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gen 4 2010

Sky festeggia Adriano

Sky

Tanti auguri Adriano

Due successi cinematografici per festeggiare il compleanno del celebre molleggiato - di Furia Alberti

Nascere il giorno dell’Epifania, in una via (Gluck) che diventerà simbolo grazie a una canzone, la sua. Nascere (artisticamente) sotto la buona stella del rock’n'roll che allora stava travolgendo il mondo. Dare 24mila baci ed entrare ne la dolce vita con una piccola parte. Dipingere il mondo di azzurro e dargli ritmo con il primo rap, prisencolinensinainciusol. Fare battaglie ambientaliste. Rivoluzionare la tv, stupire con i suoi personaggi al cinema. Per celebrare il fenomeno Celentano nel giorno del suo compleanno, sky manda in onda due dei suoi successi cinematografici. In segni particolari bellissimo, diretto da Castellano e Pipolo, fa il playboy incallito e duetta con l’allora miss Italia Federica Moro. A seguire, yuppi du, il film-evento scritto, diretto ed interpretato da Celentano con Claudia Mori e Charlotte Rampling. Realizzato 34 anni, mai uscito in dvd per precisa scelta del clan Celentano, il film è stato restaurato e presentato alla 65° mostra del cinema di Venezia del 2008.

Buon Compleanno Adriano
Sky Cinema Italia
mercoledi 6 gennaio
Segni particolari: bellissimo [ore 21.00]
Yuppi Du [ore 22.30]

Sky Magazine (gennaio 2010)

Secondo indiscrezioni del tutto da confermare, Sky, sempre in occasione del 72° compleanno di Adriano, a sorpresa dovrebbe mandare in onda una sorta d’intervista a Celentano, della durata di circa 40 minuti.
La notizia va quindi presa con le doverose pinze. Vedremo…

In caso di novità, vi terremo aggiornati.

Andrea


ago 24 2009

Estate’09: Vasco, Celentano e Arisa i più gettonati in spiaggia

Roma, 19 ago (Velino) - Nella prima estate senza “il tormentone” ognuno ha costruito la colonna sonora delle sue vacanze e così gli under 20 hanno rispolverato le mitiche hit degli anni Sessanta e Settanta, mentre in discoteca spopolano “Hey Romeo” e “La la Song”. Per anni è stato quasi impossibile scegliere una colonna sonora “personale” delle proprie vacanze. La causa erano i tormentoni estivi, che dilagavano nelle radio, suonavano negli altoparlanti dei lidi e imperversavano nelle discoteche. Quest’anno ognuno si è scelto i propri tormentoni da cantare sotto l’ombrellone o attorno ad un falò. D’altra parte il 75 per cento degli under 30 ammette che è impensabile un’estate senza una canzone da canticchiare in continuazione. Addirittura il 61 per cento dice di ricordare le diverse estati proprio in relazione alla canzone simbolo ad esse associate. Ecco allora che a spopolare sono sicuramente quelle più trasmesse (39 per cento), ma a condizione che siano orecchiabili (43 per cento), divertenti e soprattutto facili da cantare (46 per cento). Caratteristiche che si trovano soprattutto in quelle “in italiano”, ed ecco perché nella lista dei “tormentoni-personali” dominano alcuni classici degli anni Sessanta e Settanta: da Vasco a Battisti, per arrivare ai più “moderni” Tiziano Ferro e Arisa. E le grandi hit straniere? Quelle sono associate al ballo e alle serate in disco e in questo ambito a dominare sono “La la Song” di Bob Sinclair e “Hey Romeo”, la cover realizzata dal bagnino-Dj dell’Aquafan che ha ispirato il ballo-tormentone crunch dance, e che partendo dalla rete è oggi uno dei brani più suonati nei luoghi simbolo del divertimento estivo. Questo è quanto emerge da un’indagine promossa da Sounders Listening, l’osservatorio tecnologico di Sounders (www.sounders.it), che ha coinvolto 300 ragazzi italiani, maschi e femmine, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, intervistati nelle principali località di villeggiatura italiana.

Le canzoni tormentone? Per 7 su 10 sono i veri simboli dell’estate, più di cotte estive, viaggi e compagnie di amici. E in un’estate senza canzone simbolo 6 su 10 si creano il loro tormentone, attingendo al passato. Quali sono i simboli che i giovani associano maggiormente all’estate? A sorpresa più che “una cotta sbocciata sotto l’ombrellone” (53 per cento), un viaggio (57 per cento) o una particolare compagnia di amici (45 per cento), a simboleggiare un’intera estate per il 71 per cento è spesso una determinata canzone-tormentone. Basta accennare al motivo che li ha accompagnati per quella determinata estate perché tutti i ricordi legati a quella vacanza emergano con estrema facilità. Anzi come evidenzia il 61 per cento spesso quando si fa fatica a distinguere tra un’estate e l’altra, vengono in aiuto proprio le canzoni simbolo, più ancora che filmini e fotografie (43 per cento), souvenir (36 per cento), avvenimenti sportivi o di cronaca che sono accaduti proprio in quel periodo (24 per cento). Ma quali sono i meccanismi per cui una canzone diventa una vera e propria pietra miliare nei ricordi associati all’estate? Sicuramente la promozione delle radio gioca un ruolo importantissimo (come conferma il 39 per cento): ascoltare decine di volte al giorno un brano è sicuramente d’aiuto perché si fissi nella memoria e ci si trovi a canticchiarlo in ogni momento, ma anche la programmazione più serrata non è sufficiente. Perché una canzone possa diventare il simbolo di un’intera estate deve essere soprattutto facile da cantare (46 per cento), non a caso il primato dei tormentoni spetta a canzoni in italiano. Devono sicuramente essere orecchiabili, con parole e motivi facili da ricordare (43 per cento), divertenti (38 per cento) o comunque con temi in cui ci si possa riconoscere (36 per cento).

E cosa sta accadendo in questa estate 2009 dove non sembra che ci sia nessuna canzone che possa essere incoronata come “vero tormentone”? Che in questa estate 2009 manchi di fatto un unico e vero tormentone sono gli stessi intervistati a confermarlo: il 78 per cento dice che difficilmente questa vacanza potrà essere ricordata da un brano comune a tutti. A dominare, allora, in questi giorni sotto gli ombrelloni e, nei prossimi anni, nei ricordi, saranno dei “tormentoni personali”. Se il 16 per cento alla domanda quale la tua canzone tormentone di quest’estate ha risposto di non saperlo o addirittura “nessuna” (7 per cento), il 77 per cento ha risposto con una serie di brani diversi. In un’estate senza “il tormentone”, ciascuno si sceglie il suo: a dominare sono i classici italiani. E in discoteca spopolano “La la Song”, la Crunch Dance e i brani con “effetto nostalgia”. Insomma il tormentone dell’estate 2009 è “personale”, ma quali sono le canzoni e i brani piu’ “gettonati”? Di fatto per la prima volta si assiste ad una vera e propria divisione, in base al luogo e alla situazione: tra quelli da spiaggia, che vengono canticchiati sotto l’ombrellone e durante i falò, e quelli invece che si ballano in discoteca.

Ad animare le serate in discoteca si contendono il podio di tormentone estivo successi di questa stagione e brani di “ieri”, spinti dall’effetto nostalgia. Tra le due canzoni più gettonate nelle discoteche gli intervistati indicano “La la song” di Bob Sinclair (56 per cento), un artista abbonato ai tormentoni visto che nel 2005 e 2007 aveva firmato “Sound of freedom” e “Love Generation”. In seconda posizione si piazza “Hey Romeo2” (52 per cento), la cover creata dal bagnino-Dj dell’Aquafan, che e’ diventata un vero e proprio fenomeno sul web, e che ha ispirato la Crunch dance, il ballo energizzante dell’estate, ballatissimo in discoteca. Alle spalle di questi successi attuali nelle discoteche sembra essere scoppiato “l’effetto nostalgia” e così al terzo posto si piazzano i mitici Village People (46 per cento) con il loro successo “Ymca”, seguita da un’altra band storica come gli Abba (41 per cento) con “Mamma mia” e “Dancing queen”. Molto ballata anche Kelly Rowland (38 per cento) con “When love takes over”, ma al quinto posto arriva un’altra sorpresa vintage. Si tratta di Edoardo Vianello (35 per cento) che da quarant’anni firma la colonna sonora di ogni estate con i suoi cult: come “Abbronzantissima” e “Guarda come dondolo” divenuti veri e propri “brani riempi pista” nel corso degli anni. Se Pixie Lott con il brano “Mama do” (31 per cento) è sesta, la classifica prosegue con altre vecchie glorie come Gloria Gaynor (28 per cento), la regina della disco music Donna Summer (23 per cento) e i mitici Righeira di “Vamos a la Playa”. A chiudere la top ten un ex aequo d’altri tempi, Corona e Claudio Cecchetto con “Gioca jouer” (entrambe con il 16 per cento delle preferenze).

E per quanto riguarda le canzoni che invece devono essere “cantate”? L’effetto nostalgia non si è fatto sentire solo in discoteca e in questo caso il dominio dei classici è assoluto: la classifica dei dieci artisti più cantati vede in testa vecchie glorie e mostri sacri degli anni Sessanta e Settanta e così il preferito dei ragazzi, come lo era stato per i loro genitori un tempo, rimane Lucio Battisti (al primo posto per il 75 per cento), con canzoni come “Dieci ragazze”, seguito da Adriano Celentano (53 per cento) con successi come “Azzurro” e “24.000 baci. Naturalmente non mancano cantanti che sono un mito e riempiono gli stadi ancora oggi: non c’è falò senza Vasco (terzo posto per il 61 per cento), di cui si intonano “Vita spericolata” e “Alba chiara” che rappresenta l’ultima canzone da cantare insieme all’alba prima di tornare a casa e andare a dormire esausti. Quarto posto (58 per cento) per un artista contemporaneo che però al suo attivo ha già svariati “classici”, come Tiziano Ferro (49 per cento) con canzoni come “Rosso relativo” e “Sere nere”. “Sincerità”, la canzone che ha presentato a Sanremo vale ad Arisa (44 per cento) il quinto posto, tallonata dall’evergreen Gino Paoli (40 per cento) con i classici estivi da falò come “Sapore di sale” e il “Cielo in una stanza”. Settima piazza per Renato Zero, un artista che piace a varie generazioni. Ottavo invece per un altro classico estivo, Claudio Baglioni (39 per cento) che con “Questo piccolo grande amore” è stato e continua ad essere la colonna sonora di molti amori estivi. Al nono posto c’è un ex aequo fra De André e Guccini (32 per cento), mentre Max Pezzali chiude la classifica al decimo posto segnalato dal 27 per cento.

19/08/2009 - il Velino


feb 17 2009

El único hombre capaz de hablar con Italia

¿Quién comprende a Italia? No creo que la comprenda Giulio Andreotti, aunque conozca, muy probablemente, sus secretos más oscuros. Tampoco Berlusconi, aunque conozca su precio. Quizá quien más se aproxime al conocimiento del misterio, por vías que oscilan entre la mística y el topicazo, sea Adriano Celentano. Lo recién dicho suena a burrada, cierto. Pero cuando Celentano habla, Italia escucha. Luego Italia aplaude o se cabrea, protesta contra las incoherencias banales de Celentano o elogia su sinceridad. Hasta que el tipo vuelve a hablar, y el país escucha de nuevo.

Celentano es un artista de variedades. Ha sido imitador de Jerry Lewis, bailarín, actor y, sobre todo, compositor y cantante. De acuerdo, su currículo no parece el más apropiado para un profeta nacional. Tampoco el currículo de Berlusconi resulta modélico para el primer ministro de un país democrático, y ya ven.

¿Qué tiene de especial Celentano? Nada en concreto. Creó el himno oficioso de Italia, que no es el Volare de Modugno, como podría pensarse desde fuera, sino Azzurro. Eso es algo. Empezó a trotar escenarios en 1958 y ha mantenido una altísima popularidad, ininterrumpida, hasta hoy: resulta familiar, por tanto, para cualquier ciudadano italiano. Dice lo que le da la gana, lo cual constituye también un factor a tener en cuenta.

Lo anterior no explica por qué cualquier programa televisivo de Celentano alcanza audiencias aberrantes, cercanas, en casos puntuales, al 70%. Su programa Rockpolitik (2005), cuatro emisiones de tres horas cada una, fue casi un fenómeno telúrico. Nunca se ha sabido con exactitud cuánto pagó la RAI, la televisión pública, por Rockpolitik. Celentano daba un miedo atroz a los dirigentes de la RAI, y el director de RAI-1, Fabrizio del Noce, prefirió dimitir “temporalmente” antes del primer episodio y retomar ágilmente el cargo después del último. Rockpolitik fue, objetivamente, una de las mejores cosas que ha dado jamás la televisión europea. El sketch de la carta a Berlusconi, inspirado en una escena de una vieja película de Totó y protagonizado por Roberto Benigni y el propio Celentano, constituye un modelo de lo que se puede improvisar ante una cámara. Los sermones morales de Celentano, por otra parte, constituyen un ejemplo de lo que sólo puede ocurrir en Italia.

Lo anterior, de nuevo, no explica por qué sus discursos, a veces erráticos, a veces demagógicos, compuestos de palabras simples, dudas y silencios, suscitan encendidas polémicas intelectuales. Umberto Eco le llamó qualunquista, es decir, heredero del movimiento político presuntamente apolítico que dejó como poso el fascismo. A veces Celentano parece qualunquista, es verdad. Otras veces, sin embargo, parece lo contrario. Salvo comunista o ateo, puede parecer cualquier cosa.

Celentano, que fue votante fiel de la Democracia Cristiana y mantiene un catolicismo carente del menor rasgo heterodoxo, suele burlarse de los políticos y se ensaña en especial con Berlusconi. Pese a ello, todo indica que vota a la coalición berlusconiana. Y en la terrible polémica desatada en torno a la agonía y muerte de Eluana Englaro, Celentano no ha escurrido el bulto. Publicó una carta en el Corriere della Sera apoyando a Berlusconi, por más que los esfuerzos de Il Cavaliere por mantener con vida a la joven en coma atufaran a electoralismo. “Si estuviera en el puesto de Berlusconi, haría lo mismo que él”, decía. Y tras expresar su comprensión por el drama que afligía a los padres de Eluana, hablaba de “homicidio de Estado”.

Adriano Celentano, nacido en Milán el 6 de enero de 1938, de familia proletaria y orígenes sureños, es fundamentalmente conservador. En los años setenta afirmaba que el beat (la palabra con que define la música pop anglosajona) fomentaba el uso de drogas duras y alejaba a los jóvenes del catolicismo. Nunca ha dejado de denunciar la desaparición de los valores morales y, a la vez, la destrucción de la naturaleza, la especulación inmobiliaria y financiera y el cinismo de la casta dirigente italiana.

Con todo esto no hemos conseguido explicar nada. Salvo, quizá, que Italia es aún más misteriosa de lo que pensamos. Y que Celentano es capaz de conectar, por las razones que sean, con ese misterio.

Enric González

15/02/2009 - ElPais.com (Spagna)


feb 9 2009

“Il ragazzo della via Gluck” vince Adrianissimo!

Adrianissimo!

Classifica completa:

01. Il ragazzo della via Gluck
02. Storia d’amore
03. L’emozione non ha voce
04. Una carezza in un pugno
05. Un albero di trenta piani
06. Azzurro
07. L’arcobaleno
08. Svalutation
09. C’è sempre un motivo
10. Soli

Si ringraziano tutti gli utenti che hanno partecipato a questa avventura e soprattutto l’ideatore di questa immensa gara: Filippo (gelosia71).

Ps: non piangete, Adrianissimo! tornerà presto con nuove sorprese…

Fabrizio


gen 27 2009

Adrianissimo! 45° Manche [FINALE]

Adrianissimo!

Al via la 45° manche di Adrianissimo!, la FINALE.

Ecco le canzoni da votare in questo ultimo turno:

Il ragazzo della via Gluck
L’emozione non ha voce
C’è sempre un motivo
Storia d’amore
Azzurro
Soli
Una carezza in un pugno
L’arcobaleno
Svalutation
Un albero di trenta piani

Questa manche durerà fino a Sabato 7 Febbraio 2009.

Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche45_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


gen 12 2009

Adrianissimo! Risultati 42° Manche [II semifinale]

Adrianissimo!

Ecco i risultati della 42° manche:

01. Storia d’amore
02. Azzurro
03. Soli

04. Yuppi Du
05. Bellissima
06. Hai bucato la mia vita (parimerito con “Gelosia”, 144 punti)
07. Gelosia (1999)
08. Quello che non ti ho detto mai
09. Fuoco
10. Così come sei

Vanno dunque in FINALE le prime tre classificate.

Fabrizio


gen 5 2009

Adrianissimo! 42° Manche [II semifinale]

Adrianissimo!

Al via la 42° manche di Adrianissimo!
Ecco le canzoni da votare in questo turno:

Azzurro
Storia d’amore
Bellissima
Soli
Hai bucato la mia vita
Così come sei
Quello che non ti ho detto mai
Gelosia (1999)
Yuppi Du
Fuoco

Questa manche durerà fino alla mezzanotte di Lunedi 12 Gennaio 2009.
Supereranno il turno i primi 3 brani.
Inviate la vostra classifica all’indirizzo e-mail comunicatovi negli appositi thread del forum, specificando il vostro nick di registrazione sul forum.
Per l’oggetto della e-mail è IMPORTANTE usare il seguente esempio: manche42_nick (il vostro nick!!!).

Ovviamente, alla gara potranno partecipare solo ed esclusivamente gli utenti della community.

Fabrizio


dic 14 2008

Il colore che ricorda Mallarmé (e Adriano sembra Battisti)

Pubblichiamo l’introduzione firmata da Vittorio Sgarbi al libro scritto da Fabio Canessa (edizioni Donzelli) per i quarant’anni di “Azzurro”

di Vittorio Sgarbi

Azzurro è Celentano e Mallarmé. È lo stesso azzurro, è l’assoluto dell’attesa e della felicità. Anche il pomeriggio (l’«après midi») accomuna gli azzurri di Celentano e di Mallarmè: è una luce d’estasi nell’indifferenza del meriggio. Azzurro il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me. E non manca il treno di de Chirico che va al contrario dei desideri. Celentano traduce in umore padano il pensiero di siderale distanza, di astratta luminosità, di Mallarmé, con il tono scanzonato di uno studente che prepara gli esami di maturità, anche «letteratura francese», e pensa alla ragazza lontana, al mare, verso cui lo porta, metafora petrarchesca aggiornata ai tempi moderni, il treno dei desideri. Mallarmè si cala nei pensieri di un ragazzo della via Gluck (Gluck, nome mai sentito prima, ma singolare premonizione musicale, per capriccio del destino). Celentano vorrebbe l’Africa in giardino come un Raymond Roussel nostrano (da noi l’eccentrico francese aveva incantato Carlo Ripa di Meana, non troppo diverso da Celentano, in chiave aristocratica). Sogna e canta l’Azzurro. Ne esce, alla fine, con queste contaminazioni, la canzone più vicina a Battisti che egli abbia cantato.

14/12/2008 - Il Giornale


dic 14 2008

“Azzurro?” Piace di più “Và pensiero”…

di Cristiano Gatti

Per molti di noi era iltempo delle mele. Ci siamo distratti un attimo e sono passati quarant’anni. Dal tempo delle mele al tempo delle mele cotte. Adesso, in questa stagione strana e avanzata, è sempre consolante scoprire che qualcosa di noi, della nostra età migliore, è sopravvissuto al frullatore della storia e del costume, diventando intramontabile, avviandosi all’immortalità. Nel suo piccolo, persino una canzone.

«Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo». «Cerco un po’ d’Africa in giardino, tra l’oleandro e il baobab». «Lei è partita per le spiagge ed io son solo, quaggiù in città». «Non c’è il leone, chissà dov’è». «Ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va». Strofe che tornano alla rinfusa, che si accavallano, qualche volta storpiate e riadattate nel modo più arbitrario e strampalato. Sotto la doccia, in comitiva sui pullman, alle feste di classe. Forse abbiamo dimenticato i versi di A Silvia e della Pioggia nel pineto, ma questi non sono sfumati mai.

Azzurro: parole di Vito Pallavicini, musica di Paolo Conte, canta Adriano Celentano. Secondo recenti sondaggi, la canzone italiana più cantata all’estero: più di Volare, più di ’O sole mio. Dopo Celentano, l’hanno cantata tanti altri:da Mina a Fiorello, da Renzo Arbore e Mino Reitano, da Albano ai Ricchi e Poveri. L’abbiamo cantata, prima o poi, tutti quanti noi. Amarcord di un’estate particolare. Alla chiusura delle scuole e delle fabbriche, la nostra industria della canzone lancia sul mercato la sua brava dose di dischi balneari. Sono brani che in modo quasi onomatopeico esprimono sole, caldo, salsedine, afa, sabbia, ombrelloni e pomiciate. In questo 1968, a Parigi hanno già avuto «il maggio del ’68», inconfondibile marchiostorico, mentre la Primavera di Praga sta già girandosi in un plumbeo bagno di dittatura.

Qui da noi stanno arrivando solo i primi segnali, le prime avvisaglie, le prime contaminazioni della grande contestazione europea. Ci resta ancora qualche mese per trascinare in là il febbrone nazionale del boom economico, condensato di consumismo e di ottimismo sbocciato tra le macerie della guerra e destinato ad esaurirsi proprio sul finale di questa estate. Il primo disco a sbancare i botteghini è Luglio (col bene che ti voglio, diremo negli anni a venire), motivo di Riccardo Del Turco che diventa subito tormentone popolare. A seguire, Hoscritto t’amo sulla sabbia, di Franco IV e Franco I: e il vento a poco a poco, se li è portati via con sé… La hit parade del periodo incorona i due inni all’amore salmastro, Luglio orecchiabile, ottimista e a lieto fine, Ho scritto t’amo sulla sabbia più macerata e fatalista, più intellettuale e pessimista, entrambe comunque intrise di mare, di iodio e di buoni sentimenti.

Nella Hit del 15 luglio, però, compare al nono posto una canzone decisamente un po’ più strana, che irradia tutta un’altra atmosfera, meno spensierata e leggera, meno sentimentale e romantica: sa di città, di sudore, di noia, di solitudine. «Lei è partita per le spiagge, ed io son solo, quaggiù in città». Le note di Paolo Conte, che per indole personale non può certo comporre melodie mattacchione, e la voce trascinata di Celentano formano una miscela perfetta. Gli italiani cominciano a cantare anche Azzurro. Il disco inizia la sua corsa. Il 17 agosto è terzo in classifica, dietro alle duecanzoni leader. Ma già una settimana dopo è seconda, e dal 7 settembrefa ilgolpe: per un mese, fino a quando l’estate non sarà fatalmente e malinconicamente svanita, resterà al primo posto delle vendite.

Ma questo primato, scopriremo negli anni a venire, non sarà un traguardo: sarà solo un punto di partenza, per il viaggio che ancora non è finito. L’hanno cantata i nostri padri, la cantano i nostri figli. Quale sia il suo segreto, difficile dire: ci sono incantesimi che non hanno spiegazioni logiche. Proprio perché sono incantesimi. Studiosi appassionati hanno espresso idee molto suggestive. Nel libro che celebra i quarant’anni (Azzurro, editore Donzelli), Fabio Canessa chiede e si chiede: «Non sarà che il provvidenziale incontro tra Adriano Celentano e Paolo Conte abbia creato, in quel benedetto e maledetto Sessantotto, la giusta alchimia per far emergerel’identità più autentica degli italiani, sempre miracolosamente in bilico fra ortodossia e trasgressione, fra l’essere antitaliano e arcitaliano, fra attaccamento alle radici e attrazione per i modelli d’oltreoceano, fra religiosità e disincanto, fra malinconia e umorismo, tra reale e surreale?».

Cosa rispondere: sì, può essere. Può essere tutto. Resta la realtà indiscutibile e magica dell’evergreen, di questi capolavori capaci di cavalcare sopra il tempo, oltre le mode e i gusti, restando imperturbabili nella loro eterna originalità. Certo converrebbe fermarsi a questo, che è già molto. C’è chi invece, indiverse stagioni, non ha esitato a spingersi oltre, proponendo persino Azzurro come inno nazionale, al posto di Mameli, con il suo elmo di Scipio e la sua manìa di stringerci a coorte. Azzurro ancora meglio di Va’ pensiero. Ma tutto questo,diciamolo, esce dal campo dell’umano ed entra direttamente in quello del fanatismo spinto. Allora perché non aprire legislature, commemorazioni, partite della nazionale con «Quella sua maglietta finaaaaa»?

Via, prendiamo Azzurro per quello che è. Un grande, indimenticabile, inspiegabile capolavoro di leggerezza. Personalmente evito di definirlo «la colonna sonora della nostra vita». Lo diciamo troppo, lo diciamo sempre, lo diciamo di tutto. Azzurro non può esserlo, perché non si porta dietro i ricordi soavi e dolcissimi dei primi amori e dei primi baci. È un’altra cosa. Azzurro non ha «neanche un prete per chiacchierar».

14/12/2008 - Il Giornale


dic 2 2008

Celentano: un tour nei prossimi mesi?

Riportiamo un articolo tratto da un quotidiano svizzero con a seguire la rispettiva traduzione dell’utente erpiu.


Celentano feiert 50-jährige Karriere

Adriano Celentano feiert seine 50-jährige Karriere mit einem Doppelalbum, das seine bekanntesten Lieder enthält. Die CD des Sängers, Schauspielers und Fernsehmoderators heisst “L’Animale”.

(sda) Darauf ist auch “Sognando Chernobyl”, ein zehn Minuten langes Lied über die Atomgefahr, die die Welt bedroht. Der 70-jährige Celentano engagiert sich seit vielen Jahren für ökologische und soziale Anliegen.

In seiner Karriere hat Celentano 150 Millionen Alben verkauft und 40 Filme gedreht. In den nächsten Monaten plant der Süditaliener mit dem rasanten Hüftschwung, der in den 60er Jahren mit “Azzurro” auch ausserhalb Italiens berühmt geworden ist, eine Reihe von Konzerten.

28/11/2008 - BielerTagblatt.ch (Svizzera)


Celentano festeggia 50 anni di carriera

Adriano Celentano festeggia i suoi 50 anni di carriera con un doppio album, che contiene i suoi brani più famossi. Il CD del cantante, attore e presentatore televisivo si intitola “L’animale”.

C’è anche un pezzo nuovo dal titolo “Sognando di Chernobyl”, una canzone lunga dieci minuti circa, dove parla del pericolo nucleare che minaccia il mondo. Il 70 enne è impegnato da molti anni per l’ambientali e il sociale.

Nella sua carriera Celentano ha venduto piu di 150 milioni di album e ha fatto piu di 40 film. Negli anni ‘60 il Molleggiato è diventato famoso in Europa con il brano “Azzurro” e nei prossimi mesi il molleggiato prepara una serie di concerti.

28/11/2008 - BielerTagblatt.ch (Svizzera) - [traduzione by erpiu]


Fabrizio