ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
feb 2 2012

Bruno Perini racconta Adriano Celentano

Memorie di zio Adriano

Mentre la polemica si gonfia e l’attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro “Memorie di zio Adriano”, la biografia non autorizzata del Molleggiato uscita per Mondadori, lo racconta in esclusiva per Affaritaliani.it.

“Non è una novità, Adriano ha fatto spesso beneficenza, sempre in silenzio. Oltre a crederci davvero questa volta ha voluto far capire che il problema per lui, in questo scontro con la Rai, non erano i soldi, ma l’autonomia. Quello su cui proprio non transige è l’avere carta bianca sui contenuti dei suoi interventi televisivi”.

Lei conosce bene la storia di Celentano, che dice, ha sempre avuto questa linea?
“Sempre, da Fantastico a Rock Politik, lui pone queste condizioni: il contenuto dei suoi interventi deve essere libero da qualsiasi controllo. Esattamente la parte del contratto che non accetta è quella sui “testi da concordare” proprio perché la sua conditio sine qua non per comparire davanti alle telecamere è avere massima autonomia; tutti, anche i parenti più stretti, rimangono all’oscuro di quello che dirà o farà fino alla diretta”.

Protagonismo? Amore per la libertà in generale? Che cosa c’è dietro a questo modus operandi?
“Lui ha da sempre a cuore la libertà di stampa e difende l’autonomia professionale degli artisti”.

Come mai la Rai ha ceduto secondo lei?
“Hanno bisogno di lui. Nel mio libro, Memorie di zio Adriano, l’ho chiamato re dell’audience per il potere che ha sul rientro pubblicitario. C’è un episodio indimenticabile nella storia della televisione italiana: accedde proprio durante il Festival di Sanremo condotto da Toni Renis, quando il direttore della rai era Flavio Cattaneo. Quell’anno il Festival si annunciava un flop clamoroso con una media di 6 milioni di spettatori al giorno. Pregarono Adriano di andare, lui accettò e lo fece gratis. Appena fu annunciato in trasmissione si registrò un balzo da 6 milioni a 14 milioni come punta massima, 12 milioni la media della serata. Nessuno lo dice ma Adriano è un business pazzesco per la Rai”.

Ha dimostrato la sua autonomia televisiva anche in altri casi, ci racconta qualche aneddoto?
“Nel 1987, a Fantastico, spostò milioni di spettatori dalla Rai a Canale5 e fece spegnere le tv. Poi il giorno prima del referendum chiese al pubblico di votare contro la caccia con gli slogan “la caccia è contro l’amore”, “io sono il figlio della foca non voglio che mia madre pianga”, venne processato e assolto perché non sapeva che fosse un reato condizionare il voto degli italiani e per la prima volta un tribunale considerò la buona fede. Oppure portò in prima serata Franca Rame che raccontò lo stupro che aveva subito. Fino alla polemica contro Berlusconi a Rock Politik…”

A proposito di Berlusconi, da un sondaggio lanciato su Affaritaliani.it risulta che gli italiani lo hanno eletto icona della sinistra, come mai? Lui era democristiano e cantava Chi non lavora non fa l’amore…
“Da biografo, avendo studiato la sua evoluzione politica oltre che artistica posso confermare che lui nel ’94 era assolutamente berlusconiano. Disse pubblicamente, rivolgendosi al Cavaliere: “Lasciatelo lavorare”. Si era ‘innamorato’ della sua proposta di abbassamento delle tasse e vedeva in Silvio un self made man e una grande novità politica. Poi si è ricreduto, pian piano, con le promesse non mantenute e diversi segnali. Poi si è verificato un fatto scatenante: qualche anno fa la Rai approvò uno sceneggiato su De Gasperi prodotto da Claudia Mori con l’approvazione della figlia di De Gasperi, che avrebbe avuto come regista Liliana Cavani, notoriamente di sinistra. Ma questo, evidentemente, non piacque all’ex premier; Agostino Saccà (responsabile delle fiction) telefonò a Claudia: “Niente Cavani o salta la fiction…”. Il fatto lo fece riflettere, e turbò molto il suo animo sensibile alla libertà di espressione”.

Celentano oggi scrive sui giornali, parla di politica…
“Legge molto. A differenza di una volta, non è più il re degli ignoranti. Editoriali, testi dei suoi interventi… Scrive tutto lui, da solo. Ha contribuito, e non poco, anche alle elezioni di Pisapia: i suoi fans, che spesso non sono di sinistra, lo hanno seguito perché lui ha questa capacità di spostare un intero elettorato”.

Che altro non approvava della linea berlusconiana?
“La sua politica anti-ecologica che ha culminato con il referendum sul nucleare”.

Ma le voci su Celentano in politica, sono plausibili?
“No, non lo farebbe mai. La voce cominciò a girare perché Celentano accettò di andare alla presentazione di un libro di Mario Capanna che ironizzò: “Perché non lo candidiamo a sindaco di Milano?”.

E di Monti che dice lo zio?
“Gli piace, lo trova una persona seria”.

Per tornare a Sanremo, allora non è prevedibile quello che farà?
“Nessuno sa niente. Nessuno. Lui è molto sensibile al tema della crisi, della povertà, della ripresa, delle piccole imprese, come dimostrano i testi dell’ultimo disco. Ma la sua forza sta proprio nella sua imprevedibilità, quindi potrebbe sorprenderci tutti e fare tutt’altro”.

01/02/2012 – Affaritaliani.it


feb 2 2012

Sanremo: Adriano Celentano ha dato di nuovo il buon esempio

di Patrice Makabu

Firenze. Adriano Celentano donerà il compenso per la sua partecipazione al Festival di Sanremo in beneficenza, stupendo tutti ancora una volta, tutti quelli che hanno avuto spesso da ridire per i suoi cachet molto onerosi. Oltre alla donazione Adriano annuncia ai telespettatori durante la presentazione ufficiale del festival della canzone italiana di voler pagare in aggiunta le tasse relative all’importo percepito: un’altra iniziativa pubblicitaria di un personaggio famoso per accrescere la propria popolarità?

Questa non è una dubbia iniziativa alla Ennio Doris pro Mediolanum per un mese di scuola che di certo non ha cambiato la vita ai bambini di Haiti, al contrario della propria grazie alla pubblicità scaturita da quell’invitante spot. Chi conosce bene Adriano non crede che questa sia una mossa studiata ai fini di piacere al pubblico, Adriano Celentano e Claudia Mori sono da sempre due personaggi dello spettacolo attenti ai bisogni della gente, che spesso hanno remato contro quelle che erano e sono ancora tutt’oggi le cosiddette convenzioni, alle quali la maggior parte della gente si attiene pur di non circondarsi di nemici o più semplicemente non uscire dal coro.

Adriano e Claudia al fianco delle persone bisognose ancora una volta, non per pubblicità: per l’animo nobile che li ha sempre contraddistinti.

Il contratto prevede che Celentano partecipi una, due o più le serate all’evento, di conseguenza non è possibile stabilire con certezza il compenso che percepirà, ma ha davvero importanza farsi domande in merito? In molti giornali ed in trasmissioni televisive tra le più seguite, più che soffermarsi sul bel gesto degno di nota si è partorita la solita inetta ed inutile curiosità su quanto consistente sia questa donazione, ancora una volta per capire quanto vale il nostro amatissimo Celentano, ma davvero si può quantificare in denaro la sensibilità di una persona? Quanti altri gesti simili nel corso della vita Adriano Celentano ha fatto e nessuno ne è a conoscenza?

La domanda ritorna quindi spontanea, conosciamo davvero bene Adriano? Possiamo paragonarlo forse a chi parla, parla, parla ma di concreto non ha fatto mai nulla attraverso il mezzo televisivo oltre che parlare bene ed agire in maniera contraria mentre il suo successo saliva alle stelle? La dimostrazione in materia possiamo vederla rappresentata dalle ultime scoperte in quanto ad evasione fiscale e sequestri di varia entità nei confronti di personaggi famosi che in questi giorni ci hanno stupito e fatto pensare.

Adriano Celentano ha chiesto ai cosiddetti “magnifici 7″ (come ama definirli), i magnifici sette sindaci di alcune città italiane: De Magistris, Pisapia, Renzi, Tosi, Zedda ed Emiliano di indicargli famiglie in stato di assoluta povertà per tenere in considerazione le loro esigenze, nel caso poi il compenso dovesse aggirarsi intorno ai 350 mila euro, 100 mila saranno destinati a due ospedali Emergency altri 250 mila alle famiglie sopra menzionate. Quando Celentano sarà a Sanremo consegnerà ad un notaio una busta con i nomi delle famiglie indicate dai sindaci alla presenza probabilmente di Claudia Mori.

Mentre trapelano indiscrezioni sui personaggi che saranno presenti sul palco dell’Ariston possiamo tranquillamente dire che il vero spettacolo di questo festival sarà questa volta il sorriso dei telespettatori che da casa, anche se noi non li vedremo, apprezzeranno il cuore grande di un cantante e presentatore che abbraccia tutte le generazioni e fuori dalle righe, che è rimasto negli occhi di chi oggi ha i capelli bianchi e dei giovani che sono colpiti dal suo imporsi al momento giusto con parole che attraversano la mente e silenzi che parlano ancor più delle parole stesse.

Pagare le tasse anche quando si fa beneficenza in questo caso è un ceffone sonoro ed un buon esempio allo stesso tempo, che speriamo faccia riflettere i tanti che si sono arricchiti sul lavoro e sui sacrifici degli onesti, presentatori e star della tv in primis, che dovrebbero invece come i politici ringraziare tutti gli italiani per la fiducia in loro riposta dando un buon esempio.

02/02/2012 – ToscanaNews24.it


gen 31 2012

Il compenso di Celentano a Emergency e famiglie bisognose

L’annuncio dato dal direttore artistico Gianmarco Mazzi alla conferenza stampa di presentazione del festival. Le somme saranno devolute con precise modalità. Non si sa ancora a quante serate parteciperà il Molleggiato

dal nostro inviato ALESSANDRA VITALI

Adriano Celentano

SANREMO - Celentano ci sarà. Non si sa ancora per quante serate, se una, due, tre o tutte e cinque, il contratto non l’ha firmato solo perché andavano messi a punto alcuni aspetti puramente tecnici, prenderà sì tutti i soldi di cui si è parlato ma li darà tutti in beneficenza, parte a Emergency e parte ad alcune famiglie bisognose individuate, e suggeritegli, da sette sindaci di altrettante città italiane che il Molleggiato ha personalmente contattato. “E chi attacca gli artisti, come quei politici che hanno parlato ieri probabilmente solo per farsi pubblicità e uscire sui giornali – dicono Giammarco Mazzi e Gianni Morandi – si dovrebbero vergognare, perché si tratta di polemiche ipocrite e pretestuose”.

Ecco svelato il mistero, ecco la risposta alle polemiche agitate nei giorni scorsi da alcuni quotidiani e, ieri, da una serie di dichiarazioni di alcuni esponenti politici che hanno gridato allo scandalo di fronte al cachet che Adriano Celentano percepirà per la sua partecipazione alla prossima edizione del festival di Sanremo. Presentata questa mattina in pompa magna al Casinò della cittadina ligure, presenti il direttore di RaiUno Mauro Mazza, il “team” del festival composto da Gianni Morandi, Giammarco Mazzi e Rocco Papaleo, decine di cronisti e fotografi che hanno sfidato pioggia, freddo e neve pur di non perdersi “il taglio del nastro”, come l’ha definito il direttore di RaiUno.

Il compenso di Celentano, si diceva. Centinaia di migliaia di euro, cifre che in effetti colpiscono in un momento come quello che sta attraversando il Paese, di fronte ai ripetuti inviti alla sobrietà. L’ennesima smentita del cliché secondo cui il festival di Sanremo sarebbe lo specchio dell’Italia.

E invece, ancora una volta, Celentano ha superato tutti a sinistra. Già settimane fa, racconta il direttore artistico del Festival, Giammarco Mazzi, il cantante aveva annunciato l’intenzione di devolvere tutto in beneficenza. Oggi, tocca a Mazzi raccontare in che modo (piuttosto articolato) Celentano dividerà il proprio compenso. Il contratto prevede che partecipi a una, due o a tutte le serate; ancora nessuno sa quante ne farà. Se ne farà una, percepirà 350 mila euro, se ne farà due prenderà 700 mila euro, se ne farà tre, quattro o tutte e cinque percepirà un compenso di 750 mila euro.

Nel caso in cui il compenso dovesse essere di 350 mila euro, 100 mila saranno destinati a un ospedale di Emergency in un’area di guerra e 250 mila a tredici famiglie. Nel caso dovesse partecipare a due serate, e quindi percepire un compenso di 700 mila euro, devolverà 200 mila euro a due ospedali di Emergency che stanno per chiudere e 500 mila euro a venticinque famiglie; se poi dovesse percepire 50 mila euro in più (oltre ai 700 mila), si potrà portare a ventisette il numero delle famiglie.

Alla fine, quando Celentano sarà a Sanremo, consegnerà a un notaio una busta con un documento che contiene i nomi delle famiglie e dei sindaci che le hanno indicate; la consegna del denaro sarà fatta dagli stessi sindaci in forma privata, ma alla presenza di una persona di fiducia che potrebbe essere Claudia Mori.

Il cantante, ha spiegato infine il direttore artistico del Festival, “si farà anche carico delle tasse da pagare sul denaro che darà in beneficenza; alla fine – continua Mazzi – per venire a Sanremo spenderà un sacco di soldi, ma darà anche un segnale forte che in questo momento è molto importante”.

31/01/2012 – La Repubblica


gen 26 2012

Celentano chiagne e fotte: fa i capricci, la Rai lo copre d’oro

Il Molleggiato a Sanremo: la tv di Stato lo strapaga, lui gioca al martire della liberta. Il compenso? Sarebbe 300mila euro a puntata

Caricatura Adriano Celentano a Sanremo 2012

Il primo passo per risanare la Rai dovrebbe esser quello di brevettare la strategia del martirio. Vuoi lamentarti sui giornali che l’emittente pubblica ti censura? Bene, allora sgancia a Viale Mazzini un tributo per la pubblicità gratuita. Se qualcuno ci avesse pensato anni fa, ora il carrozzone catodico sarebbe l’azienda più fiorente del Paese. E uno dei maggiori finanziatori sarebbe Adriano Celentano, specialista nell’arte della lamentazione e del ricattino morale. Il Tiraemolleggiato sta dando spettacolo anche in questi giorni: l’hanno invitato al Festival di Sanremo, e lui ha minacciato di disertare l’Ariston a meno di non essere accontentato in tutti i capriccetti da stella della canzone. Una serie interminabile di condizioni e paletti, di fronte ai quali ci sono solo due possibilità: o chinare la testa o rinunciare all’imperatore Adriano. Ieri, finalmente, la bozza del suo contratto è arrivata a Viale Mazzini e sembra proprio che Celentano sia stato soddisfatto in tutto e per tutto. Dunque la firma si avvicina.

L’accordo dovrebbe essere questo (come rivelato da Carlo Tecce sul Fatto e confermato da altre fonti): 300mila euro a puntata, con un tetto massimo di 750mila euro. Che significa? Semplice: può darsi che Celentano faccia più di una apparizione. Dunque, se sarà all’Ariston per due sere, guadagnerà 600mila euro. Se lo vedremo cinque volte, guadagnerà comunque 750mila euro invece di superare il milione. Comunque sia, le cifre non sono basse. Egli avrà poi la possibilità di parlare liberamente, pur nel «rispetto del codice etico». Infine, almeno durante la prima comparsata, non sarà interrotto da spot pubblicitari. Nelle serate successive gli spot appariranno solo se Adriano supererà con i suoi monologhi gli spazi previsti tra un blocco e l’altro (circa 25 minuti).

Per farla breve: il Tiraemolleggiato potrà disquisire anche per quaranta minuti (la durata prevista per il suo primo intervento) senza che venga mandata la pubblicità e senza che nessuno metta il naso nei suoi testi (dicono che sia un po’ meno disponibile quando lo intervistano: il testo delle domande vuole vederlo eccome). Qualora lo desiderasse, potrebbe tornare anche nei giorni successivi, parlando per 25 minuti alla volta di ciò che gradisce e diventando – come auspicato da Gianni Morandi – una sorta di «conduttore ombra» del Festival.

A questo punto sorgono un po’ di domande a cui sarebbe bello avere una risposta. Mettiamo che Celentano, come al solito, faccia il pieno di ascolti. Come fa la Rai a guadagnare se non può vendere la pubblicità? Poi, quanto guadagna davvero Adriano? Nei giorni scorsi si è affannato a smentire sul suo sito le voci che gli attribuivano un incasso di un milione e duecentomila euro. Vuole mettere a tacere le polemiche? Bene, dichiari una volta per tutte quanto si mette in tasca, visto che a foraggiarlo sono i contribuenti tramite il canone. Circola anche la voce che donerà il cachet in beneficenza. Lo speriamo per lui: gli farà comodo al momento di compilare la dichiarazione dei redditi.

Infine: perché gli italiani dovrebbero anche mollare un solo euro a Celentano? Da poche settimane è uscito il suo nuovo disco: Sanremo gli darà la possibilità di promuoverlo di fronte a un pubblico immenso. Dovrebbe bastargli, no? Però il Tiraemolleggiato pretende che la tivù pubblica gli paghi il Clanone e gli confezioni uno spottone su misura. La verità è che Adriano fa il martire ma va solo dove gli conviene. Mesi fa, Michele Santoro si è lamentato che Celentano – dopo averlo chiamato ripetutamente in diretta quando Annozero era sulla cresta dell’onda – non si era degnato di aiutarlo nemmeno un po’ a reclamizzare la sua nuova trasmissione: non aveva più da guadagnarci. Adesso a Santoro preferisce Sanremo, patrono della visibilità mediatica.

di Malabarba

26/01/2012 – LiberoQuotidiano.it


gen 24 2012

Claudia Mori: “Adriano? Da lui ci si può aspettare di tutto”

Attrice, cantante, produttrice discografica e televisiva e moglie del mitico Adriano Celentano, con cui divide da anni vita privata e professionale. Di chi stiamo parlando? Ma naturalmente di Claudia Mori, una delle signore dello spettacolo italiano.

In attesa di vedere “Un corpo in vendita”, serie di film tv da lei prodotta che tocca la tematica del corpo delle donne, si è fatta portavoce del marito (che al momento ha deciso di non parlare con la stampa) per la presentazione dell’album “Facciamo finta che sia vero”. Un album pieno di suggestioni musicali e testuali, che vanta collaborazioni prestigiose: da Phil Palmer a Manu Chao, da Trilok Gurtu a Franco Battiato, da Nicola Piovani a Raphael Gualazzi, da Jovanotti a Giuliano Sangiorgi.

Cosa ci dice di “Facciamo finta che sia vero”, l’album uscito nel novembre 2011?
Vi confesso che l’uscita di questo album mi ha agita parecchio, perchè è un progetto musicale particolare a cui Adriano tiene molto. Come gli ultimi sui lavori, anche questo segue un determinato percorso sia per i testi che per la musica. Ascoltandolo potete capire come vuole fare musica oggi Celentano, si può dire che con questo album ha trovato quello che cercava. Potrei definirlo un grido di rabbia.
Le canzoni dell’album hanno una forte ed esplicita componente politica. Ci parli di questo?
Purtroppo è da tanti anni che le cose vanno male e non c’è una scadenza sul peggio. Una canzone-sigillo è indubbiamente “Il Mutuo”: l’ha scritta mesi fa e riprende quello che negli ultimi tempi ha già avuto modo di dire sui giornali, anche in concomitanza dell’ultimo referendum. Quello che stiamo vivendo ora è uno spiraglio di luce; c’è sempre una speranza che le cose cambino, anche nei momenti più bui.
Dalle sonorità di alcuni pezzi si nota anche una certa attenzione per il Medio Oriente.
Adriano è sempre stato affascinato dal Sud del Mondo, ne è un esempio anche il pezzo con Manu Chao. Il suo è un interesse non solo musicale, ma anche sociale: non dobbiamo dimenticare, infatti, che in quei paesi ci sono dei grossi problemi.
Ha citato Manu Chao e quindi scatta la domanda: come sono nate tutte queste collaborazioni importanti?
In una maniera estremamente naturale: li conosceva e gli piaceva l’idea di fare qualcosa con loro. Quando gli artisti sono grandi, le collaborazioni nascono più facilmente.
Ma è vero che il pezzo di Manu Chao era nel cassetto da parecchio tempo?
Si, da otto anni. Non c’è un motivo particolare per cui è rimasto fermo, è stato semplicemente difficile per loro trovarsi per il mixaggio, perchè Manu Chao è sempre in giro per il mondo.
A proposito di progetti “fermi”, a che punto è il cartoon “Adrian” che doveva andare in onda su Sky e ispirato ad Adriano?
“Adrian” è un progetto a cui teniamo molto, perchè disegnato da Manara e musicato da Piovani. Semplicemente, data la sua complessità, ci vuole più tempo di quello previsto e quindi lo vedrete tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.
Ma vedremo presto Adriano in tv?
Con un programma suo no, perchè continuano a non farglielo fare. Però continuerà a promuovere il suo album, ma non so ancora come e dove. Non ci crederete, ma non ha voluto dire nemmeno a me cosa ha in mente. Sapete com’è: da lui ci si può aspettare di tutto!

di Laura Frigerio

[ GALLERY ]

24/01/2012 – alfemminile.com


gen 24 2012

ADRIANO CELENTANO e la Rai, la lettera di GIANMARCO MAZZI

Dopo i comunicati stampa e i post di Claudia Mori e Adriano Celentano, che ieri avevano accusato il direttore generale della Rai Lorenza Lei di non volere più il Molleggiato al Festival di Sanremo, arriva la lettera di Gianmarco Mazzi, direttore artistico della manifestazione, l’uomo che era riuscito a convincere Celentano a tornare al Festival dopo otto anni di assenza.

«Caro Adriano» scrive Gianmarco Mazzi a Celentano «mi sono molto impegnato in questi mesi per la tua partecipazione. A questo punto capisco che mi devo impegnare per difendere qualità e quantità del mio lavoro e mi rivolgo alla Rai».

Il direttore artistico sottolinea di essere «pagato per quello e quello voglio raggiungere, così come ho sempre fatto negli anni. Per il resto non esprimo giudizi anche se mi piacerebbe tanto sapere quali uffici, e quali ufficiali, dovrebbero concordare i contenuti dell’intervento di Celentano. Non mi fido, preferisco che Celentano dica quello che vuole, anche perché in diretta può farlo liberamente, e a me (come a chiunque altro) sia data la possibilità di rispondergli se non sarò d’accordo. Il che è anche probabile».

Per il direttore artistico, rivedere dopo otto anni Celentano in tv e a Sanremo, anche con Morandi, «rappresenta per la Rai e per me un successo artistico, professionale e commerciale. Se penso agli appelli fatti, tra gli altri, da un grande come Fiorello per avere Adriano nella sua trasmissione e al giusto sostegno dato dalla Rai, dico che da parte dell’azienda mi sarei aspettato più entusiasmo». Poi spiega che «fino a un certo punto» le trattative sembravano andare per il verso giusto, con «gli accordi sul compenso chiusi in linea con il mercato attuale, addirittura al di sotto di compensi erogati negli anni scorsi per un evento importante come Sanremo (in ottemperanza alla corretta politica di contenimento dei costi imposta dalla crisi e voluta dal dg Lei) e Celentano ha potuto iniziare a lavorare». Poi sabato scorso «qualcosa si è inceppato».

Mauro Mazza, direttore di Rai Uno, gli «comunica per iscritto che la Rai ha bloccato la programmazione dei promo su Celentano», decisione «platealmente ostile e autolesionista, in una fase di trattativa ormai avanzata», rileva Mazzi. «Poi mi comunica, sempre per iscritto e in modo inequivocabile, “la Lei dice Celentano è fuori”, fatto confermatomi telefonicamente dall’avvocato Fiorespino che riferisce dell’invito della direzione generale a cercare “un’alternativa a Celentano”».

Ribadisce le due questioni-chiave, ovvero le interruzioni pubblicitarie («su cui abbiamo individuato presto una soluzione accettabile da Celentano e proponibile alla Rai) e la libertà autoriale, tema «su cui mi sentivo particolarmente sicuro avendo avuto rassicurazioni dai vertici Rai e nessuna smentita alle dichiarazioni fatte in occasione dell’annuncio di Celentano». Per poi aggiungere di aver letto la bozza di contratto, in particolare l’articolo 8 che garantisce «discrezionalità ed autonomia sui contenuti dell’intervento delle performance» di Celentano «che saranno concordati, unitamente alle modalità della sua partecipazione con i competenti uffici». A questo punto, sottolinea Mazzi, «Celentano mi ha guardato e mi ha detto “secondo te, che dice questo contratto, sono libero o non sono libero?”. Non ho saputo rispondere». (ANSA).

24/01/2012 – TV Sorrisi & Canzoni


gen 24 2012

Sanremo, Celentano: “Mazzi dica la verità sulle parole del dg o non vengo”

Roma, 24 gen. (Adnkronos/Ign) – Adriano Celentano, interviene sulla querelle apertasi ieri con Viale Mazzini sulle modalità della sua partecipazione alla prossima edizione di Sanremo e da suo blog si indirizza direttamente al Direttore Artistico del Festival, Gianmarco Mazzi. “Caro Gianmarco -scrive – pur non dimenticando l’impegno e il grosso ‘lavoro ai fianchi’ che hai dovuto esercitare su di me per portarmi a Sanremo (e non da adesso, ma da anni) devo purtroppo darti un out out”, ovvero: “posso venire a Sanremo solo se tu dichiarerai alla stampa il contenuto dei messaggi che hai ricevuto dal simpatico direttore di RaiUno Mauro Mazza (non è un’ ironia mi è simpatico veramente) con i quali ti faceva la radiocronaca di ciò che la ‘Lei aveva sentenziato: ‘Celentano è fuori da Sanremo’. Chiedendoti inoltre di cercare una alternativa alla mia partecipazione al Festival e come comunicare una simile Cazzata”.

Leggendo i giornali di oggi sulla situazione Sanremo, l’idea che piu’ di tutti emerge, o perche’ i media non sanno esattamente come stanno le cose e quindi per non sbagliare danno piu’ credito alle false smentite della Rai che non alla verita’ che il Clan ha espresso sul mio Blog, e’ che tra le righe prevale una sottolettura secondo la quale mi sarei inventato tutto in nome di una pubblicita’ di cui non solo da adesso, ma fin da quando ero un umile orologiaio, non me n’e’ mai fregato niente. Non disdegno la pubblicita’ e mi piace far casino sui giornali, ma solo se c’e’ un fondo di verita’, altrimenti sarebbe un disgustoso e cattivo gioco sulla buona fede della gente”. Scrive Celentano per spiegare la scelta di intervenire direttamente nella vicenda.

Celentano cita poi, chiedendo che anche su questo Mazzi faccia chiarezza, la “bozza del contratto ricevuta dalla Rai, il cui articolo 8 faceva riferimento al controllo dei testi e alle altre mail ricevute dall’avvocato della Rai , dove e’ evidente, per come le ha scritte , che preparava un carteggio ad hoc per giustificare la mia eliminazione dal Festival. Tutto questo, solo perche’ sono un tipo allegro che ha il viziaccio di pretendere una ‘certa liberta’ di parola’.

“Se tu non chiarirai come stanno le cose, io al Festival non verro’. Tu e Morandi siete due amici. Ma non posso fare altrimenti”, ribadisce Celentano che aggiunge un post scriptum: “Senza contare gli effimeri giochetti a cui si e’ prestato il giornale ‘La Stampa’ secondo cui il mio cachet sarebbe di un milione e 200 Euro. Bella figura che fara’ questo quotidiano quando si sapra’ cio’ che realmente prenderei”.

Questa mattina a parlare era stata Claudia Mori: “Il problema serio riguarda il fatto che Adriano da una parte della Rai non è ben visto perché oltre che cantare lui ha il vizio di parlare“, ha detto all”Alfonso Signorini Show’ su Radio Monte Carlo, concedendosi anche una battuta: “Casomai andremo… c’è ancora il Festival di Ariccia?”.

“Quello che ieri abbiamo saputo come un fulmine a ciel sereno di questa comunicazione fatta a Mazza e a Mazzi, è assolutamente vero e di questo ci sono anche le prove”, ribadisce poi Claudia Mori, secondo la quale “la questione è abbastanza delicata: confermo che quella dichiarazione c’è stata e credo che oggi Mazzi e Mazza dovranno confermarla. Ho anche letto su un giornale che si trattava della ‘manfrina di Celentano’ per farsi pubblicità ed è assurdo perché il disco è uscito a novembre e uno non fa pubblicità al disco a febbraio e poi anche se fosse questo, cosa ci sarebbe di male? Il lavoro primario di Adriano è il cantante.”

Alla domanda se Celentano avrà carta bianca e niente spot per la sua partecipazione, Claudia Mori risponde poi: “Lo sapremo oggi. Al momento non so risponderti. E’ quello che stiamo cercando di risolvere da tempo. A voce dicono sì, ma quando arrivano le bozze di contratti, le bozze sono scritte in maniera diversa e il fatto che domenica il direttore generale abbia dichiarato che Celentano era fuori da Sanremo non è una cosa piacevole”.

24/01/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


gen 23 2012

Festival di Sanremo, polemica Rai-Celentano. Mazza: “Accordo vicinissimo”

Claudia Mori accusa: “I vertici del servizio pubblico non vogliono l’artista”. Secondo le agenzie si tratterebbe solamente di questioni economiche e interruzioni pubblicitarie, ma il sito del molleggiato replica: “Volgarità e menzogne”. Intanto il direttore di Raiuno assicura: “Troveremo prestissimo una sintesi”

“Siamo venuti a conoscenza che il direttore generale della Rai Lorenza Lei avrebbe comunicato al direttore di Raiuno Mauro Mazza e Gianmarco Mazzi direttore artistico del festival di Sanremo che Adriano Celentano sarebbe fuori dal Festival di Sanremo 2012″. Firmato “Clan Celentano”. Il comunicato è breve, ma la notizia fa subito il giro della rete. Secondo quanto postato da Claudia Mori, moglie dell’artista, sul sito ufficiale, Adriano Celentano sarebbe stato estromesso dal Festival di Sanremo. E per mano dei massimi vertici del servizio pubblico.

Per tutto il giorno il balletto delle agenzie di stampa provoca la reazione sdegnata del “Clan”. Scrive l’Adnkronos: “A quanto si apprende in ambienti Rai, dietro le difficoltà legate al raggiungimento di un accordo tra Celentano e la Rai per la sua partecipazione al Festival di Sanremo, vi sarebbero “una serie condizioni progressivamente poste dall’artista e dai suoi rappresentanti, alcune delle quali non sarebbe possibile accogliere in quanto non coerenti con gli interessi aziendali”. Ma rimarrebbe da parte della Rai la volontà di avere il Molleggiato a Sanremo e per questo “starebbero proseguendo le trattative per concludere positivamente l’accordo nelle prossime ore”. Sempre a quanto si apprende, “in nessun modo la Rai avrebbe posto un controllo editoriale sugli interventi di Sanremo, tant’è che sul tema specifico le parti avrebbero già trovato l’accordo su una formulazione che lascerebbe piena libertà all’artista, fermo ovviamente restando il rispetto della legge e del Codice Etico della Rai cui sono legati tutti i dipendenti ed i collaboratori dell’azienda”. E’ probabile a questo punto che l’oggetto del contendere siano le interruzioni pubblicitarie degli interventi di Adriano su palco dell’Ariston. Secca la smentita della Mori: “Smentiamo quanto affermato in tal agenzia dagli “ambienti RAI” che palesano la solita “manfrina”, quando si trovano a trattare con personaggi “scomodi” come Adriano Celentano che, in cuor loro, non vorrebbero mai che apparisse sulle loro reti e per giustificarlo cercano motivazioni non veritiere”.

Secondo l’Agi invece “la Rai vuole Adriano Celentano al prossimo Festival di Sanremo ma la situazione sta avendo un’evoluzione incerta in fatto di sottoscrizione dell’accordo perché da parte dell’artista e dei suoi rappresentanti verrebbero avanzate, una dietro l’altra, condizioni, tra cui alcune non accoglibili dalla Rai, perché non coerenti con gli interessi aziendali. Insomma, viene alzato di continuo il ‘prezzo’ per partecipare da superospite alla rassegna”. Insomma, si tratterebbe banalmente di soldi. Un’ipotesi respinta dal sito dell’artista: “La volgarità e le menzogne, che respingiamo in toto, scritte in questa agenzia da parte dei cosiddetti ambienti Rai, ben rappresentano ancora oggi con quali metodi la Rai agisce quando un artista o una persona gli è particolarmente invisa. Peccato pero che noi di, ciò che denunciamo, abbiamo le prove”.

La trattativa ha impegnato e sta impegnando le parti su altri aspetti ma in casa Rai – come conferma all’Agi il direttore delle Risorse televisive Valerio Fiorespino – dovrebbe chiudersi nelle prossime 24, al massimo 48 ore. “Sono ottimista, sono stati compiuti passi da gigante, speriamo di chiudere nell’arco di tempo indicato”, sottolinea Fiorespino. Il quale riconosce che si tratta di un contratto “difficile e complicato”, aggiungendo “mi stupisce che proprio la sera in cui abbiamo fatto grandi progressi ecco arrivare le polemiche. E’ un peccato, avvelena l’aria che invece si respirava bene”. La conferma della “fase cruciale della trattativa” arriva anche dal direttore di Raiuno, Mauro Mazza, che si è detto “molto ottimista”: “Quando si arriva ad un momento cruciale di una trattativa delicata, ci sono quasi sempre troppo nervosismo e qualche frase fuori luogo – dice Mazza – ma sono convinto che la volontà della Rai di avere Adriano Celentano a Sanremo e l’identica volontà del ‘Molleggiato’ di essere all’Ariston si trasformeranno molto presto in un accordo formale”. E il direttore di Raiuno precisa che quando parla “molto presto” intende dire “nelle prossime ore. E’ qualcosa in più di un semplice ottimismo”.

23/01/2012 – Il Fatto Quotidiano


gen 23 2012

“Niente Sanremo per Celentano”

Claudia Mori sul blog del marito: il dg dice che è fuori dal Festival. La Rai: nessuna comunicazione.

Annunciato in pompa magna, osannato come l’ospite più atteso, libero di intervenire in tutte le serate all’Ariston, Adriano Celentano è fuori da Sanremo? A lanciare l’allarme è un post sul blog dell’artista, curato dalla moglie e manager Claudia Mori, che chiama in causa una comunicazione del dg Rai Lorenza Lei. L’azienda smentisce: non c’è nessuna lettera contro l’artista. L’accordo, però, non è ancora raggiunto: il braccio di ferro – spiega la stessa Mori – riguarda il controllo sui testi degli interventi e le interruzioni pubblicitarie. La trattativa va avanti: se il direttore artistico Gianmarco Mazzi confida che i nodi si sciolgano, il direttore di Rai1 Mauro Mazza scommette sulla chiusura dell’accordo già «nelle prossime ore: è qualcosa in più di un semplice ottimismo». «Adriano Celentano sarebbe fuori dal Festival di Sanremo 2012»: questa la comunicazione che il dg Rai avrebbe inviato a Mazza e Mazzi, si legge nel pomeriggio nella nota sul blog di Celentano.

«Ci riserviamo di verificare la veridicità di tale notizia e di effettuare ogni conseguente valutazione». «Non c’è mai stata alcuna comunicazione» di questo tipo, replica Viale Mazzini. La volontà di avere il Molleggiato all’Ariston non è in discussione, si precisa dall’azienda, sottolineando che vanno avanti le trattative per chiudere positivamente l’accordo al più presto. Alcune difficoltà, però, ci sono, legate a una serie di condizioni poste dall’artista e dal suo staff, alcune delle quali ritenute impossibili da accogliere in quanto non coerenti con gli interessi aziendali. Nessun problema sul compenso: «Abbiamo trovato l’accordo economico già da un paio di settimane», assicura il direttore Risorse Tv della Rai, Valerio Fiorespino. Uno dei nodi è piuttosto la libertà editoriale, questione che da sempre, insieme con le pause, i monologhi a sorpresa, i record di ascolti e le polemiche accompagna le apparizioni di Celentano in tv: ne sa qualcosa Fabrizio Del Noce, che nel 2009 – all’epoca di Rockpolitik – si autosospese da direttore di Rai1. «Nella bozza di contratto – protesta Claudia Mori – c’è una clausola che prevede che i testi debbano essere concordati», mentre all’inizio era stata assicurata verbalmente «carta bianca». Sul tema specifico – precisano dalla Rai – le parti avrebbero già trovato l’accordo su una formulazione che lascerebbe piena libertà all’artista, fermo ovviamente restando il rispetto della legge e del Codice Etico della Rai cui sono legati tutti i dipendenti ed i collaboratori dell’azienda. «È la solita manfrina», replica la Mori, sottolineando di avere «le prove» di ciò che denuncia.

Altro punto caldo, gli spot: stando alla bozza, dice ancora la moglie di Celentano, «la prima performance non sarà interrotta ma le altre sì». Domani sarà probabilmente il giorno della verità. A chiudere una giornata convulsa, la dichiarazione rassicurante di Mazza: «Quando si arriva a un momento cruciale di una trattativa delicata, ci sono quasi sempre troppo nervosismo e qualche frase fuori luogo ma sono convinto che la volontà della Rai di avere Adriano Celentano a Sanremo e l’identica alla volontà del ‘Molleggiato’ di essere all’Ariston si trasformeranno molto presto in un accordo formale».

23/01/2012 – La Stampa


gen 23 2012

Diritti connessi, Claudia Mori: ‘Finalmente artisti liberi di scegliere’

23 gen 2012 – “Una conquista di libertà e giustizia che invita tutti, artisti e produttori, a una aumentata responsabilità per garantire che i ricavi della musica, e non solo, siano efficacemente raccolti e soprattutto equamente distributi. A vantaggio di tutti, non rinunciando a essere sempre vigili”. Così Claudia Mori, amministratore delegato del Clan fondato da Adriano Celentano, ha commentato la norma che, all’interno del decreto sulle liberalizzazioni approvato dal governo Monti, apre alla concorrenza il mercato della gestione dei diritti connessi che spettano agli artisti per la pubblica diffusione delle loro opere musicali.
La dichiarazione di Mori è contenuta in un comunicato diramato da Itsright, la società di servizi e gestione diritti connessi creata nel 2010 da Gianluigi Chiodaroli, che a sua volta ha commentato l’iniziativa del governo ribadendo “il decreto Monti sconfessa in via definitiva le tesi sulla gestione pubblicistica e monopolistica dell’IMAIE”.
“Nonostante l’evidenza di una gestione fallimentare”, sostiene Itsright, “l’ente, nel 2010, è stato ricostituito con il nome di ‘Nuovo IMAIE’. La nuova struttura non è altro che la replica della precedente, presenta lo stesso management, lo stesso ‘modello pubblicistico’ e le stesse problematiche. Ancora oggi la maggioranza degli artisti attende di incassare i propri compensi”.

23/01/2012 – Rockol.it