (Raiuno). Non è la prima volta di Celentano a cartoni. È capitato nel 1998 per il videoclip di un duetto con Mina in cui la coppia era stata trasformata in una caricatura in stile Paperino e Paperina e anche nella sigla di «Rockpolitik». È la prima volta, però, che si va oltre i pochi minuti. «Celentano è il motore di tutta questa bella ope razione — racconta il regista Enzo D’Alò ( La gabbianella e il gatto ) —: è stato lui a proporre il progetto, ha avuto l’idea e starà dietro a tutta la realizzazione. Abbiamo già avuto vari incontri e stiamo lavorando a quella che in gergo si chiama “bibbia”, ossia il trattamento».
L’accordo fra Sky e Celentano non prevede nessuna esclusiva. Il Molleggiato, in teoria, sarebbe libero di tornare a fare un programma in Rai. La scelta di impegnarsi nel cartoon sembra però escludere un ritorno, almeno fino all’autunno 2010. Da un lato Celentano vuole seguire passo per passo la lavora zione e non avrebbe tempo per scrivere anche uno show per la tv, dall’altro la scelta di impegnarsi in una nuova avventura e anche segno che la trattativa con la Rai si è arenata. Per il momento Sky se la gode. Dopo il colpo di Fiorello ecco un altro pezzo pregiato che va a lavorare per la tv di Murdoch. «Siamo davvero onorati di avere l’occasione di lavorare di nuovo con il Clan e Celentano — ha di chiarato l’amministratore delegato Tom Mockridge — Grazie alla sua creatività e genialità senza pari, si realizzerà un progetto imponente e innovativo, che coinvolgerà eccellenze italiane e rappresenterà una tappa di rilievo per lo sviluppo dell’industria italiana dell’animazione».

Andrea Laffranchi

15/10/2009 - Corriere della sera


ott 14 2009

Per Adriano Celentano nuova sfida tv
Film in 3D di Manara e Cerami su Sky

NEL PROMO LA CANZONE «IO SONO UN UOMO LIBERO»

«Il ragazzo della via Gluck»: 26 puntate con lo zampino di Enzo D’Alò. Per l’ex Molleggiato è anche un esordio

MILANO - Vita e opere di Adriano Celentano in 3D: un cartoon in 26 puntate disegnato da Milo Manara e sceneggiato da Vincenzo Cerami che andrà in onda su Sky. Un progetto - frutto dell’accordo tra la società Clan Celentano srl e la pay-tv - in cui non manca lo “zampino” del re dell’animazione italiana Enzo D’Alò («La gabbianella e il gatto». «Momo alla conquista del tempo», «Opopomoz»). Titolo della serie: «Il ragazzo della via Gluck». Sarà prodotta con la tecnica del 3D-HD sotto la guida dello stesso Celentano, all’esordio nell’animazione. L’ex Molleggiato ha coinvolto dunque grandissimi nomi nostrani: da Manara (anche lui all’esordio nel mondo dell’animazione), a D’Alò, a Cerami, autore e sceneggiatore di film, tra cui «La vita è bella» di Roberto Benigni. Ma del team faranno parte anche otto giovani sceneggiatori, tra cui due allievi della scuola Holden di Alessandro Baricco. Bocche cucite sulla trama, ma si sa che - oltre alle canzoni di Celentano - non manchernno i temi a lui cari, dal progresso all’inquinamento, dall’alimentazione alle ingiustizie.
UNA NUOVA SFIDA - Grandi le aspettative della pay-tv di Murdoch. «Siamo davvero onorati di avere l’occasione di lavorare di nuovo con il Clan Celentano e Adriano Celentano - ha detto l’ad di Sky Italia Tom Mockridge -. Grazie alla sua creatività e genialità senza pari, si realizzerà un progetto imponente e innovativo, che coinvolgerà eccellenze italiane e rappresenterà una tappa di rilievo per lo sviluppo dell’industria italiana dell’animazione». Per il promo di 30 secondi che annuncerà sugli oltre cento canali l’imminente arrivo dell’ex Molleggiato è stata scelta la canzone «Io sono un uomo libero», accompagnata dal ritratto di Manara che vedete sotto. Celentano appare vestito come nei suoi fortunati film degli anni ‘60 e ‘70, con tanto di coppola in testa, accanto a un cespuglio fiorito. Per lui si apre un nuovo capitolo nel rapporto con la tv, da oltre vent’anni all’insegna dei colpi di scena e delle provocazioni. Per Sky è un bel colpo, che segue quelli messi a segno con Fiorello e le acquisizioni sportive, dalle Olimpiadi ai mondiali di calcio.

Adriano Celentano visto da Milo Manara

14/10/2009 - Corriere della Sera


set 28 2009

Il molleggiato di cartone

CELENTANO TORNA IN TIVU’, MA NON IN CARNE E OSSA. SARA’ PROTAGONISTA DI UNA SERIE DI ANIMAZIONI IN 26 EPISODI DISEGNATA DA MILO MANARA.
LA STORIA PARTE DALLA VIA GLUCK ED E’ PREVISTA SU SKY PER L’ANNO PROSSIMO.

“Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck”.
Correva l’anno 1966, l’alba del ‘68 e del maggio francese era alle porte, e si respirava aria di rivoluzione, quando Adriano Celentano publica prima il 45 giri della canzone presentata con scarso successo al Festival di Sanremo (viene eliminata dopo la prima serata!), poi l’album omonimo. La copertina raffigura il molleggiato a passeggio con un amico, entrambi di schiena. A distanza di quarantatrè primavere Il ragazzo della via Gluck sta per diventare una serie animata: 26 episodi da 26 minuti ciascuno, che segnerà anche il “passaggio” dell’artista milanese da mamma Rai al regno di Sky.
I cartoons, infatti, saranno coprodotti e trasmessi, presumibilmente, nel 2010 dalla piattaforma satellitare di mr. Murdoch.

IMPEGNO E AMARCORD

Per realizzare il suo grande sogno nel cassetto il cantautore, attore e conduttore televisivo, maestro di colpi di scena in presa diretta, ha voluto il meglio in circolazione. Consigliato e guidato dal fiuto della moglie Claudia Mori, produttrice di fiction e attrice (che vedremo prossimamente in X Factorsu Rai 2). Celentano si è affidato all’inconfondibile tratto del grande fumettista italiano Milo Manara, del regista-sceneggiatore Enzo D’Alò (La Gabbanella e il Gatto, La Freccia Azzurra e allo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami che proprio con D’Alò ha appena realizzato la serie tv per bambini Pipì, Pupù e Rosmarina. Manara darà vita a colpi di matite colorate ai personaggi cantati nella canzone, ricca di riferimenti autobiografici (la via Gluck com’è noto è la via dove il cantante viveva da ragazzo con la famiglia), nonché primo vero testo ecologista della storia della canzone italiana. E, conoscendo l’impegno del Molleggiato in difesa della natura, contro i guasti della rivoluzione industriale e della speculazione edilizia, si prevede che la serie animata sarà improntata all’impegno civile, più che al nostalgico amarcord.
Forse si ritroverà qualche pennellata di ricordi sparsi qua e là, mentre la voce di Celentano guiderà lo spettatore (anche attraverso i suoi brani cult) lungo gli scenari a lui più cari, nell’universo della globalità idealizzata da internet, dove l’uomo – perso il contatto con la terra e tra mille incontri puramente virtuali – ha letteralmente smarrito la strada. A essere ben saldi al timone sono, invece, autori e regista che da giugno lavoreranno al mega progetto.
Sulla carta il successo è già assicurato. Il “clan” Celentano ci punta moltissimo.

di Orietta Cicchinelli

17/09/2009 - Corriere Magazine

Si ringrazia l’utente Silvio TS per la trascrizione del presente articolo.


set 17 2009

Celentano, un cartoon di Sky su Ragazzo della via Gluck

Roma, 17 set. - (Adnkronos) - Potrebbe essere un cartoon sul Ragazzo della Via Gluck il prossimo impegno di Adriano Celentano su Sky. La notizia, che compare oggi sul Magazine del Corriere della sera, non trova conferme ne’ smentite nell’azienda di Rupert Murdoch ne’ al Clan. Ma, secondo indiscrezioni, il progetto sarebbe clamoroso: una serie animata ispirata al Ragazzo della via Gluck, sicuramente la canzone-simbolo di Adriano Celentano.
La serie, di 26 episodi da 26 minuti ciascuno, dovrebbe arrivare in televisione nel 2010 e avra’ la firma, oltre che del Molleggiato, anche di altri tre straordinari artisti: Milo Manara, il piu’ importante fumettista italiano, il regista e sceneggiatore Enzo D’Alo’ e lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami. Come e’ noto, la Via Gluck e’ la strada dove Celentano viveva da ragazzo e il brano rappresenta la prima vera canzone ecologista della storia della musica italiana.

17/09/2009 - Adnkronos