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24
2012
pubblicato da andryonline
Attrice, cantante, produttrice discografica e televisiva e moglie del mitico Adriano Celentano, con cui divide da anni vita privata e professionale. Di chi stiamo parlando? Ma naturalmente di Claudia Mori, una delle signore dello spettacolo italiano.
In attesa di vedere “Un corpo in vendita”, serie di film tv da lei prodotta che tocca la tematica del corpo delle donne, si è fatta portavoce del marito (che al momento ha deciso di non parlare con la stampa) per la presentazione dell’album “Facciamo finta che sia vero”. Un album pieno di suggestioni musicali e testuali, che vanta collaborazioni prestigiose: da Phil Palmer a Manu Chao, da Trilok Gurtu a Franco Battiato, da Nicola Piovani a Raphael Gualazzi, da Jovanotti a Giuliano Sangiorgi.
Cosa ci dice di “Facciamo finta che sia vero”, l’album uscito nel novembre 2011?
Vi confesso che l’uscita di questo album mi ha agita parecchio, perchè è un progetto musicale particolare a cui Adriano tiene molto. Come gli ultimi sui lavori, anche questo segue un determinato percorso sia per i testi che per la musica. Ascoltandolo potete capire come vuole fare musica oggi Celentano, si può dire che con questo album ha trovato quello che cercava. Potrei definirlo un grido di rabbia.
Le canzoni dell’album hanno una forte ed esplicita componente politica. Ci parli di questo?
Purtroppo è da tanti anni che le cose vanno male e non c’è una scadenza sul peggio. Una canzone-sigillo è indubbiamente “Il Mutuo”: l’ha scritta mesi fa e riprende quello che negli ultimi tempi ha già avuto modo di dire sui giornali, anche in concomitanza dell’ultimo referendum. Quello che stiamo vivendo ora è uno spiraglio di luce; c’è sempre una speranza che le cose cambino, anche nei momenti più bui.
Dalle sonorità di alcuni pezzi si nota anche una certa attenzione per il Medio Oriente.
Adriano è sempre stato affascinato dal Sud del Mondo, ne è un esempio anche il pezzo con Manu Chao. Il suo è un interesse non solo musicale, ma anche sociale: non dobbiamo dimenticare, infatti, che in quei paesi ci sono dei grossi problemi.
Ha citato Manu Chao e quindi scatta la domanda: come sono nate tutte queste collaborazioni importanti?
In una maniera estremamente naturale: li conosceva e gli piaceva l’idea di fare qualcosa con loro. Quando gli artisti sono grandi, le collaborazioni nascono più facilmente.
Ma è vero che il pezzo di Manu Chao era nel cassetto da parecchio tempo?
Si, da otto anni. Non c’è un motivo particolare per cui è rimasto fermo, è stato semplicemente difficile per loro trovarsi per il mixaggio, perchè Manu Chao è sempre in giro per il mondo.
A proposito di progetti “fermi”, a che punto è il cartoon “Adrian” che doveva andare in onda su Sky e ispirato ad Adriano?
“Adrian” è un progetto a cui teniamo molto, perchè disegnato da Manara e musicato da Piovani. Semplicemente, data la sua complessità, ci vuole più tempo di quello previsto e quindi lo vedrete tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.
Ma vedremo presto Adriano in tv?
Con un programma suo no, perchè continuano a non farglielo fare. Però continuerà a promuovere il suo album, ma non so ancora come e dove. Non ci crederete, ma non ha voluto dire nemmeno a me cosa ha in mente. Sapete com’è: da lui ci si può aspettare di tutto!
di Laura Frigerio
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24/01/2012 – alfemminile.com
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16
2012
pubblicato da andryonline
Quando la critica non è credibile
Ieri pomeriggio a L’Arena di Massimo Giletti in diretta su Raiuno, il signor Mario Luzzatto Fegiz, famoso critico del Corriere della Sera, ha fatto proprio una brutta figura, dicendo parecchie stronzate.
E’ normale che i giovani seguano di più i cantanti delle loro generazioni, ma dire che di Celentano (il padre del rock in Italia) non gliene frega assolutamente nulla, è falso e irrispettoso.
Falso perchè credo che a 74 anni nessun altro artista al mondo (o pochissimi) riesca ancora a catturare l’attenzione dei più giovani come lo fa Celentano (in Italia e nel mondo!). Questo lo posso affermare sulla base di persone che conosco personalmente, sulla base della mia esperienza maturata su Internet (la nostra comunità virtuale ne è un esempio tangibile) e sul mio seguire Adriano ormai da diversi anni.
Irrispettoso perchè anche fosse vero (per tanti altri artisti purtroppo lo è) ciò non toglie e non deve togliere il valore artistico di un cantante che ha dato tanto. Non parlo di Celentano che, riuscendo a raggiungere un po’ tutte le fasce d’età, rimane tutt’ora in piena attività con enorme successo. Parlo di artisti che magari non sono più sulla cresta dell’onda, ma meritano comunque il massimo rispetto per ciò che hanno dato e dimostrato.
Fegiz, difendendo la tesi del tristissimo Aldo Grasso, ha anche parlato di un disco che ha venduto poco, pertanto bisognoso di un aiutino. Alcuni articoli di giorni fa dicono esattamente il contrario (ne cito uno a caso proprio dal sito del Corriere della Sera: “Celentano, oltre le 200 mila copie”), ma comunque sia, lasciando perdere i numeri, da quando l’album è uscito è sempre rimasto ai vertici delle classifiche (nel periodo dell’anno in cui si vende in assoluto di più e dove la concorrenza è tra le più alte); quindi, secondo questi dati di fatto, rimane un album al top delle vendite, dove un “vecchietto” di 74 anni non teme il confronto con giovani al vertice della loro carriera e del consenso di pubblico. C’è anche da ricordare che l’album è stato pubblicizzato pochissimo e che si è fatto a meno di vetrine importantissime e servite su di un piatto d’argento, come il fortunatissimo show di Fiorello.
Fegiz ha anche parlato di un disco scadente, ma a me pare di trovarci difronte ad un lavoro di altissima qualità che proprio per questo sta riscuotendo non pochi consensi (non certo per via di una promozione ad oggi quasi assente). I singoli radiofonici che sono stati proposti fino ad oggi, stanno ottenendo consenso e successo. Relativamente ai grandi nomi contenuti nell’album, trattasi di collaborazioni di vero apporto qualitativo e tutto il disco ne trae evidente vantaggio. Non per Fegiz, evidentemente…
Dopo la messa in onda di alcuni spezzoni tratti da “Il mutuo”, “Facciamo finta che sia vero” e “Non so più cosa fare”, il signor Mario Luzzatto Fegiz, rivolgendosi agli altri ospiti in studio che sembravano compiaciuti da questo nuovo lavoro di Adriano (Marinella Venegoni su tutti), ha detto che se quei testi fossero stati scritti da uno sconosciuto, li avrebbero buttati nel cesso (ha usato letteralmente queste parole, certamente poco eleganti). Aggiungendo/motivando che non vi è alcuna mediazione poetica nel messaggio contenuto nei testi. In realtà sappiamo che tolto “Il mutuo” (testo semplice e diretto in perfetto stile Celentano), gli altri brani presentano testi di altissimo spessore, anche poetici e raffinati (con o senza rime). Parliamo di testi che portano firme importanti e di tutto rispetto, come per esempio quella del maestro Franco Battiato o di Jovanotti (sicuramente uno dei migliori autori attualmente in circolazione). Liquidare l’intero album (9 tracce) in questo modo, non è degno nemmeno del peggior critico. Ma questa infatti non è critica. Questo è solo un attacco a senso unico, per partito preso. Fegiz, ormai da anni, sembra avercela personalmente con Celentano, pertanto ogni suo pensiero non fa testo. Ogni sua esternazione non ha alcun senso critico, nè alcuna credibilità.
Fortunatamente la sua voce durante la trasmissione è rimasta piuttosto isolata e controcorrente. Alla fine un Gianmarco Mazzi piuttosto scocciato l’ha zittito, e non è stato il solo a spiegargli che Adriano Celentano è uno dei più grandi artisti al mondo e che Sanremo rimane una vetrina per tutti, come è sempre stato e come è giusto e normale che sia.
Per quanto Fegiz sia fortemente convinto del contrario, mi pare piuttosto ovvio che non si può sopravvalutare un artista per oltre 50 anni di carriera, sempre ai vertici!
Andrea Nifosì
PS: segnalerò questo mio articolo direttamente sul “Fegiz Files”, il forum di Mario Luzzatto Fegiz.
Andrea
amministratore e webmaster di ACfans
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11
2012
pubblicato da andryonline

L’amore come antidoto a crudeltà, solitudine e rabbia nel brano scritto da Pacifico, Matteo Saggese e Stephen Lipson
Dal 13 gennaio Adriano Celentano sarà in radio con “Ti penso e cambia il mondo”, il nuovo singolo estratto da “Facciamo finta che sia vero”, l’album al top delle classifiche di vendita prodotto dal Clan Celentano e distribuito da Universal Music.
Con la musica scritta a quattro mani da Stephen Lipson (musicista e produttore di artisti come Paul McCartney, Rolling Stones ed Annie Lennox) e Matteo Saggese (già autore per Celine Dion) e il testo di Pacifico, “Ti penso e cambia il mondo” è un’intensa ballata dedicata all’amore e alla sua forza propulsiva al cambiamento e all’apertura verso il mondo. L’amore non fine a se stesso.
L’amore oltre l’amore!
“Affamati come lupi/ viviamo in crudeltà/ E tutto sembra perso/ in questa oscurità/ All’angolo e indifeso ti cerco accanto a me… da soli gli occhi non vedono/ Ti penso e cambia il mondo/ le voci intorno a me/ Cambia il mondo/ vedo oltre quel che c’è”: al centro del brano, un amore intenso che ha la forza di cambiare la visione del mondo, di sconfiggere la crudeltà e la solitudine e trasformare la rabbia in pietà.
L’album “Facciamo finta che sia vero”, uscito il 29 novembre scorso e subito al top delle classifiche con oltre 200 mila copie vendute, segna il grande ritorno di Adriano Celentano sulle scene musicali e vede, oltre alla partecipazione di Pacifico, numerose altre collaborazioni eccellenti con artisti come Jovanotti, Negramaro, Franco Battiato, Manu Chao, Nicola Piovani e Raphael Gualazzi.
Un progetto discografico di grande spessore e innovazione musicale. Celentano ancora una volta con coraggio e modernità, realizza un album che rimarrà nella storia musicale.
Radio date: Venerdì 13 Gennaio 2012
11/01/2012 – RadioWebItalia.it
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8
2012
pubblicato da molleggiato
Genova – Il Festival? Se lo piglia Celentano. La direzione artistica, nella figura imponente di Gianmarco Mazzi, ha messo le fondamenta per averlo all’Ariston. Ora la Rai tratta per tenercelo tutte le sere, da martedì 14 a sabato 18 febbraio. Clamoroso, ma sino a un certo punto. Il cantante è a una svolta. Ieri ha compiuto 74 anni e solo pochi giorni fa ha vinto la battaglia per salvare il muro dove Alda Merini scriveva i suoi appunti.
All’interno della casa della poetessa ai Navigli, rischiava di essere abbattuto. Segue una petizione su Internet e sul blog di Celentano mercoledì, anche a nome della moglie Claudia Mori, si materializza questo messaggio: “Ho parlato con il sindaco Pisapia e con Stefano Boeri che ci hanno assicurato di aver risolto il problema”.
Sarà un po’ più complesso per la Rai trovare l’accordo sulla trasferta sanremese, ma anche lì conteranno il rapporto d’amicizia con Mazzi e lo stesso Gianni Morandi, oltre a una sana voglia di riapparire in pubblico. L’età, del resto, finisce per ammorbidire certe cautele. Gino Paoli e Ornella Vanoni, per fare un esempio di splendidi settantenni, continuano a esibirsi. Lo stesso Celentano, che sarà il filo rosso del prossimo Festival, a fine novembre ha pubblicato l’album “Facciamo finta che sia vero”, il migliore degli ultimi vent’anni, ha aperto una pagina su Facebook, ha mandato in radio in singoli “Non ti accorgevi di me” e “Non so più cosa fare”, grande canzone politica a quattro voci con Jovanotti, Franco Battiato e Giuliano Sangiorgi.
Il 3 dicembre, poi, è stato al PalaCep di Prà per il concerto in favore delle vittime dell’alluvione genovese, insieme a Grillo, Paoli, Antonacci e don Gallo fra gli altri. Ed è stato in quell’occasione, durante il viaggio verso Genova, che Mazzi gli ha chiesto: «Perché non vieni al Festival?». Celentano chiede se sia molto lontano da Genova, dirà più tardi Mazzi. E suonerà strano visto che il cantante ha una casa a Bordighera, quindi sa perfettamente quanto ci vuole dalla campagna di Galbiate, Lecco, dove vive, sino in Riviera.
Comunque Celentano gli risponde: «Allora vengo». Mazzi fa passare mezz’ora e glielo richiede. E il cantante: «Se ti dico che vengo, vuol dire che vengo». Fine del discorso. Ma la trattativa va avanti. Morandi, a chi gli chiede se un’apparizione di Celentano non lo metterebbe in ombra, risponde un po’ piccato: «Se verrà, non potrò che essere più tranquillo. Può fare quello che vuole». Una parola. La Rai sa, per esperienza diretta e pluriennale, dal “Fantastico 8″ ecologista e referendario, famoso lo slogan contro la caccia, ai programmi polemici degli ultimi anni, che con Celentano si sa come si parte e mai come e dove si può arrivare. Allo stesso tempo, anche solo ascoltando le tante canzoni impegnate di “Facciamo finta che sia vero” si capisce la sua nuova urgenza: comunicare ancora con il pubblico. E Sanremo sarebbe il posto e il momento ideale.
L’ultima volta è stata nel 2004, quando dimostra una grande sensibilità per l’amico Tony Renis in difficoltà come direttore artistico in una pessima edizione condotta da Simona Ventura. Il cantante intercetta il grido di dolore di Renis: «Il vero Celentano sarebbe venuto e avrebbe fatto un’improvvisata». E il 6 marzo si materializza all’Ariston dove non perde occasione per bacchettare i vertici di viale Mazzini, l’allora direttore generale Flavio Cattaneo e il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, per un’eccessiva commistione fra politica e musica, riferendosi a un collegamento con Nassiriya. Ma questa volta andrà diversamente. A Celentano carta bianca su ciò che vorrà dire e fare. Apparirà ogni sera, diventando un richiamo irresistibile non solo per la platea televisiva. D’altra parte lo showman vero è lui.
di Renato Tortarolo
07/01/2012 – Il Secolo XIX
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4
2012
pubblicato da andryonline
Roma, 3 gen. (Adnkronos) – Lucio Dalla come guest star di Pierdavide Carone, sulla scia di quanto accaduto l’anno scorso con Franco Battiato e Luca Madonia, ma anche Edoardo Bennato, Eugenio Finardi e probabilmente Gigi D’Alessio. In vista della comunicazione ufficiale la prossima settimana della lista dei 14 Big dell’edizione 2012 del Festival di Sanremo, Gianni Morandi sarebbe riuscito – a quanto apprende l’Adnkronos – ad ottenere anche quest’anno la partecipazione in gara di diversi ‘grandi vecchi’ della musica italiana. Per il suo secondo mandato da conduttore, in coppia con il direttore artistico-musicale Gianmarco Mazzi, l’eterno ragazzo di Monghidoro avrebbe selezionato Nina Zilli, Nek, Arisa, Samuele Bersani, Emma Marrone, Francesco Renga e Marlene Kuntz.
Per i comici che dovrebbero affiancare Morandi durante le serate, oltre alla presenza fissa dell’annunciato Papaleo, sarebbe tramontata la speranza di avere Checco Zalone mentre si fanno sempre più insistentemente i nomi de ‘I Soliti Idioti’ e di Alessandro Siani, forte del successo di ‘Benvenuti al sud’. Nei panni di primedonne del festival ci saranno la 27enne Tamara Ecclestone, figlia del boss della Formula 1, e Ivana Mrazova, modella 20enne della Repubblica Ceca.
Quanto all’annunciata presenza di Adriano Celentano, il progetto non sarebbe una ‘scontata’ presenza nella finalissima di sabato 18 febbraio ma quello di convincere il ‘molleggiato’ ad illuminare con il suo intervento la serata d’apertura del festival, garantendo un grande visibilità al festival già dal primo giorno. Perchè anche in tv, chi ben comincia è a metà dell’opera.
03/01/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)
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dic
27
2011
pubblicato da andryonline
Questo video è stato pubblicato direttamente dal Clan Celentano: lo trovate infatti sia sul sito ufficiale che nel canale ufficiale su YouTube.
Andrea
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22
2011
pubblicato da andryonline
(ANSA) – ROMA – Sono oltre 200 mila le copie vendute in 20 giorni di ‘Facciamo finta che sia vero’, il nuovo disco di Adriano Celentano uscito il 29 novembre, al quale hanno collaborato artisti del calibro di Jovanotti, Negramaro, Franco Battiato, Manu Chao, Nicola Piovani e Raphael Gualazzi. il ‘Molleggiato’ sta avendo tanto seguito sul suo nuovo blog www.clancelentano.it e sulla pagina ufficiale di Facebook, i cui fan sono arrivati a 240 mila in pochissimi giorni.
22/12/2011 – Corriere della Sera
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dic
22
2011
pubblicato da molleggiato
(AG) – Roma, 22 dic. – Sono già oltre 200mila le copie vendute di “Facciamo finta che sia vero”, il nuovo album di Adriano Celentano. Uscito il 29 novembre scorso, il disco segna il grande ritorno del ‘molleggiato’ sulle scene musicali a distanza di quattro anni da “Dormi amore la situazione non è buona”. Il successo notevole del nuovo album, anche nei download, è testimoniato anche dal gran seguito che Celentano sta avendo su internet con il suo nuovo blog www.clancelentano.it, tra i più seguiti e commentati di questo periodo, e la pagina ufficiale di Facebook che ha ulteriormente incrementato il numero dei fan registrati, arrivati a 240mila in pochissimi giorni. Altissimo anche il numero delle indicizzazioni su Google e su Youtube, dove Celentano è sempre più cliccato. “Facciamo finta che sia vero” rappresenta un grido di rabbia contro la degenerazioni del mondo che ci circonda. Ricco di eccellenti collaborazioni con artisti come Jovanotti, Negramaro, Franco Battiato, Manu Chao, Nicola Piovani e Raphael Gualazzi, l’album è prodotto dal Clan Celentano e distribuito da Universal Music. E ora già si guarda con grande interesse alla performance di Celentano al prossimo festival di Sanremo, dove sarà l’ospite di punta, non si sa se addirittura per più di una serata.
22/12/2011 – AGI (Agenzia Giornalistica Italiana)
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dic
20
2011
pubblicato da molleggiato
Di seguito “Le vieux lion rugit encore”, un bell’articolo su Adriano pubblicato da “Le Matin Dimanche”, uno dei più importanti giornali svizzeri.
Lo segnala la pagina ufficiale di Facebook di Adriano Celentano.

Il nostro utente asso ci ha fatto la gentilezza di procurarci la traduzione in italiano e noi la riportiamo fedelmente:
Il vecchio leone ruggisce ancora
E’ più di una sconvolgente coincidenza. Adriano Celentano esce con il suo nuovo album, a qualche settimana dalle dimissioni di Berlusconi, dal rimpasto ministeriale e dal piano d’austerità annunciato in Italia.
Come se avesse atteso il suo turno per avere il campo libero.
Per memoria, Celentano è stato sempre molto critico verso il governo italiano, in particolare contro Berlusconi. Nel 2005, fece RockPolitik divenuto culto, mix tra rock e satira politica che non piaceva a tutto il mondo.
Il suo nuovo album si chiama “Facciamo finta che sia vero”. Celentano si presenta in tutto il suo splendore, pieno d’enfasi, di spirito e di ospiti a sorpresa. Ma sarà per noi impossibile chiedergli se ha scientemente scelto di tornare oggi. Perché Celentano è avaro di parole. “il mio album parla da sé” ripete.
Di colpo, alla conferenza stampa organizzata a Milano per lanciare il nuovo disco, rompe quattro anni di silenzio discografico, è… Claudia Mori, sua moglie, che risponde alle domande dei giornalisti! “la musica è mancata ad Adriano. E lui ha sempre la speranza che le cose possano cambiare” ha confermato lei.
Adriano Celentano è un personaggio culto in Italia. Nato al 14 della mitica Via Gluck, ha una settantina d’anni, è diventato uno degli italiani più conosciuti all’estero, più di 100 milioni d’album nel mondo. Azzurro, Svalutation, 24000 baci sono diventati simboli nazionali di un artista venerato ovunque.
I più grandi realizzatori italiani si sono disputati la sua presenza, da Fellini in La Dolce Vita a Pier Paolo Pasolini. Ma soprattutto, Celentano ha creato la sua reputazione con la sua totale libertà d’espressione, per il suo impegno.
Nel 1987, ha esortato gli spettatori di spegnere loro posto per cinque minuti per la pace nel mondo.
Nel 2001, si è lanciato in un monologo sulla donazione degli organi.
Prima di prendere posizione contro la caccia, il mondo moderno, per la causa animale fino a Rockpolitick. Dopo il silenzio di qualche anno, il vecchio leone si è risvegliato. Sempre arrabbiato. Sempre attaccato al suo paese. “Quello che tende a perdersi è la visione utopistica della vita. Dico a volte delle cose che sembrano irrealizzabili, ma finalmente, si sono realizzate. Se si perde questa visione utopistica, il mondo prenderà sempre la peggiore delle direzioni” dice Celentano per riassumere l’uscita del suo album. Non parla tramite la stampa, il leone, ma sceglie il modo più moderno possibile per comunicare, via Facebook, Twitter, blog.
L’Italia di oggi è al centro di “Facciamo finta che sia vero”. Il cantante si mette in mezzo a un paese in guerra, col suo basso, è per meglio significare ancora il suo attaccamento alla sua terra, la sua inquietudine di risvegliare le coscienze, sperando che non sia troppo tardi. Dai primi titoli “Non ti accorgevi di me” ci tiene accanto al gruppo rock Negramaro fa quasi metal. E poi con “Facciamo finta che sia vero” canzone che da il titolo all’album, firmato e interpretato in duo con Battiato, composto da Piovani, creatore della musica del film di Benigni “La vita è bella”. Questo brano è uno dei picchi dell’album. Come “Non so più cosa fare” che riabilita Manu Chao sparito da qualche anno. Ecco alla composizione di questa canzone essenziale, altro grande momento del disco, che mette in scena un paesaggio di guerra, fatto dal dolore della gente, di uomini in azione, intervallati dal canto di Adriano, Jovanotti, Battiato. Jovanotti ha consegnato brani come “Fuoco nel vento” e “La cumbia di chi cambia”. Ma la più impegnata di tutte è il titolo finale “Il mutuo” firmato da Celentano dove propone la decrescita come soluzione alla crisi economica attuale. Il cantante consegna un vero patrocinio sul suo paese: “l’Italia sarà bella senza nessuno che la divida, invocando la secessione” e la gente sarà felice perché avrà qualcosa da amare qualcosa che è nel dna, la bellezza. La bellezza di un Italia unita.”
Con questo album rivolto alla realtà, Celentano fa riflettere. Ma soprattutto diverte incanta e seduce ancora.
Fabrizio
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dic
12
2011
pubblicato da andryonline
Per chi se la fosse persa, segnaliamo che l’intervista di ieri sera a Claudia Mori (per promuovere il nuovo album di Adriano, Facciamo finta che sia vero) è possibile rivederla direttamente sul sito della Rai (segue link). Purtroppo sono stati tagliati i due brani proposti: Non ti accorgevi di me e Non so più cosa fare. Quest’ultimo arricchito dal bellissimo videoclip ufficiale, montato dallo stesso Celentano con la collaborazione di Gaetano Morbioli, che in passato ha anche dato il suo contributo nella realizzazione delle sigle di “Rockpolitik” e “La situazione di mia sorella non è buona”. Niente panico: il video, dove oltre ad Adriano appaiono Jovanotti, Sangiorgi e Battiato, è quello che trovate all’inizio di questo post. ;-)
Vi lascio all’intervista…
“Un passato da cantante e da attrice, attualmente amministratore delegato della casa di produzione televisiva Ciao Ragazzi e delle etichette discografiche Clan e Luna Park, dal 1964 è la moglie di Adriano Celentano e in tale duplice veste presenta il nuovo attesissimo album del Molleggiato, Facciamo finta che sia vero, in vendita dal 29 novembre scorso e anticipato, un mese prima, dal singolo Non ti accorgevi di me, scritto e interpretato da Giuliano Sangiorgi, front-man dei Negramaro; l’album, pubblicato 4 anni dopo il grande successo di Dormi amore, la situazione non è buona, contiene nove inediti, otto dei quali composti, tra gli altri, con Nicola Piovani, Franco Battiato, Jovanotti e Manu Chao: un grido di rabbia – ha detto Celentano – il disco più politico che abbia mai fatto; nel corso dell’intervista verranno presentati, in anteprima e in esclusiva, i video di due brani contenuti nell’album.”
www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-210172f1-a7bb-4fc6-8a73-52ad65b37390.html
12/12/2011 – Andrea
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