dic
13
2009
pubblicato da molleggiato
LA LETTERA
di CLAUDIO SCAJOLA
Caro direttore, quando i poeti scrivono in prosa spesso perdono l’ispirazione e il “tocco magico” che li rende inimitabili. È il caso, purtroppo, di Adriano Celentano che quando si avventura sul terreno della politica o, peggio, della tecnologia, esprime valutazioni inesatte e addirittura contraddittorie.
Su Repubblica di ieri Celentano chiede alla Conferenza di Copenaghen misure decisive contro il cambiamento climatico, ma poi attacca violentemente il nucleare, ignorando che senza un aumento di nucleare, che non produce emissioni di gas serra, non sarà possibile combattere seriamente il cambiamento climatico, come emerge con chiarezza dai più recenti studi dell’Ocse e dell’Aie e come sta ribadendo in questi giorni la stessa Conferenza di Copenaghen.
Celentano mi accusa poi di voler “distribuire le sofferenze di morte in base al conto in banca”: al Nord “la morte istantanea causata dall’esplosione della centrale nucleare”; al Sud, dove secondo lui il governo vorrebbe collocare il deposito delle scorie (invece nulla è stato ancora deciso al riguardo) “una morte lenta e sofferente come solo il cancro sa dare”. È francamente difficile replicare razionalmente a un tale cumulo di banalità prive di senso: e del resto Celentano furbescamente si autoassolve in anticipo definendosi “il re degli ignoranti”.
Ricordo in primo luogo che le centrali nucleari non possono esplodere e sono tra le fonti di produzione elettrica più sicure. Nel mondo ci sono oggi circa 450 reattori nucleari in funzione da circa 30 anni: se li mettiamo in fila, fanno quasi 15 mila anni di funzionamento del nucleare, che si è confermato la fonte energetica che ha causato meno danni all’uomo e all’ambiente. Perché nessuno, neppure Adriano Celentano, ricorda mai che il maggior disastro energetico subito dal nostro Paese, con 1700 vittime, è stato provocato nella centrale idroelettrica del Vajont a causa di errate previsioni idrogeologiche? Celentano vuole chiudere anche le centrali idroelettriche?
E se si vuol parlare di cancro, perché non prendere per vere le affermazioni del grande oncologo e senatore del Pd Umberto Veronesi, che proprio su Repubblica qualche mese fa affermò la necessità del nucleare per ridurre le centrali a gas, petrolio e carbone che emettono gas serra, questo certamente dannoso per l’ambiente e per l’uomo?
Sarò all’antica, ma sui temi della salute continuo a dare più credito al professor Veronesi, così come vorrei continuare ad ascoltare le canzoni - ma solo quelle - dell’ex ragazzo della via Gluck.
(Ministro dello Sviluppo Economico)
12/12/2009 - La Repubblica
Comments Off | tags: adriano celentano, claudio scajola, clima, conferenza di copenaghen, il ragazzo della via gluck, nucleare, umberto veronesi | inserito in News e Segnalazioni
dic
13
2009
pubblicato da molleggiato
Scienza ed ecologisti divisi sull’intervento dello showman
Veronesi: strada percorribile. I verdi: serve un referendum
di VALERIO GUALERZI
ROMA - Sul nucleare si sceglie con la testa e non con la pancia. È questa la risposta che due tra i massimi paladini della cultura scientifica recapitano ad Adriano Celentano dopo l’allarmato articolo su Repubblica di ieri. “Capisco le paure, ma dobbiamo ricordare che il movimento antinucleare è nato vent’anni fa sull’onda dei disastri delle centrali nucleari: il referendum in Italia avvenne dopo Chernobyl, quando eravamo tutti comprensibilmente in preda al panico”, spiega Umberto Veronesi.
Il più celebre oncologo italiano è da sempre un sostenitore del ritorno all’atomo nel nome della fiducia nel progresso scientifico. All’amico showman riconosce il merito di saper esprimere con efficacia i sentimenti popolari, ma non ne condivide le apocalittiche preoccupazioni. “Oggi - ricorda Veronesi - sappiamo che quella centrale fu progettata per scopi militari, era un impianto obsoleto e carente di sistemi di sicurezza e oltretutto l’incidente fu causato da un tragico e incredibile errore umano, che oggi non potrebbe più occorrere perché, grazie alla ricerca tecnologica, i processi sono altamente automatizzati, e dunque il rischio è ridotto al minimo”.
Qualche tono polemico in più nelle parole di Piergiorgio Odifreddi. “Le posizioni espresse dai personaggi dello spettacolo su temi come il nucleare - spiega il matematico - non sono dissimili da quelle che esprime la Chiesa su argomenti come la fecondazione assistita e la ricerca sulle staminali: sono opinioni disinformate e non-tecniche su questioni che sono invece estremamente tecniche”. Secondo Odifreddi, che pure si dice scettico sul ritorno all’atomo e precisa di preferire di gran lunga investimenti massicci sulle rinnovabili, “non bisogna cedere a isterismi, lasciando parlare chi ha la competenza per farlo”.
L’angoscia per un’Italia ridotta a “brace radioattiva” espressa da Celentano va di pari passo con la critica che il cantante muove a quell’opposizione di sinistra che avrebbe il dovere di mobilitarsi per difendere i cittadini “che sono soli”. Accusa che i diretti interessati non accettano. “Ci opporremo con tutte le forze al nucleare di Scajola e Berlusconi - promette Ermete Realacci - il Pd è nato per essere il più grande partito ambientalista d’Europa e se tradirà questa sua vocazione originale non sarà più il mio partito”. A sentirsi chiamati in causa da Celentano anche i Verdi. “Ci mobiliteremo - garantisce il presidente Angelo Bonelli - per chiedere un referendum contro una legge, voluta dal governo Berlusconi, che, addirittura, prevede l’uso dell’esercito per imporre le centrali. Abbiamo bisogno che tante persone come Celentano scendano in campo per difendere il futuro del Paese, perché dobbiamo intervenire oggi se vogliamo avere un domani”.
12/12/2009 - La Repubblica
Comments Off | tags: adriano celentano, chernobyl, claudio scajola, conferenza copenaghen, nucleare, silvio berlusconi, umberto veronesi | inserito in News e Segnalazioni