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nov 15 2008

Adrianissimo! Risultati 38° Manche

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 38° manche:

01. L’arcobaleno
02. Pregherò
03. Per averti

04. L’ultima donna che amo
05. Senza amore
06. Attraverso me
07. Più di un sogno
08. L’uomo perfetto
09. Conto su di te
10. Deus
11. Nata per me
12. Ciao ti dirò

Passano il turno le prime tre classificate.

Alla prossima!

Fabrizio


nov 8 2008

Adrianissimo! 38° Manche

Adrianissimo!

Al via la 38° manche di Adrianissimo!
Ecco le canzoni da votare in questo turno:

Senza amore
Per averti
Deus
Più di un sogno
Conto su di te
Attraverso me
L’arcobaleno
L’ultima donna che amo
L’uomo perfetto
Pregherò
Nata per me
Ciao ti dirò

Questa manche durerà fino alla mezzanotte di Sabato 15 Novembre.
Supereranno il turno i primi 3 brani.
Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche38_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


feb 21 2008

1957-2007: Adriano e la Storia

Pubblichiamo questo simpatico ed interessante accostamento/intreccio, anno per anno, tra la Storia e l’impressionante carriera del nostro Adriano Celentano, lunga ben mezzo secolo.
Il tutto ovviamente da aggiornare coi prossimi eventi e i futuri lavori del Molleggiato, vulcano imprevedibile e in piena attività, sempre pieno di idee e ricco di sorprese!

Sottolienamo che il lodevole lavoro è stato svolto dal nostro amico Stefano (alias melino10).


  1. Nasce la Fiat 500.
    Adriano debutta al Palazzo del Ghiaccio.
  2. Viene scoperta Mina, dilettante diciotenne, da Natalino Otto.
    Adriano con la “Music” pubblica i primi 45 giri.
  3. Inizia la commercializzazione della Barbie.
    Adriano incide Il ribelle, prima canzone scritta da lui e raddoppia il successo con Il tuo bacio è come un rock (vende 300.000 copie solo nella prima settimana e vince il Festival d’Ancona).
  4. Muore Fausto Coppi.
    Adriano partecipa al film La dolce vita di Fellini.
  5. Primo concerto dei Beatles nel famoso locale Cavern Club.
    Adriano partecipa al Festival di Sanremo con 24.000 baci arriva secondo.
  6. Esce in edicola il primo numero del fumetto Diabolik.
    Adriano fonda il Clan Celentano.
  7. Il Milan vince per la prima volta la Coppa dei Campioni ed è la prima squadra italiana a riuscirci.
    Adriano canta Grazie prego scusi.
  8. Dagli stabilimenti di Alba in Piemonte esce il primo vasetto di Nutella.
    Adriano rifiuta l’offerta di Frank Sinatra per un tour negli Stati Uniti.
  9. Viene assasinato Malcom X.
    Adriano incide Sono un simpatico.
  10. Primo impianto di cuore artificiale in un organismo umano.
    Adriano viene eliminato dal Festival di Sanremo con Il ragazzo della via Gluck che avrà però un clamoroso successo di vendite diventando così la sua canzone per eccelenza.
  11. Luigi Tenco si spara nella sua stanza d’albergo.
    Adriano incide La coppia più bella del mondo scritta da un giovane avvocato astigiano di nome Paolo Conte.
  12. Il terremoto del belice in Sicilia causa la morte di 370 persone.
    Adriano incide Azzurro.
  13. L’uomo sbarca sulla Luna.
    Adriano incide Storia d’amore.
  14. L’Italia batte la Germania 4 a 3 in qualla che verrà definita la partita di calcio del secolo.
    Adriano vince il Festival di Sanremo con Chi non lavora non fa l’amore.
  15. 5 maggio a Palermo: il procuratore della Repubblica Pietro Scaglione viene ucciso per ordine dei corleonesi di Totò Riina, questo omicidio è il primo della guerra di scoraggiamento allo Stato operata dai corleonesi, che si protrarrà fino a le straggi di Capaci e di via D’Amelio.
    Adriano partecipa a Sanremo con Sotto le lenzuola.
  16. Esce il film Il Padrino.
    Adriano si inventa una lingua tutta sua con Prisencolinensinainciusol.
  17. Martin Cooper effetua la prima telefonata con un telefono cellulare portatile.
    Adriano incide L’unica chance.
  18. Arrestato il boss mafioso Luciano Liggio.
    Adriano: esce Bellissima.
  19. La Fiat sospende la produzione della 500, iniziata nel 1957.
    Adriano pubblica il film Yuppi du.
  20. Corrado inventa Domenica in.
    Adriano affronta tematiche sociali con Svalutation.
  21. Muore a 53 anni Maria Callas.
    Adriano è il primo cantante ad esibirsi in uno stadio per un concerto.
  22. Ultima apparizione televisiva di Mina.
    Adriano incide Ti avrò.
  23. Prendono il via le trasmissioni della terza rete Rai.
    Adriano incide Soli e porta negli stadi dalle 45.000 persone di Torino alle 65.000 di Napoli.
  24. Terremoto dell’Irpinia: 3.000 morti.
    Adriano: esce Un po’ artista un po’ no.
  25. Nevica a Palermo e in Sicilia.
    Adriano canta Deus.
  26. Esce l’album più venduto al mondo, thriller di Michael Jackson con 105 milioni di copie vendute.
    Adriano scala le vette di incassi con il film Bingo bongo e pubblica un libro autobiografico intitolato Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai.
  27. Viene arrestato Tortora per associazione camorristica; tre anni dopo verra’ assolto.
    Adriano incide l’album Atmosfera.
  28. Maradona passa al Napoli.
    Adriano pubblica I miei americani….
  29. Terremoto in Città del Messico: 9.000 vittime.
    Adriano: è l’anno di Joan Lui.
  30. Berlusconi compra il Milan.
    Adriano: esce I miei americani 2.
  31. Il Napoli vince il suo primo Scudetto.
    Adriano cambia il modo di fare televisione con il suo Fantastico 8.
  32. Più di 300 mandati di cattura tra Napoli, Palermo e New York nell’ambito dell’indagine congiunta tra FBI e polizia italiana denominata “Pizza Connection”.
    Adriano dal 1987 al 1990 non produce album comunque esce Antologia 57-87 (6 dischi).
  33. Cade il Muro di Berlino che divideva la città dal 1961.
    Adriano non pubblica nessun disco e nessun film; da ricordare solo la presenza della figlia Rosita al Festival di Sanremo e la canzone di Gigi Sabani La fine del mondo dove viene citato Celentano.
  34. Viene liberato Nelson Mandela dopo 25 anni di carcere.
    Adriano: la figlia Rosalinda partecipa al Festival di Sanremo non riscuotendo molto successo.
  35. Fra l’Italia e l’Austria viene ritrovata la mummia del Similaun, più familiarmente chiamato Otzi, vissuta 5.000 anni fa.
    Adriano vende più di 500.000 copie con l’album Il re degli ignoranti e nello stesso anno è da ricordare la trasmissione Notte Rock, dove si fa intervistare da Enzo Biagi.
  36. 23 maggio, strage di Capaci: sull’autostrada che collega Palermo all’aeroporto di Punta Raisi esplode una carica di tritolo che uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta.
    Adriano va in tv con la sua trasmissione Svalutation, dopo ben 4 anni da Fantastico; lo show andrà in onda in due puntate su Raitre condotte assieme a Bruno Gambarotta.
  37. 14 maggio, Roma: esplode un’autobomba in via Fauro, nel quartiere Parioli, al passaggio di un’auto con a bordo Maurizio Costanzo e Maria De Filippi. Nessuna vittima.
    Adriano: nasce il Fansclub I figli della foca.
  38. 1 maggio: durante il Gran Premio di San Marino di Formula 1 muore in un tragico incidente il pilota brasiliano Ayrton Senna.
    Adriano torna con un album molto particolare: Quel Punto. Il testo dell’omonima canzone è fortemente criticato per via del tema trattato (femminilità in pericolo a causa dei transessuali).
  39. 30 agosto, Stati Uniti: dopo 18 anni viene ripristinata la pena di morte nello Stato di New York.
    Adriano: esce Alla corte del Remix.
  40. Un incendio distrugge il Teatro La Fenice di Venezia.
    Adriano produce l’album Arrivano gli uomini con tanto di videoclip mandato in onda su Raiuno. L’album non supera le 150.000 copie vendute nonostante il battage pubblicitario.
  41. In Italia entra in vigore la Legge sulla privacy.
    Adriano si esibisce davanti a Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto per il Meeting Eucaristico di Bologna, rispolverando per l’occasione anche dei suoi vecchi brani come: Pregherò, cover dell’americana Stand by me di Ben E. King, Disse e Ciao ragazzi.
  42. 13 ottobre: durante una puntata del programma televisivo Porta a Porta che celebra il ventennale del suo pontificato, Giovanni Paolo II interviene a sorpresa in collegamento telefonico.
    Adriano incide un album con Mina, altra grande cantante e amica di sempre che assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera. Il disco ha un enorme successo con 1.600.000 copie vendute.
  43. Los Angeles: il film La vita è bella di Roberto Benigni è pluripremiato alla 71esima edizione degli Academy Awards con tre Oscar: miglior film straniero, migliore colonna sonora e miglior attore protagonista. Benigni è il primo attore non anglosassone ad essere premiato con la statuetta del migliore attore protagonista.
    Adriano: esce Io non so parlar d’amore che vende oltre 2.000.000 di copie; l’album è considerato una perla da critici e fans.
  44. Va in onda su Canale 5 la prima puntata del nuovo reality show Il Grande Fratello condotto da Daria Bignardi.
    Adriano pubblica Esco di rado e parlo ancora meno, altro grande successo (1.800.000 copie).
  45. Quattro gruppi di terroristi islamici, coordinati tra di loro, dirottano aerei di linea e si dirigono verso quattro obiettivi, colpendone tre: il Pentagono a Washington ed entrambe le Torri Gemelle di New York. Queste ultime implodono dopo meno di un’ora di incendi devastanti. Complessivamente in questi quattro attacchi muoiono più di 3.000 persone. La data dell’11 settembre 2001 verrà ricordata in seguito come quella del più grande attentato terroristico di tutti i tempi.
    Adriano: esce la raccolta Il cuore, la voce.
  46. Ucciso a Cogne (Aosta) il bambino Samuele Lorenzi, di soli 3 anni. Il delitto desta grande clamore e suscita emozione in tutto il paese.
    Adriano: è la volta di Per sempre, il terzo album consecutivo elaborato con il team Mogol-Bella. I dati di vendita sfiorano il milione di copie. L’album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l’anno da tre singoli (Confessa, Mi fa male e Per sempre) che restano in classifica per molto tempo.
  47. 5 giugno: da oggi, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, i cittadini residenti all’estero possono esercitare il diritto di voto per corrispondenza, senza dover rientrare in patria.
    Adriano: esce il cofanetto TRE.
  48. Un terremoto, con conseguente maremoto di proporzioni devastanti (forza pari a 8,9 gradi della scala Richter), con epicentro al largo di Sumatra (Oceano Indiano), sconvolge una vastissima area del Sud-Est Asiatico, dalle coste della Thailandia e dell’Indonesia fino allo Sri Lanka e parte dell’Africa (ad oltre 4.500 km di distanza). L’ondata anomala, generata dal terremoto, si abbatterà per centinaia di metri nell’entroterra e sulle coste, causando oltre 400.000 vittime tra morti e dispersi.
    Adriano: è la volta di C’è sempre un motivo, album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in lingua creola con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde che ripropone “Il ragazzo della via Gluck” con testo e arrangiamenti tipicamente capoverdiani. È un album particolare in cui Celentano si esibisce in canzoni molto diverse tra loro che toccano più generi musicali, dal melodico al rock fino ad arrivare al jazz.
  49. Muore Papa Giovanni Paolo II.
    Adriano va in onda su Raiuno col contestatissimo show televisivo Rockpolitik. Lo show segna record assoluti in termini di share con una media del 46% nelle 4 puntate. Il picco massimo in termini di ascoltatori si è avuto con Roberto Benigni nella 2° puntata con oltre 16 milioni di spettatori.
  50. 9 luglio: l’Italia vince in Germania, per la quarta volta, la Coppa del Mondo di calcio battendo la Francia 5-3 ai rigori, dopo l’uno pari dei supplementari. Decisivo il rigore di Fabio Grosso.
    Adriano lancia una mega raccolta (cofanetto di tre cd) che raccoglie 42 canzoni dal 1957 ad oggi. Nella raccolta è presente anche l’inedito duetto con Paul Anka nel rifacimento della canzone Diana, diventata ora Oh Diana con testo in italiano di Mogol e dello stesso Celentano.
  51. In occasione del derby calcistico Catania-Palermo, scoppia una guerriglia tra le tifoserie che porta alla morte dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti. Il giorno successivo viene sospeso il campionato di calcio.
    Adriano pubblica Dormi amore, la situazione non è buona, compie 70 anni e 50 di carriera.
  52. ? (continua…)

Andrea


gen 4 2008

Miti musicali senza segreti: Adriano Celentano

Cosa ci vuole per diventare un personaggio di culto? La storia della musica rock e’ piena di icone e leggende per lo piu’ caratterizzate da vite sballate e tragicamente brevi. Ma ci sono anche, per fortuna, quelli che diventano un culto grazie a una lunga carriera fatta di belle canzoni, grande carisma, temperamento da autentica star. Adriano Celentano, classe 1938, 70 anni il prossimo 6 gennaio, e’ partito come un rocker di periferia, nei ribollenti anni Cinquanta, e’ diventato un guru della canzone, un personaggio ascoltato, discusso, imitato, amato o detestato. Ma senza dubbio, le sue canzoni restano nel cuore, hanno raccontato e raccontano storie d’amore come nessuno.
E’ di questi giorni, balzato direttamente al secondo posto in classifica, l’uscita dell’album Dormi amore, la situazione non e’ buona, lanciato anche dalla presenza in tivu’, in una serata dedicata, di Celentano.
Ma come ha iniziato la sua straordinaria carriera? Innamorandosi del rock ‘n roll sbarcato in Italia nel dopoguerra, decidendo che quella sarebbe stata la sua strada. Il suo primo gruppo, i Rock Boys, si esibisce nei locali milanesi: Celentano canta e soprattutto balla in quella sua maniera buffa e dinoccolata, imitando anche il comico americano Jerry Lewis. Nel 1957, a Milano, si svolge il primo e unico Festival del Rock’n Roll, al quale partecipano, tra gli altri, Giorgio Gaber e Little Tony. La vittoria va ai Rock Boys di Celentano. Sempre quell’anno, Adriano conosce Michi Del Prete, che diventera’ il suo autore per lungo tempo.
I primi dischi incisi, 45 giri, cover di famosi brani di rock ‘n roll come Tutti Frutti non riscuotono pero’ il successo sperato fino a quando, nel 1959, Celentano incide la celebre Il tuo bacio e’ come un rock, che vende nella prima settimana di uscita ben 300.000 copie. Per l’abbandono di alcuni componenti come Giorgio Gaber, forma un altro gruppo, I Ribelli (dal titolo del suo brano Il ribelle ). Comincia a lavorare con Mina, per la quale scrive Vorrei sapere perche’ e interpreta il film I ragazzi del juke box e poi canta nel film culto di Federico Fellini La dolce vita.
Nel 1961, deve partecipare al Festival di Sanremo ma sta facendo il servizio militare: firmera’ il consenso l’allora Ministro della Difesa Giulio Andreotti. Arrivera’ secondo, con Little Tony, con Ventiquattromila baci. L’anno dopo, fonda la sua etichetta, Clan Celentano, la cui prima produzione e’ Stai lontana da me. L’esperienza pero’ naufraga dopo pochi anni a causa di liti, tensioni interne con strascichi legali. A quell’epoca, Giorgio Gaber dedichera’ il brano C’era una volta il Clan.
Nel 1966 non riesce a entrare nella finale di Sanremo: la canzone e’ Il ragazzo della via Gluck, diventata poi un classico e comunque molto apprezzata dal pubblico cosi’ come le due canzoni scritte in quegli anni per lui da Paolo Conte, La coppia piu’ bella del mondo e Azzurro.
Sempre attento ai problemi ambientali e sociali (Chi non lavora non fa l’amore), e’ con il brano Un albero di trenta piani, contenuto nell’album I mali del secolo che Celentano attacca apertamente la speculazione edilizia e il degrado ambientale. Ma nel 1973 scrive una canzone che, come lui stesso dichiaro’, non voleva dire nulla di importante, Prisencolinensinainciusol, che entra in classifica persino negli Stati Uniti. Affronta poi il tema dell’austerity con Svalutation. E’ di questo periodo anche il suo film Yuppi Du, un quasi musical per l’epoca piuttosto innovativo e rivoluzionario.
Negli anni Ottanta, mentre spopola al cinema con film quali Bingo Bongo, Il bisbetico domato e Asso, conduce il programma televisivo Fantastico 8, passato alla storia per i suoi modi da predicatore, per le pause antitelevisive, per le richieste pseudopolitiche al pubblico, passando dei guai ma riscuotendo un successo di audience incredibile.
Il periodo successivo non e’ smagliante ma nei primi Novanta pubblica un successo da oltre 2 milioni di copie, Io non so parlar d’amore e in tivu’ torna a scioccare e ad avere massima audience con il programma Francamente me ne infischio e poi 125 milioni di caz…te e ancor di piu’con, nel 2005, Rock Politik. Intanto, album dopo album, Celentano riconquista il suo pubblico di sempre e nuovi fan, grazie a canzoni proprio belle come Per sempre e I passi che facciamo. Al di la’ delle mode, personaggio forse “duro”, scomodo chissa’, Celentano resta un grande interprete, un uomo di fascino, un cantore d’amore e di vita.

DISCOGRAFIA:
1960 Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
1960 Furore
1962 Peppermint twist
1963 A New Orleans
1965 Non mi dir
1966 La festa
1966 Il ragazzo della via Gluck
1968 Azzurro Una carezza in un pugno
1968 Adriano rock
1969 Le robe che ha detto Adriano
1970 Il forestiero
1971 Er piu’ Storia d’amore e di coltello
1972 I mali del secolo
1973 Nostalrock
1975 Yuppi du
1976 Svalutation
1977 Disco dance
1977 Tecadisk
1978 Ti avro’
1978 Geppo il folle
1979 Soli
1979 Me, live!
1980 Un po’ artista un po’ no
1981 Deus
1982 Uh uh
1983 Atmosfera
1984 I miei americani
1985 Joan Lui
1986 I miei americani 2
1987 La pubblica ottusita’
1991 Il re degli ignoranti
1994 Quel punto
1996 Arrivano gli uomini
1998 Mina Celentano
1999 Io non so parlar d’amore
2000 Esco di rado e parlo ancora meno
2002 Per sempre
2004 C’e’ sempre un motivo
2005 C’e’ sempre un motivo L’Indiano
2007 Dormi amore, la situazione non e’ buona

04/01/2008 – MSN.com Tribe


nov 28 2007

Celentano, il predicatore dell’incoerenza

Battuta telefonata, ma inevitabile: la situazione di Sorella Terra non è buona, ma quella della coerenza dei predicatori se la passa ancora peggio. Del resto, il manifesto perfetto, più che una metafora, di quello che è successo lunedì sera su Raiuno è la dichiarazione del direttore generale della Rai Claudio Cappon: «Celentano ha fatto una performance alla Celentano: autonoma, originale e leader». Piccolo particolare: Cappon ha ammesso di non aver visto la trasmissione, «lunedì sera avevo una cena di famiglia». Fra l’altro, l’esempio del massimo dirigente Rai pare essere stato seguito anche da moltissimi italiani. I televisori accesi su Raiuno nell’ora e mezzo di trasmissione sono stati 32,29 su cento, contro il 46 per cento di Rockpolitik. Tutti a cena, come Cappon?

Il resto, viene di conseguenza. Certo, è difficile scrivere un articolo sulla coerenza televisiva di Celentano su un giornale con un direttore come Mario Giordano che al tema ha dedicato un capitolo del suo libro Senti chi parla.

Dite che scrivere di un libro del proprio direttore è pubblicità e che non sta bene far pubblicità quando si parla di Celentano, che parla – per definizione – solo di massimi sistemi ed è uno dei più strenui censori di un mondo fatto solo di business? Obiezione accolta. Mi arrendo. Del resto, l’ha fatto lo stesso Celentano che, per fugare i dubbi dei malevoli che ipotizzavano come la trasmissione potesse trasformarsi in uno spottone gratuito (anzi, pagato dalla Rai) per il suo ultimo disco, ha titolato il programma La situazione di mia sorella non è buona. In modo che nessuno potesse equivocare, pensando a un riferimento subliminale al disco Dormi amore, la situazione non è buona. Che, come ha spiegato il super-efficiente staff della comunicazione del Molleggiato, è primo in classifica, ma lo era anche prima della trasmissione.

Così come è solo un caso che, nei titoli di coda, prima ancora di sapere che avevano partecipato al programma «Gianni Bella, Laura Chiatti, Carmen Consoli…», ci fosse la segnalazione chiarissima che «gli abiti di Adriano Celentano sono di Giorgio Armani». Segnalazione che sarebbe stata perfetta anche per arricchire l’intervista con Milena Gabanelli, che non risparmia mai nulla al mondo della moda.

Ma ci sono anche settori in cui Celentano è assolutamente coerente. Ad esempio, l’attacco agli architetti-kamikaze è la logica conseguenza di Deus, canzone di ventisei anni fa, in cui Adriano scriveva «e gli architetti son dei cani che concepiscono mostruosità». Coerente anche la conclusione: polemiche e querele degli architetti. Tranne, probabilmente, quelli che hanno progettato la villa di Galbiate.

Per non parlare del rapporto di Adriano con gli accenti: l’altra sera ha discettato del passaggio da ultrà ad ultra; nel suo memorabile Fantastico scrisse sulla lavagna «La caccia e contro l’amore», senza accento. Insomma, siamo alla rivoluzione copernicana. A partire dagli accenti, Celentano è cambiato dentro, proprio come vorrebbe che facesse Berlusconi. Coerentemente.

28/11/2007 – Il Giornale


mag 24 2007

I Cinquant’anni di carriera di Adriano Celentano in un libro

Cinquant’anni di una straordinaria carriera divisa tra dischi, concerti, film e programmi televisivi ripercorsi grazie al paziente lavoro di un giornalista. “Adriano Celentano 1957-2007. Cinquant’anni da ribelle” di Sergio Cotti, serio ed accurato libro di ricerca ed analisi sulla discografia del molleggiato, è stato presentato il 19 maggio a Milano in occasione del “Celentano day”. Anche noi a modo nostro ripercorriamo questi cinquant’anni ,dalla A alla Z. Che tu sia rock o lento poco importa, questo articolo è per te.
di Fabio Massimo Penna

A come Azzurro. Quando scrivono “Azzurro” Paolo Conte e Vito Pallavicini si rendono conto di aver realizzato un brano controcorrente, non solo perché, in controtendenza rispetto ai brani balneari allora tanto alla moda, racconta un’estate passata in solitudine in città, ma anche per il ritmo che aveva le cadenze di una marcetta, anche questa una scelta assolutamente discordante con le mode dell’epoca.

Ma di fronte all’interpretazione di Adriano Celentano tutti le perplessità svaniscono: lo stesso Conte definisce l’esecuzione del Molleggiato “umana”, esaltandone la chiarezza ed intelligibilità che fanno si che all’ascoltatore sembri che l’interprete abbia realmente vissuto gli avvenimenti narrati nel brano. ” Azzurro” fu immediatamente un pezzo di successo che raggiunse i vertici delle hit parade ed è ancora oggi uno dei più popolari nella storia della musica leggera italiana.

B come Bacio. “Il tuo bacio è come un rock” è il brano che impone Adriano Celentano come uno dei giovani musicisti più promettenti del panorama italiano. Si era già fatto notare nel maggio 1957 al Festival del rock italiano al Palaghiaccio di Milano, ma quando al festival della musica leggera di Ancona, il 13 luglio del 1958, sul palco sale questo giovanotto dinoccolato che ancheggia in maniera bizzarra il pubblico va in visibilio e si scatena un irrefrenabile entusiasmo. Da quella sera “Il tuo bacio è come un rock” ed Adriano Celentano scalano le classifiche di vendite dei dischi in Italia. Inizia una leggenda che ancora oggi continua…

C come Castellano e Pipolo. Tra la fine degli anni Settanta ed i primi anni Ottanta, Adriano Celentano insieme alla coppia di registi Franco Castellano e Giuseppe Moccia, meglio conosciuti come “Castellano e Pipolo”, formano un team che ai botteghini cinematografici si rivela essere imbattibile. Nel giro di pochi anni i tre sfornano una serie di fortunate pellicole: “Mani di velluto” (1979), “Il bisbetico domato” (1980) e “Innamorato pazzo” (1981). Castellano e Pipolo servono al meglio la surreale comicità di Celentano con copioni leggeri ma privi di volgarità. “Mani di velluto” è la storia di un facoltoso ingegnere, creatore di un indistruttibile vetro antirapina che, invaghitosi di una vivace ladruncola, organizza un colpo grosso ai danni della propria moglie. “Il bisbetico domato” ha per protagonista Elia, stravagante proprietario terriero dell’Oltrepò che odia le donne e resiste alle idee matrimoniali fino a quando un giorno non gli piomba in casa la bella Lisa che, dopo alterne vicende, riesce a sedurlo. Il tema dell’amore impossibile torna in “Innamorato pazzo” con il conducente dell’ Atac, Barnaba che perde la testa per la principessa Cristina di S. Tulipe, promessa sposa ad un miliardario, e riesce, nonostante l’ostilità della famiglia di lei, a sposarla.

D come Don Backy. Aldo Caponi, meglio conosciuto con il nome d’arte di Don Backy, è stato uno degli elementi di spicco del Clan di Adriano Celentano. Dotato di una peculiare voce roca e di un carattere indipendente, nel 1962 partecipa al Cantagiro con il brano “Fuggiasco” e l’anno successivo con “Amico” che ottiene anche un buon successo di vendite. Sempre nel 1963 recita accanto a Totò, Macario e Nino Taranto in “Il monaco di Monza” di Sergio Corbucci ed incide “Ho rimasto”. L’anno seguente prende parte alla pellicola “Super rapina a Milano” che vede Adriano Celentano dietro la macchina da presa. Nel 1966 incide “Serenata” mentre l’anno successivo si presenta in coppia con Johnny Dorelli al Festival di Sanremo con la famosa canzone “L’immensità” ed incide un altro grande successo “Poesia”. Il 1968 è un anno importante per la sua carriera cinematografica: escono, infatti, “Banditi a Milano” di Carlo Lizzani e “I sette fratelli Cervi” in cui ha ruoli importanti a fianco di Gian Maria Volonté. Il 1968 è l’anno dello scisma: per una controversa questione di diritti d’autore entra in rotta di collisione con Celentano ed abbandona polemicamente il Clan. L’anno dopo si classifica terzo al Festival di Sanremo presentando insieme a Milva il brano “Un sorriso” e sempre a Sanremo nel 1971 canta “Bianchi cristalli sereni”. Intanto al cinema recita per il “Maestro” Federico Fellini in “Satyricon” (1969) ed interpreta “Barbagia” (1969) di Carlo Lizzani. Negli anni Settanta scrive “Sognando”, brano che verrà interpreto anche da Mina e che tratta il tema del disagio mentale. Mostrando grande eclettismo negli anni Ottanta si dedica ai fumetti realizzando L’Inferno di Dante a fumetti (1980), e “Clanyricon” (1984). Dopo aver interpretato se stesso nel film “Pane e tulipani” ed aver partecipato al reality show “La talpa”, nel 2006 tiene un ciclo di lezioni per il progetto universitario Rai Nettuno, l’università a distanza.

Er Più. Adriano Celentano e Claudia Mori nel 1971 sono gli interpreti principali del film, ambientato nella Roma di fine Ottocento, “Er più. Storia d’amore e di coltello” di Sergio Corbucci. Protagonisti della commedia sono i quartieri popolari della Capitale e la gente umile che vi abita. Nel ruolo dell’eroe del popolo, il bullo più brillante e rispettato del quartiere, “Er più”, un Celentano in forma smagliante. Nonostante l’ambientazione romanesca poco verosimile la pellicola è di buona fattura con un cast di attori ben affiatato ed una comicità immune da volgarità.

F come Fantastico. Fantastico 8 nel 1987-88 passa alla storia come l’edizione dei lunghi silenzi. Adriano Celentano, allontanandosi dai classici sistemi di condurre i programmi televisivi basati su ritmi frenetici, alterna lunghe pause di silenzio davanti alle telecamere ad ampollose prediche di carattere ecologista, morale o religioso. La critica reagisce in maniera ostile e scomposta ma il pubblico premia la scelta coraggiosa di Celentano con buoni indici di ascolto.

G come Gino. Pur essendoci solo due anni di differenza tra i due, Adriano Celentano è lo zio di Gino Santercole. Santercole suona la chitarra con i Ribelli, gruppo che gravita nell’orbita del Clan, ed in seguito comincia a scrivere canzoni tra le quali spicca la bellissima e sognante “Una carezza in un pugno”, scritta insieme Luciano Beretta e Miki Del Prete e portata al successo da Celentano. Sul finire degli anni Sessanta si dedica al cinema e come attore recita in “Yuppi du” (1975) di Celentano, “Viaggio con Anita” (1979) di Mario Monicelli, “Sono fotogenico” (1980) di Dino Risi.

I come Ignoranti. Adriano Celentano si è autodefinito una volta “re degli ignoranti” e “Re degli ignoranti” è anche il titolo di un suo long playng del 1991. La canzone dal titolo omonimo esalta la mancanza di costruzioni (gabbie) mentali di chi è rimasto privo di istruzione: “…si, /perché nessuno aveva cogliuto/ il vero senso della lotta/ ma io che sono il re degli ignoranti…; si io, io conosco questo senso e non l’ho dimenticato/ mentre invece voi/ a furia di studiar/ solo con la mente/ avete tutti smarrito la via del cuor/ restando lì/ a scavar nel vuoto/ mentre i vostri padri/ con la scure in mano/ distruggevano/ la saggezza dei vostri nonni…” In realtà dietro questa facciata (o posa?) da persona incolta si nasconde un personaggio attento alla realtà che lo circonda, costantemente aperto al mondo ed alle sue problematiche, un uomo con grande capacità di ascolto ma dotato anche di acuta capacità critica.

L come Lento. “L’arroganza è lenta, la timidezza è rock; ribellarsi è rock, servire è lento; parlare senza dirsi nulla è lento, guardarsi negli occhi è rock; cambiare vita è rock, cambiare idea è rock, non cambiare mai è lento…” Adriano Celentano nel 2005 durante la trasmissione Rockpolitik aggiunge alle sue invenzioni televisive (i lunghi silenzi e le prolisse teleprediche) gli slogan “rock” e “lento” per separare ciò che è “cool”, gagliardo ed eticamente bello, insomma “rock” da ciò che è meschino e moralmente basso, ovvero “lento”. Un tormentone, un momento televisivo che con un altro protagonista sarebbe un flop ma con il “Molleggiato” che, con occhiali da sole e camicione colorato, sale su di un leggio ed accompagnato da una chitarra elettrica comincia dividere il mondo in due categorie, i rock da una parte ed i lenti dall’altra, diventa storia della televisione.

M come Moroni. Se non è la coppia più dello spettacolo italiano, quella tra Adriano Celentano e Claudia Mori (Claudia Moroni), è certamente una delle più affiatate. Oggi lei è il manager del marito ma un tempo i due, oltre a metter su una splendida famiglia (hanno tre figli: Rosita, Rosalinda e Giacomo), formavano un’ottima coppia artistica. Il loro incontro avviene nel 1964 sul set di “Uno strano tipo” (la Mori aveva in precedenza avuto una parte anche nel film di Luchino Visconti “Rocco e i suoi fratelli”) ed è subito amore tanto è vero che i due si sposano nello stesso anno e nel 1965 nasce Rosita. Nel 1967 ottengono un grande successo cantando “La coppia più bella del mondo” e nel 1970 vincono il Festival di Sanremo con “Chi non lavora non fa l’amore”. Nella sua carriera cinematografica Claudia Mori recita al fianco di Adriano Celentano in “Rugantino” (1973) di Pasquale Festa Campanile, “Yuppi Du” (1975) dello stesso Celentano e “Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì” (1985) sempre per la regia di Celentano. Senza il marito Claudia Mori canta “Buonasera dottore” (1975), nel 1982 si esibisce come ospite al Festival di Sanremo con “Non succederà più” e nel 1994 si presenta in gara sempre al Festival di Sanremo con il brano scritto da Toto Cutugno “Se mi ami”.

N come Novità che sconvolge Sanremo. E’ il gennaio del 1961 e nell’ingessato ambiente del Casinò Municipale di Sanremo, lo svolgimento dell’undicesimo festival della canzone italiana viene scosso dall’esibizione assolutamente innovativa di un giovanotto che saltella e si dimena dando le spalle al pubblico: è il”molleggiato”, Adriano Celentano, rocker che ha conquistato il pubblico giovanile con brani come ” Il tuo bacio è come un rock” ed “Impazzivo per te”. Il suo brano “Con 24mila baci” arriva secondo. Nell’edizione del 1966 Adriano Celentano non riesce a raggiungere le finali con “Il ragazzo della via Gluck”, brano che paradossalmente diventerà in seguito una delle canzoni più famose della storia della musica leggera italiana. Il 1968 lo vede ottenere il terzo posto con “Canzone” mentre arriva primo, insieme a Claudia Mori, nel 1970 con “Chi non lavora non fa l’amore” che per il suo testo (“…C’era lo sciopero anche dei tranvai…Arrivo lì ma il dottore non c’è! E’ in sciopero anche lui! Che gioco è! Ma?! Ma come finirà…c’è il caos nella città. Non so più cosa far! Se non sciopero mi picchiano. Se sciopero mia moglie mi dice : chi non lavora non fa l’amore…”) viene criticata da più parti. L’anno seguente Celentano partecipa al Festival per l’ultima volta con il brano “Sotto le lenzuola” classificandosi quinto. L’edizione del Festival del 2004 passerà alla storia per la sua partecipazione a sorpresa come ospite, decisa all’ultimo momento dopo un lungo tira e molla, e dovuta forse anche ai ripetuti inviti dell’amico e direttore artistico Tony Renis; il suo intervento alza l’indice di ascolti della trasmissione e la sua interpretazione di “Rip it up” di Chuck Barry accompagnata dai balletti con Tony Renis e Simona Ventura rimane uno dei momenti “cult” nella storia della rassegna sanremese.

O come Opere d’autore. La stagione d’oro di Celentano al cinema (dieci anni di grandi successi al botteghino: da “Di che segno sei” e “Ecco noi per esempio” di Corbucci, a “Il bisbetico domato” e “Innamorato pazzo” di Castellano e Pipolo a “Lui è peggio di me” di Oldoini) inizia e si conclude con due pellicole delle quali il “molleggiato” è regista ed interprete: “Yuppi du” (1975) e “Joan Lui” (1985). Visionario, squilibrato, imprevedibile, colorito musical, “Yuppi du” venne accolto con freddezza dal pubblico e dalla critica dell’epoca ma, in virtù dei 32 anni che ci separano dalla sua uscita, possiamo affermare come lo stile registico, il caos architettonico e l’ambientamento “senza tempo” dell’opera fossero in largo anticipo sui tempi e che certe invenzioni stilistiche che al tempo dovevano sembrare assurde erano in realtà antesignane di tante consuetudini filmiche di registi oggi in gran voga. Ci fu, comunque, chi sottolineò la straordinaria genialità di alcune scene come quella in cui Celentano e Charlotte Rampling danzano seminudi. Anche “Joan lui” conosce la stessa “fortuna critica” di “Yuppi du”: snobbato dal pubblico e accolto con indifferenza dalla critica può venir ai giorni nostri riletto con maggior distacco mettendone in evidenza i non pochi meriti. il musical, in cui Adriano Celentano mescolando danza, musica e teatro ,utilizza un linguaggio pubblicitario, con un montaggio shock a cui sono alternati tempi dilatati alla Sergio Leone. L’opera assume l’aspetto di un racconto morale che sottolinea i mali della società moderna.

P come Prisencolinensinainciusol. “…Prisencolinensinainciusol, In de col men Seivuan, Prisencolinensinainciusol ol rait…” Nel 1973 esce questo brano di Adriano Celentano dal titolo impronunciabile, con un testo fondato su un vocabolario di sua invenzione (una sequenza di fonemi ispirati a termini pseudo-inglesi) che su di una accattivante base ritmica veniva ripetuto come uno scioglilingua dal cantante-attore milanese. Considerato da alcuni come il primo rap italiano della storia, questo brano che non necessita di venir tradotto, essendo privo di signicato, si trasforma presto in un grande successo internazionale ottenendo ottime vendite in Francia e Germania e scalando le classifiche statunitensi.

R come Rosita e Rosalinda. Rosita, figlia maggiore di Adriano Celentano e Claudia Mori, vive in contatto con il mondo dello spettacolo sin da bambina e nel 1975 prende parte alla pellicola del padre “Yuppi du”. Nel 1987 è protagonista del film di Antonio Bido “Mak p 100″ mentre nel 1989 conduce insieme a Daniel Quinn, Gianmarco Tognazzi e Paola Dominguin il Festival di Sanremo. Ma poi… “l’amore vince ogni cosa” e, conosciuto Paride Orfei nel 1990, lo segue al circo e per tre anni vive facendo la cavallerizza ed occupandosi di scenografie e coreografie. Nel 1995 torna al cinema recitando al fianco di Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Ricky Memphis e Valerio Mastrandrea in “Palermo-Milano solo andata” di Claudio Fragasso. Partecipa all’edizione del 2000-2001 di Domenica In affiancando in studio la coppia di conduttori Carlo Conti – Iva Zanicchi. Nel 2004 conduce, facendo l’inviata, la prima edizione di “Music Farm” al fianco di Amadeus e Gene Gnocchi e nel 2006 prende parte, come concorrente, al reality show “Reality Circus”, condotto da Barbara D’Urso su Canale 5. Rosalinda Celentano, dal carattere ribelle ed anticonformista, tenta inizialmente di ripercorrere i passi nel mondo della musica del padre famoso presentandosi al Festival di Sanremo del 1990 nella categoria Nuove Proposte con il brano “L’età dell’oro”. Ben presto però rivolge la sua attenzione al cinema, esordendo nel 1993 nel film di Pino Quartullo “Le donne non vogliono più”. Nel 2001 recita ne “L’amore probabilmente” di Giuseppe Bertolucci mentre nel 2004 regala una inquietante e mefistofelica performance nel ruolo del diavolo in “La passione di Cristo” di Mel Gibson. Nel 2006 interpreta il ruolo di Isabella nel film di Simona Izzo “Tutte le donne della mia vita” e nello stesso anno prende parte a “7 Km da Gerusalemme” di Claudio Malaponti.

S come Svalutation. Molto si è parlato nel corso degli anni delle famose “teleprediche” di Adriano Celentano, dei suoi sermoni in diretta tv che tanto fanno arrabbiare i critici tv per la loro supposta mancanza di ritmo. Eppure il Molleggiato ha sempre voluto dire la sua sulla realtà che lo circonda spesso ritraendola con amara ironia e pensosa giocosità. Con questo spirito nasce nel 1976 “Svalutation” brano che prende di mira il malcostume dell’Italia del periodo con l’inflazione, l’immoralità del mondo politico, gli scandali, la crisi petrolifera. Ma il finale presenta una nota di ottimo affermando “…Ma quest’Italia qua se lo vuole sa/ che ce la farà/ e il sistema c’è/ quando pensi a te/ pensa…anche un po’ per me.”

T come Teocoli. Teo Teocoli inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo esibendosi al Derby di Milano insieme a Cochi e Renato, Enzo Jannacci e Massimo Boldi ed entrando a far parte del Clan, la casa discografica che Celentano ha creato nel 1961. Il legame di amicizia tra il comico di Taranto e il Molleggiato è così forte che Celentano lo ha voluto a Rockpolitik per un duetto tra il finto Celentano (uno strepitoso Teocoli) ed il vero e, gustosamente autoironico, Adriano nazionale. La fase iniziale della carriera di Teo Teocoli avviene nel mondo della musica, dove si esibisce come cantante insieme a gruppi quali “I camaleonti” e “I quelli”. In televisione esordisce nel 1982 su Antenna 3 dove è protagonista con Massimo Boldi del programma “Non lo sapessi ma lo so”. Partecipa quindi a “Drive in”, “Una rotonda sul mare” ed “Emilio” in cui presenta uno dei suoi personaggi più riusciti, lo sfegatato tifoso del Milan Peo Pericoli. Partecipa a “Il gioco dei nove”, alla sitcom “I vicini di casa”, a “Striscia la notizia” ma il grande successo arriva nel 1992 con la partecipazione a “Mai dire goal” che vede la nascita di Felice Cacciamo, uno dei più esilaranti personaggi televisivi degli ultimi anni. Conduce “Scherzi a parte”, partecipa a “Quelli che il calcio” e diviene ospite-commentatore della “Domenica Sportiva”.

V come Via Gluck. E’ solo una via di Milano, ma per tanti ormai quello di via Gluck dove, il 6 gennaio 1938, al numero civico 14, nasceva Adriano Celentano, è un nome mitico, un luogo dell’anima. Si trovava in una zona periferica della città, via Gluck, ma con il tempo era stata inglobata nella metropoli e per l’uomo oramai adulto che torna a visitare i luoghi della propria infanzia non resta che immalinconirsi alla vista di quel gruppo di “…case su case, catrame e cemento…” che ritrova al posto dei luoghi dove bambino aveva giocato spensierato. Abbandonando le scatenate atmosfere rock, Celentano approda ai ritmi più pacati di una nostalgica ballata folk per esprimere, in largo anticipo sulla mania ecologista tanto di moda oggi, una sincera e sentita preoccupazione per l’ambiente.

Fabio Massimo Penna

Ultimo aggiornamento (giovedì 24 maggio 2007)

24/05/2007 – FondazioneItaliani.it


lug 10 2006

Adrianissimo! Risultati 5° Manche

Adrianissimo!

01 – Atmosfera
02 – Deus
03 – Prima pagina
04 – Dipenderà da te
05 – L’artigiano
06 – Madonna mia
07 – Bel giovane
08 – Mi fanno ridere
09 – Dove vai Jack
10 – Splende la notte
11 – Crazy movie
12 – Cammino
13 – Sound di verità
14 – L’estate è già qua
15 – L’ora del rock
16 – Quando

Ricordo che passano il turno le prime tre canzoni (quelle in grassetto), ma dopo le prime fasi eliminatorie ci saranno dei ripescaggi (quindi quelle che ora non passano il turno potranno ritornare in gara successivamente).

Andrea


lug 1 2006

Adrianissimo! 5° Manche

Adrianissimo!

Prosegue la grande gara Adrianissimo! con la sua 5° Manche che ci chiama a votare per i brani contenuti negli album “Deus” (1981) e “Atmosfera” (1983)!
Non bisogna fare 2 classifiche, bensì solo una (come se i brani fossero contenuti in un unico disco).

Ecco i brani interessati:
Atmosfera
Splende la notte
Prima Pagina
Dipenderà da te
Sound di verità
Bel giovane
Madonna mia
Cammino
Deus
Mi fanno ridere
Crazy movies
Quando
L’artigiano
L’estate è già qua
Dove vai Jack
L’ora del rock

La manche in questione parte oggi 1 luglio e durerà fino al 7 luglio

Inviate la vostra classifica (con eventuali commenti) all’indirizzo email comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum (per potervi prima rintracciare).
Per l’oggetto dell’email è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche05_nick.

Ovviamente alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community!

Andrea


mar 19 2006

Oscar Tv, no al Molleggiato Vincono Greggio e Ventura

da Sanremo

E poi chiamateli Oscar. Dunque ieri sera all’Ariston di Sanremo sono stati incoronati i volti e i programmi migliori della televisione 2005 e per fortuna il presidente dell’Accademia di giurati, Gigi Vesigna, aveva precisato a scanso di equivoci: «Non ci siamo neanche riuniti. Ciascuno di noi ha ricevuto a domicilio la scheda per il voto e poi l’ha spedita al notaio». Insomma, guai a pensar male, non c’è stato nessun inghippo, nessun «magna magna» come scherzosamente dice sul palco il comico Max Giusti.
Allora inaspettatamente il personaggio maschile dell’anno è Ezio Greggio, molto più «personaggio» lui del rinascente Fabio Fazio oppure di Adriano Celentano, che dai giurati ha preso appena 3 voti, ma che con Rockpolitik ha radunato tanti telespettatori come gli ultimi due festival di Sanremo messi insieme (per non parlare del clamore di stampa). E vabbè. L’altra sera Claudia Mori aveva bollato gli Oscar come un premio poco «serio» se non altro perché Rockpolitik non era neanche stato incluso nella lista di candidati alla vittoria.
Pronta la replica del presentatore Daniele Piombi: «Però quando lo premiammo per 125 milioni di c..ate non ebbe nulla da eccepire». La donna televisiva è invece Simona Ventura che, nonostante il recente calo di ascolti a Quelli che il calcio, è stata senz’altro l’eroina 2005, capace di rifondare Music Farm e di resistere all’improvvisa fuga del calcio verso la tivù satellitare. Secondo l’Accademia degli Oscar Tv, è stata più meritevole di Michelle Hunziker e di Milly Carlucci, che comunque si è presa la rivincita globale con il suo Ballando con le stelle, votato dalla giuria come miglior programma. Il Tg1 è meglio del Tg di La7 e Il Grande Torino è infine la fiction dell’anno, superando Don Matteo e Orgoglio. E di sicuro ha mostrato molto orgoglio anche Pupo che a marzo del 2005 era quasi un desaparecido ma a fine anno conduceva il programma più visto della stagione, Affari tuoi e quindi è stato votato come il personaggio rivelazione. Fin qui il verdetto della giuria, che ha anche selezionato dieci programmi da affidare alla valutazione del televoto, il cui risultato è stato poi comunicato durante la serata presentata da Daniele Piombi (patron dell’evento nato 46 anni fa come Premio regia televisiva) e dall’onnipresente Milly Carlucci con la partecipazione di Max Giusti. In gara si sono ritrovati quindi: Ballando con le stelle, Che tempo che fa, L’Eredità, Le Iene, Markette, Quelli che il calcio, Sky calcio show, Striscia la Notizia, Unomattina e Zelig Circus. Il verdetto, che ha decretato la vittoria di L’Eredità, il programma di Raiuno con Amadeus (che non aspettandosi il riconoscimento se n’era già andato via disertando la premiazione) è poi arrivato durante uno show patinato e godibile, che ha radunato su di un solo palco 46 star (memorabile l’arrivo di Ventura, Marcuzzi e Chiabotto vestite da Iena), si è ingolfato di superlativi e ha avuto anche il suo piccolo giallo, visto che durante le prove è stato cassato un siparietto di Max Giusti con Clemente Mimun ispirato al dibattito tra Prodi e Berlusconi.
Non si sa mai, c’è la par condicio e quando fa comodo è la forbice giusta per tagliare qualsiasi cosa.

19/03/2006 – Il Giornale


nov 14 2005

RockPolitik

«Pour un soir, l’Italie à semblé un pays libre… grâce à Celentano» c’est ainsi que La Repubblica commentait l’émission du chanteur de «Svalutation»…

Le chanteur Adriano Celentano est une véritable idole en Italie ! Si sa célébrité n’a que dépassé modérément les frontières transalpines, on lui doit quand même deux tubes qui ont marqué les esprits européens ; la reprise du classique Deus et l’extraordinaire Svalutation dans lequel il ricane de la crise des années 80 en Italie et la dévaluation de la lire… Aujourd’hui, s’il apparaît encore dans beaucoup d’émissions de variétés de la télévision italienne, il s’est également lancé, à son tour, dans l’animation. Son concept : un show qui allie la musique à la raillerie politique ! C’est la RAI Uno qui a intégré l’émission de Celentano, intitulée Rockpolitik, dans sa grille… pour le plus grand bonheur des scruteurs d’audimat de la chaîne.

Celentano n’a plus rien à prouver à personne en Italie alors il se permet une liberté de ton que peu d’autres animateurs du paysage audiovisuel transalpin osent. Si cela plait, tant mieux, sinon tant pis… Le moins qu’il se puisse être écrit est que l’opinion est plutôt divisée ; divisée certes mais bien répartie. En clair, à droite on crie haro tandis qu’à gauche on hurle bravo ! Côté téléspectateur, le succès est au rendez-vous puisque ce sont 11,6 millions d’italiens qui ont regardé la première livrée de Rockpolitik, le jeudi 20 octobre dernier…

Berlusconi en point de mire…

Le gouvernement et la classe politique de droite ânonnent donc clairement leur mécontentement face à ce programme libertaire. Mais qu’est-ce qui motive donc cette levée de boucliers droitistes ? Tout aussi clairement, Celentano a pris le chef du gouvernement italien en grippe et ne se gène pas pour rappeler à l’Italie entière combien Silvio Berlusconi est un triste sire… Ainsi, le maître de cérémonie de Rockpolitik avait convié, pour le vernissage de son show, Michele Santoro, un journaliste qui avait été contraint de démissionner de la télévision publique italienne après avoir attaqué clairement la politique berlusconienne ; Celentano a également rediffusé un large passage d’une conférence de presse faite depuis Sofia, en Bulgarie, et durant laquelle Il Cavaliere Berlusconi exige le licenciement des journalistes Enzo Biagi et Michele Santoro ainsi que la tête de l’humoriste Daniele Luttazzi pour avoir : «fait un usage criminel de la télévision publique»… Ainsi donc pour Berlusconard critiquer publiquement sa politique relève du crime ; Amis de la liberté de la presse et la liberté d’expression bonjour ! A l’époque, en avril 2002, beaucoup de monde s’était indigné contre ce qui avait été appelé l’Edit Bulgare de Berlusconi ou Le Diktat de Sofia mais toujours est-il qu’à la rentrée de septembre, les trois trublions avaient été rayer des programmes de la Rai…

Adriano Celentano avait encore ajouté sa touche personnelle en ironisant sur les démêlés de Berlusconi avec la justice. Ainsi, il proposait une promotion sur la carte d’adhésion au parti du chef de l’état italien : «20% de réduction de peine dans tous les tribunaux italiens en cas d’adhésion rapide !».

Evidement, la droite italienne hurle au scandale ! Quant à Silvio Berlusconi, il n’a semblé apprécié que modérément le show… Il s’agit selon Il Cavaliere du «dernier épisode d’un système de communication (…) qui a toujours attaqué depuis 2001 l’action du gouvernement et le président du Conseil»

Et Benigni d’en rajouter une couche…

A gauche par contre, on salue une liberté de ton et d’expression retrouvée ! Dans la presse écrite aussi on applaudit la nouvelle émission de la RAI. «Pour un soir, l’Italie à semblé un pays libre… grâce à Celentano», c’est par ces mots que débutait l’éditorial du quotidien La Repubblica du vendredi 21 octobre, au lendemain de l’émission.

Mais Adriano Celentano ne s’est pas arrêté à cette première escarmouche, celle-ci prend encore davantage de poids si elle est suivi par une seconde attaque. Aussi, le jeudi suivant, pour le deuxième rendez-vous de Rockpolitik, Celentano avait invité le célèbre comédien Roberto Benigni dont on sait qu’il est un farouche opposant à la méthode de Berlusconi ! Et le réalisateur de La vita e bella de se lâcher à son tour contre le chef du gouvernement italien.
Dès son arrivée sur la scène de Rockpolitik Roberto Benigni a exhorté le leader de Forza Italia à se joindre à eux : «Silvio, viens avec nous faire le comique… Si tu viens ici, tu peux faire tout ce que tu veux ; faire les cornes, mettre le bandana…». Pendant 40 minutes, Benigni a tiré à boulets rouge sur Berlusconi et pendant tout le temps de sa prestation, les cameras de la RAI montraient le public rire à gorge déployée…

A moins de six mois des élections législatives, les pontes du parti de Berlusconi s’inquiètent de ce qu’ils appellent un «Lynchage médiatique prémédité contre le chef du gouvernement». Du côté de la direction de la RAI, on se frotte les mains ; après les 11,6 millions de la première, la seconde émission a attiré jusqu’à 15 millions de téléspectateurs «Benigni a été exceptionnel. Il nous a offert une page de grande télévision, de vraie satire, et les taux d’écoute sont excellents» s’est réjoui Fabrizio Del Noce, Directeur de la télévision publique et ancien Député… du parti de Berlusconi !

Celentano et sa bande de joyeux drilles à la parole facile ont réveillé la télévision italienne de la léthargie dans laquelle elle s’était plongée depuis l’accession de Silvio Berlusconi au pouvoir. Des effluves de liberté ont envahi les ondes de la RAI et cela faisait longtemps, semble-t-il, que cela n’avait plus été le cas…

Olivier Moch

14/11/2005 – Acta Diurna (Francia)