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ott 7 2009

Ecco il Movimento di Liberazione Nazionale

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Milano. Teatro Smeraldo. Inviti selezionati. Sala piena. De Magistris seduto in prima fila. Nel posto accanto sta per raggiungerlo Sonia Alfano. Nell’aria carica di attesa, improvvisamente un boato. Non si capisce cosa stia succedendo, finchè le luci non illuminano una piccola loggia a fondo sala: Adriano Celentano e Claudia Mori ringraziano la platea che li ha riconosciuti. Poi arriva Beppe Grillo.

Questo non è uno show“. Ma quando parla lui, è sempre uno show. In fondo è un comico, e in quest’Italia triste la gente ha bisogno di ridere. Anche Berlusconi ama intrattenere il suo pubblico raccontando barzellette. Curioso: non avrei mai pensato di trovare un trait d’union tra i due, e invece c’è. Con una risata ci seppelliranno tutti…

E di risate, nel corso di un’ora di performance, se ne fanno davvero tante. Grillo tira fuori i suoi cavalli di battaglia, da Morfeo Napolitanoper l’occasione ribattezzato Ponzio Pelato – allo psico-pedo-porno-nano, da Obama che esiste solo grazie alla rete a Repubblica che manifesta per la libertà di stampa con un anno e mezzo di ritardo rispetto al V2-Day. Stranamente, proprio Repubblica è uno dei pochi quotidiani online che, alle undici di sera, non hanno ancora parlato dell’evento di oggi, mentre ne hanno parlato il Corriere e perfino Il Giornale. Sarà un caso?

Poi è il momento della presentazione del programma. Dalla scuola all’informazione, dall’energia alla rete, Grillo snocciola l’agenda politica del Movimento di Liberazione Nazionale, già ampiamente nota ai lettori del suo blog. Dice che è un movimento che nasce dal basso. Dice che lui non ha fatto niente, che hanno fatto tutto i cittadini, dice che lui è solo un tramite della volontà popolare: la rete non ha bisogno di leader.

Splendido, sul serio, anche se non tutti sono d’accordo. A fine comizio mi raggiungono i rappresentanti di un comitato di protesta, videocamera alla mano, e mi fanno vedere un documento firmato da decine di interi meetup, nonché da un elenco fitto di grillini in ordine sparso, provenienti da ogni parte d’Italia. Sono i firmatari di una lettera dove – ironia della sorte – viene chiesta più trasparenza nella gestione interna del movimento. Sostengono di non capire chi prenda realmente le decisioni, visto che si sono ritrovati la Carta di Firenze in mano senza che nessuno – pare – abbia espresso una qualche sorta di preferenza o votazione. Dicono di essersi accordati per la lettura della lettera, sul palco, ma che al momento buono Beppe abbia disatteso gli accordi.
Non sarebbe poi così strano, se conveniamo tutti che sia spiacevole rovinare una così bella festa. In fondo, basta ricevere i dimostranti con tutti gli onori, promettere loro un adeguato spazio in modo che non facciano baccano e poi lasciarli attendere fuori dalla porta. Quando si rendono conto che la festa è finita e la gente sta andando via, ormai è tardi. Anche la democrazia dal basso ha i suoi inconvenienti, ma non fa niente: the show must go on. E poi, comunque, i punti del programma sono in fondo condivisibili. Si solleva solo un eccezione sul metodo.

Grillo dice di non voler ricoprire cariche significative all’interno del neonato movimento, ma per ora è fuor di dubbio che il leader carismatico sia lui, lui e nessun altro. Un po’ come Antonio Di Pietro per l’Italia Dei Valori e Silvio Berlusconi per il PdL. Tutti, alti e bassi, belli e brutti, con una discreta allergia alle domande. Berlusconi a quelle di Repubblica, Grillo a quelle della rete.

Comunque sia, è nato il Movimento di Liberazione Nazionale! Siete tutti invitati al battesimo, che si terrà in Emilia Romagna e in Piemonte nella prossima primavera. A celebrare: don Paolo Farinella, il prete dall’omelia più selvaggia del west.
Oggi hanno dovuto chiamare i buttafuori per farlo scendere dal palco. Per fortuna ho registrato tutto! Preparatevi perché nei prossimi giorni investiremo la blogosfera con un sisma di intensità senza pari, e questa volta non c’è bisogno di Giuliani per anticipare quale sarà l’epicentro.

04/10/2009 – ByoBlu.com


ott 5 2009

Celentano e Claudia Mori alla nascita del Movimento a cinque stelle

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Adriano Celentano è fra i “padri” del movimento, figlio delle liste civiche di Beppe Grillo. «Diceva le cose che dico io, in modo un po’ più rozzo», ha detto Grillo presentandolo al pubblico. «È lì con sua moglie, direttamente da X Factor… ora mi darai un voto», ha scherzato Grillo. «Gli ho detto vieni su, io parlo tu fai le pause».

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04/10/2009 – Il Sole 24 ORE


ott 5 2009

Celentano e Mori da Grillo

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Nel pubblico ci sono anche Adriano Celentano, salutato dal comico genovese come ”il padre nostro”, e la moglie Claudia Mori.

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04/10/2009 – Adnkronos


ott 4 2009

«Diamo fastidio a tutti»: Grillo lancia il suo Movimento a 5 stelle

AL TEATRO SMERALDO DI MILANO. IN SALA ANCHE CELENTANO, CLAUDIA MORI E DE MAGISTRIS

«Voglio vedere la gente di trent’anni prendersi questo Paese. Di Pietro? Un monumento per quello che fa».

MILANO – Beppe Grillo ha subito smesso i panni dello showman: appena salito sul palco del teatro Smeraldo di Milano ha sottolineato «questo non è uno spettacolo», fra gli applausi di circa 2 mila persone. L’incontro è stato annunciato come la presentazione del “Movimento a 5 stelle” – cinque come le liste civiche che hanno rappresentato il primo passo in politica di Grillo -, un partito per ora pulviscolare che dovrebbe presentarsi in tutta Italia alle prossime regionali. «La nostra forza – ha urlato il comico dal palco del teatro gremito – è che non capiscono cosa facciamo, ma diamo fastidio a tutti. È la rete. Io ho messo la faccia e la mia vita. Noi siamo indistruttibili». Poi l’attacco: «Se lo Stato sono i cittadini, allora questo è l’antistato. È uno Stato che sta chiudendo tutte le fessure, che fa le leggi per i delinquenti e io mi chiedo se la legge è uguale per tutti».

LISTE IN EMILIA E PIEMONTE – «Se ci saranno le politiche, il movimento c’è», ha annunciato Grillo dal palco. «Io farò il presidente, credo, poi ci saranno una decina di voi, io voglio vedere la gente di 30 anni prendersi questo paese…». «Nelle nostre liste – ha aggiunto Grillo – non ci saranno persone che hanno problemi con la giustizia, persone che hanno più di due candidature e che sono presenti in altri partiti. Non ce la facciamo a essere presenti con le liste in tutte le regioni, ma solo in Emilia Romagna e in Piemonte: per il resto sosterremo le liste civiche regionali che vorranno presentarsi». Quanto a future elezioni comunali, «saremo sempre disponibili a sostenere e lanciare le nostre liste civiche».

IL PROGRAMMA – Nel corso della manifestazione Grillo ha puntato il dito contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, «che si deve far processare come qualsiasi cittadino italiano», e contro il capo dello Stato Giorgio Napolitano, apostrofato come «Ponzio Pilato». Poi ha illustrato i contenuti del programma politico del Movimento, che punta sulla trasparenza amministrativa, il no ai condannati in Parlamento, provvedimenti per la riconversione energetica e contro il cemento, l’accesso gratuito a Internet per tutti.

I CONIUGI CELENTANO – Tra i presenti anche Adriano Celentano e la moglie Claudia Mori: quando i due cantanti sono entrati e si sono seduti nel palchetto d’onore della platea, sono scattati applausi e incitamenti («Adriano, Adriano»). Tra il pubblico anche Pietro Ricca, giornalista free lance noto per aver dato del “Buffone-Puffone” a Silvio Berlusconi, e l’eurodeputato dell’Idv Luigi De Magistris, che in una nota ha espresso sostegno al movimento di Beppe Grillo: «E’ un interlocutore importante con cui resta e resterà aperto un canale diretto di confronto e di dialogo per un’azione comune».

«DI PIETRO? UN MONUMENTO» – Grillo ha anche accennato al lodo Alfano e alla legge sullo scudo fiscale, ribadendo la contrarietà alla firma del presidente della Repubblica. «Di Pietro va difeso. È un monumento per quello che fa», ha detto Beppe Grillo, dicendosi d’accordo con le critiche espresse dall’ex magistrato.

LIBERTA’ DI STAMPA – La manifestazione sulla libertà di stampa che si è tenuta ieri a Roma «era stata rinviata dopo la strage di Kabul, ma è stata fatta ugualmente con oltre 20 morti a Messina. Ma che senso ha? La libertà di stampa non significa nulla», ha affermato Grillo, che ha ricordato come a Torino il suo movimento avesse promosso una manifestazione alla quale avevano partecipato 140mila persone al fine di indire un referendum per chiedere la fine dei finanziamenti pubblici ai giornali e l’abrogazione dell’Ordine dei giornalisti.

04/10/2009 – Corriere della Sera