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feb 4 2012

Un esempio da imitare

Adriano Celentano

Caserta, 3 Febbraio 2012

In merito alla bella ed efficace notizia riguardante il nobile gesto di un privato, il cantante Adriano Celentano, in un momento in cui si ripetono continuamente atti scandalosi da parte della casta politica, la Segreteria della Confederazione Cisas è intervenuta con il seguente intervento per segnalare un nobile esempio, che andrebbe imitato da tanti altri:

“Un esempio da imitare, quello di Adriano Celentano. Quanta differenza, in questi giorni, tra un cantante privato, ma onesto ed umano, e quelli della casta dei politici.

I parlamentari dovevano dare per primi il buon esempio, ma – al contrario di come avevano assicurato i presidenti Schifani e Fini – ancora una volta hanno preso in giro gli italiani onesti. Non solo non si sono “sacrificati” subito, come hanno dovuto i lavoratori dipendenti ed i pensionati, ma si sono anche “appropriati” del 50% dello stipendio dovuto ai loro portaborse, senza doverne dare giustificazione.

Al contrario, Celentano – non tenuto ad alcuna rinuncia – ha destinato spontaneamente e di cuore il suo compenso – per la partecipazione al Festival di Sanremo – agli Ospedali ed ai poveri indicati dai Comuni.

Non solo, si è accollato anche tutte le tassazioni in merito, nonché le spese di partecipazione al Festival, quali viaggi, alloggi ecc…

Questo atto dovrebbe spingere ad essere più onesti col fisco, specie quando si ricoprono svariati e contemporanei incarichi politici o pubblici, ben pagati.

Ben fa l’Agenzia delle Entrate, quando accerta e colpisce le evasioni fiscali ed il lavoro nero, che arricchiscono solo le caste dei politici e di quelli del malfare. Ma il Fisco italiano controlla economicamente anche la casta politica?”.

03/02/2012 – Ass. Centro Studi Officina Volturno (officinavolturno.com)


feb 4 2012

Ivana: «Non mi piace la musica italiana»

La modella ceca sarà l’unica presenza femminile al fianco di Morandi dopo il no a Tamara Ecclestone

Ivana Mrazova, 20 anni (Web)

MILANO — Una sconosciuta, e una ereditiera snob e lavativa. Di quest’ultima ci siamo liberati, della sconosciuta no. Dunque sarà lei l’unica valletta al Festival di Sanremo, al fianco di Gianni Morandi: Ivana Mrazova, classe 1992, nata e cresciuta nella Repubblica Ceca. Bellissima, modella (soprattutto di campagne pubblicitarie). La biografia finisce qui. Al telefono è simpatica. Capisce circa il 60% dell’italiano, parla al 30%. Poteva andare peggio. C’è di buono che non si lamenterà se la chiamano valletta.

[...]

Le piace la musica italiana?
«No, non mi piace molto. Conosco solo Celentano perché da piccola lo ascoltavo con mia nonna. Sentivamo “Azzurro”, molto bella. E poi conosco Bocelli».

[...]

Maria Volpe

24/01/2012 – Corriere della Sera


feb 3 2012

Sanremo, firmato contratto tra Celentano e la Rai

Adriano Celentano

Roma, 3 feb. (Adnkronos/Ign) – Dopo una settimana di voci, polemiche e attese, è arrivata la firma del contratto tra la Rai e Adriano Celentano per la partecipazione del ‘Molleggiato’ al festival di Sanremo 2012.

Come ufficializzato dal direttore artistico Gianmarco Mazzi nella conferenza stampa sanremese di martedì scorso, Celentano – che devolverà tutto in beneficenza e sborserà di tasca sua le relative imposte – riceverà dalla Rai 350 mila euro in caso di esibizione in una sola serata del Festival, 700 mila euro in caso di due serate e 750 mila euro nel caso partecipasse a tre o più serate della kermesse.

Ed ora l’attesa si sposta tutta sulla suspance intorno ai contenuti della partecipazione di Adriano al Festival, già costellata di indiscrezioni e leggende rivierasche più o meno attendibili che andranno ad aumentare con l’avvicinarsi del debutto festivaliero.

Il contratto recepisce l’accordo verbale raggiunto lunedì 23 gennaio al telefono dal direttore delle Risorse Artistiche, Valerio Fiorespino, con l’avvocato del Clan Celentano sui punti ‘sensibili’ (massima libertà per il Molleggiato nel rispetto del Codice Etico e questione spot pubblicitari) ed ha comportato solo minime limature dopo l’invio, mercoledì scorso, da parte del Clan a Viale Mazzini della bozza definitiva.

Come già emerso nei giorni scorsi, l’ostacolo delle interruzioni pubblicitarie sarebbe stato superato separando la prima performance di Celentano da eventuali altri interventi nelle serate successive: il primo intervento sul palco dell’Ariston verrà infatti considerato un evento eccezionale e pertanto non verrà interrotto da spot (come d’altronde accadde lo scorso anno per l’esegesi dell’Inno di Mameli da parte di Roberto Benigni). Diverso sarà invece il discorso su eventuali interventi di Celentano nelle serate successive che verrebbero interrotti solo se superassero i tempi degli intervalli tra un break pubblicitario e l’altro. Tempi che comunque sono corposi, di circa 25 minuti.

03/02/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


feb 3 2012

Classifica FIMI dal 23/01 al 29/01 e non solo…

Facciamo finta che sia vero

Apriamo questo appuntamento settimanale segnalando che la FIMI certifica “Facciamo finta che sia vero” con il “multi-disco di platino“, quindi con vendite superiori alle 120.000 copie. Secondo il blog World Wide Album, l’album avrebbe venduto sinora circa 120.177 copie.
Questa settimana, comunque, “Facciamo finta che sia vero” crolla al decimo posto in classifica, a causa, forse, anche di quattro new entry. Per la classifica della rivista specializzata “Musica & Dischi, Adriano esce dalla top five, ma non è dato sapere in che posizione si trovi ai non abbonati al servizio.

L’andamento su iTunes, per quanto riguarda il download dell’album, è risultato molto in calo: l’album è stato altalenante tra la 20° e la 30° posizione.

Sul celebre web store Amazon.it, il rendimento è maggiore e viaggia tra la 10 e la 20° posizione.

Per ora è tutto, al prossimo aggiornamento…

[ Classifica FIMI dal 16/01 al 22/01 e non solo... ]

Fabrizio


feb 2 2012

Sanremo: svelato il mistero del passaggio segreto di Celentano

Roma, 2 feb. (Adnkronos) – La voce circolava già da qualche giorno ma ora l’annuncio e la successiva smentita di un ‘passaggio segreto’ per l’ingresso di Adriano Celentano all’Ariston nelle sere della sua presenza sul palco di Sanremo sembra una conferma definitiva alle indiscrezioni sul suo albergo d’appoggio nella città dei fiori. Celentano e il suo staff infatti faranno base all’Hotel Globo, che si trova su Piazza Colombo in un edificio collegato a quello che ospita il Teatro Ariston. Tra i due palazzi -a quanto apprende l’Adnkronos- esiste già un varco diretto che evita il passaggio in strada. Non a caso sia l’anno scorso che quest’anno anche Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi hanno scelto lo stesso hotel. Questo è dunque il ‘passaggio segreto’ che potrà utilizzare il ‘Molleggiato’ per prepararsi in albergo e non negli angusti camerini dell’Ariston prima delle sue performance.

02/02/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


feb 2 2012

Sanremo: Clan Celentano smentisce ‘passaggio segreto’, una baggianata

Roma, 2 feb. (Adnkronos) – Il Clan Celentano smentisce in un nota “categoricamente la baggianata che sarebbe stato richiesto da Adriano Celentano l’abbattimento di un muro e la costruzione di un tunnel per non incontrare persone anche perchè, tra l’altro, notoriamente, Adriano ama stare tra la gente. Notiamo che non c’è limite alle sciocchezze e al tentativo di gettare ombre su Adriano Celentano. Riguardo ai tecnici, nessuna imposizione poichè ben conosciamo e apprezziamo quelli della Rai”, conclude il Clan.

02/02/2012 – IGN: ItalyGlobalNation (www.adnkronos.com)


feb 2 2012

Bruno Perini racconta Adriano Celentano

Memorie di zio Adriano

Mentre la polemica si gonfia e l’attesa per il festival si fa incalzante, il nipote di Adriano Celentano, Bruno Perini, autore del libro “Memorie di zio Adriano”, la biografia non autorizzata del Molleggiato uscita per Mondadori, lo racconta in esclusiva per Affaritaliani.it.

“Non è una novità, Adriano ha fatto spesso beneficenza, sempre in silenzio. Oltre a crederci davvero questa volta ha voluto far capire che il problema per lui, in questo scontro con la Rai, non erano i soldi, ma l’autonomia. Quello su cui proprio non transige è l’avere carta bianca sui contenuti dei suoi interventi televisivi”.

Lei conosce bene la storia di Celentano, che dice, ha sempre avuto questa linea?
“Sempre, da Fantastico a Rock Politik, lui pone queste condizioni: il contenuto dei suoi interventi deve essere libero da qualsiasi controllo. Esattamente la parte del contratto che non accetta è quella sui “testi da concordare” proprio perché la sua conditio sine qua non per comparire davanti alle telecamere è avere massima autonomia; tutti, anche i parenti più stretti, rimangono all’oscuro di quello che dirà o farà fino alla diretta”.

Protagonismo? Amore per la libertà in generale? Che cosa c’è dietro a questo modus operandi?
“Lui ha da sempre a cuore la libertà di stampa e difende l’autonomia professionale degli artisti”.

Come mai la Rai ha ceduto secondo lei?
“Hanno bisogno di lui. Nel mio libro, Memorie di zio Adriano, l’ho chiamato re dell’audience per il potere che ha sul rientro pubblicitario. C’è un episodio indimenticabile nella storia della televisione italiana: accedde proprio durante il Festival di Sanremo condotto da Toni Renis, quando il direttore della rai era Flavio Cattaneo. Quell’anno il Festival si annunciava un flop clamoroso con una media di 6 milioni di spettatori al giorno. Pregarono Adriano di andare, lui accettò e lo fece gratis. Appena fu annunciato in trasmissione si registrò un balzo da 6 milioni a 14 milioni come punta massima, 12 milioni la media della serata. Nessuno lo dice ma Adriano è un business pazzesco per la Rai”.

Ha dimostrato la sua autonomia televisiva anche in altri casi, ci racconta qualche aneddoto?
“Nel 1987, a Fantastico, spostò milioni di spettatori dalla Rai a Canale5 e fece spegnere le tv. Poi il giorno prima del referendum chiese al pubblico di votare contro la caccia con gli slogan “la caccia è contro l’amore”, “io sono il figlio della foca non voglio che mia madre pianga”, venne processato e assolto perché non sapeva che fosse un reato condizionare il voto degli italiani e per la prima volta un tribunale considerò la buona fede. Oppure portò in prima serata Franca Rame che raccontò lo stupro che aveva subito. Fino alla polemica contro Berlusconi a Rock Politik…”

A proposito di Berlusconi, da un sondaggio lanciato su Affaritaliani.it risulta che gli italiani lo hanno eletto icona della sinistra, come mai? Lui era democristiano e cantava Chi non lavora non fa l’amore…
“Da biografo, avendo studiato la sua evoluzione politica oltre che artistica posso confermare che lui nel ’94 era assolutamente berlusconiano. Disse pubblicamente, rivolgendosi al Cavaliere: “Lasciatelo lavorare”. Si era ‘innamorato’ della sua proposta di abbassamento delle tasse e vedeva in Silvio un self made man e una grande novità politica. Poi si è ricreduto, pian piano, con le promesse non mantenute e diversi segnali. Poi si è verificato un fatto scatenante: qualche anno fa la Rai approvò uno sceneggiato su De Gasperi prodotto da Claudia Mori con l’approvazione della figlia di De Gasperi, che avrebbe avuto come regista Liliana Cavani, notoriamente di sinistra. Ma questo, evidentemente, non piacque all’ex premier; Agostino Saccà (responsabile delle fiction) telefonò a Claudia: “Niente Cavani o salta la fiction…”. Il fatto lo fece riflettere, e turbò molto il suo animo sensibile alla libertà di espressione”.

Celentano oggi scrive sui giornali, parla di politica…
“Legge molto. A differenza di una volta, non è più il re degli ignoranti. Editoriali, testi dei suoi interventi… Scrive tutto lui, da solo. Ha contribuito, e non poco, anche alle elezioni di Pisapia: i suoi fans, che spesso non sono di sinistra, lo hanno seguito perché lui ha questa capacità di spostare un intero elettorato”.

Che altro non approvava della linea berlusconiana?
“La sua politica anti-ecologica che ha culminato con il referendum sul nucleare”.

Ma le voci su Celentano in politica, sono plausibili?
“No, non lo farebbe mai. La voce cominciò a girare perché Celentano accettò di andare alla presentazione di un libro di Mario Capanna che ironizzò: “Perché non lo candidiamo a sindaco di Milano?”.

E di Monti che dice lo zio?
“Gli piace, lo trova una persona seria”.

Per tornare a Sanremo, allora non è prevedibile quello che farà?
“Nessuno sa niente. Nessuno. Lui è molto sensibile al tema della crisi, della povertà, della ripresa, delle piccole imprese, come dimostrano i testi dell’ultimo disco. Ma la sua forza sta proprio nella sua imprevedibilità, quindi potrebbe sorprenderci tutti e fare tutt’altro”.

01/02/2012 – Affaritaliani.it


feb 2 2012

Sanremo: Gabanelli, giù le mani da Celentano, lui non ruba

Roma, 1 feb. (Adnkronos) – “Io mi chiedo: dov’è lo scandalo? Se a Celentano danno un cachet, non lo sta rubando e ci fa quel che vuole. E se li vuole dare in beneficenza, ben venga. E comunque saranno fatti suoi. Non è mica un dipendente pubblico che non sta facendo il suo mestiere”. Milena Gabanelli si schiera così dalla parte del ‘Molleggiato’, dopo le polemiche hanno accompagnato prima le indiscrezioni sul suo cachet e poi l’annuncio che il suo compenso andrà in beneficenza. “Non è -sottolinea Gabanelli all’Adnkronos- che Celentano abbia obbligato qualcuno. E’ sul mercato e se lo vogliono lo pagano. Peraltro in genere Celentano porta grandi ascolti, per questo lo pagano molto. In generale l’importante è che ci sia un ritorno maggiore dell’uscita. E nel caso di Celentano credo che questo avvenga, sennò non continuerebbero a chiamarlo. Il problema in Italia sono tutti quei casi in cui invece i conti non tornano. Insomma -conclude Gabanelli- scandalosi sono i quattro milioni di buonauscita dati a Guarguaglini non si capisce a che titolo, non certo il cachet di Celentano”.

01/02/2012 – La Repubblica (genova.repubblica.it)


feb 2 2012

Sanremo: Adriano Celentano ha dato di nuovo il buon esempio

di Patrice Makabu

Firenze. Adriano Celentano donerà il compenso per la sua partecipazione al Festival di Sanremo in beneficenza, stupendo tutti ancora una volta, tutti quelli che hanno avuto spesso da ridire per i suoi cachet molto onerosi. Oltre alla donazione Adriano annuncia ai telespettatori durante la presentazione ufficiale del festival della canzone italiana di voler pagare in aggiunta le tasse relative all’importo percepito: un’altra iniziativa pubblicitaria di un personaggio famoso per accrescere la propria popolarità?

Questa non è una dubbia iniziativa alla Ennio Doris pro Mediolanum per un mese di scuola che di certo non ha cambiato la vita ai bambini di Haiti, al contrario della propria grazie alla pubblicità scaturita da quell’invitante spot. Chi conosce bene Adriano non crede che questa sia una mossa studiata ai fini di piacere al pubblico, Adriano Celentano e Claudia Mori sono da sempre due personaggi dello spettacolo attenti ai bisogni della gente, che spesso hanno remato contro quelle che erano e sono ancora tutt’oggi le cosiddette convenzioni, alle quali la maggior parte della gente si attiene pur di non circondarsi di nemici o più semplicemente non uscire dal coro.

Adriano e Claudia al fianco delle persone bisognose ancora una volta, non per pubblicità: per l’animo nobile che li ha sempre contraddistinti.

Il contratto prevede che Celentano partecipi una, due o più le serate all’evento, di conseguenza non è possibile stabilire con certezza il compenso che percepirà, ma ha davvero importanza farsi domande in merito? In molti giornali ed in trasmissioni televisive tra le più seguite, più che soffermarsi sul bel gesto degno di nota si è partorita la solita inetta ed inutile curiosità su quanto consistente sia questa donazione, ancora una volta per capire quanto vale il nostro amatissimo Celentano, ma davvero si può quantificare in denaro la sensibilità di una persona? Quanti altri gesti simili nel corso della vita Adriano Celentano ha fatto e nessuno ne è a conoscenza?

La domanda ritorna quindi spontanea, conosciamo davvero bene Adriano? Possiamo paragonarlo forse a chi parla, parla, parla ma di concreto non ha fatto mai nulla attraverso il mezzo televisivo oltre che parlare bene ed agire in maniera contraria mentre il suo successo saliva alle stelle? La dimostrazione in materia possiamo vederla rappresentata dalle ultime scoperte in quanto ad evasione fiscale e sequestri di varia entità nei confronti di personaggi famosi che in questi giorni ci hanno stupito e fatto pensare.

Adriano Celentano ha chiesto ai cosiddetti “magnifici 7″ (come ama definirli), i magnifici sette sindaci di alcune città italiane: De Magistris, Pisapia, Renzi, Tosi, Zedda ed Emiliano di indicargli famiglie in stato di assoluta povertà per tenere in considerazione le loro esigenze, nel caso poi il compenso dovesse aggirarsi intorno ai 350 mila euro, 100 mila saranno destinati a due ospedali Emergency altri 250 mila alle famiglie sopra menzionate. Quando Celentano sarà a Sanremo consegnerà ad un notaio una busta con i nomi delle famiglie indicate dai sindaci alla presenza probabilmente di Claudia Mori.

Mentre trapelano indiscrezioni sui personaggi che saranno presenti sul palco dell’Ariston possiamo tranquillamente dire che il vero spettacolo di questo festival sarà questa volta il sorriso dei telespettatori che da casa, anche se noi non li vedremo, apprezzeranno il cuore grande di un cantante e presentatore che abbraccia tutte le generazioni e fuori dalle righe, che è rimasto negli occhi di chi oggi ha i capelli bianchi e dei giovani che sono colpiti dal suo imporsi al momento giusto con parole che attraversano la mente e silenzi che parlano ancor più delle parole stesse.

Pagare le tasse anche quando si fa beneficenza in questo caso è un ceffone sonoro ed un buon esempio allo stesso tempo, che speriamo faccia riflettere i tanti che si sono arricchiti sul lavoro e sui sacrifici degli onesti, presentatori e star della tv in primis, che dovrebbero invece come i politici ringraziare tutti gli italiani per la fiducia in loro riposta dando un buon esempio.

02/02/2012 – ToscanaNews24.it


feb 1 2012

Beppe Grillo a Sanremo? Celentano smentisce

Il Secolo XIX rivela: “La Rai lavora in gran segreto per avere il comico-blogger e il superospite insieme al Festival. La voce rimbalza: “Celentano pensa a un duetto”. Il consigliere cda Verro interviene: non se ne parla. Poi il no ufficiale del molleggiato

Adriano Celentano

ROMA - “Una voce destituita di fondamento”. Così il Clan Celentano liquida l’ipotesi avanzata dal quotidiano Secolo XIX sulla presenza di Beppe Grillo all’Ariston. “E’ la grande sorpresa – scriveva oggi il quotidiano ligure – a cui sta lavorando in gran segreto la Rai”. Alla Rai, sul nuovo boatos del Festival, le bocche restano cucite. All’indomani della clamorosa decisione di Celentano di destinare il compenso per la partecipazione al Festival a Emergency e a famiglie bisognose 1. L’unico commento arriva dal consigliere d’amministrazione Rai Antonio Verro: “Sarebbe una bella bomba in tutti i sensi – dice – francamente Grillo lo vedo dal punto di vista artistico un po’ in caduta libera. Spero che Celentano non abbia tutta questa autonomia. Dare a un personaggio come Celentano l’autonomia sulle prestazioni artistiche e sui suoi famosi silenzi va benissimo, ma che possa decidere anche gli ospiti non lo so. C’è una direzione artistica. Io Beppe Grillo – conclude Verro – non lo inviterei”.

La terza serata, quella di giovedì 16 febbraio, intitolata “Viva l’Italia nel mondo”, vedrà l’esibizione dei cantanti in gara, accompagnati da altrettanti artisti internazionali. Nel corso della serata sarà ritagliato uno spazio per lanciare una raccolta di fondi a sostegno delle persone colpite dall’alluvione nelle Cinque Terre e a Genova.

Grillo e Celentano si erano esibiti insieme il 3 dicembre scorso a Genova in uno spettacolo di beneficenza per gli alluvionati. Ma il duetto sicuramente esplosivo di Grillo e Celentano al Festival, già sperimentato in occasione della raccolta fondi genovese, appariva poco plausibile per una prima serata Rai, visto che Grillo non è solo un comico, ma è anche il leader di un movimento politico che raccoglie voti ed elegge consiglieri regionali e comunali. Affidargli il palco dell’Ariston, in una delle serate di maggior ascolto dell’anno televisivo, sarebbe stato un evento rivoluzionario improbabile per la Rai. E soprattutto, difficilmente digeribile per le altre forze politiche.

L’ultima volta di Grillo al Festival, che per ora resta l’ultima, è del 1989. Era l’epoca nella quale il comico genovese riceveva premi e riconoscimenti per le sue performance pubblicitarie per una nota marca di yogurt. Nel corso del suo monologo, tutto incentrato sulla satira contro la Rai, l’organizzatore Aragozzini e i cantanti in gara, Grillo fece anche riferimento al suo precedente monologo contro i socialisti, che gli aveva causato l’allontanamento dalla televisione pubblica.

01/02/2012 – La Repubblica