ENTRA nella community dei FANS di Adriano Celentano!
ago 23 2007

grazie Adriano

grazie per quello che hai detto sulla Liguria e Milano. Tutto ciò è vergognoso. Si dovrebbero sentire più voci di protesta per sensibilizzare ancor di più le persone e soprattutto chi permette che accada lo scempio che si può vedere andando in giro per l’Italia.
grazie ancora
Paola da Carpi (MO)


Adriano ancora una volta ha spaccato l’opinione pubblica, ma a quanto pare la maggioranza sta dalla sua. Questa è una lettera che la redazione ha ricevuto in questi giorni e che ho il piacere di pubblicare qui sul blog.

Andrea


ago 17 2007

Prisencolinensinainciusol

Sarà che scrivere per me è come una droga, che non mi farà mai morire di overdose però, sarà che sono gli stimoli che a volte mancano. Le parole sono sempre frecce, possono scoccare per colpire, ferire, bucare, oltrepassare…esplorare, possono rubare sensazioni e portarle con sè, riconsegnarle intrise di nuovo significato. Possono tornare al mittente, senza spese e senza oneri dovuti. Molti di noi sanno esprimere le proprie emozioni con il canto, con il disegno, con qualunque forma d’arte, come Adriano stesso spesso ci ha insegnato, qualunque forma di lavoro manuale è arte, qualunque creazione che nasca dalla volontà umana…

Oggi sono qui, sono le 23 e, conoscendo i tempi del Nostro Super Amministratore Andrea, sono certo che quest’articolo sarà postato dopo la mezzanotte e quindi è già il momento giusto per fare gli auguri di BUON COMPLEANNO alla mia e nostra amica Luana (Novecenta) che da questo sito, come tanti altri di Voi, ha saputo attingere tutte quelle sensazioni private che albergano nelle menti e nei cuori di persone lontane…Questa è la meraviglia di ACfans…Molti non potrebbero capire fino a che punto una comune passione, come quella che tutti noi abbiamo e coltiviamo per Celentano, possa agire da collante, non solo, ma ancor più da tramite, per tirar fuori il meglio di noi, le nostre sensibilità, la gioia di vivere e di scambiare idee, di confortare le nostre tristezze e di condividere le gioie…Quello spirito di completamento e di vera unione che tanto si invoca per i popoli, qui riesce a volare alto. E’ bello che si parta dal mito-Celentano per arrivare ad esplorare altri argomenti, altri lidi. confrontando idee contrastanti, età lontane quanto le nostre stesse collocazioni geografiche, realtà sociali e culturali differenti….E’ bello questo spirito di assenza di competitività, non so se Andrea e i suoi fidi collaboratori si rendono conto che la MAGIA di ACfans è qualcosa che va aldilà di un semplice fans club, è una zona franca dove i pensieri perdono velocità e peso specifico, si mescolano tra loro e danno origine a forme nuove, lingue nuove…

E’ bello che quando sei triste vieni qui, butti giù due righe e subito tanto affetto ti circonda senza mai soffocarti, senza l’obbligo di esemplificare tutto, senza la richiesta di dati specifici, il filo dell’intuizione e della comprensione è sempre ben visibile.

E’ bello sentire affetto per persone che non si conoscono e sentirsi ricambiati da altrettanta solidarietà. La vita è diffcile. Nessuno di noi può considerarsi fortunato o “ultimo”. I problemi che viviamo oscillano, oggi sono grandi domani forse lo saranno un pò meno ma certi valori di umana comprensione e di condivisione qui regnano, perchè qui sento, avverto, quell’amore universale di cui Adriano ci ha parlato spesso…..PRISENCOLINENSINAINCIUSOL….

Buon compleanno Lu…


ago 15 2007

Elvis is alive

17 agosto 1977: Era sera, eravamo piccoli, c’era mia sorella, 8 anni, mio fratello 7 e io quasi 6, li avrei compiuti di lì a due mesi, era una sera d’estate, non come quelle cui ci stiamo abituando ormai, c’era l’afa e c’era l’odore dell’estate. E c’era quella magica atmosfera che le vacanze da scuola sapevano dare… E c’era la tv dei ragazzi, quella che iniziava al pomeriggio e finiva con Carosello, poi c’erano i momenti dei “grandi”, quella macchinosa e noiosa, quanto complicata, sequela di notizie. Cronaca di atti di terrorismo e altre barbarie, mafia, politica, economia, e altre stranezze che suonavano alle nostre orecchie acerbe come lingua straniera. Quindi per noi bambini quello era l’inevitabile momento della nanna. Vivevamo in una casa molto piccola e tutt’e tre dormivamo nel tinello trasformato in camera da letto. E così gli echi delle notizie “da grandi” raggiungevano le nostre menti assonnate. Una notizia ci scosse particolarmente. Elvis se n’era andato…La notizia era intrisa di mille commenti e di altrettante ipotesi sulle cause. Confusa ma altrettanto chiara nella sua sostanza. Noi sapevamo perfettamente chi e cosa rappresentasse Elvis Presley. Grazie all’amore smisurato per la musica che ci aveva ereditato nostro zio, viaggiava in nave per tutto il mondo e ad ogni suo rientro impreziosiva il nostro porta-cassette (allora esistevano nastri e vinile) con nuove chicche…A lui dovevamo ad esempio la scoperta di un Bruce Springsteen (The river) assoutamente sconosciuto in Italia… E così la nostra casa era allietata dalle canzoni di Elvis e Celentano, erano i miti che aleggiavano intorno a noi. Con mio fratello avevamo inaugurato una specie di sfida, che poi era durata per parecchi anni, tra la mia passione smisurata per il Molleggiato e la sua per Elvis the Pelvis. E si era instaurata una specie di competizione tra due modi differenti di intepretare il Rock and roll e altre melodie. Facevamo i confronti tra We’re gonna move (uno dei pochi pezzi scritti da Elvis) in versione originale e in versione celentanese, lo stesso facevamo con Readdy Teddy o con Tutti Frutti, o Be Bop A Lula e così via….Poi col senno di poi ci si è resi conto che non c’era un antagonismo tra i due: entrambi avevano attinto dai grandi maestri ( Little Richard, Chubby Checker, Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Fast Domino e così via)…E avevano messo dentro a quel nuovo stile tutta la loro rabbia e la voglia di cambiamento. Il rock and roll non era un movimento o una moda, come molti all’epoca volevano pensare, ma era un’autentica filosofia. Una nuova strada da seguire. Sono passati 50 anni dalla nascita ufficiale del Rock and Roll e 30 dalla dipartita del suo Re eppure quei ritmi, quel senso di ribellione, quelle mosse, quel modo di pensare, sono sempre attuali. Come ingredienti fondamentali. Come farina o sale, elementi essenziali per cucinare qualunque variante…Il rock è vivo, Elvis è vivo, perchè ci sono artisti come Adriano Celentano che hanno preso in mano la staffetta e, finchè ne avranno le possibilità, porteranno alto il nome di chi ne è stato il primo vero interprete…

Quella notizia ci aveva scossi, quella era una notizia che non era da grandi, eppura era inserita in un contesto lontano dal nostro, le sue stesse ragioni erano troppo lontane da noi, noi che accendevamo il nostro mangianastri, lo stesso che ci raccontava I mali del secolo, e sentivamo limpida (per quanto potesse esserla) la voce di un grande Elvis che, ancora il giorno prima di andarsene, aveva regalato un concerto dove, a contrasto con il suo corpo ormai provato dall’abuso di alcool e psicofarmaci, si estraniava da ogni contesto terreno, si spogliava di ragione, sentimenti contrastanti, dolore, fatica, delusioni, e volava alta accompagnando una folla immensa, senza precedenti, nell’ultimo saluto…

Il documentario che testimoniava le ultime ore della Sua vita è stato programmato centinaia di volte eppure, ogni volta che sento le note di My way, cantata da Elvis con voce commossa, mentre le inquadrature dall’alto si allontanano sempre più, provo una strana sensazione. Di contrasto. Tra una folla che diventa un puntino invisibile e insignificante ed una voce che invece di allontanarsi si avvicina fino ad entrare nel cuore….

Paolo


ago 12 2007

E’ stata la zanzara…

Nel silenzio…ci sono gli sguardi innocenti di bambini ammutoliti che rincorrono aurore ancora acerbe, nel silenzio le ombre ricalcano immagini vecchie indossate senza che ci appartengano, la pioggia scende maledettamente e inesorabilemente sciocca, come un vento fuori tempo, come musica stonata. Le figure che compongono il quadro sono in movimento, senza che nessuno se ne accorga, come danza indecisa ma costante. E così sono i sentimenti, così mutevoli e così ingannevoli. Soffrire è come schiudere un uovo, come calpestare erba fresca. Ma senza quella sofferrenza l’uomo non è un uomo, non è altro che la controfigura di se stesso. Cercare di dare un colore ed una forma al dolore sono imprese che l’anima e il cuore non riescono e non vogliono raggiungere. L’intelletto sì, quello ci aiuta a mescolare e rimescolare le carte, dare nuova collocazione agli eventi e quindi nuovo senso ai momenti. Il momento non già risultato di una forza uguale e contrapposta ma come solo ed unico riflesso di uno sguardo. Indifeso. A volte. E soffermarsi, fare un giro intorno a se stessi, intorno alle tracce che stiamo lentamente lasciando sulla sabbia, prima che il vento miseramente le risucchi via, prima che piova prima che torni una nuova nuvola ad annunciare l’imminente sereno. Camminare lentamente con l’imbarazzo e la quiete di un vecchio, correre poi per non avere il tempo di capire. Prima che venga qualcuno a ricordarci cosa siamo stati. La sofferenza è qualcosa di così intimo da non potere essere spiegata con parole omologate, non c’è Zingarelli che possa dare il giusto significato al male dell’inadeguatezza.

Se poi vogliamo trasformare le sensazioni in frasi intelleggibili, possiamo parlare di crisi dei rapporti di coppia, crisi ancor più pesanti perchè coinvolgono bimbi, parlare di tutto ciò che Adriano ha prontamente e intelligentemente descritto in “Forse eri meglio di lei“, una canzone che dona ad una sapiente costruzione melodica quello stato d’anima da resa del cuore in favore di ragioni non meglio precisate. Conflitto tra essere e dover essere, tra ego e alter…..Questa canzone l’ho cantata ieri era in una gara di piazza…Spiazzare la piazza, che bella sensazione, tutti ad ascoltare ciò che non conoscevano, ma c’era il silenzio, c’era l’attenzione e la curiosità e, per alcuni, la delusione per quel finale un pò troppo arrendevole, quel finale che, però, riguarda la maggior parte di noi…quelli più deboli forse, quelli meno egoisti? quelli meno coraggiosi? quelli che non sanno e non vogliono decidere…

Ogni momento che passa maturo una decisione, in nome del bene di mia figlia, per il suo bene, per il suo bene…ma quale bene? quale soluzione per lei è davvero la migliore? meglio annullarsi e rinunciare a sè in nome di una apparente pace? meglio invece rischiare un giorno di sentirsi accusati di averla abbandonata all’inseguiemento di una propria pace interiore che non contemplasse la sua felicità? la risposta non c’è, is blowing in the wind, forse….non so…Ci sono cose importanti, come il lavoro, che ci dannano quando vanno male e ci donano una ricchezza rinnovata quando invece sembrano prendere la giusta strada: Da 8 mesi sono entrato in un nuovo mondo del lavoro, nuovo ambiente e nuove prospettive di carriera…e questo mi sta dando una bella carica…davvero…ma non può bastare, quando non hai una persona accanto che condivida davvero le tue gioie e non le subisca semplicemente. La mia soddisfazione è enorme quando canto in pubblico, specie se canto Adriano, e strappo un applauso, qualche sorriso compiaciuto, complimenti sinceri, tutto questo mi dà una gioia immensa, impareggiabile, un piccolo ma necessario momento di gloria, così come quando sul lavoro tengo dei corsi e le persone che vengono ad assistere si complimentano del mio operato….E mia figlia, tre anni e tre mesi, eppure già così sveglia, così armoniosa nel suo amore per il canto, per il ballo, per Adriano, questo amore smisurato per tutto ciò che è arte, per tutto ciò che sveglia e risveglia immagini interiori di felicità….Lei è la mia immagine della felicità…..Ora, mentre scrivevo, è venuta qui e mi ha detto “papino, lo sai che ti voglio tanto bene? lo sai perchè mi vengono le lacrime?”, rispondendo ad una mia richiesta di poco fa, aveva recepito un momento di discussione, seppure tutt’altro che animata, ma aveva capito il disagio di cui l’aria di casa era intrisa…e così, per tranquillizzare il suo papà, è venuta qui e mi ha detto “Lo sai perchè mi venivano le lacrime? E’ stata la zanzara!”

Ragazzi, grazie di cuore per avermi ricordato che ci siete e scusate tanto la mia assenza, sono sempre con Voi, canto sempre Adriano, ieri ho anche fatto ascoltare Don’t play that song in versione celentana, cantata da me, ovvio….e ho movimentato il locale…Adriano è sempre nel mio cuore come lo siete Voi e non vedo l’ora come Voi che arrivi la bomba d’autunno…..

Mi raccomando ragazzi, se qualcosa non va, E’ stata la zanzara!

Paolo

Un Grazie sincero a Luana, Andrea e a tutti coloro che hanno sentito la mia mancanza….


lug 26 2007

2 anni di ACfans

e sono 2!!!
anche quest’anno è giusto che le candeline vengano spente da andryonline. questo spazio è una sua creatura!
so che ha speso un bel po’ del suo impegno, ma lo ha fatto con grande passione!
subito dopo veniamo tutti noi, nessuno escluso!


lug 14 2007

Auguri alla coppia più bella del mondo

14 luglio 1964-14 luglio2007; sono trascorsi ben 43 anni da quella mitica notte, quando in una chiesetta di Grosseto, precisamente quella di S.Francesco alla presenza di pochi intimi, per evitare giornalisti, fans e quant’altro, il ventiseienne Adriano Celentano portava all’altare la soubrette allora semisconosciuta Claudia Mori. Quella stessa mattina io mi trovavo ricoverato in ospedale per fare delle prove allergiche e acquistando un quotidiano nazionale mi accorsi che titolava così(visto che il matrimonio stesso era avvolto da mistero): “SI E’ SPOSATO O FORSE NO L’URLATORE CELENTANO?” ebbene sappiamo tutti quanto nel mondo dello spettacolo le unioni abbiano difficile durata, ma pur ammettendo gli stessi interessati di aver del resto come tutti avuto dei periodi di crisi, hanno dimostrato che il loro è vero amore e che entrambi sono molto legati alla famiglia di tipo tradizionale. Rinnovo in questa circostanza ad Adriano e Claudia i miei più fervidi auguri di buon anniversario e di eterna felicità


giu 14 2007

Celentano nel futuro…

Cinquanta incredibili anni alle spalle e un futuro che può ancora darci tanto.
Sì, Celentano fa le sue lunghe pause, ma non si è mai fermato e la sua mente geniale e giocherellona da bambino, sono certo ci regalerà ancora tanti bei momenti e tanta arte da gustare.
Ma cosa farà? Cosa potrà inventarsi? Come ci sorprenderà per l’ennesima volta? Quale carte ha ancora da giocarsi? Il passato è storia, il futuro?
Non è possibile prevedere le mosse di Adriano perchè Lui sa sempre spiazzarti anche quando meno te l’aspetti, e non sono chiaramente qui per dargli dei consigli (chi può farlo?) o fare richieste e previsioni, però vorrei fantasticare, giocare, ragionare e sperare sulle sue prossime uscite.

Credo che Adriano resterà impegnato più nel campo musicale, in linea con questi ultimi anni, ma non si limiterà a questo.
Sappiamo che per quest’anno è in programma l’uscita di un nuovo album di inediti e non stiamo più nella pelle perchè non vediamo l’ora di poterlo ascoltare, ma dopo cosa verrà?
Io “chiuderei”, almeno per un bel po’, con le raccolte. Ma per ingannare le attese dei prossimi album di inediti (speriamo ne faccia ancora tanti!)?
Fossi in Lui farei due cose per “completare” (non terminare) la sua carriera. Un bell’album coi più famosi vecchi successi, tutti ricantati e riarrangiati. Che ne dite? Ne sarei felicissimo!
Poi sapete cosa farei? Un album con tutti quei pezzi rock and roll che hanno fatto storia (non di Adriano, ma da Lui spesso proposti), ovviamente ricantanti e riarrangiati. Avete presente a RockPolitik? Adriano ha dimostrato di saperli cantare alla grande e riarrangiandoli ne verrebbe fuori un gran bell’omaggio.
Nel frattempo passeranno degli anni (alternati con gli indediti) e magari potrebbe uscire l’ennesima raccolta.
Parlando di raccolte mi piacerebbe una che abbracciasse tutti quei brani, sempre attuali, che Adriano ha dedicato a temi seri di carattere sociale e ambientalista (e non sono pochi!). Magari con qualche chicca: per esempio qualche brano ricantato così da poterlo aggiornare riadattandone i contenuti (la sostanza rimane quella) così da renderli perfettamente attuali al presente contesto storico.
Ci sarebbe/ro il/i duetto/i con Manu Chao dei quali si parlò tempo fa. Chissà quando e se mai un giorno verranno ultimati e pubblicati.
E di un nuovo album con la “sorella” Mina? Un MinaCelentano bis! Non mi dispiacerebbe se questo non andrebbe a togliere troppo spazio e tempo agli album firmati dal solo Adriano. E se invece di cantare con Mina, Adriano decidesse di cantare con qualche altro big (non sto parlando di singoli duetti come “Oh Diana”, ma di album interamente a due)? Vedremo…

Concerti? Lo spero tanto, sarebbe l’occasione per vederlo esibirsi dal vivo. Credo che una serata (un maxi-concerto) o qualcuna nelle più importati città d’Italia sarebbe meraviglioso. Un evento memorabile, un successo! Secondo me il Molleggiato può farcela, deve solo impegnarsi un po’.

Sul palcoscenico televisivo Adriano credo e mi auguro torni presto (si fa per dire). RockPolitik è del 2005, quindi, nell’ipotesi più ottimista, potrebbe fare un nuovo show in primavera 2008 (cosa che potrebbe “allungare la vita” del nuovo album in programma a fine 2007) o in autunno. C’è bisogno di Adriano e spero Lui stia ideando qualcosa di nuovo e forte. Mi piacerebbero, all’interno della trasmissione, dei piccoli corti col Molleggiato in azione. Lo adoro sul set!
Personalmente credo ci voglia qualcosa di molto innovativo e diverso dai passati show. Conoscendo Adriano non sarebbe un problema. I problemi, come sappiamo, purtroppo sarebbero altri… E se, per una volta, realizzasse una trasmissione tutta (solo ed esclusivamente) musicale (con ospiti, duetti, ecc.)?
Poi ci sarebbe la “seconda parte” dell’ospistata da Fazio, questa volta per fare l’intervista e rispondere a quelle famose 40 domande. Penso si farà.
Sanremo? Un premio alla carriera al teatro Ariston? La vedo dura, ma non mi dispiacerebbe e questo potrebbe essere l’anno buono, l’anno del 50° di carriera. Adriano questa volta dovrebbe però preparare qualcosa di forte, preparando qualche canzone da cantare (nel 2004 non aveva preparato nulla e improvvisò, alla grande!). Il massimo sarebbe affidare la manifestazioni alla mani di Adriano (che in passato si era proposto), ma non credo in Rai ci siano persone coraggiose e che vogliano rischiare. Però una cosa sarebbe certa: Sanremo tornerebbe su livelli di ascolto altissimi, da record! E un Festival così non lo rivedremmo (e non l’abbiamo visto) mai più.
Altri spazi televisini credo non ce ne siano…

Un ritorno al cinema non sarebbe male, ma sembra che Adriano non abbia tanta voglia. Peccato perchè è un ottimo attore. Ma mai dire mai…
Però sappiamo che dovrebbe essere presentata (quest’anno?) al Festival di Venezia la copia restaurata di Yuppi Du (e perchè non riproporlo nelle sale cinematografiche?). E in passato si era pure parlato di un cartone animato in onore del Molleggiato (personaggio unico, da fumetto).
Forse questo è il settore più “buio” (meno promettente), ma chissà…
E se si mettesse a fare un film-tv (serio, ma non privo d’ironia, come nel suo stile) di 2-4 puntate? Mi piacerebbe, ma il ritorno al cinema sarebbe ancora più grande.

Internet… Altro mezzo di comunicazione potentissimo mai sfruttato dal Molleggiato; dove potrebbe intervenire come e quando gli pare (un po’ come quella sua stravagante vecchia idea della “tv-pirata”). Fossi in Lui scriverei più spesso nel suo blog (per lanciare messaggi e mettersi in contatto coi fans) e magari proporrei ogni tanto qualche filmato o anche semplici messaggi vocali (come nel suo intervento a quello speciale di Vincenzo Mollica dedicato a Mina o nella più recente prefazione di Adriano che spiega come nacque il rock in Italia, nello speciale “Raccontando Celentano”, sempre dello stesso Mollica). Per dire la sua, per parlare al mondo e ai fans ogni qual volta ne sente il bisogno, oppure per rilasciare delle interviste.
Potrebbe proporre più spesso qualche contenuto nuovo preso dalla sua infinita carriera. E magari anche trasmettere alcuni suoi show (Fantastico?) integralmente o solo in parte.
Adriano è sempre stato moderno e all’avanguardia, quindi secondo me potrebbe sfruttare di più la Rete…

Una cosa è certa, qualunque cosa farà, sarà graditissima e sicuramente un successo. Adriano viaggia sempre su livelli qualitativi altissimi e non delude mai!

Mi sono dilungato, ma ora giro la parola ai vostri eventuali commenti.

Andrea


mag 23 2007

Andate a visitare il sito e mandate la Vostra dedica

http://canali.libero.it/affaritaliani/culturaspettacoli/celentano2105.html

Ragazzi è evidente che tutti hanno le idee un pò confuse su quella famosa notte che ha stravolto la musica italiana…il 18 maggio 1957, penso che tutti noi ci fidiamo della ricostruzione di Adriano, anche perchè, a parte lo smemorato Jannacci, ne è forse l’unico testimone importante in vita. Aldilà di questo dettaglio è bello vedergli dedicata la home page di libero on line oggi….Per questo chiedo a tutti Voi di andaro a visitare, propongo una cosa a chi, come me, abbia scritto qui la sua personale lettera ad Adriano: Copiamo ed incolliamo lì su quel link, lì sì che Adriano dovrà andare a vedere, o Lui o chi per esso…no?

IL LINK PER GLI AUGURI è stato inserioto oggi 22 maggio alle 11 e 50, per quel poco che possiamo, inondiamolo di auguri, io l’ho appena fatto, se non lo siete è opprtuno registrarsi, è un’operazione da tre minuti, ne vale la pena! Se amate davvero Adriano non perdete questa grande occasione!!!

Paolo


mag 19 2007

Questa era la storia

Quel pomeriggio il piccolo Adry, a passeggio col babbo, si trovò a passare in via Gluck: ne aveva spesso sentito parlare dai suoi genitori, ma non sapeva bene a cosa si riferissero quando la menzionavano; fatto sta che, poco a poco, era nata in lui la curiosità di vedere questa stradina. E il grande giorno – finalmente – era arrivato! Chi lo sa se il padre l’aveva condotto lì per puro caso, o con qualche scopo preciso? Eh sì, perché Adry non aveva mai palesato a chicchesia questa sua voglia di vedere la via Gluck: se l’era tenuta dentro di sé, come un segreto prezioso e caro (chissà perché, poi…).
- Babbo, perché siamo qui? – chiese con il candore e l’innocenza che solo i bambini posso avere.
- Ti ho fatto una sorpresa, Adry. Sai che giorno è oggi? – chiese il genitore, guardando suo figlio con fare divertito e al contempo complice.
- Beh certo! Oggi è la Befana! – rispose Adry con una risata. Come poteva non saperlo? Quella mattina aveva trovato un sacco di regali dentro alle calze appese al caminetto, e avevano tutti festeggiato l’arrivo della simpatica vecchietta a cavallo della sua scopa (anche se a me sembrava la nonna…).
-Bravo Adry! Ma oggi non è solo il giorno della Befana. È anche il giorno in cui, tanto tanto tempo fa, è nato un grande personaggio…
- Chi è, chi è? – La curiosità del bimbo era ormai stata messa in moto, e niente e nessuno l’avrebbero più fermata!
- Ti do un indizio… si chiamava come te… – disse il padre, anche se il suo sguardo, sempre più gioviale, pareva dire al figlio “Lo so che non sai di chi ti sto parlando, ma non importa!”
- Uhm… – Adry assunse un’aria pensierosa, conscio che la domanda del genitore l’aveva messo in seria difficoltà.
Passato qualche secondo di completo silenzio, il padre disse: – Adriano… Celentano!!!”
Adry mutò espressione: quel cognome gli era familiare, sicuramente l’aveva letto in qualche libro, oppure su qualche sito Internet… ma chi era questo Celentano?
Indovinando i dubbi che si dipingevano sul volto di Adry, il babbo (che si chiamava Leone) disse: – Adriano Celentano è stato uno dei più grandi artisti dello scorso secolo e dell’inizio di questo… Oggigiorno, è tanto famoso che è finito anche nei libri di storia, alla voce “Cultura e spettacolo”.
“Ecco dove l’avevo letto!” – penso Adry.
- Questo grande uomo (perché Adriano lo era, pur se con i suoi difetti di cui nessuno al mondo è privo), ha rivoluzionato prima la musica, poi il cinema e anche la televisione del nostro paese… Anche se oramai è famoso in tutto il mondo, il suo nome risuona dall’Europa all’Asia, dalle Americhe all’Oceania.. Il suo nome è un mito, la sua persona imitata e studiata da milioni di fans e ammiratori… La sua luce non smetterà mai di splendere e illuminare il nostro mondo…
Mentre Leone parlava, Adry si stava man man accorgendo che ormai non si stava rivolgendo più a lui: stava parlando a sé stesso, al suo cuore, stava rivivendo con le parole il suo passato, la sua vita trascorsa, tutti i bei ricordi che aveva passato con il Molleggiato… e l’elenco era lungo, e scaldava il cuore e l’anima. Sì, anche lui idealmente faceva parte del Clan, così come tutta la gente che aveva voluto bene a quel ragazzo dinoccolato che ci avrebbe fatto cantare, ballare, sognare, emozionare, riflettere e anche (perché no?) qualche volta incazzare! Le corde del cuore di Leone erano pizzicate da questo flusso incessante e scintillante di pensieri, elucubrazioni e soprattutto Amore per colui che aveva contribuito a diffondere il rock in Italia, a parlare di ecologia negli anni 60, a inventare il rap, a creare una maschera cinematografica subito riconoscibile, a rivoluzionare il modo di fare televisione! Questo e altro era Adriano Celentano, signori miei, e come è destino di tutti i miti, ognuno porta con sé nel profondo una propria visione del personaggio, una visione personalizzata dell’idolo… Ma il denominatore comune è uno solo. ADRIANO SEI UN GRANDE!
Il rumore di un aereo supersonico tolse Leone dalla “trance” nella quale era sprofondato. Quanto era rimasto lì a fantasticare? Secondi? Minuti? e chi può dirlo?
Leone vide che Adry lo stava fissando con ammirazione: quanto di quello che gi era passato per il cervello aveva esternato a parole? Mistero. Una cosa era certa: poco o tanto, quello che aveva detto era rimasto scolpito nel pensiero di Adry come nel marmo! Ne era certo, Leone. Quei candidi occhi avevano una luce nuova, diversa. Sapeva bene quello che voleva significare.
- Adry, tieni – disse Leone, porgendo al figlio un foglietto estratto dal cappotto. – Voglio che sia tu a lasciare questo sulla statua.
Si stava riferendo a una gigantesca statua posta al centro della via che raffigurava… Indovinate un po’? Ovviamente il mito, raffigurato mentre si contorceva in uno dei suoi balli scatenati. Ai piedi della statua stavano fiori, candele, anche qualche vecchio disco in vinile che, purtroppo, non era più possibile ascoltare, dato che tutti i girafischi erano scomparsi.
- Lascia questo biglietto qui, ai piedi della statua.
Adry obbedì; sul foglio era scritto: “6 Gennaio 1938 – 6 Gennaio 2038 La leggenda continua — Adriano, grazie di essere. Punto.
- Adesso andiamo a casa, Adry. Ho tante cose su di lui da dirti.
Il ragazzo abbracciò forte forte il padre, il quale lo prese e se lo caricò sulle spalle, allontanandosi da quella via, apparentemente tanto uguale alle altre ma tanto diversa.
Incorniciati dal sole al tramonto, i due sembravano davvero “Un bimbo sul… Leone”.

FINE


mag 18 2007

Adriano, sei la mia droga.

Ciao ragazzi, io non so scrivere bene come alcuni di voi…sarà perchè vado sempre di fretta, perchè ho sempre la testa impicciata da mille cose, però stavolta un bel pensierino (pensierone?) lo vorrei buttare giù anch’io e metterlo qua, in prima pagina.

Oggi credo si possa definire una giornata memorabile. Non per tutti, ovviamente. Ma per milioni di italiani sì, almeno spero.
Una giornata che, lanciata indietro nel temo di 50 anni, faceva sbocciare quello che poi sarebbe diventato un mito: Adriano Celentano.
La canzone d’esordio, Ciao ti dirò, non è certo delle più carine…è stupidina e banale ma è grazie a lei se ora ci troviamo ancora “tra i piedi” un uomo capace di interpretare capolavori come “L’emozione non ha voce” o “C’è sempre un motivo”.
Adriano ha saputo portare in Italia una cosa chiamata Rock, una ventata d’aria fresca in un tempio fossilizzato dalla melodia italica del tempo.
A differenza di tutti i suoi coetanei-colleghi, però, lui ha saputo cavalcare la cresta dell’onda non per 10 o 20 anni…ma per 50.
Si è scoperto attore, regista, comico, polemista, predicatore, sceneggiatore, autore, conduttore ….ecc…ecc…
Ha saputo conquistare milioni di cuori con le sue canzoni d’amore, con la sua voce inimitabile che si adatta al Rock, al pop, al rap, al jazz, al blues…e chi più ne ha più ne metta.
Del suo repertorio tutti conoscono almeno una quindicina di canzoni e tutti hanno visto almeno cinque o sei film da lui interpretati.
La sua popolarità non ha paragoni, tra i nostri artisti, credo sia il più forte in assoluto.
Adriano, io l’ho scoperto alla fine del 2002 ed è grazie a celentanofans.it che sono diventato un tossicodipendente. Sì, drogato di celentanite.
La canzone che me l’ha iniettato nel sangue è stata Svalutation, ascoltata per la prima volta (e per una decina di volte in 2 ore…) ad una festa di compleanno.
Quelle note, quella voce mi hanno reso parte di lui, proprio come accadde a lui con Rock around the clock.
“E una musica esplosiva..mi scoppiò dentro nel cuore…”
Ho iniziato subito dopo ad ascoltare il suo repertorio e l’esplosione definitiva è avvenuta con l’ascolto ripetitivo di “L’emozione non ha voce”.
Sarò monotono e ripetitivo, anche pazzo…ma questa canzone la posso ascoltare anche 20 volte al giorno senza annoiarmi anzi, emozionandomi ogni volta.
Le versioni live ancora di più di quella registrata su disco.
Questa canzone ha il potere di drogarmi letteralmente, di ipnotizzarmi, di spegnermi il cervello.
Quando Adriano lo vedo in tv inizio a star male.
Sì sono pazzo, ma sto male.
Il 20 Ottobre 2005, giorno d’esordio di RockPolitik ho avuto la febbre.
We, non sto scherzando: alle 18.30 avevo 37.8°.
Alle 21 avevo 38°…avevo già disfatto lo zaino di scuola per il giorno dopo.
Poi al mattino stavo bene e son dovuto andare.
Sono più che convinto che la causa era stata Adriano.
L’agitazione, la curiosità, il non stare più nella pelle mi ha fatto venire letteralmente la febbre.
E’ da qui che mi permetto di dire che per me è un secondo padre o il fratello mai avuto.
Mi spiace quando mi aspetto che faccia qualcosa e poi, puntualmente, non la fa.
Come oggi, chissà che mi aspettavo fino a 10 giorni fa….ora invece eccoci qui.
Lui non si è fatto sentire, non si è fatto vedere, non ha scritto niente.
Dov’è Adriano? Boh.
Ma sonon convinto che da parte sbucherà, forse anche da sotto il mio letto, ma sbucherà.
Uscirà fuori con un grande botto entro l’anno , ne sono certo.
Oggi era il giorno esatto d’anniverario…ma il 2007, questi 365 giorni…sono tutti d’anniversario. Perciò può sbucare quando vuole.
A ottobre uscirà il disco…e chissà che non esce anche lui in tv, su un palco, su un giornale…da qualche parte uscirà anche lui.

Questa lettera l’ho buttata giù di getto, perciò vi sembrerà un pò “in confusione” proprio come il mio stato d’animo quando parlo di Lui, mi si accavallano in testa le cose da dire.
Potrei star qui a scrivere per ore ma poi vi addormentereste sulla tastiera per stare a leggermi.
Mi fermo qui, concludendo, in sostanza, che Adriano è il più forte di tutti, l’unico che sa farmi riflettere anche su temi che magari non calcolo nemmeno.
Adriano ti voglio bene….fatti sentire, fatti vedere perchè la tua assenza fa male, c’è bisogno di te, proprio come una droga, abbiamo bisogno della nostra dose di celentanite, come una sigaretta dopo i pasti, di cui non si può far a meno (per un fumatore come me…)
Adriano non ti dimenticherò mai,
con affetto,
Fabrizio.

ps: poi casomai, vabè…niente…la frase finisce qui. punto.