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ago 5 2009

Adrianissimo Movies! 9° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 9° manche! La SECONDA E ULTIMA semifinale.

Supereranno il turno e vanno in finale i primi 4 film classificati.
Ecco i film in gara:

1. Grand Hotel Excelsior
2. Segni particolari bellissimo
3. Geppo il folle
4. Lui è peggio di me
5. Bingo Bongo
6. Il Burbero
7. Er più
8. Ecco noi per esempio
9. L’altra metà del cielo
10. Bianco rosso e…

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di domenica 13 Agosto.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche09_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


lug 5 2009

Adrianissimo Movies! 6° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 6° manche! LA PRIMA della fase “ripescaggio”

Supereranno il turno i primi 3 film classificati.
Ecco i film in gara in questa sesta manche:

1. Sabato, domenica e venerdì - di Castellano, Pipolo e Martino - 1979
2. Le cinque giornate - di Dario Argento - 1974
3. Er più, Storia d’amore e di coltello - di Sergio Corbucci - 1971
4. Sing sing - di Sergio Corbucci - 1983
5. Bingo Bongo - di Pasquale Festa Campanile - 1982
6. Qua la mano - di Pasquale Festa Campanile - 1980
7. Rugantino - di Pasquale Festa Campanile - 1973
8. Il Burbero - di Castellano e Pipolo - 1986

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di domenica 12 Luglio.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche06_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


giu 26 2009

Adrianissimo Movies! 5° Manche

Adrianissimo!

Andiamo avanti con la 5° manche!

Supereranno il turno i primi 3 film classificati.
Ecco i film in gara in questa quinta manche:

1. L’altra metà del cielo - di Franco Rossi - 1976
2. Geppo il folle - di Adriano Celentano - 1978
3. Il Burbero - di Castellano e Pipolo - 1986
4. Segni particolari bellissimo - di Castellano e Pipolo - 1983
5. Bianco rosso e… - di Alberto Lattuada - 1972
6. Lui è peggio di me - di Enrico Oldoini - 1984
7. Bingo Bongo - di Pasquale Festa Campanile - 1982

Abbiamo tempo fino alla mezzanotte di giovedì 2 Luglio.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
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Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.
Mi raccomando… partecipate numerosi!

Fabrizio


dic 23 2008

Edizioni Master presenta: “Celentano Collection”

Celentano Collection Il bisbetico, folle e irresistibile Adriano Celentano arriverà in edicola con i suoi film più famosi: “Innamorato pazzo”, “Il bisbetico domato”, “Mani di velluto”, “Bingo Bongo”, “Asso”, “Le cinque giornate”, “Il burbero”, “Bluff”, “Lui è peggio di me” e tanti altri ancora. Ogni DVD è accompagnato da un fascicolo cartaceo di approfondimento con le curiosità sul film, i personaggi e naturalmente sul grande protagonista.


1° uscita “Il bisbetico domato” a € 7,99 (Gennaio 2009)

Il bisbetico domato


Edizioni Master - www.edmaster.it


gen 2 2008

Settant’anni senza andare fuori tempo

Oggi l’Adriano Celentano personaggio della tv e il difensore di cause destinate a fare polemica occupa più spazio pubblico del cantante ma i suoi settanta anni – il cantante è nato il 6 gennaio 1938 a Milano da una famiglia di saldissime origine foggiane – sono ora un’occasione per ricordare una carriera lunga più di mezzo secolo, che rappresenta uno dei capitoli più pregiati della storia della canzone italiana. Senza contare che negli ultimi dieci anni con il disco con Mina, con Io non so parlar d’amore, Esco di rado e parlo ancora meno fino al recente Dormi amore la situazione non è buona ha realizzato vendite assolutamente fuori portata per il mercato italiano.
Tra i tanti fan di Celentano probabilmente è stato Emir Kusturica a definire la sua grandezza di cantante: qualche anno fa era in tour con la sua band e, a chi gli chiedeva quali fossero i suoi eroi musicali, il regista di Underground pare rispondesse: “Adriano Celentano. I dischi americani erano banditi erano banditi e nei Paesi ex comunisti dell’Europa dell’Est è stato lui a farci conoscere il rock’n’roll?.
Sul piano musicale la sua carriera è divisa in diverse fasi. La prima è quella del rock’n’roll. Celentano pensò di conciliare la portata eversiva di quella musica rivoluzionaria con la comicità di Jerry Lewis. Le sue doti naturali e il suo strampalato stile di ballerino hanno fatto nascere il mito del “Molleggiato?. Prima alla festa dei Ricky Boys, la band di rock’n’roll formata con Gaber e Jannacci poi con brani come Il tuo bacio è come un rock, Il ribelle, Ciao ti dirò. Nel ’61 arriva secondo a Sanremo in coppia con Little Tony con Ventiquattromila baci.
La fase del rock’n’roll si conclude con l’inizio dell’avventura del Clan, sorta di “rat pack? (il celebre clan di Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis jr e Peter Lawford) alla milanese formato da amici, parenti e fidanzate. Durante questo periodo incide Pregherò cover di Stand by me in cui manifesta quello spirito religioso-predicatorio che diventerà poi uno dei tratti caratteristici della sua personalità, Chi ce l’ha con me, Grazie prego scusi, Il tangaccio, Stai lontana da me. Il Clan finirà in un mare di carte bollate (con Don Backy in particolare) mentre gli anni della contestazione rischiano di minare il suo status di divo assoluto dell’epoca d’oro del Cantagiro e del 45 giri. Nel 1966 anticipa le tesi ecologiste con Il ragazzo della via Gluck (la via di Milano dove è nato).
Più o meno nello stesso periodo incide un altro dei suoi capolavori, Azzurro, brano scritto nel 1966 da Paolo Conte. Il filone ecologista ha un altro caposaldo nel Mondo in mi settima. Con La coppia più bella del mondo nel 1967 si attira le accuse di antidivorzismo ma il singolo viene pubblicato con un retro che è tra le più belle di cantante, Una carezza in un pugno.
La polemica con la generazione del ’68 esplode con Tre passi avanti, Torno sui miei passi e Chi non lavora non fa l’amore che, cantata in coppia con Claudia Mori (nel frattempo diventata sua moglie) vince Sanremo nel ’70. Del ’72 è un altro colpo del suo genio anticipatore: Prisencolinensinainciusol, un gramelot funk che è il primo rap italiano (che finirà in classifica negli Usa). Nel 1977 è il primo cantante italiano a fare una tournèe negli stadi. Nel 1976 pubblica il suo più grande successo del decennio, Svalutation. Gli anni ’80 – mentre la sua stella di cantante si appanna – vedono la sua trasformazione in protagonista della commedia cinematografica e il suo debutto da telepredicatore con l’ormai leggendario Fantastico 8.
Da allora fino a oggi la sua carriera si è divisa tra le già citate esperienze discografiche e le sue seguitissime apparizioni tv. La più originale tra le sue performance musicali recenti l’ha realizzata davanti a Papa Wojtyla nel 1997 a Bologna, di fronte a 500 mila persone e la diretta tv, improvvisando una marcia da “Molleggiato? attorno al Pontefice.

di Paolo Biamonte


Il cinema, una passione che rode dentro

Arrivato al fatidico capo dei 70, Adriano Celentano potrebbe ammettere che il suo vero sogno nel cassetto è la regia cinematografica. Felliniano ad origine controllata, Celentano non a caso figura nel cast de “La Dolce Vita? dove si esibiva come cantante rock nelle notti di Via Veneto. Il suo primo incontro con la cinepresa si deve a Lucio Fulci che lo scritturò tra il 1959 e il ’60 per “I ragazzi del juke box? e “Urlatori alla sbarra?. Appena quattro anni dopo passa dietro la macchina da presa per “Super rapina a Milano?, paradossale scherzo goliardico del Clan con Piero Vivarelli a sorvegliare discretamente il neo-regista, Claudia Mori come primadonna e gli amici del tempo (Don Backy, Micky Del Prete, Gino Santercole) nei ruoli maggiori.
Il film ricorda da vicino le bizzarrie surreali dei Beatles (la scalcinata trama rimanda ai titoli di Richard Lester) e non ebbe seguito immediato, ma confermò il talento del personaggio anche come attore. E allora Pietro Germi lo diresse nel 1969 in “Serafino?, forse il suo miglior film d’attore, mentre “Er più – Storia d’amore e di coltello? lo propone negli improponibili panni di un bullo romano, una sorta di Rugantino, nei quali incredibilmente funziona.
Ma il tarlo della regia rodeva Celentano. Puntualmente nel 1975, mentre Corbucci cuciva a misura su di lui la maschera comica destinata a grande fortuna con “Di che segno sei?? (col ruolo del ballerino di provincia Fred Astaire), l’idolo del rock all’italiana firmava il suo autentico primo film da regista. Era “Yuppi Du?, fantasia surreale ambientata a Venezia e interamente girata in studio, una commedia musicale inclassificabile che molti esperti inseriscono anche oggi tra gli oggetti cult del cinema italiano.
Tutti motivi che avrebbe rivisitato con alterna fortuna nelle opere successive tra “Geppo il folle? (1978) e il kolossal “Joan Lui? (1985) segnato da un insuccesso al box office che solo i recenti trionfi televisivi hanno parzialmente lenito.
Nel frattempo il Celentano attore si era ampiamente riscattato diventando un autentico divo della commedia durante tutti gli anni ’80. Tra i successi più amati dal pubblico quelli firmati dalla coppia Castellano & Pipolo da “Mani di velluto? a “Il burbero?, passando per “Il bisbetico domato?, “Asso?, “Innamorato pazzo?, grazie al quale incontrò Ornella Muti dando vita ad una delle “liaison dangereuse? più chiacchierate dello spettacolo italiano.

di Giorgio Gossetti


Venne Adriano e la tivvù cambiò pelle

Le pause, celebri quanto i monologhi a sorpresa, l’assoluta libertà editoriale, i contratti milionari, le polemiche, i record di ascolti: sono gli ingredienti della tv “made by Celentano?, definita anche la “dissoluzione del varietà?. Ovvero vent’anni di successi, originalità, provocazioni lanciate dal Molleggiato da quando, nell’autunno del 1987, fu chiamato a condurre il primo Fantastico del dopo-Baudo, passato alla Fininvest, fino all’ultimo show di un mese fa, La situazione di mia sorella non è buona.
Per 14 settimane, tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico 8 davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia, l’ex ragazzo della via Gluck mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione dei cuccioli di foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria “La caccia è contro l’amore? e a mandare al Presidente della Repubblica il messaggio “Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga?. Si corregge, per evitare l’annullamento della scheda, ma non evita la multa della Rai da 200 milioni né il processo per turbativa elettorale, dal quale uscirà assolto con formula piena.
Primo ritorno a dicembre 1992 su Raitre con Svalutation, solo due puntate annunciate dal promo “Si salvi chi può?. Il Molleggiato se la prende con i ricchi, chiede che vengano restituite all’Italia la bellezza di un tempo e le botteghe degli artigiani. Risultato, 5 milioni di media contro le “corazzate? Scommettiamo che? e Paperissima.
Bisognerà aspettare fino al 1999 – fatta eccezione per poche apparizioni – per rivedere Celentano in tv. Francamente me ne infischio è il titolo-bandiera dello show che lo riporta su Raiuno, annunciato da un battage mediatico senza precedenti. Fioccano le polemiche e gli ascolti: la prima puntata fa oltre 9,5 milioni di spettatori (42,29 %).
Ancora fibrillazione e allarme monologhi ad aprile 2001: è la volta di 125 milioni di caz..te. Cibi transgenici, la legge sulla donazione degli organi, la frenesia del vivere moderno, la salute, l’amore. Eccezionali gli ospiti (da Dario Fo a Giorgio Gaber) e gli ascolti: all’esordio oltre 12 milioni nella prima parte e quasi 8 nella seconda.
Nel 2005 il nuovo pulpito per Celentano è Rockpolitick, in onda su Raiuno fra ottobre e novembre: dividendo il mondo in “lento? e “rock?, il telepredicatore ridà il microfono a Michele Santoro, diffonde la classifica della Freedon House sulla libertà d’informazione con l’Italia solo 79/ma, ospita Roberto Benigni insieme al quale, facendo il verso a Totò e Peppino, scrive una lunga lettera a Silvio Berlusconi. La media delle quattro puntate sarà del 46%, per un costo di 22 miliardi di vecchie lire. Come sempre il ciclone Celentano ha avuto piena libertà autoriale, ma il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ne prende le distanze.
Il resto è storia di oggi: dopo una promozione massiccia, il 26 novembre arriva su Raiuno La situazione di mia sorella non è buona, serata-evento legata al nuovo cd Dormi amore, la situazione non è buona.

di Angela Majoli

02/01/2008 - La Gazzetta del Mezzogiorno


nov 28 2006

Democrazia Celentana

Filippo ci ha segnalato questa intervista a Pipolo (Giuseppe Moccia) di alcuni mesi fa, prima che ci lasciasse, recentemente.


Come mai Celentano ha smesso di fare film nell’87 con “Il Burbero”? Non pensi che avrebbe potuto fare anche qualcosa di più?

Certo che avrebbe potuto. E potrebbe ancora. Pensa che bei personaggi degni di un Jack Nicholson o di un Bill Murray potrebbe interpretare specialmente adesso che la sua maschera, con l’età, si è fatta ancora più interessante! E, tanto per la cronaca, Il Burbero non è stato il suo ultimo film. Qualche anno dopo ha interpretato Jackpot diretto da Mario Orfini, un film che parla di un contadino naif che viene utilizzato da degli scienziati per ricondurre alla semplicità dei bambini dai cervelli superdotati e dediti ai computers. Comunque sono sempre in contatto con Adriano e ho promesso di scrivere al più presto una storia adatta a lui e al suo attuale momento. Ha detto però che se la trovo, questa storia, la vorrebbe dirigere lui. E sarebbe anche questa una prima volta perché Adriano, che adopera in maniera eccezionale la macchina da presa, stavolta non scriverebbe la sceneggiatura di un suo film da regista. Sto pensando alla storia di un barbone filosofo che vive ai margini della città e… scusami ma non vado oltre perché la devo raccontare prima a lui.

[...]

Ti è piaciuto il programma?

Il programma mi è piaciuto moltissimo. E mi è dispiaciuto, a differenza di “Fantastico 8? in cui io e Franco eravamo tra gli autori e dove sono nate per la prima volta le famose “pause di riflessione?, di non avervi partecipato. Ma le troppe difficoltà e soprattutto la distanza (sia geografica che politica) hanno reso improbabile la mia partecipazione. Ciò non toglie che penso che alcuni numeri di Rockpolitik come per esempio la lettera a Berlusconi di Adriano e Benigni siano stati delle gemme del varietà della televisione italiana. Come sempre accade in tutto ciò che fa Adriano, ci si aspettava sempre l’evento e si stava ogni settimana con il fiato sospeso. Conoscendo bene Adriano io sono stato tra quelli che ha sempre pensato di un probabile arrivo di Silvio in trasmissione e so che c’è stato un momento in cui questa possibilità stava per diventare certezza.

Da destra attacchi furiosi, da sinistra ovazioni scomposte oppure estremee pavide cautele. Funari ci dice che Adriano in realtà è democristiano. Tu che lo conosci, cosa pensi dell’appartenenza politica di Celentano (sempre ammesso che ne abbia una)?

Funari ha fatto centro, in tutti i sensi. Adriano è democristiano ma soprattutto cristiano. Lui è un fustigatore di costumi e non a caso mi ha sempre detto che l’episodio del vangelo che gli è piaciuto più di altri è quello in cui Gesù prende a frustate i mercanti del Tempio. C’è chi l’ha definito “Il Re degli ignoranti? o “Un cretino di talento? io politicamente lo definirei “un Cristiano di Sinistra?. “Rockpolitik? è stato praticamente un pulpito da cui predicare le sue verità. Più aspre del solito anche perché stavolta gli autori che lo coadiuvavano erano Cugia (Jack Folla), Cerami (La Tigre e la neve), Michele Serra (i monologhi di Beppe Grillo), i quali, specie per le parti in cui non recitava Adriano, hanno inasprito i toni degli altri attori determinando un tipo di spettacolo che non è stato molto gradito dalla borghesia. Ti posso solo dire che molti miei amici ben pensanti ( si dice così?) ogni volta che mi incontravano dopo una trasmissione di Adriano se la prendevano con me che sono suo amico. In realtà Adriano possiede un innato senso di giustizia e questo, unito alla sua mania di protagonismo e alle dure realtà della vita attuale che sono peggiorate con gli anni, lo porta a giudicare, correggere e insegnare qualcosa a tutti. Anche se vari giornalisti hanno trovato dei controsensi tra il suo modo di predicare e la conduzione della sua vita materiale additandolo come un predicatore che predica bene e razzola male, io ti posso dire per quanto lo conosco (e lo conosco molto bene) che Adriano è sempre in buona fede.

Trovi che Adriano sia cambiato da quando recitava nei tuoi film?

Per niente. Gli argomenti sono sempre quelli: sia l’amore per la campagna, per gli animali e l’odio per lo smog, la città e i cittadini de Il bisbetico domato (pensate alla scena in cui parla ai corvi e li convince ad andarsene) oppure il disprezzo dei potenti e la fiducia nella sincerità e del trionfo dell’amore di Innamorato Pazzo. Questo riguardo ai film miei e di Castellano. Ma anche allora, all’apice del successo cinematografico di cassetta Adriano sentiva la necessità di alternare il personaggio di attore popolarissimo dei nostri film con quello ieratico e predicatore. Non a caso tra Il bisbetico domato e Innamorato pazzo ha girato Joan Lui dove si identifica addirittura in un profeta con chitarra che ha molti punti di contatto con Gesù.

In che rapporti sei rimasto con Adriano? Lo senti ogni tanto?

Come ho già detto, sono rimasto in ottimi rapporti con lui e lo sento molto spesso. Gli ho telefonato subito dopo l’ultima puntata di “Rockpolitik? per commentare e pochi giorni fa, il 6 gennaio per fargli gli auguri perché, come forse saprai, Adriano è nato proprio nel giorno dell’Epifania e io, oltre a chiamarlo “Il celebre?, “Il Re? e “Il Più? lo chiamo (ma solo in quell’occasione) “Befanino?.
Conosco tantissimi attori, posso dire quasi tutti, ma non ci si vede e non ci si sente quasi mai come se ci fosse un tacito accordo di rincontrarci a una serata o al prossimo film. Con Adriano è diverso perché, col tempo e con le avventure che ci hanno uniti, siamo diventati amici. E’ un’amicizia che dura da anni e a cui tengo moltissimo. E’ cominciata una sera d’estate, al Foro Italico dove lui (era solo un cantante e alle prime armi) si esibiva per la prima volta a Roma. Io ero un giovane studente e già un suo fan, lo avevo visto in tivù e a Sanremo; pensa che io non facevo cinema, disegnavo e andavo in giro con i pantaloni a zampa di elefante, le basette lunghe cercando di vestirmi come lui. Il pubblico già l’amava e prese a fischi perfino Corrado che presentava e il quartetto Cetra che si esibiva perché non voleva aspettare e pretendeva di vedere subito ed esclusivamente lui. Perfino il cantante brasiliano Joao Gilberto, il re della bossa nova, fu fischiato e uno scalmanato gli lanciò una sedia. Tutto questo finché non entrò in scena Adriano. Quando uscì sul palco ci fu un uragano di applausi, fischi all’americana e grida isteriche. Si esibì con “Il tuo bacio è come un rock? e tanti altri suoi successi dimenandosi in quella sua maniera caratteristica che gli è valsa il soprannome de “Il Molleggiato?. Tutti cantavamo e ballavamo con lui e alla fine della serata raggiunsi con difficoltà la roulotte che l’ospitava e grazie a degli amici comuni (tra cui Gianni Minà) riuscii a fare la sua conoscenza.
Un cantante agli esordi e un suo fan invasato. Chi l’avrebbe detto che vari anni dopo (è troppo lungo raccontare quando e come) ci saremmo rincontrati, io sceneggiatore di film comici di successo e lui superstar! E che sarei diventato suo amico! E che lo avrei diretto tante volte!
Si vede che era destino.

13/01/2006 - CineBoom.it


ago 20 2006

E’ morto “Pipolo” della celebre coppia di registi con Castellano

ROMA - E’ morto questa mattina a Roma Giuseppe Moccia, in arte “Pipolo”, regista di cinema e tv diventato famoso in coppia con “Castellano”, che era scomparso nel 1999 e con cui formavano appunto la ditta “Castellano&Pipolo”. I funerali ci saranno martedì a Roma, alle 11, nella chiesa di San Francesco D’Assisi a Monte Mario.

Con “Pipolo” si spegne l’ultima metà della celebre ditta “Castellano&Pipolo”, che ha firmato la regia e la sceneggiatura di alcune delle più popolari commedie cinematografiche degli anni ‘70 e ‘80 del cinema nostrano, che hanno fatto ridere la penisola e creato la fortuna di artisti come Adriano Celentano (in versione attore), Renato Pozzetto, Massimo Boldi, Lino Banfi e Diego Abantuono.

Giuseppe Moccia, classe 1933 - era nato il 22 giugno a Viterbo - aveva conosciuto Franco Castellano (scomparso nel 1999) nella redazione del giornale satirico “Marc’Aurelio”, fucina di talenti come Federico Fellini. La loro fortuna arriva già negli anni Cinquanta, alla radio, dove scrivevano scenette che portano più il segno della farsa che quello della satira, una vena comica con una cifra stilistica che rimase anche nei successivi spettacoli televisivi, come “Scala reale” (1966) con Peppino De Filippo o “Studio Uno” e “Partitissima”, condotta da Alberto Lupo, dove esordirono in tv Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, da “Castellano&Pipolo” prelevati dal cinema.

Dopo l’esordio sul grande schermo nel 1958 come sceneggiatori con “Marinai, donne e guai”, firmano grandi successi commerciali che spesso rileggono anche trame classiche. Dai programmi tv “Castellano& Pipolo” passano a scrivere e dirigere film per una decina d’anni, tra la fine degli anni Settanta e la fine degli Ottanta, per tornare poi a riutilizzare la vasta esperienza nel discusso “Fantastico” di Raiuno del 1988 con protagonista Adriano Celentano, e in altri programmi Mediaset come “Seratissima” con Enrica Bonaccorti. Ma anche per cercare di ridare sprint allo sfortunato “Fantastico” con Enrico Montesano, del 1997, in cui iniziano a lavorare in corsa.

Al cinema sono stati campioni d’incasso, capaci di competere con Neri Parenti e i fratelli Vanzina, grazie anche al sodalizio con alcuni attori. Adriano Celentano è stato sicuramente il più vicino alla coppia di registi e sceneggiatori che con lui hanno girato prima di tutto “Adolfo in arte fuhrer”, del 1978, in cui il molleggiato si scatena in una serie multipla di ruoli. Segue “Il bisbetico domato”, ispirato alla commedia di Shakespeare dove è in coppia con Ornella Muti, “Innamorato pazzo” (1981), “Segni particolari bellissimo” (1983), “Il burbero” (ispirato a Goldoni).

Così come con Renato Pozzetto, di cui hanno firmato alcuni dei film più visti: “Mia moglie è una strega” (1980) e “Il ragazzo di campagna” (1984). Del 1982 è il loro “Grand hotel Excelsior”, in cui mettono insieme Celentano, Montesano, Verdone e Abatantuono. Al loro attivo c’é infatti anche “Attila, flagello di dio” con un Diego Abantuono ancora prima maniera. Nel 1986 arriva quello che è considerato il miglior film della ditta “Castellano&Pipolo”, è “Grandi magazzini”, e qui ancora una volta sperimentano la formula del gruppo di attori, mettendo insieme praticamente tutti i comici del momento: ci sono Banfi, Villaggio, Boldi, De Sica, Montesano, Manfredi, Pozzetto, Haber, Placido, Teocoli, Heather Parisi, Ornella Muti, Laura Antonelli. Del 1988 “Mia moglie è una bestia”, con Massimo Boldi.

Come sceneggiatore Pipolo aveva firmato, sempre insieme a Castellano, anche “Nudo di donna”, di Manfredi e “Il sindacalista”, di Giuliano Salce. Insomma con la scomparsa di Pipolo finisce l’ultimo tassello di uno dei sodalizi indissolubili del nostro cinema.

20/08/2006 - ANSA