ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
ago 8 2010

Sanremo: Adriano Celentano si sente male e viene curato al Pronto Soccorso

Nausea, vomito e mal di stomaco. Con questi sintomi si è presentato ieri pomeriggio al Pronto Soccorso dell’ospedale di Sanremo. Nulla di che, per fortuna, ma il paziente non era uno sconosciuto. Si trattava infatti di Adriano Celentano, il ’supermolleggiato’ che, come sempre in estate, trascorre le sue vacanze nella vicina Bordighera, dove ha una villa.

Accompagnato dalla immancabile moglie, Claudia Mori, Celentano è stato visitato dai medici del pronto soccorso matuziano, che gli hanno prescritto qualche medicina. Celentano è stato dimesso poco dopo ed è rientrato a Bordighera. Il noto cantante, nei mesi scorsi, era salito agli albori della cronaca anche nella città dei fiori per il ‘caso’ con il fotografo Pepè.

08/08/2010 - sanremonews.it


lug 8 2010

Mori, Celentano troppo libero per questa Rai

Roma, 7 LUG - Adriano Celentano “é da sempre un un uomo libero e può essere che in Rai, in questo momento, questa libertà non sia ammessa”. L’ha detto Claudia Mori, stamattina a margine della conferenza stampa che ha tenuto al Roma Fiction festival, commentando la prolungata assenza dalla tv del marito. La Mori che riceve quest’anno dalla rassegna il premio Speciale RomaFictionFest per il suo impegno produttivo con la sua società, la Ciao Ragazzi! (con cui ha realizzato fiction come quelle su Einstein e su Rino Gaetano), ha aggiunto che “per ora di un ritorno di Adriano in tv non si parla più, non é detto che non si ricominci. Non so giustificare questa assenza, dietro c’é una logica illogica”.

07/07/2010 - Ansa


giu 15 2010

Claudia Mori: io e Maionchi un po’ come Thelma & Louise

Il ritorno di Adriano con un programma alla Rai è nel limbo dei no… comunque non si farà. Lui non smania di fare televisione. Con una dirigenza diversa? Magari sarà lui che non avrà più voglia di farlo «Addio a X Factor, senza Morgan non ci torno» Ho vari progetti: faremo le fiction su Caruso, Buscaglione e una lunga serie sul gioco d’ azzardo

«Cult» al femminile MILANO - La storia di Franco Basaglia meglio dei soldati di Spielberg, la miniserie dal minibudget (4 milioni di euro per due puntate) che batte il kolossal americano dal mega-costo (200 milioni di dollari per 10 episodi). Tra «C’ era una volta la città dei matti» e «The Pacific», il Festival della Televisione di Montecarlo ha scelto di premiare come miglior miniserie quella che racconta la storia di Franco Basaglia, l’ uomo che rivoluzionò la psichiatria italiana, piuttosto che quella (prodotta da Tom Hanks e Steven Spielberg) che narra i combattimenti durante la Seconda Guerra Mondiale sul fronte dell’ Oceano Pacifico. E «La città dei matti» è stata da Claudia Mori con la sua Ciao Ragazzi! (insieme con Rai Fiction) Come se lo spiega? «È la storia di Davide e Golia: a volte succede che Davide vinca. Ma poi rimane tutto uguale. Sono orgogliosa di questa miniserie, che è stata appena premiata pure a Shanghai. Devo ringraziare il direttore di Rai Fiction Del Noce per il sostegn: se non fosse intervenuto, non so se l’ avremmo fatta. Diceva che era un tema da servizio pubblico». Come le venne l’ idea? «Avevo in mente da tempo il pensiero di affrontare il tema della malattia mentale. Non perché, per mia fortuna, sia stata toccata da un problema che è sulle spalle di molte famiglie. Mio padre fu il primo a parlarmi di Basaglia, un uomo che ammirava moltissimo: la cosa mi è rimasta impressa». C’ è qualche fiction italiana che l’ ha colpita nell’ ultimo anno? «Proprio colpita, no. Non nascondo che guardo pochissima tv. In generale trovo che la qualità di molte nostre produzioni sia meglio di quelle all’ estero, spesso sono i temi che trattano che non mi colpiscono». Produce tv ma ne guarda poca? «Credo si capisca anche dalle scelte di certe fiction che ho prodotto: come De Gasperi o Rino Gaetano. Faremo Caruso, Buscaglione, una lunga serie sul gioco d’ azzardo. E propio in questi giorni stanno partendo le riprese di “Un corpo in vendita”, miniserie sulla violenza sulle donne, quattro film diretti da Margarethe von Trotta, Liliana Cavani e Marco Pontecorvo» E la fiction americana? «Gli americani fanno cose fantastiche, ma poi fanno anche cose terribili. Mi piacciono House e Casalinghe disperate». Ma nella prossima stagione tornerà a «X Factor»? «No. E il motivo principale per cui non rifaccio “X Factor” è il fatto che non ci sia Morgan che aveva un ruolo importante per il successo e la credibilità della trasmissione (la Mori disse anche che era ingiusto escluderlo da Sanremo, ndr). Penso che senza di lui il programma sarà una cosa diversa e la sua mancanza si sentirà molto». Nessun altro motivo? «No. Mi sono divertita, il programma è ben fatto, perché non propone musica nostalgica, ma fa vero scouting: però ora ho tanti impegni, è un’ esperienza chiusa». Cosa le è piaciuto di più e cosa meno? «La cosa che mi è piaciuta di più è stata la mia reazione quando hanno fatto vedere il mio fermo immagine». Misero a confronto una sua foto di 30 anni fa, affiancata ad un fermo immagine della puntata precedente e lei si imbufalì. Manca una risposta, però… «Sto selezionando quello che fa meno danno». Così non vale. «Non voglio essere sgradevole». Coraggio… «Il fatto che non c’ è stata la totale libertà di scegliere le canzoni: non era imposto, però era meglio se sceglievamo canzoni italiane e popolari». Con Mara Maionchi come si è trovata? «Benissimo. Tanto che spero di fare un programma con lei, titolo provvisorio “Come Thelma & Louise”. Vediamo se qualcuno lo prende. Anche a Mediaset, perché no». E il programma di suo marito Adriano Celentano in Rai? «È nel limbo dei no… comunque non si farà. Ma Adriano non smania di fare televisione». Ma in futuro? Magari con una dirigenza diversa a Viale Mazzini? «Magari sarà lui che non avrà più voglia di farlo».

Franco Renato

14/06/2010 - Corriere della Sera


mag 26 2010

Celentano “reo confesso”: “Sì ho strattonato Pepè, ma ho agito da solo”, in tribunale a Sanremo

‘Si’, l’ho strattonato, ma ero solo’. Adriano Celentano, stamani, durante l’udienza dal giudice civile di Sanremo, citato per le lesioni al fotografo Giuseppe Staltari (in arte, Pepe’), ha ammesso i propri addebiti. Ha riconosciuto di aver cercato di strappare la sua fotocamera, nell’agosto del 2006, al Grand Hotel del Mare, di Bordighera, dove il ‘molleggiato’ ha un alloggio nell’omonimo residence. Nel corso dell’udienza, alla presenza dei rispettivi avvocati della difesa (Andrea Ricca Barberis, per Pepe’ e Luciano Leone per Celentano), il giudice ha interrogato entrambe le parti.

Celentano ha detto di essersi avvicinato e di aver strattonato il fotografo, ma anche specificato di aver agito da solo, senza quindi la complicita’ della guardia del corpo, Fabrizio Torre, accusata di aver trattenuto il fotografo. Il giudice ha, poi, aggiornato il processo al 27 ottobre prossimo, ammettendo due testi, uno per parte: la compagna di Pepe’, Vilma Budigna e la guardia del corpo, Fabrizio Torre. All’uscita del Palazzo di Giustizia, Celentano ha ribadito che non intende fare pace col fotografo e che andra’ avanti per la sua strada.

Presente al Palazzo di Giustizia, scortata dalle guardie del corpo anche la moglie di Celentano, Claudia Mori

L’INTERVISTA AL FOTOGRAFO PEPE’ CHE RACCONTA L’UDIENZA CON CELENTANO

‘Gli ho detto di chiuderla li’ con un servizio posato di lui e il nipotino, ma non ha accettato. Poi, gli ho offerto una vecchia foto della mamma, donna Giuditta. Subito ha fatto il duro e non l’ha accettata, ma alla fine l’ha presa’. Pepe’, il fotografo che ha citato dal giudice civile lo showman Adriano Celentano, davanti ai microfoni e alle telecamere, racconta i tratta salienti dell’udienza per il risarcimento danni conseguente all’aggressione avvenuta nell’agosto del 2006, quando Celentano lo strattono’ per levargli la fotocamera, al Grand Hotel del Mare.

‘Alla fine – racconta - gli ho dato una fotografia della madre. Umilmente gli ho detto: ‘Adriano, portatela a casa’. Fosse stata una persona sensibile l’avrebbe presa subito: era ritratto con i figli e con la moglie. Queste sono foto posate e non rubate. Quando l’ho visto cosi’, un po’ duro, gli ho detto, visto che nella foto c’ero pure io: ‘Taglia Pepe’ e rimani tu e donna Giuditta. Una donna davvero stupenda, che rassomigliava a mia mamma. Una di quelle donne all’antica. Era una foto scattata al Casino’ di Sanremo’.

Pepe’ prosegue nel suo racconto e afferma: ‘Volevo chiuderla in bellezza e per sdrammatizzare gli ho detto: ‘Adriano, tu sei un uomo di chiesa, io no. A proposito, l’hai vista la sindone? Strano che non ti ho visto’. Sembrava che dovevano condannarlo a trent’anni o assolverlo. Poi gli ho allungato la foto della madre e gli ho detto, davanti al giudice: ‘Che mi dai la stretta di mano, non mi frega nulla. Pero’, chiudiamola cosi’: fammi fare un servizio col tuo nipotino e…’. Non ho chiesto un servizio con la Monica Bellucci, in qualche albergo periferico, ma solo una fotografia di lui col bambino in braccio. La risposta e’ stata ‘assolutamente, no’.

Nel raccontare l’udienza Pepe’ afferma: ‘Ho parlato prima io col giudice, mi ha interrogato ed io ho risposto. Poi, ha parlato lui, ma un po’ in malafede, perche’ ha sostenuto che, un anno prima dell’aggressione, mi aveva detto di non fotografarlo piu’. Io, pero’, gli ho ricordato: ‘Guarda che ti sbagli, perche’ e’ cinque anni che non ti vedo e che non ho la casa piu’ qui. Io, infatti, abitavo dove c’era Celentano ed e’ per quello che lo vedevo sempre. Lui ha detto che io lo importunavo e gli stavo dietro ventiquattro ore su ventiquattro. Per forza, sono li’. Io ho fotografato Adriano sempre, quando lo diceva lui. Non sono mai stato scorretto’.

26/05/2010 - riviera24.it


mag 26 2010

Udienza Celentano-Pepè: parziale ammissione del molleggiato

E’ durata poco meno di un’ora l’udienza per Adriano Celentano ed il fotografo Giuseppe Staltari. Sfuggevole e silenzioso il molleggiato all’uscita dall’aula del giudice Cento accerchiato dalle guardie del corpo si è subito allontanato. Subito dietro, anche l’avvocato Luciano Leone si è defilato preferendo non esprimere commenti o rilasciare dichiarazioni. Celentano tra i corridoi ha solo salutato una fan che gli ha rivolto un chiaro ‘ciao’.

Le parole del cantautore sono arrivate solo poco dopo quando è stato incalzato dalla ressa di giornalisti che si sono affiancati alla sua vettura, guidata dalla moglie Claudia Mori. “Ho ricostruito la vicenda. - ha spiegato Celentano che di fronte alla selva di domande che gli chiedevano una sua versione ha detto - Sarà il giudice a dire com’è andata la vicenda”.

Più loquace la presunta parte lesa nella vicenda ovvero il fotografo conosciuto come Pepè che con una certa disinvoltura ha dichiarato: “Lui ha detto che l’anno scorso mi aveva rimproverato di non fare più fotografie. Io gli ho risposto, guarda che l’anno scorso non è vero. Erano 4 o 5 anni che ero lì 24 ore su 24 perchè abitavo lì. Ho fatto sempre le foto quando volevi tu”.

Poco dopo l’avvocato del fotografo, Andrea Ricca Barberis ha detto: “Nell’interrogatorio Celentano ha ammesso di essersi avvicinato da solo a Pepè per strappargli la macchina ed averlo strattonato. Il giudice ha rinviato al 27 ottobre per ascoltare la compagna di Pepè ed il bodyguard di Celentano, che era presente e secondo la nostra ricostruzione ha partecipato all’aggressione. Per noi c’è un interesse nella vicenda in relazione alla figura della guardia del corpo e quindi chiederò che non venga ammessa la sua testimonianza”.

Questi sono i pochi ma significativi dettagli sull’udienza odierna, la prima con Celentano presente. L’incontro tra le due parti oggi è stato breve ma intenso e terminato con i sorrisi. E’ stata proprio questa l’immagine vista dal sottoscritto all’apertura dell’aula, dove non è stato possibile fare fotografie, per un’udienza pressoché blindata. Fuori dal palazzo di giustizia Pepè ancora amareggiato per l’accaduto ha confessato di aver lasciato al molleggiato un dono, una fotografia di parecchi anni fa. Adesso la prossima udienza si terrà ad ottobre per le uniche due testimonianze fino ad ora concesse.

26/05/2010 - sanremonews.it


mag 14 2010

Inchiesta G8: Claudia Mori “basta menzogne su di me, Celentano e la Ciao Ragazzi”

(IRIS) - ROMA, 14 MAG - “Con riferimento agli articoli apparsi sulla stampa odierna, che collegano la Ciao Ragazzi al Gruppo Anemone, preciso che la Ciao Ragazzi ha preso in affitto, tra il 2001 e il 2004, un ufficio in viale Giulio Cesare in Roma dalla società Multilevel di Riccardo Di Bella”.

E’ quanto fa sapere Claudia mori in una nota anche a nome della ‘Ciao Ragazzi srl’.

“Di tale ufficio - ha spiegato - non è stata mai da noi effettuata alcuna ristrutturazione”.

“Pertanto diffido chiunque dal menzionare la Ciao Ragazzi, la mia persona e Adriano Celentano, peraltro estraneo alla Ciao Ragazzi, in relazione al caso Anemone e agli scandali ad esso collegati”, ha chiarito Mori.

“In caso contrario, mi riservo ogni più ampia tutela legale in ogni sede”, ha concluso.

14/05/2010 - irispress.it


mag 13 2010

Claudia Mori, al momento non è previsto ritorno in Rai per Adriano Celentano

Milano, 13 mag. (Adnkronos) - “Non ho mai detto che Adriano non fara’ piu’ televisione perche’ ‘l’editore Rai lo farebbe ragionare’. La risposta alla domanda se Adriano avrebbe fatto ancora televisione e’ stata che ”al momento non era in previsione il suo ritorno in Rai anche perche’ forse la tipologia delle trasmissioni di Adriano contiene, tra l’altro, spunti di riflessione e ragionamenti inadatti alle scelte della televisione pubblica di questo ultimo periodo”. E’ quanto precisa Claudia Mori a proposito di quanto affermato ieri sera, a margine della presentazione del libro di Mario Capanna ‘Per ragionare’, cui ha preso parte anche Adriano Celentano.

13/05/2010 - Adnkronos


mag 13 2010

Sindaco, Capanna lancia Celentano. “Sei il candidato ideale per Milano”

“Per appassionare la gente a un progetto si potrebbe buttare giù Milano, almeno quella brutta”: è il primo punto del programma dell’”aspirante sindaco” milanese Adriano Celentano. La candidatura del Molleggiato a primo cittadino della sua città è stata lanciata, tra il serio e il faceto, da Mario Capanna, durante la presentazione del suo ultimo libro Per ragionare.

L’ex ragazzo della via Gluck, a sorpresa, non si è tirato del tutto indietro: “E’ un po’ presto per dirlo, è un po’ difficile da realizzare, per tanti motivi, ma come si fa a dirlo? Se viene fuori una cosa importante - ha spiegato dopo una delle sue consuete pause - potrei essere responsabilizzato, potrei dire ‘non voglio fare il sindaco, perché so come va a finire, ma subentrerebbe la coscienza per una voce elevata e a questo punto mi dovrei piegare a questa richiesta e sarebbe molto divertente”.

Osservando la sua città Celentano ha notato che “manca la musica delle persone e questo ci impedisce di riunirci insieme in un progetto”. Il guaio di Milano è che “non ha un volto”. Ecco quindi il problema e la cura insieme: “Certo, non si può radere al suolo la città ma la gente - ha scherzato Celentano - si divertirebbe a distruggerla”. Magari anche con uno strumento democratico come “un referendum per buttare giù i nuovi grattacieli”, che di per se magari non sono nemmeno un problema, ma non riescono a disegnare un nuovo volto della città, come “il nuovo Pirellone, che non è brutto, ma lo è piazzato lì, vicino alle case”. Ecco perchè secondo Celentano “dobbiamo essere tutti uniti nel distruggere e rifare la città”.

Ragionando quasi da politico, Celentano ha poi individuato “lo scatto forte che dovrà fare un partito che forse ancora non c’è”, ossia, “rifare le cose da capo, come una lettera che arrivato in fondo rileggi per farla scorrere bene”. Da Milano all’Italia, al mondo: “Dobbiamo riscrivere la lettera della storia perché il mondo è una lettera e - ha rimarcato fra gli applausi - ci sono segni che ci mettono paura come il vulcano che offusca il cielo, il petrolio che rovina il mare e allora - si è domandato - come si va avanti così?”. Si potrebbe iniziare dalla propria casa, che per Celentano è la città dove si vive: “Ci vuole uno scatto forte - ha ribadito - tipo rifare le città a uso dell’uomo e non viceversa, come accade in questa”.

Nel caso poi Celentano decidesse davvero di candidarsi, avrebbe una squadra quasi pronta, a partire dal vicesindaco, ruolo per cui si è prenotato Mario Capanna: “Tanto tu non potresti essere peggio della Moratti e io - ha concluso l’ex leader del sessantotto - non potrei fare peggio di quell’ex fascista di De Corato”.

13/05/2010 - La Repubblica


apr 13 2010

Claudia Mori amuleto Samp. “Non succederà” eppure si vince

Dopo tre derby persi, i blucerchiati trionfano con Totò Cassano e la signora Celentano: tutta la settimana precedente la squadra ha cantato quella canzone… non si sa perché ma è diventata un amuleto vincente.

di Fabrizio Basso

Dopo tre sconfitte, una vittoria. Ma importante. Perché avvicina all’Europa la Sampdoria di Gigi Delneri. E’ stata una stracittadina carica di attese e tensioni. E la Samp ha scelto un modo tutto suo per caricarsi. Per tutta la settimana precedente, nello spogliatoio della squadra, risuonava infatti quotidianamente Non succederà più, portata al successo da Claudia Mori nel 1982.

Signora Mori lo sa che la Sampdoria si è caricata per il derby cantando Non succederà più?
“Ma davvero? Mi diverte l’idea che una mia canzone serva a motivare una squadra. Un po’ come i Maori: la loro danza ha un valore rituale fortissimo. Maori e Mori si assomigliano. Abbiamo punti in comune”.

E’ la prima volta che è un amuleto?
“Che io sappia sì. Spesso ricevo lettere di persone che si riconoscono in mie canzoni: Buonasera dottore ha avuto tantissima corrispondenza. Resto però dell’idea che le canzoni diventano sempre un po’ degli altri”.

Dopo tre derby persi la Sampdoria ha vinto…
“Mi fa piacere che il risultato sia stato positivo. Spero che il Genoa non mi odi e che quando qualche suo tifoso sente questa canzone non spenga la radio”.

Lei è tifosa?
“Interista per parentela, lo è Adriano. E poi romanista. Direi che sono un po’ più romanista. Ma L’Inter mi piace eccome”.

Va allo stadio?
“Quando riesco volentieri. Mi piace”.

E’ una sportiva?
“Ho fatto molto sport. Sono cintura nera shotokan secondo dan”.

Ecco come ha fatto a sopravvivere a X Factor!
(Ride) “Tutto è cominciato quando portavo i miei figli a lezione di karate. Per un po’ ho chiacchierato con le altre mamme, poi ho deciso che era interessante tirare di karate e mi sono iscritta. Poi i miei figli hanno smesso e io ho continuato…”.

Altre discipline?
“Sci, sia fondo che discesa. Tennis. Sempre a livelli abbastanza alti”.

Lo sport è nel suo dna.
“Mia mamma, che è mancata pochi mesi fa, all’età di 86 anni, è stata fino alla fine una ultrà del Milan e una fan di Valentino Rossi e della Ferrari”.

Senta, ma se la Sampdoria la invitasse a una sua partita?
“Compatibilmente con gli impegni di tutti, ci andrei volentieri”.

Magari l’anno prossimo per Sampdoria-Inter. O Sampdoria-Roma.
“Magari! Però in quelle occasioni vorrei che non cantassero la mia canzone”.

13/04/2010 - Sky.it


mar 26 2010

E Claudia Mori: Adriano protesta con la sua assenza

«Adriano non è venuto perché l’evento non è stato trasmesso in modo democratico. La sua assenza è un modo per protestare». Seduta accanto a Bice Biagi, la figlia del grande giornalista scomparso, Claudia Mori è invece presente al Paladozza di Bologna. La moglie di Adriano Celentano era un’ospite annunciata alla serata evento di Michele Santoro, poi era corsa voce che invece non avrebbe partecipato. Ed invece, eccola presente. Con la massima convinzione: «Sono davvero molto preoccupata per lo stato di questo Paese». Che cosa in particolare la preoccupa? Lo stato dell’informazione? «Anche, certamente. Lei non è preoccupato? Ma non si tratta soltanto dell’informazione. Sono i toni che vengono utilizzati, soprattutto dal presidente del Consiglio che io trovo non accettabili. Io penso che chi governa dovrebbe governare per tutti, non dovrebbe puntare esclusivamente a dividere. E poi, in quel modo: quelli che amano contro quelli che odiano». Il premier ha definito le trasmissioni di approfondimento un pollaio. «Lo vede? Ma come è possibile? Una trasmissione a lui non piace e la fa chiudere. Io credo che sia la più assoluta normalità per una democrazia che l’informazione possa dare sui nervi a chi governa. Ma il bloccare le trasmissioni, invece, io non l’avevo mai sentito: è l’anormalità della democrazia». Il centrodestra sostiene che Santoro, Travaglio e gli oppositori del governo parlano dappertutto, e dunque non esisterebbe censura. «A me pare che se c’è una cosa che manca in questo Paese è proprio l’informazione. E il fatto che questa sera Santoro si sia dovuto organizzare da solo è la prova che il problema esiste. Per questo Adriano non è venuto». In che senso? «Lui voleva venire. Condivide nel modo più assoluto lo spirito di questo evento. Ma proprio la scarsità della copertura pubblica dell’evento lo ha spinto a non venire. È il suo modo di protestare» Che cosa l’ha più colpita nelle vicende delle ultime settimane? Le intercettazioni del premier per bloccare Santoro? «Senza dubbio. Io le ho trovate scandalose. E non sono fatti privati, visto che Berlusconi sta cercando di limitare un diritto di tutti».

Marco Cremonesi

26/03/2010 - Corriere della Sera