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gen 27 2009

Adrianissimo! Risultati 44° Manche [III e ultimo ripescaggio]

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 44° manche:

01. Un albero di trenta piani
02. Yuppi Du
03. Senza amore
04. Prisencolinensinainciusol
05. Bellissima
06. Confessa

Va in finale la prima classificata.

Fabrizio


gen 20 2009

Adrianissimo! 44° Manche [III e ultimo ripescaggio]

Adrianissimo!

Al via la 44° manche di Adrianissimo!.
Ecco le canzoni da votare in questo turno:

Senza amore
Un albero di trenta piani
Yuppi Du
Bellissima
Prisencolinensinainciusol
Confessa

Questa manche durerà fino a Martedì 27 Gennaio 2009.
Supererà il turno la prima classificata.
Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche44_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


gen 19 2009

Adrianissimo! Risultati 43° Manche [III e ultima semifinale]

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 43° manche:

01. Una carezza in un pugno
02. L’arcobaleno
03. Svalutation

04. Prisencolinensinainciusol
05. Confessa
06. L’ultima donna che amo
07. Per averti
08. Dormi amore
09. Il tempo se ne va
10. La situazione non è buona

Vanno dunque in FINALE le prime tre classificate.

Fabrizio


gen 13 2009

Adrianissimo! 43° Manche [III e ultima semifinale]

Adrianissimo!

Al via la 43° manche di Adrianissimo!
Ecco le canzoni da votare in questo turno:

La situazione non è buona
Il tempo se ne va
Per averti
Confessa
Dormi amore
Una carezza in un pugno
L’arcobaleno
L’ultima donna che amo
Svalutation
Prisencolinensinainciusol

Questa manche durerà fino alla mezzanotte di Martedì 20 Gennaio 2009.
Supereranno il turno i primi 3 brani.
Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche43_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


nov 28 2008

Celentano: sì, sono un animale (che non può vivere in gabbia)

LA NUOVA RACCOLTA: ESCE L’ALBUM CON L’INQUIETANTE «SOGNANDO CHERNOBYL»

«Ecco il mio grido disperato per come vanno le cose sulla Terra»

MILANO — Celentano è un animale. È lui a definirsi così e a dare questo titolo a una doppia raccolta, «L’animale» appunto, in uscita venerdì. Un cd contiene canzoni d’amore, il secondo quelle impegnate. Doppia anima anche per la copertina con due immagini sovrapposte: la foto di Adriano e un autoritratto in versione animalesca. L’idea del titolo, confessa Celentano, è di Jovanotti: «Forse Lorenzo ha visto in me l’istinto della “salvaguardia” della specie e del territorio». A quale bestia si sente di assomigliare? «Tranne le zanzare, vorrei essere tanti animali perché ognuno ha una ragione per esistere. Per il mio forte senso di libertà e ribellione mi piacerebbe essere una rondine e tutti quegli animali che non possono vivere in gabbia».

Fra i tanti classici sono due le novità della raccolta. Una cover di «La cura» di Franco Battiato e l’inedita «Sognando Chernobyl», brano ecologista e apocalittico. «”La cura” è la più bella canzone d’amore e spiritualità. Battiato parla di un amore fatto di sentimenti apparentemente meno passionali - come la tenerezza, prendersi cura della persona amata, proteggerla fino a credere di riuscire a non farla invecchiare - mentre sono la forza dell’amore vero. Franco è uno dei miei preferiti con De Andrè. Credo che ci unisca la ricerca di sperimentare, di essere quelli che siamo».

«Sognando Chernobyl» sembra la versione aggiornata del «Ragazzo della via Gluck» che in tempi non sospetti lanciò l’allarme cementificazione. «È l’ennesimo grido disperato e incazzato, forse anche utopistico visto come vanno le cose, per tentare di far capire fino a che punto l’uomo e la sua sete di potere malato potrebbero distruggere il Pianeta. Sono sempre stato ottimista nella mia vita ma oggi è difficile. Quando iniziai a “cantare” i miei timori per la cementificazione indiscriminata e iniqua, tentando di evidenziare il pericolo di violenza e ingiustizia che tutto questo avrebbe portato, incluse le malattie per l’inquinamento, non fui preso seriamente ma come un simpatico cantante un po’ esuberante con il “vizio” di scherzare su tutto. Anche su temi sui quali non avevo il diritto e la conoscenza (o forse la cultura?!) per trattarli. Infatti oggi si vede chi avrebbe dovuto occuparsi di questi problemi con quanta serietà e onestà lo ha fatto e lo sta facendo! “Sognando Chernobyl”è la continuazione anche del “Mondo in Mi7a”, “Svalutation”, “Il re degli ignoranti”, “I want to know”, “Miseria nera”… includo anche il film
Yuppi Du, che ho voluto scrivere e realizzare per gli stessi motivi. Purtroppo però l’uomo non è un Animale. È “soltanto” feroce e stupido ».

Con un anteprima video prima e con la versione integrale che sarà in rete da oggi ha usato internet per lanciare «Sognando Chernobyl ». Adriano spiega così il suo rapporto con la rete: «Le radio non la avrebbero suonata. Hanno altre logiche… che in parte per me sono oscure. La Rete mi ha permesso di far conoscere questa canzone. Dura 10 minuti e 40″ e le radio, si sa, non hanno pazienza. Ho un buon rapporto con la Rete. Sono portato per natura a guardare al futuro e le innovazioni mi piacciono. Non so se Internet sia il vero luogo della democrazia ma qualcosa di molto simile, sì».

A cavallo fra gli Anni 60-70 le canzoni hanno contribuito al cambiamento sociale. Oggi non sembrano più avere la stessa forza. «Anche io credo che allora sia andata così e che oggi si sia persa la voglia e il coraggio di riaffrontare certi problemi che stanno sotto gli occhi di tutti.

Forse siamo più cinici ed egoisti, ma non i ragazzi. Io ripongo in loro tutta la mia speranza affinché trovino la forza di cambiare questo mondo ingiusto che non va per niente bene ».
Celentano è anche uomo di tv. Come vede lo stato di salute della Rai? «Guardando la maggior parte dei programmi non è buono. Però la Rai avrebbe tutto per “guarire”, ha cultura, storia, esperienza. E, soprattutto, può guarire rimanendo una televisione pubblica. Certo lo spettacolo politico di questi giorni tra Vigilanza e Cda in scadenza che non “scade” mai è la dimostrazione che la malattia della Rai rischia di diventare cronica». La rivedremo su Raiuno? «Per il mio ritorno in tv, ancora non ho deciso».

Andrea Laffranchi

28/11/2008 - Corriere della Sera


set 5 2008

Celentano a Venezia? Chiamatelo Banal Grande

Adriano Celentano arriva alla Mostra del cinema di Venezia e c’è spazio per un incontro di mezz’ora con la stampa accreditata. «Il problema è che almeno venti minuti se ne vanno per le pause» dice il diretto interessato, solo che qui non siamo alla televisione e non ci sono due ore e passa di spettacolo a farle digerire…

Al Festival l’ex molleggiato c’è per due motivi: il primo è che sarà lui a consegnare il Leone d’oro alla carriera a Ermanno Olmi. Il secondo è la proiezione dell’edizione restaurata di Yuppi Du, il film che nel 1975 lo vide esordire con successo alla regia. Per la verità, ce n’è anche un terzo, inconfessato e su cui si preferisce sorvolare, l’essere cioè Adriano l’ultimo vero divo italiano in circolazione, e di quelli che, qualsiasi cosa, lui direbbe qualsiasi cazzata, dicano, si prendono una pagina sui quotidiani. Quest’anno la Mostra è moscia, l’effetto Valentino in apertura, film e festa in onore dello stilista, se n’è andato dopo due giorni, in chiusura si spera ora nell’effetto Adriano.
Questo spiega perché a nessuno, in linea di massima, freghi niente di Olmi e del Celentano regista. Sì, si può fare un po’ di colore sul fatto che quest’ultimo abbia cenato da Cipriani (c’è chi dice alla Giudecca, chi giura di averlo visto all’Harry’s Bar, ma magari era solo Teo Teocoli… ), che si sia fatto aprire all’una di notte la Sala Grande qui al Lido per controllare l’acustica e il sonoro («lo fanno in molti», ci dice un cinefilo militante), che poi se ne sia andato a dormire tranquillo all’Excelsior… Ma sono nuance, quisquilie, pinzillacchere, la verità è che siamo qui per sentirlo esternare. Cosa pensa delle morti sul lavoro? chiede uno. Qual è il suo giudizio sull’Alitalia? domanda un altro. Come vede la prossima Esposizione internazionale di Milano? incalza un terzo.

Vestito come si vestiva trent’anni fa, ovvero di begli stracci che nessuno sa portare bene come lui (nel look è rimasto un rivoluzionario-conservatore), Adriano non si fa pregare, e allinea nell’ordine quanto segue. Le morti sul lavoro sono un male, bisogna stare attenti a ciò che fa il padrone, ma anche alla faciloneria dell’operaio; l’Alitalia che risorge è un bene, ma se dietro la resurrezione c’è un accordo di potere fra la politica e la grande industria, allora è un male; l’Expo di Milano deve essere una vetrina dell’eccellenza italiana, ma il timore è che si riveli una vetrina di cemento…

Un po’ generico, si dirà, ma è che Adriano ogni tanto parte in quarta, ma poi, lo fa anche alla televisione, che come è noto è lo specchio della vita, perde il filo, si dimentica, affastella i temi… Noi giornalisti, mai sazi, insistiamo: il Pincio, ovvero il superparcheggio, è la nostra ultima speranza. «È un’idea di Chicco Testa» ironizza il Nostro: «Dopo averla avuta, la testa se n’è andata ed è rimasto il chicco».
Ridiamo per educazione e speriamo che il seguito sia meglio. «Quando Veltroni lo voleva, Alemanno era contrario, ora che è sindaco invece è d’accordo. Finirà che Berlusconi e Veltroni, ovvero la destra d’accordo con la sinistra, faranno un megaparcheggio anche sotto la Laguna di Venezia». È un’altra battuta, e ridiamo per non piangere.

A onor del vero, un paio di volte Celentano ci prende. La definizione di Letizia Moratti e Roberto Formigoni come i «genitori di Frankenstein» è buona, anche se resta nella sua mente chi poi sia Frankenstein… Oppure, a proposito della sua originalità: «È perché copio molto. C’è sempre qualcuno che è arrivato prima di te. L’importante è che poi tu lo superi».

E Venezia? No, non la Mostra, ma chi se ne fotte della Mostra, Venezia come città, la sua bellezza, il turismo che la strangola… Si può non farlo esternare in materia? Certo che no, e lui non si fa pregare. «Venezia è la mia amante» dice, «anche perché una moglie ce l’ho già». Claudia Mori è una città, ci diciamo perplessi fra colleghi. «Venezia è il testimone contro l’avanzare della bruttura», prosegue sicuro. Il turismo è come l’inquinamento? gli fa una cronista esagitata. Celentano sbanda, chiede lumi, si ripete piano la domanda per vedere se l’ha capita. «È impossibile passeggiare per piazza San Marco, visto la gente c’è. Ma non è che possiamo eliminare il prossimo per passeggiare in solitudine», risponde. La cronista resta muta di fronte a così tanto buon senso e lui ne approfitta per allargare il discorso. «Perché non dare il governo di una regione ai filosofi, come già sosteneva Platone? Sarebbe bello». All’idea che il Piemonte possa finire nelle mani di Umberto Eco, il Lazio in quelle di Eugenio Scalfari molti occhi si inumidiscono…

Adriano Celentano ringrazia. Ha esternato e ora c’è spazio anche per una battuta sul film. «Non è invecchiato, è senza età e questa è una fortuna, anche se non è merito mio. Mica lo so perché mi è venuto così». La scena in cui lui e Charlotte Rampling ballano sul bordo della laguna una danza fra il tribale e il celentanesco e lei, a seno nudo, è più bella che mai, trent’anni dopo è ancora in grado di stupire. Yuppi Du resta un bel film e per questo a Celentano va comunque un grazie. Su tutto il resto fate voi…

di Stenio Solinas

VIDEO “Celentano: politici degenerati”: www.ilgiornale.it/…
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05/09/2008 - Il Giornale


set 5 2008

E’ rimasto il ragazzo della via Gluck

INTERVISTE

Nicoletta Gemmi

Arriva al Lido la star Adriano Celentano per presentare a trentatrè anni di distanza la versione restaurata (ad opera di Sky, che lo trasmetterà sul satellite a partire dal 10 settembre) di uno dei suoi film cult, firmato come regista e attore: Yuppi Du.

Attesa per Adriano Celentano qui alla 65° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e, il Molleggiato, non delude. All’incontro con la stampa è ironico e auto-ironico (gioca tutto il tempo con le sue oramai mitiche ‘pause’ che, a volte ammette, faccio perché non mi ricordo più cosa stavo dicendo) e risponde con molta disponibilità a tutte le domande che gli vengono rivolte. L’incontro verte sulla copia restaurata, nel sonoro e nelle immagini, di Yuppi Du, film culto del 1975, che venne presentato in concorso al Festival di Cannes. Il film tra i tanti temi che mette in scena parla anche di morti sul lavoro e arriva così un messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ringrazia Celentano per avere girato Yuppi Du che già 33 anni fa affrontava questa tragedia, purtroppo, mai attuale come di questi tempi. La Mostra dedica al tema anche altri due lavori, ovvero: La fabbrica dei tedeschi per la regia di Mimmo Calopresti e il docufilm ThyssenKrupp Blues, diretto da Pietro Balla e Monica Repetto. Yuppi Du narra la storia del barcaiolo Felice (Adriano Celentano) che vive in laguna insieme agli amici sottoproletari. Un giorno, la moglie (interpretata da Claudia Mori) tenta il suicidio e Felice, convinto di essere rimasto vedovo, si risposerà con Silvia (Charlotte Rampling). Secondo film diretto da Celentano, probabilmente il suo migliore in assoluto. Fiaba – per immagini e musiche – magica, surreale e ritmatissima. Di culto la danza del Molleggiato con la Rampling seminuda. Accompagnato dalla sua inseparabile compagna di sempre, Claudia Mori, Adriano Celentano inizia la conferenza stampa con una dichiarazione: “Voglio dirvi subito che il film è dedicato a Graziano Alonso perché oltre ad affrontare il tema delle morti sul lavoro nella sua storia, Graziano era uno dello staff del film che purtroppo ha perso la vita durante la lavorazione. Mentre giravamo una scena sulla zattera, c’eravamo io e Charlotte, più alcuni tecnici, tra i quali Graziano, e questa si è rovesciata. Siamo finiti tutti in acqua ma, per lui, non c’è stato nulla da fare”.

Non sente mai la nostalgia del cinema. E se dovesse girare un nuovo film che tipo di film vorrebbe fare? “Penso sempre al cinema – ammette Celentano -. In cuor mio ho sempre l’intenzione di fare un film perché mi diverte molto raccontare una storia e amo tanto lavorare con gli attori. Poi altri impegni prendono il sopravvento e fino ad ora non è ancora avvenuto. Se dovessi girare un nuovo film forse, farei un nuovo Yuppi Du, che io considero un grido di gioia – dato che è un grande atto d’amore verso una donna – ma è anche un grido di dolore perché c’è molta violenza che attraversa la vita dei personaggi. In Yuppi Du si tratta anche il tema delle morti sul lavoro e penso che a volte, per alcuni datori di lavoro, le vite di alcune persone non abbiano valore. La situazione è complessa. Accadono anche incidenti che sono il frutto della negligenza di alcuni operai che mettono a repentaglio anche la sicurezza di tutti gli altri. In ogni modo, quando leggo queste notizie, provo sempre una grande tristezza, scoraggiamento e incertezza. Diciamo che vorrei fare un film dove non accadono disgrazie. Mi piacerebbe trattare la resurrezione di Gesù perché non è ancora stato fatto e anche nei Vangeli non è trattata in maniera dettagliata. Ma è solo un’idea, un desiderio, e non so se lo farò mai”.

Sono passati 33 anni e il film è ancora estremamente attuale, come se lo spiega? “Perché è un film che non invecchia, perché è ingenuo e penso che anche tra vent’anni sarà ancora attuale. Detto questo si tratta solo di una questione di fortuna. Quando l’abbiamo realizzato non ci siamo assolutamente resi conto che aveva queste caratteristiche. Non c’è stato niente di calcolato”.

Ci può raccontare come mai ha scelto un’attrice come Charlotte Rampling che poi, con il tempo, è diventata una delle migliori e più ricercate interpreti del cinema? “Non è un mio merito – confessa Celentano -. E’ stata mia moglie Claudia a suggerirmela allora. Io l’avevo vista nel film Il portiere di notte, mi era piaciuta moltissimo ma non avevo pensato a lei per quel ruolo. Poi Claudia ha insistito, mi ha convinto, e inoltre Charlotte si era completamente innamorata del copione e il ruolo è andato a lei. Una scelta eccellente”.

Parlando del cemento che negli anni si è mangiato i prati, come cantava lei nella sua celebre canzone Il ragazzo della Via Gluck, i tempi sono migliorati o peggiorati? “Bè peggiorati, e credo che sia sotto gli occhi di tutti. Io vivo a Milano e devo dire che sono sorti parcheggi come funghi ma anche a Roma sono stati pensati e realizzati progetti abominevoli. Mi piacerebbe darvi una risposta più ottimista anche perché viviamo in un Paese bellissimo e vorrei tanto che l’Italia fosse più valorizzata ma, per me, non è così che vanno le cose. E non sono per niente ottimista nemmeno sul futuro”.

Lei è qui alla Mostra del Cinema di Venezia anche perché consegnerà il Leone d’Oro alla Carriera al Maestro Ermanno Olmi. Siete una strana coppia? “In molti pensano che siamo una strana coppia, viste le carriere e le esperienze diverse che ci contraddistinguono, in realtà siamo molto più simili di quello che uno può pensare. Io difendo i navigli, Ermanno difende gli orti. Lui fa film più penetranti e io sono decisamente più aggressivo. Ma la linea è la stessa. Vedo molte somiglianze tra di noi e mi onora potergli consegnare questo premio di straordinaria importanza”.

Quando recitava a chi si rifaceva, quali attori ha amato particolarmente? “Io sono uno bravissimo a copiare. Mi è sempre piaciuto tantissimo Clark Gable, mi incantava il suo modo di muovere le mani e la sua espressività. Poi mi hanno sempre letteralmente incantato attori/ballerini come Fred Astaire e Gene Kelly. L’importante quando copi, quando ti rifai a qualcuno è poi superarlo, realizzando qualcosa di personale”.

Yuppi Du è ambientato in parte a Venezia, il film viene presentato qui al Lido, che rapporto ha lei con questa città? “Splendido, la trovo la città più bella del mondo. E aggiungo che Venezia è il testimone che il brutto che avanza si può sconfiggere. Venezia è la mia amante, dato che una moglie ce l’ho già”.

La musica è stata il suo grande amore. Il cinema che posto occupa? “E’ vero che ho più cantato che recitato ma sono entrambi due grandi amori. Anche perché quando canto recito anche e quando recito canto”.

04/09/2008 - Primissima.it


set 4 2008

“Yuppi Du”, il ritorno di Adriano
“Grido per l’operaio che muore”

Alla Mostra il Molleggiato incontra i giornalisti
“Per qualche imprenditore la vita non ha valore”

dal nostro inviato CLAUDIA MORGOGLIONE

VENEZIA - “Ah, la conferenza stampa dura solo 30 minuti? Un po’ pochi, visto che 25 andranno via per la pause…”. Pieno di energia, comunicativo, in gran forma, Adriano Celentano - Evento con la “E” maiuscola di questa Mostra - ironizza su se stesso, all’attesissima conferenza stampa al Casinò del Lido. E anche se è qui presentare il restauro di Yuppi Du, 33 anni dopo l’uscita nelle sale, il divo nonché guru dello showbiz nostrano non delude le attese. Ed esterna, a modo suo, praticamente su tutto: criticando duramente piano Alitalia ed Expo di Milano, Veltroni e Berlusconi, il brutto che avanza e la piaga delle morti bianche.

E confessando, anche, un suo sogno nel cassetto: “Mi piacerebbe fare di nuovo cinema - rivela - realizzando un film sulla resurrezione di Gesù. I Vangeli non dicono come si è comportato in quella fase. Così, è solo un’idea”, conclude sorridendo. Glissando invece su eventuali progetti televisivi, magari su satellite: “Vorrei tornare, ma non so bene come e quando”, dichiara. Intanto, questa sera alle 22, lo aspetta la passerella per l’anteprima ufficiale di Yuppi Du, insieme alla moglie Claudia Mori; e domani, consegna del Leone d’oro a Ermanno Olmi. Ma adesso quello che conta è il Celentano-pensiero: eccolo.

IL FILM. “‘Yuppi Du - spiega Celentano - è un grido: di amore. Ma anche di dolore per la violenza sulle donne, per l’amico operaio che muore. A differenza di altri miei film, non invecchia: perché è naif, è strano”. La pellicola sarà trasmessa su Sky il prossimo 12 settembre, alle 21: mentre nei negozi di dischi, da domani, torna la colonna sonora originale rimasterizzata.

LE MORTI BIANCHE. Adriano comincia la sua conversazione con i cronisti ricordando “Graziano Alonso, un lavoratore del film. Un giorno io, Charlotte (Rampling, protagonista femminile di Yuppi Du, ndr), stavamo su una zattera sul Ticino per girare, quando si rovesciò: per Graziano non ci fu nulla da fare. Ma lui in questo momento ci sta guardando, e sta sorridendo anche lui”. Più tardi, Celentano torna sugli incidenti sul lavoro: “Spesso accadono anche per la trascuratezza sulle misure di sicurezza di un altro operaio: questo però non scagiona il datore di lavoro. Per qualche imprenditore la vita non ha valore”.

CASO ALITALIA. Sollecitato da una cronista, il Molleggiato è un fiume in piena: “Trent’anni fa, quando l’ho girato, mai avrei pensato che una compagnia così importante sarebbe stata avvolta dai tentacoli di Yuppi Du. C’è qualche sospetto che questa nuova cordata non sia abbastanza pura: sarebbe grave se questi imprenditori avessero realizzato uno scambio con la politica. Ottenendo, in cambio, migliori condizioni sulle concessioni autostradali, o più lavoro sull’Expo di Milano. I segni appaiono evidenti”.

EXPO DI MILANO. “Potrebbe essere una grande risorsa per vendere l’Italia, la sua bellezza, e invece sarà un affanno a chi riuscirà a piazzare più cemento: una sciagura. Ma io me la prendo anche con la gente, che non protesta. Sarebbe bello fare come Platone: dare almeno il governo di una Regione ai Saggi. Sarebbe più divertente”.

LA POLITICA. Secondo Celentano, di questi tempi assistiamo “al dialogo tra i genitori di Frankenstein, che non sono solo Formigoni e la Moratti, ma anche un vertice politico in cui ci sono Berlusconi e Veltroni”. E fa, come esempio di scempio e del connubio politica-affari, la costruzione del parcheggio al Pincio, lo storico Colle di Roma: “Una mostruosità che Veltroni ha definito la più grande operazione di questi anni. Alemanno prima si opponeva, ora che è sindaco ha cambiato idea. A farla è uno che si chiama Chicco Testa, ora che l’ha fatta è rimasto solo Chicco”.

VENEZIA. “E’ la più bella città del mondo, vorrei comprarci un monolocale, è la più grande protesta contro l’avanzare del brutto - e non solo in Italia. Diciamo che è la mia amante, perché la moglie ce l’ho già”.

04/09/2008 - La Repubblica


giu 21 2008

Adrianissimo! Risultati 32° Manche

Adrianissimo!

01. Prisencolinensinainciusol
02. Confessa
03. Arrivano gli uomini
04. Lirica d’inverno
05. Che cosa ti farei
06. Sotto le lenzuola
07. Uh… Uh…
08. Oh Diana
09. L’ascensore
10. Non esiste l’amor
11. Rip it up
12. Tu non mi lascerai

Superano il turno i primi 3 brani classificati.

Filippo


giu 8 2008

Adrianissimo! 32° Manche

Adrianissimo!

Second turno della seconda fase della gara Adrianissimo!.
Ecco le canzoni da votare:

Tu non mi lascerai
Rip it up
Sotto le lenzuola
Prisencolinensinainciusol
Arrivano gli uomini
Oh Diana
Lirica d’inverno
Che cosa ti farei
Confessa
L’ascensore
Uh… Uh…
Non esiste l’amor

Questa manche durerà fino alla mezzanotte di lunedì 16 giugno.
Supereranno il turno i primi 3 brani.
Inviate la vostra classifica (con eventuali commenti) all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche32_nick (il vostro nick!!!)

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Filippo