Dov’è la violenza?
Permettetemi una riflessione, certo di sollevare un polverone, ma non temo mai il confronto laddove sento la libertà di espressione. Qui ancora vige questa libertà e vorrei liberare il mio pensiero. Non credo che la violenza negli stadi sia poi così differente dalla violenza dei linguaggi, dalla violenza degli scontri di piazza…Violenza negli animi…I giovani vivono con estrema esasperazione ogni ambiente che li veda partecipi, in qualche modo. La morte di una persona è sempre un FATTO TRAGICO, un fatto che DEVE necessariamente fermarci, ma non per dieci stupidi minuti, non per un turno o due. La violenza che anima le folle, per me che non sono un appassionato di calcio, anzi sono un NAUSEATO dal calcio, è il frutto di una vera e propria regia. Ogni volta che un qualunque movimento generi lotta, sopraffazione, ogni volta che un solo uomo muore, la società ne esce sconfitta! Ma quello che voglio dire è che tutto in questa Italia stanca e schiava dei falsi ideali si sta schierando o dall’una o dall’altra parte. E’ assurdo che ogni argomento lo si debba accostare ad una visione di destra o di sinistra, dalla parte della polizia o dalla parte dei Black Block (G8), dalla parte della polizia o dalla parte degli Ultras, dalla parte dei manifestanti o dalla parte degli sfollanti. Dalla parte di Alberto Stasi o dalla parte di chissachì…Insomma, ma è o non è assurdo tutto questo? E’ ovviamente necessario prendere una posizione, avere una propria idea, ci mancherebbe! Ma per carità, non si può andare a cercare il male dove c’è il male e la colpa dove c’è la colpa? I preconcetti, i tribunali mediatici o da piazza, non portano a nulla di risolutivo..solo ad alimentare sospetti.
E’ mai possibile che quando accade un evento tragico, sia esso la morte di Carlo Giuliani al G8, la morte dell’ispettore Raciti o del povero Sandri, così come i tragici fatti di cronaca nera da Cogne in poi, ci si debba immediatamente schierare dall’una o dall’altra parte come se fosse un gioco virtuale? come fosse una specie di partita a Risiko? No, non è accettabile…Se gli ultras sono violenti li sono perchè tra di loro ci sono alcuni delinquenti che approfittano dell’atmosfera di gioco e di festa (così come è percepito dai più) per cercare la rissa, se i poliziotti sono spocchiosi e “esaltati” lo sono perchè tra loro ci sono alcuni frustrati dalla vita privata e dalle delusioni personali che cercano di sfogare la loro repressione verso i malcapitati del momento. Io credo che tutto si ricongiunga ad una fiducia, che sta venendo meno, verso una giustizia che sia imparziale e che cerchi di stabilire da quale parte provengano le colpe indipendentemente dalle protezioni e dai pregiudizi…Non credo al fatto che si possa fare una distinzione tra Ultras pacifici e Ultras violenti, o tra poliziotti assassini e poliziotti vittime sacrificali…Io so solo che ogni volta che un uomo, una donna, un bambino muoiono ci sono altrettante famiglie e comunità che ne subiscono l’inevitabile contraccolpo! C’è una sola soluzione: applicare regole certe e ripetibili, condivise…Senza guardare in faccia nessuno, senza fare distinzione di sorte o di appartenenza…La violenza va combattuta sempre e comunque. Ma bisogna anche tutelare chi combatte il male, chi, come De Magistris e la Forleo, rischiano la propria pelle per combattere mafia e corruzione e poi vengono infangati dalle stesse persone oggetto delle loro inchieste…
La logica economica è l’unica logica prevalente che rema contro la giustizia e contro la serenità. Quando ci accorgiamo che ogni provvedimento in fatto di giustizia viene preso solo ed esclusivamente in continuità con la convenienza economica delle Lobby…beh c’è davvero da indignarsi! Il calcio è degenerato, non è più recepito come sport, a partire dai commentatori televisivi e dai giornalisti, che alimentano contrasti invece che sedarli…Le tifoserie spesso partono per quella che sembra essere più una guerra che una partita di calcio, che dovrebbe restare pur sempre un GIOCO! Personalmente sono nauseato, ripeto, dalle argomentazioni che ruotano intorno al mondo del calcio, dal fatto che nei bar, negli uffici, nella società in genere, si facciano continuamente distinzioni di sorta tra le varie tifoserie superando il linguaggio prettamente calcistico per cadere nelle accuse, nelle ostentazioni…Insomma, non sento intorno al mondo del calcio un’aria sana, non la sento proprio…E mi dispiace che molti giovani tifosi, molti che davvero amano il calcio, si lascino trasportare da un clima di scontro perenne…Lo stesso, ripeto, e questo è il mio parere personale, preciso, vale per le lotte politiche che sfociano in violenza, vale per le manifestazioni di protesta che diventano pretesto per nuovi atti criminali…Insomma, vorrei che, magari a partire da questo sito, si riuscisse a superare i pregiudizi, a dimenticare la classificazione tra tifoserie violente e non, tra polizia e manifestanti. Non dobbiamo cadere nell’errore di parteggiare per l’una o l’altra parte, dobbiamo ricercare sempre l’onestà, la freschezza, la verità, e non lasciarci condizionare dal momento…
Non posso accettare decisoni che puniscano una tifoseria piuttosto che un’altra, che tolgano ad alcuni il piacere di uno spettacolo come se tutti dovessero pagare per il male dei pochi. Ma spero che qualcisa nelle coscienze cambi, che si superino i localismi e che si cerchi una soluzione per tutti…Una soluzione che premi gli onesti e che fermi i facinorosi… Ma dipende davvero da tutti noi…Iniziamo a cercare sempre di carpire la verità in ogni situazione inidipendentemente dal nostro punto di vista personale!
Scusate lo sfogo, commentate se volete…










12 novembre 2007 alle 16:39
Ma perchè si fa confusione tra l’episodio di Raciti e quello di Gabriele? Cosa centra il mondo del calcio con quanto accaduto ieri?
E’ una tragedia, lo so, va fatta chiarezza, ma perchè “buttarla” sul calcio? Questa proprio non la capisco.
E poi quei “quattro” della curva atalantina, chi sono per decidere se si deve giocare o meno? C’era uno STADIO che voleva quella partita. Che voleva vedere dello sport. E soprattutto chi sono per distruggere una vetrata dello stadio? Francamente non mi sono piaciute quelle immagini…
Io ho trovato l’episodio di ieri, per quanto grave, non collegabile in alcun modo al calcio. Come ha ben detto Buffon, poteva accadere al bar, in discoteca e in qualsiasi altro contesto…
Si sta creando un brutto e assurdo clima tra ultras e forze dell’ordine e quello che è accaduto ieri è stata solo una scusante per scatenare la violenza. Gabriele andava ricordato in altro modo e la giustizia che dovrà esser fatta, ha altre sedi, modi e protagonisti…
Se poi leggo in alcuni siti di “tifosi” frasi del tipo “10, 100, 1000 Raciti”, rimango perplesso e disgustato!
Ma perchè non se ne sta a casa questa gente? Perchè devono infangare il già rovinato calcio?
Una volta il calcio era motivo d’orgoglio per l’Italia, ora è solo una vergogna (e non parlo solo della violenza degli ultras)… Se andremo avanti così, probabilmente perderemo anche i grandi campioni che preferiranno giocare altrove…
A questo punto, occorre usare il pugno forte.
Sicuramente la morte del ragazzo è la cosa più importante e grave accaduta ieri, ma molto probabilmente è dettata da un “errore” (non so se voluto o meno) di un poliziotto. E poco centra il mondo del calcio.
Va fatta giustizia, ma non c’è più alcun rimedio per il povero ragazzo e la famiglia.
Lo “scoppio” degli ultras avvenuto successivamente non ha niente a che vedere, secondo me, con quanto accaduto presso l’autogrill e si tratta di un altro grande problema che va risolto. Ma è possibile che questi fanno quello che gli pare sotto l’impotenza delle forze dell’ordine e dei poveri impauriti cittadini onesti?
Ieri sono successi i disordini che sappiamo, e domani? Cosa succederà? Occorre prendere dei provvedimenti e subito! La situazione è più che grave!
12 novembre 2007 alle 19:05
sono talmente nausata che non ho neanche la forza di commentare ancora
bisogna trovare una soluzione, il pugno duro davvero, in galera chiunque usi la violenza così la finiamo
12 novembre 2007 alle 19:18
in quel maledetto autogrill si è consumata l’ennesima tragedia figlia del
calcio malato che stancamente stà andando a morire!
dalle ultime testimonianze raccolte emerge che il poliziotto non ha
sparato in aria ma…aveva le braccia tese…!
il povero gabriele tifoso della lazio si trovava all’interno dell’automobile!
i rapporti tesi, troppo tesi tra polizia e tifosi (ultras) si sono oramai ed
inevitabilmente deteriorati. il nervosismo e l’inesperienza del poliziotto
hanno fatto il resto!
c’entra il calcio, eccome se c’entra.
in quel autogrill di arezzo non c’erano ballerine di danza classica bensi’
tifosi che casualmente (credo) si erano incontrati. (purtroppo)
questo per direche la morte del ragazzo è correlabile con le vicende
calcistiche e quindi dico fermamente che le partite non andavano giocate!!!
iniziare con 10 min. di ritardo equivale a zero.
detto ciò rimane il fatto gravissimo e imperdonabile di un altra vita spezzata!
il mio pensiero sarebbe quello di sperare in un cambiamento culturale,
comportamentale dei ragazzi che si recano allo stadio per fare un tifo
sano da vero dodicesimo uomo in campo e poi tutti a condividere le gioie
e le delusioni della partita…..ma è solo un sogno e il mio pessimismo
prevale….purtroppo
troppi interessi intorno al calcio che non danno il tempo necessario
per meditare. E per meditare seriamente dovremmo sospendere il
campionato per un anno intero…ma troppi interessi………….
13 novembre 2007 alle 13:14
Andry, condivido in pieno!