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giu 8 2010

I deliri del profeta Celentano

La profezia di Nostradria­nus. Dico Adriano nostro, Adriano Celentano. Ieri il profeta è sceso dal suo riti­ro di Galbiate e si è manife­stato sul quotidiano degli oracoli, la Repubblica . Ha scritto una sconcertante lettera apocalittica che me­rita di essere divulgata, al­meno in sintesi. Dunque il Mistico del Rock ci ha ricor­dato che tra due anni fini­sce il mondo, e ci sono se­gnali assai inquietanti che lo annunciano: dalla catastrofe ecologica nel Golfo del Messico all’ingordigia del Profitto. Ma l’evento che più annuncia la prossima fine del mondo è la chiusura del programma di Santoro. No, non devo aver letto bene. Stavo leggendo all’aria aperta, forse il vento mi ha sfogliato le pagine, e così sono passato da un articolo profetico di Celentano a una spicciola polemica sulla Rai. Invece no, tutto era contenuto con mirabile sintesi nella profezia di Nostradrianus. Il Predicatore collega lafine del mondo con la legge sulle intercettazioni, le centrali nucleari alle minacce a Ballarò ( ma dove le ha lette?), la povertà del pianeta al rischio che taglino una serata alla Dandini, fino a dimostrare che il Buco Nero coincide con l’eliminazione di Annozero.

Voi penserete che sto esagerando, che sto facendo la caricatura. E invece no, sono i vaticini di Nostradrianus, al secolo Adriano Celentano, sulla Repubblica di lunedì 7 giugno. Ma il profeta è anche taumaturgo, e oltre la veggenza ci offre anche la miracolosa guarigione. Nostradrianus propone di spegnere la tv il giorno che sarebbe dovuto andare in onda Santoro. Ammazza che trovata. Ma non pensate che si tratti solo di una protesta simbolica. Avverte Nostradrianus che l’arma sarebbe micidiale perché «quanto reggerebbero Rai e Mediaset il peso dei mancati introiti pubblicitari nel giorno in cui nessuno guarderà la tv? ». Geniale. E già, se nessuno vede più la tv che bisogno c’è della Rai e Mediaset?

Se nessuno parla più al telefono quanto reggerebbero le aziende di telefonia? Se tutti un giorno decideranno di andare scalzi quanto reggeranno le fabbriche di scarpe? E potrei continuare all’infinito o arrivare fino al vaticinio culminante: se nessuno vuol sentire più canzoni che ne sarà di Celentano? Ora io resto stupito. Da Celentano e dal giornale che lo pubblica, nuocendo alla fama di ambedue… E noi che consideravamo esagerati quelli che dicevano: la libertà d’informazione è in pericolo, stiamo arrivando alla dittatura; non avrei mai immaginato di sentire che c’è un nesso tra la fine del mondo e la fine di Annozero , tra l’eco-catastrofe planetaria e il programma della Dandini… Poi Nostradrianus se la prende con gli italiani che sono caduti in uno stato di torpore e «Berlusconi rimbocca loro le coperte».

Ma Celentano si sarà addormentato più di loro. Perché tutti sanno, anche gli italiani più assonnati, che Santoro haaccettato un ricco compenso per lasciare di sua volontà la Rai; anche se ha cambiato idea più volte, fino ad annunciare che vuol continuare a fare il suo programma. A Celentano tutto questa sceneggiata gli è sfuggita. Evidentemente Berlusconi a Celentano non gli ha solo rimboccato le coperte ma gli ha cantato con Apicella pure la ninnananna. Non vi dico poi il delirio francescano di Nostradrianus, quando prevede che l’ANTIPROFITTO (così scrive lui, tutto maiuscolo) «sconfiggerà i mali del profitto ».
Con Santoro che prende quella barca di soldi, con Adriano che prende quel po’ po’ di ingaggi,con Claudia Mori che ha un senso così spiccato del profitto da far impallidire il più scafato dei press agent … ma non si accorge Nostradrianus che i primi colpiti dall’ANTIPROFITTO sarebbero proprio loro? I compagni dell’antiprofitto ti confischerebbero pure la sua tenuta con parco, a due passi da Arcore e Macherio, che non ha nulla da invidiare alle residenze del premier… E allora torno ad Adriano no-stro, gli tolgo il cappello a cono del mago, lo faccio scendere dal monte Sinai della Repubblica , gli tolgo la palla di vetro e la bacchetta magica per i sortilegi. E lo rivedo, ragazzo della via Gluck, milanese puro, di pura origine foggiana. Che t’aggia dì … Lo ripenso nelle sue splendide canzoni e pure nei suoi surreali cazzeggi, nella sua danza rock e nei suoi silenzi zen o demenziali, con le sue magliette da vastaso , come si chiamano nel foggiano i ragazzacci.

Lo rivedo dai tempi di 24mila baci, che fu il mio disastroso debutto in palcoscenico a tre anni, e coincise con l’addio alla professione di cantante. Lo rivedo con Azzurro a incantare i pomeriggi estivi della nostra adolescenza. Lo ritrovo in mille splendide canzoni, da solo o in coppia, magari con Mina, e gli dico: ma perché devi rovinare l’incanto della tua voce, delle tue canzoni, con queste apocalittiche cazzate? Non ti basta essere il Re della Canzone, vuoi essere anche il Papa, il Vate e il Santone della Chiesa eretica all’adrianesimo?

Perché vuoi alienarti la simpatia di mezz’Italia che ti ama come cantante e non ti sopporta come predicatore di un radicalismo in versione Forrest gump? Dài, su, facci sognare. A risvegliarci ci penseranno altri eventi o pensatori, più che Annozero o Nostradrianus. Tu rimboccaci le coperte, cantaci le tue canzoni e facci viaggiare sul treno dei desideri, tra l’oleandro e il baobab.

Marcello Veneziani

08/06/2010 - Il Giornale


giu 7 2010

Se Masi oscura Annozero spegniamo la tv per un giorno

di Adriano Celentano

CARO direttore, non credo che nel 2012, come ci racconta l’omonimo film, ci sarà la fine del mondo. Certo però i segnali che ci arrivano da ogni parte del pianeta sembrano tutt’altro che incoraggianti. E quanto più i segni appaiono di ordine distruttivo, tanto più i politici, quelli che comandano, sembrano essere investiti da una stupidità devastante.

La Terra ci avverte che non è più possibile dipendere dal petrolio. E per farcelo capire ci sta vomitando addosso 19mila barili di peste al giorno, oscurando il mare degli americani e rischiando quindi, di avvelenare l’intera catena alimentare. Questo è ciò che ha causato Bp, la più grande azienda petrolifera del mondo, che come dice Obama è rigorosamente attenta a contare gli spiccioli con la gente del Golfo Messico vittima di questo immane disastro. E pronta invece a pagare dividendi da 10 miliardi di dollari ai suoi azionisti. Il fatto che poi siano morti 13 lavoratori anche questo è sembrato del tutto irrilevante. La marea nera però non si ferma. Un segno questo che, da parte della terra, ci arriva come un qualcosa che ha tutta l’aria di un ULTIMATUM: “Se continuerete a trivellarmi, il mare di tutto il pianeta morirà. E prima ancora, morirete voi”.

Un avvertimento quindi dalle dimensioni catastrofiche che tuttavia sembra non impressionare minimamente il governo italiano. E’ di pochi giorni infatti, la notizia che riguarda un via libera da parte del nostro folle governo a trivellare il bel mare della Sicilia.

Evidentemente i rosicchiatori della maggioranza han pensato che tutta quella purezza nelle acque cristalline dei siciliani è sprecata. Perché non imbrattarla con un po’ di petrolio e di catrame? Il guadagno che se ne ricaverebbe sarebbe abbastanza per seppellire l’intera isola. E a breve scadenza la Liguria e il Veneto.

Senza contare poi la riapertura delle centrali nucleari contemporaneamente alla chiusura della LIBERTÀ DI STAMPA, a onor del vero non ancora a REGIME, ma il governo ci sta lavorando con tenacia e perseveranza. Tutti segni questi (di SQUILIBRIO), che vanno di pari passo con l’incazzatura del Pianeta. Un altro dei tanti segni apparentemente di minore importanza, è per esempio quello del direttore generale della RAI Masi, il quale ha epurato la trasmissione di Michele Santoro, spezzato a metà la voce della Dandini, mentre la danza di Ballarò si avvia ad essere più fuori che dentro. Ma il segno peggiore è forse quello che viene dalla gente, a cui Berlusconi rimbocca accuratamente le coperte. Una specie di torpore dal quale gli italiani, pare non abbiano alcuna intenzione di destarsi.

Perché destarsi vorrebbe dire reagire, combattere le ingiustizie contro la democrazia. Contro il bavaglio. Contro la corruzione. Naturalmente non certo con la violenza. Ma con le stesse armi che impone sua MAESTÀ “il PROFITTO”. Fin dai più remoti albori del mondo, è stata l’arma più potente e moderna che ci sia. Nessuno mai però si era accorto che quest’arma la posseggono solo i poveri. La vera grande ricchezza non è quella dei ricchi. Ma quella dei poveri. Non c’è nulla di più ricco di chi non ha niente. Poiché è il popolo dei poveri che decreta la ricchezza dei potenti.
Ecco che allora se il prossimo palinsesto della Rai lo decideranno i poveri anziché Masi, succederà che Santoro non potrà non andare in onda.

Dobbiamo solo decidere il giorno, non ha importanza se di mercoledì, giovedì o lunedì. L’importante che nessuno guardi la televisione nel giorno in cui Santoro 1 è stato cancellato. Un Buco Nero, quindi, per Rai e Mediaset che durerà finché egli non sarà riammesso col suo “Annozero”. Viene spontaneo domandarsi quanto potrebbero reggere sia la Rai che Mediaset il peso dei mancati introiti provenienti dalla pubblicità nel giorno in cui nessuno guarderà la televisione. Sarà, dunque, il giorno di una nuova rivoluzione. Una rivoluzione silenziosa che non avrà bisogno di finanziamenti. Poiché senza una lira, ma soprattutto senza alcuna violenza avremo registrato il maggior profitto mai realizzato nelle perdite del consumismo. Sarà quindi il giorno della nascita dell’ANTIPROFITTO, che sconfiggerà i mali del profitto.

07/06/2010 - La Repubblica


mar 18 2010

Michele Santoro: pressioni anche su Celentano

«Noi vinceremo». Michele Santoro, presentando a Bologna la manifestazione «Rai per una notte» in difesa della libertà di informazione, ne è certo. Non succederà «come dopo l’editto bulgaro», continua il conduttore di Annozero, «non aspetterò tre o quattro anni e l’esito di una sentenza»: adesso ci sono «giornali come “il fatto” e “Repubblica”», c’è il web e ci sono «sacche di resistenza» sufficienti, sottolinea il giornalista, «per dare una risposta». Ottimista, al suo fianco, anche Marco Travaglio: «Il sistema sta morendo, si intravedono i vermi del cadavere».

Dalla sede della provincia di Bologna, intanto, santoro annuncia che all’evento in programma il 25 marzo ci sarà «l’ospite più proibito e osteggiato dal sistema»: Daniele Luttazzi, il cui nome viene accolto dall’applauso della platea formatasi per la conferenza stampa. Non ci sarà invece Adriano Celentano, invitato, che a Santoro ha inviato un messaggio in cui spiega che «avrebbe voluto esserci, ma ritiene di non farlo- riferisce il giornalista- perché in questo momento viviamo una situazione in cui non c’è una copertura democratica da parte dei mezzi di informazione delle cose che succedono» e la sua presenza al paladozza «sarebbe stata deformata». Anche Celentano «sta cercando di fare una trasmissione in Rai- continua Santoro- ma ogni cinque minuti gli chiedono la scaletta».

18/03/2010 - L’Unità


mar 18 2010

Santoro arruola Celentano tra i martiri

Ma il Molleggiato lo snobba: “La puntata speciale di Annozero non va in tv, quindi non vengo”.

Aggiungi un posto in tv, che c’è un martire in più. Santoro intruppa pure Celentano, che ha appena declinato l’invito a partecipare alla sua serata del 25 marzo, quando tutta la sinistra televisiva si ritroverà a Bologna per una puntata speciale di Annozero. «Ho parlato con Adriano e mi ha detto che a Bologna non ci sarà perché, visti in particolare gli ultimi fatti, mancherà una copertura veramente democratica di tutti i mezzi di comunicazione, a partire dalla televisione pubblica». Insomma, siccome la serata evento ‘Rai per una Notte’ del 25 marzo non è trasmessa in mondovisione, ma solo su internet, Sky e alcune tv locali, il Molleggiato declina. E Santoro, anziché mortificarsi, esulta.

Dice Santoro: «Adriano sta cercando di fare una trasmissione per la Rai e anche a lui ogni cinque minuti chiedono scalette e quant’altro. E lui continua a rispondere ‘ma cosa volete che sia una scaletta? Io vi dico che cosa può essere una trasmissione di Adriano Celentano, avete presente Rockpolitik? Bene, allora fate conto che io ho voglia di fare un altro Rockpolitik, quindi non c’è bisogno che io vi presenti una scaletta, se vi va mi dovete lasciar fare liberamente la mia trasmissione. Ma a questo punto le difficoltà sono molto alte per Celentano e per chiunque voglia esprimersi liberamente». Come se sapere che cosa andrà in onda prima che ci vada sia un attentato alla libertà di parola e non un diritto di chi presiede un organismo pubblico.

Santoro continua l’auto-martirio: «Negli Usa sarebbe scoppiato un Watergate che avrebbe portato alle dimissioni automatiche di tutti i protagonisti di questa incresciosa vicenda», dice. «In altri paesi una cosa come questa non si tollera». «Se commettiamo reati saranno i giudici a decidere, ma questo non è controllo sui media, questa si chiama censura e non è fatta in base alla legge». «Se poi mi vogliono portare in tribunale -promette Santoro- ci vado a testa alta». Il magistrato di Trani ha trovato «la scorzetta di limone su cui il governo più scivolare: è un’inchiesta molto importante e fa molta paura».

18/03/2010 - Libero


mar 16 2010

Annozero: al Paladozza di Bologna con Luttazzi e Celentano…

Tre settimane di silenzio. E poi Michele Santoro potrà lanciare la puntata. Come da tradizione: “Annozero può cominciare”. E via con la sigla di Nicola Piovani, i servizi della redazione, l’intervento di Marco Travaglio, le vignette di Vauro. Annozero può (ri)cominciare dal Paladozza di Bologna, il prossimo 25 marzo. Stessa ora e stesso giorno, alle 21 e di giovedì (ingresso libero): non sui canali Rai imbavagliati dalla par condicio, ma in diretta su radio e sulla rete, sul digitale terrestre e sul satellite. Il direttore generale Masi ha sospeso l’informazione per un mese, la squadra di Santoro, e Giovanni Floris di Ballarò, riaccendono il segnale per una sera, anzi ‘Rai per una notte’. Il titolo annuncia una festa per la tv pubblica che, mutilata da una delibera del consiglio di amministrazione, mostra i suoi giornalisti e le sue risorse in trasferta. Con una formula atipica, un po’ rivoluzionaria. Uno sciopero bianco della televisione pubblica. Il comico Daniele Luttazzi, epurato da viale Mazzini con l’editto Bulgaro di otto anni fa, sarà sul palco. E forse sarà in compagnia di Adriano Celentano. Quando la Rai ha cancellato i programmi dal palinsesto, nella concitata conferenza stampa dei conduttori, Santoro aveva reagito con l’istinto: “Loro ci dicono di fermarci, noi troveremo un modo per continuare. Non so dove, come e quando”. E così i sindacati di categoria, la Fnsi e l’Usigrai, iniziano l’avventura nel tortuoso percorso burocratico: permessi, coperture, lettere. Franco Siddi ha scritto al presidente Garimberti e al dg Masi: “L’informazione, la circolazione delle idee, il confronto delle voci non si possono interrompere. La Fnsi, scrive il segretario, ha deciso di promuovere iniziative e manifestazioni per sostenere la libera informazione e assicurare la circolazione di punti di vista e di espressioni culturali e professionali.

Vi comunichiamo che si terrà una pubblica manifestazione per la difesa della libertà di informazione”. Postilla: “Su nostra richiesta e a titolo gratuito, partecipano giornalisti che hanno con voi rapporti contrattuali”. In gergo, si chiama protezione sindacale e, in un ambientino Rai piuttosto teso, concede ossigeno e copertura ai protagonisti del Paladozza. La Fnsi e l’Usigrai creeranno un sito internet di ‘Rai per una notte’ e, per diffondere la manifestazione con qualsiasi mezzo, offriranno le riprese audio e video. La macchina organizzativa è a pieni giri, ma è in movimento da poche ore: “La trasmissione è tutta da costruire e così pure la scaletta degli ospiti: posso dire che ci sarà Floris”. E non Bruno Vespa che, nonostante l’improvvisata ai cancelli di via Teluada, detta (in fretta) la sua rinuncia alle agenzie: “Sono grato a Michele per l’invito, ma ho già detto quello che dovevo dire alla manifestazione di via Teulada. Mi parrebbe peraltro inopportuno partecipare a tre giorni dal voto a una iniziativa che si presta fatalmente a strumentalizzazioni politiche”. L’anfitrione di Porta a Porta rifiuta e invece, all’instante, accettano Floris e Luttazzi. Celentano valuta… Le radio e le tv lavorano per la diretta (anche il Fatto quotidiano sarà tra i sostenitori del 25 marzo). Oggi, intanto, Sky e La7 sapranno se il Tar ha accolto il ricorso contro l’estensione della par condicio, la famigerata norma Beltrandi della Vigilanza, estesa alle emittenti private dall’Autorità di garanzia. Se la Rai blocca l’informazione in nome della par condicio, la maggioranza dei telegiornali è squilibrata. Pende a destra. Fonte Isimm ricerche dell’Agcom. Il Tg1 ha dedicato il 25% al Pdl e il 18 al Pd (4 per l’Idv). Distacco ancora più accentuato per il Tg2: 27 a 17 e 5,7 per l’Idv. Equilibrio tra coalizioni per il Tg3: e 29 a 23 e 4,4 per il partito di Di Pietro. Altri numeri per Mediaset: il Tg5 è di parte (32 per il Pdl e 18 per il Pd). Imbattibile il Tg4 di Emilio Fede che consegna il 63 per cento al Pdl. E il Pd? Non pervenuto.

Car. Tec.

16/03/2010 - Il Fatto Quotidiano


feb 28 2010

Sanremo, sms di Celentano a Pupo “Bravissimi, i vincitori siete voi”

Lo rivela in radio lo showman, dopo l’intervento del Molleggiato da Santoro

I messaggini al cellulare hanno finora causato divorzi, mandato gente in galera e distrutto carriere, ma non era immaginabile che potessero attentare alla reputazione di un monumento come Adriano Celentano. Freschi del successone della ripresa dei «Raccomandati» dopo il Festival (con più di 6 milioni di audience), la nuova coppia di showmen Pupo&Principe deve aver pensato che era ora di smetterla di prenderle, e che bisognava cominciare a darle: e ha divulgato un sms di Celentano che rischia ora di buttarlo giù dal piedistallo. Ai due non dev”esser piaciuto troppo che il Molleggiato, intervenendo in diretta da Santoro abbia detto, stroncando il Sanremone: «Vista la partecipazione di Filiberto, l”anno prossimo per essere ammessi non ci sarà bisogno di essere dei cantanti. Parteciperanno invece fattorini, autisti, cuochi imbianchini», per poi correggersi: «Probabilmente non ci sarà più alcun Festival». Parole che sottintendevano un chiaro giudizio negativo (peraltro vastamente condiviso) su «Italia amore mio», la canzone patriottica che nello showbusiness sta diventando peggio del caso Mills.

Dunque, lasciato a casa il tenore Canonici, la coppia ha tirato un atroce scherzetto al Molleggiato, utilizzando un”ospitata telefonica a «Ventura Football Club» su Radiouno. Alla bionda showwoman di Chivasso, Filiberto ha raccontato di un sms inviato loro da Adriano, nei momenti caldi del Festival: «La quarta sera Celentano ha mandato a Pupo un bellissimo sms dove parlava di noi come vincitori morali. Forse esiste un “Cel” e un “Tano”». A questo punto, è entrato trionfalmente Pupo con la lettura del messaggino: «Anche io come tanti ero contrario al tuo progetto di Sanremo con Filiberto. Effettivamente sulla carta era criticabile e non solo dal punto di vista professionale in quanto non tu ma Filiberto non lo si conosceva come cantante ma solo come principe. Tuttavia la vostra performance dal modo eccellente di come l”avete eseguita ieri sera ha capovolto e sconvolto ogni prevedibile schema. Siete stati bravissimi, e anche Filiberto ha cantato bene. Avete dimostrato che di fronte a una cosa giusta tutti i pregiudizi, compresi i miei, vengono spazzati via come foglie al vento. Per cui non potrete essere che voi i vincitori del Festival. Complimenti per la vittoria, Adriano Celentano».

In attesa adesso che il Re degli Ignoranti chiarisca (anche a se stesso) il suo vero pensiero, va almeno svelato che Pupo e Celentano condividono lo stesso ufficio stampa, e che sarà dunque dura mettere insieme una spiegazione organica.

«Italia amore mio» sta intanto diventando un must nell”immaginario collettivo più ridanciano. La cover di Elio&Le Storie Tese (con un verso che dice: «Se non mi votate vi spara il mio papà») ha debuttato a «Parla con me» ed è già la più cliccata su You Tube con 150 mila contatti. Anche Fiorello non ha resistito a replicare alle ambizioni di Filiberto, che vuol diventare un nuovo Fiorello, e ha rivelato di candidarsi a «principe terrone».

28/02/2010 - La Stampa


feb 27 2010

Non telefonate a Celentano, tanto è sempre occupato

Se vedete un numero di telefono sconosciuto sul display del cellulare, rispondete pure se ve la sentite ma sappiate che, con ogni probabilità, potrebbe essere Adriano Celentano. In auto esilio artistico da un po’, (è uno che sa lesinarsi e forse la crisi economica preferisce lesinarlo), il Molleggiato ha scelto la telefonata come ultima forma di spettacolo. È efficace, poco compromettente in termini di share, comodo (si può lavorare da casa) ma non sappiamo, viste le pause, se più economica. Il vezzo delle pause, potrebbe essere un aspetto da sistemare se dovesse scegliere il telefono come suo mezzo d’elezione. Ma la Mori, siamo certi, aggiusterà presto il tiro. I silenzi di giovedì sera ad Annozero hanno messo un po’ in difficoltà persino Santoro, uno che nell’arena televisiva sa starci anche quando fanno entrare le tigri, rientrare Travaglio, e, soprattutto, quando fanno uscire la par condicio. Uno che, in diretta (e a sorpresa), non prende manco le telefonate di Berlusconi. «Sì, pronto… eh però, Adriano di’ qualcosa perché noi non ti vediamo» l’ha più o meno esortato “Michele chi?” mentre tutti gli ospiti, a collo torto, erano in attesa di un’altra pillola. Beh, diciamo chicca che è meglio perché in studio c’era Morgan. Cos’abbia aggiunto il Molleggiato al tema della serata già poco chiaro, non è chiaro. Avevano iniziato a parlare del crac che ha fatto escludere l’ex Bluvertigo da Sanremo poi, giuriamo di non sapere come, sono arrivati a Berlusconi. Ma la posizione di Celentano, tra pause e frasi velocissime (è come se prendesse la rincorsa), non sapremmo riportarla. Ma il punto non è questo. Come ogni volta che si «appalesa» Celentano, peraltro. Il punto è che ci sia. E che ci sia stato… telefonando.
Qualche tempo fa aveva chiamato il Barbareschi Sciock, complice la presenza della figlia Rosalinda, e si era complimentato col conduttore. Durante il Festival ha telefonato all’ex X Factor e terzo piazzato a Sanremo, Marco Mengoni per complimentarsi della canzone e ancor più della sua voce. In quel caso la telefonata era stata privata, ma qualche minuto dopo è finita in agenzia e quindi privata ha smesso di esserlo. Giovedì, Annozero. Che strana questa maratona da Pagine Gialle di Celentano. Manco sospettavamo che avesse tanti numeri in agenda vista l’indole tutt’altro che espansiva. E se telefonando ci stesse dicendo che non vuole dirci addio? E se telefonando, Celentano ci dicesse che sta tornando? Voi nel dubbio, non rispondete.

27/02/2010 - Il Giornale


feb 26 2010

Celentano a sorpresa ad Annozero “Dopo il principe, chiudere Sanremo”

Ospite il cantante Morgan, intervento telefonico del Molleggiato
“La Rai è stata buona, ti ha solo escluso, pensavo che ti fucilassero”

“Emanuele Filiberto è la prova che non c’è bisogno di essere cantanti”

Morgan ROMA - “Dopo Emanuele Filiberto, è chiaro che per essere ammessi al Festival non c’è bisogno di essere un cantante”. E’ un intervento d’eccezione, benché telefonico, quello ospitato da Michele Santoro nella puntata di Annozero. Seconda puntata del programma senza politici in base alle regole sulla par condicio, si è parlato di Morgan, il cantante escluso da Sanremo, ospite in studio. E poco dopo le 22 è arrivata la telefonata di Adriano Celentano. Che fra affermazioni un po’ scombinate e pause (le sue, lunghissime e ben note) si è schierato dalla parte del cantante (come aveva già fatto alla vigilia del Festival) e ha enunciato la sua personale teoria sul futuro della manifestazione canora.

Vista la partecipazione, quest’anno, di Emanuele Filiberto, “l’anno prossimo ci saranno sportivi, dottori, postini. Non i tabaccai però, perché vendono le sigarette e si sa che le sigarette, come la cocaina, fanno male. Anche se non assunte in dosi eccessive, fanno venire il cancro”.

Poi ha toccato alcuni dei temi legati all’ambiente a lui tanto cari, “anche le polveri sottili - ha detto - fra le cause dell’inquinamento atmosferico fanno male. Di questo passo, l’anno prossimo al Festival non ci sarà nessuno. E sono preoccupato, perché - scherza - ho saputo da voci di corridoio che Masi e Mazza (il direttore generale Rai e il direttore artistico del Festival, ndr) stanno preparando un decreto che esclude tutti quelli che possiedono un’automobile e quelli che fumano. Via dal festival automobilisti, fumatori e termosifoni”.

Lunghe pause, complicate da gestire poiché telefoniche, “i tuoi silenzi sono straordinari - gli dice Santoro - ma senza video è dura…”. “E’ un padre psichedelico - aggiunge Morgan - perché pur non avebndo assunto droghe ha una fantasia e una mente esplosive”.

“La Rai è stata buona con Morgan - ha aggiunto Celentano - perché l’ha solo escluso dal festival, io quando ho sentito la notizie, credevo che lo fucilassero. Il fatto è che niente fa bene alla salute, allora bisogna cercare il male minore, e in questa ricerca dobbiamo unirci tutti, la politica, lo spettacolo. Voglio dire che tutti siamo colpevoli ed è giusto che Sanremo chiuda definitivamente - ha detto, fra gli applausi dello studio - perché non c’è più nessuno che ci può andare”.

Infine, una domanda ironica al conduttore: “Santoro, adesso che ci sono queste cose elettorali, tu dove vai in vacanza? Chiudi, o fai lo stesso la trasmissione? Dimmi dove vai, che ti seguo”; “Io sono sempre qui - ha replicato il giornalista - finché non mi prendono col carrello e mi portano via. Ormai sono un soprammobile…”.

26/02/2010 - La Repubblica


feb 26 2010

Morgan da Santoro difeso da Celentano

Il cantautore nega di aver fatto l’apologia della droga, ma insiste: «Però è un ottimo antidepressivo»

MILANO — Il caso Morgan approda ad «Annozero». E fa di nuovo scalpore. Nel salotto di Santoro ieri sera è andata in onda una trasmissione che ha puntato più sulla denuncia della presunta ipocrisia che ha portato all’esclusione del cantautore dal Festival dopo la sua ammissione di aver fatto uso di cocaina, più che sulla volontà di affrontare seriamente la questione droga e rock’n’roll. In apertura di programma Morgan ha dettato, per così dire, la linea: «Ho fatto una ca…ta, mi sono tirato la zappa sui piedi, ma non perché non ho fatto Sanremo, anzi questo è stato meglio: guardando il livello è stato protettivo non andarci». Al suo fianco, nel suo ormai celebre modo fatto di pause e pensieri spiazzanti, si è schierato via telefono Adriano Celentano. «Vista la partecipazione di Filiberto (il principe Savoia, ndr.), l’anno prossimo per essere ammessi non ci sarà bisogno di essere dei cantanti — ha esordito il Molleggiato — parteciperanno invece fattorini, autisti, imbianchini, cuochi». Ma anche no, si è poi corretto Celentano, perché probabilmente «non ci sarà più alcun festival di Sanremo».

Diventando infatti serio, ha sintetizzato così il senso del suo intervento: «Il problema non è Morgan, il problema è che siamo tutti colpevoli. Tabaccai, automobilisti, costruttori di caldaie, tutti noi: che produciamo, vendiamo, usiamo e consumiamo cose che fanno male. Le sigarette, le polveri sottili dell’inquinamento, fanno tutte venire il cancro ». Quindi, rivolgendosi direttamente a Morgan: «In fondo la Rai con te è stata pure buona: ti hanno solo escluso da Sanremo, io pensavo che ti volessero fucilare…». Morgan ha ringraziato Celentano definendolo un «padre psichedelico: le pause di Adriano sono molto piene. E senza bisogno di assumere droghe».

L’ex leader dei Bluvertigo aveva ribadito poco prima di non aver fatto alcuna apologia della cocaina, ma ha insistito sul concetto che aveva suscitato più polemiche: «Non ho detto che la droga fa bene e chi si azzarda a dire questo non sa leggere, è un asino di natura. Ho detto che quando ho problemi di depressione credo che sia un ottimo antidepressivo. Tavor, Valium, Lexotan sono molto nocivi, non voglio dire se più o meno della cocaina: forse chi mi ha eliminato da Sanremo ne fa uso». E ancora: «Io sono una persona libera — ha sottolineato il cantante milanese — ma ho tirato fuori argomenti su cui ora si sta facendo dibattito. Sono stato allontanato, escluso, mi è stato impedito di fare il mio lavoro. Questi sono metodi sbagliati e medievali. La verità è che il sistema ha mangiato sopra questo dibattito che io ho creato». Poi, visto che è un cantante (e pure di vaglia) ha suonato la canzone «La sera», con la quale avrebbe dovuto partecipare al festival. Un’esclusiva per Santoro.

Maurizio Pluda

26/02/2010 - Corriere della Sera